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Voice cloning mediante intelligenza artificiale. La crescente diffusione delle truffe vocali impone una valutazione più approfondita del fenomeno in Svizzera?
Testo depositato
Negli ultimi anni il Parlamento si è già occupato più volte dei rischi legati ai deepfake, al phishing, al furto d’identità digitale e ad altre forme di criminalità informatica basate sull’intelligenza artificiale. Parallelamente, sta emergendo con crescente rapidità un fenomeno specifico e particolarmente preoccupante: il cosiddetto voice cloning, ossia la riproduzione artificiale della voce di una persona mediante strumenti di intelligenza artificiale generativa.
Secondo numerosi rapporti specialistici e casi recentemente riportati anche dalla stampa svizzera, bastano oggi pochi secondi di registrazione audio – spesso facilmente reperibili sui social media od online – per creare imitazioni vocali estremamente credibili. Tali tecnologie vengono utilizzate per truffe telefoniche, richieste fraudolente di trasferimenti bancari, falsi ordini urgenti o manipolazioni nei confronti di privati, imprese e persone anziane. Anche il Centro nazionale per la cibersicurezza (BACS) ha recentemente segnalato un aumento di fenomeni di voice phishing resi più sofisticati grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale.
Alla luce di questi sviluppi, si chiede pertanto al Consiglio federale quanto segue:
Quali danni finanziari noti o stimati sono riconducibili in Svizzera a casi di voice cloning o di voice phishing basati su tecnologie di intelligenza artificiale? Il Consiglio federale dispone di valutazioni concernenti la possibile evoluzione futura del fenomeno e dei relativi danni?
Esistono già forme di cooperazione strutturata tra Confederazione, Cantoni, operatori di telecomunicazione, piattaforme digitali, fornitori di servizi tecnologici, banche e altri intermediari finanziari per individuare, segnalare e prevenire casi di voice cloning a fini fraudolenti? Se sì, il Consiglio federale le ritiene sufficienti?
Il Consiglio federale ritiene necessario introdurre una raccolta statistica nazionale relativa ai casi di truffa mediante clonazione vocale, distinguendoli dalle altre forme di phishing o di criminalità informatica?
Quali misure di sensibilizzazione e prevenzione sono già state adottate o sono previste per informare la popolazione, in particolare le persone anziane, le imprese e le autorità pubbliche sui rischi connessi all’utilizzo fraudolento di voci artificiali generate tramite intelligenza artificiale?
Parere del Consiglio federale
In merito alla domanda 1: tra il voice phishing (il cosiddetto vishing) e il voice cloning vi è una differenza sostanziale. Sono considerate voice phishing le telefonate fraudolente in cui i malviventi, utilizzando voci umane o generate al computer, cercano di conquistare la fiducia delle vittime e di trarle in inganno senza imitare la voce di una persona specifica. Il termine voice cloning invece indica l’imitazione supportata dall’intelligenza artificiale della voce di una determinata persona reale con lo scopo di falsificarne l’identità in modo mirato.
Nel primo semestre del 2026 all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) sono stati segnalati poco meno di 2000 casi di voice phishing. Per quanto riguarda queste forme di truffa, negli ultimi mesi è stato registrato un sensibile aumento dei casi, ma non è noto l’ammontare dei danni. Inoltre non è possibile stabilire in quale misura l’IA abbia contribuito a far aumentare i casi. Sebbene l’utilizzo dell’IA semplifichi l’esecuzione di simili attacchi, questi ultimi possono essere messi in atto anche senza ricorrere all’IA.
È diverso il caso del voice cloning, che è un fenomeno reso possibile dall’intelligenza artificiale. Per gli aggressori questa tecnica comporta un dispendio tale da renderla economicamente vantaggiosa solo in presenza di obiettivi particolarmente redditizi. Di conseguenza, gli attacchi mirati di voice cloning, in cui viene clonata, ad esempio, la voce di un CEO, sono un fenomeno limitato in primo luogo alle grandi aziende. Finora all’UFCS sono stati segnalati solo pochi casi di questo tipo. Tuttavia, la disponibilità su larga scala di modelli di IA generativa semplifica l’accesso al voice cloning.
In merito alla domanda 2: l’UFCS riceve segnalazioni relative a ciberincidenti e ciberminacce e dialoga regolarmente con le autorità di perseguimento penale, gli operatori di telecomunicazioni, le banche e altre parti interessate. Questo scambio di informazioni funziona ed è ben consolidato in particolare nell’ambito del phishing.
In merito alla domanda 3: dal punto di vista odierno, non è opportuno creare una categoria statistica apposita per il voice cloning. I casi di questo genere sono molto rari, ragione per cui l’utilità di una tale categoria sarebbe limitata. Inoltre mancano metodi affidabili per stabilire a posteriori se una voce è stata clonata usando l’intelligenza artificiale.
In merito alla domanda 4: l’UFCS, le polizie cantonali, le banche e altre aziende e organizzazioni fanno sensibilizzazione in modo attivo in merito al tema del phishing e in particolare del voice phishing utilizzando diversi canali. Ne sono un esempio le informazioni riportate sul sito web dell’UFCS, sul sito web cybercrimepolice.ch o le campagne nazionali di sensibilizzazione «s-u-p-e-r.ch» e «e-banking - ma sicuro!». Inoltre, l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sotto forma di fumetti (disponibile all’indirizzo www.websters.swiss) destinata a un pubblico giovane. Le attività di sensibilizzazione hanno l’obiettivo di informare la popolazione in merito al fatto che un numero visualizzato e una voce familiare non sono una prova affidabile dell’identità e che in caso di richieste urgenti di pagamenti al telefono occorre interrompere la comunicazione. Tra l’altro si raccomanda esplicitamente di concordare parole in codice in famiglia. Le campagne di sensibilizzazione vengono adeguate costantemente alla situazione di minaccia del momento.