281.1
Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) dell’11 aprile 1889 (Stato 1° gennaio 2008)
(LEF)
L’Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l’articolo64 della Costituzione federale2, 3 decreta:
Titolo primo Disposizioni generali
I. Della organizzazione
Art. 1 A. Circondari d’esecuzione e circondari dei fallimenti4
Per la procedura d’esecuzione e di fallimento il territorio di ogni Cantone forma uno o più circondari.
I Cantoni determinano il numero e la circoscrizione di questi circondari.
Un circondario pei fallimenti può comprendere più circondari d’esecuzione.
Art. 2 B. Uffici d’esecuzione e uffici dei fallimenti 1. Organizzazione
In ogni circondario d’esecuzione è istituito un ufficio d’esecuzione diretto da un ufficiale esecutore.
In ogni circondario dei fallimenti è istituito un ufficio dei fallimenti diretto da un ufficiale dei fallimenti.5 RU 11 529 e CS 3 3
Abbreviazione introdotta dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
[CS 1 3]. A questa disposizione corrisponde l’art. 122 cpv. 1 della Cost. federale del 18 apr. 1999 (RS 101).
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 24 mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2531 2532; FF 1999 8077 8458).
Ogni art. viene corredato di un tit. marginale, n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° dic. 1994 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1). Di detta modifica è stato tenuto in tutto il presente testo.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
All’ufficiale è aggiunto un supplente che ne fa le veci nei casi di incompatibilità o d’impedimento alla direzione dell’ufficio.6
Gli uffici d’esecuzione e gli uffici dei fallimenti possono essere diretti dallo stesso ufficiale.7
Per il resto, l’organizzazione degli uffici spetta ai Cantoni.
Art. 38 2. Retribuzione
La retribuzione dell’ufficiale esecutore, di quello dei fallimenti e dei loro supplenti è di competenza dei Cantoni.
Art. 49 C. Assistenza
Gli uffici d’esecuzione e gli uffici dei fallimenti procedono alle operazioni di loro competenza su richiesta degli uffici, delle amministrazioni speciali del fallimento, come pure dei commissari e dei liquidatori di un altro circondario.
Gli uffici, le amministrazioni speciali del fallimento, i commissari e i liquidatori possono procedere ad atti del loro ufficio anche al di fuori del loro circondario, se l’ufficio competente per territorio vi acconsente. La competenza per la notificazione degli atti esecutivi che non avvenga per posta, per il pignoramento, per la vendita agli incanti e per la richiesta d’intervento della forza pubblica spetta tuttavia unicamente all’ufficio dove l’atto deve essere compiuto.
Art. 510 D. Responsabilità 1. Principio
Il Cantone è responsabile del danno cagionato illecitamente dai funzionari, dagli impiegati, dai loro ausiliari, dalle amministrazioni speciali del fallimento, dai commissari, dai liquidatori, dalle autorità di vigilanza e giudiziarie, come pure dalla polizia, nell’adempimento dei compiti loro assegnati dalla presente legge.
Il danneggiato non ha azione contro il colpevole.
Il diritto cantonale disciplina l’esercizio del regresso dei Cantoni contro le persone che hanno cagionato il danno.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se la gravità del pregiudizio lo giustifica, può essere chiesto il pagamento di una somma a titolo di riparazione morale.
Art. 611 2. Prescrizione
L’azione di risarcimento del danno si prescrive in un anno dal giorno in cui il danneggiato ha avuto conoscenza del danno e in ogni caso in dieci anni dal giorno dell’atto che ha cagionato il danno.
Se però il danno deriva da un atto punibile, a riguardo del quale la legislazione penale stabilisce una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione di risarcimento.
Art. 712 3. Competenza del Tribunale federale
Se l’azione di risarcimento è fondata sull’atto illecito dell’autorità cantonale superiore di vigilanza o dell’istanza cantonale superiore dei concordati, il Tribunale federale è solo competente.
Art. 813 E. Verbali e registri 1. Tenuta, prova e rettificazione 2. Consultazione
Gli uffici d’esecuzione e gli uffici dei fallimenti stendono verbale delle loro operazioni nonché delle domande e dichiarazioni loro presentate e tengono i registri.
I verbali e i registri fanno fede fino a prova contraria.
L’ufficio d’esecuzione rettifica d’ufficio o su domanda della persona toccata le iscrizioni erronee.
Chiunque renda verosimile un interesse può consultare i verbali e i registri degli uffici d’esecuzione e degli uffici dei fallimenti, nonché chiederne estratti.
Tale interesse è in particolare reso verosimile se la domanda di estratto risulta da un nesso diretto con la conclusione o la liquidazione del contratto.
Gli uffici non possono dar notizia a terzi circa procedimenti esecutivi:
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
nulli o annullati in seguito a impugnazione o a decisione giudiziale;
per i quali il debitore ha esercitato con successo l’azione di ripetizione dell’indebito;
per i quali il creditore ha ritirato l’esecuzione.
Per i terzi, il diritto di consultazione si estingue cinque anni dopo la chiusura del procedimento. Successivamente, estratti sono rilasciati soltanto ad autorità giudiziarie o amministrative per procedimenti pendenti presso di loro.
Art. 9 F. Deposito di somme e di oggetti preziosi
Gli uffici d’esecuzione e dei fallimenti sono tenuti a depositare presso lo stabilimento dei depositi le somme, le carte-valori e gli oggetti preziosi di cui entro tre giorni dal ricevimento non sia stato disposto.
Art. 1015 G. Ricusazione
I funzionari e gli impiegati degli uffici d’esecuzione e degli uffici dei fallimenti e i membri dell’autorità di vigilanza non possono esercitare le loro funzioni: 1. negli affari propri; 2.16 negli affari del coniuge, del partner registrato o della persona con cui convivono di fatto; 2bis.17 negli affari dei parenti ed affini in linea retta o, fino al terzo grado, in linea collaterale; 3. negli affari di una persona di cui siano rappresentanti legali, mandatari o impiegati; 4. negli affari in cui possano per altri motivi avere interessi.
L’ufficiale tenuto a ricusarsi trasmette immediatamente le domande al suo supplente e ne avvisa il creditore con lettera semplice.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica
Introdotto dal n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica registrata, in vigore dal 1° gen. 2007 (RS 211.231).
Art. 1118 H. Negozi giuridici vietati
Ai funzionari e impiegati degli uffici d’esecuzione e degli uffici dei fallimenti è vietato concludere negozi per proprio conto riguardo al credito per il quale l’ufficio procede o all’oggetto che è incaricato di realizzare. Gli atti che contravvengono a questo divieto sono nulli.
Art. 12 I. Pagamenti all’ufficio d’esecuzione
L’ufficio d’esecuzione è tenuto ad accettare ogni pagamento fatto per conto del creditore istante.
Il pagamento fatto all’ufficio libera il debitore.
Art. 13 K. Autorità di vigilanza 1. Autorità cantonale a. Designazione
Ogni Cantone deve designare un’autorità incaricata di vigilare sugli uffici d’esecuzione e sugli uffici dei fallimenti.19
I Cantoni possono inoltre istituire autorità inferiori di vigilanza per uno o più circondari.
Art. 14 b. Ispezione e sanzioni disciplinari
L’autorità di vigilanza deve ispezionare almeno una volta all’anno la gestione di ogni ufficio.
Nei confronti dell’ufficiale o dell’impiegato possono essere prese le misure disciplinari seguenti:20 1.21 l’ammonimento; 2.22 la multa sino a 1000 franchi; 3. la sospensione dall’ufficio per una durata non maggiore di sei mesi; 4. la destituzione.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 15 2. Consiglio federale23
Il Consiglio federale esercita l’alta vigilanza sulle esecuzioni e sui fallimenti e cura l’uniforme applicazione della presente legge.24
Emana le disposizioni e i regolamenti necessari all’attuazione della medesima.
Può impartire istruzioni alle autorità cantonali di vigilanza e richiedere da esse annuali relazioni.
Esso cura specialmente che gli uffici d’esecuzione siano posti in grado di tenere un catalogo delle persone soggette alla procedura di fallimento dimoranti nel loro circondario.
Art. 16 L. Tasse
Il Consiglio federale stabilisce la tariffa delle tasse.
Gli atti della procedura d’esecuzione e di fallimento sono esenti da bollo.
Art. 17 M. Ricorso 1. All’autorità di vigilanza
Salvo i casi nei quali la presente legge prescriva la via giudiziale, è ammesso il ricorso all’autorità di vigilanza contro ogni provvedimento di un ufficio d’esecuzione o di un ufficio dei fallimenti, per violazione di una norma di diritto o errore d’apprezzamento.25
Il ricorso26 dev’essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento.
È ammesso in ogni tempo il ricorso per denegata o ritardata giustizia.
In caso di ricorso, l’ufficio può, fino all’invio della sua risposta, riconsiderare il provvedimento impugnato. Se emana una nuova decisione, la notifica senza indugio alle parti e ne dà conoscenza all’autorità di vigilanza.27
Nuovo testo giusta il n. 6 dell’all. alla L del 17 giu. 2005 sul Tribunale federale,
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 1828 2. All’autorità superiore di vigilanza
La decisione di un’autorità inferiore di vigilanza può essere deferita all’autorità cantonale superiore di vigilanza entro dieci giorni dalla notificazione.
Contro una decisione dell’autorità inferiore è ammesso in ogni tempo il ricorso all’autorità cantonale superiore di vigilanza per denegata o ritardata giustizia.
Art. 1929 3. Al Tribunale federale
Il ricorso al Tribunale federale è retto dalla legge del 17 giugno 200530 sul Tribunale federale.
Art. 2031 4. Termini in materia di esecuzione cambiaria 5. Procedura avanti alle di vigilanza 33
Nelle esecuzioni cambiarie i termini d’impugnazione sono ridotti a cinque giorni; l’autorità deve decidere entro ugual termine.
...34 autorità cantonali 2 Alla procedura davanti alle autorità cantonali di vigilanza si applicano le disposizioni seguenti:35 1. le autorità di vigilanza, ogni volta che agiscono in questa veste, devono designarsi come tali e se del caso come autorità superiore o inferiore di vigilanza; 2. l’autorità di vigilanza constata i fatti d’ufficio. Essa può chiedere la collaborazione delle parti e, se rifiutano di prestare la collaborazione che da esse ci si può ragionevolmente attendere, dichiararne irricevibili le conclusioni;
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. 6 dell’all. alla L del 17 giu. 2005 sul Tribunale federale,
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I 6 dell’O dell’AF del 20 dic. 2006 che adegua taluni atti normativi 1° gen. 2007 (RS 173.110).
Nuovo testo giusta il n. 6 dell’all. alla L del 17 giu. 2005 sul Tribunale federale, 3.36 l’autorità di vigilanza apprezza liberamente le prove; fatto salvo l’articolo 22, essa è vincolata dalle conclusioni delle parti; 4. la decisione sul ricorso deve essere motivata e indicare i rimedi di diritto; essa è notificata per scritto alle parti, all’ufficio e agli altri eventuali interessati; 5.37 le procedure sono gratuite. La parte o il suo rappresentante che agiscono in mala fede o in modo temerario possono essere condannati a una multa sino a 1500 franchi, nonché al pagamento di tasse e spese.
Per il resto, i Cantoni stabiliscono la procedura.
Art. 21 6. Decisioni su ricorso
L’autorità che dichiara fondato un ricorso annulla o riforma gli atti impugnati. Essa ordina l’esecuzione di quelli dei quali il funzionario abbia senza motivo rifiutato o ritardato il compimento.
Art. 2238 N. Decisioni nulle
Sono nulle le decisioni che violano prescrizioni emanate nell’interesse pubblico o nell’interesse di persone che non sono parte nel procedimento. L’autorità di vigilanza constata d’ufficio la nullità anche quando la decisione non sia stata impugnata.
L’ufficio può sostituire la decisione nulla con una nuova decisione. Nondimeno, se presso l’autorità di vigilanza è pendente un procedimento ai sensi del capoverso 1, la sostituzione è ammissibile fino all’invio della risposta da parte dell’ufficio.
Art. 2339 O. Disposizioni cantonali d’esecuzione 1. Autorità giudiziarie
I Cantoni designano le autorità giudiziarie competenti per le decisioni deferite al giudice dalla presente legge.
Nuovo testo giusta il n. I 6 dell’O dell’AF del 20 dic. 2006 che adegua taluni atti normativi
Introdotto dal n. 6 dell’all. alla L del 17 giu. 2005 sul Tribunale federale, in vigore dal 1° gen. 2007 (RS 173.110).
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 24 2. Stabilimenti di deposito
I Cantoni designano gli stabilimenti obbligati ad accettare i depositi nei casi previsti dalla presente legge («stabilimenti di depositi»). Essi sono responsabili dei depositi fatti presso tali stabilimenti.
Art. 25 3. Norme procedurali
I Cantoni emanano:40 1. le regole procedurali per le cause che devono istruirsi con la procedura accelerata. Tale procedura dev’essere regolata in modo che le parti vengano citate a breve termine e che le liti possano essere definite, con decisione di merito dell’ultima istanza cantonale, entro sei mesi dal giorno in cui fu promossa l’azione: 2.41 le norme disciplinanti la procedura sommaria in caso di:
decisioni delle istanze competenti in materia di opposizione, di fallimento, di sequestro e di concordato;
ammissibilità dell’opposizione tardiva (art. 77 cpv. 3) e dell’opposizione nell’esecuzione cambiaria (art. 181);
annullamento o sospensione dell’esecuzione (art. 85);
decisione relativa al ritorno a miglior fortuna (art. 265a cpv. 1 a 3);
3. ...42
Art. 2643 4. Effetti di diritto pubblico del pignoramento infruttuoso e del fallimento
In quanto il diritto federale non sia applicabile, i Cantoni possono prescrivere che il pignoramento infruttuoso e il fallimento producano effetti di diritto pubblico, quali l’ineleggibilità a funzioni pubbliche, l’interdizione dall’esercizio di una professione o di un’attività subordinata a autorizzazione. È esclusa la privazione dei diritti civici come pure la pubblicazione degli attestati di carenza di beni.
Agli effetti di diritto pubblico deve essere posto termine qualora il fallimento sia revocato, tutti i creditori al beneficio di un attestato di carenza di beni siano stati soddisfatti o tutti i loro crediti siano prescritti.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 pignoramento infruttuoso e del fallimento (RS 284.1). Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1).
Qualora il coniuge o il partner registrato del debitore sia l’unico creditore che subisca perdite, gli effetti di diritto pubblico del pignoramento infruttuoso e del fallimento non possono essere pronunciati.44
Art. 2745 5. Professione di rappresentante
I Cantoni possono disciplinare la professione di rappresentante delle persone interessate nel procedimento esecutivo. I Cantoni possono segnatamente: 1. prescrivere che le persone che intendono esercitare questa attività provino la loro capacità professionale e moralità; 2. esigere la prestazione di garanzie; 3. fissare la tariffa degli onorari applicabili alla professione di rappresentante.
Chi ha ottenuto in un Cantone l’autorizzazione a esercitare la professione di rappresentante, può chiederla in ogni altro Cantone, sempreché la sua capacità professionale e moralità siano state accertate in modo adeguato.
Nessuno può essere costretto a munirsi di un rappresentante. I costi della rappresentanza non possono essere accollati al debitore.
Art. 2846 P. Comunicazione circa l’organizzazione nel Cantone
I Cantoni indicano al Consiglio federale i circondari di esecuzione e dei fallimenti, l’organizzazione dei relativi uffici, come pure le autorità designate in applicazione della presente legge.
IlConsiglio federale provvede alla conveniente pubblicità di tali indicazioni.
Art. 2947 Q. Approvazione delle disposizioni cantonali d’esecuzione
La validità delle leggi e delle ordinanze emanate dai Cantoni in esecuzione della presente legge sottostà all’approvazione della Confederazione.
Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I 6 dell’O dell’AF del 20 dic. 2006 che adegua taluni atti normativi
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 3048 R. Procedimenti esecutivi speciali S. Trattati internazionali e diritto internazionale privato
La presente legge non si applica all’esecuzione nei confronti di Cantoni, Distretti e Comuni, in quanto la materia sia disciplinata da norme speciali federali o cantonali.
Sono inoltre salve le disposizioni di altre leggi federali che prevedono procedure esecutive speciali.
Sono salvi i trattati internazionali e le disposizioni della legge federale del 18 dicembre 198750 sul diritto internazionale privato.
II. Regole diverse
Art. 31 A. Termini 1. Computo
Il termine fissato a giorni non comprende il giorno da cui comincia a decorrere.
Il termine fissato a mesi o ad anni scade nel giorno corrispondente pel numero a quello da cui comincia a decorrere; mancando tal giorno nell’ultimo mese il termine scadrà l’ultimo giorno di detto mese.
Se l’ultimo giorno del termine cade di sabato, di domenica o in un giorno ufficialmente riconosciuto come festivo, il termine scade il prossimo giorno feriale.51
...52
Art. 3253 2. Osservanza del termine
Le comunicazioni scritte richieste dalla presente legge devono essere consegnate entro l’ultimo giorno del termine all’autorità o, alla sua attenzione, a un ufficio postale svizzero, oppure a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera.
Il termine è osservato se prima dello scadere del medesimo è adita un’autorità incompetente; questa trasmette senza indugio la comunicazione all’autorità competente.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
[CS 3 499]
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se un’azione prevista dalla presente legge è ritirata dall’attore o respinta, mediante sentenza, per incompetenza del giudice adito, comincia a decorrere un nuovo termine della medesima durata per promuovere l’azione.
Se una comunicazione scritta è viziata in modo rimediabile, deve essere data la possibilità di riparare il vizio.
Art. 33 3. Modificazione e restituzione
I termini fissati nella presente legge non possono essere modificati mediante accordo delle parti.
Un termine più lungo o una proroga possono essere concessi alla parte interessata nel procedimento, se abita all’estero o se deve essere avvisata mediante pubblicazione.54
La parte interessata nel procedimento può rinunciare ad avvalersi dell’inosservanza di un termine, se questo è stato istituito nel suo esclusivo interesse.55
Chi è stato impedito ad agire entro il termine stabilito da un ostacolo non imputabile a sua colpa può chiedere all’autorità di vigilanza o all’autorità giudiziaria competente la restituzione del termine. Egli deve, entro il medesimo termine dalla cessazione dell’impedimento, inoltrare la richiesta motivata e compiere presso l’autorità competente l’atto omesso.56
Art. 3457 B. Comunicazioni degli uffici 1. Per scritto
Tutte le comunicazioni degli uffici d’esecuzione e degli uffici dei fallimenti si fanno per scritto e, salvo disposizione contraria della legge, mediante lettera raccomandata o consegna contro ricevuta.
Art. 3558 2. Mediante pubblicazione
Le pubblicazioni sono annotate nel Foglio ufficiale svizzero di commercio e nel Foglio ufficiale cantonale interessato. La pubblicazione sul Foglio ufficiale svizzero di commercio è determinante per il calcolo dei termini e le conseguenze della pubblicazione.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Qualora le circostanze lo richiedano, la pubblicazione si fa anche in altri fogli o per mezzo di pubblico bando.
Art. 3659 C. Effetto sospensivo
Le appellazioni e i ricorsi hanno effetto sospensivo soltanto per decreto speciale dell’autorità adita o del suo presidente. Tale decreto deve essere immediatamente comunicato alle parti.
Art. 3760 D. Definizioni
L’espressione «ipoteca» a’ sensi della presente legge comprende la ipoteca, la cartella ipotecaria, la rendita fondiaria, gli oneri fondiari, i pegni immobiliari del diritto anteriore, ogni diritto di privilegio su determinati fondi61, ed il pegno sugli accessori di un fondo.
L’espressione «pegno manuale» comprende il pegno mobiliare, il pegno sul bestiame, il diritto di ritenzione, il diritto di pegno su crediti ed altri diritti.
L’espressione «pegno» comprende tanto il pegno immobiliare quanto quello mobiliare.
Titolo secondo: Della esecuzione I. Delle diverse specie d’esecuzione
Art. 38 A. Oggetto dell’esecuzione e specie d’esecuzione
L’esecuzione ha per scopo di ottenere il pagamento di danaro o la prestazione di garanzie.
L’esecuzione comincia con la notificazione del precetto esecutivo e si prosegue in via di pignoramento o di realizzazione del pegno, oppure in via di fallimento.
L’ufficiale esecutore determina quale specie d’esecuzione si debba applicare.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210).
Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 39 B. Esecuzione in via di fallimento 1. Campo d’applicazione
L’esecuzione si prosegue in via di fallimento e cioè come «esecuzione ordinaria in via di fallimento» (art. 159 a 176) o come «esecuzione cambiaria» (art. 177 a 189) quando il debitore sia iscritto nel registro di commercio in una delle seguenti qualità: 1. titolare di una ditta commerciale (art. 934 e 935 CO62; 2. socio di una società in nome collettivo (art. 554 CO); 3. socio illimitatamente responsabile di una società in accomandita (art. 596 CO); 4. membro dell’amministrazione di una società in accomandita per azioni (art. 765 CO); 5. ...63 6. società in nome collettivo (art. 552 CO); 7. società in accomandita (art. 594 CO); 8. società anonima o in accomandita per azioni (art. 620 e 764 CO); 9. società a garanzia limitata (art. 772 CO); 10. società cooperativa (art. 828 CO); 11. associazione (art. 60 CC64; 13.67società di investimento a capitale variabile (art. 36 della L del
giu. 200668 sugli investimenti collettivi, LICol); 14.69società in accomandita per investimenti collettivi di capitale (art. 98 LICol).
adeguamento del diritto della società anonima, della società cooperativa, del registro di commercio e delle ditte commerciali), con effetto dal 1° gen. 2008 (RU 2007 4791 4837; FF 2002 2841, 2004 3545).
Introdotta dal n. II 3 dell’all. alla L del 23 giu. 2006 sugli investimenti collettivi, in vigore
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. II 3 dell’all. alla L del 23 giu. 2006 sugli investimenti collettivi, in vigore
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L’inscrizione produce effetto soltanto dal giorno susseguente a quello della pubblicazione nel Foglio ufficiale svizzero di commercio71.
Art. 40 2. Durata degli effetti dell’iscrizione nel registro di commercio
Le persone inscritte nel registro di commercio rimangono soggette alla procedura di fallimento, anche dopo la cancellazione da quel registro, per sei mesi dalla pubblicazione di questa nel Foglio ufficiale svizzero di commercio.
Se prima dello scadere di questo termine il creditore ha chiesto la continuazione dell’esecuzione o il precetto per l’esecuzione cambiaria, l’esecuzione si prosegue in via di fallimento.72
Art. 4173 C. Esecuzione in via di realizzazione del pegno
Per i crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione del pegno (art. 151 a 158) anche contro i debitori soggetti alla procedura di fallimento.
Se un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento è introdotta per un credito garantito da pegno, il debitore può chiedere, mediante ricorso (art. 17), che il creditore eserciti dapprima il suo diritto sull’oggetto del pegno.
Per gli interessi e le annualità di un credito garantiti da ipoteca si può tuttavia procedere, a scelta del creditore, in via di realizzazione del pegno oppure, secondo la persona del debitore, in via di pignoramento o di fallimento. Sono salve le disposizioni in materia di esecuzione cambiaria (art. 177 cpv. 1).
Art. 4274 D. Esecuzione in via di pignoramento
In tutti gli altri casi l’esecuzione si prosegue in via di pignoramento (art. 89 a 150).
Se un debitore viene iscritto nel registro di commercio, le domande di continuazione dell’esecuzione pendenti contro di lui sono ciononostante eseguite in via di pignoramento, finché non sia stato dichiarato il suo fallimento.
Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 4375 E. Eccezioni all’esecuzione in via di fallimento
L’esecuzione in via di fallimento è in ogni caso esclusa per:
1. imposte, tributi, tasse, sportule, multe e altre prestazioni fondate sul diritto pubblico e dovute a pubbliche casse o a funzionari; 1bis.76 premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni; 2.77 contributi periodici di mantenimento o d’assistenza in virtù del diritto di famiglia e contributi di mantenimento secondo la legge del 18 giugno 200478 sull’unione domestica registrata; 3. pretese tendenti alla prestazione di garanzia.
Art. 44 F. Riserva delle disposizioni speciali 1. Realizzazione degli oggetti confiscati
La realizzazione di oggetti confiscati in virtù di leggi d’ordine penale o fiscale ha luogo secondo le disposizioni delle relative leggi federali o cantonali.
Art. 4579 2. Prestito a pegno
La realizzazione dei crediti degli istituti di prestito a pegno è disciplinata dall’articolo 910 del Codice civile80.
II. Del luogo dell’esecuzione
Art. 46 A. Foro ordinario d’esecuzione
Il debitore dev’essere escusso al suo domicilio.
Le persone giuridiche e le società inscritte nel registro di commercio sono escusse alla loro sede; le persone giuridiche non inscritte, alla sede principale della loro amministrazione.
Per debiti di un’indivisione ognuno dei partecipanti può essere escusso al luogo dove la comunione esercita la sua attività economica, quando non esista una rappresentanza.81
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 3 ott. 2003, in vigore dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2757 2758; FF 2002 7175).
Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dall’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210).
La comunione dei comproprietari per piani è escussa al luogo in cui si trova il fondo.82
Art. 4783
Art. 48 B. Fori speciali d’esecuzione 1. Foro del luogo di dimora
I debitori che non hanno stabile domicilio possono essere escussi nel luogo di loro dimora.
Art. 4984 2. Foro della successione
Fino alla divisione od alla costituzione di una indivisione od alla liquidazione d’ufficio, l’eredità può essere escussa colla specie di esecuzione applicabile al defunto, al luogo in cui egli poteva essere escusso al momento della sua morte.
Art. 50 3. Foro del debitore domiciliato all’estero
Per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda nella Svizzera i debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla sede della medesima.
I debitori domiciliati all’estero, che per l’adempimento di un’obbligazione hanno eletto un domicilio speciale nella Svizzera, possono essere escussi per la medesima al domicilio eletto.
Art. 51 in cui si trova la cosa
4. Foro del luogo 1 Per i crediti garantiti da pegno manuale l’esecuzione si può promuovere tanto al luogo determinato giusta gli articoli 46 a50, quanto al luogo in cui si trova il pegno o la sua parte di maggior valore.85
Pei crediti ipotecari l’esecuzione si può fare soltanto nel luogo in cui si trova il fondo ipotecato. Se è diretta contro più fondi ipotecati situati in diversi circondari, si fa in quello dove trovasi la parte di maggior valore dei medesimi.
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210).
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 52 5. Foro del sequestro
L’esecuzione preceduta da sequestro può essere promossa anche al luogo in cui si trova l’oggetto sequestrato.86 Tuttavia la comminatoria e la domanda di fallimento possono essere notificate soltanto nel luogo in cui si deve escutere il debitore in via ordinaria.
Art. 53 C. Foro in caso di cambiamento di domicilio
Se il debitore cambia domicilio dopo la notificazione del pignoramento, della comminatoria di fallimento o del precetto nella esecuzione cambiaria, l’esecuzione si prosegue al domicilio precedente.
Art. 54 D. Foro in caso di fallimento del debitore in fuga
Contro un debitore in fuga il fallimento si dichiara nel luogo dell’ultimo suo domicilio.
Art. 55 E. Principio dell’unità del fallimento
Il fallimento di uno stesso debitore non può essere aperto contemporaneamente, nella Svizzera, in più di un luogo. Si reputa aperto dove venne prima dichiarato.
III. Dei periodi preclusi, delle ferie e delle sospensioni87
Art. 5688 A. Principi e nozioni
Fatti salvi i casi di sequestro o di provvedimenti conservativi che non ammettono dilazione, non si può procedere ad atti esecutivi: 1. nei periodi preclusi, cioè tra le ore 20 e le 7, come pure di domenica e nei giorni ufficialmente riconosciuti come festivi; 2. durante le ferie, cioè sette giorni prima e sette giorni dopo la Pasqua e il Natale, come pure dal 15 luglio al 31 luglio; questa disposizione non si applica tuttavia all’esecuzione cambiaria; 3. contro un debitore cui sia stata concessa la sospensione (art. 57 a 62).
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 5789 B. Sospensione 1. Servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile90 a. Durata b. Obbligo d’informare dei terzi c. Garanzia del pegno immobiliare d. Inventario e. Revoca da parte del giudice f. Servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile del rappresentante legale
L’esecuzione contro un debitore in servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile è sospesa per tutta la durata del servizio.91
Se il debitore ha prestato, senza interruzioni notevoli, almeno trenta giorni di servizio prima del licenziamento o del congedo, la sospensione continua ancora durante le prime due settimane susseguenti al licenziamento o al congedo.
Trattandosi di contributi periodici di mantenimento o d’assistenza in virtù del diritto di famiglia, il debitore può essere escusso anche durante la sospensione.92
Il debitore che presta servizio militare o di protezione civile in qualità di funzionario o impiegato della Confederazione o del Cantone non fruisce della sospensione.93
Quando non si può procedere ad un atto d’esecuzione perché il debitore presta servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, le persone maggiorenni che fanno parte della sua economia domestica, o se si tratta di atti notificati in uno stabilimento industriale o commerciale, i lavoratori o, secondo il caso, il datore di lavoro sono tenuti sotto minaccia di pena (art. 324 n. 5 CP95 a indicare all’ufficiale l’indirizzo di servizio e l’anno di nascita del debitore.96
L’ufficiale ricorda alle persone tenute all’obbligo d’informare i loro doveri come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.97
Il comando militare competente comunica all’ufficio d’esecuzione, se richiesto, la data del licenziamento o del congedo del debitore.
...98
Nuovo testo giusta l’art. 2 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950
Nuove espressioni giusta il n. 4 dell’all. della LF del 6 ott. 1995 sul servizio civile sostitutivo, in vigore dal 1° ott. 1996 (RS 824.0). Di detta modifica è stato tenuto conto in tutto il presente testo.
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dall’art. 2 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950
Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Nei confronti di un debitore, cui è stata concessa la sospensione dell’esecuzione a causa del servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, la garanzia del pegno immobiliare per gli interessi (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC100 si estende a tutta la durata della sospensione.101
In materia di esecuzione in via di realizzazione del pegno, il precetto esecutivo deve essere notificato anche durante la sospensione se questa dura da almeno tre mesi.
Se un debitore fruisce della sospensione dell’esecuzione a causa del servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, il creditore può esigere che per la durata della sospensione l’ufficio d’esecuzione compili un inventario dei beni con gli effetti previsti dall’articolo 164.103 Il creditore deve tuttavia rendere verosimile che il suo credito esiste e che esso è messo in pericolo con atti del debitore o di terzi intesi a favorire singoli creditori a danno di altri o a danneggiare i creditori in genere.
L’inventario può essere evitato se vengono fornite garanzie per il credito del creditore istante.
Il giudice competente per il rigetto dell’opposizione può revocare con effetto immediato, in generale oppure per singoli crediti, la sospensione concessa a causa del servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, se il creditore istante rende verosimile che: 1. il debitore ha sottratto beni all’azione dei suoi creditori o compie atti intesi a favorire singoli creditori a danno di altri o a danneggiare i creditori in genere, oppure 2. il debitore, in servizio militare volontario o in servizio volontario di protezione civile, non ha bisogno della sospensione per poter provvedere alla propria esistenza economica, oppure
Introdotto dall’art. 2 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 101 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 102 Introdotto dall’art. 2 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 103 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 104 Introdotto dall’art. 2 della LF del 28 set. 1949 (RU 1950 I 57 71). Nuovo testo giusta il n. I 3. il debitore presta servizio militare volontario o servizio volontario di protezione civile per sottrarsi ai suoi impegni.
Le disposizioni sulla sospensione sono applicabili anche alle persone ed alle società il cui rappresentante legale si trova in servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, fintanto che esse non siano in grado di designare un altro rappresentante.
Art. 58106 2. Decesso
L’esecuzione contro un debitore cui sia morto il coniuge, il partner registrato, un parente o un affine in linea retta o una persona che vive in comunione domestica con lui è sospesa durante due settimane a contare dal giorno della morte.
Art. 59 3. Nell’esecuzione per i debiti
L’esecuzione per debiti di una successione è sospesa durante due setdella successione timane a contare dal giorno della morte, nonché durante il termine per accettare o rinunciare107 all’eredità.108
L’esecuzione iniziata contro il defunto prima della morte può essere continuata contro la sua eredità a termini dell’articolo 49.109
Contro gli eredi può essere proseguita soltanto quando si tratti di realizzazione del pegno o quando, in una esecuzione per via di pignoramento, siano decorsi i termini stabiliti dagli articoli 110 e 111 per la partecipazione al medesimo.
Art. 60 4. Incarcerazione
Se viene escusso un detenuto che non sia provvisto di rappresentante, l’ufficiale gli assegna un termine per provvedersene, a meno che la nomina del medesimo non spetti per legge all’autorità tutelare. Durante questo termine l’esecuzione è sospesa.
105 Introdotto dall’art. 2 della LF del 28 set. 1949 (RU 1950 I 57 71). Nuovo testo giusta il n. I 106 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica 107 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 108 Nuovo testo giusta l’art. 2 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 109 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210).
Art. 61 5. Malattia grave
In caso di grave malattia del debitore, l’ufficiale può accordargli la sospensione per un tempo determinato.
Art. 62110 6. Epidemia o pubblica calamità
In caso di epidemia o di pubblica calamità e in tempo di guerra, il Consiglio federale, o il Governo cantonale con il consenso del Consiglio federale, può accordare la sospensione per determinate parti del territorio o di popolazione.
Art. 63111 C. Effetti sulla decorrenza dei termini
Le ferie e le sospensioni non impediscono la decorrenza dei termini.
Tuttavia, il termine a disposizione del debitore, del creditore o di terzi che viene a scadere durante le ferie o le sospensioni è prorogato fino al terzo giorno dopo la fine delle medesime. Nel computo del termine di tre giorni non si tiene conto dei sabati, delle domeniche e dei giorni ufficialmente riconosciuti come festivi.
IV. Della notificazione degli atti esecutivi
Art. 64 A. Alle persone fisiche
Gli atti esecutivi si notificano al debitore nella sua abitazione o nel luogo in cui suole esercitare la sua professione. Quando non vi si trovi, la notificazione può essere fatta a persona adulta della sua famiglia o ad uno de’ suoi impiegati.
Ove non si trovi alcuna delle nominate persone, l’atto esecutivo viene consegnato ad un funzionario comunale o di polizia, perché lo rimetta al debitore.
Art. 65 B. Alle persone giuridiche, indivise
Se l’esecuzione è diretta contro una persona giuridica o contro una società ed eredità società, la notificazione si fa al rappresentante delle medesime, e cioè:
1.112 per un Comune, un Cantone o la Confederazione, al presidente dell’autorità esecutiva, o al servizio designato da quest’autorità;
110 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 111 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 112 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 2.113 per una società anonima, una società in accomandita per azioni, una società a garanzia limitata, una società cooperativa o un’associazione iscritta nel registro di commercio, a qualunque membro dell’amministrazione o della direzione, come pure a qualunque direttore o procuratore; 3. per altra persona giuridica, al presidente dell’amministrazione o all’amministratore; 4. per una società in nome collettivo o in accomandita, a qualunque socio amministratore ed a qualunque direttore e procura-
Ove però le ricordate persone non si trovino in ufficio, la notificazione si potrà fare ad altro funzionario od impiegato.
Se l’esecuzione è diretta contro un’eredità non divisa, la notificazione si fa al rappresentante dell’eredità o se questi non è conosciuto ad uno degli eredi.115
Art. 66 C. Al debitore domiciliato all’estero o in caso di notificazione impossibile
Quando il debitore non dimori nel luogo dell’esecuzione, gli atti esecutivi si consegnano alla persona o nel locale da lui indicati in quel luogo stesso.
In mancanza di tale indicazione, la notificazione si fa per mezzo dell’ufficio del domicilio del debitore o per posta.
Se il debitore è domiciliato all’estero, la notificazione si fa per mezzo delle autorità di quel luogo o, in quanto un trattato internazionale lo preveda oppure lo Stato sul territorio del quale deve avvenire la notificazione lo ammetta, per posta.116
La notificazione si fa mediante pubblicazione quando:
1. il domicilio del debitore è sconosciuto; 2. il debitore persiste a sottrarsi alla notificazione; 3. il debitore è domiciliato all’estero e la notificazione giusta il capoverso 3 non è possibile in un termine ragionevole.117
...118 113 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 114 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 115 Introdotto dall’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 116 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 117 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 V. Della domanda d’esecuzione
Art. 67 A. Domanda d’esecuzione
La domanda d’esecuzione si presenta per iscritto o verbalmente all’ufficio d’esecuzione. Essa deve enunciare: 1. il nome ed il domicilio del creditore e dell’eventuale suo rappresentante e, ove dimori all’estero, il domicilio da lui eletto nella Svizzera; in mancanza d’indicazione speciale, questo domicilio si reputa eletto presso l’ufficio d’esecuzione; 2.119 il nome ed il domicilio del debitore e, al caso, del suo legale rappresentante; nella domanda di esecuzione contro un’eredità dev’essere indicato a quali eredi debba farsi la notificazione; 3. l’ammontare del credito o delle garanzie richieste, in valuta legale svizzera, e pei crediti fruttiferi la misura degli interessi e il giorno dal quale sono domandati; 4. il titolo di credito con la sua data e, in difetto di titolo, la causa del credito.
Pei crediti garantiti da pegno la domanda deve contenere inoltre le indicazioni prescritte dall’articolo 151.120
Della domanda d’esecuzione si deve dar atto gratuitamente al creditore che lo richieda.
Art. 68 B. Spese d’esecuzione A. Notificazione degli atti esecutivi. Opposizione B. Disposizioni speciali
Le spese d’esecuzione sono a carico del debitore, ma il creditore è tenuto ad anticiparle. In mancanza di tale anticipazione, l’ufficio può intanto sospendere l’atto esecutivo, dandone avviso al creditore.
Il creditore ha diritto di prelevare sui pagamenti del debitore le spese d’esecuzione.
119 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 120 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 VI. Dell’esecuzione contro un coniuge vivente in comunione
Se l’esecuzione è diretta contro un coniuge vivente in comunione di beni, il precetto esecutivo e tutti gli altri atti esecutivi devono essere notificati anche all’altro coniuge; quando tale situazione patrimoniale del debitore sia fatta valere soltanto nel corso del procedimento, l’ufficio provvede senza indugio alle notificazioni omesse.
Ciascun coniuge può fare opposizione.
...124
Mediante la procedura di rivendicazione126 (art. 106–109), il debitore o il suo coniuge può far valere che un bene pignorato appartiene ai beni propri di quest’ultimo.
Se l’esecuzione verte unicamente sui beni propri del debitore e sulla sua quota di beni comuni, ciascun coniuge può inoltre, mediante la procedura di rivendicazione (art. 106–109), opporsi al pignoramento di beni comuni.
Se l’esecuzione è continuata sui beni propri e sulla quota di beni comuni, il pignoramento e la realizzazione di quest’ultima sono retti dall’articolo 132; rimane salvo il pignoramento di entrate successive provenienti dall’attività lucrativa del coniuge escusso (art. 93).127
La quota di beni comuni non può essere realizzata128 all’incanto.
L’autorità di vigilanza può chiedere al giudice di pronunciare la separazione dei beni.
121 Originario tit. Vbis. Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1). 122 Introdotto dall’art. 15 n. 3 disp. fin. e trans. tit. XXIV–XXXIII CO (RS 220 in fine). Nuovo testo giusta il n. II 3 della LF del 5 ott. 1984 che modifica il CC, in vigore dal 1° gen. 1988 (RU 1986 122 153 art. 1; FF 1979 II 1119). 123 Originario art. 68 bis. 125 Introdotto dal n. II 3 della LF del 5 ott. 1984 che modifica il CC, in vigore dal 1° gen. 1988 (RU 1986 122 153 art. 1; FF 1979 II 1119). 126 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 127 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 128 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 VII.129 Dell’esecuzione in caso di rappresentanza legale o curatela
Art. 68c autorità parentale o tutela
1. Debitore sotto 1 Se il debitore si trova sotto autorità parentale o tutela, gli atti esecutivi si notificano al rappresentante legale; qualora non abbia un rappresentante legale, gli atti esecutivi si notificano all’autorità tutoria competente.
Se tuttavia il credito deriva dall’esercizio di una professione o di un mestiere autorizzati, ovvero è in relazione con l’amministrazione del provento del lavoro o dei beni liberi (art. 321 cpv. 2, 323 cpv. 1, 412, 414 CC130), gli atti esecutivi si notificano al debitore e al suo rappresentante legale.
Se al debitore fu nominato un curatore d’amministrazione (art. 395 cpv. 2 CC) e il creditore pretende di essere soddisfatto oltre che sulle rendite del debitore anche sulla di lui sostanza, gli atti esecutivi sono notificati al debitore e al curatore.
Art. 68d 2. Debitore sotto curatela
Se al debitore fu nominato un curatore e la nomina è stata pubblicata o comunicata all’ufficio d’esecuzione (art. 397 CC131), gli atti d’esecuzione si notificano: 1. in caso di curatela giusta l’articolo 325 del Codice civile svizzero al curatore e al titolare dell’autorità parentale; 2. in caso di curatela giusta gli articoli 392 a 394 del Codice civile svizzero al debitore e al curatore.
Art. 68e 3. Limitazione della responsabilità 130 RS 210 131 RS 210
Nella procedura di rivendicazione (art. 106 a 109), se il debitore risponde soltanto con i beni liberi, si può far valere l’estraneità del bene pignorato a questi beni.
129 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 VIII.132 Del precetto esecutivo e della opposizione
Art. 69 A. Precetto esecutivo 1. Contenuto
Ricevuta la domanda d’esecuzione, l’ufficio stende il precetto esecutivo.
Il precetto contiene:
1. le indicazioni della domanda d’esecuzione; 2. l’ingiunzione di pagare al creditore, entro venti giorni, il credito e le spese d’esecuzione o, se questa ha per scopo la prestazione di garanzie, di fornirle; 3. l’avvertimento che, ove il debitore intenda contestare il credito in tutto o in parte od il diritto del creditore di procedere per esso in via esecutiva, dovrà dichiararlo all’ufficio («fare opposizione») entro dieci giorni dalla notificazione del precetto; 4. la comminatoria che, ove il debitore non ottemperi al precetto, né faccia opposizione, l’esecuzione seguirà il suo corso.
Art. 70 2. Stesura
Il precetto è steso in doppio originale; l’uno pel debitore, l’altro pel creditore. In caso di difformità dei due originali, prevale quello notificato al debitore.
Se per lo stesso debito si procede contemporaneamente contro più debitori, a ciascuno di essi è notificato un precetto.133
Art. 71 3. Momento della notificazione 132 Originario tit. VI.
Ricevuta la domanda d’esecuzione, il precetto è notificato al debitore.134
Ove siano presentate più domande d’esecuzione contro lo stesso debitore, tutti i precetti devono essere notificati contemporaneamente.
Ad una domanda presentata posteriormente non si può in alcun caso dare corso prima che ad una anteriore.
133 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 134 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 72 4. Forma della notificazione
La notificazione è fatta dall’ufficiale, da un impiegato dell’ufficio o per posta.135
All’atto della consegna colui che procede alla notificazione deve attestare su ambedue gli originali, in qual giorno ed a chi questa sia stata fatta.
Art. 73136 B. Produzione dei mezzi di prova
Su istanza del debitore, il creditore è invitato a presentare presso l’ufficio, entro il termine di opposizione, i mezzi di prova concernenti la pretesa.
L’inadempimento da parte del creditore non sospende il decorso del termine d’opposizione. In una lite successiva, il giudice terrà tuttavia conto, nella decisione sulle spese processuali e sulle ripetibili, del fatto che il debitore non aveva avuto la possibilità di prendere visione dei mezzi di prova.
Art. 74 C. Opposizione 1. Termine e forma
Se l’escusso intende fare opposizione, deve dichiararlo verbalmente o per scritto, immediatamente a chi gli consegna il precetto o, entro dieci giorni dalla notificazione del precetto, all’ufficio d’esecuzione.137
Se l’escusso contesta soltanto una parte del credito, deve indicare esattamente l’importo contestato, altrimenti si reputa contestato l’intero credito.138
Della dichiarazione di opposizione si deve dar atto gratuitamente al debitore che lo richieda.
Art. 75139 2. Motivi
Non è necessario motivare l’opposizione. Adducendone i motivi, il debitore non rinuncia a far valere ulteriori eccezioni.
Il debitore che contesta di essere ritornato a miglior fortuna (art. 265, 265a) deve dichiararlo esplicitamente nell’opposizione, altrimenti si reputa che egli abbia rinunciato a tale eccezione.
135 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 136 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 137 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 138 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 139 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Sono salve le disposizioni sull’opposizione tardiva (art. 77) e sull’opposizione nell’esecuzione cambiaria (art. 179 cpv. 1).
Art. 76 3. Comunicazione al creditore
Il contenuto dell’opposizione è notificato al creditore istante sul suo esemplare; quando l’opposizione non abbia avuto luogo, se ne fa menzione.
Detto esemplare dev’essere notificato al creditore istante immediatamente dopo l’opposizione o, se non fu fatta, appena scaduto il termine della medesima.
Art. 77 4. Opposizione tardiva per creditore
Se il creditore cambia in corso d’esecuzione, l’escusso può fare cambiamento del opposizione in un secondo tempo, sino alla ripartizione o alla dichiarazione di fallimento.140
L’escusso deve presentare opposizione scritta e motivata al giudice del luogo dell’esecuzione entro dieci giorni dalla conoscenza del cambiamento del creditore, rendendo verosimili le eccezioni opponibili al nuovo creditore.141
Il giudice, ricevuto l’atto di opposizione, può ordinare la provvisoria sospensione dell’esecuzione; udite le parti, decide sull’ammissibilità dell’opposizione.
Se l’opposizione tardiva è ammessa ma un pignoramento è già stato eseguito, l’ufficiale impartisce al creditore un termine di dieci giorni per promuovere l’azione di riconoscimento del suo credito. Trascorso infruttuosamente il termine, il pignoramento decade.142
L’ufficio d’esecuzione avvisa il debitore di ogni cambiamento di creditore.143
Art. 78 5. Effetti
L’opposizione sospende l’esecuzione.
Se il debitore contesta soltanto una parte del credito, l’esecuzione può proseguirsi per l’ammontare non contestato.
140 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 141 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 142 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 143 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 79144 D. Eliminazione dell’opposizione 1. Mediante la procedura ordinaria o amministrativa
Se è stata fatta opposizione contro l’esecuzione, il creditore, per far valere la propria pretesa, deve seguire la procedura ordinaria o quella amministrativa. Egli può chiedere la continuazione dell’esecuzione soltanto in forza di una sentenza passata in giudicato che tolga espressamente l’opposizione.
Se la decisione è stata pronunciata in un altro Cantone, l’ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di proseguire l’esecuzione, impartisce al debitore un termine di dieci giorni per opporre eventuali eccezioni giusta l’articolo 81 capoverso 2. Se il debitore oppone una tale eccezione, il creditore può domandare la continuazione dell’esecuzione soltanto dopo che si sia pronunciato il giudice del rigetto nel foro dell’esecuzione.
Art. 80145 2. Mediante rigetto definitivo a. Titoli di rigetto
Se il credito è fondato su una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione.
Sono parificati alle sentenze esecutive:
1. le transazioni e i riconoscimenti di debito giudiziali; 2. le decisioni di autorità amministrative federali concernenti il pagamento di una somma di denaro o la prestazione di garanzie; 3. entro il territorio cantonale, le decisioni di autorità amministrative cantonali riguardanti obbligazioni fondate sul diritto pubblico, quali le imposte, in quanto il diritto cantonale le parifichi a sentenze esecutive; 4.146 le decisioni definitive relative alle spese di controllo pronunciate dagli organi di controllo in virtù dell’articolo 16 capoverso 1 della legge del 17 giugno 2005147 contro il lavoro nero.
Art. 81148 b. Eccezioni
Se il credito è fondato su una sentenza esecutiva di un’autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu promossa l’esecuzione, l’opposizione è rigettata in via definitiva a meno che l’escusso provi con 144 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 145 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 146 Introdotto dal n. 3 dell’all. alla L del 17 giu. 2005 contro il lavoro nero, in vigore dal 1° gen. 2008 (RS 822.41). 148 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto.
Se la sentenza esecutiva è stata pronunciata in un altro Cantone, l’escusso può inoltre eccepire di non essere stato regolarmente citato o legalmente rappresentato.
Se la sentenza è stata pronunciata in uno Stato estero con il quale esiste un trattato per la reciproca esecuzione delle sentenze, l’escusso può avvalersi delle eccezioni previste dal trattato.
Art. 82 3. Mediante rigetto provvisorio a. Condizioni
Se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione.
Il giudice lo pronuncia, sempreché il debitore non giustifichi immediatamente delle eccezioni che infirmano il riconoscimento di debito.
Art. 83 b. Effetti
Spirato il termine del pagamento, il creditore che fece rigettare l’opposizione può chiedere, secondo la persona del debitore, il pignoramento provvisorio o instare per la formazione dell’inventario a’ termini dell’articolo 162.
Tuttavia l’escusso, entro venti giorni dal rigetto dell’opposizione, può domandare con la procedura ordinaria il disconoscimento del debito al giudice del luogo dell’esecuzione.149
Se l’escusso omette di fare tale domanda o se questa è respinta, il rigetto dell’opposizione e, secondo i casi, il pignoramento provvisorio diventano definitivi.150
Il decorso del termine di cui all’articolo 165 capoverso 2 è sospeso tra il giorno in cui venne promossa l’azione di disconoscimento del debito e la sua definizione giudiziale. Nondimeno, il giudice del fallimento pone termine agli effetti dell’inventario quando cessano di esistere le condizioni per ordinarlo.151 149 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 150 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 151 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 84152 4. Procedura di rigetto
Il giudice del luogo d’esecuzione pronuncia sulla domanda di rigetto dell’opposizione.
Non appena ricevuta la domanda, dà all’escusso la possibilità di esprimersi verbalmente o per scritto, poi comunica la decisione entro cinque giorni.
Art. 85153 E. Annullamento o sospensione giudiziali dell’esecuzione 1. In procedura sommaria 2. In procedura accelerata
Se l’escusso prova per mezzo di documenti che il debito con i relativi interessi e con le spese è stato estinto o che gli è stata concessa una dilazione, può ottenere in ogni tempo dal tribunale del luogo dell’esecuzione nel primo caso l’annullamento, e nel secondo la sospensione dell’esecuzione.
L’escusso può domandare in ogni tempo al tribunale del luogo dell’esecuzione l’accertamento dell’inesistenza del debito, della sua estinzione o della concessione di una dilazione.
Se, dopo aver sentito le parti ed esaminato i documenti prodotti, il tribunale ritiene che la domanda è molto verosimilmente fondata, pronuncia la sospensione provvisoria dell’esecuzione: 1. nell’esecuzione in via di pignoramento o di realizzazione del pegno, prima della realizzazione o, se questa ha già avuto luogo, prima della ripartizione; 2. nell’esecuzione in via di fallimento, dopo la notificazione della comminatoria di fallimento.
Se l’azione è ammessa, il tribunale, secondo il caso, annulla o sospende l’esecuzione.
La causa è trattata con la procedura accelerata.
Art. 86 F. Azione di ripetizione per pagamento indebito
Chi per omessa opposizione o pel rigetto di questa ha pagato l’indebito può, entro un anno dal pagamento, ripetere con la procedura ordinaria la somma sborsata.
152 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 153 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 154 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
L’azione per la ripetizione dell’indebito si può promuovere, a scelta dell’attore, o avanti al giudice dell’esecuzione o al foro ordinario del convenuto.
In eccezione all’articolo63 del Codice delle obbligazioni155, per avere diritto alla restituzione è sufficiente provare l’inesistenza del debito.156
Art. 87 G. Esecuzione in via di realizzazione del pegno ed esecuzione cambiaria
Pel precetto nella esecuzione in via di realizzazione del pegno, valgono le speciali disposizioni degli articoli 151 a 153; pel precetto e per l’opposizione nella esecuzione cambiaria, quelle degli articoli 178 a 189.
IX. Continuazione dell’esecuzione157
Art. 88158 155 RS 220
Se l’esecuzione non è stata sospesa in virtù di un’opposizione o di una decisione giudiziale, trascorsi venti giorni dalla notificazione del precetto il creditore può chiederne la continuazione.
Questo diritto si estingue decorso un anno dalla notificazione del precetto. Se è stata fatta opposizione, il termine resta sospeso tra il giorno in cui è stata promossa l’azione giudiziaria o amministrativa e la sua definizione.
Della domanda di continuazione è dato atto gratuitamente al creditore che lo richiede.
A richiesta del creditore, l’ammontare del credito espresso in valuta estera può essere riconvertito in valuta svizzera al corso del giorno della domanda di continuazione.
156 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 157 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 158 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 Titolo terzo:159 Della esecuzione in via di pignoramento I.160 Del pignoramento
Art. 89161 A. Esecuzione 1. Momento
Se il debitore è soggetto all’esecuzione in via di pignoramento, l’ufficio d’esecuzione, ricevuta la domanda di continuazione, procede senza indugio al pignoramento o vi fa procedere dall’ufficio del luogo dove si trovano i beni da pignorare.
Art. 90 2. Avviso
Il debitore dev’essere avvisato del pignoramento almeno il giorno prima. L’avviso richiamerà le disposizioni dell’articolo 91.
Art. 91162 3. Obblighi del debitore e dei terzi 163 RS 311.0 164 RU 2005 79
Il debitore è tenuto, sotto minaccia di pena:
1. ad assistere al pignoramento o a farvisi rappresentare (art. 323
n. 1 CP163); 2. a indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso, come pure i crediti e i diritti verso terzi (art. 163 n. 1 e 323 n. 2 CP).164 2 Se il debitore omette senza giustificazione sufficiente di assistere al pignoramento o di farvisi rappresentare, l’ufficio d’esecuzione può ordinarne l’accompagnamento per mezzo della polizia.
Su richiesta dell’ufficiale, il debitore deve aprire i locali e i ripostigli. Se necessario, l’ufficiale può chiedere l’aiuto dell’autorità di polizia.
I terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti hanno, sotto minaccia di pena (art. 324 n. 5 CP), lo stesso obbligo di informare del debitore.
Le autorità hanno lo stesso obbligo di informare del debitore.
L’ufficio d’esecuzione ricorda esplicitamente agli interessati i loro obblighi come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.
159 Originario tit. avanti l’art. 88. 160 Originario tit. avanti l’art. 88. 161 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 162 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 92 4. Beni impignorabili
Sono impignorabili:
1.165 gli oggetti destinati all’uso personale del debitore o della sua famiglia, quali abiti, effetti personali, utensili, utensili di casa, mobili o altri oggetti, in quanto indispensabili a garantire una qualità minima di vita; 1a.166 gli animali domestici non tenuti a scopo patrimoniale o lucrativo; 2.167 i libri religiosi e gli oggetti del culto; 3.168 gli arnesi, gli apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per l’esercizio della professione; 4.169 a scelta del debitore, due vacche da latte, due giovenche, quattro capre o pecore, oltre al bestiame minuto, col foraggio e con la paglia necessari per quattro mesi, quando detti animali siano indispensabili al sostentamento del debitore e della sua famiglia o al mantenimento della sua azienda; 5.170 le provviste di vitto e di combustibile necessarie al debitore ed alla sua famiglia per i due mesi successivi al pignoramento, ovvero il denaro liquido o i crediti indispensabili per acquistarli; 6.171 gli effetti di abbigliamento, di equipaggiamento e armamento, il cavallo di servizio e il soldo di un militare, l’importo giornaliero per le piccole spese versato a chi presta servizio civile, nonché gli effetti di abbigliamento e di equipaggiamento e l’indennità di una persona tenuta a prestare servizio di protezione civile; 7.172 il diritto a rendite vitalizie costituite giusta gli articoli 516 a 165 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 166 Introdotto dal n. IV della LF del 4 ott. 2002 (Articolo di principio sugli animali), in vigore dal 1° apr. 2003 (RU 2003 463 466; FF 2002 3734 5207). 167 Nuovo testo giusta l’art. 3 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 168 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 169 Nuovo testo giusta l’art. 3 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 170 Nuovo testo giusta l’art. 3 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 171 Nuovo testo giusta il n. 4 dell’all. della LF del 6 ott. 1995 sul servizio civile sostitutivo, in vigore dal 1° ott. 1996 (RS 824.0). 172 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen.
1997 8.174 le prestazioni d’assistenza e i sussidi elargiti da associazioni o casse di beneficenza o di soccorso in caso di malattia, indigenza o morte, come pure da altre simili istituzioni; 9.175 le rendite, indennità in capitale e altre prestazioni elargite alla vittima o ai suoi parenti per lesioni corporali, danno alla salute o morte d’uomo, in quanto costituiscano indennità a titolo di riparazione morale, o risarcimento per le spese di cura o per l’acquisto di mezzi ausiliari; 9a.176 le rendite giusta l’articolo 20 della legge federale del 20 dicembre 1946177 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o giusta l’articolo50 della legge federale del 19 giugno 1959178, sull’assicurazione per l’invalidità le prestazioni giusta l’articolo 12 della legge federale del 19 marzo 1965179 sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità, come pure le prestazioni delle casse di compensazione per indennità familiari; 10.180 i diritti non ancora esigibili a prestazioni previdenziali e al libero passaggio nei confronti di fondi di previdenza professionale; 11.181 i beni destinati a svolgere compiti di pubblico imperio appartenenti a uno Stato estero o a una banca centrale estera.
Sono inoltre impignorabili gli oggetti per i quali vi è senz’altro da presumere che il ricavo eccederebbe di così poco la somma delle spese da non giustificare la loro realizzazione. Tali oggetti devono tuttavia essere indicati nel verbale di pignoramento con il loro valore di stima.182
Gli oggetti di cui al capoverso 1 numeri 1 a 3 sono pignorabili se di valore elevato; tuttavia essi possono essere tolti al debitore soltanto dopo che il creditore ha messo a disposizione del debitore, in loro 174 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 175 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 176 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 180 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 181 Introdotto dall’art. 3 della LF del 28 set. 1949 (R 1950 I 57 71). Nuovo testo giusta il n. I 182 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 sostituzione, oggetti del medesimo valore d’uso oppure la somma necessaria per il loro acquisto.183
Sono salve le disposizioni speciali sull’impignorabilità previste dalla legge federale del 2 aprile 1908184 sul contratto d’assicurazione (art. 79 cpv. 2 e 80 LCA), dalla legge federale del 9 ottobre 1992185 sul diritto d’autore (art. 18 LDA) e dal Codice penale186 (art. 378 cpv. 2 CP).187
Art. 93188 5. Redditi limitatamente pignorabili
Ogni provento del lavoro, gli usufrutti e il loro prodotto, le rendite vitalizie e gli alimenti, le pensioni e le prestazioni di qualsiasi tipo destinate a risarcire una perdita di guadagno o una pretesa derivante dal diritto al mantenimento, segnatamente le rendite e le indennità in capitale che non sono impignorabili giusta l’articolo 92, possono essere pignorati in quanto, a giudizio dell’ufficiale, non siano assolutamente necessari al sostentamento del debitore e della sua famiglia.
Tali redditi possono essere pignorati per un anno al massimo dal giorno dell’esecuzione del pignoramento. Se al pignoramento partecipano più creditori, il termine decorre dal primo pignoramento eseguito su richiesta di un creditore del gruppo in questione (art. 110 e 111).
Se durante il decorso di tale termine l’ufficio ha conoscenza di una modificazione determinante per l’importo da pignorare, esso commisura il pignoramento alle mutate circostanze.
Art. 94 6. Pignoramento di frutti prima del raccolto
I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo non possono essere pignorati: 1. sui prati, avanti al primo aprile 2. sui campi, avanti al primo giugno; 3. nelle vigne, avanti al venti agosto.
L’alienazione delle messi fatta prima o nei giorni suindicati è nulla di fronte al creditore pignorante.
Sono salvi i diritti spettanti al creditore con pegno immobiliare sui frutti non ancora raccolti o separati dal suolo come parti costitutive del 183 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 187 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 188 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 pegno, a condizione però che il creditore stesso abbia iniziato la procedura di realizzazione del pegno prima della realizzazione dei frutti pignorati.189
Art. 95 7. Ordine del pignoramento a. In generale b. Crediti verso il coniuge o il partner registrato
Si devono pignorare in primo luogo i beni mobili, compresi i crediti e le pretese limitatamente pignorabili (art. 93). Sono pignorati anzitutto gli oggetti di commercio quotidiano, ma i meno necessari prima degli indispensabili.190
I beni immobili possono essere pignorati soltanto in quanto quelli mobili non bastino a coprire il credito.191
Da ultimo sono pignorati gli oggetti colpiti da sequestro, quelli indicati dal debitore come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da terzi.
Ove siano pignorate provviste di foraggi, si dovrà pignorare, a richiesta del debitore, anche una corrispondente quantità di bestiame.
L’ufficiale può scostarsi da quest’ordine qualora le circostanze lo giustifichino o se il creditore e il debitore di comune accordo lo richiedono.192
In ogni caso il funzionario deve conciliare, per quanto sia possibile, gli interessi del creditore e quelli del debitore.
I crediti del debitore verso il suo coniuge o il suo partner registrato sono pignorati soltanto in caso di insufficienza dei suoi altri beni.
Art. 96 B. Effetti del pignoramento
È fatto divieto al debitore, sotto minaccia di pena (art. 169 CP194, di disporre, senza autorizzazione dell’ufficiale, degli oggetti pignorati. L’ufficiale procedente ricorda esplicitamente al debitore il divieto come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.195 189 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 190 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 191 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 192 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 193 Introdotto dal II 3 della LF del 5 ott. 1984 che modifica il CC (RU 1986 122; FF 1979 II 1119). Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica registrata, in vigore dal 1° gen. 2007 (RS 211.231). 195 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Gli atti di disposizione del debitore sono nulli in quanto ne siano pregiudicati i diritti che il creditore ha acquisito col pignoramento, sotto riserva degli effetti dell’acquisto del possesso da parte di terzi di buona fede.196
Art. 97 C. Stima. Entità del pignoramento
Ilfunzionario stima gli oggetti pignorati facendosi assistere, ove occorra, da periti.
Il pignoramento è limitato a quanto basti per soddisfare dei loro crediti, in capitale, interessi e spese, i creditori pignoranti.
Art. 98 D. Misure cautelari 1. Per i beni mobili
Il denaro, i biglietti di banca, i titoli al portatore, le cambiali e gli altri titoli girabili, gli oggetti di metallo prezioso e gli altri oggetti di valore sono presi in custodia dall’ufficio.197
Le altre cose mobili possono essere lasciate provvisoriamente nelle mani del debitore o del terzo possessore con l’obbligo di tenerle pronte ad ogni richiesta.
Questi oggetti dovranno però essere collocati in custodia dell’ufficio o d’un terzo, se l’ufficiale lo reputi opportuno o se il creditore giustifichi che ciò è necessario per garantire i diritti costituiti in suo favore dal pignoramento.198
L’ufficio può interessarsi anche di cose sulle quali un terzo abbia un diritto di pegno. Ove non vengano realizzate, gli saranno restituite.
Art. 99 2. Per i crediti
In caso di pignoramento di crediti o di diritti non risultanti da titoli al portatore o all’ordine, si avverte il terzo debitore che d’ora innanzi non potrà fare un pagamento valido se non all’ufficio.
Art. 100 3. Per gli altri diritti. Riscossione
L’ufficio cura la conservazione dei diritti pignorati e riscuote i crediti scaduti.
196 Introdotto dall’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 197 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 198 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 3 apr. 1924, in vigore dal 1° gen. 1925 (RU 40 391 396).
Art. 101199 4. Per i fondi a. Annotazione nel registro fondiario
Il pignoramento di un fondo limita la facoltà di disporne. L’ufficio comunica senza indugio il pignoramento all’ufficio del registro fondiario, con la data e la somma per la quale è fatto, affinché proceda senza indugio all’annotazione. Sono pure comunicate la partecipazione di altri creditori e la cessazione del pignoramento.
L’annotazione è radiata se la realizzazione non è chiesta entro due anni dal pignoramento.
Art. 102200 b. Frutti e redditi
Il pignoramento di un fondo comprende anche i frutti e gli altri redditi ed avviene senza pregiudizio dei diritti spettanti ai creditori con pegno immobiliare.
L’ufficio di esecuzione deve dare comunicazione del pignoramento a questi creditori, ed al caso agli inquilini ed agli affittuari.
Egli cura l’amministrazione e la coltura del fondo.
Art. 103 c. Raccolta dei frutti
L’ufficio cura la raccolta dei frutti (art. 94 e 102).
In caso di bisogno, si preleverà da essi quanto sia necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia.
Art. 104 5. Per i beni comuni
In caso di pignoramento di un usufrutto o di una quota in un’eredità indivisa, in una società o altra comunione, l’ufficio ne dà avviso ai terzi interessati.
Art. 105 6. Spese di conservazione e mantenimento dei beni pignorati
A richiesta dell’ufficio, il creditore deve anticipare le spese di conservazione e di mantenimento dei beni pignorati.
Art. 106201 E. Pretese di terzi (rivendicazione) 1. Menzione e comunicazione
Se vien fatto valere che sul bene pignorato un terzo è titolare di un diritto di proprietà, di pegno o di un altro diritto incompatibile con il pignoramento o che deve essere preso in considerazione in prosegui- 199 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 200 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 201 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 mento di esecuzione, l’ufficio d’esecuzione ne fa menzione nel verbale di pignoramento o, se questo è già stato notificato, ne dà speciale avviso alle parti.
I terzi possono notificare le loro pretese fintanto che la somma ricavata dalla realizzazione del bene pignorato non sia stata ripartita.
Dopo la realizzazione, i terzi possono far valere al di fuori della procedura esecutiva le pretese fondate sul diritto civile in caso di furto, smarrimento o privazione contro la sua volontà di cosa mobile (art. 934 e 935 CC202) oppure in caso di acquisizione in mala fede (art. 936 e 974 cpv. 3 CC). La vendita a trattative private giusta l’articolo 130 della presente legge è equiparata alla vendita all’asta pubblica ai sensi dell’articolo 934 capoverso 2 del Codice civile.
Art. 107203 2. Seguito della procedura a. In caso di possesso esclusivo del debitore
Il debitore e il creditore possono contestare presso l’ufficio d’esecuzione la pretesa del terzo, quando questa riguarda:
1. un bene mobile in possesso esclusivo del debitore;
2. un credito o un altro diritto, se la pretesa del debitore appare più fondata di quella del terzo; 3. un fondo, se la pretesa non risulta dal registro fondiario.
L’ufficio d’esecuzione impartisce loro un termine di dieci giorni per far valere questo diritto.
Su domanda del debitore o del creditore, il terzo è invitato a produrre i suoi mezzi di prova all’ufficio d’esecuzione entro lo spirare del termine d’opposizione. L’articolo 73 capoverso 2 si applica per analogia.
Se la pretesa del terzo non è contestata, si ritiene che essa sia ammessa nell’esecuzione in atto.
Se la pretesa è contestata, l’ufficio d’esecuzione impartisce al terzo un termine di venti giorni per promuovere l’azione di accertamento del suo diritto nei confronti di colui che lo contesta. Se il terzo non promuove l’azione, la sua pretesa non è presa in considerazione nell’esecuzione in atto.
Art. 108204 b. In caso di possesso o di copossesso del terzo 202 RS 210
Il creditore e il debitore possono promuovere nei confronti del terzo l’azione di contestazione della sua pretesa, quando questa riguarda:
203 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 204 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 1. un bene mobile in possesso o copossesso del terzo; 2. un credito o un altro diritto, se la pretesa del terzo appare più fondata di quella del debitore; 3. un fondo, se la pretesa risulta dal registro fondiario.
L’ufficio d’esecuzione impartisce loro un termine di venti giorni per promuovere l’azione.
Se nessuna azione è promossa, la pretesa è ritenuta riconosciuta nell’esecuzione in atto.
Su domanda del creditore o del debitore, il terzo è invitato a produrre all’ufficio d’esecuzione i suoi mezzi di prova entro lo scadere del termine per promuovere l’azione. L’articolo 73 capoverso 2 si applica per analogia.
Art. 109205 c. Foro
Sono promosse al luogo dell’esecuzione:
1. le azioni fondate sull’articolo 107 capoverso 5; 2. le azioni fondate sull’articolo 108 capoverso 1, in quanto il convenuto sia domiciliato all’estero.
Se è diretta contro un convenuto domiciliato in Svizzera, l’azione fondata sull’articolo 108 capoverso 1 è promossa al domicilio di quest’ultimo.
Se la pretesa riguarda un fondo, l’azione è promossa in tutti i casi avanti il giudice del luogo ove è situato il fondo o la parte di maggior valore di esso.
Il giudice comunica all’ufficio d’esecuzione l’introduzione dell’azione e la decisione definitiva. La causa è trattata con la procedura accelerata.
Per quanto riguarda gli oggetti litigiosi, l’esecuzione è sospesa fino a decisione definitiva, e i termini per chiedere la realizzazione (art. 116) sono sospesi.
Art. 110 al pignoramento 1. In generale
F. Partecipazione 1 I creditori che presentano domanda di continuazione dell’esecuzione entro trenta giorni dall’esecuzione di un pignoramento partecipano a questo. L’ufficio d’esecuzione completa il pignoramento man mano, in quanto sia necessario per coprire tutti i crediti di questo gruppo.206 205 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 206 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
I creditori che presentano la domanda di continuazione dell’esecuzione solo dopo lo scadere del termine di trenta giorni formano nello stesso modo ulteriori gruppi con pignoramento separato.207
I beni già pignorati possono essere nuovamente oggetto di un successivo pignoramento, ma soltanto nella misura in cui la somma ricavatane non spetti ai creditori che procedettero al pignoramento anteriore.
Art. 111208 2. Partecipazione privilegiata
Hanno diritto di partecipare, senza preventiva esecuzione, al pignoramento durante quaranta giorni a contare dall’esecuzione del pignoramento: 1.209 il coniuge o il partner registrato del debitore; 2. i figli e coloro che si trovano sotto la tutela o la curatela del debitore, per crediti derivanti dal rapporto di filiazione o dalla tutela; 3. i figli maggiorenni e gli abiatici del debitore per i crediti fon- 4. il costituente di un contratto di vitalizio per i crediti fondati sull’articolo 529 CO211.
Le persone di cui al capoverso 1 numeri 1 e 2 possono esercitare tale diritto soltanto se il pignoramento è avvenuto durante il matrimonio, l’unione domestica registrata, l’autorità parentale o la tutela, oppure nel termine di un anno dopo la loro fine; la durata di un processo o di un procedimento esecutivo non viene computata. La dichiarazione di partecipazione al pignoramento può essere fatta anche dall’autorità tutoria per i minorenni, i tutelati o i curatelati.212
In quanto da esso conosciuti, l’ufficio d’esecuzione informa, con lettera semplice, gli aventi diritto di partecipazione al pignoramento.
L’ufficio d’esecuzione dà avviso della domanda di partecipazione al debitore e ai creditori, impartendo loro un termine di dieci giorni per contestarla.
Se viene contestata, la partecipazione è ammessa soltanto con gli effetti di un pignoramento provvisorio, e l’istante deve promuovere l’azione entro venti giorni al luogo dell’esecuzione; trascorso infrut- 207 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 208 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 209 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica 212 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica tuosamente il termine, la sua partecipazione è caduca. La causa è trattata con la procedura accelerata.
Art. 112 G. Atto di pignoramento 1. Stesura
Per ogni pignoramento viene steso un verbale («atto di pignoramento») sottoscritto dall’ufficiale o dall’impiegato che vi procede. Esso enuncia i nomi dei creditori e del debitore, l’ammontare del credito, il giorno e l’ora del pignoramento, i beni pignorati ed il loro prezzo di stima, come pure, quando ne sia il caso, le pretese dei terzi.
Se vengono pignorati oggetti già colpiti da sequestro, la partecipazione del creditore sequestrante al pignoramento è menzionata nel verbale (art. 281).
Ove non si trovino beni pignorabili o non se ne trovino in quantità sufficiente, se ne fa pure menzione.
Art. 113213 2. Aggiunte
La partecipazione di nuovi creditori a un pignoramento e i pignoramenti complementari sono annotati in coda all’atto di pignoramento.
Art. 114214 3. Notificazione ai creditori e al debitore
Trascorso il termine di partecipazione di trenta giorni, l’ufficio d’esecuzione notifica senza indugio una copia degli atti di pignoramento ai creditori e al debitore.
Art. 115 4. Atto di pignoramento valido come attestato di carenza di beni
Se non esistono beni pignorabili, il verbale di pignoramento costituisce pel creditore l’attestato di carenza di beni a’ sensi dell’articolo 149.
Esso vale come attestato provvisorio di carenza di beni ed ha gli effetti indicati nell’articolo 271 numero 5 e nell’articolo 285, quando in base alla stima ufficiale i beni pignorabili non siano sufficienti.
L’attestato provvisorio di carenza di beni conferisce inoltre al creditore il diritto di esigere, entro il termine di un anno previsto dall’articolo 88 capoverso 2, il pignoramento di beni nuovamente scoperti. Le disposizioni sulla partecipazione (art. 110 e 111) sono applicabili.215 213 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 214 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 215 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 II. Della realizzazione216 ...217
Art. 116218 A. Domanda di realizzazione 1. Termine
Il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento.
Qualora venga pignorato il salario futuro e il datore di lavoro non abbia consegnato alla scadenza le somme pignorate, la realizzazione del diritto a queste somme può essere domandata entro quindici mesi dal pignoramento.
Qualora la partecipazione di più creditori abbia comportato pignoramenti complementari, i termini decorrono dall’ultimo pignoramento complementare fruttuoso.
Art. 117 2. Legittimazione attiva
Il diritto di chiedere la realizzazione compete, in ciascun gruppo, ad ogni singolo partecipante.
Possono chiedere la realizzazione anche i creditori che a’ termini dell’articolo 110 capoverso 3 pignorarono beni soltanto per l’eccedenza.
Art. 118 3. In caso di pignoramento provvisorio
Non possono chiederla invece i creditori che ottennero soltanto un pignoramento provvisorio. Contro di loro non decorrono frattanto i termini dell’articolo 116.
Art. 119219 4. Effetti
I beni pignorati si realizzano conformemente agli articoli 122 a 143a.
La realizzazione è sospesa non appena la somma ricavata raggiunge l’importo totale dei crediti, per i quali il pignoramento è provvisorio o definitivo. Rimane salvo l’articolo 144 capoverso 5.
216 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 217 Tit. abrogato dal n. I della LF del 16 dic. 1994 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). 218 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 219 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 120 5. Avviso al debitore
L’ufficio avvisa il debitore, entro tre giorni, che il creditore ha domandato la realizzazione.
Art. 121 6. Estinzione dell’esecuzione
L’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata.
...220
Art. 122 B. Realizzazione di beni mobili e crediti 1. Termini a. In generale
I beni mobili e i crediti sono realizzati dall’ufficio d’esecuzione non prima di dieci giorni né più tardi di due mesi dal ricevimento della domanda di realizzazione.221
I frutti non ancora raccolti o separati dal suolo, non possono essere realizzati senza il consenso del debitore prima che siano giunti a maturità.
Art. 123222 b. Differimento della realizzazione
Se il debitore rende verosimile di essere in grado di estinguere con pagamenti rateali il suo debito e si impegna a versare congrui e regolari acconti all’ufficio d’esecuzione, l’ufficiale, dopo pagamento della prima rata, può differire la realizzazione di dodici mesi al massimo.223
Nell’esecuzione per crediti collocati in prima classe (art. 219 cpv. 4), la realizzazione può essere differita di sei mesi al massimo.224
L’ufficiale fissa l’importo e la scadenza delle rate tenendo conto delle condizioni tanto del debitore quanto del creditore.
In caso di sospensione dell’esecuzione, la proroga si ritiene prolungata per la durata della sospensione. Le rate e le loro scadenze sono fissate di nuovo allo spirare della sospensione.225 220 Tit. abrogato dal n. I della LF del 16 dic. 1994 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). 221 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 222 Nuovo testo giusto l’art. 5 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 223 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 224 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 225 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
L’ufficiale modifica la sua decisione, d’ufficio o su istanza del creditore o del debitore, in quanto le circostanze lo richiedano. La proroga cade se una rata non è versata a tempo debito.226
Art. 124 c. Realizzazione anticipata
Sulla domanda del debitore, la realizzazione si può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a chiederla.
L’ufficiale può sempre procedere alla realizzazione degli oggetti esposti a rapido deprezzamento, ovvero la cui conservazione o deposito comportino spese eccessive.227
Art. 125 2. Pubblici incanti a. Preparativi
La realizzazione si fa ai pubblici incanti, dei quali sono resi noti precedentemente il luogo, il giorno e l’ora.2 La forma di pubblicazione del bando, il modo, il tempo ed il luogo degli incanti sono determinati dall’ufficiale col maggior riguardo possibile agli interessi delle parti. Non è richiesta l’inserzione del bando nel foglio ufficiale.
Quando il debitore, il creditore e i terzi interessati abbiano in Svizzera una dimora conosciuta o un rappresentante, l’ufficio d’esecuzione li avvisa con lettera semplice, almeno tre giorni prima, del giorno, dell’ora e del luogo dell’incanto.228
Art. 126229 b. Aggiudicazione. Principio dell’offerta sufficiente
Dopo tre chiamate, gli oggetti da realizzare sono aggiudicati al maggior offerente, purché l’offerta ecceda l’importo degli eventuali crediti garantiti da pegno poziori a quello del creditore procedente.
Se non è fatta un’offerta sufficiente, l’esecuzione cessa riguardo all’oggetto da realizzare.
Art. 127230 c. Rinuncia alla realizzazione
Se appare evidente che un’aggiudicazione non sarà possibile in base all’articolo 126, l’ufficiale può, a domanda del creditore procedente, rinunziare alla realizzazione e rilasciare un attestato di carenza di beni.
226 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 227 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 228 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 229 Nuovo testo giusta l’art. 6 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 230 Nuovo testo giusta l’art. 6 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950
Art. 128231 d. Oggetti di metallo prezioso
Gli oggetti di metallo prezioso non si possono aggiudicare per un prezzo inferiore al valore del metallo.
Art. 129 e. Modo di pagamento e conseguenze della mora
L’aggiudicazione si fa contro pagamento in contanti.232
Tuttavia l’ufficiale può accordare un termine al pagamento non maggiore di venti giorni. In ogni caso, la consegna non si fa se non contro pagamento del prezzo.
Se il pagamento non è fatto nel termine prescritto, l’ufficio ordina un nuovo incanto al quale si applica l’articolo 126.233
Ilprecedente deliberatario ed i suoi fideiussori rispondono della minor somma ricavata e d’ogni altro danno. Gli interessi perduti sono calcolati nella misura del cinque per cento.
Art. 130 3. Vendita a trattative private
In luogo dell’incanto si può procedere alla vendita a trattative private:234 1.235 quando tutti gli interessati vi acconsentono esplicitamente; 2. quando si tratti di carte-valori o d’altri oggetti che hanno un prezzo di borsa o di mercato ed il prezzo offerto raggiunga il corso della giornata; 3.236 quando si tratta di oggetti di metallo prezioso per i quali le offerte fatte all’incanto non hanno raggiunto il valore del metallo e se ne offre questo prezzo; 4. nel caso dell’articolo 124 capoverso 2.
Art. 131 4. Assegnazione dei crediti
I crediti del debitore che non hanno un prezzo di borsa o di mercato, se tutti i creditori pignoranti lo richiedano, sono assegnati in pagamento per il loro valore nominale ai creditori ovvero ad alcuni di essi 231 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 232 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 233 Nuovo testo giusta l’art. 7 della LF del 8 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 234 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 235 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 236 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 per conto di tutti. In questo caso, i creditori subentrano nei diritti del debitore fino a concorrenza dei loro crediti.
Con l’accordo di tutti i creditori pignoranti, tutti o alcuni di essi, senza pregiudizio dei loro diritti verso il debitore, possono fare valere a proprio nome, conto e rischio i crediti pignorati. Essi devono ottenere l’autorizzazione dell’ufficio d’esecuzione. La somma ricavata serve a coprire le spese e i crediti di coloro che hanno proceduto in tal modo. L’eccedenza è consegnata all’ufficio d’esecuzione.237
Art. 132238 5. Procedure speciali di realizzazione 6. Contestazione della realizzazione
Se si tratta di beni d’altra specie, come un usufrutto, una quota di un’eredità indivisa, di una indivisione di famiglia, di una società o di altra comunione, l’ufficiale fa determinare il modo della loro realizzazione dall’autorità di vigilanza.
La stessa regola vale per la realizzazione delle invenzioni, dei titoli di protezione della varietà, dei disegni o modelli industriali, dei marchi di fabbrica e di commercio e dei diritti d’autore.239
Uditi gli interessati, l’autorità di vigilanza può ordinare l’incanto, affidare la realizzazione ad un amministratore o prendere altri provvedimenti.
La realizzazione può essere contestata soltanto mediante ricorso contro l’aggiudicazione o l’atto di vendita a trattative private.
Il termine di ricorso previsto dall’articolo 17 capoverso 2 decorre dal momento in cui il ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto contestato e poteva conoscere i motivi d’impugnazione.
Il diritto di ricorso è perento un anno dopo la realizzazione.
...241 237 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 238 Nuovo testo giusta l’art. 8 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 239 Nuovo testo giusta l’art. 52 n. 1 della LF del 20 mar. 1975 sulla protezione delle novità vegetali, in vigore dal 1° giu. 1977 (RS 232.16). 240 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 241 Tit. abrogato dal n. I della LF del 16 dic. 1994 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
Art. 133242 C. Realizzazione dei fondi 1. Termine
I fondi sono realizzati ai pubblici incanti dall’ufficio d’esecuzione non prima di un mese né più tardi di tre mesi dal giorno del ricevimento della domanda di realizzazione.
Su istanza del debitore e con l’accordo esplicito di tutti i creditori pignoratizi e pignoranti, si può procedere alla realizzazione anche prima che un creditore sia legittimato a richiederla.
Art. 134 2. Condizioni dell’incanto a. Avviso
Le condizioni dell’incanto sono stabilite dall’ufficio in conformità degli usi locali e in modo da ottenere la maggior somma possibile.
Esse vengono esposte nell’ufficio almeno dieci giorni prima dell’incanto, perché ognuno possa prenderne cognizione.
Art. 135 b. Contenuto
Le condizioni dell’incanto devono indicare che i fondi sono aggiudicati con tutti gli oneri che li gravano (servitù, oneri fondiari, pegni immobiliari, diritti personali annotati) e che le obbligazioni personali che ne derivano sono accollate al deliberatario. Il precedente debitore di un’ipoteca o di una cartella ipotecaria è liberato se il creditore non gli notifica entro un anno dall’aggiudicazione di tenerlo ancora per obbligato (art. 832 CC243. Se sono esigibili, i debiti garantiti da pegno immobiliare non vengono assegnati, bensì estinti col ricavo della realizzazione.244
Le condizioni dell’incanto stabiliscono inoltre quali spese debba sostenere il deliberatario.
Art. 136245 c. Modo di pagamento
L’aggiudicazione si fa contro pagamento in contanti o dietro concessione di un termine di sei mesi al massimo.
Art. 137246 d. Termine per il pagamento
Quando sia concesso un termine, il fondo rimane, fino al pagamento del prezzo, sotto l’amministrazione dell’ufficio d’esecuzione, per 242 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 244 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 245 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 246 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 conto e rischio dell’acquirente. Non può nel frattempo essere fatta alcuna iscrizione nel registro fondiario senza il consenso dell’ufficio d’esecuzione. L’ufficio può inoltre esigere altre garanzie per il pagamento.
Art. 138 3. Incanto a. Bando. Insinuazione dei diritti
L’avviso dell’incanto, («bando») è pubblicato almeno un mese prima.
Il bando contiene:
1. il luogo, il giorno e l’ora dell’incanto; 2. l’indicazione del giorno dal quale saranno esposte le condizioni dell’incanto; 3.247 l’ingiunzione ai creditori ipotecari e a tutti gli altri interessati di insinuare all’ufficio d’esecuzione, entro venti giorni, le loro pretese sul fondo, specialmente per interessi e spese. L’ingiunzione deve contenere la comminatoria che, scaduto il termine predetto, essi potranno partecipare alla somma ricavata dalla realizzazione soltanto in quanto i loro diritti siano iscritti nel registro fondiario.
Simile ingiunzione è diretta anche ai possessori di servitù, in quanto sia ancora applicabile il diritto cantonale.248
Art. 139249 b. Avviso agli interessati
L’ufficio d’esecuzione notifica, con lettera semplice, copia del bando al creditore, al debitore e, all’occorrenza, al terzo proprietario del fondo, nonché ad ogni altro interessato iscritto nel registro fondiario, sempreché abbiano un domicilio conosciuto o un rappresentante.
Art. 140250 c. Appuramento dell’elenco oneri. Stima
Prima dell’incanto, l’ufficiale constata, in base alle insinuazioni presentate dagli aventi diritto e all’estratto del registro fondiario, gli oneri gravanti il fondo (servitù, oneri fondiari, pegni immobiliari, diritti personali annotati).
L’ufficiale comunica l’elenco di tali oneri agli interessati, impartendo loro un termine di dieci giorni per contestarlo. Sono applicabili gli articoli 106 a 109.
247 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 248 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 249 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 250 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
L’ufficiale ordina inoltre una stima del fondo e la comunica agli interessati.
Art. 141251 d. Differimento dell’incanto
Se un diritto iscritto nell’elenco degli oneri è contestato, l’incanto deve essere differito sino a decisione sulla lite, sempreché si possa ammettere che questa influirebbe sul prezzo d’aggiudicazione o che procedendo all’incanto si pregiudicherebbero altri interessi legittimi.
Tuttavia, se la lite verte unicamente sulla qualità di accessorio o sulla determinazione dei creditori pignoratizi garantiti da un accessorio, si può procedere all’incanto del fondo e dell’accessorio.
Art. 142252 e. Doppio turno d’asta 4. Aggiudicazione. Principio dell’offerta sufficiente. Rinuncia alla realizzazione
Qualora il fondo sia stato gravato, senza il consenso del creditore pignoratizio anteriore, da servitù, da oneri fondiari o da un diritto personale annotato e la precedenza del diritto di pegno risulti dall’elenco degli oneri, il creditore pignoratizio può pretendere, entro dieci giorni dalla notificazione dell’elenco degli oneri, che il fondo sia messo agli incanti con o senza questo aggravio.
Qualora la priorità del diritto di pegno non risulti dall’elenco degli oneri, si procede al doppio turno d’asta soltanto se il titolare dell’onere suddetto riconosce la priorità del diritto di pegno, oppure se il creditore pignoratizio non promuove al luogo ove è posto il fondo, entro dieci giorni dalla notificazione dell’elenco degli oneri, l’azione di accertamento della priorità del suo credito.
Se il prezzo offerto per il fondo con il nuovo aggravio non basta per soddisfare il creditore, e se la realizzazione senza l’aggravio permette di ottenere un prezzo maggiore, il creditore può domandarne la cancellazione dal registro fondiario. Soddisfatto il creditore, l’eventuale eccedenza spetta in primo luogo, a titolo di indennità, al titolare dell’onere sino a concorrenza del suo valore.
Sono applicabili le disposizioni riguardanti l’aggiudicazione e il principio dell’offerta sufficiente (art. 126), come pure la rinuncia alla realizzazione (art. 127).
251 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 252 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 253 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 143 5. Conseguenze della mora 6. Disposizioni complementari 7. Vendita a trattative private
Se il pagamento non è fatto nel termine prescritto, l’aggiudicazione è revocata e l’ufficio d’esecuzione ordina immediatamente un nuovo incanto. L’articolo 126 è applicabile.254
Ilprecedente deliberatario ed i suoi fideiussori rispondono della minor somma ricavata e d’ogni altro danno. Gli interessi perduti sono calcolati nella misura del cinque per cento.
Per il resto, alla realizzazione dei fondi si applicano gli articoli 123 e
In luogo dell’incanto, si può fare la vendita a trattative private, se tutti gli interessati vi acconsentono e il prezzo offerto è pari almeno a quello di stima.
La vendita può aver luogo soltanto dopo l’appuramento dell’elenco oneri ai sensi degli articoli 138 capoverso 2 numero 3 e capoverso 3 nonché 140, come pure in applicazione per analogia degli articoli 135 a 137.
...257
Art. 144 D. Ripartizione 1. Momento. Modalità
La ripartizione ha luogo tostochè siano realizzati tutti i beni colpiti da un medesimo pignoramento.
Si possono fare anche prima delle ripartizioni provvisorie.
Sulla somma ricavata si prelevano innanzitutto le spese d’amministrazione, di realizzazione e di ripartizione e, all’occorrenza, d’acquisto di un oggetto di sostituzione (art. 92 cpv. 3).258 254 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 255 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 256 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 257 Tit. abrogato dal n. I della LF del 16 dic. 1994 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1). 258 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
La somma netta ricavata viene distribuita ai creditori interessati sino a concorrenza dei loro crediti, compresi gli interessi fino al giorno dell’ultima realizzazione e le spese d’esecuzione (art. 68).259
Le quote spettanti ai crediti pei quali ebbe luogo un pignoramento provvisorio sono depositate nel frattempo presso lo stabilimento dei depositi.
Art. 145260 2. Pignoramento complementare
Quando la somma ricavata non basti a coprire l’ammontare dei crediti, l’ufficio d’esecuzione procede senza indugio a un pignoramento complementare e realizza nel modo più rapido gli oggetti pignorati. Non è necessario che un creditore ne faccia istanza e l’ufficio d’esecuzione non è tenuto ad osservare i termini ordinari.
Se nel frattempo l’ufficio d’esecuzione ha eseguito un altro pignoramento, i diritti così acquisiti non sono pregiudicati dal pignoramento complementare.
Sono applicabili le disposizioni sulla partecipazione al pignoramento (art. 110 e 111).
Art. 146261 3. Graduatoria e stato di ripartizione a. Graduazione dei creditori
Se la somma ricavata non basta a soddisfare tutti i creditori, l’ufficio forma lo stato di graduazione dei creditori («graduatoria») e lo stato di ripartizione.
I creditori sono collocati nella classe che, secondo l’articolo 219, occuperebbero nel fallimento del debitore. In luogo della dichiarazione di fallimento, è determinante il momento della domanda di continuazione dell’esecuzione.
Art. 147262 b. Avviso
La graduatoria e lo stato di ripartizione sono depositati presso l’ufficio d’esecuzione. Questo ne informa gli interessati e notifica a ogni creditore un estratto concernente il suo credito.
259 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 260 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 261 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 262 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 148 c. Azione di contestazione
Il creditore che intende contestare il credito o il grado di un altro creditore deve promuovere contro l’interessato, entro venti giorni dal ricevimento dell’estratto e davanti al tribunale del luogo d’esecuzione, l’azione di contestazione della graduatoria.263
La causa si tratta con la procedura accelerata.
Se la domanda è ammessa, la parte della somma ricavata dalla realizzazione destinata secondo lo stato di ripartizione al convenuto serve al soddisfacimento dell’attore, sino a concorrenza della perdita stabilita nello stato di ripartizione e delle spese processuali. L’eccedenza spetta al convenuto.264
Art. 149 4. Attestato di carenza di beni a. Rilascio e effetti b. Prescrizione e cancellazione
Il creditore partecipante al pignoramento riceve per l’ammontare rimasto scoperto del suo credito un attestato di carenza di beni. Il debitore ne riceve una copia.265
L’ufficio d’esecuzione rilascia l’attestato di carenza di beni non appena stabilito l’ammontare della perdita.266
Questo attestato vale come riconoscimento di debito a sensi dell’articolo 82 e conferisce al creditore i diritti indicati nell’articolo 271 numero 5 e nell’articolo 285.
Entro sei mesi dal ricevimento di tale attestato, il creditore può proseguire l’esecuzione senza bisogno di nuovo precetto.
Il debitore non può essere costretto a corrispondere interessi su di un credito accertato mediante un attestato di carenza di beni, né possono chiedergliene la rifusione i condebitori, fideiussori o altri obbligati in via di regresso che avessero dovuto pagarli.
...267 263 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 264 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 265 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 266 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Il credito accertato mediante un attestato di carenza di beni si prescrive in venti anni dal rilascio dell’attestato di carenza di beni; nei confronti degli eredi del debitore il credito si prescrive al più tardi un anno a contare dal giorno dell’apertura della successione.
Il debitore può sempre estinguere il debito versandone l’ammontare all’ufficio d’esecuzione che ha rilasciato l’attestato di carenza di beni. L’ufficio consegna l’importo al creditore o, secondo il caso, lo deposita presso la cassa dei depositi.
Dopo il pagamento dell’intero debito, l’iscrizione dell’attestato di carenza di beni è cancellata dal registro. Della cancellazione viene dato atto al debitore che lo richieda.
Art. 150 5. Restituzione del titolo di credito
I creditori devono, per mezzo dell’ufficiale, restituire quitanzati al debitore i titoli dei crediti intieramente soddisfatti.269
Ove il credito sia soddisfatto soltanto in parte, il creditore conserva il titolo; l’ufficio vi indica o fa indicare dall’autorità competente per quale importo il credito continui a sussistere.
Trattandosi di realizzazione di fondi, l’ufficio d’esecuzione procede alle necessarie cancellazioni e mutazioni nel registro fondiario di servitù, oneri fondiari, pegni immobiliari e diritti personali annotati.270 Titolo quarto: Dell’esecuzione in via di realizzazione del pegno
Art. 151271 A. Domanda d’esecuzione
La domanda d’esecuzione per un credito garantito da pegno (art. 37) deve enunciare, oltre alle indicazioni enumerate nell’articolo 67, l’oggetto del pegno. All’occorrenza, essa deve inoltre precisare:
a. il nome del terzo che ha costituito il pegno o che ne è diventato proprietario;
268 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 269 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 270 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 271 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
b. se il fondo pignorato è l’abitazione familiare (art. 169 CC272 o l’abitazione comune (art. 14 della L del 18 giu. 2004273 sull’unione domestica registrata) del debitore o del terzo.274 2 Ilcreditore che domanda l’esecuzione per la realizzazione di un pegno manuale sul quale gravi un diritto di pegno posteriore di un terzo (art. 886 CC) deve informarne quest’ultimo.
Art. 152 B. Precetto esecutivo 1. Contenuto. Avviso ai locatari e agli affittuari
Ricevuta la domanda d’esecuzione, l’ufficio d’esecuzione stende il precetto secondo l’articolo 69, con le seguenti modificazioni:275 1. il termine da assegnarsi al debitore pel pagamento è di un mese se si tratta di un pegno manuale, di sei mesi se si tratta di un’ipoteca; 2.276 la comminatoria dichiara che, qualora il debitore non ottemperi al precetto né faccia opposizione, il pegno sarà realizzato.
Se il fondo è dato in locazione o in affitto e il creditore pignoratizio procedente pretende che il diritto di pegno sia esteso ai crediti per pigioni e fitti (art. 806 CC277 ), l’ufficio d’esecuzione ne dà comunicazione ai locatari e agli affittuari, ingiungendo loro che il pagamento delle pigioni e dei fitti che verranno a scadenza andrà fatto all’ufficio d’esecuzione.278
Art. 153 2. Stesura. Situazione del del pegno C. Opposizione. Annullamento dell’avviso ai locatari e agli affittuari
Il precetto è steso in conformità dell’articolo70.
terzo proprietario 2 L’ufficio d’esecuzione notifica il precetto anche alle seguenti persone:
274 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica 275 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 276 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 278 Introdotto dall’art. 58 tit. fin. CC (RS 210). Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1).
al terzo che ha costituito il pegno o ne è diventato proprietario;
279 al coniuge o al partner registrato del debitore o del terzo se il fondo pignorato è l’abitazione familiare (art. 169 CC280 o l’abitazione comune (art. 14 della L del 18 giu. 2004281 sull’unione domestica registrata).
Il terzo e il coniuge possono fare opposizione alla stregua del debitore.282
Le persone di cui al capoverso 2 possono fare opposizione alla stregua del debitore.283
Qualora il terzo abbia chiesto la purgazione delle ipoteche (art. 828 e 829 CC), il fondo può essere realizzato soltanto se, terminato il procedimento, il creditore dimostra all’ufficio d’esecuzione di essere ancora titolare di un diritto di pegno sul fondo per il credito per cui procede.284
Si applicano inoltre al precetto ed alla opposizione le disposizioni degli articoli 71 a 86.285
Se è stata fatta opposizione, il creditore può chiederne il rigetto o promuovere l’azione di accertamento del credito o del diritto di pegno entro dieci giorni dalla comunicazione dell’opposizione.
Il creditore soccombente nella procedura di rigetto può promuovere azione ordinaria entro dieci giorni dalla notificazione della decisione.
Trascorsi infruttuosamente i termini, l’avviso ai locatari e agli affittuari viene revocato.
Art. 154 D. Termini di realizzazione
Il creditore può chiedere la realizzazione di un pegno manuale non prima di un mese né più tardi di un anno, quella di un pegno immobiliare non prima di sei mesi né più tardi di due anni dalla notificazione del precetto esecutivo. Se è stata fatta opposizione, i termini riman- 279 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica 282 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 283 Introdotto dal n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica registrata, in vigore dal 1° gen. 2007 (RS 211.231). 284 Introdotto dall’art. 58 tit. fin. CC (RS 210). Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1). 285 Primitivo cpv. 3. 286 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 gono sospesi tra il giorno in cui fu promossa l’azione e quello della sua definitiva definizione giudiziale.287
L’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata.
Art. 155 E. Procedura di realizzazione 1. Introduzione
Se il creditore ha domandato la realizzazione, gli articoli 97 capoverso 1, 102 capoverso 3, 103 e 106 a 109 si applicano per analogia al pegno.288
L’ufficio avvisa il debitore, entro tre giorni, che il creditore ha domandato la realizzazione.
Art. 156289 2. Attuazione
La realizzazione si fa secondo gli articoli 122 a 143b. Le condizioni d’incanto (art. 135) stabiliscono nondimeno che la parte del prezzo di realizzazione spettante al credito del procedente deve essere pagata in denaro, salvo pattuizione contraria tra gli interessati. Esse dichiarano inoltre che gli oneri fondiari iscritti nel registro fondiario a favore del procedente devono essere cancellati.
I titoli di credito garantiti da pegno immobiliare e per i quali è designato come creditore il proprietario o il portatore, dati in pegno dal proprietario, sono ridotti, in caso di realizzazione separata, all’importo della somma ricavata.
Art. 157 3. Ripartizione
Sulla somma ricavata si prelevano innanzitutto le spese d’amministrazione, di realizzazione e di ripartizione.290
La somma netta ricavata viene quindi distribuita ai creditori pignoratizi sino a concorrenza dei loro crediti, compresi gli interessi fino al giorno dell’ultima realizzazione e le spese d’esecuzione.291 287 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 288 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 289 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 290 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 291 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se la somma ricavata non basta a soddisfare tutti i creditori, l’ufficiale forma la graduatoria dei creditori e determina i loro riparti, avuto riguardo all’articolo 219 capoversi 2 e 3.
Si applicano per analogia gli articoli 147, 148 e 150.
Art. 158 4. Attestato di insufficienza del pegno
Se la realizzazione del pegno non è stata possibile per mancanza di un’offerta sufficiente (art. 126 e 127) o se la somma ricavata non copre il debito, l’ufficio d’esecuzione rilascia al creditore procedente un attestato di insufficienza del pegno.292
Ricevuto l’attestato, il creditore può promuovere l’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento, secondo la persona del debitore, sempreché non si tratti di una rendita fondiaria o di altro onere fondiario. Se procede entro un mese, non è necessario un nuovo precetto.293
L’attestato di insufficienza del pegno vale quale riconoscimento di debito ai sensi dell’articolo 82.294 Titolo quinto: Della procedura di fallimento I. Della procedura ordinaria di fallimento
Art. 159295 A. Comminatoria di fallimento 1. Momento
Ricevuta la domanda di continuazione, se il debitore è soggetto all’esecuzione in via di fallimento, l’ufficio d’esecuzione gli commina senza indugio il fallimento.
Art. 160 2. Contenuto
La comminatoria di fallimento contiene:
1. le indicazioni della domanda d’esecuzione; 2. la data del precetto; 3.296 l’avvertenza che, scaduto il termine di venti giorni, il creditore potrà chiedere il fallimento del debitore;
292 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 293 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 294 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 295 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 296 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 4.297 l’avvertenza che il debitore che intende contestare l’ammissibilità della procedura di fallimento può ricorrere entro dieci giorni all’autorità di vigilanza (art. 17).
Si ricorderà inoltre al debitore che la legge gli permette di proporre un concordato.
Art. 161 3. Notificazione
La notificazione della comminatoria di fallimento si fa giusta l’articolo 72.298
Un esemplare ne è trasmesso al creditore, tostochè l’altro sia stato notificato al debitore.
...299
Art. 162 B. Inventario dei beni 1. Decisione
A richiesta del creditore, il giudice del fallimento, quando lo reputi opportuno, ordina che sia fatto un inventario di tutti i beni del debitore.
Art. 163 2. Esecuzione
L’ufficio d’esecuzione compila l’inventario. Esso non può procedervi prima della notificazione della comminatoria di fallimento; sono salve le eccezioni previste negli articoli83 capoverso 1 e 183.300
Si applicano per analogia le disposizioni degli articoli 90, 91 e 92.
Art. 164301 3. Effetti a. Obblighi del debitore
Il debitore è tenuto, sotto minaccia di pena (art. 169 CP302, a conservare gli oggetti inventariati o a sostituirli con altri di egual valore;
egli può tuttavia servirsene nella misura in cui, secondo l’apprezzamento dell’ufficiale, essi sono necessari al sostentamento suo e della sua famiglia.
L’ufficiale ricorda esplicitamente al debitore i suoi doveri come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.
297 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 298 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 300 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 301 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 165 b. Durata
L’obbligazione del debitore derivante dall’inventario viene annullata dall’ufficiale, se tutti i creditori istanti lo consentono.
Gli effetti dell’inventario cessano di diritto quattro mesi dopo la formazione.303
Art. 166 C. Domanda di fallimento 1. Termine
Decorso il termine di venti giorni dalla notificazione della comminatoria, il creditore, producendo tale documento ed il precetto, può chiedere al giudice del fallimento che questo venga dichiarato.
Tale diritto si estingue quindici mesi dopo la notificazione del precetto esecutivo. Se è stata fatta opposizione, questo termine rimane sospeso a partire dal giorno in cui l’azione fu promossa sino a quello della sua definizione giudiziale.304
Art. 167 2. Ritiro
Il creditore che ritira la domanda di fallimento non può rinnovarla prima del decorso di un mese.
Art. 168 3. Udienza fallimentare
Presentata la domanda di fallimento, le parti sono avvisate, almeno tre giorni prima, della trattazione giudiziale della medesima. Esse possono comparire personalmente in giudizio o farsi rappresentare.
Art. 169 4. Responsabilità per le spese
Chi presenta la domanda di fallimento è responsabile delle spese occorse fino alla sospensione del fallimento per mancanza di attivi (art. 230) o alla pubblicazione e convocazione dei creditori (art. 232) comprese.305
Il giudice può pretendere dal creditore una conveniente anticipazione delle medesime.
Art. 170 5. Provvedimenti conservativi
Appena presentata domanda di fallimento, il giudice può prendere i provvedimenti conservativi che reputi necessari a tutela dei diritti dei creditori.
303 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 304 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 305 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 171306 D. Decisione giudiziale 1. Dichiarazione di fallimento
Il giudice decide seduta stante anche in assenza delle parti. Egli dichiara il fallimento, salvo nei casi previsti dagli articoli 172 a 173a.
Art. 172 2. Reiezione della domanda di fallimento
Il giudice rigetta la domanda di fallimento:
1. quando la comminatoria sia stata annullata dall’autorità di vigilanza; 2.307 quando al debitore siano stati restituiti i termini (art. 33 cpv. 4) o quando egli sia stato ammesso al beneficio dell’opposizione tardiva (art. 77); 3. quando il debitore provi con documenti che il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto o che il creditore gli ha concesso una dilazione.
Art. 173 3. Differimento della decisione a. Per sospensione dell’esecuzione o b. Per domanda di moratoria concordataria o straordinaria oppure d’ufficio 3bis. Procedura per le banche
Se l’autorità di vigilanza in seguito a ricorso o il giudice in applicazione degli articoli 85 o 85a capoverso 2 hanno ordinato la sospensione dell’esecuzione, il giudice differisce la decisione sulla domanda motivi di nullità di fallimento. 308
Se ritiene che nel procedimento sia stata anteriormente emanata una decisione nulla (art. 22 cpv. 1), il giudice differisce anche la sua decisione e sottopone il caso all’autorità di vigilanza.309
Il decreto dell’autorità di vigilanza è comunicato al giudice del fallimento, il quale decide.
Se il debitore o il creditore hanno presentato una domanda di moratoria concordataria o di moratoria straordinaria, il tribunale può differire la decisione sul fallimento.
306 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 307 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 308 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 309 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 310 Introdotto dall’art. 12 della LF del 28 set. 1949 (RU 1950 I 57 71). Nuovo testo giusta il
n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1).
Il giudice può inoltre differire d’ufficio la decisione sul fallimento qualora appaia possibile la conclusione di un concordato; in tal caso trasmette gli atti al giudice del concordato.
Se il giudice del concordato non concede la moratoria, il giudice del fallimento dichiara il fallimento.
Se la domanda di fallimento concerne una banca o un commerciante di valori mobiliari, il giudice del fallimento trasmette gli atti alla Commissione delle banche; essa procede conformemente agli articoli 25–37g della legge dell’8 novembre 1934312 sulle banche.
Art. 174313 4. Impugnazione
La decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
L’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo: 1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto; 2. l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che 3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
Se attribuisce effetto sospensivo all’impugnazione, l’autorità giudiziaria superiore prende i provvedimenti conservativi necessari per la tutela dei creditori (art. 170).
Art. 175 E. Momento dell’apertura del fallimento 312 RS 952.0
Il fallimento si considera aperto dal momento in cui è dichiarato.
Il giudice stabilisce tale momento nella sentenza.
311 Introdotto dal n. II 1 della LF del 3 ott. 2003, in vigore dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2767 2776; FF 2002 7175).
313 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 176314 F. Comunicazione delle decisioni giudiziali
Il giudice comunica senza indugio agli uffici d’esecuzione, agli uffici dei fallimenti, al registro di commercio e al registro fondiario:
1. la dichiarazione di fallimento; 2. la revoca del fallimento; 3. la chiusura del fallimento; 4. le decisioni che attribuiscono effetto sospensivo a un ricorso; 5. i provvedimenti conservativi.
Il fallimento è menzionato nel registro fondiario al più tardi due giorni dopo la relativa dichiarazione.315 II. Della esecuzione cambiaria
Art. 177 A. Condizioni
Pei crediti derivanti da cambiale o da chèque, anche se garantiti con pegno, si può chiedere all’ufficio d’esecuzione che si proceda in via cambiaria, sempreché il debitore sia soggetto alla procedura di fallimento.
Con la domanda d’esecuzione si devono consegnare all’ufficio la cambiale o lo chèque.
Art. 178 B. Precetto esecutivo
Quando ricorrano le condizioni della procedura cambiaria, l’ufficio notifica immediatamente al debitore un precetto esecutivo.
Il precetto contiene:
1. le indicazioni della domanda d’esecuzione; 2.316 l’ingiunzione di pagare al creditore, entro cinque giorni, il credito e le spese d’esecuzione; 3.317 l’avvertenza che il debitore può fare opposizione (art. 179) o ricorrere all’autorità di vigilanza per violazione delle disposizioni della presente legge (art. 17 e 20);
314 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 315 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 19 mar. 2004 (Menzione del fallimento nel registro fondiario), in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4033 4034; FF 2003 5655 5663). 316 Nuovo testo giusta l’art. 15 n. 4 disp. fin. e trans. tit. XXIV–XXXIII CO, in vigore dal 1° lug. 1937 (RS 220 in fine). 317 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 4.318 l’indicazione che il creditore può domandare il fallimento, se il debitore non ottempera al precetto esecutivo, benché non sia stata fatta opposizione o questa non sia stata ammessa (art. 188).
Sono applicabili gli articoli70 e 72.
Art. 179319 C. Opposizione 1. Termini e forma
Il debitore può fare opposizione all’ufficio d’esecuzione, per scritto entro cinque giorni dalla notificazione del precetto, eccependo uno dei motivi previsti dall’articolo 182. Dell’avvenuta opposizione viene dato atto gratuitamente al debitore che lo richieda.
Adducendo i motivi dell’opposizione, il debitore non rinuncia ad avvalersi di ulteriori eccezioni ai sensi dell’articolo 182.
L’articolo 33 capoverso 4 non è applicabile.
Art. 180 2. Notificazione al creditore
Il contenuto dell’opposizione è notificato al creditore istante sul suo esemplare. Quando l’opposizione non abbia avuto luogo, se ne fa menzione.
Detto esemplare dev’essere notificato al creditore istante subito dopo l’opposizione o, se non fu fatta, appena scaduto il termine della medesima.
Art. 181320 3. Trasmissione al giudice
L’ufficio sottopone senza indugio l’opposizione al giudice del luogo dell’esecuzione. Il giudice cita le parti al contraddittorio e statuisce, anche in loro assenza, entro dieci giorni dal ricevimento dell’opposizione.
Art. 182 4. Ammissibilità
Il giudice ammette l’opposizione: 1. quando venga provato con documenti che il debito è stato pagato al portatore della cambiale o dello chèque ovvero che questi ha accordato la rimessione od una dilazione; 2. quando appaia verosimile la falsità del titolo allegata dal debitore;
318 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 319 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 320 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 3. quando un’eccezione ammessa dal diritto cambiario sembri attendibile; 4.321 quando sia opposta un’altra eccezione fondata sull’articolo 1007 del CO322 ed essa sembri attendibile; in questo caso, tuttavia, il debitore deve depositare l’importo del credito in denaro o in valori oppure fornire una garanzia equivalente.
Art. 183 5. Rigetto dell’opposizione. Provvedimenti conservativi
Ove il giudice rigetti l’opposizione, può ordinare provvedimenti conservativi, segnatamente la formazione dell’inventario a sensi degli articoli 162 a 165.
Egli può anche esigere, occorrendo, che il creditore presti cauzione.323
Art. 184 6. Notificazione della decisione. Termine per agire in caso di deposito
La decisione sull’ammissibilità dell’opposizione è immediatamente notificata alle parti.324
Ove l’opposizione sia stata ammessa soltanto contro deposito dell’ammontare contestato, il creditore è diffidato a promuovere entro dieci giorni l’azione di pagamento. Non ottemperando egli a tale diffida, il deposito viene restituito.
Art. 185325 7. Impugnazione
La decisione sull’ammissibilità dell’opposizione può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro cinque giorni dalla notificazione.
Art. 186 8. Effetti dell’ammissione dell’opposizione
Se l’opposizione è stata ammessa, si sospende l’esecuzione ed il creditore, per far valere il suo diritto, deve seguire la procedura ordinaria.
Art. 187 D. Azione di ripetizione
Chi per omessa opposizione o pel rigetto di questa ha pagato l’indebito può ripeterlo a’ termini dell’articolo 86.
321 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 323 Nuovo testo giusta l’art. 15 n. 6 disp. fin. e trans. tit. XXIV–XXXIII CO (RS 220 in fine). 324 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 325 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 188 E. Domanda di fallimento
Quando l’opposizione non sia stata fatta o non sia stata ammessa e ciò non ostante non siasi ottemperato al precetto, il creditore può, mediante produzione di questo e del titolo di credito come anche, occorrendo, della giudiziale decisione, domandare che sia dichiarato il
Questo diritto si estingue decorso un mese dalla notificazione del precetto. Ove il debitore abbia fatto opposizione, non si computa il tempo trascorso dal giorno in cui questa ebbe luogo a quello della decisione sulla sua ammissibilità, e, qualora sia stata ammessa, il tempo trascorso dal giorno in cui l’azione fu promossa a quello della sua giudiziale definizione.
Art. 189326 F. Decisione del giudice del fallimento
Il giudice avvisa le parti del luogo, giorno e ora dell’udienza in cui la domanda di fallimento sarà discussa. Egli statuisce, anche in assenza delle parti, entro dieci giorni dalla presentazione della domanda.
Sono applicabili gli articoli 169, 170, 172 numero 3, 173, 173a, 175 e 176.
III. Della dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione
Art. 190 A. Su istanza di un creditore
Il creditore può chiedere al giudice la dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione: 1. contro qualunque debitore che non abbia dimora conosciuta o sia fuggito per sottrarsi alle sue obbligazioni od abbia compiuto o tentato di compiere atti fraudolenti in pregiudizio dei suoi creditori o nascosto oggetti del suo patrimonio in una esecuzione in via di pignoramento; 2. contro il debitore soggetto alla procedura di fallimento che abbia sospeso i suoi pagamenti; 3. nel caso dell’articolo 309.
Il debitore che dimori nella Svizzera o vi abbia un rappresentante è citato in giudizio a breve termine per essere udito.
326 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 191 B. Su istanza del debitore
Il debitore può chiedere egli stesso la dichiarazione del suo fallimento facendo nota al giudice la propria insolvenza.
Se non sussistono possibilità di appuramento bonale dei debiti secondo gli articoli 333 segg., il giudice dichiara il fallimento.327
Art. 192328 C. Società di capitali e società cooperative
Il fallimento delle società anonime, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative può essere dichiarato senza preventiva esecuzione nei casi previsti dal Codice delle obbligazioni329 (art. 725a, 764 cpv. 2, 817, 903 CO).
Art. 193330 D. In caso di rinuncia all’eredità o di eredità oberata
L’autorità competente informa il giudice qualora:
1. tutti gli eredi abbiano espressamente rinunciato all’eredità o si debba presumere la rinuncia (art. 566 segg., 573 CC331; 2. l’eredità della quale è stata chiesta oppure ordinata la liquidazione d’ufficio risulti oberata (art. 597 CC).
Nei casi summenzionati, il giudice ordina la liquidazione in via di
La liquidazione in via di fallimento può essere chiesta anche da un creditore o da un erede.
Art. 194332 E. Procedura
Gli articoli 169, 170 e 173a a 176 si applicano ai fallimenti dichiarati senza preventiva esecuzione. L’articolo 169 non si applica nel caso di fallimento giusta l’articolo 192.
La comunicazione al registro di commercio (art. 176) non ha luogo se il debitore non è soggetto all’esecuzione in via di fallimento.
327 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 328 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 330 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 332 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 IV. Della revoca333 del fallimento
Art. 195 A. In generale
Il giudice del fallimento ne decreta la revoca e reintegra il debitore nella libera disposizione del suo patrimonio, quando: 1. il debitore provi che tutti i debiti sono stati estinti; 2. il debitore produca una dichiarazione scritta di tutti i creditori con cui ritirano le loro insinuazioni; ovvero 3. sia intervenuto un concordato.334
La rivocazione può essere pronunciata dalla scadenza dei termini per le insinuazioni fino alla chiusura del fallimento.
La rivocazione del fallimento viene pubblicata.
Art. 196335 B. In caso di rinuncia all’eredità
La liquidazione in via di fallimento di un’eredità a cui gli eredi hanno rinunciato è inoltre sospesa se, prima della chiusura della medesima, un avente diritto all’eredità dichiara di accettarla e presta sufficienti garanzie per il pagamento dei debiti.
Titolo sesto: Degli effetti del fallimento I. Degli effetti del fallimento sui beni del debitore
Art. 197 A. Massa del fallimento 1. In generale
Tutti i beni pignorabili spettanti al debitore al momento della dichiarazione di fallimento formano, dovunque si trovino, un’unica massa destinata al comune soddisfacimento dei creditori.
Appartengono alla massa anche i beni che pervengono al fallito prima che sia chiusa la procedura di fallimento.
333 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 334 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 335 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 198 2. Beni costituiti in pegno
I beni su cui gravano diritti di pegno sono compresi nella massa, salvo il diritto preferenziale336 dei creditori pignoratizi.
Art. 199 3. Beni pignorati o sequestrati
Sono pure devoluti alla massa i beni pignorati non peranco realizzati al momento della dichiarazione di fallimento e gli oggetti sequestrati.
Tuttavia, se i termini di partecipazione al pignoramento (art. 110 e 111) sono scaduti, le somme già ricavate dal pignoramento di denaro, di crediti e di salari, nonché dalla realizzazione di beni, sono ripartite a norma degli articoli 144 a 150; l’eventuale eccedenza spetta alla massa.337
Art. 200 4. Valori oggetto di azione revocatoria
Appartiene inoltre alla massa tutto ciò che a’ termini degli articoli 214 e 285 a 292 è oggetto di azione rivocatoria.
Art. 201 5. Titoli al portatore o all’ordine
Se presso il fallito si trovano titoli al portatore o all’ordine a lui consegnati o girati soltanto per l’incasso o come fondi per un determinato pagamento futuro, chi li ha consegnati o girati può chiederne la restituzione.
Art. 202 6. Cessione del credito o restituzione del prezzo
Ove il fallito abbia venduto cose altrui e al tempo della dichiarazione di fallimento non ne abbia ancora riscosso il prezzo, il proprietario precedente, rimborsando la massa di quanto ha diritto d’esigere sulle medesime, può domandare la cessione del credito verso il compratore o la restituzione del prezzo pagato nel frattempo all’amministrazione del fallimento.
Art. 203 7. Diritto di rivendicazione del venditore
Ove una cosa comprata dal fallito, senza che ne abbia pagato il prezzo, gli sia stata spedita, ma al tempo della dichiarazione di fallimento non sia ancora pervenuta in suo possesso, il venditore può rivendicarla, sempreché l’amministrazione del fallimento non ne paghi il prezzo.
336 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 337 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
La rivendicazione non è più ammessa quando prima della pubblicazione del fallimento la cosa sia stata venduta o data in pegno ad un terzo di buona fede, su lettera di vettura, bolletta di spedizione o polizza di carico.
Art. 204 B. Incapacità di disporre del fallito
Sono nulli, rimpetto ai creditori, tutti gli atti giuridici compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento, riguardo ad oggetti appartenenti alla massa.
Tuttavia se prima della pubblicazione del fallimento il fallito ha pagato alla scadenza una cambiale propria da lui emessa od una cambiale tratta sopra di lui, il pagamento è valido, purché il portatore della cambiale non conoscesse la dichiarazione di fallimento e, in caso di mancato pagamento, avesse potuto esercitare utilmente il regresso cambiario verso i terzi.
Art. 205 C. Pagamenti al fallito
Dopo la dichiarazione di fallimento, i crediti appartenenti alla massa non possono più essere estinti mediante pagamento al fallito; siffatto pagamento non produce liberazione dal debito, di fronte ai creditori del fallimento, se non in quanto ciò che fu pagato sia pervenuto alla massa.
Chi però ha pagato prima della pubblicazione del fallimento rimane liberato se non conosceva ancora la dichiarazione del medesimo.
Art. 206338 D. Esecuzioni contro il fallito
Tutte le esecuzioni in corso contro il fallito cessano di diritto e non si possono promuovere durante la procedura di fallimento nuove esecuzioni per crediti sorti prima della dichiarazione di fallimento. Fanno eccezione le esecuzioni per realizzazione di pegni appartenenti a terzi.
Le esecuzioni per crediti sorti dopo la dichiarazione di fallimento si proseguono, durante la procedura di fallimento, in via di pignoramento o di realizzazione del pegno.
Durante la procedura di fallimento, il debitore non può chiedere la dichiarazione di un altro fallimento facendo nota la propria insolvenza (art. 191).
338 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 207339 E. Sospensione delle cause civili e dei procedimenti amministrativi
Salvo i casi d’urgenza, le cause civili nelle quali il fallito è parte e che influiscono sulla composizione della massa rimangono sospese. Le si può riattivare, in caso di liquidazione ordinaria, non prima di dieci giorni dopo la seconda assemblea dei creditori e, in caso di liquidazione sommaria, non prima di venti giorni dopo il deposito della graduatoria.
I procedimenti amministrativi possono essere sospesi alle stesse condizioni delle cause civili. 3I termini di prescrizione e di perenzione non corrono durante i periodi di sospensione.
La disposizione summenzionata non si applica alle azioni di risarcimento del danno per lesioni della personalità o corporali né alle cause del diritto di famiglia.
II. Degli effetti del fallimento sui diritti dei creditori
Art. 208 A. Esigibilità dei debiti
La dichiarazione di fallimento rende esigibili rimpetto alla massa tutti i debiti del fallito eccettuati quelli che sono effettivamente garantiti da pegno sui suoi fondi. Il creditore può far valere col suo credito gli interessi fino al giorno della dichiarazione e le spese di esecuzione.340
Dai crediti infruttiferi non ancora scaduti si deduce lo sconto del cinque per cento.
Art. 209341 B. Decorso degli interessi
Dichiarato il fallimento, cessano di decorrere gli interessi di tutti i crediti nei confronti del fallito.
Tuttavia, gli interessi dei crediti garantiti da pegno continuano a decorrere sino alla realizzazione, nella misura in cui il ricavo di questa sia superiore al debito, compresi gli interessi calcolati sino alla dichiarazione di fallimento.
339 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 340 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 341 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 210342 C. Crediti sottoposti a condizione
I crediti sottoposti a condizione sospensiva sono ammessi al passivo per l’intero ammontare; tuttavia il creditore non può percepire il riparto che gli spetta sulla massa sino a che non sia adempita la condizione.
Per le pretese derivanti da rendite vitalizie è applicabile l’articolo 518 capoverso 3 del CO343.
Art. 211 D. Conversione in crediti pecuniari
I crediti che non hanno per oggetto il pagamento di una somma di danaro si risolvono in crediti pecuniari di valore corrispondente.
Tuttavia, l’amministrazione del fallimento ha il diritto di adempiere in luogo del debitore i crediti risultanti da contratti bilaterali non ancora eseguiti o eseguiti solo in parte al momento della dichiarazione di fallimento. Il cocontraente può pretendere garanzia per l’adempimento.344
Il diritto dell’amministrazione del fallimento previsto dal capoverso 2 è tuttavia escluso in caso di obbligazioni a tempo determinato (art. 108 n. 3 CO345, come pure in caso di operazioni finanziarie a termine, swaps e opzioni, qualora il valore delle prestazioni contrattuali il giorno della dichiarazione di fallimento sia determinabile in base al prezzo di mercato o al corso di borsa. L’amministrazione del fallimento e il cocontraente hanno entrambi il diritto di far valere la differenza tra il valore convenuto delle prestazioni contrattuali e il valore di mercato al momento della dichiarazione di fallimento.346
Sono salve le disposizioni di altre leggi federali sullo scioglimento di contratti in caso di fallimento, come pure le disposizioni sulla riserva di proprietà (art. 715 e 716 CC347.348
Art. 212 E. Diritto di recesso del venditore
Il venditore che prima della dichiarazione di fallimento avesse consegnato al fallito la cosa vendutagli non può più recedere dal contratto né rivendicare la cosa quand’anche si fosse riservato tale diritto espressamente.
342 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 344 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 346 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 348 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 213 F. Compensazione 1. Condizioni
Il creditore può compensare il suo credito con quello del fallito verso di lui.
La compensazione non ha luogo:
1.349 quando un debitore del fallito diventi creditore di lui soltanto dopo la dichiarazione di fallimento, sempreché non abbia adempito un’obbligazione sorta precedentemente o abbia riscattato una cosa data in pegno per un debito del fallito e gli competa su questa cosa la proprietà o un diritto reale limitato 2. quando un creditore del fallito diventi debitore di lui o della massa soltanto dopo la dichiarazione di fallimento; 3. ...351
La compensazione con crediti derivanti da titoli al portatore può aver luogo se e nella misura in cui il creditore fornisce la prova che ha acquistato i titoli in buona fede prima dell’apertura del fallimento.352
In caso di fallimento di una società in accomandita, di una società anonima, di una società in accomandita per azioni, di una società a responsabilità limitata o di una società cooperativa, non si possono compensare le quote non versate del capitale accomandato o del capitale sociale, né gli arretrati dei contributi statutari di una società cooperativa.353
Art. 214 2. Impugnazione
La compensazione può essere impugnata quando un debitore del fallito, prima della dichiarazione di fallimento, conoscendo l’insolvenza di lui, abbia acquistato un credito verso il medesimo allo scopo di procurare mediante la compensazione un vantaggio a sé o ad altri in pregiudizio della massa.
Art. 215 G. Responsabilità dei coobbligati 1. Fideiussione
I crediti derivanti da fideiussioni del fallito, ancorché non scaduti, si possono far valere nel fallimento.
349 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 352 Introdotto dall’art. 13 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 353 Originario cpv. 3. Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1).
La massa è surrogata nei diritti del creditore verso il debitore principale e i coobbligati fino a concorrenza della somma che ha pagato (art. 507 CO354. Tuttavia, se viene dichiarato il fallimento anche del debitore principale o di un coobbligato, si applicano gli articoli 216 e 217.355
Art. 216 2. Fallimento contemporaneo di più coobbligati
Se viene dichiarato contemporaneamente il fallimento di più coobbligati, il creditore può far valere il suo credito per l’intiero ammontare in ogni singolo fallimento.
Ove i riparti delle singole masse eccedano complessivamente l’ammontare dell’intiero credito, l’eccedenza torna alle medesime in proporzione dei diritti di regresso spettanti reciprocamente ai coobbligati.
Finché l’importo complessivo dei riparti delle singole masse non raggiunga l’ammontare dell’intero credito, esse non hanno, l’una in confronto dell’altra, alcun regresso pei riparti pagati.
Art. 217 3. Acconto pagato da un coobbligato del fallito
Quando un creditore sia stato soddisfatto in parte pel suo credito da un coobbligato del fallito, tale credito è ammesso ciò nondimeno per l’importo originario al passivo della massa, abbia o non abbia il coobbligato un diritto di regresso verso il fallito.
Il diritto d’insinuare tale credito nel fallimento spetta al creditore ed al coobbligato.
Il riparto assegnato al credito spetta al creditore sino a totale suo soddisfacimento. Sull’eccedenza il coobbligato avente diritto di regresso ottiene la somma che otterrebbe facendo valere direttamente tale diritto. Il residuo rimane alla massa.
Art. 218 4. Fallimento contemporaneo della società in nome collettivo, della società in accomandita e dei loro soci
Qualora sia stato dichiarato contemporaneamente il fallimento di una società in nome collettivo e di un socio di questa, i creditori della società non possono far valere nel fallimento del socio se non il residuo dei loro crediti rimasto insoddisfatto nel fallimento della società. Riguardo al pagamento di tale residuo per parte dei singoli soci valgono le disposizioni degli articoli 216 e 217.
355 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Qualora sia stato dichiarato il fallimento di un socio, ma non contemporaneamente quello della società, i creditori di questa possono far valere nel fallimento del socio i loro crediti per l’intiero ammontare e la massa è surrogata nei diritti menzionati all’articolo 215.
I capoversi 1 e 2 si applicano per analogia ai soci illimitatamente responsabili di una società in accomandita.356
Art. 219 H. Ordine dei creditori
I crediti garantiti da pegno vengono soddisfatti in precedenza con la somma ricavata dalla realizzazione dei pegni.
Se più pegni garantiscono il medesimo credito, le somme da essi ricavate s’impiegano, in proporzione del loro ammontare, pel pagamento di quello.
Il grado dei crediti garantiti da pegno e l’estensione della garanzia agli interessi ed accessori sono regolati dalle disposizioni sul pegno immobiliare.357
I crediti non garantiti da pegno, come pure le quote non soddisfatte di quelli garantiti, sono collocati nell’ordine seguente sull’intera massa residuale del fallimento: Prima classe
358 I crediti dei lavoratori derivanti dal rapporto di lavoro che sono sorti o che sono divenuti esigibili durante i sei mesi precedenti la dichiarazione di fallimento, i crediti derivanti dallo scioglimento anticipato del rapporto di lavoro a causa del fallimento del datore di lavoro e i crediti per la restituzione di garanzie.
I crediti degli assicurati secondo la legge federale del 20 marzo 1981359 sull’assicurazione infortuni, come pure quelli derivanti dalla previdenza professionale non obbligatoria e i crediti degli istituti di previdenza del personale nei confronti dei datori di lavoro affiliati.
360 I crediti pecuniari per contributi di mantenimento e d’assistenza in virtù del diritto di famiglia, come pure quelli per contributi di mantenimento secondo la legge del 18 giugno 2004361 sull’unione domestica registrata, sorti nei sei mesi precedenti la dichiarazione di fallimento.
356 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 357 Nuovo testo giusta l’art. 58 tit. fin. CC, in vigore dal 1° gen. 1912 (RS 210). 358 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 19 dic. 2003 (Crediti dei lavoratori), in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4031 4032; FF 2003 5537 5547). 360 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica Seconda classe362
a. I crediti di persone il cui patrimonio era affidato al fallito in virtù dell’autorità parentale, per le somme di cui egli, in tale qualità, sia divenuto debitore verso le medesime. Questo privilegio vale soltanto quando il fallimento sia stato dichiarato durante l’autorità parentale o entro l’anno dalla cessazione della stessa.
I crediti di contributi conformemente alla legge federale del 20 dicembre 1946363 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, alla legge federale del 19 giugno 1959364 sull’assicurazione per l’invalidità, alla legge federale del 20 marzo 1981 sull’assicurazione contro gli infortuni, alla legge federale del 25 settembre 1952365 sulle indennità di perdita di guadagno in caso di servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile e alla legge federale del 25 giugno 1982366 sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per insolvenza.
I crediti di premi e partecipazioni ai costi dell’assicurazione malattie sociale.
I contributi alla Cassa unica per gli assegni familiari.
Terza classe Tutti gli altri crediti.367
Non si computano nei termini stabiliti per la prima e seconda classe:
1. la durata della procedura di concordato precedente la dichiarazione di fallimento; 2. la durata di un differimento della dichiarazione di fallimento giusta gli articoli 725a, 764, 817 o 903 CO368; 3. la durata di una causa concernente il credito; 4. in caso di liquidazione in via di fallimento di un’eredità, il tempo trascorso tra il giorno della morte e l’ordine di liquidazione.369 362 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 24 mar. 2000, in vigore dal 1° gen. 2001 (RU 2000 2531 2532; FF 1999 8077 8458). servizio e in caso di maternità. 367 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 369 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 220 I. Rapporto tra le classi
I creditori della medesima classe concorrono fra loro a parità di diritto.
I creditori di una classe susseguente non hanno alcun diritto se non dopo soddisfatti quelli della classe precedente.
Titolo settimo: Della liquidazione del fallimento I. Della determinazione dell’attivo e della definizione della procedura370
Art. 221 A. Formazione dell’inventario
Appena l’ufficio dei fallimenti abbia ricevuto comunicazione della dichiarazione di fallimento, procede alla formazione dell’inventario dei beni appartenenti alla massa e prende i provvedimenti opportuni per la loro conservazione.
...371
Art. 222372 B. Obbligo d’informare e di mettere a disposizione 373 RS 311.0
Il fallito è tenuto, sotto minaccia di pena (art. 163 n. 1, 323 n. 4 CP373), a indicare tutti i suoi beni all’ufficio d’esecuzione e a metterli a sua disposizione.
Se il fallito è morto o latitante, tale obbligo incombe, sotto minaccia di pena (art. 324 n. 1 CP), a tutte le persone adulte che convivevano con lui.
Le persone menzionate ai capoversi 1 e 2 devono, a richiesta dell’ufficiale, aprire i locali e i ripostigli. Se necessario, l’ufficiale può chiedere l’aiuto dell’autorità di polizia.
I terzi che detengono beni del fallito o verso i quali questi vanta crediti hanno, sotto minaccia di pena (art. 324 n. 5 CP), lo stesso obbligo di informare e di mettere a disposizione del fallito.
Le autorità hanno lo stesso obbligo di informare del fallito.
L’ufficio dei fallimenti ricorda esplicitamente agli interessati i loro obblighi come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.
370 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 372 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 223 C. Misure cautelari
L’ufficio dei fallimenti fa chiudere immediatamente, con apposizione di sigilli, i magazzini, i depositi di merci, le officine, le botteghe ecc., quando non possano essere amministrati con sufficiente vigilanza fino alla prima assemblea374 dei creditori.
Esso prende in custodia il danaro contante, le carte-valori, i libri di commercio e di famiglia e le altre carte di qualche importanza.
Tutti gli altri beni, finché non siano inventariati, sono posti sotto sigillo; i sigilli si possono apporre di nuovo anche dopo la registrazione nell’inventario, se l’ufficio lo reputa necessario.
L’ufficio provvede alla custodia degli oggetti che si trovano fuori dei locali utilizzati dal fallito.
Art. 224 D. Beni necessari
I beni enumerati nell’articolo 92 sono lasciati a disposizione del fallito, ma indicati ciò nondimeno nell’inventario.
Art. 225 E. Diritti di terzi 1. Su cose mobili
Le cose indicate come proprietà di terzi o rivendicate da terzi devono ciò non ostante essere inventariate, con menzione di tale circostanza.
Art. 226375 2. Su fondi
I diritti dei terzi sui fondi del fallito che risultano dal registro fondiario sono annotati d’ufficio nell’inventario.
Art. 227 F. Stima
Nell’inventario si indica il prezzo di stima di ogni singolo oggetto.
Art. 228 G. Dichiarazione del fallito circa l’inventario
L’ufficio sottopone l’inventario al fallito, invitandolo a dichiarare se lo riconosca esatto e completo.
La dichiarazione del fallito è menzionata nell’inventario e dev’essere sottoscritta da lui.
374 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 375 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 229 H. Collaborazione e sussistenza del fallito
Durante la procedura di fallimento, il fallito è tenuto, sotto minaccia di pena (art. 323 n. 5 CP376, a rimanere a disposizione dell’amministrazione, a meno che ne venga dispensato espressamente. Se necessario, egli è tradotto sul luogo dall’autorità di polizia. L’amministrazione del fallimento gli ricorda esplicitamente il suo obbligo come pure le conseguenze penali dell’inosservanza.377
L’amministrazione del fallimento può assegnargli un equo soccorso, specialmente quando lo obblighi a stare a sua disposizione.
L’amministrazione del fallimento determina a quali condizioni e fino a quando il fallito e la sua famiglia possono rimanere nell’abitazione, sempreché questa faccia parte della massa.378
Art. 230 I. Sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi 1. In generale 2. Eredità alle quali tutti gli eredi hanno rinunciato e persone giuridiche
Se è prevedibile che la massa non sarà sufficiente per coprire le spese della procedura sommaria, il giudice del fallimento ordina, su istanza dell’ufficio dei fallimenti, la sospensione della procedura di fallimento.379
L’ufficio dei fallimenti pubblica la sospensione della procedura di fallimento. La pubblicazione avverte che la procedura sarà chiusa se entro dieci giorni nessun creditore ne chiederà la continuazione fornendo la garanzia richiesta per la quota di spese non coperte dalla massa.380
Durante i due anni dopo la sospensione della liquidazione, il debitore può essere escusso anche in via di pignoramento.381
Dopo la sospensione della procedura di fallimento, le esecuzioni promosse prima della dichiarazione di fallimento riprendono il loro corso. Il tempo trascorso tra la dichiarazione di fallimento e la sospensione non si computa nei termini previsti dalla presente legge.382 377 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 378 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 379 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 380 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 381 Introdotto dall’art. 15 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 382 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se la liquidazione in via di fallimento di un’eredità alla quale tutti gli eredi hanno rinunciato viene sospesa per mancanza di attivi, gli eredi possono esigere che gli attivi appartenenti all’eredità siano ceduti a loro favore o ad alcuni di essi, purché i richiedenti si dichiarino personalmente responsabili per il pagamento dei crediti garantiti da pegno e delle spese di liquidazione non coperte dalla massa. Se nessun erede se ne avvale, questo diritto può essere esercitato dai creditori o, in caso di loro inattività, da terzi interessati.
Se la massa di una persona giuridica in fallimento comprende valori gravati da diritti di pegno e la procedura di fallimento è stata sospesa per mancanza di attivi, ogni creditore pignoratizio può nondimeno pretendere dall’ufficio dei fallimenti la realizzazione del proprio pegno. L’ufficio impartisce un termine.
In mancanza di una cessione ai sensi del capoverso 1 e se nessun creditore domanda la realizzazione del proprio pegno entro il termine stabilito dall’ufficio, gli attivi, previo prelevamento delle spese, sono devoluti allo Stato con gli oneri che li gravano ma senza le obbligazioni personali, sempreché l’autorità cantonale competente non rifiuti la devoluzione.
Se l’autorità cantonale competente rifiuta la devoluzione, l’ufficio dei fallimenti procede alla realizzazione degli attivi.
Art. 231384 K. Liquidazione sommaria
L’ufficio dei fallimenti propone al giudice del fallimento di procedere alla liquidazione secondo la procedura sommaria quando constata che: 1. il ricavo della realizzazione dei beni inventariati non sarà prevedibilmente sufficiente per coprire le spese della procedura ordinaria; o 2. il caso è semplice.
Se il giudice è dello stesso parere, la massa è liquidata con la procedura sommaria, sempreché prima della ripartizione della somma ricavata nessun creditore chieda che si proceda secondo la procedura ordinaria di fallimento, fornendo una garanzia sufficiente per le spese presumibilmente non coperte.
La liquidazione sommaria ha luogo secondo le regole della procedura ordinaria, fatte salve le eccezioni seguenti:
383 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 384 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 1. Di regola non hanno luogo assemblee dei creditori. Tuttavia, se in ragione di circostanze particolari una consultazione dei creditori sembra opportuna, l’ufficio dei fallimenti può riunirli in assemblea o provocare una loro risoluzione per mezzo di circolare. 2. Allo scadere del termine per le insinuazioni (art. 232 cpv. 2
n. 2), l’ufficio dei fallimenti procede alla realizzazione; esso osserva le disposizioni degli articoli 256 capoversi 2 a 4 e tiene conto con il maggior riguardo possibile degli interessi dei creditori. I fondi possono essere realizzati soltanto dopo che sia stato allestito l’elenco degli oneri. 3. L’ufficio dei fallimenti designa i beni necessari nell’inventario e lo deposita insieme con la graduatoria. 4. Non è necessario depositare lo stato di ripartizione.
II. Della grida e della convocazione dei creditori385
Art. 232 A. Pubblicazione 389 RS 311.0
L’ufficio dei fallimenti pubblica la dichiarazione di fallimento non appena sia stato deciso se si procederà alla liquidazione ordinaria o a quella sommaria.386
La pubblicazione contiene:
1. la designazione del fallito e del suo domicilio, nonché la data della dichiarazione di fallimento; 2.387 l’ingiunzione ai creditori del fallito e a tutti coloro che vantano pretese sui beni che sono in suo possesso d’insinuare all’ufficio dei fallimenti, entro un mese dalla pubblicazione, i loro crediti o le loro pretese insieme con i mezzi di prova (riconoscimenti di debito, estratti di libri ecc.); 3.388 l’ingiunzione ai debitori del fallito di annunciarsi all’ufficio dei fallimenti entro il termine per le insinuazioni, nonché l’avvertenza circa le conseguenze penali dell’omissione 385 Prima avanti l’art. 231. 386 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 387 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 388 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 4.390 l’ingiunzione a coloro che posseggono oggetti del fallito a titolo di pegno o per altro titolo, di porli a disposizione dell’ufficio dei fallimenti entro il termine per le insinuazioni, nonché l’avvertenza circa le conseguenze penali dell’omissione (art. 324 n. 3 CP) e l’avviso che, ove questa non sia giustificata, i diritti di prelazione saranno estinti; 5.391 la convocazione della prima assemblea dei creditori, che deve aver luogo al più tardi entro venti giorni dalla pubblicazione e alla quale possono intervenire anche i condebitori e i fideiussori del fallito, come pure gli obbligati in via di regresso; 6.392 l’avvertenza che per gli interessati residenti all’estero l’ufficio dei fallimenti vale quale luogo per la notificazione, fintanto che non ne venga designato un altro in Svizzera.
Art. 233 B. Avviso speciale ai creditori
L’ufficio dei fallimenti trasmette un esemplare non raccomandato della pubblicazione a tutti i creditori dei quali siano conosciuti il nome e la dimora.
Art. 234393 C. Casi speciali
Se, prima della liquidazione di un’eredità alla quale tutti gli eredi abbiano rinunciato o nel corso di una procedura concordataria precedente il fallimento, ha già avuto luogo una grida ai creditori, l’ufficio dei fallimenti riduce il termine per le insinuazioni a dieci giorni, comunicando nella pubblicazione che i debitori già insinuatisi sono dispensati dal farlo una seconda volta.
III. Dell’amministrazione della massa
Art. 235 A. Prima assemblea dei creditori 1. Costituzione e quorum
Nella prima assemblea dei creditori un funzionario dell’ufficio dei fallimenti dirige le deliberazioni e costituisce con due creditori scelti da lui la presidenza (burò).
390 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 391 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 392 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 393 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
La presidenza decide sull’ammissione di persone che, senza essere state invitate particolarmente, intendano prender parte alle deliberazioni.
L’assemblea è costituita legalmente quando il numero dei creditori presenti o rappresentati raggiunga almeno il quarto dei creditori conosciuti. Ove siano soltanto quattro o meno, possono deliberare validamente, purché costituiscano almeno la metà dei creditori conosciuti.
L’assemblea delibera a maggioranza assoluta dei creditori votanti. A parità di voti, prevale quello del presidente. La presidenza decide sulle contestazioni relative al computo dei voti.394
Art. 236395 2. Mancanza di quorum
Se l’assemblea non può essere costituita, l’ufficio dei fallimenti lo constata. Esso informa i creditori presenti sullo stato della massa e amministra la stessa sino alla seconda assemblea dei creditori.
Art. 237 3. Competenze a. Designazione dell’amministrazione e di una delegazione dei creditori
Costituita l’assemblea, l’ufficio presenta una relazione sull’inventario e sulla massa.
L’assemblea delibera se intende affidare l’amministrazione all’ufficio dei fallimenti oppure ad una o più persone di sua scelta.
In entrambi i casi, l’assemblea può costituire fra i suoi membri una delegazione dei creditori, alla quale sono affidati, se l’assemblea non decide altrimenti, i seguenti compiti:396 1. vigilare sulla gestione dell’amministrazione del fallimento, dar pareri sulle questioni ad essa sottoposte dall’amministrazione, fare opposizione ad ogni provvedimento contrario agli interessi dei creditori; 2. autorizzare la continuazione del commercio o dell’industria del fallito, determinandone le condizioni; 3. approvare i conti, autorizzare a stare in giudizio, a transigere e compromettere; 4. opporsi ai crediti ammessi dall’amministrazione; 5. autorizzare ripartizioni provvisorie durante la procedura di fallimento.
394 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 395 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 396 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 238 b. Deliberazioni su questioni urgenti
L’assemblea dei creditori può deliberare su questioni la cui soluzione non ammetta indugio, in particolare circa la continuazione dell’industria o del commercio del fallito, circa il tenere aperte le officine, i magazzini e le botteghe dello stesso, circa la prosecuzione delle cause pendenti e le vendite a trattative private.
Se il fallito propone un concordato, l’assemblea può sospendere la liquidazione.397
Art. 239 4. Impugnazione delle deliberazioni
Le deliberazioni dell’assemblea possono essere deferite, entro cinque giorni, all’autorità di vigilanza.398
L’autorità di vigilanza decide a breve termine, udito l’ufficio dei fallimenti e, se lo giudichi opportuno, il ricorrente ed i creditori che ne facciano istanza.
Art. 240 B. Amministrazione del fallimento 1. Compiti in generale
L’amministrazione del fallimento cura gli interessi della massa e provvede alla sua liquidazione. Essa rappresenta la massa in giudizio.
Art. 241399 2. Situazione dell’amministrazione speciale
Le disposizioni contenute negli articoli 8 a 11, 13, 14 capoverso 2 numeri 1, 2 e 4, nonché 17 a 19, 34 e 35 valgono anche per l’amministrazione speciale del fallimento.
Art. 242400 3. Rivendicazione di terzi e della massa
L’amministrazione del fallimento decide se le cose rivendicate da un terzo devono essere restituite.
Se ritiene infondata la pretesa del terzo, l’amministrazione del fallimento gli impartisce un termine di venti giorni per promuovere l’azione avanti al giudice del luogo del fallimento. Se il terzo non osserva questo termine, il diritto è perento.
397 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 398 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 399 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 400 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
La massa che rivendica come proprietà del fallito beni mobili in possesso o copossesso di terzi oppure fondi iscritti nel registro fondiario a nome di terzi deve promuovere azione contro di essi.
Art. 243 4. Riscossione dei crediti. Realizzazione d’urgenza
L’amministrazione del fallimento riscuote i crediti liquidi e scaduti della massa; occorrendo, in via di esecuzione.
L’amministrazione del fallimento realizza senza indugio gli oggetti esposti a rapido deprezzamento, che richiedono una manutenzione costosa o la cui conservazione comporta spese eccessive. Essa può inoltre ordinare la realizzazione immediata di cartevalori e altri oggetti che hanno un prezzo di borsa o di mercato.401
Gli altri beni della massa sono realizzati soltanto dopo la seconda assemblea dei creditori.
IV. Della verificazione dei crediti e della graduazione dei creditori
Art. 244 A. Esame delle insinuazioni
Trascorso il termine per le insinuazioni, l’amministrazione del fallimento esamina i crediti insinuati e fa le necessarie verificazioni. Su ciascuna insinuazione chiede la dichiarazione del fallito.
Art. 245 B. Decisione
L’amministrazione decide sull’ammissione dei singoli crediti senza essere vincolata alla dichiarazione del fallito.
Art. 246402 C. Crediti ammessi d’ufficio
I crediti risultanti dal registro fondiario, anche se non sono insinuati, sono ammessi, con gli interessi in corso, al passivo del fallimento.
Art. 247403 D. Graduatoria 1. Formazione
Entro sessanta giorni dallo scadere del termine per le insinuazioni, l’amministrazione del fallimento forma lo stato di graduazione dei crediti («graduatoria», art. 219 e 220).
401 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 402 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 403 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se un fondo fa parte della massa, l’amministrazione compila entro lo stesso termine un elenco degli oneri che lo gravano (diritti di pegno, servitù, oneri fondiari e diritti personali annotati). L’elenco degli oneri costituisce parte integrante della graduatoria.
Se è stata costituita una delegazione dei creditori, l’amministrazione del fallimento sottopone alla sua approvazione la graduatoria e l’elenco degli oneri; la delegazione può modificarli entro dieci giorni.
L’autorità di vigilanza può, all’occorrenza, prorogare questi termini.
Art. 248 2. Crediti rigettati
Nella graduatoria è fatta menzione anche dei crediti rigettati, con l’indicazione dei motivi del rigetto.
Art. 249 3. Deposito della graduatoria e avviso speciale
La graduatoria viene depositata per l’ispezione presso l’ufficio.
L’amministrazione ne avverte con pubblico avviso i creditori.
Coloro i cui crediti furono in tutto o in parte rigettati o non furono collocati nel grado domandato ricevono speciale avviso del deposito e del rigetto.
Art. 250404 4. Contestazione della graduatoria
Il creditore che intende contestare la graduatoria poiché il suo credito è stato, in tutto o in parte, rigettato o non è stato collocato nel grado rivendicato, deve promuovere l’azione avanti al giudice del luogo del fallimento, entro venti giorni dalla pubblicazione del deposito della graduatoria.
Se egli contesta il credito o il grado di un altro creditore, l’azione deve essere promossa contro l’interessato. Se la domanda è ammessa, il riparto destinato secondo lo stato di ripartizione al convenuto serve al soddisfacimento dell’attore fino a concorrenza del suo intero credito, comprese le spese processuali. L’eventuale eccedenza è ripartita secondo la graduatoria rettificata.
La causa è trattata con la procedura accelerata.
Art. 251 5. Insinuazioni tardive
Le insinuazioni tardive sono ammesse fino alla chiusura del fallimento.
Il creditore deve pagare le spese cagionate dal ritardo e può essere costretto ad una conveniente anticipazione.
404 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Egli non ha alcun diritto sulle ripartizioni provvisorie fatte prima della sua insinuazione.
Se l’amministrazione del fallimento ritiene giustificata l’insinuazione tardiva, modifica la graduatoria e pubblica le modificazioni.
È applicabile l’articolo 250.
V. Della liquidazione della massa
Art. 252 A. Seconda assemblea dei creditori 1. Convocazione
Dopo aver depositato la graduatoria, l’amministrazione del fallimento convoca ad una seconda assemblea i creditori i cui crediti non sono stati rigettati definitivamente. L’avviso di convocazione deve essere inviato almeno venti giorni prima dell’assemblea.405
Qualora in quest’assemblea si debba deliberare su un concordato, l’avviso di convocazione ne fa menzione.406
L’assemblea è presieduta da un membro dell’amministrazione. Si applica per analogia l’articolo 235 capoversi 3 e 4.
Art. 253 2. Competenza
L’amministrazione presenta all’assemblea una relazione particolareggiata sull’andamento della gestione, nonché sullo stato attivo e passivo.
L’assemblea delibera sulla conferma dell’amministrazione ed eventualmente della delegazione dei creditori; essa ordina inappellabilmente quanto richiede la gestione del fallimento.
Art. 254407 3. Mancanza di quorum
Se l’assemblea non può essere costituita, l’amministrazione del fallimento lo constata e informa i creditori presenti sullo stato della massa. L’amministrazione e la delegazione dei creditori rimangono in funzione sino alla chiusura della liquidazione.
405 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 406 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 407 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 255408 B. Ulteriori assemblee dei creditori C. Deliberazioni per mezzo di circolare
Ulteriori assemblee dei creditori sono convocate, qualora un quarto dei creditori o la delegazione dei creditori ne faccia domanda, oppure l’amministrazione del fallimento lo reputi necessario.
Nei casi urgenti o se non è stato possibile costituire una delle assemblee dei creditori, l’amministrazione può sottoporre proposte ai creditori per mezzo di circolare. Una proposta è accettata quando la maggioranza dei creditori la approva, esplicitamente o tacitamente, entro il termine impartito.
Se non si conoscono tutti i creditori, l’amministrazione può inoltre pubblicare le sue proposte.
Art. 256 D. Modo di realizzazione
I beni appartenenti alla massa sono realizzati per cura dell’amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private. 2I beni costituiti in pegno non possono essere realizzati in modo diverso dai pubblici incanti se non col consenso dei creditori pignoratizi.
I beni di cospicuo valore e i fondi possono essere realizzati a trattative private soltanto se è stata data la possibilità ai creditori di formulare offerte superiori.410
Le pretese fondate sugli articoli 286 a 288 non possono essere realizzate ai pubblici incanti né altrimenti alienate.411
Art. 257 E. Pubblici incanti 1. Pubblicazione
Il luogo, il giorno e l’ora dell’incanto sono resi pubblicamente noti.
Ove siano da realizzare fondi, il bando dev’essere pubblicato almeno un mese prima dell’incanto e indicare il giorno dal quale le condizioni dell’incanto saranno depositate, per l’ispezione, presso l’ufficio dei fallimenti.
Un esemplare del bando sarà notificato ad ogni singolo creditore ipotecario con l’indicazione del prezzo di stima.
408 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 409 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 410 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 411 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 258412 2. Aggiudicazione
Dopo tre chiamate, gli oggetti da realizzare sono aggiudicati al maggior offerente.
In caso di realizzazione di un fondo sono applicabili le disposizioni dell’articolo 142 capoversi 1 e 3. I creditori possono inoltre stabilire un prezzo d’aggiudicazione minimo per il primo incanto.413
Art. 259414 3. Condizioni dell’incanto
Alle condizioni dell’incanto si applicano per analogia gli articoli 128, 129, 132a, 134 a 137 e 143. Le funzioni dell’ufficio d’esecuzione spettano all’amministrazione del fallimento.
Art. 260 F. Cessione dei diritti
Ogni creditore ha diritto di chiedere la cessione di quelle pretese alle quali rinuncia la massa dei creditori.
La somma ricavata, dedotte le spese, serve a coprire i crediti dei cessionari secondo il loro grado rispettivo. L’eccedenza sarà versata alla massa.
Una pretesa può essere realizzata conformemente all’articolo 256, se la massa dei creditori rinuncia a farla valere e nessuno di essi ne domanda la cessione.415 VI. Della ripartizione
Art. 261 A. Stato di ripartizione e conto finale
Incassata la somma ricavata da tutta la massa e divenuta definitiva la graduatoria, l’amministrazione compila lo stato di ripartizione ed il conto finale.
412 Nuovo testo giusta l’art. 16 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 413 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 414 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 415 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 262416 B. Spese
Si prelevano in primo luogo tutte le spese cagionate dalla dichiarazione e dalla liquidazione del fallimento, nonché dalla formazione dell’inventario.
Sulla somma ricavata dagli oggetti costituiti in pegno si prelevano soltanto le spese d’inventario, di amministrazione e di realizzazione del pegno.
Art. 263 C. Deposito dello stato di ripartizione e del conto finale
Lo stato di ripartizione ed il conto finale sono depositati per dieci giorni presso l’ufficio dei fallimenti.
Il deposito è notificato a ciascun creditore insieme ad un estratto riguardante il suo riparto.
Art. 264 D. Ripartizione
Appena trascorso il termine del deposto, l’amministrazione del fallimento procede alla ripartizione.
Sono applicabili per analogia le disposizioni dell’articolo 150.
I riparti spettanti ai crediti sottoposti a condizione sospensiva od a scadenza incerta sono depositati presso lo stabilimento dei depositi.
Art. 265 E. Attestato di carenza di beni 1. Contenuto ed effetti 2. Determinazione del ritorno a miglior fortuna 3. Inammissibilità della dichiarazione di fallimento su domanda del debitore
All’atto della ripartizione finale ciascun creditore riceve, per l’ammontare rimasto scoperto del suo credito, un attestato di carenza di beni, nel quale si indica se il credito sia stato riconosciuto o contestato dal fallito. Nel primo caso, l’attestato di carenza di beni vale come riconoscimento di debito a’ sensi dell’articolo 82.
L’attestato di carenza di beni permette di chiedere il sequestro e produce gli effetti enunciati negli articoli 149 capoverso 4 e 149a. Tuttavia, non si può promuovere una nuova esecuzione, in base al medesimo, se non quando il debitore sia ritornato a miglior fortuna. A tale effetto si tien conto anche dei beni di cui il debitore disponga economicamente.417
...418 416 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 417 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Se il debitore si oppone al precetto esecutivo contestando di essere ritornato a miglior fortuna, l’ufficio d’esecuzione trasmette l’opposizione al giudice del luogo dell’esecuzione. Questi statuisce definitivamente dopo aver sentito le parti.
Il giudice ammette l’opposizione se il debitore espone la sua situazione economica e patrimoniale e rende verosimile di non essere ritornato a miglior fortuna.
Se il giudice non ammette l’opposizione, esso determina in quale misura il debitore è ritornato a miglior fortuna (art. 265 cpv. 2). Il giudice può dichiarare pignorabili i beni appartenenti a terzi ma di cui il debitore dispone economicamente, qualora il diritto del terzo si fondi su una atto compiuto dal debitore nell’intenzione riconoscibile per il terzo di impedire il ritorno a miglior fortuna.
Il debitore e il creditore possono promuovere l’azione ordinaria di contestazione o accertamento del ritorno a miglior fortuna avanti al giudice del luogo dell’esecuzione, entro venti giorni dalla notificazione della decisione sull’opposizione. La causa è trattata in procedura accelerata.
Il debitore che si oppone all’esecuzione contestando di essere ritornato a miglior fortuna non può domandare egli stesso, durante l’esecuzione medesima, la dichiarazione del suo fallimento (art. 191).
Art. 266 F. Ripartizioni provvisorie
Si possono fare delle ripartizioni provvisorie tostochè sia trascorso il termine per impugnare la graduatoria.
L’articolo 263 si applica per analogia.421
Art. 267 G. Crediti non insinuati
I creditori che non hanno partecipato alla liquidazione sottostanno alle limitazioni di coloro che ricevettero un attestato di carenza di beni.
419 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 420 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 421 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 VII. Della chiusura del fallimento
Art. 268 A. Relazione finale e decisione di chiusura
Ultimata la ripartizione, l’amministrazione presenta una relazione finale al giudice del fallimento.
Quando il giudice ritenga esaurita la procedura di fallimento, ne pronuncia la chiusura.
Ove abbia a fare osservazioni sulla gestione dell’amministrazione, ne informa l’autorità di vigilanza.
L’ufficio pubblica la chiusura del fallimento.
Art. 269 B. Beni scoperti successivamente
Se, chiuso il fallimento, si scoprono beni che sarebbero spettati alla massa, ma non vi furono compresi, l’ufficio ne prende possesso e li realizza senz’altra formalità, distribuendo la somma ricavatane fra i creditori perdenti, secondo il grado rispettivo.
L’ufficio dei fallimenti procede nello stesso modo riguardo alle somme depositate che divengono disponibili o che non sono state riscosse entro dieci anni.422
Trattandosi di pretesa dubbia, l’ufficio ne avvisa i creditori mediante pubblicazione o con lettera. Si applicano per analogia le disposizioni dell’articolo 260.
Art. 270 C. Termine di ultimazione della procedura di fallimento
La procedura di fallimento deve essere ultimata entro un anno dalla dichiarazione del medesimo.423
In caso di bisogno, questo termine può essere prorogato dall’autorità di vigilanza.
Titolo ottavo: Del sequestro
Art. 271 A. Cause di sequestro
Per i crediti scaduti, in quanto non siano garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro dei beni del debitore:424 422 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 423 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 424 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 1. quando il debitore non abbia domicilio fisso; 2. quando il debitore, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni, trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere la fuga; 3. quando il debitore sia di passaggio o appartenga al ceto delle persone che frequentano le fiere ed i mercati e si tratti di crediti per loro natura immediatamente esigibili; 4.425 quando il debitore non dimori in Svizzera, se non vi è altra causa di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera o si fondi su una sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ai sensi dell’articolo 82 capoverso 1; 5.426 quando al creditore sia stato rilasciato nei confronti del debitore un attestato provvisorio o definitivo di carenza di beni.
Nei casi contemplati ai numeri 1 e 2 il sequestro si può domandare altresì per crediti non ancora scaduti; esso produce, rimpetto al debitore, la scadenza del credito.
...427
Art. 272428 B. Concessione del sequestro
Il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l’esistenza: 1. del credito; 2. di una causa di sequestro; 3. di beni appartenenti al debitore.
Se il creditore dimora all’estero e non ha eletto domicilio in Svizzera, lo si ritiene domiciliato presso l’ufficio d’esecuzione.
Art. 273429 C. Responsabilità per sequestro infondato
Il creditore è responsabile sia nei confronti del debitore, sia di terzi, dei danni cagionati con un sequestro infondato. Il giudice può obbligarlo a prestare garanzia.
425 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 426 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 428 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 429 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
L’azione di risarcimento può essere promossa anche avanti al giudice del luogo del sequestro.
Art. 274 D. Decreto di sequestro
Il giudice del sequestro incarica dell’esecuzione del sequestro l’ufficiale o altro funzionario o impiegato, a cui comunica il decreto di sequestro.430
Il decreto enuncia:
1. il nome ed il domicilio del creditore, dell’eventuale mandatario e del debitore; 2. il credito pel quale il sequestro è concesso; 3. la causa del sequestro; 4. gli oggetti da sequestrare; 5. la menzione della responsabilità del creditore pei danni ed eventualmente della prestazione di garanzia a lui imposta.
Art. 275431 E. Esecuzione del sequestro
Gli articoli 91 a 109 concernenti il pignoramento si applicano per analogia all’esecuzione del sequestro.
Art. 276 F. Verbale di sequestro
Il funzionario o l’impiegato incaricato del sequestro ne stende il verbale, attestando a piè del decreto l’avvenuto sequestro ed indicando gli oggetti sequestrati con la loro stima, e lo trasmette immediatamente all’ufficio.
Questo comunica immediatamente copia del verbale al creditore e al debitore e informa i terzi i cui diritti sono toccati dal sequestro.432
Art. 277 G. Garanzia prestata dal debitore
Gli oggetti sequestrati sono lasciati a disposizione del debitore, ove presti garanzia che in caso di pignoramento o di fallimento presenterà gli identici oggetti o ne sostituirà altri di egual valore. La garanzia si presta mediante deposito, fideiussione solidale o un’altra garanzia equivalente.433 430 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 431 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 432 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 433 Nuovo testo del per. giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 278434 H. Opposizione al decreto di sequestro
Chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni dalla conoscenza del sequestro.
Il giudice del sequestro dà agli interessati la possibilità di esprimersi e pronuncia senza indugio.
Contro la decisione sull’opposizione è ammesso il ricorso, entro dieci giorni, all’autorità giudiziaria superiore. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi.
L’opposizione e il ricorso non ostacolano l’efficacia del sequestro.
Durante la procedura di opposizione e in caso di impugnazione della decisione sull’opposizione i termini previsti dall’articolo 279 rimangono sospesi.
Art. 279435 I. Convalida del sequestro
Il creditore che avesse ottenuto un sequestro prima di promuovere l’esecuzione o l’azione deve provvedervi entro dieci giorni dalla notificazione del verbale di sequestro.
Se il debitore ha fatto opposizione, il creditore deve, entro dieci giorni dalla relativa notificazione, fare domanda di rigetto dell’opposizione o promuovere l’azione di accertamento del suo credito. Se la domanda di rigetto non è ammessa, egli deve promuovere l’azione entro dieci giorni dalla notificazione della decisione.
Se il debitore non ha fatto opposizione o questa è stata rimossa, il creditore deve chiedere la continuazione dell’esecuzione entro dieci giorni dal momento in cui è legittimato a farlo (art. 88). L’esecuzione si prosegue in via di pignoramento o di fallimento, secondo la persona del debitore.
Se il creditore ha promosso l’azione di accertamento del suo credito senza preventiva esecuzione, deve promuovere l’esecuzione entro dieci giorni dalla notificazione della decisione.
434 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 435 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 280436 K. Revoca del sequestro
Il sequestro è revocato se il creditore:
1. non osserva i termini stabiliti dall’articolo 279; 2. ritira o lascia perimere l’azione o l’esecuzione; 3. la sua azione è respinta definitivamente dal giudice.
Art. 281 L. Partecipazione provvisoria
Qualora dopo il decreto di sequestro gli oggetti sequestrati vengano pignorati da terzi, prima che il creditore sequestrante possa presentare la domanda di pignoramento, questi partecipa di diritto al pignoramento in via provvisoria.
Egli preleva sulla somma ricavata le spese del sequestro.
Il sequestro non produce altro diritto di prelazione.
Titolo nono: Disposizioni speciali relative a pigioni e affitti
Art. 282437
Art. 283 Inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione
Anche prima d’iniziare l’esecuzione, il locatore di locali commerciali può domandare l’assistenza dell’ufficio per la provvisoria tutela del suo diritto di ritenzione (art. 268 segg. e 299c del CO).438
Quando siavi pericolo nel ritardo, si può chiedere l’assistenza della polizia o delle autorità comunali.
L’ufficio fa l’inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione e fissa al locatore un termine per promuovere l’esecuzione in via di realizzazione del pegno.
Art. 284 Reintegrazione di oggetti
Ove tali oggetti siano stati asportati clandestinamente o con violenza, potranno essere riportati, con l’assistenza della polizia, nei locali appigionati o affittati, entro dieci giorni dall’asportazione. Sono salvi i 436 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 438 Nuovo testo giusta il n. II art. 3 della LF del 15 dic. 1989 che modifica il CO (locazione e affitto), in vigore dal 1° lug. 1990 (RS 220 in fine, disp. fin. tit. VIII e VIIIbis).
diritti dei terzi di buona fede. In caso di contestazione, il giudice decide con la procedura accelerata.
Titolo nonobis:439 Disposizioni speciali relative ai rapporti di trust
Art. 284a A. Esecuzione per debiti sui beni in trust
L’esecuzione per debiti per cui rispondono beni in trust ai sensi del
capitolo 9a della legge federale del 18 dicembre 1987440 sul diritto
internazionale privato (LDIP) dev’essere diretta contro un trustee, in qualità di rappresentante del trust. 2 Il luogo dell’esecuzione è la sede del trust ai sensi dell’articolo 21 capoverso 3 LDIP. Se il luogo designato dell’amministrazione non si trova in Svizzera, l’esecuzione del trust deve avvenire nel luogo in cui il trust è amministrato effettivamente. 3 L’esecuzione si prosegue in via di fallimento. Il fallimento verte unicamente sui beni in trust.
Art. 284b B. Fallimento di un trustee
In caso di fallimento di un trustee, i beni in trust vengono separati dalla massa del fallimento, previa deduzione delle pretese del trustee su di essi.
Titolo decimo: Della revocazione441
Art. 285 A. Scopo. Legittimazione attiva
La revocazione ha per scopo di assoggettare all’esecuzione i beni che le sono stati sottratti in seguito a uno degli atti enumerati dagli articoli 286 a 288.442
Possono domandare la revocazione:
1.443 i creditori che hanno ottenuto un attestato provvisorio o definitivo di carenza di beni dopo pignoramento;
439 Introdotto dall’art. 3 del DF del 20 dic. 2006 che approva e traspone nel diritto svizzero la Conv. dell’Aia relativa alla L applicabile ai trust ed al loro riconoscimento, in vigore dal 1° lug. 2007 (RU 2007 2849 2853; FF 2006 517). 441 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 442 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 443 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 2. l’amministrazione del fallimento o, a termini degli articoli 260 e 269 capoverso 3, i singoli creditori.
Art. 286 1. Disposizioni titolo gratuito
B. Atti revocabili 1 Sono revocabili tutte le donazioni e disposizioni a titolo gratuito, a eccetto gli usuali regali occasionali, fatte dal debitore nell’anno precedente il pignoramento o la dichiarazione di fallimento.444
Sono equiparati alle donazioni:
1. gli atti pei quali il debitore avesse accettato un correspettivo non proporzionato alla sua prestazione; 2.445 gli atti mediante i quali il debitore avesse costituito a sé o ad altri una rendita vitalizia, un vitalizio, un usufrutto o un diritto di abitazione.
Art. 287 2. Insolvenza
Sono revocabili i seguenti atti che il debitore in stato d’insolvenza avesse compiuto nell’anno precedente il pignoramento o la dichiarazione di fallimento:446 1.447 la costituzione di garanzie per obbligazioni preesistenti per le quali il debitore non si era già prima obbligato a prestar garanzia; 2. l’estinzione di un debito pecuniario che non sia stata eseguita con danaro o con altri mezzi usuali di pagamento; 3. il pagamento di un debito non scaduto.
Tuttavia la revocazione non è ammessa se colui che ha profittato dell’atto prova di non aver conosciuto né di aver dovuto conoscere l’insolvenza del debitore.448 444 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 445 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 446 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 447 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 448 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 288449 3. Dolo 4. Computo dei termini
Sono infine revocabili tutti gli atti che il debitore ha compiuto nei cinque anni precedenti il pignoramento o la dichiarazione di fallimento con l’intenzione, riconoscibile dall’altra parte, di recar pregiudizio ai suoi creditori o di favorirne alcuni a detrimento di altri.
Non sono computati nei termini previsti dagli articoli 286 a 288:
1. la durata della procedura concordataria precedente alla dichiarazione di fallimento; 2. la durata di un differimento della dichiarazione di fallimento ai sensi degli articoli 725a, 764, 817 o 903 del CO451; 3. nel caso di liquidazione in via di fallimento di un’eredità, il tempo trascorso tra il giorno della morte e l’ordine di liquidazione; 4. la durata della preventiva esecuzione.
Art. 289452 C. Azione revocatoria 1. Foro
L’azione revocatoria si promuove al domicilio del convenuto. Se questi non ha domicilio in Svizzera, l’azione può essere promossa al luogo del pignoramento o del fallimento.
Art. 290453 2. Legittimazione passiva
L’azione revocatoria si promuove contro coloro che stipularono col debitore l’atto revocabile o che furono da lui favoriti mediante un atto revocabile, nonché contro i loro eredi o altri successori a titolo universale e contro terzi di mala fede. L’azione non pregiudica i diritti dei terzi di buona fede.
Art. 291 D. Effetti
Chi per l’atto rivocabile avesse acquistato beni del debitore è tenuto a restituirli. Il correspettivo dev’essere restituito, in quanto si trovi ancora nelle mani del debitore o in quanto questi se ne sia arricchito. Per l’eccedenza non si ha che un semplice credito verso il debitore.
449 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 450 Introdotto dal n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 452 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 453 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Il creditore che ha restituito quanto gli fu dato in pagamento in virtù di un atto revocabile, rientra nei suoi diritti.454
Il donatario di buona fede è tenuto a restituire soltanto ciò di cui si è arricchito.
Art. 292455 E. Perenzione
L’azione revocatoria è perenta: 1. due anni dopo la notificazione dell’attestato di carenza di beni dopo pignoramento (art. 285 cpv. 2 n. 1); 2. due anni dopo la dichiarazione di fallimento (art. 285 cpv. 2
n. 2).
Titolo undecimo:456 Della procedura concordataria I. Moratoria concordataria
Art. 293 A. Procedura 1. Domanda; provvedimenti cautelari 457 RS 220
Il debitore che vuole ottenere un concordato deve presentare al giudice del concordato una domanda motivata e una proposta di concordato. Egli deve allegarvi il bilancio e il conto di esercizio o un documento equivalente, da cui si possa conoscere il suo stato patrimoniale e il suo andamento reddituale, come pure l’elenco dei suoi libri di commercio, se è obbligato a tenerne (art. 957 CO457).
Il creditore che può presentare domanda di fallimento è legittimato anche a chiedere al giudice del concordato, con domanda motivata, l’apertura della procedura concordataria.
Presentata la domanda o nel caso in cui il fallimento sia differito d’ufficio (art. 173a cpv. 2), il giudice ordina senza indugio i provvedimenti necessari alla conservazione dei beni del debitore. In casi motivati, può concedere una moratoria provvisoria di due mesi al massimo e nominare un commissario provvisorio incaricato di esaminare lo stato patrimoniale e l’andamento reddituale del debitore, nonché le possibilità di risanamento.
Gli articoli 296, 297 e 298 sono applicabili alla moratoria provvisoria.
454 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 455 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 456 Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 294 decisione e impugnazione
2. Convocazione, 1 In caso di domanda di moratoria concordataria o di provvedimenti cautelari, il giudice del concordato convoca senza indugio il debitore e il creditore richiedente. Egli può inoltre sentire altri creditori oppure esigere dal debitore che produca un bilancio dettagliato, un conto d’esercizio o un documento equivalente e l’elenco dei suoi libri di commercio.
Non appena in possesso dei documenti necessari, il giudice del concordato decide nel tempo più breve sulla domanda; egli ha riguardo allo stato patrimoniale e all’andamento reddituale del debitore, nonché alle possibilità di concordato.
Nei Cantoni dove esiste un’istanza superiore dei concordati, è ammesso il ricorso alla medesima da parte del debitore e del creditore richiedente entro dieci giorni dalla notificazione della decisione.
Ogni creditore può impugnare la decisione, se la stessa riguarda la nomina del commissario.
Art. 295 3. Concessione e durata della moratoria. Nomina e compiti del commissario
Se la domanda non appare a prima vista infondata, il giudice del concordato concede al debitore una dilazione da quattro a sei mesi (moratoria concordataria) e nomina uno o più commissari. La durata della moratoria provvisoria non è computata.
Il commissario:
vigila sugli atti del debitore;
esercita le attribuzioni indicate negli articoli 298 a 302 e 304;
presenta su domanda del giudice del concordato rapporti intermedi e informa i creditori sull’andamento della moratoria.
Gli articoli 8, 10, 11, 14, 17 a 19, 34 e 35 si applicano per analogia al commissario.
Su domanda del commissario, la moratoria può essere prorogata fino a dodici mesi al massimo e, nei casi particolarmente complessi, fino a
mesi al massimo. In caso di proroga oltre dodici mesi, i creditori devono essere sentiti.
Su domanda del commissario, la moratoria può essere revocata prima dello scadere del termine, se necessario per preservare il patrimonio del debitore o se la conclusione del concordato non è manifestamente più possibile. Il debitore e i creditori devono essere sentiti. Gli articoli 307 a 309 sono applicabili per analogia.
Art. 296 4. Pubblicazione
La concessione della moratoria è pubblicata e comunicata senza indugio all’ufficio dei fallimenti e al registro fondiario. La moratoria concordataria è menzionata nel registro fondiario al più tardi due giorni dopo essere stata concessa.458
Art. 297 B. Effetti della moratoria 1. Sui diritti dei creditori
Durante la moratoria non si può promuovere né proseguire alcuna esecuzione contro il debitore. Il decorso di tutte le prescrizioni e perenzioni rimane sospeso. L’articolo 199 capoverso 2 si applica per analogia ai beni pignorati.
Anche durante la moratoria sono ammissibili:
1. l’esecuzione in via di pignoramento per i crediti della prima classe (art. 219 cpv. 4); 2. l’esecuzione in via di realizzazione del pegno per i crediti garantiti da pegno immobiliare; la realizzazione di siffatto pegno, invece, non può aver luogo.
La concessione della moratoria sospende nei confronti del debitore il corso degli interessi di tutti i crediti non garantiti da pegno, salvo disposizione contraria del concordato.
Per la compensazione valgono gli articoli 213 a 214a. La pubblicazione della moratoria e, all’occorrenza, il precedente differimento della dichiarazione di fallimento ai sensi degli articoli 725a, 764, 817 e 903 del CO459 valgono come dichiarazione di fallimento.
Art. 298 2. Sulla capacità di disporre del debitore 459 RS 220
Il debitore può continuare la sua attività sotto la vigilanza del commissario. Il giudice del concordato può tuttavia ordinare che determinati atti possano essere compiuti validamente soltanto con il concorso del commissario, oppure autorizzare il commissario a proseguire l’attività aziendale in luogo del debitore.
Salvo autorizzazione del giudice del concordato, durante la moratoria il debitore non può validamente alienare o ipotecare elementi degli attivi fissi, costituire pegni, prestare fideiussioni e disporre a titolo gratuito.
Se il debitore contravviene a queste disposizioni o alle istruzioni del commissario, il giudice del concordato può, su rapporto del commissario, togliere al debitore la facoltà di disporre dei suoi beni o revocare la 458 Nuovo testo del per. giusta il n. I della LF del 19 mar. 2004 (Menzione del fallimento nel registro fondiario), in vigore dal 1° gen. 2005 (RU 2004 4033 4034; FF 2003 5655 5663).
moratoria. Il debitore e i creditori devono essere sentiti. Sono applicabili gli articoli 307 a 309.
Art. 299 C. Compiti specifici del commissario 1. Formazione dell’inventario e stima del pegno
Il commissario, appena nominato, fa l’inventario di tutti i beni del debitore e procede alla stima dei singoli oggetti.
Il commissario tiene a disposizione dei creditori la decisione sulla stima dei pegni; la comunica per scritto, prima dell’assemblea dei creditori, ai creditori ipotecari e al debitore.
Ogni interessato può domandare al giudice del concordato, entro dieci giorni e anticipandone le spese, una nuova stima del pegno. Se la medesima è stata domandata da un creditore, questi può pretendere dal debitore il rimborso delle spese soltanto se la prima stima è stata modificata in notevole misura.
Art. 300 2. Avviso ai creditori
Il commissario invita i creditori, mediante pubblico avviso (art. 35 e 296), ad insinuare entro venti giorni i loro crediti, sotto la comminatoria che in caso di omissione non avranno diritto di voto alle deliberazioni sul concordato. Egli invia, con lettera semplice, una copia della pubblicazione ai creditori dei quali sia conosciuto il nome e il domicilio.
Il commissario invita il debitore a pronunciarsi sui crediti insinuati.
Art. 301 3. Convocazione dell’assemblea dei creditori
Allestitala proposta di concordato, il commissario convoca, mediante pubblico avviso, l’assemblea dei creditori, avvertendo che gli atti possono essere esaminati nei venti giorni che precedono detta assemblea.460 La pubblicazione dell’avviso deve aver luogo almeno un mese prima dell’assemblea.
L’articolo 300 capoverso 1 secondo periodo è applicabile.
Art. 302 D. Assemblea dei creditori
Nell’assemblea dei creditori il commissario dirige le deliberazioni e riferisce sullo stato patrimoniale e sull’andamento reddituale del debitore.
Il debitore deve intervenire all’assemblea per dare gli schiarimenti che gli venissero chiesti.
Il commissario sottopone il concordato ai creditori riuniti in assemblea, perché l’approvino con la loro sottoscrizione.
...
Art. 303 E. Diritti contro i coobbligati
Il creditore che non ha aderito al concordato non perde i suoi diritti contro i condebitori, i fideiussori e gli obbligati in via di regresso (art. 216).
Parimenti, il creditore che vi ha aderito non perde i suoi diritti contro le persone summenzionate, a condizione che le abbia avvisate, almeno dieci giorni prima, del giorno e del luogo dell’assemblea, offrendo loro la cessione del proprio credito contro pagamento (art. 114, 147, 501
Il creditore può altresì, senza pregiudizio dei suoi diritti, autorizzare i condebitori, fideiussori e obbligati in via di regresso a deliberare in sua vece sull’adesione al concordato.
Art. 304 F. Relazione del commissario; pubblicazione dell’udienza d’omologazione
Prima della scadenza della moratoria, il commissario sottopone al giudice del concordato tutti gli atti. Nella sua relazione, egli riferisce sulle adesioni già ricevute e raccomanda l’omologazione o il rigetto del concordato.
Il giudice del concordato pronuncia a breve termine.
Il giorno e il luogo dell’udienza sono comunicati mediante pubblico avviso, con l’avvertenza che i creditori potranno farvi valere le loro opposizioni al concordato.
II. Disposizioni generali sul concordato
Art. 305 A. Accettazione da parte dei creditori
Il concordato è accettato qualora vi abbia aderito, prima della decisione di omologazione, la maggioranza dei creditori, rappresentanti almeno i due terzi dell’ammontare complessivo dei crediti, oppure un quarto dei creditori, rappresentanti almeno i tre quarti di detto ammontare.
I creditori privilegiati e il coniuge o il partner registrato del debitore non sono compresi nel computo né per la loro persona né per i loro crediti. I crediti garantiti da pegno si computano soltanto per l’ammontare che in base alla stima del commissario rimane scoperto.462
Il giudice463 decide se e per qual somma si debbano computare anche i crediti sotto condizione, quelli sottoposti a termine incerto e quelli contestati, senza che ne rimanga pregiudicata la questione sulla sussistenza dei medesimi.
Art. 306 B. Omologazione 1. Condizioni
...
L’omologazione è inoltre subordinata alle seguenti condizioni:
1. La somma offerta deve essere in giusta proporzione con i mezzi del debitore; il giudice può tener conto delle sue aspettative. 1bis. Se il concordato prevede l’abbandono dell’attivo (art. 317 cpv. 1), il ricavo della realizzazione o la somma offerta dal terzo devono apparire superiori al prezzo conseguibile mediante una liquidazione in via di fallimento. 2. L’esecuzione del concordato, l’integrale soddisfacimento dei creditori privilegiati ammessi e l’adempimento delle obbligazioni contratte durante la moratoria con il consenso del commissario devono essere sufficientemente garantiti, a meno che singoli creditori abbiano esplicitamente rinunciato a esigere una garanzia per il loro credito.
Il giudice può, d’ufficio o su domanda di un partecipante, completare un concordato non disciplinato in modo sufficiente.
Art. 306a 2. Sospensione della realizzazione di pegni immobiliari
Su domanda del debitore, il giudice del concordato può sospendere, durante un anno al massimo a contare dall’omologazione del concordato, la realizzazione di un fondo gravato di un pegno per un credito anteriore all’inizio della procedura concordataria, a condizione che gli interessi del suo debito ipotecario non siano impagati da più di un anno. Il debitore deve tuttavia rendere verosimile che il fondo è necessario per l’esercizio della sua azienda e che con la realizzazione egli correrebbe il rischio di vedere compromessa la sua esistenza economica.
462 Nuovo testo giusta il n. 16 dell’all. alla L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica 463 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Ai creditori interessati deve essere dato modo di presentare le loro osservazioni scritte prima della discussione sull’omologazione del concordato (art. 304); essi sono convocati personalmente all’assemblea dei creditori (art. 302) e all’udienza avanti il giudice del concordato.
La sospensione della realizzazione cade d’ufficio quando il debitore aliena volontariamente il pegno, quando è dichiarato in fallimento o quando muore.
Su domanda di un creditore interessato e dopo aver sentito il debitore, il giudice del concordato revoca la sospensione della realizzazione, se il creditore rende verosimile che: 1. il debitore l’ha ottenuta dando indicazioni non veritiere al giudice del concordato; 2. il patrimonio o il reddito del debitore sia aumentato e che di conseguenza questi può rimborsare il debito senza compromettere la sua esistenza economica; oppure 3. la realizzazione del pegno immobiliare non mette più in pericolo l’esistenza economica del debitore.
Art. 307 3. Impugnazione
Nei Cantoni dove esiste un’istanza superiore dei concordati, la decisione sull’omologazione può essere deferita alla medesima entro dieci giorni dalla sua notificazione.
Art. 308 4. Pubblicazione
Appena divenuta definitiva, la decisione è pubblicata e comunicata all’ufficio d’esecuzione e al registro fondiario. La decisione è inoltre comunicata al registro di commercio, se un debitore iscritto nel registro di commercio ottiene un concordato con abbandono dell’attivo.
Con la pubblicazione della decisione cessano gli effetti della moratoria.
Art. 309 C. Effetti 1. In caso di rigetto
In caso di rigetto del concordato o di revoca della moratoria (art. 295 cpv. 5 e 298 cpv. 3), ogni creditore può chiedere, entro venti giorni dalla pubblicazione, l’immediata dichiarazione di fallimento di qualsiasi debitore.
Art. 310 2. In caso di omologazione a. Obbligatorietà per i creditori
Il concordato è obbligatorio per tutti i creditori i cui crediti siano sorti prima della pubblicazione della moratoria o, senza il consenso del commissario, dopo detta pubblicazione. Fanno eccezione i crediti garantiti da pegno per l’ammontare coperto da questo.
I debiti contratti durante la moratoria con il consenso del commissario costituiscono debiti della massa in un concordato con abbandono dell’attivo o in un fallimento successivo.
Art. 311 b. Estinzione delle esecuzioni
L’omologazione del concordato produce estinzione di tutte le esecuzioni promosse prima della moratoria ad eccezione di quelle in via di realizzazione del pegno; l’articolo 199 capoverso 2 è applicabile per analogia.
Art. 312 c. Nullità delle promesse fatte al di fuori del concordato
È nulla ogni promessa con cui il debitore assicuri ad un creditore più di quanto gli spetti secondo i termini del concordato (art. 20 CO464.
Art. 313 D. Revoca del concordato
Ogni creditore può domandare al giudice del concordato la revoca di un concordato ottenuto con mezzi sleali (art. 20, 28, 29 CO465.
Gli articoli 307 a 309 sono applicabili per analogia.
III. Del concordato ordinario
Art. 314 A. Contenuto
Il concordato indica in quale misura i creditori rinunciano ai loro crediti, come il debitore adempirà le sue obbligazioni e, all’occorrenza, come queste saranno garantite.
Il commissario o un terzo può essere incaricato di prendere i provvedimenti di vigilanza, di gestione e di liquidazione necessari per eseguire il concordato e garantirne l’adempimento.
Art. 315 B. Crediti contestati
Omologando il concordato, il giudice assegna ai creditori le cui pretese sono contestate un termine di 20 giorni per promuovere l’azione al luogo del concordato, sotto la comminatoria che in caso di omissione perderanno il diritto alla garanzia del dividendo.
A richiesta del giudice del concordato, il debitore deve depositare presso lo stabilimento dei depositi, sino a causa definita, i riparti relativi ai crediti contestati.
Art. 316 C. Revocazione di un concordato nei confronti di un creditore
Ogni creditore riguardo al quale non sia stato adempito il concordato può, senza pregiudizio dei diritti che questo gli assicura, domandare al giudice del concordato la revoca per il suo credito.
L’articolo 307 è applicabile per analogia.
IV. Del concordato con abbandono dell’attivo
Art. 317 A. Nozione
Il concordato con abbandono dell’attivo può conferire ai creditori il diritto di disporre dei beni del debitore o consistere nel trasferimento a terzi di tutti o di parte di questi beni.
I creditori esercitano i loro diritti per il tramite di liquidatori e di una delegazione dei creditori. Questi sono nominati dall’assemblea che si pronuncia sul concordato. Possono fungere da commissario i liquidatori.
Art. 318 B. Contenuto
Il concordato contiene disposizioni circa:
1. la rinuncia dei creditori alla parte del credito non coperta dal ricavo della liquidazione dei beni o del prezzo del trasferimento di tali beni a un terzo, oppure la regolamentazione precisa dei diritti spettanti ad essi a questo riguardo; 2. la designazione dei liquidatori e dei membri della delegazione dei creditori, nonché la delimitazione delle loro attribuzioni; 3. il modo di liquidazione, in quanto non disciplinato dalla legge; se i beni sono ceduti a un terzo, il modo e le garanzie d’esecuzione della cessione; 4. gli organi, oltre i fogli ufficiali, nei quali le pubblicazioni destinate ai creditori devono essere fatte.
In particolare, il concordato che non concerne la totalità dei beni del debitore deve indicare esattamente quali beni sono ceduti ai creditori e quali a un terzo.
Art. 319 C. Effetti dell’omologazione
Quando l’omologazione del concordato con abbandono dell’attivo è divenuta definitiva, il debitore non ha più diritto di disporre dei suoi beni ed i precedenti aventi diritto non sono più autorizzati a firmare.
Se il debitore è iscritto nel registro di commercio, alla sua ragione sociale devono essere aggiunte le parole: «in liquidazione concordataria». Sotto questa ragione la massa può essere escussa per i debiti non compresi nel concordato.
I liquidatori provvedono a tutti gli atti necessari alla conservazione e alla realizzazione della massa o, all’occorrenza, al trasferimento dei beni.
Essi rappresentano la massa in giustizia. L’articolo 242 è applicabile per analogia.
Art. 320 D. Situazione dei liquidatori
I liquidatori soggiacciono alla vigilanza e al controllo della delegazione dei creditori.
I provvedimenti dei liquidatori concernenti la realizzazione dell’attivo possono essere impugnati avanti la delegazione dei creditori, e le decisioni di questa commissione possono essere deferite all’autorità di sorveglianza entro dieci giorni dalla comunicazione.
Per il resto, gli articoli 8 a 11, 14, 34 e 35 si applicano per analogia alla gestione dei liquidatori.
Art. 321 E. Determinazione dei creditori legittimati a partecipare alla ripartizione
Per determinare le persone che parteciperanno al riparto del ricavo della liquidazione ed il grado dei loro crediti, i liquidatori, senza pubblicare nuova grida e fondandosi sui libri e sulle insinuazioni, compileranno uno stato di collocazione (graduatoria), che sarà messo a disposizione dei creditori.
Gli articoli 244 a 251 si applicano per analogia.
Art. 322 F. Realizzazione 1. In generale
I beni che compongono l’attivo sono di regola realizzati separatamente o in blocco. La realizzazione si fa per via d’incasso o di vendita se si tratta di crediti e a trattative private o mediante pubblico incanto se si tratta di altri beni.
Il modo e il momento della realizzazione sono determinati dai liquidatori d’accordo con la delegazione dei creditori.
Art. 323 2. Fondi gravati da pegno
Eccezion fatta per i casi in cui gli attivi siano trasferiti a un terzo, i fondi gravati da pegno possono essere venduti dai liquidatori a trattative private soltanto col consenso dei creditori pignoratizi non coperti dal prezzo di vendita. In mancanza di consenso, essi dovranno essere realizzati ai pubblici incanti (art. 134 a 137, 142, 143, 257 e 258). La graduatoria (art. 321) fa stato per l’esistenza e il grado degli oneri (servitù, oneri fondiari, pegni immobiliari e diritti personali annotati) che li gravano.
Art. 324 3. Pegni mobiliari
I creditori garantiti da pegni manuali non hanno l’obbligo di consegnarli ai liquidatori. Se il concordato comportante moratoria non lo vieta, i creditori garantiti da pegni manuali possono realizzarli al momento che loro sembra opportuno, mediante esecuzione in via di realizzazione del pegno, ovvero, se vi sono autorizzati dall’atto costitutivo del pegno, mediante vendita a trattative private o in borsa.
Se tuttavia l’interesse della massa esige che il pegno sia realizzato, i liquidatori possono assegnare al creditore pignoratizio un termine non inferiore a sei mesi per procedere alla realizzazione. Contemporaneamente, essi ingiungono al creditore pignoratizio, sotto minaccia di pena (art. 324 n. 4 CP466, di consegnare loro il pegno dopo la scadenza del termine per la realizzazione, e lo avvisano che, se la mancata consegna non è giustificata, il diritto preferenziale sarà estinto.
Art. 325 4. Cessione di pretese ai creditori
Se i liquidatori o la delegazione dei creditori rinunciano ad una pretesa contestata o di realizzazione difficile, in ispecial modo, se rinunciano ad un diritto che dovrebbe essere fatto valere mediante l’azione rivocatoria od un’azione di responsabilità contro gli organi o gl’impiegati del debitore, essi ne informeranno i creditori con avviso personale o mediante pubblicazione ufficiale ed offriranno loro la cessione di dette pretese conformemente all’articolo 260.
Art. 326 G. Ripartizione 1. Stato di riparto
Prima di ogni distribuzione, anche provvisoria, i liquidatori sono tenuti a compilare un estratto dello stato di riparto e a tenerlo a disposizione dei creditori per dieci giorni. Entro questo termine, è ammesso il ricorso contro lo stato di riparto all’autorità di vigilanza.
Art. 327 2. Importo scoperto in caso di credito garantito da pegno
I creditori pignoratizi i cui pegni sono già stati realizzati al momento del deposito dello stato di riparto provvisorio partecipano al riparto provvisorio per l’importo effettivamente scoperto. Questo importo è determinato dai liquidatori, la cui decisione può essere impugnata soltanto mediante ricorso conformemente all’articolo 326.
Se il pegno non è ancora stato realizzato al momento del deposito dello stato di riparto provvisorio, il creditore pignoratizio parteciperà alla distribuzione per l’importo presumibilmente scoperto, a stima del commissario. Se dimostra che il ricavo della realizzazione del pegno è rimasto inferiore a questa stima, il creditore pignoratizio avrà diritto al dividendo e agli acconti corrispondenti.
Se il ricavo della realizzazione del pegno e i dividendi provvisori già riscossi superano l’ammontare del credito, il creditore dovrà restituire l’eccedenza.
Art. 328 3. Conto finale
Con lo stato di riparto definitivo, i liquidatori devono depositare il conto finale, che comprenderà anche il conto delle spese.
Art. 329 4. Deposito
I dividendi che non sono stati ritirati entro il termine fissato sono depositati presso la cassa dei depositi designata dal giudice dei concordati.
I dividendi che non saranno stati ritirati entro il termine di dieci anni saranno distribuiti a cura dell’ufficio dei fallimenti; è applicabile per analogia l’articolo 269.
Art. 330 H. Relazione sulla gestione
Terminata la liquidazione, i liquidatori stendono una relazione finale.
Questa deve essere approvata dalla delegazione dei creditori, comunicata al giudice del concordato e tenuta a disposizione dei creditori.
Se la liquidazione dura più di un anno, i liquidatori hanno l’obbligo di allestire al 31 dicembre di ogni anno uno stato del patrimonio liquidato e dei beni non ancora realizzati ed una relazione sulla loro gestione. Entro i due primi mesi dell’anno seguente, essi devono trasmettere lo stato del patrimonio e la relazione al giudice dei concordati, per il tramite della delegazione dei creditori, e metterli a disposizione dei creditori stessi.
Art. 331 I. Revoca di atti giuridici
Gli atti giuridici compiuti dal debitore prima dell’omologazione del concordato sono revocabili conformemente agli articoli 285 a 292.
Per il computo dei termini fa stato, in luogo del pignoramento o della dichiarazione di fallimento, la concessione della moratoria concordataria o il differimento della dichiarazione di fallimento (art. 725a, 764, 817 o 903 CO467, se quest’ultima precede la concessione della moratoria concordataria.
I liquidatori possono e debbono opporre ai creditori tutte le eccezioni che competono alla massa in virtù dei disposti relativi all’azione rivocatoria.
V. Del concordato nella procedura di fallimento
Art. 332
Se il debitore propone un concordato dopo la dichiarazione del suo fallimento, l’amministrazione lo sottopone col proprio parere ai creditori, i quali deliberano sul medesimo al più presto nella seconda assemblea.
Gli articoli 302 a 307 e 310 a 331 si applicano per analogia. Tuttavia le funzioni del commissario spettano all’amministrazione del fallimento. La realizzazione è sospesa sino a decisione del giudice del concordato sull’omologazione.
La decisione sul concordato è comunicata all’amministrazione, la quale, in caso di omologazione, propone al giudice la rivocazione del VI. Dell’appuramento bonale dei debiti mediante trattative private
Art. 333 1. Domanda del debitore
Ogni debitore non soggetto all’esecuzione in via di fallimento può domandare al giudice del concordato che si proceda all’appuramento bonale dei debiti mediante trattative private.
Nella domanda, il debitore deve presentare lo stato dei suoi debiti e la situazione quanto al suo patrimonio e ai suoi proventi.
Art. 334 2. Moratoria. Nomina di un commissario
Se l’appuramento bonale dei debiti non appare escluso già di primo acchito e le spese del procedimento sono garantite, il giudice del concordato concede al debitore una moratoria di tre mesi al massimo e nomina un commissario.
Su domanda del commissario, la moratoria può essere prorogata fino a sei mesi al massimo. Inoltre, può essere revocata innanzi tempo, se l’appuramento non è manifestamente più possibile.
Durante la moratoria non si può promuovere né proseguire alcuna esecuzione contro il debitore, fatta eccezione per i contributi periodici di mantenimento o d’esistenza in virtù del diritto di famiglia. I termini previsti dagli articoli 88, 93 capoverso 2, 116 e 154 sono sospesi.
La decisione del giudice del concordato è comunicata ai creditori. L’articolo 294 capoversi 3 e 4 è applicabile per analogia.
Art. 335 3. Compiti del commissario
Il commissario assiste il debitore nell’elaborazione di una proposta di appuramento. Il debitore può in particolare proporre ai creditori un dividendo, oppure richiedere una moratoria o ogni altra misura per facilitare il pagamento del capitale o degli interessi.
Il commissario conduce le trattative con i creditori in vista dell’accettazione delle proposte di appuramento fatte dal debitore.
Il giudice del concordato può incaricare il commissario di vigilare sul debitore nell’esecuzione dell’appuramento bonale.
Art. 336 4. Rapporto con la moratoria concordataria
In caso di successiva procedura concordataria, la durata della moratoria secondo gli articoli 333 segg. è computata sulla durata della moratoria concordataria.
Titolo dodicesimo:468 Della moratoria straordinaria
Art. 337 A. Applicabilità
In circostanze straordinarie, soprattutto nel caso di crisi economica persistente, il Governo cantonale può, col consenso della Confederazione469, dichiarare applicabili per un determinato tempo le disposizioni del presente titolo ai debitori di un determinato territorio resi vittime da siffatte circostanze.
Art. 338 B. Concessione 1. Condizioni
Un debitore che, senza sua colpa, in seguito alle circostanze previste dall’articolo 337, non è in grado di soddisfare i suoi impegni, può chiedere al giudice del concordato una moratoria straordinaria di sei mesi al massimo, sempreché si possa presumere che, scaduta la moratoria, egli possa soddisfare integralmente i suoi creditori.
468 Introdotto dal n. IV della LF del 3 apr. 1924 (RU 40 391 396).Nuovo testo giusta il n. I 469 Espressione modificata dal n. III della LF del 15 dic. 1989 conc. l’approvazione di atti legislativi dei Cantoni da parte della Confederazione, in vigore dal 1° feb. 1991 (RU 1991 362 369; FF 1988 II 1149).
A questo scopo egli deve allegare alla sua domanda gli atti giustificativi richiesti circa le sue condizioni patrimoniali, presentare un elenco dei suoi creditori, fornire tutti gli schiarimenti chiesti dal giudice dei concordati e produrre gli altri documenti che gli fossero domandati.
Se il debitore è sottoposto alla procedura di fallimento, deve allegare alla domanda anche un bilancio e i suoi libri di commercio.
Dopo la presentazione della domanda, il giudice del concordato può sospendere, con una misura provvisionale, le esecuzioni pendenti, eccezion fatta di quelle per crediti indicati nell’articolo 342. Egli decide se e in quale misura il tempo della sospensione debba essere computato nella durata della moratoria straordinaria.
Art. 339 2. Decisione
Ilgiudice dei concordati compie le indagini che ancora fossero necessarie e, quando la domanda non risulti senz’altro infondata, cita, mediante pubblico avviso, tutti i creditori ad una discussione orale; ove occorra, saranno assunti dei periti.
Se l’elenco dei creditori presentato dal debitore indica un numero relativamente esiguo di creditori e il giudice lo reputa degno di fede, la convocazione pubblica dei creditori, fideiussori e condebitori può essere sostituita da una citazione personale.470
Prima della discussione i creditori possono vedere gli atti e anche presentare per iscritto le loro obiezioni contro la domanda.471
Il giudice dei concordati decide entro breve termine. Essa può, concedendo la moratoria, imporre al debitore il pagamento di una o più rate.472
Art. 340 3. Impugnazione 471 Primitivi cpv. 2 e 3. 472 Primitivi cpv. 2 e 3.
Nei Cantoni dove esiste un’istanza superiore dei concordati, la decisione può essere deferita alla medesima dal debitore e da ogni creditore entro dieci giorni dalla notificazione.
Ai dibattimenti sono citati a comparire il debitore e i creditori che erano presenti o si erano fatti rappresentare davanti alla prima istanza.
La moratoria concessa in prima istanza è operativa fino alla decisione definitiva dell’istanza superiore giudiziaria cantonale473.
470 Introdotto dall’art. 25 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 473 Nuovo termine giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997
Art. 341 4. Misure cautelari
Il giudice del concordato ordina, al più tardi al momento della concessione della moratoria, la formazione di un inventario dei beni. Gli articoli 163 e 164 si applicano per analogia. Il giudice può prendere altri provvedimenti per la tutela degli interessi dei creditori.
Concedendo la moratoria, egli può affidare a un commissario l’incarico di vigilare sulla gestione del debitore.
Art. 342 5. Comunicazione della decisione
La decisione che concede la moratoria è notificata all’ufficio d’esecuzione e, se il debitore è sottoposto alla procedura di fallimento, al giudice del fallimento. Essa viene pubblicata non appena sia divenuta definitiva.
Art. 343 C. Effetti della moratoria straordinaria 1. Sulle esecuzioni e sui termini
Finché dura la moratoria, contro il debitore possono essere iniziate e proseguite delle esecuzioni fino al pignoramento o alla comminatoria di fallimento. I salari pignorati sono riscossi anche durante la moratoria. Lo stesso dicasi delle pigioni e dei fitti, in quanto siano compresi nella garanzia reale in virtù di un’esecuzione chiesta prima o durante la moratoria. Per contro, non può essere dato corso a una domanda di realizzazione o a una domanda di fallimento.
I termini previsti dagli articoli 116, 154, 166, 188, 219, 286, 287 e 288 sono prolungati di un periodo corrispondente alla moratoria. Parimenti, viene prolungata di un periodo corrispondente alla moratoria la garanzia reale per gli interessi dei crediti garantiti da pegno immobiliare (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC474.
Art. 344 2. Sulla capacità di disporre del debitore a. In generale
Il debitore può continuare il suo commercio o la sua industria, ma gli è vietato di compiere durante la moratoria degli atti giuridici tali da nuocere agli interessi legittimi dei creditori o da favorire certi creditori a detrimento di altri.
Art. 345 b. Per decisione del giudice del concordato
Concedendo la moratoria, il giudice del concordato può disporre che il debitore non potrà, senza il consenso del commissario o, in sua assenza, del giudice del concordato, validamente alienare o ipotecare fondi, costituire pegni, prestare fideiussioni, disporre dei propri beni a titolo gratuito, né fare pagamenti per debiti contratti anteriormente alla moratoria. Il consenso non è però richiesto per il pagamento di debiti della seconda classe giusta l’articolo 219 capoverso 4, né per il versamento delle rate previste dall’articolo 339 capoverso 4.
Se il giudice del concordato, nel concedere la moratoria, formula siffatta riserva, quest’ultima deve essere indicata nella pubblicazione e la moratoria deve essere menzionata nel registro fondiario come restrizione del diritto di disporre.
Art. 346 3. Crediti non soggetti alla moratoria
La moratoria non si estende né ai crediti inferiori a cento franchi, né ai crediti della prima classe (art. 219 cpv. 4).
Tuttavia, durante la moratoria, anche contro il creditore sottoposto alla procedura di fallimento è possibile, per questi crediti, soltanto l’esecuzione in via di pignoramento o di realizzazione del pegno.
Art. 347 D. Proroga
Entro il termine dell’articolo 337, il giudice del concordato può, su istanza del debitore, prorogare per quattro mesi al massimo la moratoria concessagli, quando continuino a sussistere, senza che egli ne abbia colpa, i motivi che ne hanno determinato la concessione.
Il debitore deve, con la domanda, completare l’elenco dei creditori e, qualora sia sottoposto alla procedura di fallimento, presentare un nuovo bilancio.
Il giudice dei concordati, con pubblico avviso, informa della domanda di proroga i creditori e fissa loro un termine entro il quale essi possono far valere le loro opposizioni per iscritto alla domanda stessa. Se è stato designato un commissario, esso sarà invitato a riferire.
Trascorso il termine, il giudice dei concordati decide. Contro la sua decisione è ammesso il ricorso come per la moratoria straordinaria; essa va pubblicata nello stesso modo di quest’ultima.
L’istanza superiore giudiziaria dei concordati decide fondandosi sugli atti.
Art. 348 E. Revoca
Su proposta di un creditore o del commissario, il giudice dei concordati deve revocare la moratoria: 1. se il creditore non paga puntualmente le rate che gli sono state imposte; 2. se esso contravviene alle istruzioni del commissario, lede gli interessi legittimi dei creditori o favorisce alcuni creditori a detrimento d’altri;
3. se un creditore fornisce la prova che le indicazioni date dal debitore all’autorità dei concordati sono false o che egli è in grado di soddisfare tutti i suoi impegni.
Il debitore deve poter esporre oralmente o in iscritto le sue ragioni circa la domanda di revoca. Il giudice dei concordati, dopo d’aver fatto le indagini che ancora fossero necessarie, decide in base agli atti; altrettanto farà l’istanza superiore giudiziaria in caso d’appello. La revoca vien pubblicata nello stesso modo della concessione della moratoria.
Se la moratoria vien revocata giusta il numero 2 o 3, non può essere concessa nè una moratoria ordinaria nè una nuova moratoria straordinaria.
Art. 349 F. Rapporto con la moratoria ordinaria
Se, durante la moratoria straordinaria, il debitore intende chiedere un concordato, il disegno di concordato, corredato di tutti gli atti e del preavviso del commissario, dev’essere presentato prima che scada la moratoria.
Entro il semestre che segue la scadenza della moratoria straordinaria, non può essere chiesta nè una moratoria ordinaria nè una nuova moratoria straordinaria.
Il debitore, che abbia ritirato la domanda di moratoria straordinaria o la cui domanda sia stata respinta, non può presentare una nuova domanda prima che siano scorsi sei mesi.475
Art. 350 G. Rapporto con il differimento della dichiarazione di fallimento 477 RS 220
Se una società anonima ha ottenuto una moratoria straordinaria, non le può essere concesso alcun differimento della dichiarazione di fallimento, in virtù dell’articolo 725476 del Codice delle obbligazioni477, entro il termine di un anno dallo spirare della moratoria.
Allorché il giudice ha differito la dichiarazione di fallimento di una società anonima in virtù dell’articolo 725478 del Codice delle obbligazioni, non può essere concessa a quest’ultima alcuna moratoria straordinaria entro il termine di un anno dallo spirare di questo differimento.
Queste disposizioni si applicano parimenti al differimento della dichiarazione di fallimento della società in accomandita per azioni, della società a responsabilità limitata e alla società cooperativa (art. 764, 817 e 903 CO).
475 Introdotto dall’art. 28 della LF del 28 set. 1949, in vigore dal 1° feb. 1950 Titolo tredicesimo:479 Disposizioni finali
Art. 351 A. Entrata in vigore
La presente legge andrà in vigore il primo gennaio 1892.
L’articolo 333 entra in vigore con l’inserzione della legge nella Raccolta federale delle leggi.
Con l’attuazione della presente legge sono abrogate tutte le disposizioni contrarie delle legislazioni federale e cantonale, dei regolamenti e dei concordati, salvo le eccezioni contenute nei seguenti articoli.
Art. 352 B. Pubblicazione
Il Consiglio federale è incaricato di pubblicare la presente legge, conformemente alle disposizioni della legge federale del 17 giugno 1874480 concernente le votazioni popolari su leggi e risoluzioni federali.
Disposizioni finali della modifica del 16 dicembre 1994481
Art. 1 A. Disposizioni d’esecuzione
Il Consiglio federale, il Tribunale federale e i Cantoni emanano le disposizioni d’esecuzione.
Art. 2 B. Disposizioni transitorie
Le disposizioni di procedura previste dalla presente legge e le relative disposizioni d’esecuzione si applicano a partire dalla loro entrata in vigore ai procedimenti in corso, in quanto con essi compatibili.
Per la durata dei termini il cui decorso è cominciato prima dell’entrata in vigore della presente legge, vale il diritto anteriore.
I diritti di prelazione previsti dal diritto anteriore (art. 146 e 219) si applicano ai fallimenti pronunciati e ai pignoramenti eseguiti prima dell’entrata in vigore della presente legge.
Il credito privilegiato della moglie è collocato in una classe speciale tra la seconda e la terza classe nei casi seguenti:
479 Nuovo numerazione giusta il n. V della LF del 3 apr. 1924 (RU 40 391 396). Nuovo testo giusta il n. I della LF del 16 dic. 1994, in vigore dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227 1307; FF 1991 III 1). 480 [CS 1 168; RU 1962 848 art. 11 cpv. 3. RU 1978 688 art. 89 lett. b]
quando i coniugi continuano a vivere sotto il regime dell’unione di beni o sotto il regime esterno della comunione di beni giusta gli articoli 211 e 224 del Codice civile482 nel tenore del 1907;
quando i coniugi vivono sotto il regime della partecipazione agli acquisti giusta l’articolo 9c del titolo finale del Codice civile nel tenore del 1984483.
La prescrizione dei crediti accertati mediante un attestato di carenza di beni rilasciato precedentemente all’entrata in vigore della presente legge comincia a decorrere dall’entrata in vigore di questa.
Art. 3 C. Referendum
La presente legge sottostà al referendum facoltativo.
Art. 4 D. Entrata in vigore
Il Consiglio federale ne determina l’entrata in vigore.
Disposizione finale della modifica del 24 marzo 2000484 I privilegi previsti dal diritto anteriore (art. 146 e 219) si applicano ai fallimenti dichiarati, ai pignoramenti eseguiti e alle moratorie concordatarie concesse prima dell’entrata in vigore della presente legge.
Disposizione finale della modifica del 19 dicembre 2003485 I privilegi previsti nel diritto previgente si applicano ai fallimenti dichiarati, ai pignoramenti eseguiti e alle moratorie concesse prima dell’entrata in vigore della presente modifica.
Disposizione finale della modifica del 17 giugno 2005486 487 Le ordinanze di esecuzione del Tribunale federale che non derogano materialmente al nuovo diritto rimangono in vigore sino a quando il Consiglio federale non disponga altrimenti.
486 Rettificato dalla Commissione di redazione dell’AF (art. 58 cpv. 1 LParl – RS 171.10).
Indice
Titolo primo Disposizioni generali
I. Della organizzazione A. Circondari d’esecuzione e circondari dei fallimenti Art. 1 B. Uffici d’esecuzione e uffici dei fallimenti 1. Organizzazione Art. 2 2. Retribuzione Art. 3 C. Assistenza Art. 4 D. Responsabilità 1. Principio Art. 5 2. Prescrizione Art. 6 3. Competenza del Tribunale federale Art. 7 E. Verbali e registri 1. Tenuta, prova e rettificazione Art. 8 2. Consultazione Art. 8a F. Deposito di somme e di oggetti preziosi Art. 9 G. Ricusazione Art. 10 H. Negozi giuridici vietati Art. 11 I. Pagamenti all’ufficio d’esecuzione Art. 12 K. Autorità di vigilanza 1. Autorità cantonale a. Designazione Art. 13 b. Ispezione e sanzioni disciplinari Art. 14 2. Consiglio federale Art. 15 L. Tasse Art. 16 M. Ricorso 1. All’autorità di vigilanza Art. 17 2. All’autorità superiore di vigilanza Art. 18 3. Al Tribunale federale Art. 19 4. Termini in materia di esecuzione cambiaria Art. 20 5. Procedura avanti alle autorità cantonali di vigilanza Art. 20a 6. Decisioni su ricorso Art. 21 N. Decisioni nulle Art. 22 O. Disposizioni cantonali d’esecuzione 1. Autorità giudiziarie Art. 23 2. Stabilimenti di deposito Art. 24
3. Norme procedurali Art. 25 4. Effetti di diritto pubblico del pignoramento infruttuoso e del fallimento Art. 26 5. Professione di rappresentante Art. 27 P. Comunicazione circa l’organizzazione nel Cantone Art. 28 Q. Approvazione delle disposizioni cantonali d’esecuzione Art. 29 R. Procedimenti esecutivi speciali Art. 30 S. Trattati internazionali e diritto internazionale privato Art. 30a
II. Regole diverse A. Termini 1. Computo Art. 31 2. Osservanza del termine Art. 32 3. Modificazione e restituzione Art. 33 B. Comunicazioni degli uffici 1. Per scritto Art. 34 2. Mediante pubblicazione Art. 35 C. Effetto sospensivo Art. 36 D. Definizioni Art. 37
Titolo secondo: Della esecuzione I. Delle diverse specie d’esecuzione A. Oggetto dell’esecuzione e specie d’esecuzione Art. 38 B. Esecuzione in via di fallimento 1. Campo d’applicazione Art. 39 2. Durata degli effetti dell’iscrizione nel registro di commercio Art. 40 C. Esecuzione in via di realizzazione del pegno Art. 41 D. Esecuzione in via di pignoramento Art. 42 E. Eccezioni all’esecuzione in via di fallimento Art. 43 F. Riserva delle disposizioni speciali 1. Realizzazione degli oggetti confiscati Art. 44 2. Prestito a pegno Art. 45
II. Del luogo dell’esecuzione A. Foro ordinario d’esecuzione Art. 46
Art. 47
B. Fori speciali d’esecuzione 1. Foro del luogo di dimora Art. 48 2. Foro della successione Art. 49 3. Foro del debitore domiciliato all’estero Art. 50 4. Foro del luogo in cui si trova la cosa Art. 51 5. Foro del sequestro Art. 52 C. Foro in caso di cambiamento di domicilio Art. 53 D. Foro in caso di fallimento del debitore in fuga Art. 54 E. Principio dell’unità del fallimento Art. 55 III. Dei periodi preclusi, delle ferie e delle sospensioni A. Principi e nozioni Art. 56 B. Sospensione 1. Servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile
Durata Art. 57
Obbligo d’informare dei terzi Art. 57a
Garanzia del pegno immobiliare Art. 57b
Inventario Art. 57c
Revoca da parte del giudice Art. 57d
Servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile del rappresentante legale Art. 57e 2. Decesso Art. 58 3. Nell’esecuzione per i debiti della successione Art. 59 4. Incarcerazione Art. 60 5. Malattia grave Art. 61 6. Epidemia o pubblica calamità Art. 62 C. Effetti sulla decorrenza dei termini Art. 63 IV. Della notificazione degli atti esecutivi A. Alle persone fisiche Art. 64 B. Alle persone giuridiche, società ed eredità indivise Art. 65 C. Al debitore domiciliato all’estero o in caso di notificazione impossibile Art. 66 V. Della domanda d’esecuzione A. Domanda d’esecuzione Art. 67 B. Spese d’esecuzione Art. 68 VI. Dell’esecuzione contro un coniuge vivente in comunione di beni A. Notificazione degli atti esecutivi. Opposizione Art. 68a B. Disposizioni speciali Art. 68b VII. Dell’esecuzione in caso di rappresentanza legale o curatela 1. Debitore sotto autorità parentale o tutela Art. 68c 2. Debitore sotto curatela Art. 68d 3. Limitazione della responsabilità Art. 68e VIII. Del precetto esecutivo e della opposizione A. Precetto esecutivo 1. Contenuto Art. 69 2. Stesura Art. 70 3. Momento della notificazione Art. 71 4. Forma della notificazione Art. 72 B. Produzione dei mezzi di prova Art. 73 C. Opposizione 1. Termine e forma Art. 74 2. Motivi Art. 75 3. Comunicazione al creditore Art. 76 4. Opposizione tardiva per cambiamento del creditore Art. 77 5.
Effetti Art. 78 D. Eliminazione dell’opposizione 1. Mediante la procedura ordinaria o amministrativa Art. 79 2. Mediante rigetto definitivo
Titoli di rigetto Art. 80
Eccezioni Art. 81 3. Mediante rigetto provvisorio
Condizioni Art. 82
Effetti Art. 83 4. Procedura di rigetto Art. 84 E. Annullamento o sospensione giudiziali dell’esecuzione 1. In procedura sommaria Art. 85 2. In procedura accelerata Art. 85a F. Azione di ripetizione per pagamento indebito Art. 86 G. Esecuzione in via di realizzazione del pegno ed esecuzione cambiaria Art. 87 IX. Continuazione dell’esecuzione
Art. 88 Titolo terzo: Della esecuzione in via di pignoramento I. Del pignoramento del pegno esecuzione dei creditori V. Della
A. Esecuzione 1. Momento Art. 89 2. Avviso Art. 90 3. Obblighi del debitore e dei terzi Art. 91 4. Beni impignorabili Art. 92 5. Redditi limitatamente pignorabili Art. 93 6. Pignoramento di frutti prima del raccolto Art. 94 7. Ordine del pignoramento
In generale Art. 95
Crediti verso il coniuge o il partner registrato Art. 95a B. Effetti del pignoramento Art. 96 C. Stima. Entità del pignoramento Art. 97 D. Misure cautelari 1. Per i beni mobili Art. 98 2. Per i crediti Art. 99 3. Per gli altri diritti. Riscossione Art. 100 4. Per i fondi
Annotazione nel registro fondiario Art. 101
Frutti e redditi Art. 102
Raccolta dei frutti Art. 103 5. Per i beni comuni Art. 104 6. Spese di conservazione e mantenimento dei beni pignorati Art. 105 E. Pretese di terzi (rivendicazione) 1. Menzione e comunicazione Art. 106 2. Seguito della procedura
In caso di possesso esclusivo del debitore Art. 107
In caso di possesso o di copossesso del terzo Art. 108
Foro Art. 109 F. Partecipazione al pignoramento 1. In generale Art. 110 2. Partecipazione privilegiata Art. 111 G. Atto di pignoramento 1. Stesura Art. 112 2. Aggiunte Art. 113 3. Notificazione ai creditori e al debitore Art. 114 4. Atto di pignoramento valido come attestato di carenza di beni Art. 115 II. Della realizzazione A. Domanda di realizzazione 1. Termine Art. 116 2. Legittimazione attiva Art. 117 3. In caso di pignoramento provvisorio Art. 118 4. Effetti Art. 119 5. Avviso al debitore Art. 120 6. Estinzione dell’esecuzione Art. 121 B. Realizzazione di beni mobili e crediti 1. Termini
In generale Art. 122
Differimento della realizzazione Art. 123
Realizzazione anticipata Art. 124 2. Pubblici incanti
Preparativi Art. 125
Aggiudicazione. Principio dell’offerta sufficiente Art. 126
Rinuncia alla realizzazione Art. 127
Oggetti di metallo prezioso Art. 128
Modo di pagamento e conseguenze della mora Art. 129 3. Vendita a trattative private Art. 130 4. Assegnazione dei crediti Art. 131 5. Procedure speciali di realizzazione Art. 132 6. Contestazione della realizzazione Art. 132a C. Realizzazione dei fondi 1. Termine Art. 133 2. Condizioni dell’incanto
Avviso Art. 134
Contenuto Art. 135
Modo di pagamento Art. 136
Termine per il pagamento Art. 137 3. Incanto
Bando. Insinuazione dei diritti Art. 138
Avviso agli interessati Art. 139
Appuramento dell’elenco oneri. Stima Art. 140
Differimento dell’incanto Art. 141
Doppio turno d’asta Art. 142 4. Aggiudicazione. Principio dell’offerta sufficiente.
Rinuncia alla realizzazione Art. 142a 5. Conseguenze della mora Art. 143 6. Disposizioni complementari Art. 143a 7. Vendita a trattative private Art. 143b D. Ripartizione 1. Momento. Modalità Art. 144 2. Pignoramento complementare Art. 145 3. Graduatoria e stato di ripartizione
Graduazione dei creditori Art. 146
Avviso Art. 147
Azione di contestazione Art. 148 4. Attestato di carenza di beni
Rilascio e effetti Art. 149
Prescrizione e cancellazione Art. 149a 5. Restituzione del titolo di credito Art. 150 Titolo quarto: Dell’esecuzione in via di realizzazione A. Domanda d’esecuzione Art. 151 B. Precetto esecutivo 1. Contenuto. Avviso ai locatari e agli affittuari Art. 152 2. Stesura. Situazione del terzo proprietario del pegno Art. 153 C. Opposizione. Annullamento dell’avviso ai locatari e agli affittuari Art. 153a D. Termini di realizzazione Art. 154 E. Procedura di realizzazione 1. Introduzione Art. 155 2. Attuazione Art. 156 3. Ripartizione Art. 157 4. Attestato di insufficienza del pegno Art. 158 Titolo quinto: Della procedura di fallimento I. Della procedura ordinaria di fallimento A. Comminatoria di fallimento 1. Momento Art. 159 2. Contenuto Art. 160 3. Notificazione Art. 161 B. Inventario dei beni 1. Decisione Art. 162 2. Esecuzione Art. 163 3. Effetti
Obblighi del debitore Art. 164
Durata Art. 165 C. Domanda di fallimento 1. Termine Art. 166 2. Ritiro Art. 167 3. Udienza fallimentare Art. 168 4. Responsabilità per le spese Art. 169 5. Provvedimenti conservativi Art. 170 D. Decisione giudiziale 1. Dichiarazione di fallimento Art. 171 2. Reiezione della domanda di fallimento Art. 172 3. Differimento della decisione
Per sospensione dell’esecuzione o motivi di nullità Art. 173
Per domanda di moratoria concordataria o straordinaria oppure d’ufficio Art. 173a 4. Impugnazione Art. 174 E. Momento dell’apertura del fallimento Art. 175 F. Comunicazione delle decisioni giudiziali Art. 176 II. Della esecuzione cambiaria A. Condizioni Art. 177 B. Precetto esecutivo Art. 178 C. Opposizione 1. Termini e forma Art. 179 2. Notificazione al creditore Art. 180 3. Trasmissione al giudice Art. 181 4. Ammissibilità Art. 182 5. Rigetto dell’opposizione. Provvedimenti conservativi Art. 183 6. Notificazione della decisione. Termine per agire in caso di deposito Art. 184 7. Impugnazione Art. 185 8. Effetti dell’ammissione dell’opposizione Art. 186 D. Azione di ripetizione Art. 187 E. Domanda di fallimento Art. 188 F. Decisione del giudice del fallimento Art. 189 III. Della dichiarazione di fallimento senza preventiva A. Su istanza di un creditore Art. 190 B. Su istanza del debitore Art. 191 C. Società di capitali e società cooperative Art. 192 D. In caso di rinuncia all’eredità o di eredità oberata Art. 193 E. Procedura Art. 194 IV. Della revoca del fallimento A. In generale Art. 195 B. In caso di rinuncia all’eredità Art. 196 Titolo sesto: Degli effetti del fallimento I. Degli effetti del fallimento sui beni del debitore A. Massa del fallimento 1. In generale Art. 197 2. Beni costituiti in pegno Art. 198 3.
Beni pignorati o sequestrati Art. 199 4. Valori oggetto di azione revocatoria Art. 200 5. Titoli al portatore o all’ordine Art. 201 6. Cessione del credito o restituzione del prezzo Art. 202 7. Diritto di rivendicazione del venditore Art. 203 B. Incapacità di disporre del fallito Art. 204 C. Pagamenti al fallito Art. 205 D. Esecuzioni contro il fallito Art. 206 E. Sospensione delle cause civili e dei procedimenti amministrativi Art. 207 II. Degli effetti del fallimento sui diritti dei creditori A. Esigibilità dei debiti Art. 208 B. Decorso degli interessi Art. 209 C. Crediti sottoposti a condizione Art. 210 D. Conversione in crediti pecuniari Art. 211 E. Diritto di recesso del venditore Art. 212 F. Compensazione 1. Condizioni Art. 213 2. Impugnazione Art. 214 G. Responsabilità dei coobbligati 1. Fideiussione Art. 215 2. Fallimento contemporaneo di più coobbligati Art. 216 3. Acconto pagato da un coobbligato del fallito Art. 217 4. Fallimento contemporaneo della società in nome collettivo, della società in accomandita e dei loro soci Art. 218 H. Ordine dei creditori Art. 219 I. Rapporto tra le classi Art. 220 Titolo settimo: Della liquidazione del fallimento I. Della determinazione dell’attivo e della definizione della procedura A. Formazione dell’inventario Art. 221 B. Obbligo d’informare e di mettere a disposizione Art. 222 C. Misure cautelari Art. 223 D. Beni necessari Art. 224 E.
Diritti di terzi 1. Su cose mobili Art. 225 2. Su fondi Art. 226 F. Stima Art. 227 G. Dichiarazione del fallito circa l’inventario Art. 228 H. Collaborazione e sussistenza del fallito Art. 229 I. Sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivi 1. In generale Art. 230 2. Eredità alle quali tutti gli eredi hanno rinunciato e persone giuridiche Art. 230a K. Liquidazione sommaria Art. 231 II. Della grida e della convocazione dei creditori A. Pubblicazione Art. 232 B. Avviso speciale ai creditori Art. 233 C. Casi speciali Art. 234 III. Dell’amministrazione della massa A. Prima assemblea dei creditori 1. Costituzione e quorum Art. 235 2. Mancanza di quorum Art. 236 3. Competenze
Designazione dell’amministrazione e di una delegazione dei creditori Art. 237
Deliberazioni su questioni urgenti Art. 238 4. Impugnazione delle deliberazioni Art. 239 B. Amministrazione del fallimento 1. Compiti in generale Art. 240 2. Situazione dell’amministrazione speciale Art. 241 3. Rivendicazione di terzi e della massa Art. 242 4. Riscossione dei crediti. Realizzazione d’urgenza Art. 243 IV. Della verificazione dei crediti e della graduazione A. Esame delle insinuazioni Art. 244 B. Decisione Art. 245 C. Crediti ammessi d’ufficio Art. 246 D. Graduatoria 1. Formazione Art. 247 2. Crediti rigettati Art. 248 3. Deposito della graduatoria e avviso speciale Art. 249 4. Contestazione della graduatoria Art. 250 5. Insinuazioni tardive Art. 251 liquidazione della massa A. Seconda assemblea dei creditori 1. Convocazione Art. 252 2. Competenza Art. 253 3. Mancanza di quorum Art. 254 B. Ulteriori assemblee dei creditori Art. 255 C. Deliberazioni per mezzo di circolare Art. 255a D. Modo di realizzazione Art. 256 E. Pubblici incanti 1. Pubblicazione Art. 257 2. Aggiudicazione Art. 258 3. Condizioni dell’incanto Art. 259 F. Cessione dei diritti Art. 260 VI. Della ripartizione A. Stato di ripartizione e conto finale Art. 261 B. Spese Art. 262 C. Deposito dello stato di ripartizione e del conto finale Art. 263 D. Ripartizione Art. 264 E. Attestato di carenza di beni 1. Contenuto ed effetti Art. 265 2. Determinazione del ritorno a miglior fortuna Art.
265a 3. Inammissibilità della dichiarazione di fallimento su domanda del debitore Art. 265b F. Ripartizioni provvisorie Art. 266 G. Crediti non insinuati Art. 267 VII. Della chiusura del fallimento A. Relazione finale e decisione di chiusura Art. 268 B. Beni scoperti successivamente Art. 269 C. Termine di ultimazione della procedura di fallimento Art. 270 Titolo ottavo: Del sequestro A. Cause di sequestro Art. 271 B. Concessione del sequestro Art. 272 C. Responsabilità per sequestro infondato Art. 273 D. Decreto di sequestro Art. 274 E. Esecuzione del sequestro Art. 275 F. Verbale di sequestro Art. 276 G. Garanzia prestata dal debitore Art. 277 H. Opposizione al decreto di sequestro Art. 278 I. Convalida del sequestro Art. 279 K. Revoca del sequestro Art. 280 L. Partecipazione provvisoria Art. 281 Titolo nono: Disposizioni speciali relative a pigioni e affitti
Art. 282
Inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione Art. 283 Reintegrazione di oggetti Art. 284 Titolo nonobis: Disposizioni speciali relative ai rapporti di trust A. Esecuzione per debiti sui beni in trust Art. 284a B. Fallimento di un trustee Art. 284b Titolo decimo: Della revocazione A. Scopo. Legittimazione attiva Art. 285 B. Atti revocabili 1. Disposizioni a titolo gratuito Art. 286 2. Insolvenza Art. 287 3. Dolo Art. 288 4. Computo dei termini Art. 288a C. Azione revocatoria 1. Foro Art. 289 2. Legittimazione passiva Art. 290 D. Effetti Art. 291 E. Perenzione Art. 292 Titolo undecimo: Della procedura concordataria I. Moratoria concordataria A. Procedura 1. Domanda; provvedimenti cautelari Art. 293 2. Convocazione, decisione e impugnazione Art. 294 3. Concessione e durata della moratoria. Nomina e compiti del commissario Art. 295 4. Pubblicazione Art. 296 B. Effetti della moratoria 1. Sui diritti dei creditori Art. 297 2. Sulla capacità di disporre del debitore Art. 298 C. Compiti specifici del commissario 1. Formazione dell’inventario e stima del pegno Art. 299 2. Avviso ai creditori Art. 300 3. Convocazione dell’assemblea dei creditori Art. 301 D. Assemblea dei creditori Art. 302 E. Diritti contro i coobbligati Art. 303 F. Relazione del commissario; pubblicazione dell’udienza d’omologazione Art. 304 II. Disposizioni generali sul concordato A. Accettazione da parte dei creditori Art. 305 B. Omologazione 1.
Condizioni Art. 306 2. Sospensione della realizzazione di pegni immobiliari Art. 306a 3. Impugnazione Art. 307 4. Pubblicazione Art. 308 C. Effetti 1. In caso di rigetto Art. 309 2. In caso di omologazione
Obbligatorietà per i creditori Art. 310
Estinzione delle esecuzioni Art. 311
Nullità delle promesse fatte al di fuori del concordato Art. 312 D. Revoca del concordato Art. 313 III. Del concordato ordinario A. Contenuto Art. 314 B. Crediti contestati Art. 315 C. Revocazione di un concordato nei confronti di un creditore Art. 316 IV. Del concordato con abbandono dell’attivo A. Nozione Art. 317 B. Contenuto Art. 318 C. Effetti dell’omologazione Art. 319 D. Situazione dei liquidatori Art. 320 E. Determinazione dei creditori legittimati a partecipare alla ripartizione Art. 321 F. Realizzazione 1. In generale Art. 322 2. Fondi gravati da pegno Art. 323 3. Pegni mobiliari Art. 324 4. Cessione di pretese ai creditori Art. 325 G. Ripartizione 1. Stato di riparto Art. 326 2. Importo scoperto in caso di credito garantito da pegno Art. 327 3. Conto finale Art. 328 4. Deposito Art. 329 H. Relazione sulla gestione Art. 330 I. Revoca di atti giuridici Art. 331 V. Del concordato nella procedura di fallimento
Art. 332 VI. Dell’appuramento bonale dei debiti mediante trattative private Titolo dodicesimo: Della moratoria straordinaria Titolo tredicesimo: Disposizioni finali
1. Domanda del debitore Art. 333 2. Moratoria. Nomina di un commissario Art. 334 3. Compiti del commissario Art. 335 4. Rapporto con la moratoria concordataria Art. 336 A. Applicabilità Art. 337 B. Concessione 1. Condizioni Art. 338 2. Decisione Art. 339 3. Impugnazione Art. 340 4. Misure cautelari Art. 341 5. Comunicazione della decisione Art. 342 C. Effetti della moratoria straordinaria 1. Sulle esecuzioni e sui termini Art. 343 2. Sulla capacità di disporre del debitore
In generale Art. 344
Per decisione del giudice del concordato Art. 345 3. Crediti non soggetti alla moratoria Art. 346 D. Proroga Art. 347 E. Revoca Art. 348 F. Rapporto con la moratoria ordinaria Art. 349 G. Rapporto con il differimento della dichiarazione di fallimento Art. 350 A. Entrata in vigore Art. 351 B. Pubblicazione Art. 352 Disposizioni finali della modifica del 16 dicembre 1994 A. Disposizioni d’esecuzione Art. 1 B. Disposizioni transitorie Art. 2 C. Referendum Art. 3 D. Entrata in vigore Art. 4 Disposizioni finali della modifica del 24 marzo 2000
Art. 1
Disposizioni finali della modifica del 19 dicembre 2003