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Origine sociale e uguaglianza delle opportunità. Intervenire per ridurre le disparità nella formazione
Testo depositato
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
Come valuta i risultati della Report Card 20 dell’UNICEF sulla correlazione fra origine sociale, successo formativo, soddisfazione per la propria vita e partecipazione sociale?
Quali sviluppi ha osservato dal conferimento del mandato al Consiglio svizzero della scienza nel 2018?
A cosa imputa le marcate differenze di livello formativo fra i giovani provenienti da ambienti privilegiati e quelli cresciuti invece in famiglie svantaggiate?
Cosa si sa sull’impatto della povertà infantile e delle disparità di reddito su formazione, salute, benessere e partecipazione sociale?
Come valuta l’efficacia delle misure esistenti per promuovere l’uguaglianza delle opportunità?
In quali settori ritiene sia necessario intervenire per ridurre le disparità formative dovute alla disuguaglianza sociale?
Che importanza attribuisce al sostegno alla prima infanzia, alle strutture per l’infanzia complementari alla famiglia, alle scuole a orario continuato e alle offerte di promozione mirate per i bambini e i giovani di contesti svantaggiati?
È disposto a vagliare ulteriori misure per ridurre l’impatto dell’origine sociale sul successo formativo, in collaborazione con i Cantoni e con la CDPE?
Ritiene necessario un maggiore coordinamento nazionale o una strategia comune di Confederazione, Cantoni e CDPE per promuovere l’uguaglianza delle opportunità? In caso di risposta negativa, perché?
Motivazione
Il Consiglio federale aveva incaricato il Consiglio svizzero della scienza di effettuare un’analisi della selettività sociale in ambito formativo già nel 2018. Dal rapporto è emerso che in Svizzera il rendimento scolastico è fortemente dipendente dall’origine sociale. Anche il Rapporto educativo svizzero 2026 constata che nel periodo 2012 – 2022 non sono visibili miglioramenti tangibili per quanto riguarda un accesso paritario alla formazione.La Report Card 20 dell’UNICEF pubblicata a maggio 2026 conferma questa tendenza: mentre il 91 per cento dei giovani provenienti da economie domestiche privilegiate raggiunge competenze di base, tra i giovani appartenenti a economie domestiche svantaggiate la percentuale scende al 46 per cento, facendo così rientrare la Svizzera fra i Paesi OCSE con il maggior divario formativo in base all’origine sociale. Lo studio evidenzia inoltre una correlazione tra la situazione sociale, la soddisfazione per la propria vita e la partecipazione sociale. Da notare che la povertà infantile e le disparità di reddito sono ulteriormente aumentate.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale è favorevole a qualsiasi misura volta a promuovere l’uguaglianza delle opportunità in Svizzera.
1. + 2. Il rapporto dell’UNICEF Report Card 20 (www.unicef.org/innocenti > Projects and reports > Innocenti Report Card > Unequal Chances: Children and economic inequality) si concentra sulle disuguaglianze sociali e sulla salute psichica e fisica dei bambini, menzionando inoltre i buoni risultati della Svizzera. Tuttavia, numerosi indicatori mostrano che l’origine socioeconomica continua a influenzare i risultati scolastici. Confrontando i risultati delle indagini PISA 2012 (ripresi nel 2018 dal Consiglio svizzero della scienza) e PISA 2022 si noterà che l’influenza dell’origine sociale incide sempre più sul profitto scolastico. Le analisi dell’UST mostrano inoltre che l’ottenimento di un titolo del secondario II (www.bfs.admin.ch > Publication > L'obtention d'un titre du degré secondaire II selon le contexte socio-économique des jeunes) e l’accesso alle scuole universitarie (www.bfs.admin.ch > Statistiques > Education et science > Indicateurs de la formation > Hautes écoles: origine sociale) continuano a essere influenzati da fattori socioeconomici come il reddito dell’economia domestica e il livello d’istruzione dei genitori. L’uguaglianza delle opportunità rimane tuttavia difficilmente misurabile, dato che il potenziale individuale non è apprezzabile. Inoltre, gli studi dimostrano che, per quanto riguarda la mobilità del reddito, a livello internazionale la Svizzera si posiziona bene.
3. Il rapportoPISA 2022 (www.oecd.org > Publications > Résultats du PISA 2022 [Volume I]) sottolinea, appoggiandosi a diversi studi, che prestazioni differenti a seconda dello status socioeconomico sono dovute in particolare a differenze finanziarie, culturali e sociali fra le famiglie. Anche le privazioni e le avversità vissute durante l’infanzia possono influire sullo sviluppo cognitivo. Da notare però che la relazione fra la performance e lo status socioeconomico non è immutabile: alcuni alunni provenienti da famiglie svantaggiate si dimostrano resilienti e si posizionano ai primi posti nel proprio Paese. In Svizzera, la quota di alunni con questo profilo rimane però inferiore alla media OCSE.
4. Il primo rapportodel Monitoraggio della povertà in Svizzera(2025) mostra che gli adulti cresciuti in una situazione finanziaria difficile soffrono più sovente di privazioni materiali e sociali rispetto alle persone che, in gioventù, avevano una situazione finanziaria migliore (www.armutsmonitoring.ch). Nel fascicolo tematico «Formazione e povertà in Svizzera» viene inoltre mostrato come la povertà della famiglia di origine comprometta le opportunità di formarsi. Alcuni studi internazionali dimostrano che la povertà mette a rischio lo sviluppo dei bambini.
5 + 7. Le strutture di accoglienza diurna, l’aiuto mirato per i bambini e i giovani svantaggiati,la custodia istituzionale di bambini complementare alla famiglia e il sostegno alla prima infanzia sono in primo luogo di competenza cantonale e, in parte, comunale. Il sostegno alla prima infanzia rientrava già nelle priorità del Programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà (2014–2018), dal quale sono nati numerosi progetti pilota, guide e ricerche con relativi risultati. In particolare ne è emerso che il sostegno alla prima infanzia deve essere un elemento chiave nella promozione continua delle opportunità di formazione. Con il suo finanziamento iniziale, limitato nel tempo, la Confederazione ha sostenuto l’ampliamento dell’offerta di custodia complementare alla famiglia. L’entrata in vigore della legge federale concernente il sostegno alla custodia di bambini complementare alla famiglia (LSCus), approvata di recente, permetterà alla Confederazione di continuare a sostenere l’ampliamento dell’offerta in tal senso. Inoltre, tutti i genitori attivi professionalmente riceveranno un assegno di custodia.
6 + 8 + 9: Nella Dichiarazione 2023 sugli obiettivi politici comuni per lo spazio educativo svizzero, il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) hanno ribadito il loro impegno a favore dell’uguaglianza delle opportunità. Questo principio è anche uno dei temi trasversali del Rapporto sul sistema educativo svizzero ed è attualmente oggetto di un rapporto specifico nel quadro del monitoraggio dell’educazione. Nel 2023 la CDPE ha inoltre istituito una commissione interna sull’equità e la formazione (Équité et formation), mentre la Confederazione sostiene numerose altre misure in questo ambito (www.sbfi.admin.ch > Politica ERI > Politica ERI 2025-2028 > Temi trasversali > Uguaglianza delle opportunità). Visto l’approccio coordinato dei diversi settori politici coinvolti, il Consiglio federale non ritiene necessario elaborare una strategia nazionale supplementare.