Fonte

26.3935

Discorsi d'odio e partecipazione democratica

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare in un rapporto l’evoluzione dei discorsi d'odio (hate speech) nel dibattito pubblico e politico svizzero e di valutarne l’impatto sulla partecipazione democratica.

Il rapporto dovrà in particolare analizzare:

  • la diffusione dei discorsi d'odio e delle campagne di intimidazione online rivolte a persone attive in politica, nei media, nella società civile e nelle istituzioni;

  • l’impatto di tali fenomeni sulla partecipazione al dibattito pubblico e all’esercizio dei diritti politici;

  • gli effetti specifici su donne, giovani, minoranze e altre categorie particolarmente esposte;

  • le misure adottate in altri stati democratici;

  • strumenti di prevenzione, sensibilizzazione e sostegno alle persone colpite.

Motivazione

La qualità della democrazia dipende dalla possibilità per tutte e tutti di partecipare liberamente al dibattito pubblico.

Negli ultimi anni si osserva tuttavia una crescente aggressività nelle discussioni politiche, in particolare sui social media e nelle piattaforme digitali. Minacce, insulti, campagne coordinate di intimidazione e altre forme di violenza e odio digitale colpiscono sempre più frequentemente persone impegnate nella vita pubblica.

Questo fenomeno non riguarda soltanto le persone direttamente interessate. Esso può produrre un effetto dissuasivo più ampio, scoraggiando la partecipazione politica e limitando la pluralità delle voci presenti nel dibattito democratico.

Particolarmente preoccupante è il fatto che tali dinamiche colpiscano in misura sproporzionata donne, giovani, persone appartenenti a minoranze e altri gruppi già sottorappresentati negli spazi decisionali.

L’obiettivo del presente postulato non è limitare la libertà di espressione né introdurre nuove restrizioni al dibattito politico. Si tratta piuttosto di comprendere meglio la portata del fenomeno, i suoi effetti sul funzionamento della democrazia svizzera e le possibili misure di prevenzione e sensibilizzazione.

Una base conoscitiva solida è indispensabile per garantire che il dibattito democratico resti aperto, pluralistico e rispettoso.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

Le analisi e le misure richieste sono già state affrontate in modo esaustivo negli ultimi anni.

La diffusione dei discorsi di odio e le loro ripercussioni sulla partecipazione democratica sono state oggetto del rapporto «Intermediari e piattaforme di comunicazione» (www.ufcom.admin.ch > Digitale > Comunicazione digitale > Intermediari e piattaforme di comunicazione) e del rapporto «Discorsi di odio. Ci sono lacune nella legislazione?» in adempimento del postulato 21.3450 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S). Di conseguenza, il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione un avamprogetto per una legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca. Inoltre, l'UFCOM ha sostenuto studi sui discorsi di odio online (www.ufcom.admin.ch > Ricerca di base). In aggiunta, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha finanziato uno studio che esamina le ostilità nei confronti degli attori politici e le relative ripercussioni sull'attività politica.

Diversi servizi federali analizzano l'impatto su singoli gruppi nell'ambito delle loro competenze e propongono inoltre offerte di sensibilizzazione e prevenzione: l'UFCOM ha lanciato due bandi di concorso (call for projects) sul tema del discorso di odio online; gli studi che ne sono scaturiti e altri progetti di ricerca sostenuti esaminano in particolare la diffusione dei discorsi di odio online, i gruppi colpiti, le forme di manifestazione e le possibili contromisure (www.ufcom.admin.ch > Media > Studi > Ricerca di base > Sfera pubblica digitale). La Strategia nazionale contro il razzismo e l'antisemitismo, adottata dal Consiglio federale, definisce obiettivi comuni e proposte d'intervento per la prevenzione e la lotta contro il razzismo e l'antisemitismo. Il Servizio per la lotta al razzismo (SLR) ne coordina l'attuazione attraverso un piano d'azione (www.slr.admin.ch > Strategia e piano d'azione). Attraverso il monitoraggio del razzismo (www.razzismo-in-cifre.ch), l'SLR fornisce inoltre le basi per l'analisi della discriminazione razziale e dei discorsi di odio. Nell'ambito del postulato 24.3001 «Esame di misure volte a migliorare la partecipazione politica dei disabili», presentato dalla Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N), l'Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità (UFPD) sta analizzando la partecipazione politica di queste persone e ha commissionato a tal fine un rapporto di ricerca in scienze politiche e giuridiche. L'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), nell'ambito di una collaborazione a livello direttivo con l'Ufficio federale di giustizia (UFG) e insieme a Cantoni, città e Comuni, sta attualmente elaborando una strategia nazionale contro la violenza domestica, sessuale e di genere, tenendo conto anche della dimensione digitale. La Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) mira con il suo lavoro a identificare le sfide nuove e persistenti legate ai discorsi di odio online nei confronti di gruppi religiosi e minoranze, nonché a individuare buone pratiche e approcci concreti volti a rafforzare l'attuazione del Rabat Plan of Action (RPA) nel contesto digitale. La Commissione federale contro il razzismo (CFR) gestisce la piattaforma per la segnalazione di discorsi di odio razzisti online (https://www.reportonlineracism.ch), mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) mette a disposizione, tramite la piattaforma «Giovani e media», diverse offerte nei settori della sensibilizzazione e della prevenzione.

Alla luce di quanto sopra esposto, il Consiglio federale ritiene che non sia opportuno elaborare un altro rapporto ai sensi del postulato in oggetto. Le analisi richieste sono già in gran parte disponibili; grazie ai lavori normativi in corso, il monitoraggio e l'ulteriore sviluppo in questo settore sono garantiti.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.