26.4002
Uso dell'IA nelle campagne di voto ed elettorali. Agire per salvaguardare la democrazia svizzera
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all’Assemblea federale le riforme legislative necessarie per regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) nel dibattito democratico, in particolare nelle campagne di voto ed elettorali.
Motivazione
L’IA è ormai correntemente utilizzata nel dibattito politico e democratico. Mentre è perfettamente legittimo impiegare determinate tecniche di comunicazione per alimentare il dibattito democratico, nello spirito della libertà d’espressione, il ricorso a metodi di manipolazione ingannevoli, denigratori o che incitano all’odio è inaccettabile. In molte situazioni, l’uso dell’IA permette di creare contenuti ingannevoli o lesivi della personalità che distorcono in maniera inammissibile il dibattito democratico. La Slovacchia è diventata un caso emblematico a livello europeo di ingerenza elettorale tramite l’IA. In occasione delle elezioni del 2023, poco prima del voto il campo filorusso ha diffuso registrazioni audio deepfake che hanno fortemente intaccato la credibilità del campo filoeuropeo. La legislazione da elaborare potrebbe prevedere in particolare le misure seguenti:obbligo di segnalare ogni contenuto generato con l’IA, sotto comminatoria di sanzioni penali;divieto di pubblicare rappresentazioni visive o sonore di persone senza il loro consenso scritto, sotto comminatoria di sanzioni penali;maggiore responsabilità dei partiti o delle associazioni affiliate, per i contenuti prodotti e diffusi nell’ambito del dibattito democratico che non rispettano i criteri legali, sotto comminatoria di sanzioni amministrative o penali; obbligo di documentare l’impiego di strumenti d'IA nella produzione dei loro contenuti comunicativi;obbligo per le piattaforme digitali di rimuovere o rendere rapidamente inaccessibile ogni contenuto politico generato con l’IA che violi la legislazione in vigore; introduzione di una procedura accelerata che permetta alle persone oggetto di un contenuto politico generato con l’IA di chiederne la rimozione o la rettifica prima di una votazione;predisposizione di un meccanismo di cooperazione tra le autorità federali, i Cantoni e le piattaforme digitali al fine di individuare e segnalare le campagne di disinformazione basate sull’IA.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale riconosce che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella comunicazione politica può costituire nuove sfide per l’esercizio dei diritti politici, e condivide la volontà di contrastare efficacemente le derive.
Le questioni sollevate dalla mozione sono strettamente collegate ad altri interventi parlamentari, ossia le mozioni Klopfenstein Broggini 26.3864 «Impedire il finanziamento dall’estero della pubblicità politica volta a influenzare le votazioni e le elezioni svizzere», Weichelt 26.4001 «Maggiore trasparenza nella pubblicità politica online» e Gysin 26.3815 «Trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle campagne politiche». Pur trattando questioni diverse, tutti questi interventi riguardano la comunicazione politica digitale. Quanto ai postulati Gapany 26.3658 e Feller 26.3659, anch’essi vertono sui rischi dell’IA per il funzionamento delle istituzioni democratiche, ma hanno una portata più ampia.
Nel suo rapporto del 19 giugno 2024 sulle attività d’influenza e disinformazione, redatto in adempimento del postulato 22.3006 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha esaminato i rischi esistenti in materia nonché i loro effetti sulla formazione democratica dell’opinione pubblica. A seguito di questo rapporto, nel novembre 2025 ha istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale incaricato di coordinare i lavori condotti sul tema dall’Amministrazione federale. Il gruppo di lavoro ha inoltre il compito di tracciare un quadro della situazione in Svizzera e degli attuali sviluppi, sulla base del quale potrà, se necessario, proporre ai responsabili politici misure volte a prevenire o respingere gli attacchi oppure a rafforzare la resilienza nei loro confronti.
Inoltre, eventuali adeguamenti del settore di competenza del Servizio delle attività informative della Confederazione sono esaminati nell’ambito della revisione della legge federale sulle attività informative (RS 121; oggetto 26.021). Vertono in particolare sulle attività d’influenza di Stati esteri dirette contro l’ordinamento democratico e il funzionamento dello Stato e della società.
È in elaborazione un avamprogetto teso ad attuare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA, che definirà le misure legislative necessarie, in particolare nei settori della trasparenza e della sorveglianza menzionati nella mozione. In questo contesto si terrà conto delle sfide legate alla formazione dell’opinione pubblica.
L’avamprogetto di legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom) prevede requisiti di trasparenza volti a tutelare la libertà d’informazione e di opinione. I fornitori di piattaforme di comunicazione e di motori di ricerca di dimensioni molto grandi devono contrassegnare la pubblicità e riferire in merito ai rischi sistemici dei loro servizi. La pubblicità politica e i rischi per i processi elettorali e di voto sono inclusi, in quanto fanno parte della formazione dell’opinione pubblica. Le piattaforme devono inoltre predisporre una procedura per segnalare i contenuti che rientrano in determinati discorsi d’odio perseguibili penalmente. Questo vale anche per i contenuti generati dall’IA. L’AP-LPCom non prevede tuttavia un obbligo generale di rimuovere i contenuti illegali generati dall’IA.
In questo contesto, non sembra opportuno conferire nuovi mandati legislativi che trattino questioni specifiche in maniera isolata. Il Consiglio federale ritiene invece che potrebbe essere opportuno esaminare la necessità d’intervento in un rapporto comune che tratti i diversi problemi sollevati in relazione alla pubblicità politica digitale.
Il Consiglio federale propone pertanto di respingere la mozione. Se la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione nonostante queste riserve, il Governo proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d’esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.