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Monitoraggio dei fattori esterni di destabilizzazione della nostra democrazia

26.3925 · Curia Vista – Oggetti parlamentari

Del 19 giu 2026

https://lexipedia.io/it/docs/ch/curia-vista/26-3925/it/monitoraggio-dei-fattori-esterni-di-destabilizzazione-della-nostra-democrazia

Consultato il 4 set 2026

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  2. Confederazione
  3. Curia Vista – Oggetti parlamentari
Fonte

26.3925

Monitoraggio dei fattori esterni di destabilizzazione della nostra democrazia

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di prendere in esame le origini, i rischi e le conseguenze dei fattori esterni di destabilizzazione della nostra democrazia, tra i quali i social media e i chatbot basati sull’intelligenza artificiale e di presentare un rapporto finalizzato a un monitoraggio a intervalli regolari del fenomeno.

Motivazione

In un contesto in cui molti cittadini si informano direttamente sui social media, queste piattaforme sono ormai divenute indispensabili nelle campagne elettorali per le votazioni popolari e per le elezioni, poiché vengono utilizzate come spazi per diffondere messaggi politici. Gli algoritmi favoriscono però le prese di posizione nette e gli utenti che pubblicano contenuti politici devono aspettarsi commenti e attacchi spesso aggressivi. Inoltre, i profili falsi e i chatbot basati sull’intelligenza artificiale (IA) stanno proliferando. In alcuni casi questi chatbot basati sull’IA possono essere creati da potenze straniere (attori governativi o non governativi) allo scopo di influenzare votazioni o elezioni in base alla loro agenda politica o a un’ideologia. Infatti, come evidenziato dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), le attività di spionaggio hanno luogo in gran parte online e sui social media. In un contesto geopolitico caratterizzato da scontri a livello mondiale che vedono coinvolti in particolare la Russia, la Cina, la Corea del Nord e l’Iran da un lato e gli Stati Uniti dall’altro, occorre prendere sul serio queste operazioni di influenza o sabotaggio. Se un cittadino pubblica sui social media un contenuto relativo a una votazione e viene sommerso da commenti aggressivi, molti dei quali scritti da chatbot, si rischia che la volta successiva rinunci a esprimere la propria opinione. Intimidazioni simili dimostrano l’importanza che hanno assunto i chatbot basati sull’IA gestiti dall’estero nel mettere sotto pressione la nostra democrazia. La Costituzione sancisce il diritto a formarsi liberamente la propria opinione (art. 16), ma queste intimidazioni e pressioni limitano la nostra libertà d’espressione. Il 3 giugno 2026 il Consiglio nazionale ha modificato il progetto di revisione della legge federale sulle attività informative affinché includesse anche le attività di influenza ad opera di Stati esteri (art. 6 cpv. 1 lett. a n. 6). La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’intelligenza artificiale e i diritti umani, ratificata dalla Svizzera, dedica una sezione alla lotta alla disinformazione. Assicurare un monitoraggio di queste operazioni di influenza esterne intensificate dall’IA è fondamentale per sensibilizzare la popolazione e proteggere la nostra democrazia.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla protezione della formazione democratica dell’opinione e della volontà da attività di influenza estere. I tentativi esterni di destabilizzazione, la disinformazione, la propaganda e l’uso improprio delle nuove tecnologie, compresi i social media e l’intelligenza artificiale, possono distorcere i dibattiti democratici e minare la fiducia nelle istituzioni e nei processi democratici.

Il Consiglio federale ha già illustrato nel dettaglio le cause, i rischi e le conseguenze di simili attività di influenza nel rapporto concernente le attività di influenza e la disinformazione, in adempimento del postulato 22.3006 CPS-N. Il rapporto è incentrato sulle attività di influenza rilevanti in materia di politica di sicurezza, ovvero le attività messe in atto da Stati allo scopo di indebolire il funzionamento e l’ordine democratico di un altro Stato, ma contiene anche una classificazione degli attori non statali nonché considerazioni relative alla disinformazione online e al ruolo degli sviluppi tecnologici. Le conclusioni che riporta sono tuttora valide.

Sulla base di questo rapporto il Consiglio federale ha deciso una serie di misure, che al momento sono in fase di attuazione e vengono sviluppate, come in particolare il rafforzamento della comprensione della situazione relativa alle attività di influenza e alla disinformazione nel quadro delle basi giuridiche esistenti. In questo contesto la Segreteria di Stato della politica di sicurezza si occupa di monitorare anche gli sviluppi relativi alle attività di influenza basate sull’IA contro la Svizzera. Inoltre, il Comando Ciber analizza le campagne di disinformazione online messe in atto da Stati stranieri ai danni della Svizzera sui social media. Pertanto, alcuni importanti elementi del monitoraggio richiesto dal postulato vengono già messi in atto oggi e vengono continuamente rafforzati. Il progetto posto in consultazione della Strategia in materia di politica di sicurezza 2026 prevede il rafforzamento dell’individuazione tempestiva e dell’anticipazione nonché il miglioramento del quadro della situazione relativo ai conflitti ibridi, tra cui rientrano le attività di influenza. Inoltre, nei lavori già in corso il Consiglio federale terrà in considerazione gli sviluppi rilevanti in materia di politica di sicurezza nell’ambito dell’intelligenza artificiale, comprese le possibili conseguenze per le attività di influenza. Lo sta facendo in particolare nel rapporto concernente l’intelligenza artificiale nell’ambito della sicurezza e della difesa, attualmente in fase di elaborazione in adempimento del postulato 24.4265 CPS-N.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, dal punto di vista del Consiglio federale redigere un ulteriore rapporto non fornirebbe informazioni supplementari, ma impegnerebbe piuttosto risorse necessarie per esaminare, attuare e sviluppare ulteriormente misure concrete per individuare e contrastare le attività di influenza. Risulta quindi più efficace proseguire con coerenza i lavori già avviati.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.