26.3797
Formare più medici in Svizzera
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di aumentare durevolmente i posti di formazione di base e continua in medicina umana nell’ambito di una riedizione del «programma speciale medicina umana». A tal fine dovrà stanziare un credito straordinario di 100 milioni di franchi per incrementare il numero di posti di studio e di formazione continua nei settori ospedaliero e ambulatoriale.
Motivazione
Nel settore della sanità, la Svizzera si trova ad affrontare un duplice problema: la domanda di cure mediche è destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione e del fatto che nei prossimi anni numerosi medici raggiungeranno l’età pensionabile, il che aggraverà la carenza di personale qualificato soprattutto nell’assistenza di base. Già oggi la dipendenza della Svizzera da personale specializzato formatosi all’estero è elevata: il 41 per cento dei medici che esercitano la loro professione in Svizzera ha conseguito il diploma in medicina umana all’estero, rispetto al 32 per cento del 2015 (www.fmh.ch/politik-medien/schweizerische-aerztezeitung/ausgabe-03/ausgabe-03-aerztestatistik.cfm#i213122). Questa dipendenza comporta un rischio enorme per l’assistenza sanitaria: se le condizioni quadro per il personale specializzato dovessero peggiorare in Svizzera o migliorare in altri Paesi, si rischierebbe una situazione di grave carenza.
La domanda di posti di studio è elevata, ma mancano posti di formazione universitaria pratica e continua. Il primo «Programma speciale medicina umana» (messaggio ERI 2017–2020) ha dimostrato che gli investimenti della Confederazione pagano: grazie allo stanziamento di 100 milioni di franchi, il numero dei diplomati è passato da 900 a circa 1300 all’anno. Una riedizione del programma, con lo stesso volume di finanziamento, potenzierà le capacità di formazione e perfezionamento professionale e soddisferà al contempo il fabbisogno aggiuntivo di cure mediche. Oltre all’incremento dei posti, è tuttavia necessaria anche una nuova ripartizione delle risorse tra i settori ospedaliero e ambulatoriale. Infatti, sempre più interventi che in passato venivano eseguiti negli ospedali sono ora effettuati in regime ambulatoriale. La formazione medica continua, tuttavia, si svolge ancora prevalentemente negli ospedali. Per promuovere la formazione anche nel settore ambulatoriale, una parte delle risorse andrebbe destinata esplicitamente a posti di formazione (retribuiti) in questo settore.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale condivide l’obiettivo della mozione, ossia quello di formare un numero sufficiente di medici in Svizzera. Gli sforzi dei Cantoni – i principali responsabili della formazione universitaria e della formazione continua – e il sostegno della Confederazione stanno dando i loro frutti: con 1381 diplomi rilasciati nel 2024, il Programma speciale medicina umana 2017–2020 ha già superato il suo obiettivo, che si attesta a 1300 master all’anno a partire dal 2025. Sono inoltre state rafforzate la medicina di famiglia, l’interprofessionalità, l’orientamento alla pratica nonché determinate competenze fondamentali quali la collaborazione.
Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che garantire l’assistenza medica di base e ridurre la dipendenza dai medici con diploma estero rimane una sfida. Nell’ambito dell’attuazione delle mozioni Roduit 23.3293 e Hurni 23.3854 sono stati avviati lavori di approfondimento sui temi «ammissione», «formazione», «formazione continua», nonché «interprofessionalità e condizioni di lavoro». Mentre questi lavori riguardano in primo luogo le competenze cantonali (posti di formazione e condizioni di lavoro), la Confederazione disciplina soprattutto gli obiettivi della formazione e l’abilitazione all’esercizio della professione e la Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU) è responsabile del coordinamento universitario in tutto il Paese, in particolare per quanto riguarda i requisiti di ammissione e i progetti comuni. I lavori in corso in questi quattro campi tematici sono coordinati da un gruppo di progetto in cui siedono la Confederazione, i Cantoni e le scuole universitarie.
Per quanto riguarda i temi «ammissione» e «formazione», il Consiglio delle scuole universitarie della CSSU ha commissionato a swissuniversities l’elaborazione di apposite linee guida. Il rapporto «Zulassung zum Medizinstudium und Organisation des humanmedizinischen Studiums» (www.swissuniversities.ch > Attualità > Tutte le comunicazioni > Studi di medicina: rapporto sui posti di studio e sulle procedure d’ammissione) è stato pubblicato alla fine di giugno 2026. Raccoglie analisi e raccomandazioni, anche su un eventuale riforma delle condizioni d’ammissione agli studi, sull’aumento del numero di posti di formazione e sull’ulteriore sviluppo dei programmi di formazione in medicina umana. A maggio 2026 il Consiglio delle scuole universitarie ha preso atto dei risultati e ha incaricato swissuniversities di effettuare ulteriori approfondimenti. I risultati sono attesi nel corso del 2027, dopodiché, il Consiglio delle scuole universitarie deciderà sul da farsi, sulle eventuali misure concrete da adottare e sul loro finanziamento.
Per formare un maggior numero di medici specialisti, in particolare nell’assistenza sanitaria di base, è importante provvedere a un’offerta di posti di formazione e di assistenza interessanti. Nell’ambito dell’Agenda Cure di base, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha quindi elaborato diverse misure volte a promuovere la formazione post-laurea. In un rapporto di riferimento, queste misure vengono ora classificate in ordine di priorità e concretizzate. In questo contesto la promozione dei posti di formazione continua nel settore ambulatoriale sarà un tema centrale. I primi risultati saranno presentati a ottobre 2026 nell’ambito del Dialogo sulla politica nazionale della sanità. Per contro, i risultati complessivi sull’attuazione delle due mozioni citate saranno presumibilmente disponibili entro il primo semestre del 2027.
È solo sulla base dei risultati degli studi preliminari che la Confederazione e i Cantoni potranno valutare quali misure siano adeguate nella formazione e nella formazione continua e quale sia il fabbisogno finanziario che ne deriva in entrambi i settori, tenendo conto delle diverse logiche di finanziamento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.