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Medicamenti generici e biosimilari. Sfruttare l'elevato potenziale di risparmio
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto quali delle misure introdotte con l’ultima revisione per ridurre i prezzi dei generici (modifiche d’ordinanza 2023) si stiano rivelando efficaci e come si possano adeguare le basi legali per sfruttare ulteriormente il potenziale di risparmio offerto dai medicamenti con brevetto scaduto, senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento di medicamenti a prezzi e costi contenuti. Nel rapporto dovrà inoltre fornire un quadro aggiornato delle differenze di prezzo dei generici tra la Svizzera e l’estero.
Motivazione
I confronti di prezzo mostrano regolarmente che in Svizzera i generici e i biosimilari sono nettamente più costosi rispetto a Paesi europei comparabili. I prezzi di fabbrica per la consegna dei generici del medicamento antitumorale Glivec (con il principio attivo imatinib) ammontano a 923 franchi in Svizzera, contro gli 84 euro in Germania (30 compresse da 400 g). Hyrimoz, il biosimilare di Humira, è commercializzato dallo stesso fabbricante di generici al prezzo di 734 franchi in Svizzera e di 201 euro in Austria (2 siringhe preriempite da 40 mg/0,8 ml). Queste differenze di prezzo non sono giustificabili nemmeno tenendo conto delle dimensioni ridotte del mercato svizzero e delle esigenze di approvvigionamento.
Nel 2023, il Consiglio federale ha adottato diverse modifiche d’ordinanza per incentivare il ricorso a generici e biosimilari e per ridurre i costi dei medicamenti coperti dall’assicurazione malattie. Le misure comprendevano, tra l’altro, l’adeguamento delle differenze di prezzo, l’aumento dell’aliquota percentuale differenziata, l’introduzione di misure per promuovere i biosimilari e il livellamento delle parti proprie alla distribuzione. I risparmi attesi erano dell’ordine di circa 300 milioni di franchi all’anno.
Nonostante questi interventi, per alcuni generici e biosimilari sembra esserci ancora un divario di prezzo notevole rispetto all’estero. Il Consiglio federale dovrà quindi chiarire in un rapporto quali delle misure adottate con la revisione 2023 stiano dando frutti, se i risparmi prospettati saranno realizzati e se siano necessari ulteriori interventi per generici e biosimilari specifici che presentano grandi differenze di prezzo rispetto all’estero ed elevate cifre d’affari. Infine, dovrà illustrare come si possano adeguare le basi legali per sfruttare questo potenziale di risparmio senza pregiudicare la sicurezza dell’approvvigionamento di medicamenti a prezzi e costi contenuti. L’obiettivo è incrementare in modo sostanziale la quota di generici in Svizzera, ancora relativamente bassa.