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Promuovere la prevenzione salvavita del cancro al seno abbassando l'età di accesso agli screening mammografici
Testo depositato
Come giudica il Consiglio federale l’attuale situazione relativa alla prevenzione del cancro al seno in Svizzera e nei diversi Cantoni?Come giudica il fatto che a livello mondiale si stia registrando un aumento dei casi di cancro al seno nelle donne al di sotto dei 50 anni e che questa patologia rappresenti la seconda causa di morte per le donne di età compresa tra i 40 e i 49 anni?In che modo giustifica il fatto che l’età di accesso agli screening mammografici sia attualmente fissata a 50 anni, nonostante le recenti evidenze mediche indichino che sarebbe opportuno iniziare già prima i controlli preventivi? È disposto a formulare raccomandazioni destinate ai Cantoni per l’abbassamento dell’età di accesso agli screening mammografici?Quali misure concrete intende adottare per abbassare l’età di accesso agli screening mammografici sul piano legale?
Motivazione
Gli screening mammografici sono fondamentali per individuare precocemente il cancro al seno e migliorare le possibilità di guarigione. Nel quadro dei programmi cantonali di screening mammografico, l’assicurazione sanitaria di base si fa carico dei costi degli esami per le donne a partire dai 50 anni. Questa età, tuttavia, non corrisponde più alle evidenze mediche. I casi di tumore al seno nelle donne al di sotto dei 50 anni sono in aumento in tutto il mondo e rappresentano la seconda causa di morte nella fascia di età compresa tra i 40 e i 49 anni. Uno sguardo ai Paesi limitrofi mostra che è opportuno abbassare l’età di accesso agli screening mammografici: la Germania e l’Austria raccomandano di sottoporsi a questo esame a partire dai 45 anni, mentre in Svezia lo screening al di sotto dei 50 anni è praticato già da 20 anni. Dal recente studio «Effect of mammographic screening from age 40 years on breast cancer» emerge che mammografie effettuate regolarmente a partire dai 40 anni possono ridurre il tasso di mortalità di circa il 25 per cento. Gli screening rappresentano una misura efficace per ridurre considerevolmente la mortalità legata al cancro al seno in Svizzera. Sono indicati anche sul piano economico, poiché i costi generati da un cancro in stadio avanzato sono notevolmente più elevati. Abbassare l’età di accesso a questi esami significa salvare vite e può inoltre contribuire a ridurre i costi sanitari. Una diagnosi precoce permette alla persona di sottoporsi a terapie meno invasive e costose e di ritornare più rapidamente alla vita di tutti i giorni. I modelli di calcolo internazionali mostrano che condurre screening in gruppi di donne più giovani presenta un rapporto costi-benefici vantaggioso.
Parere del Consiglio federale
1. I programmi sistematici di diagnosi precoce permettono di individuare prima il cancro al seno e talvolta di curarlo meglio e di assicurare alle persone interessate una migliore qualità di vita. Come sottolineato dal Consiglio federale nella sua risposta all’interpellanza Piller Carrard 25.3717 «Programma di diagnosi precoce del cancro al seno», la legislazione federale demanda ai Cantoni il compito di effettuare programmi di diagnosi precoce. In questo ambito, il Consiglio federale non ha alcuna funzione di vigilanza sui Cantoni, fatta eccezione per gli aspetti relativi all’assunzione dei costi per gli esami preventivi da parte dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). La maggior parte dei Cantoni offre un programma di diagnosi precoce del cancro al seno o prevede di introdurlo (cfr. la panoramica dei programmi in Svizzera sul sito web di Swiss Cancer Screening: www.swisscancerscreening.ch/it > Offerte nel Suo Cantone).
2. Il cancro al seno è la forma di cancro più diffusa tra le donne in Svizzera e a livello internazionale. Anche nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 49 anni il cancro al seno rappresenta una malattia significativa e una delle cause di morte più frequenti. A livello internazionale si osservano in alcuni casi aumenti tra le donne sotto i 50 anni, ma anche nelle fasce di età più avanzate. Gli aumenti osservati sono spiegabili con diversi fattori, tra cui i cambiamenti nei fattori di rischio, i fattori ambientali e quelli legati allo stile di vita, nonché il miglioramento delle pratiche di diagnosi e di individuazione precoce, gli sviluppi demografici e gli adeguamenti nella registrazione e nella classificazione. Nel complesso occorre valutare questi sviluppi in maniera differenziata e continuare a osservarli con attenzione.
3.–5. L’articolo 12e dell’ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31) stabilisce a quali condizioni i costi della mammografia di diagnosi precoce sono assunti dall’AOMS. Tra queste rientra un’età minima di 50 anni. Questo disciplinamento è stato adottato dal Dipartimento federale dell’interno nell’ottobre del 2009 e si basa sulle conoscenze scientifiche dell’epoca. Da allora non è stata presentata alcuna richiesta di adeguamento delle modalità di assunzione dei costi della mammografia di diagnosi precoce.
È fondamentalmente compito degli ambienti specialistici adeguare i programmi di screening alle conoscenze scientifiche e presentare richieste di modifica delle modalità di assunzione dei costi da parte dell’AOMS. Gli ambienti specialistici interessati possono presentare in qualsiasi momento all’Ufficio federale della sanità pubblica una richiesta di adeguamento dell’OPre in cui sia dimostrato che un abbassamento del limite di età adempie i criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità.