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Sostegno alle imprese svizzere in Ucraina

26.3898 · Curia Vista – Oggetti parlamentari

Del 19 giu 2026

https://lexipedia.io/it/docs/ch/curia-vista/26-3898/it/sostegno-alle-imprese-svizzere-in-ucraina

Consultato il 1 set 2026

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  2. Confederazione
  3. Curia Vista – Oggetti parlamentari
Fonte

26.3898

Sostegno alle imprese svizzere in Ucraina

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di valutare l’efficacia e il potenziale delle misure esistenti e di quelle da sviluppare ulteriormente, al fine di sostenere le attività delle imprese svizzere in Ucraina nel medio e lungo termine.

Motivazione

Il Parlamento ha approvato l’aggiornamento dell’Accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e l’Ucraina, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027. Il nuovo accordo sostituisce quello del 2012 e colma diverse lacune. Grazie a questa modernizzazione, il 99,9 % delle esportazioni svizzere verso l’Ucraina sarà esente da dazi doganali e l’accesso ai mercati degli appalti pubblici ucraini risulterà migliorato. Il mercato ucraino dei servizi è già ampiamente accessibile alle imprese svizzere e un capitolo del nuovo accordo è dedicato alla protezione degli investimenti.

Con quasi 40 milioni di abitanti e i negoziati in corso per l’adesione all’UE, l’Ucraina rappresenta un mercato importante con un grande potenziale per le imprese svizzere.

Inoltre, i costi complessivi per la ricostruzione dell’Ucraina sono stimati a quasi 588 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni, con il sostegno della Banca mondiale, dell’UE, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e di altri partner, tra cui la Svizzera. I lavori di ricostruzione e modernizzazione in Ucraina creano opportunità in numerosi settori (in particolare a livello di ferrovie, logistica, energia, agricoltura, edilizia residenziale, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, sanità e formazione) e aprono nuovi mercati per le imprese elvetiche.

La Svizzera prevede di contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina con 5 miliardi di franchi tra il 2025 e il 2036. Nell’ambito dell’attuale strategia di cooperazione internazionale sono previsti 1,5 miliardi di franchi per la ricostruzione del Paese, di cui 500 milioni dovrebbero affluire al settore privato svizzero. Secondo il Consiglio federale, per la seconda fase (2029-2036) si stanno valutando fonti di finanziamento alternative. In particolare, per la promozione del settore privato svizzero si presentano diverse possibilità di sostegno alternative. La Svizzera dispone già oggi di diversi strumenti per promuovere le esportazioni e, in misura minore, gli investimenti in Ucraina, come ad esempio Switzerland Global Enterprise (S GE) e l’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (ASRE). Nell’ambito del Programma nazionale per l’Ucraina 2025-2028, si prevede di ampliare il mandato GPI (grandi progetti infrastrutturali) per facilitare l’accesso delle imprese svizzere ai progetti di ricostruzione sostenuti dalla Confederazione, da altri Paesi e da istituzioni multilaterali.

Sono inoltre previste misure volte a rafforzare la cooperazione bilaterale (camere di commercio, associazioni), in particolare attraverso forum economici, fiere e missioni esplorative. Inoltre, sulla base di una revisione legislativa, è previsto un ampliamento della copertura ASRE nonché l’introduzione di meccanismi volti a ridurre i rischi di investimento (p. es. assicurazioni contro i rischi di guerra) in collaborazione con la BERS e l’UE, al fine di promuovere il coinvolgimento del settore privato.

In questo contesto, il Consiglio federale è incaricato di effettuare un’analisi dettagliata dell’efficacia e del potenziale di ogni singola misura, individuare sinergie e presentare proposte, nonché di ampliare nel medio-lungo termine le misure di sostegno alle imprese svizzere in Ucraina e di finanziarle al di fuori del bilancio della cooperazione internazionale.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

La stabilizzazione economica, la ricostruzione e la modernizzazione dell’Ucraina sono progetti per i quali è necessario mobilitare ingenti risorse.

Il Consiglio federale è convinto che la tecnologia e il know-how svizzeri possano svolgere un ruolo importante nella ricostruzione delle infrastrutture in Ucraina, garantendone la sostenibilità e una migliore qualità. Per questo, per il periodo 2025-2028 ha stanziato 500 milioni di franchi dal programma per l’Ucraina finanziando misure di sostegno in collaborazione con il settore privato. Il Consiglio federale è convinto che, per una nazione industrializzata che si trova a dover affrontare danni su vasta scala alle proprie infrastrutture, l’utilizzo mirato delle competenze e la fornitura ad hoc di beni e servizi da parte del settore privato svizzero rappresentino una possibilità per impiegare in modo efficiente i fondi della cooperazione internazionale (CI). Per questo, ha anche concluso un accordo bilaterale con l’Ucraina sulla cooperazione nel processo di ricostruzione.

I progetti a favore della ricostruzione dell’Ucraina presentano il vantaggio aggiuntivo di fungere da apripista, aiutando le aziende svizzere ad affermarsi sul mercato ucraino. Il Consiglio federale, tuttavia, non considera espressamente questi progetti come misure di sostegno al settore privato svizzero.

Come indicato nella sua risposta all’interrogazione 26.1019 Molina «Finanziamento della ricostruzione dell’Ucraina dopo il 2028», le modalità di un ulteriore coinvolgimento del settore privato per il periodo successivo al 2028 non sono ancora state definite. Il Consiglio federale analizzerà la questione in vista della preparazione della strategia di cooperazione internazionale (CI) 2029–2032. A tal fine, si avvarrà dei risultati di diverse valutazioni condotte in particolare per verificare l’adempimento del postulato Broulis 26.3254 «Valutazione dell’impatto e dell’efficacia dei progetti relativi alla ricostruzione dell’Ucraina finanziati dalla cooperazione internazionale svizzera (SECO)». A tempo debito chiarirà anche la questione del futuro finanziamento della ricostruzione dell’Ucraina, nel rispetto della sovranità parlamentare in materia di bilancio.

Gli strumenti per la promozione delle esportazioni citati dall’autrice del postulato hanno dato buoni risultati nei contesti più disparati. Il Consiglio federale è fiducioso che tali strumenti, che si aggiungono alle misure previste nell’ambito del programma per l’Ucraina, si riveleranno efficaci, a maggior ragione una volta negoziato un cessate il fuoco. Nella sua risposta all’interrogazione Molina 26.1019, il Consiglio federale fa già riferimento agli altri mandati di esame relativi al programma per l’Ucraina. Ritiene tuttavia che il valore aggiunto di un’analisi dettagliata dell’efficacia e del potenziale di ciascuna misura sia limitato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.