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Transizione energetica: rinfrescare invece di sprecare energia solare. Per le persone, la salute e l'economia
Testo depositato
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle seguenti domande:
Il Consiglio federale riconosce il fatto che i gruppi vulnerabili, ovvero anziani, malati e bambini, nonché alcune categorie professionali, come il personale sanitario e il corpo docente, non siano adeguatamente tutelati di fronte all’aumento delle ondate di calore dovuto ai cambiamenti climatici?
La Confederazione adotta già diverse misure per tutelare la popolazione dagli effetti del calore (cfr. risposta al postulato 22.4248). Tuttavia, l’impiego diffuso di impianti di climatizzazione per il raffreddamento attivo sembra rivestire finora un ruolo del tutto marginale. Quali sono le ragioni di questa scelta?
Il Consiglio federale ritiene che gli impianti di climatizzazione possano fornire un importante contributo alla tutela della popolazione contro gli effetti del calore e che, dal punto di vista della politica energetica, economica e climatica, il loro impiego sia giustificabile o addirittura vantaggioso, contribuendo inoltre a rendere tangibile per la popolazione il valore aggiunto derivante dal potenziamento delle energie rinnovabili, in particolare dell’energia solare?
Quali misure potrebbe adottare il Consiglio federale per promuovere un impiego mirato degli impianti di climatizzazione a tutela della popolazione e sostenere i Cantoni nell’attuazione di tali misure?
Motivazione
La canicola rappresenta un grave rischio per la salute, soprattutto per i gruppi vulnerabili, come gli anziani e i malati. È infatti dimostrato che l’aumento delle temperature interne comporta, per questi gruppi, un incremento significativo della morbilità e della mortalità. Il rischio riguarda anche l’economia: secondo uno studio, una singola ondata di calore potrebbe costare all’Europa fino allo 0,5 per cento del prodotto interno lordo, con danni paragonabili agli effetti dei dazi statunitensi iniziali sull’economia svizzera stimati dal Centro di ricerca congiunturale (KOF). La canicola compromette, quindi, la qualità della vita dell’intera popolazione, in particolare negli edifici scarsamente risanati o difficili da riqualificare, come le vecchie costruzioni, nonché nelle strutture che ospitano persone vulnerabili, per esempio gli ospedali non adeguatamente climatizzati.
Sebbene la Confederazione abbia adottato diverse misure per tutelare la popolazione dagli effetti della canicola, il ricorso agli impianti di climatizzazione continua a essere ampiamente trascurato. Un dato sorprendente se si considera che la crescente eccedenza di energia elettrica nei mesi estivi e i progressi tecnologici rendono oggi pienamente giustificabile il loro impiego. Nella migliore delle ipotesi, gli impianti di climatizzazione potrebbero persino generare un valore aggiunto, contribuendo, per esempio, a ridurre i prezzi negativi dell’elettricità durante l’estate oppure a rendere concretamente tangibili per la popolazione i benefici della Strategia energetica della Confederazione e del potenziamento dell’energia solare.
Parere del Consiglio federale
1) Il Consiglio federale è consapevole della problematica legata al crescente stress da calore. L’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), nella sua pubblicazione «Analisi dei rischi climatici per la Svizzera» del 5 giugno 2025, classifica le ripercussioni di questa problematica sulla salute umana come il principale rischio per il Paese. Le temperature elevate si ripercuotono sul benessere e sulle prestazioni delle persone, oltre a far aumentare la morbilità e la mortalità. La protezione della popolazione dal crescente stress da calore è principalmente di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Questi ricevono sostegno dalla Confederazione per mezzo di strumenti di lavoro, come per esempio la toolbox delle misure contro il caldo del 2021 dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), o aiuti alla pianificazione, come «Ondate di calore in città» e «Acqua piovana negli insediamenti» dell’UFAM e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e «Per uno sviluppo degli insediamenti adattato al clima nei Comuni» dell’ARE. La tutela dei lavoratori dal calore eccessivo spetta all’Ispettorato federale del lavoro della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e agli ispettorati cantonali del lavoro. La tutela della salute è disciplinata nell’ordinanza 3 del 18 agosto 1993 concernente la legge sul lavoro (OLL 3; RS 822.113822.113).
2) e 3) L’autorizzazione di impianti di climatizzazione negli edifici è di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Il Consiglio federale concorda sul fatto che gli impianti di climatizzazione possano fornire un contributo importante alla tutela dei gruppi particolarmente vulnerabili dagli effetti del calore negli edifici colpiti dal caldo (ospedali, centri di cura, scuole ecc.). L’approccio che adotta in merito è di tipo integrato: il surriscaldamento degli edifici andrebbe evitato innanzitutto attraverso misure passive ed edilizie, per esempio tramite ombreggiamento esterno. Laddove tali misure non producono l’effetto necessario ed è opportuno ricorrere al raffreddamento attivo, è utile integrare apparecchi ad alta efficienza energetica. Bisogna tenere comunque presente che gli impianti di climatizzazione consumano energia elettrica e dipendono da una produzione affidabile della stessa.
4) La Confederazione incentiva misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici presso i Cantoni, i Comuni e i privati con il programma Adapt+. Le domande presentate vengono valutate e classificate in ordine di priorità in base alla loro efficacia e al contributo che apportano alla riduzione dei rischi sul lungo termine. Il raffreddamento attivo non fa parte delle misure incentivate. In compenso, vengono promosse misure efficaci sul lungo termine di raffreddamento passivo (ombreggiamento, inverdimento, ventilazione) degli edifici e degli spazi pubblici.