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Le salviette umidificate intasano le infrastrutture di smaltimento delle acque di scarico. Sono necessarie ulteriori misure?
Testo depositato
In Svizzera, le salviette umidificate sovraccaricano in misura crescente le infrastutture di smaltimento delle acque di scarico. Sebbene vengano commercializzate come prodotti smaltibili nel WC, in realtà causano problemi alle canalizzazioni, agli impianti di pompaggio e di depurazione. A differenza della carta igienica, infatti, non si degradano adeguatamente, causando intasamenti, disfunzioni operative e costi aggiuntivi per i Comuni e per i gestori degli impianti. Oltre all’impatto economico, si registrano anche importanti criticità sul piano operativo: diversi consorzi di depurazione delle acque, per esempio, hanno segnalato un aumento degli interventi necessari per rimuovere gli «ammassi» di salviette umidificate che si formano negli impianti. Molti di questi prodotti contengono inoltre componenti che contribuiscono all’inquinamento delle acque da microplastiche.
Negli ultimi anni, questa problematica ha assunto un’importanza crescente sia in Svizzera che all’estero. Il Regno Unito, per esempio, ha già introdotto un divieto per determinate categorie di salviette umidificate, mentre l’Unione europea e singoli Stati membri hanno introdotto disposizioni più severe in materia di etichettatura e di requisiti dei prodotti, con l’obiettivo di ridurre i danni alle infrastutture di smaltimento delle acque di scarico. Alla luce di queste considerazioni occorre chiedersi se le misure attualmente in vigore in Svizzera, che puntano principalmente su indicazioni non vincolanti per il corretto smaltimento e sull’etichettatura dei prodotti, siano ancora sufficienti.
Come valuta il Consiglio federale l’attuale impatto delle salviette umidificate e di altri prodotti per l’igiene sull’infrastruttura di smaltimento delle acque di scarico?
Il Consiglio federale ritiene necessario intervenire per regolamentare o limitare in modo più rigoroso la commercializzazione delle cosiddette salviette umidificate smaltibili nel WC?
Il Consiglio federale sarebbe disposto a introdurre un sistema di etichettatura uniforme e vincolante che indichi chiaramente che tali prodotti non devono essere smaltiti nel WC?
Quali strumenti ritiene opportuno adottare il Consiglio federale affinché i produttori, nell’ambito della loro responsabilità estesa, contribuiscano in misura maggiore ai costi di depurazione e alla manutenzione degli impianti?
Il Consiglio federale ritiene necessario promuovere una campagna di sensibilizzazione coordinata a livello nazionale sull’impatto dei prodotti per l’igiene sull’infrastuttura di smaltimento delle acque di scarico, in collaborazione con Cantoni, Comuni e organizzazioni settoriali?
Come valuta il Consiglio federale l’impatto ambientale aggiuntivo derivante dalle microplastiche rilasciate dalle salviette umidificate nel contesto della depurazione delle acque di scarico?
Quali strumenti ritiene opportuno adottare il Consiglio federale per affrontare il problema dello smaltimento di altri prodotti per l’igiene (p. es bastoncini cotonati, prodotti mestruali o articoli igienici usa e getta), che contribuiscono a loro volta a intasare e sovraccaricare l’infrastruttura di smaltimento delle acque di scarico?
Parere del Consiglio federale
1. I rifiuti smaltiti in modo inappropriato, quali i materiali solidi (p. es. prodotti per l’igiene) e le sostanze scarsamente idrosolubili (p. es. grassi e oli), provocano intasamenti nell’infrastruttura di smaltimento delle acque di scarico e negli impianti di pompaggio. Ciò ne compromette il funzionamento e comporta un aumento degli interventi di manutenzione e dei costi di smaltimento. Sebbene per la Svizzera non siano disponibili dati nazionali affidabili sui danni e sui costi che ne derivano, le esperienze riportate dalle aziende che trattano le acque di scarico mostrano che il problema si presenta regolarmente nella pratica comportando spese d’esercizio e di manutenzione aggiuntive.
2. e 3. Uno dei pochi studi disponibili, condotto dall’università tecnica di Berlino, indica che le salviette umidificate commercializzate come «smaltibili nel WC» rappresentano tra il 10 e il 15 per cento dei materiali che causano gli intasamenti, mentre la maggior parte di questi materiali è costituita da salviette umidificate non smaltibili nel WC e da altri prodotti per l’igiene che vengono smaltiti in modo inappropriato attraverso il WC. L’ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201814.201) vieta già oggi lo smaltimento dei rifiuti insieme alle acque di scarico. Il problema di fondo, ossia lo smaltimento inappropriato dei rifiuti, non può essere risolto introducendo una regolamentazione più rigorosa della denominazione «smaltibile nel WC» per le salviette umidificate.
4. Un’estensione della responsabilità dei produttori specificamente per quanto riguarda lo smaltimento inappropriato delle salviette umidificate non è opportuno, poiché una responsabilità dei produttori limitata alle sole salviette umidificate riguarderebbe soltanto una parte del problema. Inoltre, è probabile che gli oneri connessi alla creazione e all’attuazione di un apposito sistema non siano proporzionati all’eventuale partecipazione dei produttori ai costi di esercizio e manutenzione dell’infrastruttura di smaltimento delle acque di scarico.
5. e 7. La sensibilizzazione e l’informazione rappresentano strumenti importanti per ridurre l’immissione di salviette umidificate e di altri prodotti per l’igiene nella canalizzazione pubblica. Misure di informazione e sensibilizzazione a livello locale e rivolte a specifici gruppi destinatari possono essere adeguate alle rispettive condizioni ed esigenze. L’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA) mette a disposizione materiale informativo. L’esperienza dimostra che tali misure possono contribuire a ridurre la presenza di prodotti per l’igiene nelle acque di scarico, ma che, per ottenere un cambiamento duraturo dei comportamenti, devono essere ripetute regolarmente. La Confederazione continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione insieme alla VSA e, se necessario, valuterà l’adozione di ulteriori misure adeguate.
6. L’abrasione degli pneumatici rappresenta la principale fonte singola di immissione di microplastiche nelle acque superficiali. Sebbene anche le salviette umidificate possano comportare un inquinamento da microplastiche, il loro contributo è considerato limitato. Inoltre, il trattamento delle acque di scarico riduce già in misura significativa tali immissioni.