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L'Echa ha classificato il TFA come tossico per la riproduzione. Cosa significa questo per la Svizzera?
Testo depositato
L’Agenzia europea per i prodotti chimici (ECHA) ha classificato l’acido trifluoroacetico (TFA) come tossico per la riproduzione poiché può compromettere la fertilità degli esseri umani e nuocere ai bambini non ancora nati.
Secondo l’UFAM, il TFA è presente in modo esteso nelle acque sotterranee svizzere: «Le principali fonti sono i prodotti fitosanitari nonché gas refrigeranti e propellenti. Mentre il TFA contenuto nei prodotti fitosanitari viene dilavato direttamente dal suolo nelle acque sotterranee, quello prodotto dai gas refrigeranti e propellenti viene dapprima rilasciato nell’atmosfera per poi infiltrarsi nel suolo e nelle acque sotterranee tramite le precipitazioni. Anche le acque di scarico industriali possono svolgere un ruolo significativo in alcune aree.»
Le molecole di TFA sono molto piccole, mobili e idrosolubili e non è quindi possibile separarle dall’acqua utilizzando metodi convenzionali. Se l’Unione europea dovesse introdurre un valore massimo per la quantità di TFA presente nelle acque sotterranee e nell’acqua potabile, i costi per la Svizzera potrebbero rivelarsi elevati. Nell’estate del 2025, i fornitori di acqua hanno infatti dichiarato alla SSR che in gran parte della Svizzera l’acqua potabile dovrebbe essere sottoposta a un trattamento speciale. Tale processo richiederebbe impianti per l’osmosi inversa tecnicamente complessi e costosi da costruire, che le piccole comunità nelle zone agricole non potrebbero permettersi.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
nel suo rapporto in adempimento del postulato Moser 22.4585 «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti», il Consiglio federale afferma che in Svizzera le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) generano ogni anno costi pari a 1–1,6 miliardi di franchi nel solo settore della sanità. In questa valutazione dei costi si è tenuto conto di tutti gli effetti nocivi del TFA sulla salute, considerato che il TFA rientra nelle PFAS ma è finora stato categorizzato dalla Confederazione come «non rilevante»? In caso affermativo, come esattamente? In caso negativo, quali altri costi dovrà sostenere la Svizzera?
Cosa può significare la decisione dell’ECHA per la Svizzera in generale, per la nostra gestione delle sostanze che si degradano nel o insieme al TFA e per l’approvvigionamento di acqua potabile nelle diverse regioni svizzere?
Se l’Unione europea dovesse introdurre un valore massimo per il TFA e la Svizzera lo adottasse, il Consiglio federale ritiene che l’acqua potabile dovrebbe essere sottoposta a un trattamento speciale in gran parte della Svizzera? Se non lo ritiene necessario, perché? Se sì, occorrono degli impianti per l’osmosi inversa o esistono delle alternative?
In generale, quali vantaggi e svantaggi comportano questo tipo di impianti?
Parere del Consiglio federale
1) Le cifre menzionate nel rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser si basano sul rapporto «The Cost of Inaction – A socioeconomic analysis of environmental and health impacts linked to exposure to PFAS» del Nordic Council of Ministers (www.norden.org > Publications > «The Cost of Inaction – A socioeconomic analysis of environmental and health impacts linked to exposure to PFAS»). In tale rapporto vengono monitorate le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) tensioattive con lunghezze di catena comprese tra C4 e C14. L’acido trifluoroacetico (TFA) non rientra fra queste sostanze.
Il Consiglio federale non è conoscenza di stime dei costi della salute correlati al TFA.
I costi per il trattamento delle acque dipendono dall’entità del valore limite per il TFA definito per le acque sotterranee e l’acqua potabile. Nel rapporto pubblicato dall’Unione europea (UE) «The cost of PFAS pollution for our society» (https://op.europa.eu > EU publications > «The cost of PFAS pollution for our society») sono stati stimati i costi per il rispetto di un valore limite di 500 nanogrammi per litro per tutte le PFAS (incluso il TFA) nello Spazio economico europeo (SEE). I soli costi generati dal TFA ammontano a 1415 miliardi di euro l’anno, ossia 260 milioni di franchi l’anno per la Svizzera.
2) La decisione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) non implica conseguenze immediate. Non appena la classificazione del TFA verrà definita anche a livello di ordinanza nell’UE, in Svizzera e nell’UE verranno effettuate diverse analisi volte a introdurre un valore massimo di TFA nell’acqua potabile. Eventuali conseguenze per l’approvvigionamento di acqua potabile potrebbero insorgere soltanto se non dovesse essere rispettato tale valore massimo. La nuova classificazione potrebbe inoltre influire su future limitazioni di sostanze, preparati e oggetti che rappresentano fonti di TFA e sulla verifica continua delle autorizzazioni esistenti per determinati principi attivi di prodotti fitosanitari.
3) La necessità da parte dei fornitori di acqua potabile di trattare l’acqua e in che misura farlo relativamente al TFA dipende dall’eventuale valore massimo che verrà fissato. La Confederazione segue attentamente i lavori in corso nell’UE in relazione al TFA e, in base ai risultati e a eventuali adeguamenti giuridici dell’UE, esaminerà se occorra introdurre in Svizzera un valore massimo per il TFA nell’acqua potabile.
4) Il vantaggio generale dell’osmosi inversa consiste nell’eliminazione di tutte le componenti presenti nell’acqua. Rispetto ad altre procedure di trattamento presenta invece lo svantaggio, per esempio, dell’elevato consumo di energia. Inoltre, a seconda della modalità con cui viene effettuata, occorre rimineralizzare l’acqua. Al momento non è possibile stimare se sarà necessario un trattamento con osmosi inversa o altre misure dopo l’eventuale introduzione di un valore massimo per il TFA nell’acqua potabile. Se così fosse, occorrerebbe esaminare caso per caso la modalità ideale per la preparazione di acqua potabile conforme al diritto.