916.401
Ordinanza
sulle epizoozie
(OFE)
del 27 giugno 1995 (Stato 1° gennaio 2026)
Preambolo
Il Consiglio federale svizzero,
visti gli articoli 9a capoverso 2, 10, 16, 19, 20, 31a, 32 capoverso 1bis, 45f, 53 capoverso 1, 56a capoverso 2 e 57a capoverso 2 della legge del 1° luglio 19661 sulle epizoozie (LFE),2
ordina:
Titolo primo Oggetto, epizoozie e scopo della lotta
Art. 1 Oggetto
La presente ordinanza designa le singole epizoozie altamente contagiose (art. 2) e altre epizoozie (art. 3–5).
Fissa i provvedimenti di lotta e disciplina l’organizzazione della lotta alle epizoozie, nonché le indennità corrisposte ai detentori di animali.
Art. 2 Epizoozie altamente contagiose
Sono considerate epizoozie altamente contagiose le seguenti malattie:
l’afta epizootica;
3la pleuropolmonite contagiosa dei caprini;
4la morva (infezione da Burkholderia mallei);
la peste bovina;
la peste dei piccoli ruminanti;
la pleuropolmonite essudativa contagiosa dei bovini;
5la dermatite nodulare contagiosa (Lumpy skin disease);
la febbre della valle del Rift;
6...
il vaiolo ovino e caprino;
la peste equina;
la peste suina africana;
la peste suina classica;
7l’influenza aviaria8;
la malattia di Newcastle;
9la necrosi ematopoietica epizootica;
10lʼinfezione da virus della sindrome di Taura;
11lʼinfezione da virus della malattia della testa gialla.
Art. 3 Epizoozie da eradicare
Sono considerate epizoozie da eradicare le seguenti malattie:
a. il carbonchio ematico;
b. la malattia di Aujesky (pseudorabbia);
c. la rabbia;
d. la brucellosi dei bovini;
e. la tubercolosi;
f. la leucosi enzootica bovina;
g. la rinotracheite infettiva dei bovini/vulvovaginite pustolosa infettiva (IBR-IPV);
gbis. 12la diarrea virale bovina;
h. l’encefalopatia spongiforme bovina e la scrapie;
i. 13le infezioni genitali bovine: infezioni da Campylobacter fetus e Tritrichomonas foetus;
ibis. 14la besnoitiosi;
k. la brucellosi delle pecore e delle capre;
l. l’agalassia contagiosa;
m. 15...
n. 16le epizoozie degli equini: il morbo coitale maligno e l’anemia infettiva;
o. la brucellosi suina;
obis. 17la sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini;
p. la necrosi ematopoietica infettiva;
q. la setticemia emorragica virale;
r. 18l’anemia infettiva dei salmonidi.
Art. 4 Epizoozie da combattere
Sono considerate epizoozie da combattere le seguenti malattie:
a. la leptospirosi;
b. 19l’artrite encefalite virale caprina;
c. la salmonellosi;
d. 20la zoppina;
e. l’ipodermosi;
f. l’epididimite contagiosa degli arieti;
g. 21paratubercolosi;
gbis. 22febbre catarrale ovina (Blue tongue o «malattia della lingua blu») e malattia emorragica epizootica (EHD);
gter. 23Border Disease negli animali della specie bovina, nei bufali e bisonti;
h. la metrite contagiosa equina;
hbis. 24l’encefalomielite equina venezuelana;
i. 25polmonite enzootica dei suini;
ibis. 26actinobacillosi dei suini;
k. 27la clamidiosi degli uccelli (Chlamydia psittaci);
l. 28l’infezione del pollame da Salmonella;
m. la laringotracheite infettiva dei polli;
n. la mixomatosi;
o. la peste americana delle api;
p. la peste europea delle api;
pbis. 29l’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare (Aethina tumida);
q. 30lʼinfezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei;
r. la peste dei granchi.
Art. 5 Epizoozie da sorvegliare
Sono considerate epizoozie da sorvegliare le seguenti malattie:
a. 31la micoplasmosi dei polli e dei tacchini (Mycoplasma gallisepticum, M. meleagridis);
abis. 32le infezioni da Salmonella Pullorum, S. Gallinarum o S. arizonae del pollame;
b. la campilobatteriosi;
c. l’echinococcosi;
d. la listeriosi;
e. la toxoplasmosi;
f. 33l’infezione da virus Ebola delle scimmie;
g. 34la tubercolosi dei mammiferi, ad eccezione di animali della specie bovina, bufali e bisonti;
gbis. 35l’infezione da Batrachochytrium salamandrivorans degli urodeli;
h. il Maedi-Visna;
i. la pseudotubercolosi degli ovicaprini;
k. l’adenomatosi polmonare;
l. l’aborto enzootico degli ovicaprini (clamidie);
m. 36l’encefalomielite equina orientale e occidentale nonché l’encefalite giapponese;
n. l’arterite equina;
o. 37la surra (Trypanosoma evansi) degli equidi e degli artiodattili;
p. 38la febbre del Nilo occidentale;
q. 39la brucellosi dei perissodattili, dei predatori e dei leporidi;
r. la trichinellosi;
s. la tularemia;
t. la malattia emorragica del coniglio;
u. 40le acariosi delle api (Varroa destructor, Acarapis woodi e Tropilaelaps spp.);
ubis. 41...
v. 42neosporosi;
w. 43l’herpesvirosi della carpa Koi;
x. 44la coxiellosi;
y. 45...
z. 46malattia renale proliferativa dei pesci.
Art. 6 Definizioni e abbreviature
Ai fini della presente ordinanza si applicano le definizioni seguenti:47
a. 48DFI: Dipartimento federale dell’interno;
b. 49USAV: Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria;
c. IVI: Istituto di virologia e di immunologia50;
d. 51Centro di ricerca apistica52: Centro di ricerca apistica della Stazione di ricerca Agroscope di Liebefeld-Posieux ALP;
e. 53OSOAn: ordinanza del 25 maggio 201154 concernente i sottoprodotti di origine animale;
f. autorità cantonale competente: un’autorità o un ufficio designati dal Cantone;
g. veterinario: titolare di un diploma federale di veterinario o di un diploma di veterinario equivalente;
h. veterinario ufficiale: veterinario nominato dal Cantone conformemente all’articolo 302;
i. 55...
k. organi della polizia epizootica: le autorità o le persone che esercitano mansioni ufficiali per la Confederazione o un Cantone in materia di polizia epizootica;
l. epizoozie: le malattie animali designate negli articoli da 2 a 5 dell’ordinanza;
lbis. 56zoonosi: malattia trasmissibile dall’animale all’uomo;
lter. 57biosicurezza: protezione dai rischi di introduzione, propagazione e diffusione di un’epizoozia;
m. 58eliminare: eliminare un animale dall’effettivo uccidendolo ed eliminandolo in quanto sottoprodotto di origine animale, oppure macellandolo e riutilizzandolo;
n. eradicare: debellare un’epizoozia in modo che non rimangano né animali malati né animali portatori dell’agente di epizoozia;
o. 59azienda detentrice di animali:
aziende agricole detentrici di animali giusta l’articolo 11 dell’ordinanza del 7 dicembre 199860 sulla terminologia agricola (OTerm),
mandre transumanti,
61aziende che commerciano bestiame con stalle e impianti per la detenzione di animali, cliniche veterinarie, macelli,
mercati di bestiame, aste di bestiame, esposizioni di bestiame e manifestazioni analoghe,
animali tenuti a scopo non commerciale,
62aziende di acquacoltura;
obis. 63azienda di acquacoltura: stabilimento in cui si pratica la detenzione di animali acquatici mediante l’impiego di tecniche finalizzate ad aumentare, al di là delle capacità naturali dell’ambiente, la resa degli animali in questione
p. 64effettivo (mandria): animali di un’azienda detentrice di animali che costituiscono un’unità epidemiologica; un’azienda detentrice di animali può comprendere uno o più effettivi;
q. animale sospetto di contaminazione: animale che è stato in contatto diretto o indiretto con animali infetti, ma che non manifesta alcun sintomo dell’epizoozia;
r. 65animale sospetto: animale i cui segni clinici, le lesioni riscontrate post mortem, i risultati dell’analisi istologica o della messa in evidenza indiretta indicano la presenza di un’epizoozia;
s. 66animale infetto: animale in cui senza correlazione con una vaccinazione:
è stato messo in evidenza l’agente patogeno, un antigene o un acido nucleico specifico dell’agente patogeno, o
è presente una messa in evidenza indiretta di un agente patogeno insieme a segni clinici o insieme a una connessione epidemiologica con un animale infetto;
t. 67animali a unghia fessa: animali domestici delle specie bovina, ovina, caprina e suina; bufali e bisonti, camelidi del vecchio mondo (dromedario, cammello) e camelidi del nuovo mondo (lama, alpaca) nonché selvaggina dell’ordine degli artiodattili tenuta in parchi, ad eccezione degli animali da zoo;
u. bestiame: animali domestici delle specie equina, bovina, ovina, caprina e suina;
v. 68animali esotici ai sensi dell’articolo 34 capoverso 2 numero 1 LFE69: animali non presenti in natura in Svizzera, ad eccezione degli animali di cui alla lettera t;
vbis. 70api: animali della specie Apis mellifera;
vter. 71bombi: animali della specie Bombus;
w. 72pollame73: uccelli dell’ordine dei gallinacei (Galliformes), dei palmipedi (Anseriformes) e degli struzioniformi (Struthioniformes);
x. 74pollame da cortile: pollame tenuto in cattività;
y. 75equidi: animali addomesticati della specie equina (cavalli, asini, muli, bardotti);
z. 76animali acquatici: pesci della superclasse degli Agnati (Agnatha) e delle classi dei Pesci cartilaginei (Chondrichthyes) e Pesci ossei (Osteichthyes), nonché Molluschi (Mollusca) e Crostacei (Crustacea);
zbis. 77aborto: espulsione di un feto immaturo, non in grado di sopravvivere, prima della fine della normale durata della gravidanza;
zter. 78animale nato morto: animale che dopo una normale durata della gravidanza viene partorito morto o che muore entro 24 ore dalla nascita.
Titolo secondo Movimento di animali, di materie animali, di seme e di embrioni
Capitolo 1 Animali79
Sezione 180 Registrazione, identificazione e traffico di animali ad unghia fessa81
Art. 782 Registrazione
I Cantoni registrano tutte le aziende detentrici di animali che tengono animali ad unghia fessa. A tal fine designano un’unica autorità che rileva i dati seguenti:
per le aziende detentrici di animali giusta l’articolo 6 lettera o numero 1: nome, indirizzo e numero di identificazione cantonale del detentore di animali giusta l’articolo 11 capoverso 4 dell’OTerm 83;
per le aziende detentrici di animali giusta l’articolo 6 lettera o numeri 2–5: nome, indirizzo e numero di identificazione cantonale del detentore di animali;
il tipo di azienda detentrice di animali conformemente all’articolo 6 lettera o;
84l’ubicazione e le coordinate geografiche dell’azienda detentrice di animali;
le specie d’animali ad unghia fessa tenute;
85per i suini: il tipo di detenzione (senza uscita, uscita su una superficie dura, uscita su una superficie senza rivestimento, al pascolo);
86il numero del Comune giusta l’articolo 19 capoverso 1 lettera a dell’ordinanza del 21 maggio 200887 sui nomi geografici.
L’autorità cantonale attribuisce un numero di identificazione ad ogni azienda detentrice di animali giusta l’articolo 6 lettera o. Se necessario ai fini del controllo del traffico di animali, essa può attribuire più di un numero di identificazione ad un’azienda detentrice di animali con più effettivi.
I dati rilevati e le relative mutazioni sono trasmessi elettronicamente all’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG).88
L’UFAG89, d’intesa con l’USAV90, emana prescrizioni tecniche inerenti ai capoversi 1–3.
Art. 891 Dati sugli animali ad unghia fessa
Per gli animali ad unghia fessa presenti nella loro azienda detentrice di animali, i detentori di animali devono registrare i dati seguenti:
per gli animali delle specie bovina e caprina: i dati relativi alle inseminazioni (naturali o artificiali) e alle monte;
per gli animali della specie suina, nonché per la selvaggina tenuta in parchi: gli aumenti e le diminuzioni degli effettivi.
I dati vanno registrati entro tre giorni.
Art. 992
Art. 10 Identificazione e riconoscimento degli animali a unghia fessa: disposizioni generali93
L’identificazione degli animali ad unghia fessa deve essere uniforme, chiara e permanente e permettere di riconoscere singolarmente l’animale. L’USAV emana prescrizioni tecniche94 sul modo d’identificazione e sulla sua esecuzione.
...95
...96
L’identificazione deve essere effettuata al più tardi:
nel caso degli animali della specie bovina: 20 giorni dopo la nascita;
nel caso della selvaggina: prima che gli animali siano portati via dal parco in cui sono nati;
nel caso degli altri animali ad unghia fessa: 30 giorni dopo la nascita;
97nel caso degli altri animali ad unghia fessa di piccola taglia (minipigs, capre nane ecc.): secondo le istruzioni dell’USAV.
I contrassegni possono essere rimossi soltanto con l’autorizzazione dell’autorità cantonale competente.
Gli animali ad unghia fessa non contrassegnati non possono essere trasferiti da un’azienda detentrice di animali all’altra.98
I contrassegni di animali ad unghia fessa morti o uccisi possono essere rimossi soltanto nell’impianto di eliminazione.99
Art. 11100 Identificazione e riconoscimento degli animali a unghia fessa: disposizioni speciali per animali della specie suina e della selvaggina
L’identificazione degli animali della specie suina e della selvaggina deve consentire unicamente il riconoscimento dell’azienda detentrice di animali in cui è nato l’animale.
Art. 11a101 Identificazione e riconoscimento degli animali a unghia fessa: disposizioni speciali per i camelidi del vecchio e del nuovo mondo
I camelidi del vecchio e del nuovo mondo devono essere contrassegnati con un microchip.
L’identificazione può essere effettuata solo dalle persone seguenti:
veterinari;
persone con un diploma professionale federale o riconosciuto a livello federale che abilita a effettuare iniezioni su animali;
detentori esperti, se contrassegnano camelidi del vecchio e del nuovo mondo della loro azienda.
Essa ha luogo conformemente al diploma in modo autonomo o sotto sorveglianza.
Il microchip deve essere impiantato sulla parte sinistra nella zona del girocollo, all’incirca un palmo dalla scapola. Dopo aver impiantato il microchip, è necessario verificarne la funzione mediante un dispositivo di lettura.
Il microchip deve corrispondere alle norme ISO 11784:1996/Amd 2:2010102 e 11785:1996/Cor 1:2008103 e contenere il codice del Paese Svizzera e il nome del fabbricante. Sono fatti salvi gli articoli 6–20 dell’ordinanza del 25 novembre 2015104 sugli impianti di telecomunicazione (OIT).
Il microchip può essere fornito esclusivamente a veterinari. Le persone di cui al capoverso 2 lettere b e c possono procurarselo esclusivamente da veterinari.
Art. 11b105 Rilascio del certificato d’accompagnamento
Se un animale a unghia fessa è trasferito in un’altra azienda detentrice di animali, il detentore deve rilasciare un certificato d’accompagnamento e conservarne una copia. Il certificato deve contenere le indicazioni di cui all'articolo 12 e può essere rilasciato e conservato in forma cartacea o elettronica.
Se il certificato d’accompagnamento è rilasciato in forma elettronica, i dati devono essere consultabili durante il trasporto e presso il destinatario.
Se è rilasciato in forma cartacea, esso accompagna l’animale durante il trasporto e deve essere consegnato al destinatario.
In caso di accresciuto pericolo di epizoozia, il veterinario cantonale può prescrivere che:
i certificati d’accompagnamento degli animali siano rilasciati da un organo della polizia epizootica; e
gli animali siano esaminati da un organo della polizia epizootica prima del trasferimento.
Art. 12106 Contenuto del certificato d’accompagnamento
Il certificato d’accompagnamento deve contenere le seguenti indicazioni:
107l’indirizzo dell’azienda detentrice di animali da cui l’animale proviene e:
il numero BDTA attribuito a quest’ultima da Identitas AG ai sensi dell’articolo 15 capoverso 1 dell’ordinanza del 3 novembre 2021108 concernente Identitas AG e la banca dati sul traffico di animali, o
il numero di identificazione nel Registro delle imprese e degli stabilimenti (numero RIS);
la specie animale;
per gli animali della specie bovina: il numero di identificazione, l’età e il sesso;
per i camelidi del vecchio e nuovo mondo e per gli animali delle specie ovina e caprina: il numero di identificazione;
per gli animali della specie suina, nonché per la selvaggina tenuta in parchi: il numero di animali provenienti dalla stessa azienda detentrice di animali;
la data in cui l’animale è portato via dall’azienda detentrice di animali;
l’indirizzo dell’azienda detentrice di animali nella quale l’animale è trasferito;
una conferma firmata dal detentore di animali secondo cui la sua azienda detentrice di animali non è soggetta a provvedimenti di sequestro di polizia epizootica.
Se la conferma di cui al capoverso 1 lettera h non può essere data, il certificato d’accompagnamento può essere rilasciato soltanto con l’attestazione di un organo della polizia epizootica.
Art. 12a109 Validità del certificato d’accompagnamento
Il certificato d’accompagnamento è valido solo il giorno del trasferimento.
I certificati d’accompagnamento per mercati, esposizioni e manifestazioni analoghe della durata di più giorni nonché quelli per l’estivazione sono validi fino al rientro degli animali, se questi ultimi rientrano nell’azienda detentrice da cui sono partiti e se i dati sono ancora corretti.
I certificati d’accompagnamento per gli animali che vengono trasportati di notte per la macellazione sono validi fino all’arrivo al macello, a condizione che nel frattempo gli animali non siano trasferiti in un’altra azienda detentrice di animali.
Art. 13 Consultazione e conservazione
Gli organi d’esecuzione della legislazione in materia di epizoozie, di agricoltura, di protezione degli animali e di derrate alimentari devono poter sempre consultare, su richiesta, i dati sugli animali ad unghia fessa, i controlli degli effettivi e i certificati d’accompagnamento.110
I destinatari dei certificati d’accompagnamento possono utilizzare liberamente le indicazioni ivi contenute.
I dati sugli animali ad unghia fessa, i controlli degli effettivi nonché i certificati d’accompagnamento e le loro copie devono essere conservati per tre anni in forma cartacea o elettronica.111
Art. 14112 Annunci relativi al traffico di animali
Il detentore di animali annuncia al servizio cantonale competente, entro tre giorni lavorativi, una nuova azienda detentrice di animali ad unghia fessa, il cambio di detentore e la chiusura dell’azienda.113
Egli annuncia al gestore della banca dati sul traffico di animali:114
115entro tre giorni lavorativi, gli aumenti, le diminuzioni e la morte degli animali delle specie bovina, ovina e caprina, di bufali e di bisonti nonché lo smarrimento di marchi auricolari;
entro tre giorni lavorativi, gli aumenti degli animali della specie suina;
116entro 30 giorni, la nascita di animali delle specie bovina, ovina e caprina nonché di bufali e di bisonti.117
È tenuto a informare il gestore della banca dati sul traffico di animali circa gli spostamenti degli animali ad unghia fessa.118
L’USAV emana, d’intesa con l’UFAG, prescrizioni tecniche sugli annunci.
Art. 15119 Provvedimenti in caso di inosservanza delle prescrizioni relative alla registrazione, all’identificazione e al traffico di animali a unghia fessa
Nei confronti delle aziende detentrici di animali nelle quali si trovano uno o più animali ad unghia fessa non contrassegnati, non registrati secondo l’articolo 8 o non iscritti nella banca dati sul traffico di animali oppure nelle quali oltre il 20 per cento degli animali è contrassegnato in modo insufficiente, è ordinato il sequestro semplice di 1° grado.120
Gli animali a unghia fessa contrassegnati in modo insufficiente o sprovvisti di certificato di accompagnamento devono essere isolati conformemente all’articolo 67 fino al momento della loro identificazione.
Gli animali a unghia fessa di cui ai capoversi 1 e 2 possono essere abbattuti se si trovano in macelli che non dispongono di sufficienti possibilità di isolamento. La loro carne dev’essere sequestrata dal veterinario ufficiale121 fintanto che essi non siano stati identificati.
Sezione 1a122 Identificazione e registrazione di equidi
Art. 15a Identificazione degli equidi
Il proprietario di un equide deve richiederne l’identificazione mediante microchip al più tardi entro il 30 novembre del rispettivo anno di nascita, tranne nel caso in cui l’equide sia macellato prima del 31 dicembre del rispettivo anno di nascita. Gli equidi nati in novembre e dicembre devono essere identificati entro il 30 novembre dell’anno successivo.
L’identificazione può essere effettuata da veterinari e da persone con un diploma professionale federale o riconosciuto a livello federale che abilita a effettuare iniezioni su animali. L’identificazione ha luogo conformemente al diploma in modo autonomo o sotto sorveglianza. Queste persone autorizzate devono impiantare il microchip fra la nuca e il garrese a metà del collo sulla parte sinistra nella zona del girocollo e verificare infine la funzione del microchip mediante un dispositivo di lettura.
Il microchip deve corrispondere alle norme ISO 11784:1996/Amd 2:2010123 e 11785:1996/Cor 1:2008124 e contenere il codice del Paese Svizzera e del fabbricante. Sono fatti salvi gli articoli 6–20 dell’OIT125.126
Questi microchip possono essere forniti e trasmessi solo alle persone autorizzate di cui al capoverso 2.
Art. 15b127
Art. 15c Passaporto per equide
Il proprietario di un equide deve richiedere il rilascio di un passaporto per equide al più tardi entro il 31 dicembre del rispettivo anno di nascita. Per gli equidi nati in novembre e dicembre, il passaporto per equide dev’essere rilasciato entro il 31 dicembre dell’anno successivo.
Prima del rilascio del passaporto di base (art. 15dbis cpv. 1), l’animale dev’essere identificato mediante microchip secondo l’articolo 15a.128
...129
Sino al rilascio del passaporto, l’attestato di registrazione di cui all’articolo 27 capoverso 2 OIBDTA130 vale quale documento di identificazione.131
La conservazione del passaporto per equide spetta al proprietario. L’animale deve sempre essere munito del passaporto per equide, di una copia della scheda di segnalazione o di una copia della pagina di copertina del passaporto per equide con il numero del microchip.132
All’atto della macellazione dell’animale, il proprietario deve assicurare che il passaporto per equide o l’attestato di registrazione di cui all’articolo 22 capoverso 2 dell’ordinanza BDTA del 26 ottobre 2011 sia ceduto con l’equide.133
Dopo la macellazione, la morte o l’eutanasia dellʼanimale, il macello134 o il proprietario deve inviare il passaporto per equide al servizio che lo ha rilasciato per l’annullamento. Su richiesta, il passaporto annullato deve essere rinviato al proprietario.135
All’atto dell’importazione di un animale dev’essere disponibile un passaporto per equide. Qualora questo non fosse disponibile, il proprietario deve richiederne uno entro 30 giorni.136
Art. 15d Contenuto del passaporto per equide
Il passaporto per equide deve contenere le seguenti indicazioni:
il nome e l’indirizzo del proprietario al momento del rilascio del passaporto, nonché una sezione sulla registrazione di successivi proprietari;
il numero d’identificazione conformemente alle direttive dell’Universal Equine Life Number (UELN)137, codice a barre incluso;
138...
i seguenti dati relativi all’animale:
nome dell’animale,
numero d’identificazione (UELN) della madre e del padre, se disponibile,
data e luogo di nascita dell’animale,
sesso dell’animale,
139nomi sportivi o d’uso dell’animale, se disponibili,
specie (cavallo, asino, mulo, bardotto),
140colore dell’animale;
il numero di microchip;
141lo scopo d’utilizzazione secondo l’articolo 3 capoverso 1 lettera a o b dell’ordinanza del 18 agosto 2004142 sui medicamenti veterinari (OMVet);
143una sezione per l’adempimento dell’obbligo di comunicazione in caso di cambiamento del detentore secondo l’articolo 23 OMVet e della dichiarazione sanitaria secondo l’articolo 24 dell’ordinanza del 16 dicembre 2016144 concernente la macellazione e il controllo delle carni (OMCC);
il sistema di lettura, se esso non corrisponde alla norma ISO 11784;
la data e il luogo di rilascio del passaporto, il nome, l’indirizzo e la firma di chi lo ha rilasciato.
Il passaporto per equide deve inoltre contenere i seguenti allegati:
la prova del controllo d’identità dell’equide, per il quale è stato rilasciato il passaporto;
145la prova della vaccinazione contro l’influenza equina, comprese le vaccinazioni combinate;
146la prova della vaccinazione contro malattie diverse dall’influenza equina;
la prova di controlli sanitari dell’equide mediante esami di laboratorio.
Art. 15dbis147 Allestimento e rilascio del passaporto di base e del passaporto per equide
Il passaporto per equide è allestito a partire dal passaporto di base. Il modello di passaporto con i dati di cui all’articolo 15d capoverso 1 lettere a, b, d numeri 1, 3, 4 e 6 nonché lettera e costituisce il passaporto di base.148
Eccettuati i casi di cui all’articolo 15f capoverso 1, il passaporto per equide è rilasciato dai servizi riconosciuti dall’UFAG.
Possono essere riconosciuti:
149le organizzazioni di allevamento di equidi riconosciute ai sensi dell’articolo 3 dell’ordinanza del 29 ottobre 2025150 sull’allevamento di animali;
il gestore della banca dati sul traffico di animali;
la Federazione svizzera sport equestri.
Su richiesta, l’UFAG riconosce un servizio se esso:
utilizza, per il rilascio del passaporto, esclusivamente il passaporto di base rilasciato dal gestore della banca dati sul traffico di animali; e
garantisce che esso:
rilascia normalmente i passaporti per equide entro i termini di cui all’articolo 15c capoverso 1;
contrassegna in modo ben visibile i passaporti per equide annullati di equidi morti.
Il riconoscimento è limitato a dieci anni al massimo.
Prima di ordinare un passaporto di base a Identitas AG, il servizio preposto al rilascio del passaporto verifica i dati concernenti l’equide registrati nella banca dati sul traffico di animali (BDTA). Se ritiene che i dati nella BDTA non sono corretti e se è in possesso dell’autorizzazione del proprietario ai sensi dell’articolo 20 OIBDTA151, il servizio preposto al rilascio del passaporto può modificare i dati di cui all’articolo 15d capoverso 1 lettera d numeri 1, 3, 4, 6 e 7 della presente ordinanza nonché l’indicazione sulla razza. Il proprietario è immediatamente informato della modifica da Identitas AG.152
Dopo che il gestore della banca dati sul traffico di animali ha rilasciato il passaporto di base, il servizio preposto al rilascio del passaporto non può più modificarne i dati.
Art. 15e Obblighi di notifica
Il proprietario deve notificare a Identitas AG i seguenti eventi entro i termini indicati qui appresso, conformemente all’articolo 19 OIBDTA153:154
la nascita di un equide: entro 30 giorni;
la morte o l’eutanasia di un equide: entro 30 giorni;
l’importazione di un equide: entro 30 giorni;
l’esportazione di un equide: entro 30 giorni;
155il cambiamento dello scopo d’utilizzazione da animale da reddito ad animale da compagnia: entro tre giorni;
il cambiamento del proprietario di un equide: entro 30 giorni;
lo spostamento di un animale in un’altra azienda detentrice di animali: entro 30 giorni;
la castrazione di uno stallone: entro 30 giorni.
Non dev’essere effettuata alcuna notifica se:
l’animale importato rimane in Svizzera meno di 30 giorni;
l’animale esportato rimane all’estero meno di 30 giorni;
l’animale spostato in un’altra azienda detentrice vi rimane meno di 30 giorni.
Il macello deve notificare a Identitas AG la macellazione di un equide entro tre giorni.156
La persona di cui all’articolo 15a capoverso 2 che identifica un equide deve notificare entro 30 giorni a Identitas AG i dati rilevati all’atto dell’identificazione di cui all’allegato 1 numero 4 lettera k OIBDTA.157
...158
I servizi preposti al rilascio dei passaporti devono notificare a Identitas AG entro 30 giorni dal rilascio del passaporto per equide i dati di cui all’allegato 1 numero 4 lettera l OIBDTA.159
...160
Art. 15f161 Convenzioni con organizzazioni riconosciute all’estero
Se un’organizzazione di allevamento con sede nell’Unione europea tiene un libro genealogico per equidi di una determinata razza e la sua area geografica è stata estesa alla Svizzera (art. 17 dell’ordinanza del 29 ottobre 2025162 sull’allevamento di animali,) con questa organizzazione di allevamento l’UFAG può stipulare, per gli animali della razza interessata, una convenzione per il rilascio del codice UELN, il rilascio del passaporto oppure per entrambi.163
Nelle convenzioni gli obblighi di notifica sono disciplinati conformemente all’articolo 15e capoverso 6.164
Sezione 2165 Identificazione e registrazione dei cani166
Art. 16167 Registrazione come detentore di cani oppure come persona che importa o prende in custodia un cane
I Cantoni registrano i detentori di cani e le persone che importano un cane o ne prendono uno in custodia per oltre tre mesi. A tale scopo ciascun Cantone designa un’autorità competente.
Possono essere registrate solo persone di età superiore ai 16 anni. Nel caso di persone più giovani, si registra il rappresentante legale.
Devono precedentemente registrarsi presso l’autorità competente del Cantone di domicilio le persone che intendono:
detenere per la prima volta un cane;
importare un cane;
prendere in custodia un cane per oltre tre mesi.
L’autorità competente rileva i seguenti dati:
cognome e nome;
data di nascita;
sesso;
indirizzo.
Essa registra inoltre il numero di telefono e l’indirizzo e-mail, previa autorizzazione della persona in questione.
Essa registra i dati nella banca dati secondo l’articolo 30 capoverso 2 LFE (banca dati sui cani).
Art. 17168 Identificazione dei cani
I cani devono essere identificati mediante microchip al più tardi tre mesi dopo la loro nascita e in ogni caso prima che il detentore di cani presso il quale sono nati li ceda a terzi.
L’identificazione deve essere effettuata da un veterinario in possesso dell’autorizzazione cantonale all’esercizio della professione e con studio medico in Svizzera.
Al momento dell’identificazione si rilevano i seguenti dati relativi al cane:
nome;
sesso;
data di nascita;
razza o tipo di razza;
colore del manto;
nome, cognome e indirizzo della persona presso la quale è nato il cane;
nome, cognome e indirizzo del detentore del cane al momento dell’identificazione;
nome e cognome del veterinario che esegue l’identificazione;
data dell’identificazione.
numero del microchip.
Art. 17a169 Microchip per l’identificazione
Il microchip deve corrispondere alle norme ISO 11784:1996/Amd 2:2010170 e 11785:1996/Cor 1:2008171 e contenere il codice del Paese di provenienza e del fabbricante. Sono fatti salvi gli articoli 6–20 dell’OIT172.173
I microchip con la Svizzera come Paese di provenienza possono essere forniti o ceduti solo a veterinari in possesso dell’autorizzazione cantonale all’esercizio della professione e con studio medico in Svizzera. Solo tali veterinari possono utilizzare i microchip per l’identificazione. Essi devono disporre di un dispositivo di lettura.
Al momento della fornitura, il distributore dei microchip deve notificare al gestore della banca dati il nome del veterinario rifornito e i numeri dei microchip.
Al momento della cessione dei microchip, il veterinario deve notificare al gestore della banca dati il nome del destinatario e i numeri dei microchip.
Art. 17b174 Verifica dell’identificazione per i cani importati
In caso di importazione di un cane, entro dieci giorni la persona che ha effettuato l’importazione deve far verificare l’identificazione da un veterinario. Sono fatti salvi i cani importati temporaneamente per le vacanze o per un altro soggiorno di breve durata.
Con la verifica dell’identificazione si rilevano i seguenti dati:
dati di cui all’articolo 17 capoverso 3 lettere a–e, se non sono completi;
nome, cognome e indirizzo della persona che ha importato il cane;
nome e cognome del veterinario che ha verificato l’identificazione;
data della verifica dell’identificazione;
numero del passaporto per animali da compagnia con cui il cane è stato importato;
data dell’importazione;
numero del microchip straniero.
Art. 17c175 Registrazione dei cani e del decesso di un cane da parte del veterinario
I veterinari registrano nella banca dati sui cani i dati raccolti con l’identificazione o con la verifica dell’identificazione.
Essi possono registrare il decesso di un cane nella banca dati sui cani per i detentori di cani e per le persone che importano un cane o ne prendono uno in custodia per oltre tre mesi.
Art. 17d176 Obblighi del detentore di cani e delle persone che importano o prendono in custodia un cane
Chi vende o acquista un cane oppure lo dà o lo prende in custodia per oltre tre mesi è tenuto a registrarlo entro dieci giorni nella banca dati sui cani.
Il detentore di cani e le persone che importano un cane o ne prendono uno in custodia per oltre tre mesi sono tenuti a registrare nella banca dati il decesso di un cane entro dieci giorni.
Essi sono tenuti a notificare i cambiamenti di nome e di indirizzo al gestore della banca dati entro dieci giorni. I cambiamenti di indirizzo devono essere notificati all’autorità competente del nuovo luogo di domicilio.
Art. 17e177 Registrazione di dati da parte dell’autorità competente
L’autorità competente del Cantone di domicilio registra nella banca dati sui cani i cambiamenti di nome e di indirizzo del detentore di cani e delle persone che importano un cane o ne prendono uno in custodia per oltre tre mesi.
Essa può registrare nella banca dati sui cani la vendita e l’acquisto di un cane, la sua cessione e presa in custodia per oltre tre mesi nonché il suo decesso per le persone tenute alla registrazione dei dati.
Art. 17f178 Registrazione di dati da parte del gestore della banca dati sui cani
Il gestore della banca dati sui cani registra i dati notificati secondo l’articolo 17a capoversi 3 e 4.
Esso può registrare nella banca dati sui cani i pertinenti dati per le persone, le istituzioni e le autorità tenute alla registrazione di dati.
Art. 17g179 Registrazione di altri dati
I Cantoni possono registrare o far registrare altri dati nella banca dati sui cani.
Art. 17h180 Accesso alla banca dati sui cani: diritti di trattamento
Per l’adempimento dei propri compiti legali, le seguenti persone e autorità possono trattare online i dati della banca dati sui cani di tutta la Svizzera:
l’USAV;
l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM);
i veterinari cantonali;
le autorità competenti designate dai Cantoni;
il gestore della banca dati sui cani.
I veterinari possono trattare dati online nella banca dati sui cani per la registrazione dei cani e del loro decesso.
I detentori di cani e le persone che importano un cane o ne prendono in custodia uno per oltre tre mesi possono trattare i dati online nella banca dati sui cani per:
la registrazione della vendita e dell’acquisto di cani nonché la cessione e la presa in custodia di cani per oltre tre mesi;
la registrazione del decesso di un cane.
I rifugi per animali possono trattare dati online per adempiere i propri compiti, sempreché il diritto cantonale lo preveda.
Art. 17i181 Accesso alla banca dati sui cani: diritti di consultazione
Per l’adempimento dei propri compiti legali, le seguenti autorità possono consultare online i dati di tutta la Svizzera contenuti nella banca dati sui cani:
l’Amministrazione federale delle dogane;
le autorità di polizia.
Per identificare i cani, i veterinari possono consultare online i dati di tutta la Svizzera relativi ai detentori di cani e alle persone che importano un cane o ne prendono in custodia uno per oltre tre mesi.
Per l’adempimento dei propri compiti legali, le autorità designate dal diritto cantonale possono consultare online i dati della banca dati sui cani, sempreché il diritto cantonale lo preveda.
Art. 17j182 Entità dei diritti di accesso e cerchia di persone autorizzate
L’USAV definisce per le autorità federali l’entità dei diritti di accesso necessari e le cerchie di persone autorizzate.
I Cantoni definiscono, se possibile di comune accordo, l’entità dei diritti di accesso per altre persone, istituzioni e autorità ed eventualmente le cerchie di persone autorizzate.
Art. 17k183 Assegnazione dei diritti di accesso
L’USAV assegna i diritti di accesso alle autorità federali. I Cantoni assegnano gli altri diritti di accesso.
Art. 17l184 Conservazione dei dati
Il gestore della banca dati sui cani conserva i dati rilevati secondo l’articolo 17c capoverso 1 della presente ordinanza e l’articolo 74 capoverso 6 dell’ordinanza del 23 aprile 2008185 sulla protezione degli animali (OPAn). I dati relativi al detentore di cani vengono cancellati dieci anni dopo il decesso dell’ultimo cane.
Art. 17m186 Governo elettronico
I Cantoni provvedono affinché i requisiti tecnici della banca dati sui cani si basino sulle prescrizioni di cui agli articoli 3 e 4 della Convenzione quadro di diritto pubblico del 18 novembre 2015187 concernente la collaborazione nell’ambito del Governo elettronico in Svizzera (2016–2019).
Art. 18188 Registri cantonali dei cani
I Cantoni e i Comuni consentono in ogni momento al veterinario cantonale di consultare i registri dei cani tenuti in relazione alla riscossione delle tasse sui cani.
Sezione 2a Registrazione di determinate aziende detentrici di animali e prescrizioni relative all’identificazione di altre specie animali189
Art. 18a190 Registrazione di aziende detentrici di equidi o pollame da cortile e di apiari191
I Cantoni registrano tutte le aziende in cui sono tenuti equidi o pollame da cortile. A tale scopo designano un servizio che registra i dati seguenti:192
il nome e l’indirizzo del detentore di animali;
l’ubicazione e le coordinate geografiche delle aziende detentrici di animali;
per il pollame da cortile: le specie di pollame e il tipo di detenzione (senza uscita, uscita in area con clima esterno, uscita all’aperto);
per il pollame da allevamento: il tipo di utilizzo (linea parentale delle razze ovaiole, linea parentale delle razze da ingrasso);
193...
se del caso, il numero assegnato all’azienda dal gestore della banca dati sul traffico di animali.
I Cantoni registrano tutti gli apiari occupati e vuoti. Al tale scopo designano un servizio che registri il nome e l’indirizzo dell’apicoltore nonché il numero, l’ubicazione e le coordinate geografiche di tutti gli apiari.
Il detentore di animali annuncia al servizio cantonale competente, entro dieci giorni lavorativi, una nuova azienda detentrice di animali, il cambio di detentore e la chiusura dell’azienda.
L’apicoltore annuncia al servizio cantonale competente, entro tre giorni lavorativi, un nuovo apiario, il cambio di apicoltore e la chiusura dell’apiario.194
Il servizio cantonale assegna un numero d’identificazione ad ogni detentore di animali e ad ogni azienda detentrice di equidi o di pollame da cortile, come pure ad ogni apicoltore e ad ogni apiario.195
Il servizio cantonale trasmette, in formato elettronico, i dati e le relative modifiche all’UFAG.
L’UFAG emana, d’intesa con l’USAV, prescrizioni tecniche concernenti i capoversi 1, 2 e 4.
Art. 18b196 Obbligo di notifica in caso di stabulazione di effettivi di pollame
Per le aziende detentrici di pollame delle seguenti dimensioni i detentori di animali devono notificare al gestore della banca dati sul traffico di animali entro dieci giorni l’avvenuta stabulazione di un nuovo effettivo:
animali da allevamento della linea ingrasso e uova: se l’azienda detentrice di pollame comprende più di 250 posti;
galline ovaiole: se l’azienda detentrice di pollame comprende più di 1000 posti;
polli da ingrasso: se la superficie di base del pollaio dell’azienda detentrice di pollame è superiore a 333 m2;
tacchini da ingrasso: se la superficie di base del pollaio dell’azienda detentrice di pollame è superiore a 200 m2.
Le organizzazioni di pollame da ingrasso devono inviare annualmente all’USAV un elenco aggiornato dei loro membri che gestiscono un’azienda detentrice di pollame di cui al capoverso 1 lettere c e d. L’USAV mette l’elenco a disposizione degli uffici veterinari cantonali.
Art. 19 Identificazione dei pappagalli
Chi commercia pappagalli (Psittaciformes) deve contrassegnarli individualmente in modo permanente. Il contrassegno deve essere iscritto nel controllo degli effettivi.
Art. 19a197 Identificazione di apiari e notifica del trasferimento
L’apicoltore contrassegna gli apiari con il numero d’identificazione secondo le indicazioni del servizio cantonale competente. Il numero d’identificazione deve essere ben visibile esternamente.
Prima di trasferire le api in un altro circondario d’ispezione, l’apicoltore è tenuto a notificarlo all’ispettore degli apiari della vecchia rispettivamente della nuova ubicazione. Se necessario l’ispettore degli apiari della vecchia ubicazione effettua un controllo sanitario.198
Il trasferimento di nuclei di fecondazione in stazioni di fecondazione non deve essere notificato. Per nucleo di fecondazione si intende uno sciame artificiale e una regina vergine su telaini senza covata, solo con fogli cerei o porzioni di essi.199
Sezione 3200 Controllo degli effettivi di pollame, pappagalli e colonie di api
Art. 20
Deve tenere un controllo degli effettivi:
chi commercia pollame e pappagalli (Psittaciformes);
chi detiene, vende, compera o trasferisce colonie di api.
Gli aumenti e le diminuzioni degli effettivi devono essere iscritti nel controllo degli effettivi. Nel caso delle api occorre iscrivere inoltre le sedi delle colonie e le date dei trasferimenti.201
Gli organi incaricati dell’esecuzione delle normative sulle epizoozie, sull’agricoltura, sulla protezione degli animali e sulle derrate alimentari devono poter consultare il controllo degli effettivi in ogni momento previa richiesta.202
I controlli degli effettivi devono essere conservati per tre anni.203
Sezione 3a Aziende di acquacoltura204
Art. 21205 Registrazione di aziende di acquacoltura
I Cantoni registrano tutte le aziende di acquacoltura. A tale scopo designano un servizio che registra i dati seguenti:
il nome e l’indirizzo del detentore di animali;
l’ubicazione dell’azienda e i dati che la caratterizzano;
il tipo di detenzione e il genere di produzione praticati dall’azienda;
206le specie degli animali acquatici tenuti nell’azienda;
207il volume di produzione annua degli animali acquatici o dei loro prodotti nell’azienda;
208una descrizione dell’approvvigionamento di acqua e dello smaltimento delle acque reflue dell’azienda.
Non devono essere registrate:
le raccolte idriche in cui sono tenuti animali acquatici ornamentali, come stagni da giardino o acquari;
gli impianti in cui animali acquatici che vivono allo stato libero e che sono stati catturati ai fini del consumo umano vengono tenuti, temporaneamente e senza alimentazione, fino alla macellazione.
I Cantoni possono disporre la registrazione delle raccolte idriche con animali acquatici ornamentali di cui al capoverso 2 lettera a.
Entro dieci giorni lavorativi, il detentore di animali deve notificare al servizio cantonale competente:
nuove aziende soggette a registrazione;
il cambio di detentore di animali;
le modifiche sostanziali dei dati raccolti di cui al capoverso 1;
la chiusura dell’azienda di acquacoltura.209
Il servizio cantonale assegna un numero d’identificazione ad ogni detentore di animali e ad ogni azienda. Esso trasmette elettronicamente il numero d’identificazione nonché i dati di cui al capoverso 1 e le loro mutazioni all’UFAG.
L’USAV pubblica un elenco delle aziende di acquacoltura comprendente il loro numero di identificazione e i dati di cui al capoverso 1, ad eccezione dei dati sul volume di produzione annuale.210
D’intesa con l’USAV, l’UFAG emana prescrizioni tecniche riguardo ai capoversi 1 e 5.
Art. 22211 Controllo degli effettivi212
Le aziende di acquacoltura devono documentare il controllo degli effettivi. La documentazione comprende:
le specie degli animali acquatici tenuti nell’azienda;
il numero o il peso totale degli animali acquatici per specie;
nel caso di entrate e uscite di animali acquatici, uova e seme:
il luogo di provenienza o di destinazione oppure le acque di provenienza o di destinazione,
la specie,
il numero o il peso totale,
l’età,
la data dell’entrata e dell’uscita;
nel caso di uscite di prodotti:
il luogo di destinazione,
la specie,
il peso totale,
la data dell’uscita;
la mortalità in ogni unità epidemiologica.213
I documenti relativi al controllo degli effettivi devono essere conservati per tre anni ed esibiti su richiesta agli organi della polizia epizootica e agli organi preposti alla vigilanza sulla pesca.214
... 215
Art. 22a216 Documentazione dei risultati, delle vaccinazioni e dell’impiego di biocidi
I detentori di animali devono documentare i risultati diagnostici, le vaccinazioni e l’impiego di prodotti a scopo terapeutico dell’effettivo omologati ai sensi dell’ordinanza del 18 maggio 2005217 sui biocidi (OBioc).
La documentazione deve essere conservata per tre anni ed esibita su richiesta agli organi della polizia epizootica.
Art. 22b218 Buona prassi igienica
Le aziende di acquacoltura devono operare secondo criteri di buona prassi igienica per prevenire l’introduzione e la diffusione di agenti patogeni.
L’USAV emana prescrizioni tecniche in materia di buona prassi igienica.
Art. 22c219 Certificato d’accompagnamento
Se animali acquatici vivi sono trasferiti in un’altra azienda di acquacoltura, il detentore deve rilasciare un certificato d’accompagnamento e conservarne un duplicato.
Il certificato d’accompagnamento deve contenere le seguenti indicazioni:
l’indirizzo dell’azienda di acquacoltura da cui gli animali provengono;
la specie animale;
il numero o il peso totale degli animali;
l’età degli animali;
la data in cui gli animali sono portati via dall’azienda di acquacoltura;
l’indirizzo dell’azienda di acquacoltura nella quale gli animali sono trasferiti;
una conferma firmata dal detentore di animali secondo cui la sua azienda di acquacoltura non è soggetta a provvedimenti di sequestro di polizia epizootica.
Gli articoli 11b capoversi 3 e 4, 12 capoverso 2, 12a e 13 si applicano per analogia.
Art. 22d220 Trasferimento di animali acquatici in un ambiente idrico
La documentazione relativa al trasferimento di animali acquatici vivi in un ambiente idrico a fini di ripopolamento deve poter essere esibita al servizio cantonale per un periodo di tre anni.
Art. 23221 Sorveglianza sanitaria delle aziende di acquacoltura
Almeno una volta l’anno un veterinario con esperienza nell’ambito della salute degli animali acquatici deve provvedere al controllo della salute degli animali delle seguenti aziende di acquacoltura:
aziende che importano animali acquatici vivi;
aziende che cedono animali acquatici vivi, ad eccezione degli allevamenti di pesci da ripopolamento;
aziende con una produzione annua superiore a 500 kg;
aziende che utilizzano acqua da un ambiente idrico naturale circostante, ad eccezione di:
allevamenti di pesci da ripopolamento,
aziende per le quali la trasmissione di un’epizoozia di animali acquatici da ambienti idrici naturali all’allevamento non rappresenta un rischio per motivi epidemiologici.
Durante il controllo devono essere verificati e documentati i seguenti aspetti:
a. la situazione sanitaria nell’azienda;
b. i problemi sanitari manifestatisi dall’ultimo controllo nonché i trattamenti e le verifiche effettuati per questo motivo;
c. 222le misure profilattiche eseguite dall’ultimo controllo e le relative indicazioni;
d. il giornale dei trattamenti e il deposito dei medicamenti veterinari;
dbis 223la documentazione di cui all’articolo 22a;
e. la biosicurezza e la prassi igienica dell’azienda.
Per le aziende di acquacoltura che non soddisfano le condizioni di cui al capoverso 1, il veterinario cantonale può disporre una sorveglianza sanitaria.
La documentazione relativa alla sorveglianza sanitaria deve essere esibita su richiesta agli organi preposti alla polizia sanitaria. La documentazione va conservata per tre anni.
Sezione 4 Trasporto di animali
Art. 24224
Art. 25 Requisiti concernenti i mezzi di trasporto per animali
I veicoli stradali possono essere usati regolarmente per il trasporto di animali a unghia fessa, segnatamente da negozianti di bestiame, macellai e trasportatori professionali, soltanto se sono stati controllati ed approvati. Segnatamente, devono essere provvisti di un ponte di carico a tenuta stagna verso il basso e ai lati, in modo da impedire che gli escrementi e lo strame fuoriescano durante il trasporto.
Di regola, i trasporti di animali per ferrovia sono effettuati in vagoni chiusi.
Gli impianti e gli utensili destinati al trasporto di animali, come rampe, aree di carico e scarico, vagoni ferroviari, battelli e veicoli sono sempre mantenuti puliti e sono sottoposti, dopo ogni utilizzazione, ad una pulizia accurata. I veicoli usati per il trasporto di animali al macello sono puliti prima di lasciare lo stabilimento. I carri ferroviari, i battelli e i veicoli stradali sono disinfettati periodicamente, ma sempre dopo il trasporto di animali ammalati o sospetti, nonché su ordine dell’autorità. L’USAV emana prescrizioni tecniche sugli impianti di pulizia e di disinfezione.225
Per il resto si applicano le disposizioni dell’ordinanza del 5 novembre 1986226 sul trasporto pubblico, dell’ordinanza del 13 novembre 1962227 sulle norme della circolazione stradale, dell’ordinanza del 19 giugno 1995228 concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali e dell’ordinanza del 27 maggio 1981229 sulla protezione degli animali.
Art. 26 Sorveglianza del trasporto di animali
I Cantoni prendono i provvedimenti necessari per sorvegliare, sul loro territorio, il trasporto di animali per ferrovia, battello e veicolo stradale.
Nelle stazioni di confine e negli aeroporti, la sorveglianza è esercitata dai veterinari di confine.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sulle annotazioni relative al trasporto di animali.230
Sezione 5 Mercati, esposizioni e manifestazioni analoghe
Art. 27 In generale
I mercati di bestiame devono essere annunciati anticipatamente al veterinario cantonale. Se durano più di un giorno o hanno un’importanza sovraregionale necessitano di un’autorizzazione.231
Il veterinario cantonale dà le necessarie disposizioni per la sorveglianza dei mercati di bestiame per quanto concerne la polizia delle epizoozie. Dopo aver consultato i Cantoni, l’USAV emana prescrizioni tecniche sulle necessarie disposizioni per le manifestazioni che prevedono la partecipazione di animali provenienti dall’estero.232
Le prescrizioni concernenti i mercati di bestiame si applicano per analogia alle esposizioni di bestiame, alle vendite all’asta di bestiame e a manifestazioni analoghe.233
Art. 28 Sorveglianza
Se è richiesta un’autorizzazione, il veterinario ufficiale sorveglia il trasferimento degli animali e il mercato di bestiame. Egli sorveglia con prove a caso gli altri mercati di bestiame.234
L’autorità competente nel luogo ove si svolge il mercato di bestiame o l’organizzatore del mercato prende i provvedimenti necessari all’esecuzione.235
Essa provvede in particolare affinché sia disponibile un apposito reparto per ogni specie animale.
Art. 29236 Controllo del traffico di animali
I certificati di accompagnamento degli animali presentati devono essere controllati all’entrata del mercato di bestiame da una persona designata dall’organizzatore.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul controllo del traffico di animali.
Art. 30 Mercati di bestiame di importanza regionale e locale nonché esposizioni con altri animali237
Il veterinario cantonale può dispensare dal rispetto delle prescrizioni di cui agli articoli 27–29 i mercati di bestiame di importanza locale o regionale, nella misura in cui la situazione di polizia epizootica lo consenta. Qualora si tratti di una mostra locale di bestiame senza commercio, non occorre produrre documenti di accompagnamento.238
Per i mercati e le esposizioni di altri animali quali cani, gatti, conigli e pollame, il veterinario cantonale prende di caso in caso i provvedimenti necessari per prevenire le epizoozie. Qualora sussista un grave pericolo di epizoozia, proibisce che avvengano manifestazioni di questo tipo.
Art. 31 Procedimento in caso di epizoozia
Se durante il trasferimento degli animali o sul mercato è constatata un’epizoozia, i competenti organi della polizia epizootica prendono i provvedimenti necessari al caso per prevenire un’ulteriore propagazione.
Se necessario, gli animali sospetti o sospetti di contaminazione sono posti in isolamento a spese del detentore.
Sezione 6 Estivazione e svernamento, mandre transumanti
Art. 32 Estivazione e svernamento
I Cantoni emanano prescrizioni di polizia epizootica concernenti l’estivazione e lo svernamento.
Per gli animali ad unghia fessa che per l’estivazione, lo svernamento o il pascolo sono trasferiti in altri effettivi della stessa azienda detentrice di animali aventi lo stesso numero e ubicati sul territorio del medesimo Comune, non è necessario un certificato d’accompagnamento.239
Art. 33 Mandre transumanti
La transumanza di mandre è vietata. Fanno eccezione i greggi transumanti di pecore senza animali gravidi, che transumano dal 15 novembre al 15 marzo. Lo spostamento per l’estivazione e lo svernamento non è considerato come transumanza.
Se i greggi di pecore transumano sul territorio di più Comuni è necessaria un’autorizzazione del veterinario cantonale. L’autorizzazione è rilasciata se il proprietario del gregge ha definito i Comuni che rientrano nell’itinerario di transumanza e confermato che nel gregge non vi sia alcun animale gravido.240
Il veterinario cantonale disciplina nell’autorizzazione la sorveglianza degli animali in materia di polizia epizootica prima e durante la transumanza.
Sezione 7 Commercio di bestiame
Art. 34241 Patente per il commercio di bestiame
Chiunque eserciti il commercio di bestiame necessita di una patente. Sono fatti salvi i macellai che acquistano solo animali per macellarli nella propria azienda.242
La patente per il commercio di bestiame è rilasciata dal Cantone nel quale il commerciante di bestiame ha la sede sociale. Essa ha una validità di tre anni e autorizza l’esercizio del commercio di bestiame su tutto il territorio svizzero.
La patente è rilasciata se il richiedente:
ha partecipato a un corso d’introduzione e ha superato l’esame;
243ha conseguito una formazione per il personale addetto al trasporto di animali ai sensi dell’articolo 150 OPAn244 e ha superato l’esame.
La patente può essere rilasciata eccezionalmente a titolo provvisorio prima che il richiedente abbia concluso il corso di introduzione.
La patente per il commercio di bestiame non è rilasciata in caso di violazione ripetuta o grave da parte del richiedente delle prescrizioni delle legislazioni in materia di epizoozie, di protezione degli animali, di derrate alimentari, di agenti terapeutici o di agricoltura.245
Il veterinario cantonale registra il rilascio della patente per il commercio di bestiame nel sistema d’informazione per i dati del servizio veterinario pubblico raccolti nell’ambito dell’esecuzione (ASAN) secondo l’ordinanza del 27 aprile 2022246 concernente i sistemi d’informazione dell’USAV per la filiera agroalimentare.247
Art. 35248 Rinnovo e revoca della patente per il commercio di bestiame
La patente viene rinnovata se il commerciante di bestiame ha frequentato un corso di formazione continua nei tre anni della sua validità.249
Il rinnovo della patente per il commercio di bestiame può essere soggetto a oneri, in particolare se l’attività del commerciante di bestiame ha dato adito a contestazioni.250
La patente per il commercio di bestiame non è rinnovata o è revocata in caso di violazione ripetuta o grave da parte del commerciante di bestiame o del suo personale delle prescrizioni delle legislazioni in materia di epizoozie, di protezione degli animali, di derrate alimentari, di agenti terapeutici o di agricoltura.251
Il veterinario cantonale registra la revoca o il mancato rinnovo della patente per il commercio di bestiame in ASAN.252
Art. 36253 Corsi d’introduzione e di formazione continua per i commercianti di bestiame254
I veterinari cantonali organizzano i corsi d’introduzione e di formazione continua per i commercianti di bestiame. Tali corsi possono essere tenuti da più Cantoni congiuntamente.255
Lo svolgimento dei corsi può essere affidato a un’organizzazione. Tale organizzazione deve poter dimostrare di disporre:
di insegnanti qualificati per la formazione specifica; e
di un certificato ISO 21001:20188256 o eduQua:2021257 valido o di una certificazione equivalente per le istituzioni di formazione per adulti, la cui certificazione deve essere stata rilasciata da un organismo di certificazione di sistemi di gestione accreditati ai sensi dell’ordinanza del 17 giugno 1996258 sull’accreditamento e sulla designazione.259
Durante i corsi d’introduzione i partecipanti ricevono una formazione sugli obblighi dei commercianti di bestiame, nonché sulla normativa in materia di epizoozie, protezione degli animali, derrate alimentari e agenti terapeutici.
Durante i corsi di formazione continua i partecipanti ricevono informazioni in merito alle conoscenze attuali sulla prevenzione delle epizoozie, sulla protezione degli animali nonché sulla sicurezza delle derrate alimentari e degli agenti terapeutici.260
L’USAV, dopo aver consultato i veterinari cantonali, emana un regolamento sui corsi d’introduzione e di formazione continua per i commercianti di bestiame. Il regolamento stabilisce la durata e il contenuto dei corsi.261
Art. 37262 Portare con sé la patente per il commercio di bestiame
I commercianti di bestiame devono portare con sé la patente per il commercio di bestiame durante il commercio e il trasporto degli animali.
Art. 37a e 37b263
Sezione 8 Macelli
Art. 38 Requisiti per i macelli
I requisiti di polizia epizootica riguardanti la gestione e gli impianti dei macelli sono stabiliti sulla base dell’articolo 4 OMCC264.265
Nei grandi stabilimenti di macellazione, il veterinario ufficiale266 allestisce un catalogo di provvedimenti urgenti da applicare qualora venga accertata o sospettata un’epizoozia altamente contagiosa.
Sezione 9267 Tassa di macellazione
Art. 38a
Il macello riscuote dal fornitore degli animali da macello la tassa di macellazione di cui all’articolo 56a capoverso 1 LFE.
Gli importi della tassa di macellazione percepita sono i seguenti:
fr. | |
| 2.70 |
| –.40 |
| –.40 |
| –.40 |
Capitolo 2 Materie animali
Sezione 1 Miele
Art. 39
Le persone e le ditte che lavorano, travasano, trasportano, immagazzinano, comperano o vendono professionalmente miele devono provvedere affinché le api non possano accedervi. Vegliano in particolare affinché non siano depositati all’aperto recipienti del miele vuoti.
Nella preparazione di prodotti per la nutrizione delle api destinati al commercio va utilizzato solamente miele risultato indenne da spore dell’agente patogeno della peste americana Paenibacillus larvae.268
Sezione 2 Sottoprodotti di origine animale e sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del latte269
Art. 40 Eliminazione dei sottoprodotti di origine animale270
I sottoprodotti di origine animale devono essere eliminati conformemente alle prescrizioni dell’OSOAn 271, nella misura in cui la presente ordinanza non prescriva trattamenti particolari.272
Non possono essere trasportati assieme ad animali.
Art. 41 a 46273
Art. 47274 Sottoprodotti della trasformazione del latte
Nel caso dell’insorgenza di un’epizoozia che può essere propagata mediante il latte, il Cantone prescrive che i sottoprodotti della trasformazione del latte, quali il siero di latte, il latte magro e il latticello, destinati a essere utilizzati come alimenti per animali ad unghia fessa, vengano pastorizzati secondo le disposizioni emanate dal DFI in virtù dell’articolo 10 capoverso 4 dell’ordinanza del 16 dicembre 2016275 sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr), prima di essere consegnati presso il centro di raccolta del latte.
Sezione 3 Medicamenti, prodotti immunologici e microrganismi patogeni per gli animali276
Art. 48277 Prodotti destinati alla diagnosi, alla prevenzione e alla cura di epizoozie
Ai fini della diagnosi, della prevenzione e della cura di epizoozie possono essere utilizzati soltanto prodotti immunologici omologati dall’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici o da un Paese con un controllo dei medicamenti equivalente e inoltre approvati dall’USAV. L’USAV rilascia l’approvazione, nella misura in cui l’utilizzo del prodotto immunologico non è vietato in base alla presente ordinanza. I prodotti immunologici possono essere forniti soltanto a veterinari e ad autorità. 278
L’USAV pubblica periodicamente l’elenco dei preparati immunologici approvati a tale scopo.
L’USAV può vietare l’offerta di sostanze o di prodotti per la prevenzione o la cura di epizoozie, qualora non ne sia stata accertata scientificamente l’efficacia.
Art. 49 Manipolazione di microrganismi patogeni per gli animali
Le attività che richiedono l’impiego di agenti di epizoozie altamente contagiose in grado di moltiplicarsi possono essere svolte unicamente nel laboratorio di riferimento competente.279
Con l’accordo del servizio cantonale competente, l’USAV può concedere deroghe; a tal fine fissa le misure di sicurezza e i controlli. Esso decide entro 90 giorni.280
Per il resto sono applicabili all’uso di organismi patogeni per gli animali l’ordinanza del 9 maggio 2012281 sull’impiego confinato e l’ordinanza del 10 settembre 2008282 sull’emissione deliberata nell’ambiente.283
Capitolo 3 Inseminazione artificiale e trasferimento di ovuli ed embrioni284
Sezione 1 Disposizioni comuni
Art. 50
Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli animali delle specie bovina, ovina, caprina, equina e suina.
Per l’inseminazione artificiale o per il trasferimento di embrioni, non possono essere utilizzati seme, ovuli ed embrioni portatori di agenti di una malattia trasmissibile.
Qualora sussista il sospetto che siano portatori di agenti di una malattia trasmissibile, seme, ovuli non fecondati o embrioni non possono essere utilizzati per l’inseminazione artificiale o per il trasferimento di embrioni fino a quando l’USAV non ha fissato le condizioni e gli oneri cautelari di polizia epizootica.
Sezione 2 Inseminazione artificiale
Art. 51 Competenze
L’USAV ha i seguenti compiti:
285disciplina la formazione dei tecnici di inseminazione e delle persone che praticano l’inseminazione nella propria azienda detentrice di animali o nell’azienda del loro datore di lavoro;
riconosce i centri di formazione;
rilascia l’attestato di capacità ai tecnici di inseminazione;
286...
287...
L’USAV emana prescrizioni tecniche:
sui requisiti di polizia epizootica concernenti:
le aziende detentrici di animali nelle quali sono tenuti animali per la raccolta del seme (stazioni di inseminazione),
gli animali detenuti per la raccolta del seme,
i laboratori di separazione e altri impianti di trasformazione del seme;
sul controllo della raccolta, della trasformazione, della conservazione, della consegna e del trasferimento del seme.288
Il veterinario cantonale ha i seguenti compiti:
rilascia le autorizzazioni per la gestione dei centri di stoccaggio del seme, dei laboratori di separazione e di altri impianti di trasformazione del seme nonché per le stazioni di inseminazione che praticano scambi transfrontalieri;
per ogni centro di stoccaggio del seme, laboratorio di separazione e altro impianto di trasformazione del seme nonché per ogni stazione di inseminazione che pratica scambi transfrontalieri designa un veterinario ufficiale competente in materia di sorveglianza sanitaria.289
Art. 51a290 Autorizzazione per l’inseminazione artificiale
Il veterinario cantonale rilascia l’autorizzazione per effettuare l’inseminazione artificiale a:
tecnici d’inseminazione, in base all’attestato di capacità dell’USAV;
persone che possono comprovare la formazione prescritta per l’inseminazione nella propria azienda detentrice di animali o nell’azienda del datore di lavoro.
L’autorizzazione di cui al capoverso 1 lettera a vale per tutta la Svizzera. La domanda deve essere inoltrata al veterinario cantonale del Cantone di domicilio del richiedente.
I tecnici d’inseminazione che vogliono esercitare l’attività al di fuori del Cantone che ha rilasciato l’autorizzazione devono informare il veterinario cantonale competente per il luogo di detenzione degli animali.
Art. 52 Raccolta e preparazione del seme
La raccolta e la preparazione del seme sono effettuati sotto la direzione di un veterinario.
Il seme per l’inseminazione artificiale di animali ad unghia fessa può essere prelevato solo nelle stazioni di inseminazione che rispondono ai requisiti di cui all’articolo 54. La presente disposizione non si applica alla raccolta di seme a fini diagnostici.
Nella misura in cui le disposizioni dell’articolo 54 capoverso 2 lettere b e c291 siano soddisfatte per analogia, il seme può essere prelevato in altri luoghi se è destinato:
all’inseminazione artificiale di animali della specie equina e di animali selvatici delle specie bovina, ovina, caprina e suina;
all’inseminazione artificiale di animali ad unghia fessa nella propria azienda detentrice di animali292.
Il veterinario notifica anticipatamente al veterinario cantonale i luoghi dove viene prelevato il seme.
Art. 53293 Esecuzione dell’inseminazione artificiale
Possono effettuare inseminazioni artificiali i veterinari e le persone in possesso di una delle autorizzazioni di cui all’articolo 51a capoverso 1.
Art. 54294 Requisiti delle stazioni di inseminazione, dei centri di stoccaggio del seme, dei laboratori di separazione e di altri impianti di trasformazione del seme
Le stazioni di inseminazione, i centri di stoccaggio del seme, i laboratori di separazione e altri impianti di trasformazione del seme devono essere costruiti e gestiti in modo che le malattie trasmissibili non possano né propagarsi all’interno delle aziende né, mediante l’utilizzazione del seme, raggiungere altri effettivi. Essi sono posti sotto la direzione tecnica di un veterinario.
Chi dirige una stazione di inseminazione, un centro di stoccaggio del seme, un laboratorio di separazione o un altro impianto di trasformazione del seme prende in particolare i seguenti provvedimenti:
edifica il centro di stoccaggio del seme, la stazione di inseminazione, il laboratorio di separazione o altri impianti di trasformazione del seme e le eventuali stazioni di allevamento, di attesa e di quarantena annesse in un luogo sicuro sotto il profilo sanitario e separato da altre aziende detentrici di animali;
avvalendosi di strutture edilizie appropriate, predispone condizioni di sicurezza sanitaria per la raccolta del seme, la trasformazione del seme, lo stoccaggio del seme e la detenzione degli animali;
adotta misure gestionali al fine di evitare la diffusione di agenti infettivi;
provvede affinché nei centri di stoccaggio del seme che praticano scambi transfrontalieri venga immagazzinato soltanto seme proveniente da stazioni di inseminazione o centri di stoccaggio del seme autorizzati ai sensi dell’articolo 51 capoverso 3 lettera a o della normativa UE;
dispone la messa in quarantena degli animali prima della loro ammissione nella stazione di inseminazione;
dispone l’esame degli animali prima della loro ammissione nella stazione di inseminazione e l’esame periodico degli animali durante la loro permanenza presso la stazione di inseminazione.
Art. 55 Obbligo di documentazione295
Chiunque raccoglie, trasforma, conserva, consegna o trasferisce seme tiene la relativa documentazione.296
Chiunque conserva seme al di fuori di una stazione di inseminazione deve trasmettere ogni anno la documentazione al veterinario cantonale. Non sono soggetti a quest’obbligo:297
i tecnici d’inseminazione e i veterinari che si procurano il seme esclusivamente presso una stazione d’inseminazione svizzera;
298i detentori di animali in possesso di un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 51a capoverso 1 lettera b;
i centri adibiti alla conservazione temporanea di seme suino.299
I documenti sono conservati per tre anni e, su richiesta, sono esibiti agli organi della polizia epizootica.
Art. 55a300 Obbligo di autorizzazione
La gestione di una stazione di inseminazione, di un centro di stoccaggio del seme, di un laboratorio di separazione o di un altro impianto di trasformazione del seme che pratica scambi transfrontalieri è soggetta ad autorizzazione. L’autorizzazione viene rilasciata se gli stabilimenti soddisfano i requisiti di cui all’articolo 54.
Le persone e le istituzioni di cui all’articolo 55 capoverso 1bis lettere a–c sono esonerate dall’obbligo di autorizzazione per la gestione di un centro di stoccaggio del seme.
Sezione 3 Trasferimento di ovuli ed embrioni 301
Art. 56302 Competenze
L’USAV emana le prescrizioni tecniche sui requisiti in materia di polizia epizootica cui devono soddisfare:
i locali e le apparecchiature, mobili o fissi, necessari al prelievo, alla trasformazione, alla conservazione, nonché al trasferimento di ovuli ed embrioni;
gli animali donatori e quelli riceventi;
il prelievo, la trasformazione, la conservazione e il trasferimento di ovuli ed embrioni.
Il veterinario cantonale ha i seguenti compiti:
rilascia le autorizzazioni per gli scambi transfrontalieri di ovuli ed embrioni;
designa un veterinario ufficiale competente in materia di sorveglianza sanitaria degli scambi transfrontalieri di cui alla lettera a.
Ai fini della preservazione genetica, può rilasciare autorizzazioni derogatorie per il prelievo e il trasferimento di ovuli o di embrioni di animali donatori potenzialmente portatori di una malattia trasmissibile. Il veterinario cantonale stabilisce condizioni e oneri cautelativi in materia di polizia sanitaria.
Art. 57 Esecuzione del trasferimento di embrioni
Gli ovuli non fecondati e gli embrioni possono essere prelevati e trapiantati soltanto da veterinari.
Per la preparazione, la conservazione e il trasferimento di ovuli non fecondati e di embrioni, il veterinario può assumere personale qualificato.
Sono fatte salve le autorizzazioni cantonali per l’esercizio della professione.
Art. 58 Obbligo di notifica e di documentazione 303
Il veterinario che intende esercitare attività in relazione con il trasferimento di embrioni deve informarne il veterinario cantonale competente per il luogo di detenzione degli animali.
Il veterinario predispone conformemente alle prescrizioni dell’USAV:
304misure gestionali al fine di impedire la diffusione di agenti infettivi durante il prelievo, la trasformazione e la conservazione di embrioni;
un’analisi preliminare degli animali donatori e di quelli riceventi.
Tiene la documentazione dei prelievi e del trasferimento di ovuli ed embrioni, nonché delle analisi prescritte concernenti gli animali donatori e quelli riceventi.305
Chi conserva ovuli ed embrioni tiene la relativa documentazione.306
I documenti sono conservati per tre anni e, su richiesta, sono esibiti agli organi della polizia epizootica.
Art. 58a307 Obbligo di autorizzazione e requisiti
Le unità di raccolta di embrioni, le unità di produzione di embrioni nonché gli stabilimenti che trasformano o immagazzinano ovuli ed embrioni sono soggetti ad autorizzazione se praticano scambi transfrontalieri.
Il rilascio dell’autorizzazione è subordinato all’adempimento dei requisiti di cui agli articoli 57 e 58.
Titolo terzo Provvedimenti di lotta
Capitolo 1 Disposizioni generali
Sezione 1 Obblighi dei detentori di animali in generale
Art. 59 Obblighi dei detentori di animali308
I detentori devono accudire e curare gli animali in modo adeguato; essi devono prendere i provvedimenti necessari per mantenerli sani e per garantire la biosicurezza all’interno della loro azienda detentrice di animali.309
Nella loro azienda detentrice di animali spetta loro garantire che terzi rispettino le misure di cui al capoverso 1.310
Devono collaborare con gli organi della polizia epizootica nell’attuazione di provvedimenti nei propri effettivi, come la sorveglianza e l’analisi degli animali, la registrazione, l’identificazione, la vaccinazione, l’uccisione e il carico, e mettere a disposizione il materiale necessario, ove disponibile. Devono garantire che sia disponibile lʼinfrastruttura per immobilizzare gli animali e che questi ultimi siano abituati al contatto con le persone e allʼimmobilizzazione. Per la loro collaborazione non hanno diritto ad alcuna indennità.311
Gli apicoltori sono tenuti a prendersi regolarmente cura degli apiari occupati e di quelli vuoti e ad adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di evitare che l’apiario diventi una fonte di propagazione di epizoozie. Le dimore fornite dall’essere umano alle api devono essere costruite in modo che in ogni momento sia possibile accedervi per i controlli e aprire i favi.312
Art. 59a313 Obblighi supplementari dei macelli
I macelli devono assicurare che il controllo delle carni possa prelevare i campioni per la sorveglianza delle epizoozie secondo l’articolo 76a a condizioni adeguate. In particolare, essi garantiscono le condizioni infrastrutturali e di funzionamento necessarie per il prelievo di campioni, collaborano al prelievo di campioni e consentono al controllo delle carni l’utilizzo del loro software aziendale.
Sezione 2 Obbligo di notifica e primi provvedimenti
Art. 60 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili, sempreché non siano previste norme derogatorie per singole epizoozie.
Art. 61 Obbligo di notifica
Chi detiene, custodisce o cura animali ha l’obbligo di notificare senza indugio a un veterinario la comparsa di un’epizoozia e ogni sintomo sospetto che ne fa temere la comparsa.
...314
L’obbligo di notifica incombe anche agli assistenti specializzati ufficiali, al personale dei servizi di sanità animale e a quello che garantisce il controllo della produzione primaria, ai tecnici d’inseminazione, ai commercianti di bestiame e al loro personale, al personale delle aziende di eliminazione e delle imprese di trasporto, al personale dei macelli, come pure al personale delle autorità di polizia e di dogana.315
In caso di epizoozie delle api o di loro sospetto, la notifica deve essere rivolta all’ispettore degli apiari.
I proprietari privati, gli affittuari di diritti di pesca e gli organi di vigilanza sulla pesca hanno l’obbligo di notificare senza indugio il sospetto e la comparsa di un’epizoozia dei pesci al servizio cantonale responsabile della vigilanza sulla pesca.
I laboratori dʼanalisi che diagnosticano unʼepizoozia o che ne sospettano la presenza lo notificano immediatamente al veterinario cantonale competente per lʼeffettivo in questione.316
I cacciatori e gli organi di sorveglianza della caccia hanno l’obbligo di notificare senza indugio a un veterinario ufficiale la comparsa di un’epizoozia e ogni sintomo sospetto che ne fa supporre la comparsa negli animali selvatici che vivono in libertà.317
Art. 62 Primi provvedimenti del detentore di animali e del veterinario
Chi diagnostica o sospetta la comparsa di un’epizoozia prende, sino all’accertamento del veterinario ufficiale, tutti i provvedimenti atti a impedirne la propagazione. In particolare, qualsiasi movimento di animali da e verso il focolaio infetto o sospetto è sospeso.
Il veterinario ha l’obbligo di notificare senza indugio la comparsa o il sospetto di una epizoozia al veterinario ufficiale o di accertarla personalmente, comunicando a quest’ultimo i suoi risultati.
Art. 63 Primi provvedimenti degli organi della polizia epizootica
Il veterinario ufficiale, l’assistente specializzato ufficiale, l’ispettore degli apiari o gli organi di vigilanza sulla pesca a cui sono stati notificati la comparsa o il sospetto di un’epizoozia:318
effettuano immediatamente un’analisi clinica e prelevano campioni per garantire la diagnosi di laboratorio;
prendono i provvedimenti necessari in caso di diagnosi di un’epizoozia o di conferma del sospetto di epizoozia;
svolgono indagini sul movimento di animali, persone e merci per individuare l’origine dell’infezione e determinarne le possibilità di propagazione. Queste ricerche si estendono di regola al periodo d’incubazione ma, ove occorra, anche a un tempo più lungo;
notificano al veterinario cantonale il sospetto o la comparsa di un’epizoozia, i risultati delle loro indagini e i provvedimenti presi; in caso di epizoozie altamente contagiose, lo informano senza indugio telefonicamente.
Art. 64 Primi provvedimenti del veterinario cantonale
In caso di sospetto o di diagnosi di un’epizoozia, il veterinario cantonale si informa senza indugio sulla situazione, svolge un’analisi epidemiologica e conferma, modifica o completa i provvedimenti già presi.
Egli notifica telefonicamente all’USAV la diagnosi e i casi sospetti di epizoozie altamente contagiose, come pure i casi di epizoozia che minacciano di assumere ampie proporzioni.
Se in caso di comparsa di un’epizoozia si teme una diffusione oltre i confini cantonali, il veterinario cantonale informa immediatamente i veterinari cantonali dei Cantoni minacciati.
Art. 65 Rapporto sulle epizoozie e notifica dei risultati dei controlli319
Il veterinario cantonale fa un rapporto settimanale all’USAV su tutti i casi di epizoozia diagnosticati sul territorio del Cantone, sui risultati degli accertamenti relativi a casi sospetti e sul numero degli effettivi sotto sequestro, come pure su episodi particolari riguardanti la sanità del bestiame.
Inserisce in ASAN i risultati delle analisi e dei controlli ordinati in applicazione della LFE e, su richiesta, presenta allʼUSAV un rapporto sui provvedimenti ordinati.320
LʼUSAV pubblica le notifiche di epizoozie da parte dei Cantoni sul suo organo ufficiale dʼinformazione. Questʼultimo è inviato gratuitamente alle autorità cantonali e distrettuali competenti per la lotta contro le epizoozie, agli organi cantonali competenti per la caccia e la pesca, agli ispettori degli apiari, ai veterinari ufficiali e, su richiesta, agli altri veterinari.321
Art. 65a322
Art. 65b323
Sezione 3 Provvedimenti di sequestro
Art. 66 Principi generali
I provvedimenti di sequestro hanno lo scopo di impedire la diffusione di epizoozie, limitando il movimento di animali e merci e lo spostamento di persone. Essi sono ordinati dal veterinario cantonale.
Negli effettivi sotto sequestro conformemente agli articoli 69–71 occorre:
registrare ed analizzare tutti gli animali ricettivi;
contrassegnare tutti gli animali a unghia fessa ricettivi;
isolare se possibile gli animali infetti o sospetti.
In casi giustificati, il veterinario cantonale può ordinare limitazioni suppletive o concedere agevolazioni, ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza.324
Art. 67 Isolamento
L’isolamento di animali sospetti o infetti ha lo scopo di preservare dal contagio gli animali sani dell’effettivo o di altri effettivi.
Gli animali isolati non possono, senza il permesso speciale del veterinario ufficiale, abbandonare lo spazio loro assegnato (stalla, pascolo, recinto, bacino) né essere messi a contatto con gli altri animali dell’effettivo o con gli animali di altri effettivi.
Soltanto gli organi della polizia epizootica e le persone incaricate della custodia hanno accesso agli animali isolati.
Art. 68 Quarantena
La quarantena ha lo scopo di accertare se gli animali provenienti da luoghi infetti o sospetti oppure passati per essi sono sani.
Agli animali in quarantena è assegnato uno spazio che non possono abbandonare senza il permesso speciale del veterinario ufficiale. Occorre vigilare affinché essi non vengano a contatto con alcun altro animale.
Soltanto gli organi della polizia epizootica e le persone incaricate della custodia hanno accesso agli animali in quarantena.
La durata della quarantena è stabilita, di regola, secondo il periodo d’incubazione della presunta epizoozia.
Art. 68a325 Divieto di trasferimento
È disposto il divieto di trasferimento di singoli animali se, per evitare la propagazione dell’epizoozia, è necessario impedire il loro trasferimento in un’altra azienda detentrice di animali.
È consentita la cessione di animali per la macellazione diretta.
Art. 69 Sequestro semplice di 1° grado
Il sequestro semplice di 1° grado è ordinato se è necessario vietare il movimento di animali per evitare la propagazione dell’epizoozia.
Qualsiasi contatto diretto degli animali sotto sequestro con animali di altri effettivi è vietato.
Gli effettivi sotto sequestro non possono essere modificati nel loro numero, né cedendo animali ad altri effettivi né introducendovi animali di altri effettivi.
La cessione di animali per la macellazione diretta è permessa. ...326
Art. 70 Sequestro semplice di 2° grado
Il sequestro semplice di 2° grado è ordinato se, per evitare la propagazione di un’epizoozia, è necessario, oltre al sequestro degli animali, limitare lo spostamento delle persone.
Il movimento degli animali è limitato nel seguente modo:
gli animali sotto sequestro sono rinchiusi nello spazio loro assegnato. È vietato introdurvi altri animali;
la cessione di animali per la macellazione diretta richiede il permesso del veterinario cantonale. Quest’ultimo designa il macello. ...327
Lo spostamento delle persone è limitato nel seguente modo:
l’accesso agli animali sotto sequestro è permesso solo agli organi della polizia epizootica e alle persone incaricate della custodia;
gli abitanti dell’azienda sotto sequestro evitano il contatto con gli animali ricettivi. Non possono né accedere alle altre stalle né frequentare mercati del bestiame o manifestazioni simili.
Art. 71 Sequestro rinforzato
Il sequestro rinforzato è ordinato in caso di epizoozie altamente contagiose se per evitare la propagazione dell’epizoozia è necessario vietare, oltre al movimento degli animali e delle persone, anche il movimento delle merci.
Il movimento degli animali è limitato nel seguente modo:
tutti gli animali delle specie ricettive sono rinchiusi nelle loro stalle. Laddove, sugli alpi o sui pascoli, non vi sono possibilità di stabulazione, gli animali devono essere raggruppati in mandre e sorvegliati giorno e notte;
gli animali di una specie non ricettiva possono, con il permesso del veterinario cantonale, essere trasferiti dopo un’adeguata disinfezione;
è vietato introdurre animali nell’effettivo328 sotto sequestro.
Lo spostamento delle persone è limitato nel seguente modo:
le persone che abitano o soggiornano in un’azienda sotto sequestro rinforzato non possono abbandonarla sino a quando non sono stati applicati i provvedimenti ordinati dal veterinario ufficiale per impedire la propagazione di agenti dell’epizoozia;
il veterinario cantonale può permettere a determinate persone di svolgere lavori agricoli urgenti nella propria azienda sotto sequestro;
le persone che non abitano nell’azienda sotto sequestro possono entrarvi soltanto con il permesso speciale del veterinario cantonale.
Il movimento delle merci è limitato nel seguente modo:
329le derrate alimentari di origine animale, il mangime e altri prodotti agricoli e oggetti che possono essere veicolo di contagio non possono essere allontanati dall’azienda. Il veterinario cantonale può concedere deroghe ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza;
il movimento di veicoli da e per l’azienda sotto sequestro deve essere autorizzato dal veterinario ufficiale. Prima di lasciare l’azienda, i veicoli devono essere disinfettati sotto la sua sorveglianza.
Per vigilare sull’osservanza dei provvedimenti ordinati dall’autorità può essere designato personale di sorveglianza (come funzionari di polizia e militari).
Art. 72 Modificazione e revoca dei provvedimenti di sequestro
I provvedimenti di sequestro ordinati rimangono in vigore fino alla loro modificazione o revoca da parte del veterinario cantonale.
I provvedimenti sono, di principio, revocati dopo un’analisi finale ordinata dal veterinario cantonale ed eseguita dal veterinario ufficiale.
Sezione 4 Pulizia, disinfezione e disinfestazione
Art. 73 Principi
Il veterinario ufficiale o l’ispettore degli apiari ordina la pulizia e la disinfezione e, se necessario, una disinfestazione. Egli sorveglia i lavori e verifica che le persone incaricate dispongano delle necessarie conoscenze tecniche.330
In caso di epizoozie altamente contagiose, prima della pulizia deve di regola essere ordinata una disinfezione preliminare.
La pulizia e la disinfezione si estendono a tutti i luoghi, gli utensili e i mezzi di trasporto che sono stati a contatto con l’agente infettivo, a meno che non sia più conveniente distruggerli.
Tutti i liquidi usati per la pulizia e la disinfezione sono possibilmente raccolti nella cisterna del colaticcio. Possono essere introdotti nelle acque di scarico solo se, d’intesa con i responsabili dell’impianto di depurazione delle acque, è appurato che quest’ultimo non ne risulti compromesso.
Art. 74 Competenze
Per le disinfezioni ordinate dalle autorità ufficiali possono essere impiegati soltanto mezzi che possono essere immessi in commercio conformemente all’OBioc331.332
L’USAV emana prescrizioni tecniche sulla pulizia, la disinfezione e la disinfestazione, come pure sui mezzi da impiegare per la disinfezione nelle singole epizoozie.
Il Cantone mette a disposizione i prodotti disinfettanti per le disinfezioni ordinate dalle autorità ufficiali.
Su ordine del veterinario ufficiale o dell’ispettore degli apiari, i detentori di animali devono provvedere alla pulizia e alla disinfezione e mettere a disposizione il proprio personale e materiale. Se il personale disponibile non è sufficiente, l’ente pubblico competente procura il personale ausiliario necessario.333
In caso di epizoozie altamente contagiose, i Cantoni possono affidare la pulizia e la disinfezione a imprese specializzate e far partecipare i detentori alle spese.
Sezione 5 Indennità per perdite di animali
Art. 75 Stima ufficiale
La stima ufficiale degli animali deve essere effettuata, nella misura del possibile, prima della macellazione o dell’uccisione degli animali.
La stima deve essere effettuata secondo le direttive dell’USAV. Per la stima sono determinanti il valore di macellazione, di reddito e d’allevamento.
Il valore di stima non deve superare le seguenti aliquote:
Fr. | |
|---|---|
| 8000.— |
| 6000.— |
| 1600. — |
| 1200. — |
| 1600. — |
| 1500. — |
| 8000. — |
| 35.— |
| 50.— |
| 30.— |
| 170. — |
| 5. —per kg |
| 20. —per kg |
Il DFI343 può aumentare o ridurre le aliquote massime del 20 per cento secondo la situazione del mercato.
Art. 76 Prestazioni supplementari
Le casse d’assicurazione del bestiame e gli altri istituti assicurativi pubblici o privati possono versare prestazioni supplementari:
per perdite di animali il cui valore commerciale supera le aliquote massime;
per perdite di animali per le quali la Confederazione e i Cantoni non versano alcuna indennità conformemente all’articolo 34 capoverso 2 LFE;
per perdite di animali dovute a epizoozie per le quali la presente ordinanza non prevede alcun diritto all’indennità.
Sezione 6344 Programma nazionale di sorveglianza
Art. 76a Oggetto e requisiti 345
Gli effettivi svizzeri sono sorvegliati tramite un programma nazionale di sorveglianza.
L’USAV stabilisce, previa consultazione dei veterinari cantonali:
quali epizoozie vengono sorvegliate nell’ambito del programma di sorveglianza;
a quali intervalli di tempo deve essere svolto il programma di sorveglianza;
la portata del programma di sorveglianza;
i luoghi del prelievo dei campioni;
i metodi di analisi e il materiale da prelevare per la campionatura;
i laboratori, se i campioni vengono prelevati da effettivi di diversi Cantoni, nonché le loro indennità.
Emana prescrizioni tecniche sul programma di sorveglianza.
Ordina, previa consultazione dei veterinari cantonali, ulteriori analisi qualora nell’ambito del programma di sorveglianza siano stati rilevati effettivi infetti.
Art. 76b346 Indennità
L’indennità versata ai singoli Cantoni per il programma nazionale di sorveglianza di cui all’articolo 57a LFE si basa sulle dimensioni dell’effettivo di bestiame e sul numero di aziende interessate dal programma di sorveglianza.
L’USAV delega l’indennizzo a un ufficio di compensazione esterno. Quest’ultimo paga le fatture per il prelievo e l’analisi dei campioni prelevati dagli effettivi di diversi Cantoni in un luogo centralizzato. Anche eventuali importi in sospeso vengono richiesti dai singoli Cantoni secondo la chiave di ripartizione di cui al capoverso 1.
L’USAV vigila sulle attività dell’ufficio di compensazione esterno.
Capitolo 2 Epizoozie altamente contagiose
Sezione 1 Disposizioni comuni
Art. 77 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili sempreché non siano previste normative derogatorie per le singole epizoozie (art. 99–127).
Art. 78 Stato sanitario
Tutti gli effettivi sono ufficialmente riconosciuti come indenni da epizoozie altamente contagiose.
Agli effettivi sotto sequestro e a quelli nella zona di protezione e di sorveglianza (art. 88) viene tolto il riconoscimento ufficiale sino alla revoca delle zone.
Art. 79347 Coordinamento e stato maggiore di consulenza
L’USAV coordina i provvedimenti di lotta contro le epizoozie altamente contagiose. A tale scopo e per la sua consulenza, in caso di epizoozia può convocare uno stato maggiore di consulenza composto di rappresentanti dei veterinari cantonali, come pure di esponenti dei settori economici e scientifici..
Art. 80348 Diagnostica
Per la diagnostica di epizoozie altamente contagiose, ad eccezione delle epizoozie degli animali acquatici, sono competenti in qualità di laboratori nazionali di riferimento e di analisi:
l’IVI per le epizoozie di origine virale;
il Centro per le zoonosi, le malattie animali di origine batterica e la resistenza agli antibiotici per le epizoozie di origine batterica.
Essi sono autorizzati a fare eseguire analisi in altri laboratori.
Art. 81 Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro epizoozie altamente contagiose sono vietate. Sono fatte salve le vaccinazioni ordinate dal DFI in virtù dell’articolo 96 lettera b, come pure quelle che servono a testare vaccini o effettuate a titolo sperimentale.
Art. 82 Obbligo di notifica
I veterinari e i laboratori d’analisi che sospettano o diagnosticano l’esistenza di un’epizoozia altamente contagiosa, la notificano senza indugio telefonicamente al veterinario cantonale.
Art. 83 Primi provvedimenti in caso di sospetto di epizoozia
Chi sospetta la presenza di un’epizoozia altamente contagiosa deve provvedere, sino all’accertamento del veterinario ufficiale, affinché nessun animale, merce o persona abbandoni l’azienda interessata.
Gli animali per i quali si sospetta un’epizoozia altamente contagiosa possono abbandonare l’effettivo con il permesso del veterinario cantonale a scopi diagnostici o per l’uccisione.
Art. 84 Provvedimenti dopo la conferma ufficiale del sospetto
Il veterinario cantonale registra senza indugio in ASAN i dati riguardanti gli animali sospetti di contaminazione e i casi in cui il sospetto è stato confermato dagli accertamenti del veterinario ufficiale. LʼUSAV può emanare direttive sulla forma, sul contenuto e sulle scadenze da rispettare nella registrazione dei dati.349
Egli ordina inoltre i seguenti provvedimenti:
350il sequestro rinforzato dell’effettivo;
351...
352ulteriori analisi per chiarire il sospetto di epizoozia, d’intesa con il laboratorio nazionale di riferimento competente.
Art. 85 Caso di epizoozia
In caso di epizoozia, il veterinario cantonale ordina il sequestro rinforzato dell’effettivo infetto.353
Egli ordina inoltre i seguenti provvedimenti:
354...
l’uccisione immediata sul posto di tutti gli animali ricettivi dell’effettivo355 sotto sorveglianza del veterinario ufficiale;
l’eliminazione di tutti gli animali uccisi o morti sotto sorveglianza del veterinario ufficiale;
il sequestro o l’uccisione di piccoli animali domestici come cani, gatti, pollame e conigli, se si suppone che possano propagare l’epizoozia;
la disinfezione preliminare, la pulizia, la disinfezione e la disinfestazione.
Nel caso degli animali acquatici può, in deroga al capoverso 2 lettera b, autorizzare la macellazione ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza.356
In deroga al capoverso 2 lettera b, il veterinario cantonale può, d’intesa con l’USAV, rinunciare all’uccisione degli animali seguenti, a condizione che si possa presumere che i provvedimenti adottati evitino la diffusione dell’epizoozia ad altri animali:
animali di specie rare o protette;
animali tenuti per scopi scientifici;
animali che hanno un valore genetico particolare.357
D’intesa con l’USAV, il veterinario cantonale estende i provvedimenti previsti dai capoversi 1 e 2 agli effettivi esposti al contagio diretto a causa della loro ubicazione.
Art. 86 Accertamenti epidemiologici e rapporti
Il veterinario cantonale effettua un accertamento epidemiologico per determinare il momento probabile dell’infezione, il focolaio dell’infezione e le possibili propagazioni degli agenti dell’epizoozia mediante il movimento di animali, merci e persone.
Cerca gli animali sospetti di contaminazione e applica i provvedimenti di cui all’articolo 84 agli effettivi in cui si trovano tali animali.
Dopo cinque giorni, il sequestro rinforzato di cui all’articolo 84 capoverso 2 lettera a può essere trasformato in sequestro semplice di 2° grado se non si manifestano sintomi clinici.358
I veterinari cantonali e l’USAV si informano reciprocamente in modo costante sui rilevamenti effettuati e sui provvedimenti presi.
Art. 87359 Obbligo d’informazione
L’USAV e il veterinario cantonale informano la popolazione sulla comparsa di un’epizoozia altamente contagiosa.
Il veterinario cantonale informa inoltre in merito a:
i principali sintomi dell’epizoozia in questione;
i provvedimenti nei confronti degli effettivi sotto sequestro;
ulteriori provvedimenti nelle zone di protezione e di sorveglianza nonché nelle zone di controllo e di osservazione.
Per le informazioni utilizza i modelli dell’USAV.
Art. 87a360 Informazione sui provvedimenti nei confronti degli effettivi sotto sequestro
L’informazione sui provvedimenti nei confronti degli effettivi sotto sequestro deve contenere almeno le seguenti indicazioni:
regole di comportamento;
indicazioni sulla motivazione dei provvedimenti.
Essa viene apposta all’ingresso del rispettivo effettivo.
Art. 87b361 Informazione sugli ulteriori provvedimenti nelle zone di protezione e di sorveglianza nonché nelle zone di controllo e di osservazione
L’informazione sugli ulteriori provvedimenti nelle zone di protezione e di sorveglianza nonché nelle zone di controllo e di osservazione deve contenere almeno:
regole di comportamento;
estratti delle prescrizioni in materia o rimandi ad esse.
Art. 88 Zone di protezione e di sorveglianza
Se è diagnosticata un’epizoozia altamente contagiosa, il veterinario cantonale ordina zone di protezione e di sorveglianza. L’USAV ne fissa l’estensione dopo aver sentito il veterinario cantonale. In queste zone il movimento di animali, merci e persone è limitato al fine di evitare la propagazione dell’epizoozia.362
La zona di protezione comprende di regola un territorio del raggio di 3 km intorno all’effettivo infetto, la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 10 km. Nella delimitazione delle zone occorre considerare i confini naturali, le possibilità di controllo, le strade principali, i macelli disponibili e le possibili vie di trasmissione dell’epizoozia.
L’USAV decide se, in caso di comparsa di un’epizoozia su animali importati che si trovano in quarantena, su animali tenuti a scopo non agricolo oppure su animali selvatici, è possibile rinunciare alla delimitazione di zone di protezione e di sorveglianza.363
Art. 88a364 Zone intermedie
Il veterinario cantonale può ordinare una o più zone intermedie intorno alla zona di sorveglianza se ciò è necessario per prevenire l’ulteriore diffusione dell’epizoozia o in virtù di requisiti internazionali per il commercio di animali e prodotti di origine animale.
L’USAV stabilisce le zone intermedie previa consultazione del veterinario cantonale. Si basa sul rischio di diffusione dell’epizoozia tramite vie di diffusione naturali o a causa delle attività umane.
Nelle zone intermedie si applicano al massimo i provvedimenti ordinati nella zona di sorveglianza. Il veterinario cantonale può concedere deroghe ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza.
Art. 89 Provvedimenti nelle zone di protezione e di sorveglianza
Il veterinario cantonale provvede a:
365l’applicazione immediata dei provvedimenti concernenti il movimento di animali, merci e persone (art. 90–93);
366...
il prelievo di campioni e l’analisi veterinaria degli effettivi in cui si trovano animali delle specie ricettive;
la tenuta del controllo degli effettivi da parte del detentore di animali; e
la pulizia e la disinfezione dei mezzi di trasporto per gli animali.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sulla portata delle analisi veterinarie e la tenuta dei controlli degli effettivi.
Art. 90 Movimento di animali nella zona di protezione
È vietato introdurre animali delle specie ricettive nella zona di protezione. Sono eccettuati il trasporto di animali in macelli situati nella zona di protezione, come pure il transito su strade principali e su ferrovia.
All’interno della zona di protezione, gli animali delle specie ricettive possono abbandonare le loro stalle solo per accedere a pascoli o a cortili adiacenti.
Il veterinario cantonale può eccezionalmente autorizzare che gli animali siano trasportati per macellazione direttamente in un macello situato nella zona di protezione. Se nella zona di protezione non vi sono macelli, il veterinario cantonale designa un macello all’interno della zona di sorveglianza; in tal caso gli animali possono essere trasferiti al macello solo se l’analisi di tutti gli animali delle specie ricettive dell’effettivo da parte del veterinario ufficiale non ha rivelato casi sospetti.
Lo spostamento di animali non ricettivi all’epizoozia in questione che si trovano nella zona di protezione deve essere autorizzato dal veterinario ufficiale.
Il detentore di animali notifica al veterinario ufficiale se sono morti o sono stati uccisi animali nel suo effettivo. Il veterinario ufficiale decide se le carcasse devono essere analizzate. Nel caso in cui essi debbano essere eliminati o analizzati fuori dalla zona di protezione, ordina i provvedimenti di sicurezza.
Art. 90a367 Movimento di merci nella zona di protezione
Le derrate alimentari di origine animale prodotte nella zona di protezione, altri prodotti agricoli e gli oggetti che possono essere veicolo di contagio non possono essere trasferiti fuori dalla zona di protezione. Il veterinario cantonale può concedere deroghe ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza.
Art. 91 Movimento di persone nella zona di protezione
L’accesso alle stalle in cui sono custoditi animali delle specie ricettive è consentito solo agli organi della polizia epizootica e ai veterinari per le attività terapeutiche, come pure al personale incaricato della custodia. È in particolare vietato l’accesso a persone estranee per effettuare l’inseminazione artificiale, la cura degli unghioni e il commercio di bestiame.368
Se la zona di protezione è mantenuta per più di 21 giorni, il veterinario cantonale può concedere agevolazioni per la pratica dell’inseminazione artificiale.
I detentori di bestiame devono evitare il contatto diretto con animali delle specie ricettive. Essi non devono in particolare accedere ad altre stalle e frequentare mercati, esposizioni di bestiame o manifestazioni simili.
Art. 92 Movimento di animali nella zona di sorveglianza
Nei primi sette giorni è vietato introdurre animali delle specie ricettive nella zona di sorveglianza. Sono eccettuati il trasporto di animali in macelli situati nella zona di sorveglianza, come pure il transito su strade principali e su ferrovia.
Gli animali delle specie ricettive non devono abbandonare la zona di sorveglianza. Il veterinario ufficiale può eccezionalmente autorizzare:
369il trasporto di animali morti o uccisi al laboratorio nazionale di riferimento competente a scopo d’analisi o per l’eliminazione;
il trasporto diretto al macello, se non si sono registrati nuovi casi di epizoozia nei 15 giorni a partire dal momento in cui è stata ordinata la zona di sorveglianza.
In ogni caso, gli animali possono abbandonare gli effettivi solo dopo che il veterinario ufficiale ha analizzato tutti gli animali delle specie ricettive dell’effettivo.
I mercati di bestiame, le esposizioni e le manifestazioni simili con animali delle specie ricettive, come pure la transumanza di mandre sono vietati. L’USAV può estendere il divieto a regioni più grandi o a tutto il territorio nazionale.
...370
Art. 93 Macellazione
Per la macellazione di animali provenienti dalla zona di protezione e di sorveglianza valgono le seguenti disposizioni:
il veterinario ufficiale informa il controllore delle carni del macello dell’imminente fornitura di animali provenienti dalla zona di protezione;
il veterinario ufficiale esamina con particolare attenzione l’eventuale presenza di sintomi dell’epizoozia al momento della visita degli animali prima della macellazione e dell’ispezione delle carni.
Gli animali infetti non possono essere macellati. Gli animali sospetti possono essere macellati soltanto con l’autorizzazione del veterinario cantonale e se simultaneamente sono ordinati i necessari provvedimenti di sicurezza. Le carcasse e i prodotti della macellazione sono posti sotto sequestro fino all’esito negativo delle analisi.371
Se in un macello si sospetta o si diagnostica un’epizoozia altamente contagiosa, l’impianto deve essere chiuso immediatamente a ogni movimento di persone, animali e merci sino a nuovo ordine del veterinario cantonale.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo alle misure in caso di emergenza e alla procedura in caso di epizoozie altamente contagiose nei macelli.372
Art. 94 Abrogazione dei provvedimenti di sequestro
In caso di sospetto, i provvedimenti di sequestro sono abrogati se il sospetto è fugato dall’analisi ufficiale.
I provvedimenti di sequestro di effettivi sospetti di contaminazione sono abrogati se l’analisi degli animali al termine del periodo d’incubazione ha dato esito negativo.
Il sequestro dell’effettivo infetto è abrogato dopo l’eliminazione di tutti gli animali delle specie ricettive e ad avvenuta pulizia e disinfezione. L’effettivo sottostà in seguito alle limitazioni della zona in cui si trova.
I provvedimenti presi nella zona di protezione possono essere abrogati al più presto al termine del periodo d’incubazione della malattia, calcolato a partire dal momento in cui tutti gli animali delle specie ricettive dell’ultimo effettivo infetto sono stati eliminati. La condizione al riguardo è l’esito negativo dell’analisi degli effettivi secondo l’articolo 89 capoverso 1 lettera c. Dopo l’abrogazione della zona di protezione si applicano i provvedimenti in vigore per la zona di sorveglianza.
I provvedimenti nella zona di sorveglianza e nelle zone intermedie possono essere abrogati al più presto quando possono essere abrogati anche i provvedimenti nella relativa zona di protezione. 373
Art. 94a374 Reintroduzione di animali
Dopo la reintroduzione di animali, l’azienda è posta sotto sorveglianza ufficiale per 30 giorni. Dopo questo periodo vengono effettuati un’analisi clinica e un prelievo di campioni rappresentativo degli animali secondo le istruzioni del laboratorio nazionale di riferimento competente.
Art. 95 Disciplinamento di casi particolari
Su proposta del veterinario cantonale e nella misura in cui la situazione epizoologica lo consenta, l’USAV può autorizzare:
375una riduzione del raggio delle zone di protezione e di sorveglianza (art. 88 cpv. 1 e 2) o rinunciare alla loro delimitazione;
l’estivazione e lo svernamento nelle zone di protezione e di sorveglianza (art. 90 e 92);
376...
la macellazione di animali non sospetti fuori dalle zone di protezione e di sorveglianza se queste sussistono da più di 21 giorni (art. 90 e 92).
Art. 96 Situazioni d’emergenza
In situazioni d’emergenza, il DFI può ordinare:
la macellazione degli effettivi infetti; le esigenze relative ai mezzi di trasporto e ai macelli, come pure i provvedimenti per il trattamento e l’utilizzazione della carne si basano sulle istruzioni dell’USAV;
la vaccinazione; il tipo di vaccino e le sue modalità d’impiego, come pure la marchiatura degli animali vaccinati sono determinati dall’USAV.
Art. 97377 Documentazione per le situazioni d’emergenza e prescrizioni relative all’equipaggiamento
L’USAV redige ad uso degli organi della polizia sanitaria una documentazione per le situazioni d’emergenza finalizzata alla lotta contro le diverse epizoozie, aggiornandola costantemente alla luce delle nuove conoscenze acquisite.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo agli specialisti nonché alla quantità e al tipo di attrezzature e materiali di cui i Cantoni devono disporre in caso di epizoozia altamente contagiosa.
Art. 98 Indennità per perdite di animali
Le perdite di animali dovute a epizoozie altamente contagiose sono indennizzate dalla Confederazione nella misura del 90 per cento del valore di stima (art. 75).
Dopo aver sentito il proprietario degli animali, il Cantone stima gli animali che sono morti o devono essere eliminati a causa di un’epizoozia altamente contagiosa. Il verbale di stima è trasmesso entro dieci giorni all’USAV con tutte le pezze giustificative.
L’USAV decide in merito alla stima e fissa l’importo dell’indennità. La decisione è comunicata direttamente al proprietario degli animali ...378.
L’USAV chiede la restituzione delle indennità indebitamente versate. Se in tal modo dovessero verificarsi casi di rigore eccessivo, esso può rinunciare completamente o in parte alla restituzione.
Sezione 2 Afta epizootica
Art. 99 In generale
Sono considerati ricettivi all’afta epizootica tutti gli artiodattili e i proboscidati.379
Il periodo di incubazione è di 21 giorni.
Art. 100380
Art. 101 Latte, latticini e carne provenienti da effettivi sotto sequestro
Il veterinario cantonale può autorizzare la consegna di latte proveniente da effettivi sotto sequestro, ordinando i necessari provvedimenti di sicurezza e sotto vigilanza sanitaria, se il latte viene trasportato direttamente:381
382in un centro di raccolta del latte in cui prima della trasformazione o della consegna viene pastorizzato secondo le disposizioni emanate dal DFI in virtù dell’articolo 10 capoverso 4 ODerr383;
in un impianto in cui viene eliminato come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn384.385
Il veterinario cantonale provvede affinché:
i locali e le installazioni infetti dei centri di raccolta, nei quali sono state effettuate consegne di latte tra il momento della presunta propagazione dell’epizoozia nell’effettivo e il momento in cui sono stati ordinati i provvedimenti di sequestro, siano immediatamente puliti e disinfettati;
i latticini prodotti con latte presumibilmente infetto vengano eliminati come sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn386 387 o siano utilizzati in modo tale da impedire una propagazione dell’epizoozia;
la carne prodotta da animali ad unghia fessa di un effettivo infetto, macellata tra il momento della presunta propagazione dell’epizoozia nell’effettivo e il momento in cui sono stati ordinati i provvedimenti di sequestro, sia nel limite del possibile individuata ed eliminata come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn.
Informa il chimico cantonale in merito alle disposizioni di cui ai capoversi 1 lettera a e 2 lettere b e c.388
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo alla consegna di latte proveniente da effettivi sotto sequestro.389
Art. 102390 Movimento di animali e di merci nelle zone di protezione e di sorveglianza
In deroga all’articolo 90 capoversi 2 e 3, gli animali delle zone di protezione possono essere condotti al pascolo o consegnati al macello solo 15 giorni dopo l’ultimo caso di epizoozia.
Il latte non pastorizzato può essere consegnato fuori dalle zone di protezione e di sorveglianza soltanto se ciò avviene con l’autorizzazione del veterinario cantonale e mediante trasporto diretto a un’azienda nella quale viene pastorizzato secondo le disposizioni emanate dal DFI in virtù dell’articolo 10 capoverso 4 ODerr391. Il latte proveniente dalle zone di protezione non può essere trasbordato e deve essere pastorizzato nel primo centro di raccolta del latte direttamente dopo la raccolta.392
Per le zone di protezione e di sorveglianza, il veterinario cantonale può ordinare i seguenti provvedimenti:
un divieto di consegna del latte tramite le aziende a un centro di raccolta del latte oppure direttamente dalle aziende;
la raccolta del latte presso le aziende tramite imprese e lungo percorsi da lui stabiliti;
l’esclusione di determinate aziende dalla raccolta del latte secondo la lettera b per motivi logistici, geografici o strutturali;
l’abolizione del controllo del latte secondo l’ordinanza del 20 ottobre 2010393 sul controllo del latte.394
Egli può stabilire condizioni per la raccolta e la trasformazione del latte. Alle aziende di cui al capoverso 1ter lettera c può rilasciare un’autorizzazione derogatoria per la consegna del latte a determinati centri di raccolta.395
Nelle zone di sorveglianza egli può inoltre stabilire i centri di raccolta ai quali i produttori possono consegnare direttamente il loro latte e le condizioni necessarie per la consegna.396
Egli informa il chimico cantonale in merito ai provvedimenti ordinati di cui ai capoversi 1ter lettera a e 1quater e alle autorizzazioni di cui al capoverso 1bis.397
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo alla consegna di latte proveniente da effettivi delle zone di protezione e di sorveglianza.
I sottoprodotti della trasformazione del latte provenienti dalle zone di protezione e di sorveglianza devono essere pastorizzati prima di essere consegnati come alimenti per animali. L’USAV può estendere la validità di questo provvedimento ad altre aree o a tutto il territorio nazionale.
Nelle zone di protezione lo spandimento di letame e colaticcio può avvenire soltanto con l’autorizzazione del veterinario cantonale.
Art. 103398 Revoca dei provvedimenti di sequestro
In deroga all’articolo 94 capoverso 2, trascorsi dieci giorni il veterinario cantonale d’intesa con l’USAV può revocare il sequestro di effettivi di bovini sospetti di contagio se l’esame clinico di tutti gli animali ricettivi come pure l’esame sierologico del sangue e la messa in evidenza del genoma virale effettuati sugli animali sospetti hanno avuto esito negativo.
Dopo l’eliminazione di tutti gli animali delle specie ricettive, la pulizia e la disinfezione, il sequestro rinforzato dell’effettivo infetto può essere trasformato in sequestro semplice di 2° grado. Quest’ultimo viene revocato dopo la disinfezione e trascorsi 21 giorni. Alla scadenza di questo termine l’effettivo sottostà alle limitazioni vigenti nella zona in cui si trova.
Sezione 3399 Pleuropolmonite contagiosa dei caprini
Art. 104
Sono considerati ricettivi alla pleuropolmonite contagiosa dei caprini gli ovini, i caprini e le gazzelle.
Il periodo d’incubazione è di 45 giorni.
In deroga all’articolo 88 capoverso 2, la zona di protezione comprende solo l’effettivo infetto e la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 3 km intorno all’effettivo infetto.
Sezione 3a Morva400
Art. 105401 Campo d’applicazione e diagnosi
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la morva in cavalli, asini e zebre e loro incroci.
L’USAV definisce i metodi di analisi per la messa in evidenza della morva. Tiene conto al riguardo dei metodi di analisi riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della sanità animale402.
Il periodo d’incubazione è di 180 giorni.
Art. 105a403 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica al medico cantonale tutti i casi di morva.
Art. 105b404 Caso di sospetto e di epizoozia
In caso di sospetto di morva, il veterinario cantonale ordina, in deroga all’articolo 84, il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto di epizoozia o sospetto di contagio fino all’invalidazione del sospetto.
In caso di epizoozia, il veterinario cantonale ordina unicamente:
il sequestro semplice di 1° grado per l’effettivo infetto;
l’accertamento epidemiologico;
l’uccisione e l’eliminazione degli animali infetti;
l’analisi degli animali destinati al macello provenienti da effettivi sotto sequestro;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Il sequestro è revocato quando l’analisi degli animali rimanenti rivela che essi sono indenni da agenti patogeni dell’epizoozia.
Sezione 4 Pleuropolmonite contagiosa dei bovini
Art. 106 In generale
Sono considerati ricettivi alla pleuropolmonite contagiosa dei bovini tutti gli animali della specie bovina, i bufali e i bisonti.405
Il periodo d’incubazione è di 45 giorni.406
È diagnosticata la pleuropolmonite contagiosa quando è messo in evidenza il Mycoplasma mycoides subsp. mycoides SC.
Art. 107407 Zona di sorveglianza
Il veterinario cantonale istituisce una zona di sorveglianza nel raggio di 3 km intorno all’effettivo infetto.
Art. 108 Caso di sospetto
Se un veterinario, durante un’ispezione delle carni o durante un’autopsia, sospetta che un animale sia stato affetto da pleuropolmonite contagiosa dei bovini, ordina un’analisi batteriologica e patologica.
Se l’analisi di laboratorio non consente di escludere una pleuropolmonite contagiosa, il veterinario cantonale ordina l’analisi sierologica di tutti i bovini dell’effettivo d’origine di età superiore ai 12 mesi.
Gli animali per i quali l’analisi sierologica ha dato un risultato positivo devono essere isolati fino a quando è possibile escludere un’infezione sulla base di esami complementari.
Art. 109 Caso di epizoozia
In deroga all’articolo 85 capoverso 2 lettera b, il veterinario cantonale può ordinare la macellazione immediata degli animali della specie bovina clinicamente sani.
La testa e i visceri degli animali macellati devono essere eliminati come sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn408.
Art. 110 Revoca dei provvedimenti di sequestro
Il sequestro dell’effettivo infetto è revocato dieci giorni dopo l’eliminazione di tutti gli animali della specie bovina e a pulizia e disinfezione avvenute.
In deroga all’articolo 94 capoverso 2, i provvedimenti di sequestro di effettivi sospetti di contaminazione sono revocati qualora l’analisi di tutti gli animali di età superiore ai 12 mesi abbia dato un risultato negativo. L’effettivo deve essere sottoposto a un esame complementare dopo tre mesi. L’animale sospetto di contaminazione deve essere isolato fino a quando l’esame complementare ha dato un risultato negativo (art. 67).
I provvedimenti riguardanti il movimento di animali nella zona di protezione possono essere revocati dopo che tutti i bovini della zona sono stati sottoposti ad un’analisi sierologica con risultato negativo.
Art. 111 Accertamenti epidemiologici
In caso di diagnosi di pleuropolmonite contagiosa dei bovini, l’USAV ordina il prelievo e l’analisi di un numero rappresentativo di campioni per valutare la situazione epizoologica a livello svizzero.
Sezione 4a409 Dermatite nodulare contagiosa (Lumpy skin disease)410
Art. 111a411 In generale
Sono considerati ricettivi alla dermatite nodulare contagiosa tutti gli animali della specie bovina, i bufali e i bisonti.412
La dermatite nodulare contagiosa è diagnosticata quando, in un effettivo di animali ricettivi, è stato messo in evidenza il virus della dermatite nodulare contagiosa almeno in un animale.
Il periodo d’incubazione è di 28 giorni.
Art. 111b413 Sorveglianza
Dopo aver consultato i Cantoni, l’USAV può stabilire un programma per la sorveglianza degli effettivi di animali ricettivi.
Art. 111c414 Vaccinazioni
In deroga all’articolo 81, è ammessa la vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa degli animali ricettivi che sono destinati all’esportazione. Per la vaccinazione deve essere disponibile un’autorizzazione dell’USAV.
L’importazione di animali vaccinati è ammessa.
Se un focolaio di dermatite nodulare contagiosa è comparso o minaccia di comparire, l’USAV, dopo aver consultato i Cantoni, può ammettere o prescrivere la vaccinazione degli animali ricettivi contro la dermatite nodulare contagiosa. Esso stabilisce in un’ordinanza:
i territori nei quali la vaccinazione è ammessa o obbligatoria;
il tipo di vaccino da utilizzare e le modalità della vaccinazione.
Art. 111d415 Caso di sospetto
In caso di sospetto di epizoozia o di contagio da dermatite nodulare contagiosa, il veterinario cantonale ordina l’analisi del virus della dermatite nodulare contagiosa sugli animali interessati.
Il sospetto è considerato confutato quando non si riscontra alcun virus.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo dei campioni e sulla loro analisi.
Art. 111e416 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di dermatite nodulare contagiosa, in deroga all’articolo 85 capoverso 2 lettera b il veterinario cantonale può ordinare che negli effettivi in cui è stata effettuata una vaccinazione secondo l’articolo 111c vengano uccisi esclusivamente gli animali infetti.
In deroga all’articolo 88 capoverso 2, la zona di protezione comprende un territorio del raggio di 20 km intorno all’effettivo infetto e la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 50 km.417
L’USAV può ordinare che si rinunci all’uccisione e all’eliminazione degli animali provenienti da effettivi infetti se ciò non permette di impedire la propagazione della dermatite nodulare contagiosa.
Art. 111 f e 111g418
Sezione 5419 Peste equina
Art. 112 In generale
Sono considerati ricettivi alla peste equina i cavalli, le zebre, gli asini e i loro incroci.
La peste equina è diagnosticata quando, in un effettivo di animali ricettivi, è stato messo in evidenza il virus della peste equina almeno in un animale.
Il periodo d’incubazione è di 14 giorni.420
Art. 112a Sorveglianza
Dopo aver consultato i Cantoni, l’USAV può stabilire un programma:
per la sorveglianza degli effettivi di animali ricettivi;
per la sorveglianza delle specie di insetti che possono essere vettori dei virus della peste equina.
L’USAV può emanare prescrizioni tecniche sulle misure preventive destinate alla protezione degli animali ricettivi dagli insetti vettori.
Art. 112b Caso di sospetto
In deroga all’articolo 84 capoverso 2 lettera a, in caso di sospetto di epizoozia di peste equina o di contagio, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto. Egli ordina inoltre: 421
422l’analisi dei virus della peste equina sugli animali interessati;
provvedimenti che permettono di ridurre la popolazione di insetti vettori.
Il sospetto è considerato confutato quando non si riscontrano più virus.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo al prelievo dei campioni e alla loro analisi, nonché riguardo ai provvedimenti che permettono di ridurre la popolazione di insetti vettori.
Art. 112c Caso di epizoozia
In deroga all’articolo 85 capoverso 1, in caso di diagnosi di peste equina, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Egli ordina inoltre:423
l’uccisione e l’eliminazione degli animali infetti;
provvedimenti che permettono di ridurre la popolazione di insetti vettori.
Egli può esentare gli animali ricettivi dai provvedimenti di sequestro, se:
l’esame per accertare la presenza della peste equina ha dato esito negativo; e
gli animali sono stati protetti senza interruzione dagli insetti vettori dal momento dell’analisi secondo l’articolo 112b capoverso 1 lettera b.
Egli revoca i provvedimenti di sequestro se tutti gli animali ricettivi dell’effettivo:
sono stati sottoposti due volte a un’analisi sierologica, a un intervallo di almeno 30 giorni, e non è stato riscontrato alcun nuovo contagio; oppure
sono stati vaccinati contro la peste equina e da allora sono trascorsi almeno 30 giorni.
In deroga al capoverso 1 lettera a, l’USAV può ordinare che si rinunci all’uccisione e all’eliminazione degli animali infetti se ciò non permette di impedire la propagazione della peste equina.
Art. 112d Zona delimitata a causa della peste equina
In deroga all’articolo 88 capoverso 2, la zona di protezione comprende un territorio del raggio di 100 km intorno all’effettivo infetto e la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 150 km.424
L’USAV revoca le zone di protezione e di sorveglianza, dopo aver consultato i Cantoni, se durante almeno un anno non sono più stati diagnosticati virus della peste equina negli animali ricettivi.425
L’USAV stabilisce a quali condizioni è permesso trasportare all’esterno della zona delimitata a causa della peste equina gli animali ricettivi, il loro seme, ovuli ed embrioni.
Art. 112e Periodi e territori privi di vettori
Dopo aver consultato i Cantoni, l’USAV può dichiarare privi di vettori periodi e territori nei quali non siano state osservate attività o attività ridotte degli insetti che possono essere vettori dei virus della peste equina.
Durante i periodi e nei territori privi di vettori, il veterinario cantonale può rinunciare, completamente o parzialmente, a ordinare i provvedimenti di sequestro, i provvedimenti che permettono di ridurre la popolazione di insetti vettori e le vaccinazioni.
Art. 112f Vaccinazioni
La vaccinazione contro la peste equina è vietata. È ammessa la vaccinazione degli animali ricettivi che sono destinati all’esportazione, ma a condizione che sia disponibile un’autorizzazione dell’USAV.
L’importazione di animali vaccinati è ammessa.
Se un focolaio di peste equina è comparso o minaccia di comparire in Svizzera, l’USAV, dopo aver consultato i Cantoni, può prescrivere la vaccinazione degli animali ricettivi contro i virus della peste equina. Esso stabilisce in un’ordinanza:
i territori nei quali la vaccinazione è ammessa o obbligatoria;
il tipo di vaccino da utilizzare e le modalità della vaccinazione.
Art. 113 a 115
Abrogati
Sezione 6 Peste suina africana e classica
Art. 116 In generale
Sono considerati ricettivi alla peste suina i seguenti animali:
peste suina africana: tutti gli animali della specie suina, compresi i cinghiali;
peste suina classica: tutti gli animali della specie suina, compresi i cinghiali e i taiassuidi.426
Il periodo d’incubazione è di 15 giorni.427
Gli articoli 117 a 120 non si applicano ai cinghiali in libertà.
Art. 117 Provvedimenti concernenti la macellazione e la carne
Nel macello, i suini provenienti dalle zone di protezione e di sorveglianza devono essere stabulati separatamente e macellati in locali o in tempi diversi.
Se è diagnosticata la peste suina in un macello, tutti i suini trasportati con l’animale infetto devono essere uccisi ed eliminati.
La macellazione di suini nel macello in questione è nuovamente ammessa al più presto il giorno successivo a quello in cui sono state effettuate la pulizia e la disinfezione.
Il veterinario cantonale provvede affinché la carne di suini provenienti da effettivi infetti, macellati tra il momento della presunta propagazione dell’epizoozia nell’effettivo e il momento in cui sono stati ordinati i provvedimenti di sequestro, sia nella misura del possibile individuata ed eliminata come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn428.
La carne dei suini può essere portata fuori dalle zone di sorveglianza e di protezione solo con l’autorizzazione del veterinario cantonale; l’USAV emana prescrizioni tecniche sull’identificazione e il trattamento di questa carne.
Art. 118429 Movimento di animali nelle zone di protezione in caso di focolaio di peste suina africana
In caso di comparsa della peste suina africana il veterinario cantonale può, in deroga all’articolo 90 capoverso 2, autorizzare il trasferimento di animali in un altro effettivo se tutti gli animali delle specie ricettive sono stati analizzati e non vi sono casi sospetti di epizoozia.
Prima di abbandonare l’effettivo, gli animali devono essere contrassegnati in modo univoco.
Art. 118a430 Movimento di animali nelle zone di protezione e di sorveglianza in caso di focolaio di peste suina classica
In caso di comparsa della peste suina classica gli animali delle specie ricettive possono lasciare le stalle per l’uscita sui pascoli o nelle corti limitrofe alla rispettiva stalla soltanto se tutti gli effettivi della zona di protezione sono stati analizzati e non sono stati diagnosticati ulteriori casi.
L’articolo 90 capoverso 3 è applicabile soltanto se tutti gli effettivi della zona di protezione sono stati analizzati e non sono stati diagnosticati ulteriori casi.
In deroga all’articolo 92 capoverso 3 i suini possono essere trasferiti in un altro effettivo o al macello solo sette giorni dopo che è stata ordinata la zona di sorveglianza. Prima di abbandonare l’effettivo, gli animali devono essere contrassegnati in modo univoco.
Art. 119431 Revoca dei provvedimenti di sequestro nelle zone di sorveglianza
I provvedimenti di sequestro nelle zone di sorveglianza possono essere revocati:
al più presto 15 giorni dopo la revoca dei provvedimenti di sequestro nelle zone di protezione; e
dopo che l’analisi sierologica di un numero rappresentativo di effettivi ha dato un risultato negativo.
Art. 120 Reintroduzione di animali
In deroga all’articolo 94a, i suini possono essere reintrodotti nell’azienda alle seguenti condizioni:432
in caso di detenzione all’aperto, dopo che due analisi sierologiche a distanza di tre settimane effettuate su suinetti-sentinella hanno dato un risultato negativo;
in caso di altre forme di detenzione, conformemente alla lettera a oppure immediatamente; in quest’ultimo caso è ordinato il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo per la durata di 60 giorni, il quale è revocato solo se l’analisi sierologica di un numero rappresentativo di suini ha dato un risultato negativo.
Art. 121 Peste suina dei cinghiali in libertà
In caso di sospetto di peste suina di cinghiali in libertà, il veterinario cantonale prende i seguenti provvedimenti:
informazione immediata del servizio cantonale della caccia e degli ambienti venatori;
analisi dei cinghiali uccisi o trovati morti; e
informazione dei detentori di suini sui provvedimenti precauzionali da prendere per evitare contatti tra i suini domestici e i cinghiali.
In caso di diagnosi di peste suina di cinghiali in libertà:
433previa consultazione dei veterinari cantonali, l’USAV stabilisce zone di sequestro iniziale, di controllo e di osservazione e ordina le analisi necessarie per determinare la diffusione dell’epizoozia;
434l’USAV definisce, d’intesa con l’UFAM, l’UFAG, il veterinario cantonale, le autorità cantonali in materia di caccia e agricoltura e altri specialisti, provvedimenti per eradicare l’epizoozia;
435il veterinario cantonale stabilisce la delimitazione esatta delle zone di sequestro iniziale, di controllo e di osservazione e ordina i necessari provvedimenti di biosicurezza atti a evitare i contatti tra suini domestici e cinghiali;
436...
Nelle zone di sequestro iniziale, di controllo e di osservazione il veterinario cantonale può, previa consultazione delle altre autorità cantonali competenti, temporaneamente:
limitare o vietare la caccia alla selvaggina di qualsiasi specie;
designare determinate zone boschive o altri spazi vitali di cinghiali, segnatamente zone rivierasche con canneti:
a cui non si può accedere,
in cui è obbligatorio rimanere sui sentieri e tenere i cani al guinzaglio.437
A condizione che sia garantita la biosicurezza nel miglior modo possibile, nelle zone di cui al capoverso 2bis lettera b possono essere autorizzati lavori importanti non procrastinabili, in particolare i pertinenti lavori forestali, d’intesa con il veterinario cantonale e secondo le sue direttive.438
D’intesa con l’UFAM, l’USAV emana prescrizioni tecniche sui provvedimenti da adottare per lottare contro la peste suina dei cinghiali in libertà.439
Sezione 7440 Malattie virali del pollame
A. Influenza aviaria
Art. 122 In generale
L’influenza aviaria è un’infezione del pollame causata da virus influenzali di tipo A. Sono considerati ricettivi tutti il pollame, in particolare il pollame da cortile.
È considerata ad alta patogenicità se è causata da:
virus influenzali A di sottotipo H5 e H7 con una sequenza genomica che codifica gli amminoacidi basici multipli nel sito di clivaggio della molecola di emoagglutinina;
441virus influenzali A con un indice di patogenicità intravenoso superiore a 1,2.
È considerata a bassa patogenicità se è causata da virus influenzali A che non sono altamente patogeni.442
Il periodo di incubazione è di 21 giorni.
L’USAV emana prescrizioni tecniche concernenti le misure contro l’influenza aviaria.443
Art. 122a444
Art. 122b Influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame da cortile e in altro pollame in cattività: sistemi di stabulazione e movimento di animali nelle zone di protezione e di sorveglianza
Nelle zone di protezione e di sorveglianza del pollame da cortile e altro pollame in cattività possono essere tenuti solo in stalle o in altri sistemi di stabulazione chiusi muniti di una tettoia a tenuta stagna e di barriere laterali che impediscono l’intrusione di altro pollame.
In deroga agli articoli 90 e 92 il veterinario cantonale può autorizzare che:
le uova da cova, i pulcini di un giorno, le pollastrelle, le galline ovaiole, i tacchini da ingrasso ed il pollame custodito nei giardini zoologici siano introdotti nelle zone o trasportati fuori dalle stesse;
il pollame sia trasportati per macellazione direttamente in un macello situato all’interno o al di fuori delle zone.
Nel caso in cui abbia autorizzato le deroghe di cui al capoverso 2, il veterinario cantonale provvede affinché:
tutti gli animali delle specie ricettive siano visitati dal veterinario ufficiale;
i mezzi di trasporto e il materiale d’imballaggio siano puliti e disinfettati; e
le uova da cova siano sottoposte a disinfezione.
Ordina la quarantena, conformemente all’articolo 68, per le aziende detentrici di animali in cui sono stati introdotti uova da cova o animali secondo il capoverso 2.
Altro pollame in cattività tenuto nell’economia domestica per compagnia e che non ha contatti con il pollame di altri effettivi (uccelli da compagnia) può essere trasferito in un altro luogo dal detentore, purché non si tratti di oltre cinque esemplari.
Art. 122c Influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame da cortile e in altri pollame in cattività: movimento di merci nelle zone di protezione e di sorveglianza
La carne e i prodotti a base di carne di pollame non possono essere trasferiti fuori dalla zona di protezione.
Le uova destinate al consumo non possono essere introdotte nelle zone o trasportate fuori dalle stesse.
Il letame proveniente da effettivi che si trovano nelle zone di protezione o di sorveglianza può essere sparso solo nella zona corrispondente. Per lo spandimento del letame nella zona di protezione è necessaria un’autorizzazione del veterinario ufficiale.
Il veterinario cantonale può concedere deroghe ai divieti di cui al capoverso 1 e 2.
Art. 122d Influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame da cortile e in altro pollame in cattività: ulteriori provvedimenti
Il veterinario cantonale provvede affinché:
i prodotti provenienti da effettivi infetti, come la carne di pollame, le uova da consumo, le uova da cova e i pulcini, ottenuti nel periodo tra la presunta propagazione dell’epizoozia e il momento in cui sono stati ordinati i provvedimenti di sequestro, siano individuati ed eliminati come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn445 e le aziende di destinazione siano pulite e disinfettate;
i materiali di trasporto e d’imballaggio contaminati siano disinfettati o eliminati;
ogni caso di sospetto o di epizoozia sia notificato al veterinario cantonale;
le persone esposte al contagio siano protette da tale rischio.
Sulla base di accertamenti epidemiologici, il veterinario cantonale può delimitare una regione a rischio elevato confinante con una zona di sorveglianza (zona di restrizione) ed estendere a essa le misure previste per le zone di protezione e di sorveglianza. L’estensione della zona di restrizione viene fissata dall’USAV dopo aver sentito il veterinario cantonale.
Art. 122e Influenza aviaria a bassa patogenicità nel pollame da cortile e in altro pollame in cattività
Il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 2° grado dell’effettivo infetto.
Le uova provenienti da effettivi infetti devono essere eliminate. Il veterinario cantonale può autorizzare che le uova siano immesse in commercio come derrate alimentari se sono trasferite direttamente in un’azienda di trasformazione, dove vengono rotte e sottoposte a un trattamento termico. Egli informa il chimico cantonale in merito all’autorizzazione.446
In deroga all’articolo 88 il veterinario cantonale non ordina alcuna zona di protezione e di sorveglianza.
Egli delimita una zona a rischio elevato (zona di restrizione) attorno all’effettivo infetto e può disporre controlli in altre aziende detentrici di animali come pure provvedimenti di cui agli articoli 89–92, 122b e 122c. L’estensione della zona di restrizione viene fissata dall’USAV dopo aver sentito il veterinario cantonale.
Il veterinario cantonale può concedere, d’intesa con l’USAV, deroghe all’uccisione degli animali ricettivi che occorre ordinare secondo l’articolo 85 capoverso 2 lettera b.447
Art. 122f448 Influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in libertà
In caso di diagnosi di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in libertà, l’USAV ordina le analisi necessarie per determinare la diffusione dell’epizoozia.
Dopo aver consultato i veterinari cantonali, determina zone di controllo e di osservazione. Il veterinario cantonale stabilisce la delimitazione esatta delle zone di controllo e di osservazione.
All’interno delle zone di controllo e di osservazione il veterinario cantonale ordina quanto segue:
la separazione delle diverse specie di pollame, se necessario per impedire la diffusione dell’epizoozia;
i provvedimenti necessari atti a evitare contatti tra il pollame domestico e gli uccelli selvatici;
i provvedimenti di igiene necessari;
gli obblighi particolari degli avicoltori.
All’interno delle zone di controllo e di osservazione può inoltre:
limitare o vietare il movimento di animali, persone e merci;
previa consultazione delle autorità cantonali in materia di caccia, limitare o vietare la caccia agli uccelli selvatici.
Dopo aver consultato l’UFAM, l’USAV emana prescrizioni tecniche sui provvedimenti da adottare contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in libertà.
B. Malattia di Newcastle
Art. 123 In generale449
Sono considerati ricettivi alla malattia di Newcastle tutti il pollame tenuti in cattività e le loro uova da cova.
La malattia di Newcastle è diagnosticata se:
450è messo in evidenza l’ortoavulavirus aviario di tipo 1 (Orthoavulavirus javaense); oppure
vengono messi in evidenza anticorpi dell’ortoavulavirus aviario di tipo 1.451
In deroga al capoverso 1bis lettera b, la malattia di Newcastle non è diagnosticata se nei piccioni sono stati messi in evidenza anticorpi.452
Il periodo di incubazione è di 21 giorni.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo ai provvedimenti contro la malattia di Newcastle.453
Art. 123a454 Provvedimenti in caso di sospetto di epizoozia e in caso di epizoozia
Se la malattia di Newcastle si manifesta in pollame tenuto in cattività, il veterinario cantonale vieta il movimento di uova, contenitori di trasporto e imballaggi per uova nonché lo spandimento di letame proveniente da effettivi sospetti di contagio, sospetti di epizoozia o infetti.
Il veterinario cantonale provvede affinché i prodotti, provenienti da effettivi infetti, come la carne di pollame, le uova da consumo, le uova da cova e i pulcini prodotti nel periodo compreso tra la presunta propagazione dell’epizoozia e il momento in cui sono stati ordinati i provvedimenti di sequestro, siano individuati ed eliminati come sottoprodotti della categoria 2 secondo l’articolo 6 OSOAn455. Occorre eliminare anche i contenitori di trasporto e gli imballaggi per uova provenienti dall’effettivo infetto, se questi non possono essere convenientemente puliti e disinfettati.
In deroga all’articolo 94 capoverso 2, trascorsi dieci giorni il veterinario cantonale d’intesa con l’USAV può revocare il sequestro rinforzato di effettivi sospetti di contagio se l’esame clinico di tutti gli animali ricettivi come pure l’esame sierologico del sangue e la messa in evidenza del genoma virale effettuati su un campione di animali sospetti di contagio hanno avuto esito negativo.456
Il sequestro rinforzato dell’effettivo infetto viene revocato trascorsi 21 giorni, dopo l’eliminazione di tutti gli animali delle specie ricettive, la pulizia e la disinfezione.457
Art. 123b458 Malattia di Newcastle nel pollame da cortile
Se la malattia di Newcastle si manifesta nel pollame da cortile, d’intesa con l’USAV il veterinario cantonale ordina che il pollame da cortile, i piccioni e l’altro pollame in cattività possa essere tenuto solo in pollai chiusi o in altri sistemi di detenzione chiusi muniti di una copertura impermeabile nonché di dispositivi per la chiusura laterale che impediscano l’intrusione di altri uccelli.
In deroga agli articoli 90 e 92 e d’intesa con l’USAV, il veterinario cantonale può autorizzare:
l’introduzione nelle zone di protezione o di sorveglianza, o il trasporto fuori dalle zone di protezione o di sorveglianza, di uova da cova, pulcini di un giorno, pollastrelle, galline ovaiole, tacchini da ingrasso e pollame custoditi nei giardini zoologici;
il trasporto diretto di pollame in un macello situato fuori dalle zone.
Se autorizza le deroghe di cui al capoverso 2, il veterinario cantonale provvede affinché:
tutti gli animali delle specie ricettive siano esaminati dal veterinario ufficiale;
gli imballaggi e i mezzi di trasporto vengano puliti e disinfettati; e
le uova da cova vengano disinfettate.
Il veterinario cantonale ordina la messa in quarantena ai sensi dell’articolo 68 delle aziende detentrici di animali in cui sono stati introdotti uova da cova o animali secondo il capoverso 2 lettera a.
Il letame non può essere trasportato fuori dalla zona di protezione e di sorveglianza. Lo spandimento di letame nelle zone di protezione necessita dell’autorizzazione del veterinario ufficiale.
Art. 123c459
Art. 124460 Malattia di Newcastle nei piccioni
Se la malattia di Newcastle si manifesta nei piccioni, le prescrizioni relative alle zone di protezione e di sorveglianza non si applicano.
In deroga all’articolo 81 è ammessa la vaccinazione di piccioni con un vaccino inattivato.461
I piccioni viaggiatori che partecipano a manifestazioni come fiere o gare di volo devono essere vaccinati con un vaccino ai sensi del capoverso 2. In merito alla vaccinazione suddetta, un certificato veterinario recante il numero dell’anello apposto alla zampa deve attestare che i piccioni viaggiatori sono stati vaccinati entro i sette mesi che precedono la manifestazione ma almeno tre settimane prima di quest’ultima.
D’intesa con l’USAV, il veterinario cantonale può concedere deroghe all’uccisione di piccioni prevista dall’articolo 85 capoverso 2 lettera b.
Art. 125462 La malattia di Newcastle in altro pollame tenuto in cattività
Se la malattia di Newcastle si manifesta in pollame tenuto in cattività diversi dal pollame da cortile e dai piccioni, le prescrizioni relative alle zone di protezione e di sorveglianza non si applicano
Sezione 8 Altre epizoozie altamente contagiose
Art. 126463 Peste bovina
Sono considerati ricettivi alla peste bovina tutti gli artiodattili.
Il periodo d’incubazione è di 21 giorni.
Art. 126a464 Peste dei piccoli ruminanti
Sono considerati ricettivi alla peste dei piccoli ruminanti gli ovini, i caprini, i camelidi e i cervidi.
Il periodo d’incubazione è di 21 giorni.
Art. 126b465 Febbre della Valle del Rift
Sono considerati ricettivi alla febbre della Valle del Rift gli artiodattili, ad eccezione di suini, perissodattili e proboscidati.
Il periodo d’incubazione è di 30 giorni.
In deroga all’articolo 88 capoverso 2, la zona di protezione comprende un territorio del raggio di 20 km intorno all’effettivo infetto e la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 50 km.
Art. 126c466 Vaiolo ovino e caprino
Sono considerati ricettivi al vaiolo ovino e caprino gli ovini e i caprini.
Il periodo d’incubazione è di 21 giorni.
Art. 127 Movimento di animali nelle zone di protezione e di sorveglianza
In deroga agli articoli 90 e 92, l’USAV può ordinare limitazioni supplementari o concedere agevolazioni per il movimento di animali e di prodotti animali nelle zone di protezione e di sorveglianza, a dipendenza della situazione epizoologica.
Capitolo 3 Epizoozie da eradicare
Sezione 1 Disposizioni comuni
Art. 128467 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione si applicano alle epizoozie da eradicare, eccettuate la necrosi ematopoietica infettiva, la setticemia emorragica virale e l’anemia infettiva dei Salmonidi (art. 280‒284).
Art. 129 Accertamento delle cause d’aborto
Il detentore di animali notifica ad un veterinario tutti gli aborti nelle femmine della specie bovina gravide da almeno tre mesi, come pure tutti gli aborti nelle femmine delle specie ovina, caprina e suina.468
Se si verifica un aborto in un’azienda detentrice di animali di un commerciante di bestiame o durante l’estivazione, o se in un effettivo di animali a unghia fessa nell’arco di quattro mesi ha abortito più di una femmina, il veterinario è tenuto a svolgere un’analisi.469
L’analisi comprende:
per gli animali della specie bovina, i bufali e i bisonti: diarrea virale bovina; Brucella abortus, B. melitensis e B. suis, Coxiella burnetii e rinotracheite infettiva dei bovini e vulvovaginite pustolosa infettiva;
per gli ovini e i caprini: Brucella abortus, B. melitensis e B. suis; Coxiella burnetii e Chlamydia abortus;
per i suini: Brucella abortus, B. melitensis e B. suis; sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini e malattia di Aujeszky.470
Il veterinario dispone l’esame delle placente espulse e dei feti abortiti. Se si tratta di aborti occorre inviare in laboratorio anche campioni di sangue delle madri che hanno abortito.471
Il veterinario cantonale ordina altre analisi a seconda dei casi.
Art. 130472
Art. 130a473 Analisi di verifica dopo la comparsa di un’epizoozia
Al termine delle misure ordinate per combattere un’epizoozia, il veterinario cantonale verifica l’efficacia dei provvedimenti di lotta adottati tramite analisi di verifica.
D’intesa con l’USAV, definisce il campione rappresentativo necessario per le nuove analisi di verifica di effettivi o animali.
Art. 131474 Indennità
Le perdite di animali ai sensi dell’articolo 32 capoverso 1 LFE sono indennizzate per tutte le epizoozie elencate nel presente capitolo.
Sezione 2 Carbonchio ematico
Art. 132 Diagnosi
È diagnosticato il carbonchio ematico quando è messo in evidenza il Bacillus anthracis. Per l’analisi occorre inviare il sangue prelevato con una siringa.
Il periodo d’incubazione è di 15 giorni.
Art. 133 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica ogni caso di carbonchio ematico al medico cantonale.
Art. 134 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di carbonchio ematico, il veterinario cantonale ordina, nell’effettivo infetto, i seguenti provvedimenti:
il sequestro semplice di 2° grado;
l’uccisione, senza spargimento di sangue, degli animali ammalati;
475l’eliminazione degli animali uccisi o periti;
la misurazione, due volte al giorno, della temperatura degli animali minacciati;
la pulizia e la disinfezione delle stalle e di tutti gli oggetti contaminati;
476la pastorizzazione del latte.
Può ordinare vaccinazioni o cure per effettivi minacciati.
Revoca il sequestro di cui al capoverso 1 al più presto 15 giorni dopo l’ultimo caso di epizoozia.
Sezione 3 Malattia di Aujeszky
Art. 135 Campo d’applicazione
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la malattia di Aujeszky dei suini.
Se è diagnosticata la malattia di Aujesky in altri animali domestici, il veterinario cantonale ordina un’indagine epidemiologica negli effettivi di suini minacciati.
Art. 136 Diagnosi
È diagnosticata la malattia di Aujeszky quando sono messi in evidenza gli anticorpi herpes virus suis tipo I oppure l’agente infettivo.
Il periodo d’incubazione è di 21 giorni.
Art. 137477 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di suini sono riconosciuti ufficialmente indenni dalla malattia di Aujeszky. In caso di sospetto di epizoozia o in caso di epizoozia, agli effettivi interessati è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale fino alla revoca del sequestro.
Art. 138 Obbligo di notifica
I laboratori notificano al veterinario cantonale tutti i casi diagnosticati di malattia di Aujeszky.
Art. 139 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione da malattia di Aujeszky, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto è invalidato quando l’analisi sierologica di un numero rappresentativo di animali risulta negativa.
Art. 140 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di malattia di Aujeszky, il veterinario cantonale ordina, nell’effettivo di suini infetto, i seguenti provvedimenti:
il sequestro semplice di 1° grado;
la macellazione di animali sospetti o infetti;
la lotta contro i topi e i ratti;
la pulizia e la disinfezione delle stalle dopo che gli animali sospetti o infetti sono stati allontanati.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate; oppure
l’analisi sierologica di tutti gli animali da allevamento e di un numero rappresentativo di animali da ingrasso, effettuata due volte a 21 giorni di distanza, è risultata negativa; il primo campione può essere prelevato al più presto 21 giorni dopo l’eliminazione dell’ultimo animale infetto.
Art. 141 Utilizzazione delle carni
Le carni di animali provenienti da effettivi sotto sequestro vanno utilizzate secondo le direttive dell’USAV.
Sezione 4 Rabbia
Art. 142 Diagnosi
L’USAV designa un centro nazionale per la diagnosi della rabbia.
Il periodo di incubazione è di 120 giorni.478
Art. 142a479 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di bestiame sono riconosciuti ufficialmente indenni da rabbia.
Art. 143 Obbligo di notifica
Chiunque osservi animali selvatici o animali domestici senza padrone, che presentano sintomi sospetti di rabbia, deve annunciarlo al più vicino posto di polizia, alla polizia della caccia o ad un veterinario.
I detentori di animali devono annunciare ad un veterinario gli animali domestici che presentano sintomi sospetti di rabbia, nonché quelli che sono stati feriti da un animale che presenta sintomi sospetti di rabbia oppure da un animale rabbioso o che sono venuti a contatto con un tale animale.
Il veterinario cantonale notifica al medico cantonale ogni caso di rabbia nonché i casi di sospetto che potrebbero costituire un pericolo per le persone.
Il Centro nazionale notifica immediatamente ogni caso di rabbia al mittente ed al veterinario cantonale competente.
Art. 144 Caso di sospetto
I detentori di animali devono isolare fino al momento della visita veterinaria gli animali che presentano sintomi di rabbia.
Il veterinario cantonale stabilisce se:
gli animali che presentano sintomi di rabbia vanno inviati al Centro nazionale per l’analisi;
gli animali domestici che presentano sintomi sospetti di rabbia vanno uccisi oppure isolati per almeno dieci giorni e se vanno sottoposti alla visita del veterinario ufficiale immediatamente prima della revoca dell’isolamento.
La polizia o la polizia della caccia deve procedere all’immediata uccisione degli animali selvatici che presentano sintomi sospetti di rabbia. Anche gli organi della polizia epizootica, i titolari di un permesso di caccia e i privati in pericolo sono autorizzati ad uccidere tali animali.
Art. 145 Animali sospetti di contaminazione
Gli animali domestici che sono stati feriti da un animale sospetto o infetto di rabbia o che sono entrati in contatto con un tale animale:
480devono essere uccisi oppure isolati per almeno 120 giorni in modo da non risultare pericolosi né per le persone né per gli altri animali;
possono essere vaccinati soltanto se è dimostrato che sono stati vaccinati nei 24 mesi antecedenti; per gli animali rivaccinati il periodo di isolamento può essere ridotto a 30 giorni;
devono essere esaminati dal veterinario ufficiale alla fine del periodo di isolamento.
Art. 146 Caso di epizoozia
Gli animali domestici manifestamente affetti da rabbia devono essere uccisi senza indugio.
Se è diagnosticata la rabbia, il veterinario cantonale definisce, a seconda delle circostanze e delle condizioni topografiche, un’adeguata zona di sequestro. Ordina inoltre:
adeguati provvedimenti di sequestro per gli effettivi con animali che presentano sintomi sospetti di rabbia o che ne sono affetti;
la chiusura temporanea dei giardini zoologici, parchi naturali e strutture simili, nei quali è stata constatata la presenza di un animale affetto da rabbia, fino all’adozione di sufficienti misure di protezione dei visitatori;
la pulizia e la disinfezione degli oggetti contaminati e dei locali dai quali sono stati allontanati animali infetti o sospetti.
Art. 147 Provvedimenti nella zona di sequestro
Nella zona di sequestro sono applicabili le seguenti disposizioni:
chi vuole mettere in commercio, come derrate alimentari, selvatici ungulati abbattuti che non presentano sintomi sospetti di rabbia, deve decapitare l’animale in modo che le ghiandole salivari non vengano né incise né recise;
i titolari di un permesso di caccia possono impiegare le teste di ruminanti selvatici e le pelli di animali predatori per trofei e pellicce solamente se non vi è alcun sospetto di rabbia;
chi trova volpi o tassi morti, deve annunciarlo al più vicino posto di polizia oppure alla polizia della caccia;
i gatti abbandonati o randagi, che presentano sintomi sospetti di rabbia, devono essere uccisi dalla polizia, dalla polizia della caccia oppure dai titolari di un permesso di caccia;
i cani randagi che non possono essere catturati devono essere uccisi dalla polizia, dalla polizia della caccia o dai titolari di un permesso di caccia. Per la cattura dev’essere richiesta possibilmente la partecipazione del detentore del cane;
gli animali uccisi, la selvaggina morta e le teste recise devono essere eliminati come sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn481, qualora non risulti necessario un esame delle teste o delle carcasse;
all’interno e ai margini dei boschi i cani devono essere tenuti al guinzaglio. Nelle altre zone possono essere lasciati in libertà sotto stretta sorveglianza. Non sono soggetti a queste limitazioni i cani vaccinati delle guardie di confine, della polizia, dell’esercito e da valanga quando sono in servizio nonché i cani da caccia durante l’attività venatoria;
gli animali che hanno morso una persona devono essere posti sotto sorveglianza durante dieci giorni ed in seguito visitati dal veterinario ufficiale. Fino a tale termine possono essere uccisi unicamente con l’autorizzazione del veterinario ufficiale;
nei giardini zoologici, parchi naturali e strutture simili, dove gli animali possono entrare in contatto con i visitatori, vanno adottate misure volte alla tutela di questi ultimi.
Il sequestro di una determinata zona è revocato al più presto 180 giorni e al più tardi un anno dopo l’ultimo caso di rabbia registrato nella zona di sequestro e nelle regioni confinanti.
Art. 148 Provvedimenti collaterali
Il veterinario cantonale può ordinare, all’occorrenza, che nella zona di sequestro i gatti e gli altri animali domestici vengano vaccinati contro la rabbia.
Egli provvede all’informazione della popolazione in caso di comparsa della rabbia. A tal fine vanno affissi nella zona di sequestro cartelloni che riportano i sintomi principali della malattia, le regole di comportamento e gli estratti delle prescrizioni in materia.
I Cantoni provvedono alla riduzione dell’effettivo delle volpi avvalendosi delle competenze previste dalla legislazione sulla caccia.
Art. 149 Vaccinazioni
Le vaccinazioni degli animali domestici devono essere attestate dal veterinario nel certificato di vaccinazione. Con riferimento ai cani, il numero del microchip o del tatuaggio deve essere registrato nel certificato di vaccinazione. L’USAV emana prescrizioni tecniche concernenti lo svolgimento delle vaccinazioni.482
Per gli animali selvatici sono applicabili le seguenti disposizioni:
nelle zone in cui sono registrati casi di rabbia nelle volpi i Cantoni svolgono campagne di vaccinazione ai fini dell’immunizzazione orale. All’occorrenza, queste campagne sono estese ad altre zone;
i Cantoni ripetono le campagne di vaccinazione fino alla eradicazione della rabbia nelle volpi. Essi provvedono affinché un numero rappresentativo di volpi provenienti dalle zone di vaccinazione e dalle aree confinanti sia inviato per controllo al Centro nazionale;
i Cantoni di confine effettuano nelle zone minacciate campagne di vaccinazione delle volpi per prevenire una propagazione della rabbia sul territorio nazionale. La Confederazione mette a disposizione gratuitamente il vaccino a questi Cantoni;
i Cantoni informano anticipatamente la popolazione sulle campagne di vaccinazione;
l’USAV e il Centro nazionale coordinano e sorvegliano le campagne di vaccinazione.
Sezione 5 Brucellosi dei bovini
Art. 150 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la brucellosi dei bovini negli animali della specie bovina, nei bufali e bisonti a seguito di infezioni da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis.483
Se l’epizoozia è diagnosticata in altre specie animali, il veterinario cantonale ordina i provvedimenti che trovano applicazione nella lotta contro la brucellosi bovina.
Art. 151484 Periodo d’incubazione
Il periodo di incubazione è di 180 giorni.
Art. 152485 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di bovini, bufali e bisonti sono riconosciuti ufficialmente indenni da brucellosi. In caso di sospetto di epizoozia o in caso di epizoozia, all’effettivo interessato è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale sino alla cessazione del sequestro.
Art. 153 Obbligo di notifica
... 486
Il veterinario cantonale notifica ogni caso di brucellosi bovina al medico ed al chimico cantonali.
Art. 154 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione, il veterinario cantonale ordina per l’effettivo in questione:
il sequestro semplice di 1° grado fino all’invalidazione del sospetto;
l’analisi batteriologica delle placente e di tutti i feti abortiti, fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto risulta invalidato quando due analisi sierologiche di tutti gli animali di età superiore ai 12 mesi danno un risultato negativo. La seconda analisi dev’essere effettuata dai 40 ai 60 giorni dopo la prima.
Art. 155 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di brucellosi bovina il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Ordina inoltre che:
gli animali infetti siano uccisi ed eliminati immediatamente;
gli animali sospetti che manifestano sintomi di aborto come pure quelli che partoriscono normalmente siano isolati o macellati prima della fuoriuscita delle acque;
tutti i feti abortiti e le placente siano eliminati come sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn 487;
il latte degli animali sospetti o infetti sia eliminato come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn oppure bollito ed impiegato come alimento per animali nell’effettivo interessato;
le stalle siano pulite e disinfettate.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate; oppure
l’analisi delle placente o del materiale abortivo di tutti gli animali gravidi al momento del sequestro, come anche le due analisi sierologiche, effettuate a distanza di almeno 180 giorni, del latte e del sangue di tutti gli animali dell’effettivo sono risultate negative.
La prima analisi sierologica del sangue e del latte di cui al capoverso 2 lettera b può essere effettuata al più presto 90 giorni dopo l’abbattimento dell’ultimo animale sospetto o infetto.488
Art. 156 Macellazione
Il veterinario cantonale provvede affinché il personale incaricato di macellare gli animali degli effettivi infetti venga informato sul rischio di contagio per le persone.
La macellazione dev’essere effettuata sotto sorveglianza veterinaria.
Il veterinario ufficiale stila un rapporto di autopsia per il veterinario cantonale.
Art. 157 Controlli successivi
Durante l’anno successivo alla revoca del sequestro devono essere esaminati dal profilo batteriologico tutti i feti abortiti e le placente.
Sezione 6 Tubercolosi
Art. 158489 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la tubercolosi bovina negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti a seguito di infezioni da Mycobacterium bovis, M. caprae e M. tubercolosis.
Se è diagnosticata l’epizoozia in altri artiodattili, il veterinario cantonale ordina i provvedimenti necessari per evitare la propagazione dell’epizoozia.
Art. 159490 Periodo d’incubazione
Il periodo di incubazione è di 180 giorni.
Art. 160491 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di bovini, bufali e bisonti sono riconosciuti ufficialmente indenni da tubercolosi. In caso di sospetto o di epizoozia, all’effettivo interessato è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale sino alla cessazione del sequestro.
Art. 161 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica immediatamente al medico e al chimico cantonali ogni caso di tubercolosi accertato in un effettivo di bestiame da latte.
Se è diagnosticata la tubercolosi in altre specie animali, occorre informarne immediatamente il veterinario cantonale.
Art. 162 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o di sospetto di contaminazione da tubercolosi, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo interessato fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto risulta invalidato quando:
l’animale sospetto è macellato e non è accertato nessun agente infettivo e quando la prova della tubercolina di tutti gli animali di età superiore alle sei settimane dà esclusivamente risultati negativi; oppure
la duplice prova della tubercolina di tutti gli animali di età superiore alle sei settimane dà risultati negativi; la seconda analisi dev’essere effettuata al più presto 42 giorni dopo la prima.492
Art. 163 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di tubercolosi il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo interessato. Ordina inoltre che:
a. 493gli animali infetti o sospetti siano isolati immediatamente;
abis. 494 entro dieci giorni siano macellati gli animali sospetti e uccisi gli animali infetti;
b. il latte degli animali infetti o sospetti sia eliminato come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn495 oppure bollito ed impiegato come alimento per animali nell’effettivo interessato;
c. le stalle siano pulite e disinfettate.
Il sequestro è revocato quando la duplice analisi di tutti i bovini di età superiore alle sei settimane dà esclusivamente risultati negativi. La prima analisi può essere effettuata al più presto 180 giorni dopo l’eliminazione dell’ultimo animale sospetto o infetto e la seconda analisi al più presto 180 giorni dopo la prima.496
Art. 164 Eliminazione degli animali infetti o sospetti497
L’eliminazione degli animali infetti o sospetti deve essere effettuata sotto sorveglianza veterinaria.498
Il veterinario ufficiale stila un rapporto di autopsia per il veterinario cantonale competente.
Art. 165499
Art. 165a500 Tubercolosi negli animali selvatici in libertà
In caso di sospetto di epizoozia o di contagio da tubercolosi in animali selvatici in libertà, il veterinario cantonale prende i seguenti provvedimenti:
informa immediatamente il servizio cantonale della caccia e gli ambienti venatori;
ordina l’analisi degli animali selvatici uccisi e trovati morti;
informa i detentori di animali sui provvedimenti precauzionali da prendere per evitare contatti tra gli animali domestici e gli animali in libertà.
In caso di diagnosi di tubercolosi in animali selvatici in libertà, dopo aver consultato l’USAV il veterinario cantonale determina le zone di controllo e di osservazione. In queste ultime prende i seguenti provvedimenti:
ordina le analisi necessarie per determinare la diffusione dell’epizoozia;
prende i provvedimenti atti a evitare contatti tra gli animali domestici e gli animali selvatici;
prende tutti gli altri provvedimenti necessari per eradicare l’epizoozia.
Nelle zone di controllo e di osservazione può, a livello regionale, ordinare un aumento degli abbattimenti oppure una limitazione o un divieto della caccia agli animali selvatici.
Prende i provvedimenti di cui ai capoversi 2 lettera c e 3 dopo aver consultato le autorità cantonali in materia di caccia.
L’USAV coordina i provvedimenti di lotta dei Cantoni. Dopo aver consultato l’UFAM, emana prescrizioni tecniche sui provvedimenti da adottare contro la tubercolosi negli animali selvatici in libertà.
Sezione 7 Leucosi enzootica bovina
Art. 166 Diagnosi
È diagnosticata la leucosi enzootica bovina (LEB) se l’esito dell’analisi sierologica del sangue è positivo.501
Sono considerati ricettivi alla LEB tutti gli animali della specie bovina, i bufali e i bisonti.502
Il periodo d’incubazione è di 120 giorni.503
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo dei campioni e sulla loro analisi.504
Art. 167505 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di bovini, bufali e bisonti sono riconosciuti ufficialmente indenni da LEB. In caso di sospetto o di epizoozia, all’effettivo interessato è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale sino alla cessazione del sequestro.
Art. 168 Caso di sospetto
Se un veterinario o un veterinario ufficiale nutre il sospetto, in occasione di un’analisi clinica, di un’autopsia o di un controllo delle carni, che un animale della specie bovina, un bufalo o un bisonte è affetto da LEB, ordina un’analisi sierologica o, qualora ciò non sia possibile, un’analisi istologica.506
Il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto, fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto è invalidato quando:
l’analisi istologica non dà risultati sospetti;
l’analisi sierologica dell’animale sospetto risulta negativa, oppure
507malgrado un risultato istologico sospetto, l’analisi sierologica di tutti gli animali dell’effettivo di provenienza di età superiore ai 24 mesi risulta negativa.
In caso di sospetto di contaminazione il veterinario cantonale ordina per l’effettivo interessato:
l’isolamento dell’animale sospetto di contaminazione;
l’analisi sierologica di tutti gli animali.
L’isolamento dell’animale sospetto di contaminazione è revocato, dopo che due analisi sierologiche, effettuate a distanza di almeno 120 giorni, risultano negative.508
Art. 169 Caso di epizoozia
In caso di LEB, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Ordina inoltre che:
gli animali sospetti o infetti siano macellati;
509i residui provenienti dalla trasformazione del latte di effettivi sotto sequestro vengano pastorizzati prima di essere usati come alimento per i vitelli;
le stalle siano pulite e disinfettate.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro dopo che:
gli animali infetti e, qualora si tratti di vacche, anche i loro vitelli neonati sono stati allontanati; e
510due analisi sierologiche, effettuate a distanza di almeno 120 giorni su tutti gli altri animali, risultano negative.511
Il primo prelievo per l’analisi sierologica può essere effettuato al più presto 120 giorni dopo l’allontanamento dell’ultimo animale infetto dall’effettivo.512
Sezione 8 Rinotracheite infettiva dei bovini/vulvovaginite pustolosa infettiva
Art. 170513 Campo d’applicazione e periodo d’incubazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la rinotracheite infettiva dei bovini / vulvovaginite pustolosa infettiva (IBR/IPV) negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti a seguito della messa in evidenza dell’herpesvirus bovino di tipo I o dell’esito positivo dell’analisi sierologica del sangue.
Il periodo d’incubazione è di 30 giorni.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo dei campioni e sulla loro analisi.514
Art. 171 Riconoscimento ufficiale e sorveglianza
Tutti gli effettivi di bovini, bufali e bisonti sono riconosciuti ufficialmente indenni da IBR/IPV. In caso di sospetto o di epizoozia, all’effettivo interessato è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale fino alla cessazione del sequestro.515
I tori da allevamento d’età superiore ai 24 mesi sono controllati mediante un’analisi sierologica annuale del sangue.516
Art. 172 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o di contaminazione da IBR/IPV, il veterinario cantonale ordina per l’effettivo interessato:
il sequestro semplice di 1° grado fino all’invalidazione del sospetto, e
l’analisi sierologica di tutti gli animali.
Il sospetto di epizoozia è invalidato quando:
una nuova analisi sierologica di tutti gli animali, effettuata dopo 30 giorni, risulta negativa; oppure
un’infezione da herpesvirus bovino di tipo 1 è stata esclusa mediante diagnosi di laboratorio.517
Art. 173 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di IBR/IPV il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Ordina inoltre che:
gli animali sospetti o infetti siano macellati;
518i residui provenienti dalla trasformazione del latte di effettivi sotto sequestro vengano pastorizzati prima di essere usati come alimento per i vitelli;
le stalle siano pulite e disinfettate.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro dopo che l’analisi emosierologica di tutti gli animali è risultata negativa. I prelievi possono essere effettuati al più presto 30 giorni dopo l’eliminazione dell’ultimo animale infetto.
Se è diagnosticata l’epizoozia nei camelidi o nei cervidi, il veterinario cantonale ordina i provvedimenti necessari per evitare la propagazione dell’epizoozia.519
Art. 174 Inseminazione artificiale
Il seme dei tori la cui analisi sierologica è od era positiva non può essere impiegato per l’inseminazione artificiale. L’USAV può autorizzare, con l’accordo dei veterinari cantonali, l’impiego del seme prelevato prima del presunto momento del contagio.
Sezione 8a520 Diarrea virale bovina (BVD)
Art. 174a521 Campo d’applicazione e diagnosi
Le disposizioni della presente sezione si applicano nella lotta contro la diarrea virale bovina (BVD) negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti.522
È diagnosticata la BVD se l’esito di un’analisi virologica secondo un metodo autorizzato dall’USAV è positivo.
L’USAV emana prescrizioni tecniche523 riguardo ai requisiti dei laboratori, al prelievo di campioni e ai metodi di analisi.
Art. 174b524 Riconoscimento ufficiale e sorveglianza
Tutti gli effettivi di bovini, bufali e bisonti sono riconosciuti ufficialmente indenni da BVD. In caso di sospetto di contagio, di sospetto di epizoozia o di epizoozia, all’effettivo interessato è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale fino alla cessazione di tutti i sequestri.525
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo allo svolgimento della sorveglianza degli effettivi di animali. Esso può inoltre prescrivere l’esame virologico riguardo alla BVD nei vitelli neonati e in quelli nati morti entro cinque giorni dal parto, e imporre un divieto di trasferimento per i vitelli neonati fino all’esito negativo delle analisi.526
Art. 174c527 Sospetto di contagio
Vi è sospetto di contagio della BVD se sussistono indizi epidemiologici di un possibile contagio degli animali di un effettivo con il virus della BVD, anche se la fonte del contagio non può più essere identificata mediante la diagnosi di laboratorio.
In caso di sospetto di contagio il veterinario cantonale impone il divieto di trasferimento degli animali presumibilmente entrati in contatto con il virus della BVD e per i quali non si può escludere una gravidanza.528
Il divieto di trasferimento di una bovina viene abrogato se:
risulta non gravida o la gravidanza termina prematuramente;
l’esito dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto è negativo.
Dalla nascita di un animale ai sensi del capoverso 2 fino all’esito negativo dell’esa-me virologico del vitello o del vitello nato morto nessun animale può lasciare l’azienda detentrice di animali in questione. È consentita la cessione diretta di animali al macello.529
Art. 174d530 Sospetto di epizoozia
Vi è sospetto di BVD se:
531l’esito della prima analisi virologica è stato positivo; oppure
532l’esito dell’esame sierologico di un gruppo di animali di un effettivo nel quadro della sorveglianza della BVD o della lotta alla BVD è positivo.
In caso di sospetto di epizoozia, per tutti gli effettivi dell’azienda detentrice di animali in questione il veterinario cantonale ordina:533
il sequestro semplice di 1° grado fino alla verifica dell’inconsistenza del sospetto di epizoozia;
l’esame virologico riguardo alla BVD di tutti gli animali sospetti.
Il veterinario cantonale può estendere la validità dei provvedimenti di cui al capoverso 2 ad altri effettivi se vi sono indizi epidemiologici di una fonte di contagio esterna rispetto all’azienda detentrice di animali interessata.534
Il sospetto viene considerato inconsistente se l’esito dell’esame virologico di tutti gli animali controllati è negativo.
Art. 174e535 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di BVD, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado di tutti gli effettivi dell’azienda detentrice di animali infetta. Ordina inoltre:
la macellazione dell’animale infetto e dei discendenti diretti delle femmine infette;
l’individuazione e l’esame virologico della madre dell’animale infetto;
lo svolgimento di accertamenti epidemiologici al fine di identificare la fonte del contagio;
l’identificazione degli animali entrati in contatto con gli animali infetti e per i quali non si può escludere una gravidanza;
l’esame virologico dei vitelli e dei vitelli nati morti, partoriti da bovine di cui alla lettera d, entro cinque giorni dal parto;
il divieto di trasferimento delle bovine di cui alla lettera d, il quale cessa se le bovine risultano non gravide o in caso di fine prematura della gravidanza, oppure se l’esito dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto è negativo;
il divieto di trasferimento dei vitelli di animali di cui alla lettera d, il quale cessa se l’esito dell’esame virologico è negativo;
l’elaborazione e l’attuazione di un piano di risanamento individuale.
Egli revoca il sequestro semplice di 1° grado non appena sono stati eliminati tutti gli animali infetti dell’effettivo, sono stati conclusi gli accertamenti epidemiologici ed è stata esclusa mediante diagnosi di laboratorio una circolazione del virus nell’effettivo.
Ordina che per 12 mesi dalla data di eliminazione dell’ultimo animale infetto dell’effettivo:
le femmine di età superiore agli otto mesi siano sottoposte al divieto di trasferimento;
i vitelli neonati e quelli nati morti siano sottoposti a esame virologico riguardo alla BVD entro cinque giorni dal parto e che sia imposto un divieto di trasferimento per i vitelli neonati fino all’esito negativo dell’esame.
Dalla nascita di un animale ai sensi del capoverso 1 lettera d o del capoverso 3 lettera a fino all’esito negativo dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto nessun animale può lasciare l’azienda detentrice di animali in questione. È consentita la cessione diretta di animali al macello.
Art. 174f536 Mercati e fiere di bestiame
Ai mercati e alle esposizioni di bestiame possono essere condotti soltanto animali tenuti da almeno 30 giorni in aziende detentrici di animali riconosciute ufficialmente indenni da BVD.
Art. 174g537 Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro la BVD sono vietate.
Art. 174h e 174i538
Sezione 9539 Encefalopatie spongiformi trasmissibili
A. Disposizioni comuni
Art. 175540 Campo d’applicazione
Fatto salvo l’articolo 181, le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) degli animali delle specie bovina, ovina e caprina.
Art. 176 Diagnosi e prelievo di campioni
La TSE è diagnosticata quando la proteina-prione modificata in maniera classica o atipica è stata messa in evidenza e il risultato è stato confermato dal laboratorio di riferimento.541
I prelievi di campioni su animali macellati sono effettuati e registrati sotto la diretta sorveglianza del veterinario ufficiale.
I campioni possono essere analizzati unicamente nei laboratori riconosciuti dall’USAV. I processi d’analisi devono essere approvati dall’USAV.542
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo di campioni, sul trattamento delle carcasse degli animali e su ulteriori analisi.543
Art. 177 Sorveglianza
Dopo aver sentito i Cantoni, l’USAV stabilisce un programma per la sorveglianza degli effettivi di bovini, ovini e caprini.
Dopo aver consultato i veterinari cantonali, stabilisce un piano d’emergenza per il caso in cui si manifesti una TSE non disciplinata dalla presente ordinanza.544
Art. 178 Ricerca
L’USAV sostiene la ricerca sulle correlazioni epidemiologiche nei casi di alterazioni neuropatologiche sospette di encefalopatie spongiformi, negli animali e nell’uomo.
B. Encefalopatia spongiforme bovina (BSE)
Art. 179545 Sorveglianza
Gli animali della specie bovina devono essere esaminati dall’età, comprovata o presunta, di 48 mesi per accertare la presenza della proteina-prione modificata se:
sono morti;
sono stati uccisi per uno scopo diverso dalla macellazione;
sono stati portati al macello ammalati o in seguito a un incidente.
Art. 179a Caso di sospetto
Esiste sospetto clinico di BSE quando nei bovini:546
la produttività diminuisce progressivamente e si manifestano altri sintomi caratteristici della BSE;
la BSE non può essere esclusa clinicamente.
Esiste sospetto analitico-diagnostico di BSE quando la proteina-prione modificata è stata messa in evidenza in un bovino senza sospetto clinico.547
Art. 179b Provvedimenti in caso di sospetto
In caso di sospetto clinico di BSE, il detentore degli animali deve consultare un veterinario.
Il detentore degli animali non può uccidere o macellare l’animale sospetto.
Se l’analisi clinica conferma il sospetto di BSE, il veterinario cantonale ordina:548
549che l’animale sospetto sia ucciso in modo incruento e la carcassa dell’animale sia immediatamente incenerita;
che la testa dell’animale sia inviata al laboratorio di riferimento;
che siano registrati tutti gli animali della specie bovina nati nel periodo che va da un anno prima fino a un anno dopo la nascita dell’animale infetto e che durante questo periodo di tempo si sono trovati in un effettivo in cui l’animale infetto è nato ed è stato allevato.
Se durante il trasporto al macello o nel macello si manifesta un caso di sospetto secondo l’articolo 179a capoverso 1, ciò deve essere notificato immediatamente al controllo delle carni. L’animale non può essere macellato.550
Se la proteina-prione modificata viene messa in evidenza mediante analisi di laboratorio, il campione deve essere inviato immediatamente al laboratorio di riferimento per la conferma del risultato.
Art. 179c Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di BSE il veterinario cantonale ordina che:
sia immediatamente incenerita la carcassa dell’animale infetto;
siano esaminati clinicamente tutti gli animali della specie bovina di un effettivo in cui:
si trovava l’animale infetto immediatamente prima dell’uccisione,
l’animale infetto è nato ed è stato allevato;
551siano registrati e, al più tardi al termine della fase produttiva, uccisi tutti gli animali della specie bovina nati nel periodo che va da un anno prima fino a un anno dopo la nascita dell’animale infetto e che durante questo periodo di tempo si sono trovati in un effettivo di cui alla lettera b numero 2;
siano uccisi tutti i discendenti diretti delle vacche infette nati durante i due anni che hanno preceduto la diagnosi;
552siano prelevati ed esaminati campioni per accertare la presenza della proteina-prione modificata in tutti gli animali uccisi della specie bovina dall’età di 24 mesi;
siano puliti i luoghi e gli utensili contaminati.
Il veterinario cantonale attesta al detentore degli animali che le misure previste al capoverso 1 sono state eseguite e gli comunica il risultato degli esami.
Art. 179d Rimozione del materiale a rischio specificato e altri provvedimenti concernenti la macellazione e il taglio
Nei bovini di età superiore ai 12 mesi, sono considerati materiale a rischio specificato il cranio esclusa la mandibola inferiore, il cervello, gli occhi e il midollo spinale.553
Per i bovini provenienti da Stati con un rischio di BSE controllato o indeterminato secondo la decisione 2007/453/CE554 sono inoltre considerati materiale a rischio specificato:
nei bovini di tutte le fasce d’età: le tonsille, gli ultimi quattro metri dell’intestino tenue, il cieco e il mesentere;
nei bovini di età superiore ai 30 mesi: la colonna vertebrale inclusi i gangli spinali, ad eccezione delle vertebre caudali, dell’apofisi spinale e delle apofisi traverse delle vertebre cervicali, toraciche e lombari, della Crista sacralis mediana e delle ali del sacro.555
Il materiale a rischio specificato deve essere eliminato subito dopo la macellazione come sottoprodotto di origine animale della categoria 1 secondo l’articolo 22 OSOAn556.557
Dopo lo stordimento la base del cervello non può essere distrutta.
L’USAV può consentire eccezioni ai capoversi 1–3 nella misura in cui le carcasse degli animali o parti di esse provengano da Paesi in cui è provato che la BSE è assente.
Il disossamento meccanico dei bovini per produrre carne separata meccanicamente è vietato.
Il controllo delle carni e gli organi del controllo delle derrate alimentari sorvegliano l’attuazione delle misure nei loro rispettivi settori di competenza.
C. Scrapie
Art. 180558 Caso di sospetto
Esiste sospetto clinico di scrapie quando negli ovini e nei caprini si manifestano prurito cronico, disturbi nervosi centrali o altri sintomi patologici caratteristici della scrapie.
Esiste sospetto analitico-diagnostico di scrapie quando la proteina-prione modificata è stata messa in evidenza in un ovino o in un caprino senza sospetto clinico.
Art. 180a Provvedimenti in caso di sospetto
In caso di sospetto clinico di scrapie, il detentore degli animali deve consultare un veterinario.
Il detentore degli animali non può uccidere o macellare l’animale sospetto.
Se vi è sospetto di scrapie, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo.
Se l’analisi clinica conferma il sospetto di scrapie, il veterinario cantonale ordina:559
che l’animale sospetto sia ucciso in modo incruento e la carcassa dell’animale sia immediatamente incenerita;
che la testa dell’animale, comprese le tonsille, sia inviata al laboratorio di riferimento;
che tutti gli animali dell’effettivo vengano registrati.
Se durante il trasporto al macello o nel macello si manifesta un caso di sospetto secondo l’articolo 180 capoverso 1, ciò deve essere notificato immediatamente al controllo delle carni. L’animale può essere macellato unicamente con il permesso del veterinario cantonale.560
Se la proteina-prione modificata viene messa in evidenza mediante analisi di laboratorio, il campione deve essere inviato immediatamente al laboratorio di riferimento per la conferma del risultato.
Art. 180b561 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di scrapie nell’effettivo in cui è stato tenuto l’animale infetto o negli effettivi che, d’intesa con l’USAV, sono stati oggetto di esami epidemiologici e sono risultati infetti, il veterinario cantonale ordina:
il sequestro semplice di 1° grado e la registrazione di tutti gli animali dell’effettivo;
l’incenerimento immediato della carcassa dell’animale infetto;
l’eliminazione degli ovuli o degli embrioni dell’animale infetto;
l’individuazione e l’uccisione della madre dell’animale infetto;
l’individuazione e l’uccisione di tutti i discendenti diretti di madri infette;
l’uccisione di tutti gli animali di età superiore ai due mesi e la macellazione degli animali più giovani;
l’invio al laboratorio di riferimento della testa, comprese le tonsille, di tutti gli animali uccisi o periti.
Il sequestro è revocato due anni dopo l’uccisione degli animali, la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Se gli animali di cui al capoverso 1 lettera f vengono sottoposti a una genotipizzazione, quelli che presentano almeno un allele ARR e nessun allele VRQ non vengono uccisi o macellati. Il sequestro semplice di 1° grado è revocato non appena nell’effettivo sono presenti solo animali con almeno un allele ARR e nessun allele VRQ.
Se vengono macellati animali di età inferiore ai due mesi (cpv. 1 lett. f), la testa e gli organi della cavità addominale vengono eliminati conformemente all’articolo 22 capoverso 1 OSOAn562.563
Per alcune razze rare il veterinario cantonale può, in via eccezionale e dopo aver consultato l’USAV, rinunciare all’uccisione dell’effettivo (cpv. 1 lett. f). In questo caso per tutta la durata del sequestro l’effettivo deve essere visitato due volte all’anno dal veterinario ufficiale. Il sequestro è revocato se dopo due anni non è più comparso alcun caso di scrapie. Se durante il sequestro alcuni animali vengono ceduti per essere uccisi, le loro teste comprese le tonsille devono essere analizzate in un laboratorio di riferimento.
Art. 180c Rimozione del materiale a rischio specificato e altri provvedimenti concernenti la macellazione e il taglio
Negli ovini e nei caprini di età superiore ai dodici mesi o a cui è spuntato un incisivo permanente, sono considerati materiale a rischio specificato:
il cervello nella scatola cranica;
gli occhi;
il midollo spinale con la dura madre (dura mater).564
Il materiale a rischio specificato deve essere eliminato subito dopo la macellazione come sottoprodotto di origine animale della categoria 1 (art. 22 OSOAn565).566 Il midollo spinale può essere eliminato anche solo dopo il taglio, se proviene da carcasse indivise la cui colonna vertebrale non aperta, comprendente il midollo spinale, viene eliminata come materiale a rischio specificato.
Dopo lo stordimento la base del cervello non può essere distrutta.
L’USAV può consentire eccezioni ai capoversi 1–3 nella misura in cui le carcasse degli animali o parti di esse provengano da Paesi in cui è provato che la BSE è assente.
Il disossamento meccanico di ovini e caprini per produrre carne separata meccanicamente è vietato.
Il controllo delle carni e gli organi del controllo delle derrate alimentari sorvegliano l’attuazione delle misure nei loro rispettivi settori di competenza.
D. Altre encefalopatie spongiformi
Art. 181
Se sono constatate encefalopatie spongiformi in altre specie animali, occorre informarne immediatamente il veterinario cantonale.
Il veterinario cantonale ordina l’incenerimento di eventuali parti della carcassa dell’animale ancora disponibili.
Egli notifica immediatamente all’USAV ogni caso di encefalopatia spongiforme in altri animali.
Sezione 9a567 Sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini
Art. 182568 Periodo d’incubazione
Il periodo di incubazione è di 21 giorni.
Art. 183569 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di suini sono riconosciuti ufficialmente indenni dalla sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini (PRRS). In caso di sospetto di epizoozia o in caso di epizoozia, all’effettivo colpito è sospeso o revocato il riconoscimento ufficiale fino alla revoca del sequestro.
Art. 184570 Caso di sospetto
Vi è sospetto di PRRS quando:
gli aborti o le nascite premature si moltiplicano;
nell’arco di più settimane le perdite di lattonzoli superano il 15 per cento;
i decessi delle scrofe madri aumentano;
la capacità d’ingrasso scende di oltre il 20 per cento;
l’analisi sierologica su un animale è risultata positiva; oppure;
per un’inseminazione artificiale, un trasferimento di ovuli o di embrioni sono stati utilizzati seme, ovuli o embrioni importati.
Non vi è sospetto ai sensi del capoverso 1 lettera f se per un’inseminazione artificiale, un trasferimento di ovuli o di embrioni sono stati utilizzati seme, ovuli o embrioni congelati importati e se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
il giorno del prelievo del materiale germinale agli animali donatori è stato prelevato sangue risultato sierologicamente e virologicamente negativo al test del virus di PRRS;
il seme prelevato dai verri donatori è stato analizzato per il virus della PRRS con esito negativo;
l’inseminazione, il trasferimento di ovuli o di embrioni avviene non prima di 90 giorni dopo il prelievo del materiale germinale. Nell’azienda in cui sono tenuti gli animali donatori, in questo periodo vengono eseguite regolari analisi sierologiche per la PRRS e queste analisi hanno dato esiti costantemente negativi;
i metodi utilizzati per le analisi di cui alle lettere a–c sono stati valutati dall’IVI e ritenuti adeguati.
Il capoverso 2 lettere a, b e d si applica, per analogia, al seme fresco, a condizione che provenga da un Paese riconosciuto indenne da PRRS.
Art. 185 Provvedimenti in caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione da PRRS, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo.
Ordina inoltre i seguenti provvedimenti:
571l’analisi sierologica e virologica delle scrofe madri interessate se sono emersi disturbi al sistema riproduttivo;
572l’analisi sierologica di un campione rappresentativo di animali della categoria di età interessata quando nell’effettivo si sono manifestati altri problemi;
573l’analisi sierologica di un campione rappresentativo di animali dell’unità produttiva interessata quando l’analisi sierologica su un singolo animale è risultata positiva;
la messa in evidenza del virus quando il campione rappresentativo (lett. b e c) si compone di animali morti;
l’eliminazione del seme dei verri risultati positivi all’analisi sierologica;
574lʼanalisi sierologica e la messa in evidenza del virus in un campione rappresentativo di scrofe madri sottoposte a inseminazione artificiale o a trasferimento embrionale per i quali sono stati utilizzati seme, ovuli o embrioni importati.
La definizione del campione rappresentativo (cpv. 2 lett. b, c e f) avviene in base ai dati dell’effettivo e dopo aver consultato l’USAV.575
Le analisi di cui al capoverso 2 lettera f possono essere effettuate al più presto 21 giorni dopo lʼinseminazione artificiale o il trasferimento embrionale.576
Il veterinario cantonale revoca il sequestro se l’analisi degli animali secondo il capoverso 2 è risultata negativa.
Art. 185a577 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di PRRS il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto.
Ordina inoltre che:
gli animali risultati positivi allʼanalisi sierologica o per i quali è stato messo in evidenza il virus PRRS siano eliminati;
tutti gli animali rimanenti siano sottoposti ad analisi e in caso di risultato positivo eliminati.
Il veterinario cantonale può ordinare che siano eliminati tutti gli animali dellʼeffettivo infetto.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro dopo che:
sono stati eliminati tutti gli animali e sono state pulite e disinfettate tutte le stalle; oppure
un’ulteriore analisi sierologica in un campione rappresentativo degli animali rimanenti ha dato esito negativo.
L’analisi di cui al capoverso 4 lettera b può essere effettuata al più presto 21 giorni dopo l’eliminazione dell’ultimo animale infetto.
La definizione del campione rappresentativo per l’analisi di verifica avviene in base ai dati dell’effettivo e dopo aver consultato l’USAV.578
Sezione 10 Infezioni veneree da Campylobacter fetus e Tritrichomonas foetus579
Art. 186580 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro le infezioni veneree causate da Campylobacter fetus ssp. veneralis e Tritrichomonas foetus negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti.
Art. 187 Sorveglianza
I tori impiegati per l’inseminazione artificiale devono essere oggetto di un esame conformemente alle prescrizioni dell’USAV (art. 51 cpv. 1 lett. e).
Art. 188 Caso di sospetto
Il veterinario cantonale ordina l’isolamento degli animali sospetti di infezione o sospetti di contaminazione.
Art. 189 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di un’infezione venerea, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado per tutti gli animali in età riproduttiva dell’effettivo infetto. Ordina inoltre che nell’effettivo infetto:581
siano esaminati tutti gli animali in età riproduttiva;
sia praticata l’inseminazione artificiale;
non siano impiegati tori infetti per la monta naturale o l’inseminazione artificiale;
sia eliminato il seme raccolto dopo l’ultimo esame negativo.
Egli revoca il sequestro:
per le bovine infette o sospette di contaminazione, qualora il duplice esame effettuato nell’intervallo di due settimane sia risultato negativo;
per i tori infetti o sospetti di contaminazione, qualora sia risultato negativo il triplice esame effettuato ad intervalli di due settimane.
Sezione 10a582 Besnoitiosi
Art. 189a Campo dʼapplicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la besnoitiosi.
È diagnosticata la besnoitiosi quando:
l’esito dellʼanalisi sierologica è positivo; oppure
è messa in evidenza la Besnoitia besnoiti nel materiale analizzato.
LʼUSAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo e lʼanalisi di campioni.
Art. 189b Sorveglianza
I bovini importati da regioni in cui la besnoitiosi è endemica devono essere sottoposti ad analisi sierologica.
Art. 189c Caso di sospetto
In caso di sospetto di besnoitiosi, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dellʼeffettivo interessato fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto è considerato invalidato se lʼanalisi sierologica di tutti i bovini dellʼeffettivo interessato ha dato esito negativo.
Art. 189d Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di besnoitiosi, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dellʼeffettivo infetto.
Ordina inoltre che:
tutti i bovini dellʼeffettivo siano sottoposti ad analisi sierologica per la ricerca della besnoitiosi;
gli animali infetti o sospetti siano eliminati.
Revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dellʼeffettivo sono stati eliminati; oppure
gli animali infetti o sospetti sono stati eliminati e lʼanalisi sierologica di tutti gli animali rimanenti dellʼeffettivo ha dato esito negativo.
Lʼanalisi di cui al capoverso 3 lettera b può essere effettuata al più presto 21 giorni dopo lʼeliminazione dellʼultimo animale infetto o sospetto.
Sezione 11 Brucellosi ovicaprina
Art. 190583 Campo d’applicazione e periodo d’incubazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la brucellosi ovicaprina a seguito di infezioni da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis.
Il periodo d’incubazione è di 180 giorni.
Art. 191 Riconoscimento ufficiale e sorveglianza
Tutti gli effettivi di pecore e capre sono riconosciuti ufficialmente indenni da brucellosi. Nei casi di sospetto o di infezione, all’effettivo interessato è tolto il riconoscimento ufficiale fino alla revoca del sequestro.
Il veterinario cantonale ordina un esame degli effettivi di pecore e capre sospetti di aver trasmesso la brucellosi all’uomo.
Art. 192 Obbligo di notifica
I laboratori di analisi notificano immediatamente al veterinario cantonale i risultati positivi riguardanti ogni specie animale.
Il veterinario cantonale notifica ogni caso di brucellosi ovicaprina al medico cantonale e, qualora si tratti di effettivi produttrici di latte, al chimico cantonale.
Art. 193 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione da brucellosi, il veterinario cantonale ordina per l’effettivo in questione:
il sequestro semplice di 1° grado fino all’invalidazione del sospetto;
l’analisi di tutti gli animali.
Il sospetto risulta invalidato quando l’analisi sierologica o allergologica di tutti gli animali di età superiore ai sei mesi ha dato un risultato negativo.
Art. 194 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di brucellosi ovicaprina, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Ordina inoltre:
l’eliminazione immediata di tutto l’effettivo; se meno del 10 per cento degli animali sono infetti, l’eliminazione può limitarsi agli animali infetti;
l’uccisione immediata e l’eliminazione degli animali che hanno abortito o nei quali è stato evidenziato l’agente infettivo;
l’eliminazione di tutte le secondine e dei feti abortiti;
l’eliminazione del latte proveniente da animali infetti o sospetti come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn584 o la bollitura dello stesso e la sua utilizzazione come alimento per animali;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Egli revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate; o
585due analisi sierologiche o allergologiche di tutti gli ovini e i caprini di età superiore ai sei mesi hanno dato esito negativo; la prima analisi deve essere effettuata al più presto 90 giorni dopo l’eliminazione dell’ultimo animale sospetto o infetto e la seconda al più presto 180 giorni dopo la prima analisi.
Art. 195 Macellazione
Il veterinario cantonale provvede affinché il personale incaricato della macellazione di animali provenienti da effettivi infetti sia informato sul pericolo di contagio per l’uomo.
La macellazione degli animali provenienti da un effettivo infetto deve essere effettuata sotto sorveglianza veterinaria.
Il veterinario ufficiale redige un rapporto di autopsia all’attenzione del veterinario cantonale.
Sezione 12 Agalassia contagiosa
Art. 196 Campo d’applicazione586
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro l’agalassia contagiosa delle pecore da latte e delle capre.
... 587
Il periodo d’incubazione è di 30 giorni.
Art. 197 Sorveglianza
Nelle regioni in cui l’agalassia contagiosa è endemica, il veterinario cantonale ordina la sorveglianza periodica degli effettivi mediante analisi sierologiche.
Art. 198 Caso di sospetto
In caso di sospetto di agalassia contagiosa, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto fino all’invalidazione del sospetto.
Art. 199 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di agalassia contagiosa, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Egli ordina inoltre:
la macellazione degli animali infetti o sospetti;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Egli revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati macellati e le stalle sono state pulite e disinfettate; o
gli animali infetti o sospetti sono stati macellati e due analisi sierologiche di tutti gli altri animali hanno dato un risultato negativo; la prima analisi può essere effettuata al più presto dopo l’eliminazione dell’ultimo animale infetto o sospetto e la seconda al più presto due mesi dopo la prima analisi.
Sezione 13 ...
Art. 200 a 203a588
Sezione 14 Epizoozie equine: morbo coitale maligno e anemia infettiva589
Art. 204 Campo d’applicazione e diagnosi
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro il morbo coitale maligno e l’anemia infettiva in cavalli, asini, zebre e loro incroci.590
L’USAV determina i metodi d’analisi per diagnosticare le epizoozie equine. Tiene conto al riguardo dei metodi d’analisi riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della sanità animale.
Art. 205591
Art. 206 Caso di sospetto e di epizoozia
In caso di sospetto, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto di epizoozia o sospetto di contaminazione fino all’invalidazione del sospetto.
In caso di epizoozia, il veterinario cantonale ordina:
il sequestro semplice di 1° grado;
l’accertamento epidemiologico;
l’eliminazione degli animali infetti;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
In caso di diagnosi di anemia infettiva il veterinario cantonale ordina inoltre l’estensione del sequestro semplice di 1° grado a tutte le aziende detentrici di equidi ubicate nell’area circostante l’effettivo infetto entro un raggio di almeno un chilometro.592
... 593
Il sequestro è revocato quando l’analisi degli animali rimanenti rivela che essi sono indenni da agenti dell’epizoozia.
In caso di anemia infettiva il sequestro viene revocato se:
dopo l’eliminazione degli animali infetti, tutti gli equidi restanti sono stati esaminati due volte a distanza di almeno 90 giorni e l’esito delle analisi di laboratorio è stato negativo; oppure
gli animali infetti sono stati eliminati e si accerta che dalla loro introduzione nell’effettivo sono stati tenuti secondo modalità che consentono di escludere una propagazione della malattia.594
Sezione 15 Brucellosi dei suini
Art. 207595 Campo d’applicazione e periodo d’incubazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la brucellosi dei suini a seguito di infezioni da Brucella abortus, B. melitensis e B. suis.
Il periodo d’incubazione è di 90 giorni.
Art. 208 Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di suini sono riconosciuti ufficialmente indenni da brucellosi. In caso di sospetto o di infezione, all’effettivo in questione è tolto il riconoscimento ufficiale sino alla revoca del sequestro.
Art. 209 Obbligo di notifica
Il laboratorio d’analisi annuncia al veterinario cantonale i risultati positivi di Brucella suis riscontrati su tutte le specie animali.
Il veterinario cantonale notifica i risultati positivi al medico cantonale.
Art. 210 Caso di sospetto
In caso di sospetto di epizoozia o sospetto di contaminazione di brucellosi dei suini, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo fino all’invalidazione del sospetto.
Art. 211 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di brucellosi dei suini, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Egli ordina inoltre:
l’uccisione e l’eliminazione immediata degli animali infetti o sospetti;
l’isolamento prima della fuoriuscita delle acque dei suini con sintomi di aborto e di quelli partorienti normalmente;
l’analisi batteriologica di tutte le secondine e dei feti abortiti e la loro eliminazione come rifiuti d’origine animale;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Egli revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate; o
due analisi sierologiche di tutti i suini di età superiore ai sei mesi hanno dato un risultato negativo; la prima analisi può essere effettuata al più presto dopo l’eliminazione dell’ultimo animale sospetto o infetto e la seconda al più presto 90 giorni dopo la prima analisi.
Capitolo 4 Epizoozie da combattere
Sezione 1 In generale
Art. 212596
Il presente capitolo contempla le epizoozie da combattere ad eccezione della peste dei gamberi e dellʼinfezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei.
Sezione 2 Leptospirosi
Art. 213 Campo d’applicazione
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la leptospirosi dei bovini e dei suini.
Art. 214 Obbligo di notifica e primi provvedimenti
Ogni veterinario è obbligato ad accertare i sospetti di leptospirosi.
Il laboratorio notifica al veterinario cantonale i risultati positivi delle analisi sierologiche o batteriologiche (eccezione: Serovar hardjö).
Le altre disposizioni degli articoli 61–64 non sono applicabili.
Il veterinario cantonale notifica la comparsa di leptospirosi al medico cantonale.
Art. 215 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di leptospirosi, il veterinario cantonale ordina nell’effettivo infetto:
l’isolamento degli animali infetti;
la macellazione degli animali infetti se ciò permette di evitare la diffusione dell’epizoozia;
a dipendenza dei casi, vaccinazioni o cure.
Egli provvede affinché il personale incaricato di macellare gli animali infetti sia informato in merito al pericolo di contagio per l’uomo.
Art. 216 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a e b LFE non sono indennizzate.
Sezione 3597 Artrite encefalite virale caprina598
Art. 217 Diagnosi
È diagnosticata l’artrite/encefalite caprina (CAE) qualora l’analisi sierologica abbia dato un risultato positivo o sia stato messo in evidenza l’agente infettivo.599
L’USAV definisce i metodi di analisi per la messa in evidenza della CAE.
Il periodo di incubazione è di due anni.
Art. 218 Riconoscimento ufficiale600
Tutti gli effettivi di caprini sono riconosciuti ufficialmente indenni da CAE. In caso di sospetto o di epizoozia, all’effettivo colpito è tolto il riconoscimento ufficiale fino alla revoca del sequestro.
...601
Art. 219 Caso di sospetto
Vi è sospetto di CAE quando sintomi clinici lo indicano. Se vi è un tale sospetto, il veterinario cantonale ordina:
il sequestro semplice di 1° grado sull’effettivo colpito fino alla confutazione del sospetto; e
l’immediata analisi sierologica di tutti gli animali sospetti dell’effettivo.
Il sospetto è considerato confutato se l’analisi virologica degli animali sospetti ha fornito un risultato negativo.
Vi è sospetto di contagio da CAE se esistono dati epidemiologici in tal senso. Se vi è un tale sospetto, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado sull’effettivo colpito fino alla confutazione del sospetto.
Il sospetto di contagio risulta invalidato quando:602
due analisi degli animali sospetti di contagio, effettuate a intervalli di sei mesi, hanno fornito un risultato negativo; o
gli animali sospetti di contagio sono stati immediatamente eliminati e un’analisi di tutti gli animali, effettuata sei mesi più tardi, ha fornito un risultato negativo.
Art. 220 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di CAE il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado sull’effettivo infetto. Ordina inoltre:
l’eliminazione degli animali infetti;
l’eliminazione dei discendenti di femmine infette nati durante gli ultimi 24 mesi;
la pulizia e la disinfezione delle stalle.
Revoca il sequestro dopo che:
tutti gli animali dell’effettivo sono stati eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate; oppure
l’analisi sierologica dell’effettivo, eseguita al più presto sei mesi dopo l’eliminazione degli animali infetti nonché dei loro discendenti nati durante gli ultimi 24 mesi e una volta concluse la pulizia e la disinfezione, ha fornito un risultato negativo in tutti gli animali.
Sei e 12 mesi dopo la revoca del sequestro tutti gli animali dell’effettivo devono essere sottoposti a un’ulteriore analisi sierologica per accertare la presenza di CAE.
Art. 221 Collaborazione del Servizio consultivo e sanitario in materia di allevamento di piccoli ruminanti
I Cantoni possono chiamare il Servizio consultivo e sanitario in materia di allevamento di piccoli ruminanti a collaborare all’esecuzione di misure di risanamento e alla sorveglianza degli effettivi.
Sezione 4 Salmonellosi
Art. 222 Diagnosi
È diagnosticata la salmonellosi, qualora sia provato che gli animali sono affetti da un’infezione da salmonelle.
Art. 223 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica al medico cantonale e al chimico cantonale la comparsa di salmonellosi nelle vacche, nelle capre o nelle pecore da latte.
Qualora constati che egli stesso o il personale incaricato della cura dell’effettivo siano portatori di salmonelle, il detentore di vacche, capre o pecore da latte deve notificarlo al suo veterinario.
Art. 224 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di salmonellosi negli animali ad unghia fessa, il veterinario cantonale ordina l’isolamento degli animali portatori di salmonelle. Se l’isolamento è impossibile, ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Egli ordina inoltre:
l’analisi dell’effettivo e dell’ambiente circostante;
se necessario, la cura, la macellazione o l’uccisione degli animali portatori di salmonelle;
la pulizia e la disinfezione quotidiana dei luoghi e degli utensili infetti;
la pastorizzazione o la bollitura del latte di animali portatori di salmonelle, se utilizzato come alimento per animali.
Il detentore di animali può fornire per la macellazione solo animali clinicamente sani. A tal fine necessita dell’autorizzazione del veterinario ufficiale. Questi appone sul certificato d’accompagnamento la menzione «Salmonellosi, per macellazione diretta a ...».603
Se altri animali, diversi da quelli ad unghia fessa, contraggono la salmonellosi, vanno adottati i provvedimenti di cui ai capoversi 1 e 2, nella misura in cui siano idonei ad evitare una messa in pericolo dell’uomo oppure un’ulteriore diffusione dell’epizoozia.
Il veterinario cantonale revoca i provvedimenti di sequestro se gli animali portatori di salmonelle sono stati guariti, macellati o uccisi. Sono considerati guariti:
le vacche, le capre o le pecore da latte, se due analisi batteriologiche dello sterco, effettuate a distanza di quatto–sette giorni, non rivelano la presenza di salmonelle;
i rimanenti animali ad unghia fessa, se non manifestano più alcun sintomo clinico di salmonellosi.
Art. 225 Misure profilattiche del detentore di animali
I detentori di animali ad unghia fessa e di pollame adottano misure igieniche al fine di evitare infezioni da salmonelle. Provvedono in particolare alla pulizia e alla disinfezione delle stalle e degli utensili prima di ogni reintroduzione di animali nell’effettivo, nonché alla disinfestazione.
Art. 226604
Art. 227 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Sezione 5605 Zoppina
Art. 228 Campo d’applicazione
Le prescrizioni della presente sezione e della successiva sezione 5a sono applicabili nella lotta contro la zoppina negli ovini.
Se la zoppina è constatata in altri ruminanti tenuti come animali domestici, il veterinario cantonale può ordinare che i provvedimenti di lotta contro la zoppina negli ovini siano applicati a tali ruminanti se ciò è necessario per evitare che gli ovini si ammalino.
Art. 228a Diagnosi
È diagnosticata la zoppina se in un’azienda detentrice di animali è accertata la presenza di ceppi virulenti dell’agente infettivo Dichelobacter nodosus.
L’USAV emana disposizioni tecniche riguardo ai requisiti dei laboratori, al prelievo di campioni e ai metodi di analisi.
Art. 228b Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione da zoppina il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’azienda detentrice di ovini in questione fino all’invalidazione del sospetto.
Il sospetto è considerato confutato se l’analisi ha fornito un risultato negativo.
Art. 228c Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di zoppina il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’azienda detentrice di ovini infetta e il suo risanamento immediato.
Egli revoca il sequestro non appena l’analisi al termine del risanamento dà un esito negativo.
Art. 228d Collaborazione dei Servizi sanitari in materia di allevamento di piccoli ruminanti
I Cantoni possono chiamare i Servizi sanitari attivi in materia di allevamento di piccoli ruminanti a collaborare all’esecuzione di misure di risanamento e alla sorveglianza degli effettivi.
Art. 228e Indennità
Le perdite di animali dovute alla zoppina non sono indennizzate.
Sezione 5a Programma nazionale di lotta contro la zoppina606
Art. 229607 Oggetto, durata e scopo
Per combattere la zoppina, viene svolto un programma nazionale di lotta che prevede il controllo annuale di tutte le aziende detentrici di ovini e l’analisi degli animali mediante il prelievo di campioni.
Il programma inizia il 1° ottobre 2024 e dura al massimo cinque anni. Le analisi sono effettuate tra il 1° ottobre e il 31 marzo di ogni anno (periodo di analisi).
L’obiettivo del programma di lotta è ridurre al di sotto dell’1 per cento il numero delle aziende detentrici di ovini in cui viene constatata la zoppina.
I Cantoni provvedono all’attuazione del programma di lotta entro i termini stabiliti.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sullo svolgimento del programma di lotta.
Art. 229a608 Costi computabili e ammontare delle indennità
Per il programma di lotta sono computabili i costi per:
il prelievo di campioni per l’analisi di base e la prima analisi di verifica nella detenzione di ovini e l’invio di tali campioni ai laboratori;
l’analisi di tali campioni da parte dei laboratori;
la riscossione della tassa a carico dei detentori di animali.
I costi per ulteriori analisi di verifica sono a carico dei detentori di ovini.
Ai fornitori delle prestazioni di cui al capoverso 1 lettera a vengono versate le seguenti indennità:
un importo forfettario da 125 a 200 franchi per il prelievo dei campioni e l’invio dei campioni ai laboratori, a seconda della grandezza e dell’ubicazione dell’azienda detentrice di animali;
609al massimo 60 franchi per l’analisi in laboratorio di un campione aggregato di un massimo di 10 animali;
un’adeguata indennità per la riscossione.
Art. 229b610 Tassa a carico dei detentori di ovini
Il terzo incaricato versa l’indennità a un laboratorio non appena quest’ultimo ha inserito il risultato dell’analisi di base o della prima analisi di verifica nel sistema d’informazione per i risultati di controlli e analisi (ARES) di cui nell’ordinanza del 27 aprile 2022611 concernente i sistemi d’informazione dell’USAV per la filiera agroalimentare.612
La tassa ammonta a 30 franchi per campione aggregato di un massimo di 10 animali, tuttavia a un massimo di 90 franchi per effettivo di ovini.
Essa viene fatturata prima del relativo periodo di analisi ed è calcolata in funzione dell’effettivo di ovini dell’anno precedente sulla base dei dati della banca dati sul traffico di animali. Determinante è il numero di giorni/animali.
L’USAV affida a un terzo la riscossione della tassa.
Art. 229c613 Versamento delle indennità e di un’eventuale eccedenza
Il terzo incaricato versa l’indennità a un laboratorio non appena quest’ultimo ha inserito il risultato dell’analisi di base o della prima analisi di verifica nel sistema d’informazione per i dati di laboratorio (ALIS) di cui nell’O-SISVet614.
Esso fattura la parte dei costi per l’analisi dei campioni non coperta dalla tassa dei detentori di ovini al Cantone che ha commissionato l’incarico.
Qualora al termine del programma di lotta risultasse un’eccedenza dalle tasse dei detentori di ovini, questa viene versata ai Cantoni. Il rimborso è calcolato in base al numero di ovini di un Cantone al 1° gennaio dell’anno del rimborso.
Art. 229d615 Prelievo dei campioni e analisi: requisiti e obblighi
I campioni delle aziende detentrici di ovini devono essere prelevati da veterinari o persone sotto la vigilanza di un veterinario.
Tutte le persone che effettuano il prelievo dei campioni devono frequentare un corso che trasmette conoscenze sulla lotta contro la zoppina e sul modo corretto di prelevare i campioni. Il corso è organizzato dall’USAV e si svolge in maniera decentralizzata.
I veterinari inseriscono i dati relativi ai campioni prelevati in ASAN.
I laboratori incaricati dell’analisi dei campioni inseriscono i risultati in ARES al più tardi entro una settimana dal ricevimento del campione.616
Art. 229e617 Traffico di animali
Durante il periodo di analisi gli ovini possono essere trasferiti soltanto in un’altra azienda detentrice di ovini oppure essere tenuti al pascolo insieme a ovini di un’altra azienda detentrice di animali o partecipare a mercati di bestiame, esposizioni e altre manifestazioni se provengono da un’azienda detentrice di ovini per la quale l’ultimo controllo ufficiale ha fornito un risultato delle analisi negativo. Il veterinario cantonale può autorizzare deroghe a determinate condizioni.
Nel primo periodo di analisi gli ovini possono partecipare a mercati di bestiame, esposizioni di bestiame e altre manifestazioni ed essere tenuti al pascolo insieme a ovini di un’altra azienda detentrice di animali se provengono da un’azienda di detenzione per la quale non è ancora disponibile il risultato delle analisi. Possono essere portati da una tale azienda detentrice di ovini in un’altra azienda detentrice di ovini se anche per l’azienda di destinazione non è ancora disponibile alcun risultato di analisi.
Gli ovini che nel primo periodo di analisi hanno partecipato a mercati di bestiame, esposizioni o altre manifestazioni o sono stati tenuti al pascolo insieme a ovini di un’altra azienda detentrice di animali possono essere portati soltanto in aziende detentrici di animali per le quali non è ancora disponibile alcun risultato di analisi.
Se alla fine del primo periodo di analisi non è disponibile alcun risultato per un’azienda detentrice di ovini, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo in questione fino a quando non si dispone di un risultato.
Art. 229f618 Vaccinazione contro la zoppina
La vaccinazione contro la zoppina è vietata a partire dal 1° giugno 2024 fino alla conclusione del programma di lotta.
Art. 229g619 Provvedimenti del veterinario cantonale in caso di risultato delle analisi positivo o di malattia manifesta
Se il risultato delle analisi è positivo, il veterinario cantonale ordina i provvedimenti in caso di epizoozia di cui all’articolo 228c capoverso 1. La revoca dei provvedimenti è retta dall’articolo 228c capoverso 2.
Se in un’azienda detentrice di ovini uno o più animali sono manifestamente affetti da zoppina, il veterinario cantonale può, d’intesa con il detentore degli animali, rinunciare a un prelievo di campioni e alle relative analisi e ordinare direttamente i provvedimenti previsti in caso di epizoozia di cui all’articolo 228c capoverso 1.
Nei casi di cui al capoverso 1 o 2 il veterinario cantonale può, a condizioni atte a minimizzare i rischi, autorizzare il trasferimento degli animali da un’azienda detentrice di ovini sotto sequestro a un’altra azienda detentrice di ovini oppure la loro partecipazione a un mercato di bestiame, un’esposizione o un’altra manifestazione.
Art. 229h620 Ulteriori provvedimenti del veterinario cantonale
Ai detentori di animali che non osservano le sue prescrizioni, il veterinario cantonale può imporre a loro spese i provvedimenti necessari per il prelievo dei campioni e il risanamento. Può ordinare la macellazione di animali se ciò è appropriato per motivi di diritto in materia di epizoozie o di protezione degli animali.
Art. 229i621 Valutazione
L’USAV provvede alla valutazione continua del programma di lotta, in particolare in relazione all’obiettivo di cui all’articolo 229 capoverso 3.
Previa consultazione dei Cantoni, decide l’ulteriore procedura da seguire durante e al termine del programma di lotta.
Sezione 6 Ipodermosi
Art. 230 Campo d’applicazione
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro l’infestazione di bovini con larve dell’estro (Hypoderma bovis o Hypoderma lineatum).
Art. 231 Lotta
Il veterinario cantonale ordina la cura degli animali infestati.
Nelle regioni in cui la malattia è endemica, il veterinario cantonale ordina la cura preventiva di tutti gli effettivi bovini.
L’USAV coordina i provvedimenti di lotta dei Cantoni.
Art. 232 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a e c LFE non sono indennizzate.
Sezione 7 Epididimite contagiosa degli arieti
Art. 233 Campo d’applicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro l’epididimite contagiosa degli arieti in seguito a infezioni da Brucella ovis.
È diagnosticata l’epididimite contagiosa degli arieti, qualora l’analisi sierologica abbia dato un risultato positivo o nel materiale d’analisi sia stata evidenziata la Brucella ovis.
Art. 234 Obbligo di notifica e primi provvedimenti
Il laboratorio notifica al veterinario cantonale i risultati positivi delle analisi sierologiche o batteriologiche.
I becchi tenuti insieme agli arieti devono essere esaminati in caso di risultato sierologico o batteriologico positivo in un ariete dello stesso effettivo.622
Le altre prescrizioni degli articoli 61–64 non sono applicabili.
Art. 235 Lotta
Il Cantone può ordinare che:
soltanto gli arieti che sono stati sottoposti a un’analisi sierologica con risultato negativo possano essere portati su un pascolo comune o presentati a mercati di bestiame, esposizioni di bestiame e manifestazioni simili;
i giovani arieti siano pascolati separatamente da quelli in grado di riprodurre;
in caso di sospetto di epididimite contagiosa degli arieti, i veterinari predispongano le necessarie analisi.
Art. 236 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e c LFE non sono indennizzate.
Sezione 8623 Paratubercolosi
Art. 236a624 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la paratubercolosi degli animali delle specie bovina, ovina e caprina, dei bisonti, dei bufali e dei camelidi nonché dei ruminanti selvatici tenuti in parchi.
Art. 237 Diagnosi e prelievo di campioni
La paratubercolosi è diagnosticata quando sono presenti sintomi clinici di un’infezione oppure cambiamenti anatomo-patologici e quando l’agente infettivo è stato messo in evidenza.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo ai requisiti dei laboratori, al prelievo di campioni e ai metodi di analisi.
Art. 237a Obbligo di notifica e primi provvedimenti
Ogni veterinario è obbligato a notificare senza indugio al veterinario cantonale un sospetto di paratubercolosi.
Il laboratorio di analisi notifica al competente veterinario cantonale i risultati positivi.
Le altre disposizioni sull’obbligo di notifica e sui primi provvedimenti di cui agli articoli 61–64 non sono applicabili.
Art. 238 Caso di sospetto
Se, in occasione di un’analisi clinica, di un’autopsia o di un controllo delle carni, un veterinario o un veterinario ufficiale nutre il sospetto che un animale sia affetto da paratubercolosi effettua, d’intesa con il veterinario cantonale, un’analisi finalizzata alla messa in evidenza dell’agente infettivo.
Qualora, a seguito di un’analisi di laboratorio, venga sospettata la paratubercolosi, il veterinario cantonale ordina senza indugio l’analisi clinica dell’animale sospetto.
In qualsiasi caso di sospetto, il veterinario cantonale ordina inoltre che:
625l’animale sospetto sia isolato e sottoposto al divieto di trasferimento;
626i discendenti di esemplari femmina di cui alla lettera a che sono nati entro gli ultimi 12 mesi prima del caso di sospetto vengano sottoposti a divieto di trasferimento;
il latte dell’animale sospetto sia eliminato come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 secondo l’articolo 6 OSOAn627.
Il sospetto di paratubercolosi è considerato confutato:
se non è stato rilevato alcun agente infettivo nei casi di cui al capoverso 1;
se l’analisi clinica ha dato esito negativo nei casi di cui al capoverso 2.
Art. 238a Caso di epizoozia
1 In caso di diagnosi di paratubercolosi, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado di tutti gli effettivi dell’azienda detentrice di animali infetta. Ordina inoltre che:628
a. 629gli animali infetti siano isolati, uccisi ed eliminati;
abis. 630i discendenti di esemplari femmina di cui alla lettera a che sono nati entro gli ultimi 12 mesi prima del caso di epizoozia vengano isolati e macellati al più tardi entro l’età di 12 mesi;
b. gli animali dell’effettivo che appartengono a specie ricettive siano sottoposti ad analisi clinica;
c. il latte degli animali sospetti o infetti sia eliminato come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 secondo l’articolo 6 OSOAn631;
d. le stalle siano pulite e disinfettate.
Per gli animali di cui al capoverso 1 lettera abis il veterinario cantonale ordina un divieto di trasferimento fino alla loro macellazione.632
Il veterinario cantonale revoca il sequestro di cui al capoverso 1 dopo che: 633
l’analisi clinica si è conclusa senza individuare nessun animale sospetto; e
634gli animali infetti sono stati uccisi ed eliminati e le stalle sono state pulite e disinfettate.
Art. 239 Indennità
Le perdite di animali ai sensi dell’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Sezione 8a635 Febbre catarrale ovina e malattia emorragica epizootica636
Art. 239a637 In generale
Sono considerati ricettivi alla febbre catarrale ovina (Blue tongue o «malattia della lingua blu») e alla malattia emorragica epizootica (EHD) tutti gli artiodattili, ad eccezione dei suini.638
La febbre catarrale ovina è diagnosticata quando, in un effettivo di animali ricettivi, è stato messo in evidenza il virus della febbre catarrale ovina dei sierotipi 1–24.639
La EHD è diagnosticata quando, in un effettivo di animali ricettivi, è stato messo in evidenza il virus della EHD.
Art. 239b Sorveglianza
Dopo avere consultato i Cantoni, l’USAV può stabilire un programma:640
per la sorveglianza degli effettivi di animali ricettivi;
641per la sorveglianza delle specie di zanzare vettrici dei virus della febbre catarrale ovina e della EHD.
Art. 239c Caso di sospetto
In caso di sospetto di epizoozia di febbre catarrale ovina o di EHD oppure di contagio, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo sospetto. Ordina inoltre:642
643a seconda della situazione iniziale: l’esame degli animali sospettati di avere i virus della febbre catarrale ovina e della EHD o uno dei due agenti infettivi;
provvedimenti atti a ridurre la popolazione di zanzare nelle immediate vicinanze degli animali.
Il sospetto è considerato confutato quando non si è più riscontrato nessun virus.
L’USAV può emanare prescrizioni tecniche riguardo al prelievo dei campioni e alla loro analisi, nonché riguardo ai provvedimenti che permettono di ridurre la popolazione delle zanzare vettrici.644
Art. 239d Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di febbre catarrale ovina o di EHD, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto. Ordina inoltre:645
l’abbattimento e l’eliminazione degli animali gravemente ammalati;
provvedimenti atti a ridurre la popolazione di zanzare nelle immediate vicinanze degli animali.
Il veterinario cantonale leva il sequestro se tutti gli animali ricettivi dell’effettivo:646
sono stati sottoposti due volte a esame sierologico a distanza di almeno 60 giorni e non è stato riscontrato alcun nuovo contagio; oppure
647sono stati vaccinati almeno 60 giorni prima contro l’epizoozia constatata.
Art. 239e648 Zona delimitata a causa della febbre catarrale ovina o della EHD
La zona delimitata a causa della febbre catarrale ovina o della EHD comprende un territorio del raggio di circa 150 km intorno agli effettivi infetti. Per delimitare tale zona occorre tenere conto della situazione geografica, delle possibilità di controllo e delle osservazioni epidemiologiche.649
Dopo aver consultato i Cantoni, l’USAV stabilisce l’ampiezza della zona da delimitare. Revoca il sequestro della zona dopo aver consultato i Cantoni, se durante almeno due anni non si è più constatata la malattia della febbre catarrale ovina o dell’EHD presso animali ricettivi.
Stabilisce a quali condizioni è permesso trasportare all’esterno della zona delimitata gli animali ricettivi, il loro seme, i loro ovuli e i loro embrioni.
Art. 239f Periodi e territori privi di vettori
Dopo avere consultato i Cantoni, l’USAV può dichiarare privi del vettore periodi e territori nei quali non vi sia stata alcuna attività o vi sia stata un’attività ridotta degli insetti che possono essere vettori del virus della febbre catarrale ovina o della EHD.650
Durante i periodi e nei territori privi di vettore, il veterinario cantonale può rinunciare, completamente o parzialmente, al sequestro e ai provvedimenti per ridurre la presenza di zanzare vettrici e per le vaccinazioni.
Art. 239g651 Vaccinazioni
Dopo avere consultato i Cantoni, l’USAV può prescrivere vaccinazioni contro la febbre catarrale ovina o la EHD per gli animali ricettivi. In questo caso, stabilisce in un’ordinanza i territori all’interno dei quali è prescritta la vaccinazione nonché il tipo e l’impiego di vaccini.
Art. 239h652 Indennità
Le perdite di animali di cui all’articolo 32 capoverso 1 lettere b–d LFE non sono indennizzate.
...653
Sezione 8b654 Border Disease negli animali della specie bovina, nei bufali e bisonti
Art. 239i Campo d’applicazione e diagnosi
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili alla lotta contro la Border Disease (BD) negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti se il virus della BD è stato messo in evidenza nell’ambito della lotta e della sorveglianza della BVD.
È diagnosticata la BD negli animali della specie bovina, nei bufali e nei bisonti se l’esito di un esame virologico secondo un metodo autorizzato dall’USAV è positivo e il virus della BD è stato messo in evidenza mediante analisi genetico-molecolari nel laboratorio di riferimento.
Art. 239j Sospetto di contagio
Vi è sospetto di contagio di BD se sussistono indizi epidemiologici di un possibile contagio degli animali di un effettivo con il virus della BD, anche se la fonte del contagio non può più essere identificata mediante la diagnosi di laboratorio.
In caso di sospetto di contagio il veterinario cantonale impone il divieto di trasferimento degli animali presumibilmente entrati in contatto con il virus della BD e per i quali non si può escludere una gravidanza.
Il divieto di trasferimento di un animale viene abrogato se:
risulta non gravido o la gravidanza termina prematuramente;
l’esito dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto è negativo.
Dalla nascita di un animale ai sensi del capoverso 2 fino all’esito negativo dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto nessun animale può lasciare l’azienda detentrice di animali in questione. È consentita la cessione diretta di animali al macello.
Art. 239k Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di BD, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado di tutti gli effettivi dell’azienda detentrice di animali infetta. Ordina inoltre:
la macellazione dell’animale infetto e dei discendenti delle femmine infette;
l’individuazione e l’esame virologico della madre dell’animale infetto;
lo svolgimento di accertamenti epidemiologici al fine di identificare la fonte di contagio;
l’identificazione degli animali entrati in contatto con gli animali infetti e per i quali non si può escludere una gravidanza;
l’esame virologico dei vitelli e dei vitelli nati morti, partoriti da animali di cui alla lettera d, entro cinque giorni dal parto;
il divieto di trasferimento degli animali di cui alla lettera d, il quale cessa se le bovine risultano non gravide o in caso di fine prematura della gravidanza, oppure se l’esito dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto è negativo;
il divieto di trasferimento dei vitelli di animali di cui alla lettera d, il quale cessa se l’esito dell’esame virologico è negativo;
l’adozione di misure ragionevoli destinate a proteggere gli animali da un contagio causato da piccoli ruminanti se tali animali sono tenuti nell’azienda detentrice di animali e non possono essere esclusi come fonte di contagio.
Al termine degli accertamenti epidemiologici, il veterinario cantonale revoca il sequestro semplice di 1° grado, tuttavia al più presto 21 giorni dopo l’eliminazione di tutti gli animali infetti dell’effettivo.
Ordina che per 12 mesi dalla data di eliminazione dell’ultimo animale infetto dell’effettivo, tutti i vitelli neonati e quelli nati morti siano sottoposti a esame virologico riguardo alla BD entro cinque giorni dal parto e che sia imposto un divieto di trasferimento per i vitelli neonati fino all’esito negativo delle analisi.
Dalla nascita di un animale ai sensi del capoverso 1 lettera d fino all’esito negativo dell’esame virologico del vitello o del vitello nato morto nessun animale può lasciare l’azienda detentrice di animali in questione. È consentita la cessione diretta di animali al macello.
Art. 239l Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro la BD sono vietate.
Sezione 9 Metrite contagiosa equina
Art. 240 Campo d’applicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la metrite contagiosa equina dei cavalli e degli asini in seguito a infezione da Taylorella equigenitalis.
È diagnosticata la metrite contagiosa equina (CEM), qualora nel materiale d’analisi sia stata evidenziata all’analisi batteriologica la Taylorella equigenitalis. L’USAV può permettere altri metodi d’analisi.
Art. 241 Obbligo di notifica
In caso di diagnosi di Taylorella equigenitalis, i laboratori sono tenuti a notificarlo senza indugio al veterinario cantonale.
Art. 242 Sorveglianza
I detentori di animali da allevamento devono:
prendere provvedimenti contro la trasmissione della malattia attraverso persone, utensili e veicoli;
osservare le giumente nei giorni successivi alla monta;
sottoporre gli animali importati dall’estero, coperti oppure impiegati per la monta all’estero, ad un’analisi batteriologica della CEM prima della monta in Svizzera.
I detentori di stalloni da allevamento devono sottoporre annualmente gli animali ad un’analisi batteriologica della CEM tra il 1° gennaio e l’inizio del periodo di monta.
In presenza di un accresciuto pericolo di epizoozia:
l’USAV può ordinare l’analisi regolare degli stalloni durante la stagione della monta;
il Cantone può ordinare l’analisi batteriologica di tutte le giumente prima della monta.
Art. 243 Caso di sospetto e di epizoozia
In caso di sospetto o di epizoozia, il veterinario cantonale ordina:
il divieto di far coprire o utilizzare per la monta gli animali da allevamento infetti o sospetti;
il divieto di fare pascolare gli animali infetti insieme a cavalli e asini di altri detentori di animali o di presentarli a mercati ed esposizioni.
Le precedenti restrizioni sono applicabili a:
gli animali sospetti sino a quando un’analisi batteriologica non dia un risultato negativo riguardo alla presenza di un agente infettivo;
gli stalloni infetti sino a quando tre analisi batteriologiche, eseguite a distanza di tre giorni, non diano un risultato negativo riguardo alla presenza dell’agente infettivo;
le giumente infette sino a quando tre analisi batteriologiche, eseguite a distanza di una settimana, non diano un risultato negativo riguardo alla presenza dell’agente infettivo.
Per gli animali risultati infetti, l’avvenuta guarigione deve essere confermata tramite un’ulteriore analisi batteriologica effettuata immediatamente prima del successivo periodo di monta.
Chi cede un animale infetto o sospetto, deve informare l’acquirente sullo stato di salute dell’animale e comunicare l’identità dell’acquirente al veterinario cantonale.
Art. 244 Indennità
Le perdite di animali causate dalla CEM non sono indennizzate.
Sezione 9a655 Encefalomielite equina venezuelana 656
Art. 244a657 Campo d’applicazione e diagnosi
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro l’encefalomielite equina venezuelana di cavalli, asini, zebre e loro incroci.
È diagnosticata l’encefalomielite equina venezuelana quando è stato messo in evidenza lʼagente patogeno.
L’USAV definisce i metodi di analisi per la messa in evidenza dell’encefalomielite equina venezuelana. Tiene conto dei metodi di analisi riconosciuti dallʼOrganizzazione mondiale della sanità animale.
LʼUSAV può prescrivere, per regioni o per tutto il Paese, le analisi e i provvedimenti necessari alla sorveglianza e alla lotta all’encefalomielite equina venezuelana ed estenderli ad altre specie animali.
Art. 244b658 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica ogni sospetto di encefalomielite equina venezuelana al medico cantonale.
Art. 244c Caso di sospetto
Vi è sospetto di encefalomielite equina venezuelana quando:659
lʼesito dell’analisi sierologica su un animale è positivo; oppure
gli accertamenti epidemiologici indicano la presenza di unʼepizoozia.
In caso di sospetto, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dellʼeffettivo interessato fino allʼinvalidazione del sospetto.
Art. 244d Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di encefalomielite equina venezuelana il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dellʼeffettivo infetto.660
Ordina inoltre i seguenti provvedimenti:
a. lʼaccertamento epidemiologico;
abis. 661l’eliminazione degli animali infetti;
b. la pulizia e la disinfezione delle stalle;
c. ulteriori provvedimenti necessari per impedire la trasmissione dellʼepizoozia, quali il divieto della trasmissione di prodotti sanguigni degli animali dellʼeffettivo interessato o la protezione dellʼeffettivo dalle zanzare vettrici.
... 662
Egli revoca il sequestro quando lʼanalisi degli animali rimanenti rivela che questi ultimi non costituiscono una fonte di contagio per lʼuomo o per altri animali.
Art. 244e Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Sezione 10663 Polmoniti dei suini
A. Polmonite enzootica
Art. 245 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione si applicano nella lotta alla polmonite dei suini causata da Mycoplasma hyopneumoniae.
Art. 245a Diagnosi
È diagnosticata la polmonite enzootica (PE) se:
l’esito della messa in evidenza dell’agente patogeno è positivo; e
i sintomi clinici, l’esame macroscopico dei polmoni o gli accertamenti epidemiologici indicano la presenza di PE.
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo al prelievo e all’analisi di campioni.
Art. 245b Riconoscimento ufficiale
Tutti gli effettivi di suini sono considerati come riconosciuti indenni da PE. In caso di sospetto di epizoozia o di epizoozia, all’effettivo interessato viene revocato il riconoscimento fino alla cessazione del sequestro.
Art. 245c Obbligo di notifica e sorveglianza
I veterinari ufficiali notificano qualsiasi sospetto di polmonite enzootica al veterinario cantonale competente.
I servizi di consulenza e i servizi sanitari attivi nel settore suinicolo notificano al veterinario cantonale competente qualsiasi sospetto di polmonite enzootica.
La sorveglianza degli effettivi di suini avviene all’atto dell’ispezione delle carni mediante un esame per rilevare eventuali lesioni polmonari sospette. Ai fini dell’accertamento diagnostico occorre prelevare un campione degli organi sospetti.
Art. 245d Sospetto di epizoozia
Vi è sospetto di PE se:
si manifestano sintomi clinici di PE;
all’atto dell’ispezione delle carni o del sezionamento vengono rilevate lesioni polmonari sospette;
la messa in evidenza dell’agente patogeno indica una PE;
l’esito dell’analisi sierologica è positivo; oppure
gli accertamenti epidemiologici indicano la presenza di un’epizoozia.
In caso di sospetto di epizoozia il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo interessato. Se l’effettivo suddetto appartiene ad un’organizzazione in seno alla quale avvengono regolarmente scambi di animali tra gli effettivi, tutti gli effettivi che fanno parte dell’organizzazione devono essere posti sotto sequestro.
Il sospetto è considerato inconsistente se l’esito degli accertamenti successivi non corrisponde ai criteri di cui all’articolo 245a capoverso 1.
Art. 245e Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di PE il veterinario cantonale dispone il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto e ordina inoltre:
che nelle aziende detentrici di animali da allevamento e nelle aziende a ciclo chiuso detentrici di animali da allevamento e da ingrasso, in seguito al contagio dell’effettivo:
per un arco di tempo compreso tra dieci e 14 giorni, nell’effettivo infetto sia ammessa soltanto la detenzione di animali di età non inferiore a nove mesi e che questi vengano sottoposti a trattamento,
le stalle dell’effettivo infetto vengano pulite e disinfettate;
che nelle aziende detentrici di animali da ingrasso le stalle vengano pulite e disinfettate non appena gli animali sono stati allontanati dalle stalle.
Il veterinario cantonale può inoltre ordinare che animali provenienti da aziende detentrici di animali da ingrasso, aziende detentrici di animali da allevamento e aziende a ciclo chiuso detentrici di animali da ingrasso e da allevamento siano condotti in stalle d’isolamento riconosciute dal veterinario cantonale del Cantone in cui sono ubicate.
Se gli effettivi vicini sono a rischio di contagio, il veterinario cantonale può disporre l’immediata macellazione di tutti gli animali dell’effettivo infetto nonché la pulizia e la disinfezione delle stalle. Può anche ordinare la macellazione immediata degli effettivi a rischio di contagio oppure estendere a questi ultimi i provvedimenti di cui ai capoversi 1 e 2.
Il veterinario cantonale informa i detentori degli animali degli effettivi vicini in merito al rischio di contagio e comunica loro il calendario di attuazione dei provvedimenti.
Dopo la revoca dei provvedimenti di sequestro, l’effettivo è sorvegliato conformemente all’articolo 245c capoverso 3.
Art. 245f Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro la PE sono vietate.
Art. 245g Collaborazione dei servizi consultivi e sanitari
I Cantoni possono chiedere ai servizi consultivi e sanitari attivi nel settore suinicolo di collaborare all’attuazione dei provvedimenti sanitari e alla sorveglianza degli effettivi indenni da polmonite enzootica.
Art. 245h Indennità
Le perdite di animali ai sensi dell’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
B. Actinobacillosi
Art. 246 Diagnosi
È diagnosticata l’actinobacillosi (APP) se viene accertato che vi sono suini malati a causa di un’infezione di Actinobacillus pleuropneumoniae.
Art. 247 Sospetto di epizoozia
In caso di sospetto clinico di APP il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo interessato. Se l’effettivo suddetto appartiene ad un’organizzazione in seno alla quale avvengono regolarmente scambi di animali tra gli effettivi, tutti gli effettivi che fanno parte dell’organizzazione devono essere posti sotto sequestro.
Il sospetto di APP è considerato inconsistente se non viene rilevato alcun agente patogeno.
Art. 248 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di APP il veterinario cantonale dispone il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto e ordina inoltre:
la macellazione di tutti i suini delle aziende detentrici di animali da allevamento e la successiva pulizia e disinfezione dei porcili;
l’attuazione di provvedimenti per impedire la diffusione dell’agente patogeno nella aziende a ciclo chiuso detentrici di animali da allevamento e da ingrasso nonché nelle stazioni di inseminazione;
l’attuazione di provvedimenti per impedire la diffusione dell’agente patogeno nelle aziende detentrici di animali da ingrasso, nonché la pulizia e la disinfezione dei porcili al termine dell’ingrasso.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro se:
la pulizia e la disinfezione dei porcili delle aziende detentrici di animali da allevamento e delle aziende detentrici di animali da ingrasso sono terminate;
nelle aziende a ciclo chiuso con animali da allevamento e nelle stazioni di inseminazione non si manifesta più alcun sintomo clinico tipico della APP.
Art. 248a Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro l’APP sono vietate.
Art. 249 Indennità
Le perdite di animali dovute ad APP non sono indennizzate. Se si manifesta APP ad elevata patogenicità, le perdite di animali sono indennizzate secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettera c LFE.
Sezione 11 Clamidiosi degli uccelli
Art. 250664 Campo d’applicazione
Le disposizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la clamidiosi degli uccelli (Chlamydia psittaci).
Art. 251665 Sorveglianza
Chi commercia psittaci, li alleva professionalmente o li espone pubblicamente è obbligato a inviare tutti gli psittaci morti del proprio effettivo a un laboratorio ufficiale designato dal veterinario cantonale onde appurare le cause della morte.
Art. 252 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica al medico cantonale la comparsa di clamidiosi in un effettivo.
Art. 253 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di clamidiosi, il veterinario cantonale ordina nell’effettivo infetto:
il sequestro semplice di 2° grado;
l’identificazione mediante inanellamento e la registrazione di tutti gli psittaci;
666l’uccisione degli uccelli visibilmente malati; può eccezionalmente autorizzare la loro cura ordinando simultaneamente i necessari provvedimenti di sicurezza;
la cura dei rimanenti uccelli, nella misura in cui il proprietario non preferisca eliminarli;
l’analisi degli uccelli morti durante la cura.
Egli revoca il sequestro:
per gli psittaci, se tutti gli uccelli dell’effettivo sono stati eliminati o se un’analisi degli uccelli, effettuata al più presto due settimane dopo la conclusione della cura, ha dato risultati negativi;
per altri tipi di uccelli, dopo la conclusione della cura.
Art. 254 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a e b LFE non sono indennizzate.
Sezione 12667 Infezione del pollame da Salmonella668
Art. 255 Campo d’applicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro l’infezione da Salmonella spp. del pollame appartenente alle seguenti categorie zootecniche:669
animali d’allevamento della specie Gallus gallus per la produzione di uova da cova (animali d’allevamento);
galline ovaiole per la produzione di uova da consumo (ovaiole);
670animali da ingrasso per la produzione di carne di pollo o di tacchino (animali da ingrasso).
671...
Un’infezione da Salmonella è diagnosticata quando è stato messo in evidenza l’agente patogeno nel pollame, nelle uova o nelle carcasse di pollame.672
D’intesa con l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), l’USAV definisce i sierotipi di Salmonella da combattere per motivi di salute pubblica e i requisiti per i metodi di analisi.673
Art. 256674
Art. 257675 Aziende detentrici di pollame da sorvegliare
Le aziende detentrici di pollame delle seguenti dimensioni devono essere sottoposte ad analisi per la ricerca di infezioni da Salmonella:
animali da allevamento della linea ingrasso e uova: se l’azienda detentrice di pollame comprende più di 250 posti;
galline ovaiole: se l’azienda detentrice di pollame comprende più di 1000 posti;
polli da ingrasso: se la superficie di base del pollaio dell’azienda detentrice di pollame è superiore a 333 m2;
tacchini da ingrasso: se la superficie di base del pollaio dell’azienda detentrice di pollame è superiore a 200 m2.
Art. 257a676 Prelievi di campioni da parte degli avicoltori
Nelle aziende detentrici di pollame da sorvegliare l’avicoltore preleva, seguendo le istruzioni del servizio veterinario cantonale, campioni di:
animali da allevamento:
per i pulcini di un giorno, tra il primo e il terzo giorno di vita,
all’età di 4–5 settimane,
all’età di 15–20 settimane, in ogni caso al più tardi 2 settimane prima del trasferimento nella stalla per galline ovaiole,
ogni 3 settimane durante il periodo di deposizione;
galline ovaiole:
all’età di 15–20 settimane, in ogni caso 2 settimane prima del trasferimento nella stalla per galline ovaiole,
ogni 15 settimane durante il periodo di deposizione, per la prima volta tra la 22a e la 26a settimana di vita;
animali da ingrasso: a partire da 3 settimane prima della macellazione.
L’avicoltore deve prelevare campioni da tutti gli effettivi della sua azienda detentrice di animali.
In deroga al capoverso 1 lettera a numero 4 possono essere prelevati e analizzati campioni nell’incubatoio, se gli animali sgusciati sono destinati alla vendita all’interno del Paese. L’analisi deve avvenire almeno ogni tre settimane.
In deroga al capoverso 2 per gli animali da ingrasso è sufficiente un prelievo di campioni una volta l’anno da tutti gli effettivi detenuti in quel momento, purché durante un anno tutti gli effettivi siano risultati negativi al test delle salmonelle.
Art. 257b677 Prelievi dei campioni da parte del servizio veterinario
Nelle aziende detentrici di pollame da sorvegliare il servizio veterinario cantonale preleva campioni di:
animali da allevamento: due volte l’anno da ogni effettivo di un’azienda detentrice di pollame durante il periodo della deposizione;
galline ovaiole: una volta l’anno da almeno un effettivo di un’azienda detentrice di pollame durante il periodo della deposizione;
animali da ingrasso: una volta l’anno da un effettivo almeno nel 10 per cento delle aziende detentrici di pollame di cui all’articolo 257 lettere c e d.
Il prelievo di campioni di cui al capoverso 1 lettera c può essere effettuato a partire da 3 settimane prima della macellazione.
Art. 258 Prelievo di campioni ed analisi
I campioni devono essere inviati per l’analisi in un laboratorio riconosciuto dall’USAV. Deve essere allegata la domanda di analisi emessa automaticamente nella banca dati sul traffico di animali in caso di notifica secondo l’articolo 18b.678
....679
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo di campioni e sulla loro analisi.
Gli incubatoi e le aziende detentrici di pollame devono conservare i risultati di laboratorio per tre anni e presentarli su richiesta agli organi di controllo.680
Art. 259 Caso di sospetto
Vi è il sospetto che un effettivo sia infetto se:
681in un campione prelevato nell’ambiente circostante agli animali viene messa in evidenza la presenza di sierotipi di Salmonella di cui all’articolo 255 capoverso 3;
682l’analisi sierologica ha dato un risultato positivo; oppure
gli accertamenti rivelano che persone si sono ammalate a causa del consumo di uova o di carne provenienti dall’effettivo in questione.
In caso di sospetto il veterinario ufficiale procede quanto prima al prelievo di materiale d’analisi e dispone l’analisi batteriologica per la ricerca di infezioni da Salmonella.
Il sospetto di un’infezione da Salmonella è considerato invalidato quando nel materiale d’analisi di cui al capoverso 2 non si riscontra alcun agente patogeno.683
Art. 260 Caso di epizoozia
In caso di accertamento di sierotipi di Salmonella di cui all’articolo 255 capoverso 3 il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo avicolo infetto. Ordina inoltre che:684
l’effettivo infetto sia macellato o ucciso;
le uova non vengano più utilizzate per la cova e che vengano eliminate come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn685 oppure che siano sottoposte a un trattamento per l’eliminazione delle salmonelle prima di essere messe in commercio a scopi alimentari;
le uova già covate siano eliminate come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn;
la carne fresca di animali provenienti da un effettivo infetto sia sottoposta a un trattamento per l’eliminazione delle salmonelle prima di essere messa in commercio.
Il veterinario cantonale revoca il sequestro se tutti gli animali dell’effettivo infetto sono stati uccisi o macellati e la pulizia e la disinfezione dei luoghi sono state controllate mediante un’analisi batteriologica.
...686
Art. 260a687 Obbligo di notifica
Il veterinario cantonale notifica al medico e al chimico cantonali gli effettivi di galline ovaiole sospetti o infetti e le carcasse infette. In caso di epizoozia li informa inoltre sui provvedimenti ordinati di cui all’articolo 260 capoverso 1 lettere b e d.
Art. 261 Indennità
Le perdite di animali causate da un’infezione da Salmonella spp. non sono indennizzate.
Sezione 13 Laringotracheite infettiva dei polli
Art. 262 Campo d’applicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la laringotracheite infettiva (LTI) dei polli, tacchini e fagiani.
È diagnosticata la LTI qualora:
l’analisi sierologica abbia dato un risultato positivo; oppure
il virus della LTI (Herpesvirus) sia stato messo in evidenza.
Il periodo d’incubazione è di 21 giorni.
Art. 263 Caso di sospetto
In caso di sospetto di infezione o sospetto di contaminazione da LTI, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo in questione fino all’invalidazione del sospetto.
Art. 264 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di LTI, il veterinario cantonale ordina nell’effettivo infetto:
il sequestro semplice di 1° grado;
l’uccisione e l’eliminazione di tutti gli animali dell’effettivo infetto;
la pulizia e la disinfezione delle stalle nonché dei contenitori per il trasporto delle uova e degli utensili contaminati.
Revoca il sequestro al più presto 30 giorni dopo l’ultimo caso di epizoozia.
Art. 264a688 Trasferimento delle uova da cova
Il veterinario cantonale può accordare, per conservare un patrimonio genetico prezioso e in deroga all’articolo 264, un trasferimento delle uova da cova provenienti da un effettivo infetto. In tal caso egli ordina:
il sequestro semplice di 1° grado sull’effettivo infetto;
l’uccisione e l’eliminazione degli uccelli che sono ammalati clinicamente o nei quali è stato messo in evidenza l’agente patogeno;
la pulizia e la disinfezione delle stalle;
il trasferimento delle uova da cova disinfettate, durante tre mesi al massimo, in un locale situato in un edificio che dal punto di vista della gestione sia indipendente dall’effettivo sequestrato;
il divieto di trasferire i giovani animali sgusciati dalle uova da cova;
l’eliminazione degli animali adulti dal locale originario dopo la produzione delle uova da cova;
la pulizia e la disinfezione definitive delle stalle.
Egli ordina di effettuare un ulteriore controllo di tutti i giovani animali di età compresa tra otto e 12 settimane tenuti nel nuovo locale. Tale controllo avviene prelevando campioni di sangue e utilizzando tamponi da infilare nelle coane rispettivamente nella trachea.
Se almeno un campione del controllo successivo fornisce un risultato sierologico positivo o mette in evidenza l’agente patogeno, tutti i giovani animali devono essere eliminati e le stalle devono essere pulite e disinfettate. Se il controllo successivo fornisce un risultato negativo, il veterinario cantonale revoca il divieto di trasferimento dei giovani animali.
Il sequestro semplice di 1° grado dell’effettivo infetto è revocato al più presto 90 giorni dopo la pulizia e la disinfezione definitive.
Art. 265 Indennità
Le perdite di animali causate dalla LTI non sono indennizzate.
Sezione 14 Mixomatosi
Art. 266 Campo d’applicazione
Le prescrizioni della presente sezione sono applicabili nella lotta contro la mixomatosi dei conigli selvatici e domestici.
Art. 267 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di mixomatosi in un effettivo di conigli domestici, il veterinario cantonale ordina:
il sequestro semplice di 1° grado;
l’uccisione immediata senza spargimento di sangue e l’eliminazione di tutti i conigli; in casi particolari, il veterinario cantonale può limitare l’uccisione agli animali malati;
la pulizia e la disinfezione delle conigliere e di tutti gli oggetti contaminati.
In caso di diagnosi di mixomatosi su conigli domestici o selvatici, il veterinario cantonale ordina una zona di sequestro adeguata alle circostanze. Nella zona di sequestro valgono i seguenti provvedimenti:
è vietato ogni commercio e movimento di conigli vivi;
i detentori di conigli prendono provvedimenti per impedire la penetrazione di insetti negli effettivi di conigli domestici;
se la mixomatosi insorge nei conigli selvatici, il Cantone ordina i provvedimenti necessari per ridurre gli effettivi.
I provvedimenti di sequestro possono essere revocati al più presto 30 giorni dopo l’ultimo caso di epizoozia.
Art. 268 Indennità
Le perdite di animali di cui all’articolo 32 capoverso 1 lettera a LFE non sono indennizzate.
Sezione 15 Peste americana delle api
Art. 269689 Diagnosi
È diagnostica la peste americana delle api qualora sia stata messa in evidenza la presenza del Paenibacillus larvae nelle covate malate.
Art. 270690 Caso di sospetto
Se vi è sospetto di peste americana delle api, l’ispettore degli apiari invia a un laboratorio il materiale d’analisi per la messa in evidenza del Paenibacillus larvae.
Art. 271 Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di peste americana delle api, il veterinario cantonale ordina negli apiari infetti:
l’analisi immediata di tutte le colonie da parte dell’ispettore degli apiari;
691la distruzione integrale, entro dieci giorni, delle colonie e dei loro favi oppure la distruzione delle colonie malate e sospette, secondo le direttive dell’ispettore degli apiari;
692il divieto di utilizzare il miele per la nutrizione delle api o di venderlo a tal fine;
693il trattamento dei favi vecchi, della cera e del miele secondo le indicazioni dell’ispettore degli apiari;
la pulizia e la disinfezione delle arnie e degli utensili
Dopo aver consultato il competente ispettore degli apiari, il veterinario cantonale determina una zona di sequestro che di regola comprende una regione con un raggio di due chilometri attorno all’apiario infetto. A tal fine tiene conto della configurazione del territorio, in particolare dei confini comunali, cantonali e nazionali nonché degli ostacoli naturali quali foreste, colline, creste, valli e laghi.694
Nella zona di sequestro sono applicabili i seguenti provvedimenti:695
696sono vietati qualsiasi offerta, trasferimento e introduzione di api e favi. Gli utensili apicoli possono essere trasferiti in un altro apiario soltanto dopo essere stati puliti e disinfettati;
697il veterinario cantonale può autorizzare i trasporti di api all’interno della zona di sequestro e l’introduzione di api nella zona di sequestro, ordinando i necessari provvedimenti di sicurezza;
l’ispettore degli apiari effettua entro 30 giorni un controllo di tutte le colonie della zona di sequestro riguardo alla presenza di peste americana delle api.
Il veterinario cantonale revoca i provvedimenti di sequestro:
30 giorni dopo la distruzione integrale delle colonie e dei favi dell’apiario infetto, nella misura in cui le arnie e gli utensili siano stati puliti e disinfettati, e i controlli nella zona di sequestro non abbiano dato adito a nuovi sospetti;
60 giorni dopo la distruzione delle colonie malate e sospette, nella misura in cui i controlli successivi dell’apiario infestato e quelli nella zona di sequestro non abbiano dato adito a nuovi sospetti.
Gli apiari ubicati nella zona di cui è stato revocato il sequestro devono essere controllati la primavera seguente secondo le direttive dell’ispettore degli apiari.698
Art. 271a699 Prescrizioni tecniche sulla lotta alla peste americana delle api
D’intesa con il Centro di ricerca apistica, l’USAV può emanare prescrizioni tecniche sulla lotta alla peste americana delle api, le quali disciplinano in particolare i provvedimenti volti a evitare una propagazione dell’epizoozia, gli esami diagnostici, la pulizia, la disinfezione e i controlli successivi.
Art. 272700 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Sezione 16 Peste europea delle api
Art. 273701 Lotta
In caso di diagnosi di peste europea delle api, il veterinario cantonale ordina negli apiari infetti:
l’analisi immediata di tutte le colonie da parte dell’ispettore degli apiari;
il divieto di trasferire le api e i favi;
la distruzione integrale, entro dieci giorni, delle colonie e dei loro favi oppure la distruzione delle colonie malate e sospette, secondo le direttive dell’ispettore degli apiari;
702il divieto di utilizzare il miele per la nutrizione delle api o di venderlo a tal fine;
la pulizia e la disinfezione delle arnie e degli utensili.
Dopo aver consultato il competente ispettore degli apiari, il veterinario cantonale determina una zona di sequestro che comprende di regola una regione con un raggio di un chilometro attorno all’apiario infetto. A tal fine tiene conto della configurazione del territorio, in particolare dei confini comunali, cantonali e nazionali nonché degli ostacoli naturali quali foreste, colline, creste, valli e laghi.
Nella zona di sequestro sono applicabili i seguenti provvedimenti:
703sono vietati qualsiasi offerta, trasferimento e introduzione di api e favi. Gli utensili apicoli possono essere trasferiti in un altro apiario soltanto dopo essere stati puliti e disinfettati;
704il veterinario cantonale può autorizzare i trasporti di api all’interno della zona di sequestro e l’introduzione di api, ordinando i necessari provvedimenti di sicurezza.
L’ispettore degli apiari ordina il trattamento dei favi vecchi, della cera e del miele.
L’ispettore degli apiari effettua entro 30 giorni un controllo di tutte le colonie della zona di sequestro riguardo alla presenza di peste europea delle api.
Il veterinario cantonale revoca i provvedimenti di sequestro:
30 giorni dopo la distruzione integrale delle colonie e dei favi dell’apiario infetto, a condizione che le arnie e gli utensili siano stati puliti e disinfettati e che i controlli nella zona di sequestro non abbiano dato adito a nuovi sospetti;
60 giorni dopo la distruzione delle colonie malate e sospette, a condizione che i controlli successivi dell’apiario infestato e quelli nella zona di sequestro non abbiano dato adito a nuovi sospetti.
Gli apiari ubicati nella zona di cui è stato revocato il sequestro devono essere controllati la primavera seguente secondo le direttive dell’ispettore degli apiari.
Art. 273a705 Prescrizioni tecniche sulla lotta alla peste europea delle api
D’intesa con il Centro di ricerca apistica, l’USAV può emanare prescrizioni tecniche sulla lotta alla peste europea delle api, le quali disciplinano in particolare i provvedimenti volti a evitare una propagazione dell’epizoozia, gli esami diagnostici, la pulizia, la disinfezione e i controlli successivi.
Art. 274706 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Sezione 17707 Infestazione da piccolo coleottero dell’alveare (Aethina tumida)
Art. 274a Campo d’applicazione, diagnosi e scopo
Le disposizioni della presente sezione si applicano alla lotta contro l’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare in una colonia di api o in un nido di bombi detenuti dall’uomo (nido di bombi). I provvedimenti di lotta devono essere adottati anche nel caso in cui l’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare si manifesti in un’azienda apicola.
È diagnosticata l’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare quando è messa in evidenza la presenza di uova, larve, pupe o coleotteri adulti di Aethina tumida.
Nel caso di un’infestazione epidemiologicamente molto circoscritta si deve evitare la propagazione del piccolo coleottero dell’alveare, nel caso di un’infestazione su una vasta superficie si deve limitare la densità dell’infestazione.
Art. 274b Caso di sospetto
Si sospetta un’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare quando in una colonia di api, in un nido di bombi o in un’azienda apicola si individuano larve o coleotteri adulti che presentano caratteristiche morfologiche distintive analoghe o identiche a quelle del piccolo coleottero dell’alveare.
Art. 274c Provvedimenti in caso di sospetto
In caso di sospetto di infestazione da piccolo coleottero dell’alveare, il veterinario cantonale ordina che le colonie di api oppure i nidi di bombi, le attrezzature apistiche usate, il miele in favo e i sottoprodotti apicoli non possano lasciare l’azienda sospetta.
Il veterinario cantonale revoca i provvedimenti quando si prova che l’azienda non è infestata dal piccolo coleottero dell’alveare.
Art. 274d Caso di epizoozia
In caso di diagnosi di infestazione da piccolo coleottero dell’alveare, il veterinario cantonale ordina che:
le colonie di api oppure i nidi di bombi, le attrezzature apistiche usate, il miele in favo e i sottoprodotti apicoli dell’azienda infetta non vengano trasferiti e le colonie di api oppure i nidi di bombi vengano distrutti immediatamente, secondo le indicazioni dell’ispettore degli apiari;
le attrezzature apistiche usate, il miele in favo, i sottoprodotti apicoli e gli altri oggetti che potrebbero essere venuti a contatto con il piccolo coleottero dell’alveare vengano distrutti o puliti e disinfestati immediatamente, secondo le indicazioni dell’ispettore degli apiari;
l’apiario nonché tutti i locali e tutte le apparecchiature dell’azienda infetta vengano puliti e disinfestati secondo le indicazioni dell’ispettore degli apiari;
il suolo nell’ambiente circostante l’apiario o il nido di bombi infestato venga trattato secondo le indicazioni dell’ispettore degli apiari;
708nell’azienda infetta venga creata una colonia sentinella, regolarmente controllata dall’ispettore degli apiari.
Dopo aver consultato il competente ispettore degli apiari, il veterinario cantonale stabilisce una zona di protezione e di sorveglianza. Di regola la zona di protezione comprende un territorio del raggio di 3 km intorno all’azienda apicola o al nido di bombi infetto, la zona di sorveglianza un territorio del raggio di 10 km. Per delimitare tali zone, occorre tenere conto delle peculiarità geografiche, in particolare dei confini comunali, cantonali e nazionali nonché degli ostacoli naturali quali foreste, colline, creste, valli e laghi.
Il veterinario cantonale revoca le zone di protezione e di sorveglianza se:
i provvedimenti di cui al capoverso 1 sono stati adottati; e
dopo la conclusione dei controlli successivi nella zona di protezione (art. 274e cpv. 5) non vi è più alcun sospetto di infestazione da piccolo coleottero dell’alveare.
In deroga al capoverso 1 lettere a, d ed e l’USAV può ordinare di rinunciare alla distruzione delle colonie di api oppure dei nidi di bombi infestati, al trattamento del suolo e alla creazione di una colonia sentinella se in tal modo non si può impedire la diffusione del piccolo coleottero dell’alveare.709
Art. 274e710 Provvedimenti nella zona di protezione e nella zona di sorveglianza
Nella zona di protezione e nella zona di sorveglianza sono vietati l’offerta, il trasferimento nonché l’introduzione nelle zone di api e di bombi, di attrezzature apistiche usate, di miele in favo e di sottoprodotti apicoli. Gli utensili apicoli possono essere trasferiti in un altro apiario soltanto dopo essere stati puliti e disinfettati.
Il veterinario cantonale può autorizzare, ordinando i necessari provvedimenti di sicurezza:
il trasferimento di api e di bombi all’interno della zona di protezione o all’interno della zona di sorveglianza;
l’introduzione di api e di bombi dalla zona di sorveglianza nella zona di protezione;
l’introduzione di api e di bombi da una regione esterna alle zone nella zona di protezione o di sorveglianza.
Entro 30 giorni dalla determinazione della zona di protezione, l’ispettore degli apiari controlla se gli apiari ivi ubicati e i nidi di bombi noti al veterinario cantonale nonché tutte le aziende apicole sono infestati da piccolo coleottero dell’alveare. Negli apiari in cui non ha diagnosticato l’infestazione installa trappole che controlla regolarmente.
Nella zona di protezione, tutti i nidi di bombi noti al veterinario cantonale competente e giunti al termine del loro periodo di utilizzo devono essere imballati in modo sicuro, congelati e conservati dal detentore di bombi fino al momento dell’ispezione da parte dell’ispettore degli apiari. Le colonie di bombi ancora attive che non possono essere controllate senza distruggere irreversibilmente il nido di bombi devono essere distrutte in anticipo dal detentore di bombi o dall’ispettore degli apiari e conservate imballate in modo sicuro e congelate fino al momento del controllo.
Entro 30 giorni dalla determinazione della zona di sorveglianza, negli apiari prescelti dal veterinario cantonale l’ispettore degli apiari installa trappole che controlla regolarmente. Può affidare questi compiti agli apicoltori. In questo caso gli apicoltori devono notificargli regolarmente i risultati del controllo. L’USAV fissa in direttive tecniche §il numero minimo di apiari da controllare.
La primavera successiva alla comparsa dell’epizoozia tutti gli apiari ubicati nella zona di protezione e le aziende apicole infestate l’anno prima devono essere sottoposti a un controllo successivo da parte dell’ispettore degli apiari.
Art. 274f Prescrizioni tecniche sulla lotta all’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare
D’intesa con il Centro di ricerca apistica, l’USAV può emanare prescrizioni tecniche sulla lotta all’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare.
Art. 274g Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a, b e d LFE non sono indennizzate.
Art. 274h711 Apinella
L’USAV gestisce il sistema d’informazione Apinella per il riconoscimento precoce dell’infestazione da piccolo coleottero dell’alveare (Aethina tumida) di colonie di api. Il sistema contiene i seguenti dati:
degli apicoltori che utilizzano Apinella:
il nome e cognome, l’indirizzo, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail,
i numeri di identificazione dei loro apiari, le loro coordinate e il numero di colonie di api ivi tenute;
la data e il risultato dei controlli delle colonie di api per individuare l’eventuale infestazione da piccolo coleottero dell’alveare.
Per i dati di cui al capoverso 1 si applicano i seguenti diritti d’accesso:
gli apicoltori possono trattare i propri dati;
il personale dell’USAV può trattare tutti i dati;
i veterinari cantonali possono consultare i risultati dei controlli delle colonie di api nel rispettivo Cantone.
L’USAV è responsabile del rispetto delle prescrizioni relative alla protezione dei dati, alla sicurezza dei dati e alla sicurezza informatica.
I dati possono essere conservati per un massimo di 30 anni nel sistema d’informazione. L’archiviazione è retta dalle disposizioni della legge del 26 giugno 1998712 sull’archiviazione. I dati resi anonimi possono essere conservati oltre il termine di 30 anni.
Il veterinario cantonale è tenuto a cercare apicoltori che accettino di utilizzare Apinella. La loro selezione dovrebbe, nella misura del possibile, consentire una testimonianza rappresentativa della presenza del piccolo coleottero dell’alveare nel Cantone. Il veterinario cantonale notifica all’USAV i dati di cui al capoverso 1 lettera a.
Gli apicoltori che hanno accettato di utilizzare Apinella, tra maggio e ottobre devono controllare ogni due settimane le loro colonie di api per individuare l’eventuale infestazione da piccolo coleottero dell’alveare e registrare il risultato del controllo in Apinella.
Capitolo 5 Epizoozie degli animali acquatici713
Sezione 1 Disposizioni comuni
Art. 275 e 276714
Art. 277715 Laboratorio di riferimento
Il laboratorio nazionale di riferimento e di analisi per le epizoozie degli animali acquatici è l’Istituto per la salute dei pesci e della fauna selvatica (FIWI) annesso alla facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Berna.
Art. 278 Prelievo di campioni e analisi
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul prelievo di campioni e sull’analisi.
Art. 279 Collaborazione
Nella lotta alle epizoozie degli animali acquatici l’USAV collabora con l’UFAM.716
I Cantoni assicurano la collaborazione tra gli organi della polizia epizootica e i servizi cantonali competenti della pesca.
Sezione
1a
:
717
Necrosi ematopoietica epizootica, sindrome di Taura e malattia della testa gialla
A. Necrosi ematopoietica epizootica
Art. 279a In generale
Sono considerati ricettivi alla necrosi ematopoietica epizootica (NEE) la trota iridea (Oncorhynchus mykiss) e il pesce persico (Perca Fluviatilis).
La NEE è diagnosticata quando in un effettivo di animali ricettivi è stato messo in evidenza il virus della NEE almeno in un animale.
Art. 279b Reintroduzione di animali dopo un caso di epizoozia
Dopo la conclusione della disinfezione e della disinfestazione di un’azienda infetta, per otto settimane è vietata la reintroduzione di animali.
B. Infezioni da virus della sindrome di Taura e infezione da virus della malattia della testa gialla
Art. 279c Infezione da virus della sindrome di Taura
Sono considerati ricettivi alle infezioni da virus della sindrome di Taura i gamberetti delle specie seguenti:
Farfantepenaeus aztecus;
Litopenaeus setiferus;
Litopenaeus stylirostris;
Litopenaeus vannamei;
Metapenaeus ensis;
Penaeus monodon.
Unʼinfezione da virus della sindrome di Taura è diagnosticata quando in un effettivo di animali ricettivi è stato messo in evidenza il virus della sindrome di Taura almeno in un animale.
Art. 279d Infezione da virus della malattia della testa gialla
Sono considerati ricettivi allʼinfezione da virus della malattia della testa gialla i gamberetti delle specie seguenti:
Litopenaeus stylirostris;
Litopenaeus vannamei;
Metapenaeus affinis;
Palaemonetes pugio;
Penaeus monodon.
Unʼinfezione da virus della malattia della testa gialla è diagnosticata quando in un effettivo di animali ricettivi è stato messo in evidenza il virus della malattia della testa gialla almeno in un animale.
Art. 279e Reintroduzione di animali dopo un caso di epizoozia
Dopo la conclusione della disinfezione e della disinfestazione di un’azienda infetta, per sei settimane è vietata la reintroduzione di animali.
Sezione 2 Necrosi emopoietica infettiva, setticemia virale emorragica e anemia infettiva dei Salmonidi718
Art. 280719 Campo d’applicazione e diagnosi
Le prescrizioni della presente sezione si applicano nella lotta contro la necrosi emopoietica infettiva (IHN), la setticemia virale emorragica (VHS) e l’anemia infettiva dei Salmonidi (ISA) dei pesci.
Sono considerate specie ittiche ricettive:
alla IHN: in particolare tutte le specie di Salmonidi e i lucci;
alla VHS: in particolare tutte le specie di Salmonidi e i lucci;
alla ISA: in particolare il salmone dell’Atlantico (Salmo salar), la trota iridea (Oncorhynchus mykiss) e la trota (Salmo trutta spp.).
Sono diagnosticate IHN, VHS e ISA se nel materiale analizzato viene rilevata la presenza degli agenti patogeni.
Art. 281 Caso di sospetto
In caso di sospetto di IHN, VHS o ISA, il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’azienda di acquacoltura sospetta di epizoozia. Può consentire la macellazione dei pesci e la loro consegna come derrate alimentari. Ordina inoltre: 720
l’eliminazione dei pesci morti e degli scarti dei pesci macellati in quanto sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn 721;
722l’esame riguardo a IHN, VHS o ISA delle aziende di acquacoltura vicine che condividono il medesimo bacino imbrifero.
Revoca il sequestro se è stato provato che l’effettivo dei pesci è indenne da virus.
Art. 282723 Caso di epizoozia in un’azienda di acquacoltura
In caso di diagnosi di IHN, VHS o ISA in un’azienda di acquacoltura il veterinario cantonale ordina il sequestro semplice di 1° grado dell’azienda infetta. Ordina inoltre:
che tutti i pesci dell’azienda siano uccisi o macellati senza indugio;
che, in presenza di un pericolo di diffusione ulteriore dell’epizoozia nelle acque pubbliche, il flusso idrico in entrata e in uscita venga interrotto, nella misura in cui le condizioni lo permettano, e l’acqua degli impianti di detenzione venga scaricata nella rete fognaria;
l’eliminazione dei pesci morti o uccisi nonché degli scarti dei pesci macellati in quanto sottoprodotti di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn724;
lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione degli impianti di detenzione nonché la pulizia e la disinfezione degli utensili, dell’abbigliamento di protezione utilizzato e dei mezzi di trasporto dell’azienda;
che prodotti della pesca, alimenti per animali e utensili non possano lasciare l’azienda.
Se non sussiste il pericolo di una propagazione dell’epizoozia diagnosticata, il veterinario cantonale può ordinare, in deroga al capoverso 1, di rinunciare ai seguenti provvedimenti:
l’uccisione o la macellazione dei pesci detenuti in un impianto non infetto;
il blocco del flusso e deflusso idrico dell’azienda;
lo svuotamento, la pulizia e la disinfezione di impianti di detenzione che:
non sono infetti,
dispongono di un sistema di approvvigionamento idrico indipendente, e
sono separati dagli impianti di detenzione infetti in misura sufficiente da impedire la propagazione dell’epizoozia;
il divieto di trasferimento di prodotti della pesca, alimenti per animali e utensili.
Il veterinario cantonale ordina una zona di protezione e una zona di sorveglianza. Ne stabilisce l’estensione in funzione del rischio di diffusione dell’epizoozia diagnosticata. La zona di protezione comprende almeno la superficie dell’azienda di acquacoltura.
Art. 282a725 Provvedimenti nelle zone di protezione e di sorveglianza
Per la zona di protezione il veterinario cantonale ordina:
l’analisi:
di tutte le aziende in cui sono detenuti pesci ricettivi alla VHS, alla IHN o alla ISA,
di tutte le acque in cui vivono pesci ricettivi alla VHS, alla IHN o alla ISA;
il controllo mensile di tutte le aziende per cui l’analisi di cui alla lettera a ha dato un risultato negativo.
Nella zona di sorveglianza ordina un’analisi a campione delle acque e delle aziende di cui al capoverso 1 lettera a.
I pesci ricettivi alla VHS, alla IHN o alla ISA non possono essere trasferiti dalla zona di protezione e dalla zona di sorveglianza. Il veterinario cantonale può consentire eccezioni per gli animali clinicamente sani provenienti da un’azienda non infetta oppure da un impianto di detenzione non infetto di un’azienda infetta separato dagli impianti di detenzione infetti in misura sufficiente da impedire la propagazione dell’epizoozia.
Art. 282b726 Svolgimento ed esecuzione dei provvedimenti
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo allo svolgimento e all’esecuzione dei provvedimenti in caso di epizoozia.
Art. 282c727 Reintroduzione di animali e revoca dei provvedimenti di sequestro
Dopo la conclusione dei lavori di risanamento è vietata la reintroduzione di animali nell’azienda infetta o negli impianti di detenzione infetti di un’azienda per i seguenti periodi:
in caso di comparsa di IHN o VHS: sei settimane;
in caso di comparsa di ISA: tre mesi.
In deroga al capoverso 1 il veterinario cantonale può autorizzare la reintroduzione di animali in un’azienda prima del termine del rispettivo periodo di tempo se, per motivi dovuti alle caratteristiche degli impianti di detenzione, per l’eliminazione sicura dei virus è sufficiente un periodo più breve.
Quattro settimane dopo la reintroduzione degli animali occorre effettuare una nuova analisi dell’azienda o dell’impianto di detenzione in questione.
Dopo la conclusione dei lavori di risanamento il veterinario cantonale trasforma la zona di protezione in una zona di sorveglianza.
Se l’analisi dell’azienda risanata di cui al capoverso 3 e le analisi di cui all’articolo 282a capoversi 1 e 2 hanno dato un risultato negativo, il veterinario cantonale revoca il sequestro e la zona di sorveglianza.
Art. 282d728 Caso di epizoozia nei pesci che vivono allo stato libero
In caso di diagnosi di IHN, VHS o ISA nei pesci che vivono allo stato libero, il veterinario cantonale ordina, d’intesa con l’autorità cantonale preposta alla pesca, i provvedimenti necessari a evitare la propagazione dell’epizoozia.
Art. 283729 Vaccinazioni
Le vaccinazioni contro IHN, VHS e ISA sono vietate.
Art. 284 Indennità
Le perdite di animali secondo l’articolo 32 capoverso 1 lettere a e b LFE sono indennizzate soltanto se i pesci non possono essere utilizzati come derrate alimentari.
Sezione 3 ...
Art. 285 a 287730
Sezione 4 Peste dei gamberi e infezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei731
Art. 288732 Diagnosi
La peste dei gamberi o unʼinfezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei è diagnosticata quando l’agente infettivo è stato messo in evidenza nel materiale d’analisi.
Art. 289 Lotta
In caso di diagnosi della peste dei gamberi o di unʼinfezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei, il veterinario cantonale determina una zona di sequestro che comprende il bacino idrografico interessato.733
Nella zona di sequestro sono applicabili le seguenti regole:
è vietato introdurre gamberi vivi nella zona di sequestro o trasportarli fuori dalla stessa;
i gamberi morti e uccisi, che non sono utilizzati come derrate alimentari, devono essere eliminati come sottoprodotto di origine animale della categoria 2 ai sensi dell’articolo 6 OSOAn734.
Per il resto, il Cantone ordina i provvedimenti di polizia della pesca per evitare una propagazione dell’agente infettivo, come lo spopolamento delle acque in questione.
Art. 290735 Indennità
Le perdite di gamberi causate dalla peste dei gamberi o da unʼinfezione da virus della malattia dei puntini bianchi dei crostacei non sono indennizzate.
Capitolo 6 Epizoozie da sorvegliare
Art. 291
I laboratori d’analisi, i veterinari, gli ispettori degli apiari, gli organi di sorveglianza della pesca e della caccia che sospettano una delle epizoozie elencate nell’articolo 5 o ne constatano la presenza, lo notificano al veterinario cantonale. Le altre disposizioni relative all’obbligo di notifica e ai primi provvedimenti di cui agli articoli 61–64 non sono applicabili.736
L’USAV e il veterinario cantonale possono ordinare che i casi di sospetto siano accertati.
Le perdite di animali dovute a epizoozie da sorvegliare non sono indennizzate.737
L’USAV può ordinare, d’intesa con il veterinario cantonale, la lotta contro un’epizoozia non elencata negli articoli 2–4 e diagnosticata per la prima volta in Svizzera o il suo debellamento, se sussiste al riguardo un bisogno sanitario o economico.738
Capitolo 7739 Disposizioni speciali concernenti le zoonosi
Art. 291a Sorveglianza delle zoonosi
Sono considerate da sorvegliare le seguenti zoonosi e i loro agenti zoonotici:
la brucellosi;
la campilobatteriosi;
l’echinococcosi;
la listeriosi;
la salmonellosi;
la trichinellosi;
740la tubercolosi causata da Mycobacterium bovis, M. caprae o M. tuberculosis;
741Escherichia coli produttori della tossina Shiga.
L’USAV sorveglia altre zoonosi o altri agenti zoonotici qualora la situazione epidemiologia o la valutazione dei rischi lo rendano necessario.
Art. 291b Valutazione del rischio
In collaborazione con l’UFSP742 e l’UFAG, l’USAV registra i dati che consentono di individuare e caratterizzare i pericoli derivanti dalle zoonosi, di stimare il rischio d’esposizione di persone e animali e di valutare i rischi derivanti dalle zoonosi.
Il rischio derivante da una zoonosi è valutato in base ai criteri seguenti:
presenza dell’agente patogeno nell’uomo, negli animali, nelle derrate alimentari e negli alimenti per animali;
conseguenze per la salute pubblica;
ripercussioni economiche;
andamento epidemiologico.
Art. 291c Svolgimento della sorveglianza
La sorveglianza è svolta sui seguenti livelli della catena alimentare:
produzione primaria;
produzione di derrate alimentari;
produzione di alimenti per animali.
Essa si basa sui programmi di controllo e di sorveglianza prescritti dalla legislazione sulle epizoozie e sulle derrate alimentari.
Dopo aver consultato l’UFSP e l’UFAG, l’USAV emana prescrizioni tecniche sulla sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici.
Art. 291d743 Sorveglianza dell’antibioticoresistenza
In collaborazione con l’UFSP e l’UFAG, l’USAV registra i dati relativi agli animali e alle derrate alimentari di origine animale riguardanti l’antibioticoresistenza degli agenti zoonotici nonché degli agenti patogeni animali e di altri agenti patogeni. A tale scopo effettua un programma di sorveglianza.
La sorveglianza dell’antibioticoresistenza si basa:
sulla sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici di cui all’articolo 291c; e
sull’analisi del materiale diagnostico d’analisi.
Dopo aver consultato l’UFSP e l’UFAG, l’USAV emana prescrizioni tecniche sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza degli agenti zoonotici nonché degli agenti patogeni animali e di altri agenti patogeni.
Art. 291e Rapporto sulle zoonosi
L’USAV redige e pubblica annualmente un rapporto sulle zoonosi in collaborazione con l’UFSP, l’UFAG e con l’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici. Nel rapporto vengono fornite in particolare informazioni sulle zoonosi, sugli agenti zoonotici, sulle antibioticoresistenze e sull’andamento epidemiologico.
Titolo quarto Esecuzione
Capitolo 1 Disposizioni generali
Art. 292 Vigilanza
La vigilanza e la direzione della polizia epizootica spettano all’USAV. Esso vigila sui provvedimenti adottati dai Cantoni ed è autorizzato a modificare o revocare i provvedimenti insufficienti o inadeguati.
L’USAV può svolgere l’attività di vigilanza secondo programmi concordati con il veterinario cantonale.744
Le autorità cantonali competenti possono coadiuvare gli organi di vigilanza dell’USAV.745
L’USAV comunica l’esito della vigilanza al veterinario cantonale.746
Art. 292a747 Controlli nelle aziende con detenzione di animali da reddito
I controlli si basano sull’ordinanza del 27 maggio 2020748 sul piano di controllo nazionale pluriennale della filiera agroalimentare e degli oggetti d’uso.749
...750
...751
L’USAV emana prescrizioni tecniche riguardo ai controlli presso le aziende detentrici di animali da reddito.752
Art. 293 Collaborazione nella sorveglianza e nella lotta contro le zoonosi753
La Confederazione e i Cantoni assicurano la collaborazione fra gli organi della polizia epizootica, della polizia sanitaria e del controllo delle derrate alimentari nel quadro della sorveglianza e della lotta contro le zoonosi.754
Collaborano strettamente nella raccolta di dati e informazioni per la tutela della salute di uomini e animali.
Art. 294 Competenze degli organi della polizia epizootica
Gli organi della polizia epizootica non possono essere ostacolati nella loro attività ufficiale.
Nell’esercizio delle loro funzioni, hanno accesso a stabilimenti, locali, impianti, veicoli, oggetti e animali, nella misura in cui sia necessario per l’esecuzione della LEF755 e delle prescrizioni e decisioni emanate in virtù di essa.
Se qualcuno ostacola o nega loro l’accesso, essi possono chiedere l’aiuto degli organi di polizia.
Art. 295 Collaborazione di autorità e organizzazioni
Le autorità di polizia cantonali, gli organi del Servizio di consulenza in materia di economia lattiera, quelli dei Servizi di sanità animale secondo l’articolo 11a LFE e quelli del controllo delle derrate alimentari nonché gli organi cantonali di vigilanza della caccia, della pesca e delle foreste devono prestare aiuto agli organi di polizia epizootica nell’esercizio delle loro attività ufficiali.756
I Cantoni disciplinano la collaborazione degli organi del controllo delle derrate alimentari nel controllo dell’applicazione delle restrizioni di polizia epizootica nel commercio delle derrate alimentari.
I controllori delle carni sono tenuti a collaborare nel prelievo di campioni nei macelli.
L’autorità comunale competente è tenuta a sorvegliare i provvedimenti ordinati e, nell’ambito delle sue possibilità, a provvedere affinché siano messi a disposizione il personale e il materiale necessari alla loro esecuzione.
Art. 295a757 Collaborazione di imprese per il trasporto di viaggiatori, gestori di stazioni, aeroporti, porti e aree di sosta nonché operatori turistici
In caso di comparsa di un’epizoozia altamente contagiosa in Svizzera o all’estero lʼUSAV può obbligare le seguenti imprese a informare la loro clientela sulle limitazioni e i divieti correlati alla comparsa dell’epizoozia:
imprese con una concessione per il trasporto di viaggiatori secondo l’articolo 6 o un’autorizzazione secondo l’articolo 8 capoverso 1 della legge del 20 marzo 2009758 sul trasporto di viaggiatori;
gestori di stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e aree di sosta;
operatori turistici che offrono viaggi nelle zone infette interessate.
Le imprese forniscono informazioni ai viaggiatori mediante manifesti, fogli informativi o tabelloni elettronici nonché sui loro siti Internet.759
LʼUSAV determina le imprese interessate, il contenuto e la durata delle informazioni. Esso armonizza i provvedimenti con gli obblighi di cui all’allegato 11 dellʼAccordo del 21 giugno 1999760 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli. Esso mette a disposizione il materiale informativo.
Per prevenire l’introduzione di epizoozie, l’USAV può, indipendentemente dalla comparsa di un focolaio, esporre negli aeroporti nazionali informazioni sull’importazione di animali e prodotti animali nel traffico turistico in punti ben visibili dai passeggeri. Chiede ai gestori degli aeroporti di mettergli a disposizione lo spazio necessario a tal fine.761
Art. 296 Assistenza amministrativa
I Cantoni forniscono all’USAV l’assistenza amministrativa necessaria alla vigilanza e all’applicazione di convenzioni internazionali nel settore veterinario.
I Cantoni si forniscono reciprocamente assistenza amministrativa per garantire un’esecuzione conforme alla legislazione sulle epizoozie.
Capitolo 2 Confederazione
Art. 297 Esecuzione all’interno del Paese
L’USAV adempie i seguenti compiti:
a. 762...
b. 763designa i laboratori nazionali di riferimento per la sorveglianza della diagnostica delle epizoozie e della resistenza agli antibiotici, e riconosce i laboratori che effettuano analisi nel quadro della lotta contro le epizoozie e della sorveglianza del grado di resistenza;
c. 764emana prescrizioni tecniche per il prelievo di campioni, per l’omologazione di kit diagnostici veterinari e per le analisi necessarie alla diagnosi delle epizoozie;
cbis. 765 stila modelli di documenti e istruzioni all’attenzione dei Cantoni per il controllo del traffico di animali;
d. provvede, in collaborazione con i Cantoni, alla formazione e al perfezionamento dei veterinari cantonali e dei veterinari ufficiali;
e. 766approva i programmi di lotta elaborati delle organizzazioni professionali se corrispondono agli obiettivi della lotta contro le epizoozie. L’approvazione comporta per le organizzazioni l’obbligo di comunicare regolarmente i risultati dei loro programmi.
L’USAV è inoltre competente per:
dichiarare indenni da epizoozia le regioni in cui non si è manifestata alcuna epizoozia durante un determinato periodo nonché per fissare le condizioni e i provvedimenti da adottare per mantenere indenni tali regioni;
limitare il traffico di animali e di prodotti animali in una regione dove un’epizoozia minaccia di diffondersi pericolosamente;
ordinare rilevamenti per valutare la situazione epizoologica;
prescrivere provvedimenti profilattici o terapeutici per determinate epizoozie e specie animali per regioni o per singoli effettivi;
767stabilire i metodi di analisi da utilizzare per la sorveglianza e la lotta contro le diverse epizoozie;
768affidare a specialisti e a istituti al di fuori dell’Amministrazione federale compiti di ricerca nell’ambito delle epizoozie;
769ordinare alle autorità competenti di predisporre posti di disinfezione e di sorveglianza, effettuare vaccinazioni preventive e adottare altri provvedimenti opportuni in base allo stato della scienza a spese della Confederazione se vi è il pericolo che epizoozie siano introdotte in Svizzera dall’estero.
Art. 298770
Art. 299 Esecuzione nell’esercito
Gli organi militari notificano senza indugio all’USAV e ai Cantoni interessati la comparsa di un’epizoozia negli animali dell’esercito.
Gli altri provvedimenti di polizia epizootica nell’esercito e negli stabilimenti dell’amministrazione militare sono retti dall’ordinanza del 25 ottobre 1955771 concernente le misure da prendere da parte dell’esercito contro le epidemie e le epizoozie.
Capitolo 3 Cantone
Art. 300 Veterinario cantonale
Il Cantone nomina un veterinario cantonale quale capo del servizio veterinario cantonale e disciplina la sua supplenza.
...772
Art. 301 Compiti del veterinario cantonale
Il veterinario cantonale dirige la lotta contro le epizoozie. Per identificare precocemente, prevenire e regolare i casi di epizoozia, adempie segnatamente i compiti seguenti:773
a. sorveglia l’esecuzione delle disposizioni di polizia epizootica;
b. forma gli organi di polizia epizootica e dirige corsi d’istruzione per commercianti di bestiame;
c. sorveglia il movimento di animali, prodotti animali, seme e embrioni;
d. 774sorveglia gli effettivi dal punto di vista della polizia epizootica e garantisce l’esecuzione dei controlli nelle aziende con detenzione di animali da reddito secondo l’articolo 292a; a tale scopo può dichiarare obbligatori provvedimenti diagnostici, profilattici e terapeutici per determinati effettivi o per regioni;
dbis. 775ordina le misure necessarie all’identificazione precoce e alla sorveglianza delle epizoozie designate in questa ordinanza e di altre malattie animali trasmissibili ai sensi dell’articolo 1 capoverso 1 LFE;
e. sorveglia l’inseminazione artificiale e il trasferimento di embrioni dal punto di vista della polizia epizootica;
f. raccoglie dati e informazioni sugli effettivi utili per la lotta contro le epizoozie;
g. ordina le restrizioni di polizia epizootica nel commercio delle derrate alimentari;
h. provvede all’infrastruttura tecnica per la lotta contro le epizoozie;
i. 776autorizza le aziende detentrici di animali, le stazioni di inseminazione, i centri di stoccaggio del seme, i laboratori di separazione e altri impianti di trasforma-zione del seme, le unità di raccolta di embrioni e le unità di produzione di em-brioni nonché le aziende che trasformano o immagazzinano ovuli ed embrioni, gli impianti di eliminazione dei sottoprodotti di origine animale, i mercati di bestiame e altre manifestazioni analoghe qualora sia richiesto un riconoscimen-to per gli scambi transfrontalieri di animali e prodotti animali; l’USAV può stabilire i criteri e la procedura di riconoscimento mediante prescrizioni tecni-che;
j. 777registra in ASAN, per le aziende autorizzate di cui alla lettera i, il numero di autorizzazione, il nome e lʼindirizzo dellʼazienda e le attività autorizzate.
I Cantoni possono affidare al veterinario cantonale altri compiti che rientrano nel suo campo d’attività.
Art. 301a778 Informazione e trasmissione dei dati in caso di epizoozia
Nell’ambito della lotta contro un’epizoozia, il veterinario cantonale può fornire informazioni su casi di epizoozia ai detentori di animali che potrebbero essere interessati dall’epizoozia e alle organizzazioni o agli specialisti che prestano aiuto agli organi d’esecuzione per la gestione dei casi di epizoozia e può comunicare loro dati personali non particolarmente confidenziali.
Art. 302 Veterinario ufficiale
Il Cantone designa il numero necessario di veterinari ufficiali e di supplenti per garantire un’esecuzione efficace. Nomina di regola un veterinario ufficiale per distretto. Può nominare un veterinario ufficiale comune per più distretti.
Più Cantoni insieme possono affidare compiti di controllo a un veterinario ufficiale designato in comune.779
Il veterinario ufficiale ha i seguenti compiti:
esegue i compiti che gli sono attribuiti dalla LFE780 e dalle relative disposizioni d’esecuzione;
rilascia i certificati veterinari ufficiali;
esegue i compiti affidatigli dal veterinario cantonale.
I Cantoni possono affidare al veterinario ufficiale altri compiti e provvedono al coordinamento. Si tratta segnatamente di compiti:
nel campo della protezione degli animali;
in esecuzione dell’articolo 40 capoverso 5 della legge del 9 ottobre 1992781 sulle derrate alimentari;
782...
...783
Art. 303784 Controlli nei macelli
Il DFI disciplina:
l’analisi degli animali da macello e delle carcasse nei macelli per accertare la presenza di eventuali epizoozie; e
le misure da prendere in seguito al risultato dell’analisi.
Art. 304785
Art. 305786
Art. 306 e 307787
Art. 308 Ispettore degli apiari
I Cantoni suddividono il loro territorio in circondari di ispezione degli apiari. Designano il numero necessario di ispettori degli apiari, ne stabiliscono il circondario d’attività e ne regolano le supplenze.
Art. 309 Compiti dell’ispettore degli apiari
L’ispettore degli apiari applica, sotto la direzione del veterinario cantonale, le prescrizioni per la lotta contro le epizoozie delle api.
...788
...789
Art. 310790 Attestato di capacità degli ispettori degli apiari
Gli ispettori degli apiari devono disporre di un attestato di capacità di assistente specializzato ufficiale incaricato di altri compiti secondo lʼordinanza del 16 novembre 2011791 concernente la formazione, il perfezionamento e lʼaggiornamento delle persone impiegate nel settore veterinario pubblico
Art. 311792
Capitolo 4 Laboratori di diagnostica
Art. 312793 Condizioni per il riconoscimento
Per effettuare le analisi ordinate dagli organi di polizia epizootica, i laboratori, compresi gli istituti di patologia, necessitano del riconoscimento da parte dell’USAV. Sono fatte salve le disposizioni dell’ordinanza del 9 maggio 2012794 sull’impiego confinato.
Un laboratorio è riconosciuto se:
è accreditato per la diagnosi ufficiale delle epizoozie conformemente all’ordinanza del 17 giugno 1996795 sull’accreditamento e sulla designazione;
796nel quadro dei suoi compiti principali è in grado di analizzare uno spettro di almeno 15 epizoozie di cui agli articoli 3–5 e dispone dei metodi necessari per le analisi;
ha sede e svolge le analisi in Svizzera;
adempie i requisiti in materia di personale di cui ai capoversi 3 e 4;
797è collegato ad ARES.
Il laboratorio deve essere diretto da un veterinario specializzato in diagnostica delle malattie infettive e da un sostituto con una specializzazione equivalente. Il direttore e il suo sostituto devono avere portato a termine un perfezionamento in lotta alle epizoozie e lavorare almeno al 60 per cento nello stesso laboratorio.
Almeno la metà del personale incaricato di eseguire le analisi deve avere assolto una formazione professionale specialistica.
L’USAV emana prescrizioni tecniche sul riconoscimento dei laboratori, sui metodi di diagnostica delle epizoozie e sulle informazioni che i laboratori riconosciuti devono fornire all’USAV.
Art. 312a798 Laboratori nazionali di riferimento
Ai laboratori nazionali di riferimento si applicano per analogia le condizioni di cui all’articolo 312 capoversi 2–4. In casi giustificati, possono essere autorizzate deroghe ai requisiti di cui all’articolo 312 capoverso 2 lettere b e d.
Art. 312b799 Procedura di riconoscimento, notifica dei riconoscimenti e revoca
La domanda per il riconoscimento di un laboratorio deve essere inoltrata all’USAV. La domanda deve contenere le seguenti indicazioni:
la formazione, il perfezionamento nel campo della lotta alle epizoozie e il grado di occupazione del direttore del laboratorio e del suo sostituto;
il numero di persone incaricate di eseguire le analisi e la loro formazione;
le epizoozie per le quali viene richiesto il riconoscimento nonché le relative procedure metodologiche;
la prova dell’accreditamento del laboratorio secondo la norma SN EN ISO/IEC 17025, 2005, Criteri generali per la competenza dei laboratori ad eseguire prove e/o tarature800.
Il riconoscimento è limitato a cinque anni. La domanda di rinnovo del riconoscimento deve essere inoltrata almeno tre mesi prima della sua scadenza.
L’USAV comunica al centro di contatto Biotecnologia della Confederazione (art. 17 dell’ordinanza del 9 maggio 2012801 sull’impiego confinato) le analisi per le quali il laboratorio è riconosciuto e la data di rilascio del suo riconoscimento.
L’USAV pubblica regolarmente in Internet un elenco dei laboratori riconosciuti e il nominativo dei rispettivi direttori.
Le mutazioni di personale che riguardano il direttore del laboratorio e il suo sostituto, i cambiamenti di indirizzo e i cambiamenti delle indicazioni di cui al capoverso 1 devono essere notificati entro 14 giorni all’USAV.
L’USAV può revocare il riconoscimento se:
le condizioni per il suo rilascio non sono più adempiute;
la qualità dei dati o la frequenza della loro notifica secondo l’articolo 312c capoverso 2 danno adito ripetutamente a contestazioni;
il laboratorio non partecipa regolarmente ai controlli esterni della qualità (esperimenti in comune);
il controllo esterno della qualità dà adito ripetutamente a contestazioni.
Art. 312c802 Obblighi dei laboratori e collaborazione con i Cantoni e l’USAV
I laboratori riconosciuti devono partecipare regolarmente ai controlli esterni della qualità (esperimenti in comune).
Per le analisi ordinate dagli organi di polizia epizootica devono notificare regolarmente ad ARES i seguenti dati:803
la provenienza dei campioni analizzati riguardo a epizoozie soggette a notifica e a resistenze agli antibiotici;
i risultati di queste analisi;
il numero di identificazione delle aziende detentrici di animali e degli animali da cui provengono i campioni, oppure, se non dispongono di tale numero, il nome e l’indirizzo del detentore degli animali.
I dati relativi alle analisi sulle epizoozie soggette a notifica devono essere notificati quotidianamente. In situazioni di emergenza, l’USAV può richiedere una frequenza di notifica più elevata.804
L’USAV e il veterinario cantonale possono designare i laboratori nei quali devono essere eseguite le analisi dei campioni. Se nessun laboratorio riconosciuto dispone delle necessarie conoscenze tecniche per eseguire un’analisi, l’incarico può essere impartito, con il consenso scritto del committente, anche a un laboratorio non riconosciuto in Svizzera. Se in Svizzera non vi è alcun laboratorio adatto, l’incarico può essere impartito a un laboratorio all’estero.
Per adempiere i loro compiti negli ambiti della lotta alle epizoozie e della prevenzione delle situazioni di crisi, i Cantoni, quali committenti, disciplinano autonomamente la collaborazione con i laboratori.
L’USAV può richiedere informazioni in merito a risultati di analisi inaspettatamente frequenti concernenti un nuovo tipo di epizoozia, non soggetta all’obbligo di notifica, nonché in merito al grado di resistenza.
Art. 312d805 Obblighi dei laboratori per le analisi commissionate da privati o organizzazioni di diritto privato
Se i privati o le organizzazioni di diritto privato commissionano analisi sulle epizoozie soggette a notifica, i laboratori devono notificare ad ARES i dati relativi alle analisi per le quali sono riconosciuti dall’USAV.
L’articolo 312c capoversi 2 e 2bis si applica per analogia.
Capitolo 5 Tasse
Art. 313806
Le tasse riscosse per le prestazioni di servizi dell’USAV, come esami, analisi, autorizzazioni e controlli al confine doganale e nazionale o sul territorio svizzero, sono disciplinate dall’ordinanza del 30 ottobre 1985807 sulle tasse dell’USAV.
Titolo quinto Disposizioni finali
Art. 314 Abrogazione e modificazione del diritto vigente
L’ordinanza d’esecuzione del 15 dicembre 1967808 sulle epizoozie è abrogata.
...809
Art. 315810 Disposizione transitoria della modifica del 28 ottobre 2015
I laboratori che sono riconosciuti al momento dell’entrata in vigore della modifica del 28 ottobre 2015 devono adempiere i requisiti per quanto riguarda il loro direttore (art. 312 cpv. 3) a partire dal 1°dicembre 2020.
Art. 315a811
Art. 315b812
Art. 315c813
Art. 315d814
Art. 315e815
Art. 315f816 Disposizione transitoria della modifica del 23 giugno 2004
I cani nati prima del 1° gennaio 2006 possono essere ancora contrassegnati e registrati conformemente alle prescrizioni cantonali fino al 31 dicembre 2006. Essi devono essere provvisti almeno di una placchetta di controllo ufficiale o essere altrimenti contrassegnati in modo inequivocabile.
I cani nati prima del 1° gennaio 2006 e contrassegnati con un tatuaggio chiaramente leggibile o mediante un microchip che non soddisfa i requisiti di cui all’articolo 16 capoverso 2, non devono essere nuovamente contrassegnati a condizione che entro il 31 dicembre 2006, il numero del microchip o del tatuaggio e i dati ai sensi dell’articolo 16 capoverso 3 vengano notificati da un veterinario all’ufficio designato dal Cantone di domicilio del detentore dell’animale.
I microchip che non soddisfano i requisiti ai sensi dell’articolo 16 capoverso 2 possono essere utilizzati ancora fino al 31 dicembre 2006.
Art. 315g817 Disposizioni transitorie della modifica del 12 maggio 2010
Gli equidi nati prima del 1° gennaio 2011 non devono essere identificati mediante microchip.
Per gli equidi nati prima del 1° gennaio 2011 e ancora sprovvisti di relativo passaporto, il proprietario deve richiedere il rilascio di un passaporto per equide entro il 31 dicembre 2012.
Art. 315h818 Disposizioni transitorie relative alla modifica del 31 agosto 2022
I camelidi del vecchio e del nuovo mondo nati prima del 1° novembre 2022 non devono essere contrassegnati con un microchip.
Art. 316 Entrata in vigore
La presente ordinanza entra in vigore il 1° settembre 1995, ad eccezione dell’articolo 8.
L’entrata in vigore dell’articolo 8 è determinata più tardi.