26.3923
Il Consiglio federale è ancora in tempo per salvaguardare le acque e la popolazione ittica dalle ondate di calore in un mondo a +3 °C?
Testo depositato
Le popolazioni e le specie ittiche della Svizzera sono sottoposte a una pressione crescente e una delle principali minacce è rappresentata dai cambiamenti climatici. La recente raccomandazione della rete Adattamento ai cambiamenti climatici prende come riferimento una situazione di partenza decisamente più critica, ritenendo che oggi, per essere realistica, la pianificazione a lungo termine della Svizzera debba basarsi sullo scenario climatico di un mondo a +3 °C anziché su quello di un aumento della temperatura globale di 1,5 °C. Questo cambiamento ha ripercussioni dirette sulle acque e sui pesci. L’aumento della temperatura delle acque comporta, infatti, una minore disponibilità di ossigeno, maggiori fattori di stress, una più elevata incidenza di malattie e una riduzione di spazi vitali adeguati. Per le specie che prediligono le acque fredde, periodi di canicola prolungati, bassi livelli idrometrici e la mancanza di aree di rifugio possono risultare fatali. Negli ultimi 40 anni, la temperatura dei fiumi svizzeri è aumentata di circa 0,5 °C ogni decennio, comportando un aumento complessivo di circa 2 °C. Inoltre, le ondate di calore stanno diventando più frequenti e intense, rappresentando un rischio per i fiumi che, secondo la comunità scientifica, è stato finora sottovalutato. Con l’adozione della mozione 24.4317, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un piano d’azione sui pesci che dovrà tenere adeguatamente conto dei rischi legati ai cambiamenti climatici.
Motivazione
Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui le ondate di calore rappresentano un rischio finora sottovalutato per i pesci e gli ecosistemi acquatici e che tale rischio debba essere considerato maggiormente nella futura politica nazionale in materia di protezione delle acque e di pesca?
Quali sono, secondo il Consiglio federale, le conseguenze dell’aumento di circa 2 °C della temperatura dei fiumi svizzeri negli ultimi 40 anni e delle sempre più frequenti e intense ondate di calore?
Il Consiglio federale è disposto a prevedere, nell’ambito del piano d’azione, misure concrete volte a contrastare gli effetti delle ondate di calore sui fiumi, per esempio creando zone d’ombra mediante una vegetazione ripuale consona al luogo, ricollegando i corsi d’acqua secondari, tutelando e ripristinando i rifugi termici, mantenendo deflussi residuali adeguati, riducendo i prelievi d’acqua nei periodi di canicola nonché migliorando la connettività longitudinale e trasversale dei corpi idrici?
Alla luce di effetti dei cambiamenti climatici più marcati di quanto finora previsto, il Consiglio federale condivide la valutazione secondo cui gli attuali programmi di attuazione per la rivitalizzazione dei corsi d’acqua non siano più sufficienti e debbano essere adeguati, in particolare per quanto riguarda l’obiettivo di rivitalizzare circa 4000 km di corsi d’acqua entro il 2090? Qualora non condividesse questa valutazione, in che modo intende raggiungere l’obiettivo e con quali risorse finanziarie?
In che modo il Consiglio federale intende coinvolgere i Cantoni, la comunità scientifica e le organizzazioni di pescatori nell’elaborazione del piano d’azione?
Parere del Consiglio federale
1. Il Consiglio federale riconosce che gli effetti dei cambiamenti climatici sulle acque svizzere rientrano tra le principali sfide per le specie ittiche e di gamberi indigene nonché per gli ecosistemi acquatici. Periodi di magra e di siccità più frequenti, così come l’aumento della temperatura delle acque, modificano le condizioni di vita degli organismi acquatici, alterano i cicli di riproduzione e di sviluppo, modificano la disponibilità e la ricerca di cibo, aumentano la mortalità e la vulnerabilità alle malattie e ai parassiti e influenzano le interazioni ecologiche all’interno degli ecosistemi acquatici. Le ondate di calore rappresentano per i fiumi solo uno dei tanti fattori di stress. Inoltre, questa tematica è già oggi considerata nell’ambito della politica delle acque e della pesca e i servizi cantonali competenti in materia dispongono già di misure di protezione adeguate. Maggiori informazioni al riguardo sono disponibili sul sito dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) www.bafu.admin.ch/it/ > «Temi» > «Acque» > «Valorizzazione e protezione delle acque» > «Gestione sostenibile della pesca» > «Cambiamenti climatici e pesca».
2. Le acque svizzere sono soggette sempre di più agli effetti dei cambiamenti climatici. Nel breve termine, occorre garantire parallelamente la sopravvivenza delle specie ittiche e di gamberi indigene di fronte a eventi estremi sempre più frequenti e intensi nonché l’adattamento alle mutate condizioni. A tal fine, è necessario ripristinare la libera migrazione dei pesci, garantire un deflusso e un trasporto di sedimenti sufficienti (risanamento della forza idrica), attuare interventi di rivitalizzazione e assicurare un’elevata qualità delle acque.
3. L’UFAM sostiene già oggi le misure elencate nel quadro degli strumenti esistenti (risanamento della forza idrica e rivitalizzazione) e sulla base della legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20814.20) e della legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (LFSP, RS 923.0923.0), la cui attuazione compete ai Cantoni. Nell’ambito dell’attuazione della mozione 24.4317, il Consiglio federale esaminerà tali misure e la possibilità di un loro ulteriore sviluppo nel quadro del piano d’azione sui pesci.
4. Alla luce dei crescenti effetti del riscaldamento climatico, gli interventi di rivitalizzazione svolgono un ruolo importante nel migliorare la capacità di adattamento ecologica delle acque e la protezione contro le piene. Negli anni 2024 e 2025 la Confederazione ha versato ai Cantoni circa 36 milioni di franchi all’anno per progetti di rivitalizzazione (progetti singoli e accordi programmatici). Al contempo, dopo la conclusione del periodo 2020–2024, nell’ambito degli accordi programmatici, alcuni Cantoni hanno dovuto restituire 3,7 milioni di franchi (3,3 %) a causa del mancato raggiungimento di tutti gli obiettivi. Attualmente vengono rivitalizzati circa 20 chilometri di corsi d’acqua all’anno. È fondamentale eliminare gli ostacoli nella fase di attuazione e, nella realizzazione dei progetti, ricercare maggiormente le sinergie con la protezione contro le piene (progetti combinati). È altresì importante garantire risorse finanziarie sufficienti per i Comuni e i Cantoni.
Il Consiglio federale non ritiene per contro necessario adeguare l’attuale obiettivo di rivitalizzazione. Oltre ai progetti di rivitalizzazione, anche numerosi progetti di protezione contro le piene, il risanamento ecologico della forza idrica, le misure volte a migliorare la qualità delle acque nonché le misure basate sulla natura nell’ambito di territori o città spugna contribuiscono a migliorare la qualità ecologica delle acque e la loro capacità di resistere agli effetti dei cambiamenti climatici
5. L’elaborazione del piano d’azione sui pesci richiesto dalla mozione 24.4317 inizierà alla fine di quest’anno. I servizi cantonali per le acque e la pesca, i rappresentanti della comunità scientifica e le organizzazioni di pescatori saranno coinvolti nel processo attraverso un gruppo di accompagnamento.