proj/2020/3/cons_1
Modifica dell'Ordinanza sugli emolumenti in materia di radioprotezione (OEm-RaP)
Dipartimento federale dell’interno DFI Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Unità di direzione Protezione dei consumatori
Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’
ordinanza sugli emolumenti in materia di radioprotezione (OEm-RaP; RS 814.56)
Versione per la consultazione, gennaio 2020
2 Commento alle singole modifiche
Articolo 5 capoverso 1 e titolo dell’allegato Il termine «importi forfetari» all’articolo 5 capoverso 1 e nel titolo dell’allegato è stralciato. L’articolo 5 capoverso 1 sarà adeguato di conseguenza. Al fine di armonizzare il titolo dell’allegato all’atto normativo e alla corrispondente rubrica, nella versione riveduta sarà sostituito con la formulazione «Calcolo degli emolumenti»
Allegato lettera A. Licenze per la manipolazione di radiazioni ionizzanti (art. 9 ORaP)
II. Applicazioni non mediche
Numero 11 e periodo finale Il numero 11 concernente il rilascio della licenza per aziende nel campo di vigilanza della Suva è soppresso in quanto tale emolumento forfetario sinora ha coperto solo il dispendio dell’UFSP. In futuro, in questi casi si riscuoterà un emolumento forfettario in base alla categoria di licenza corrispondente di cui all’allegato lettera A cifra II numeri 1–11. Il periodo finale dell’allegato lettera A cifra II sancisce tuttavia che gli emolumenti forfetari per le aziende che sottostanno alla LAINF sono ridotti del 15 per cento. Tale percentuale è fissata in base a un calcolo dell’onere della Suva.
Inoltre, il numero 11 dell’ordinanza vigente sarà sostituito con la nuova categoria di licenza «impiego di personale in aziende terze». Tale attività sarà quindi inclusa nell’allegato come importo forfetario, con l’effetto di ridurre l’onere per la fatturazione e assicurare la parità di trattamento delle aziende.
Allegato lettera G. Raccolta, condizionamento, deposito intermedio e deposito in strati geologici profondi di scorie radioattive che devono essere consegnate (art. 119 e 120 ORaP)
Dopo essere state consegnate dalle aziende al centro di raccolta della Confederazione, le scorie radioattive ricadono sotto la responsabilità della Confederazione. Il loro smaltimento comprende quattro componenti di costo: la raccolta, il condizionamento, il deposito intermedio e il deposito in strati geologici profondi. L’emolumento è calcolato in base al numero di sorgenti o al metro cubo (m 3) secondo i numeri 1–4. In un rapporto, l’IPS ha ricalcolato nel dettaglio il dispendio complessivo per la raccolta, il condizionamento e il deposito intermedio delle scorie radioattive. I costi totali sono stati quindi distribuiti tra le diverse categorie di scorie di modo da poter stabilire i costi per ogni quantità consegnata, o, alternativamente, al metro cubo (m3) o ad unità. Nell’ordinanza riveduta, inoltre, si distinguerà tra scorie «non combustibili» e scorie «combustibili», ossia destinate al trattamento termico. Ciò è dovuto al fatto che queste ultime, prima dell’incenerimento, necessitano di una preparazione molto costosa e solo successivamente possono essere sottoposte al trattamento termico. Le aliquote per il condizionamento e il deposito intermedio stabilite nell’OEm-RaP vigente derivano da calcoli eseguiti nel 2015. Ora, nei calcoli attuali è stata eseguita un’analisi sistematica di tutte le voci di costo rilevanti e per alcune di esse si è fatto riferimento anche a valori indicativi (tra gli altri, i costi generali). Questa analisi dettagliata permette di individuare più chiaramente per ogni tipo di scorie quali sono le voci di costo interessate e quali no. In questo modo è possibile assicurare e dimostrare una distribuzione dei costi più equilibrata sui diversi fornitori e sui relativi flussi di scorie consegnate. Per altro, le stime più recenti hanno messo in luce che, oltre al semplice condizionamento, il dispendio per l’esercizio generale dell’impianto nucleare rappresentato dal centro di raccolta della Confederazione deve essere considerato come un’importante voce di costo. Ciò si traduce con l’introduzione nel titolo dell’allegato lettera G del termine «raccolta», il quale riassume soprattutto l’onere amministrativo e delle autorità, nonché il dispendio delle unità di supporto dell’IPS. La raccolta comprende in particolare la presa in consegna, l’immagazzinamento e il trattamento delle scorie radioattive. Nel termine «raccolta»
rientra anche l’esercizio generale del centro di raccolta della Confederazione, comprensivo tra l’altro
della documentazione, dell’infrastruttura e di ulteriori servizi accessori forniti dal centro di raccolta per la presa in consegna e il condizionamento delle scorie. I costi totali per l’esercizio del centro di raccolta derivanti dalla nuova analisi non si discostano troppo da quelli dell’OEm-RaP vigente. Ciò che è cambiato in maniera drastica è invece la loro distribuzione sulle diverse categorie di emolumenti e sui volumi previsti. Inoltre, nelle nuove stime si sono potute utilizzare statistiche più recenti in merito alle scorie consegnate. Ne è emerso che negli ultimi anni, grazie alla decontaminazione, alla minimizzazione delle scorie e ai requisiti tecnico-amministrativi, il volume di scorie trattato è nettamente diminuito. Con un dispendio uguale o talvolta superiore per il mantenimento dell’infrastruttura e l’amministrazione del centro di raccolta della Confederazione, attualmente si riesce a condizionare e stoccare nel deposito intermedio solo la metà del volume consegnato. Ecco quindi spiegato il principale motivo dell’aumento dei costi di condizionamento e deposito intermedio. L’ammontare dei costi per il deposito in strati geologici profondi di scorie radioattive di competenza della Confederazione è stato ricalcolato ex novo 7, sulla base dello studio 2016 sui costi delle centrali nucleari 8. Dalle nuove stime è emerso addirittura un raddoppiamento dei costi per il deposito in strati geologici profondi delle scorie radioattive sotto la responsabilità della Confederazione, tra cui figurano anche le scorie consegnate al centro di raccolta della Confederazione. I costi totali per il deposito in strati geologici profondi sono stati quindi distribuiti sul volume atteso, cosa che ha fatto raddoppiare il prezzo al metro cubo (m3). Per quanto concerne i lavori del centro di raccolta della Confederazione, gli emolumenti calcolati si basano sui dati degli ultimi dieci anni. In particolare, in questo arco di tempo sono stati considerati i tipi di scorie consegnate e le procedure di condizionamento. Gli emolumenti calcolati coprono il dispendio per la consegna di scorie radioattive in base alla procedura stabilita nel quadro delle cosiddette azioni di raccolta annua. Per il controllo in loco da parte dell’IPS, negli importi forfetari è fissato un onere di al massimo due ore, in cui sono compresi tempi di percorrenza, spese di viaggio, distanza in chilometri,
raffronto delle scorie con il modulo di accompagnamento, correzioni di piccola entità e controllo dell’imballaggio delle scorie. Sono invece fatturate separatamente in funzione del dispendio le operazioni aggiuntive che devono essere eseguite a causa di mancanze da parte dei fornitori nella preparazione delle scorie. Per quanto riguarda le scorie precondizionate, il calcolo non tiene conto dell’onere del centro di raccolta della Confederazione per l’elaborazione della specifica della procedura di condizionamento secondo la linea guida B05 della Divisione principale della sicurezza degli impianti nucleari (DSN). Per queste scorie, infatti, la specifica dipende fortemente dall’azienda interessata e non è applicabile alle altre scorie. Pertanto i costi da essa derivanti, che possono essere molto elevati, non rientrano negli importi forfetari e sono fatturati al produttore di scorie separatamente in funzione del dispendio. Nel caso in cui una specifica già prodotta per un fornitore sia utile a un’altra azienda, le due parti possono accordarsi tra loro. Se è annunciata la consegna di scorie per cui non esiste ancora una specifica per il condizionamento 9, va verificato se elaborarne una nuova può essere utile alla collettività o serva solo al singolo fornitore. Se si dovesse verificare la seconda ipotesi, i costi della specifica ed eventuali infrastrutture speciali necessarie saranno addebitati direttamente al produttore di scorie. Per la consegna di scorie che superano la fascia di volume considerata per il calcolo dell’emolumento (più di alcuni m3 all’anno), va chiarito preventivamente con il centro di raccolta se la presa in consegna è possibile. Infine, la tabella dell’allegato lettera G è stata modificata per migliorarne la consultazione e la comprensione. Nell’allegato riveduto è indicato solo il totale dell’emolumento da corrispondere, il quale è costi-
Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Divisione radioprotezione, «Finanzierung der Entsorgung radioaktiver Abfälle im Verantwortungsbereich des Bundes, Bericht der Arbeitsgruppe», novembre 2018 Swissnuclear (2016). Kostenstudie 2016 (KS16) Per sapere se una specifica per il condizionamento è già esistente occorre rivolgersi al centro di raccolta della Confederazione all’IPS.
tuito delle singole componenti raccolta/condizionamento, deposito intermedio e deposito in strati geologici profondi. Nella seguente tabella sono elencate le voci dettagliate che compongono l’emolumento totale: franchi
1 Sorgenti radioattive sigillate (per sorgente)
1.1 Categoria Q1/Qα1
Raccolta/condizionamento 100 Deposito intermedio 50 Deposito in strati geologici profondi 50 Totale 200
1.2 Categoria Q2/Qα2
Raccolta/condizionamento 3150 Deposito intermedio 1450 Deposito in strati geologici profondi 2000 Totale 6600
1.3 Categoria Q3
Raccolta/condizionamento 8850 Deposito intermedio 1450 Deposito in strati geologici profondi 2000 Totale 12 300
1.4 Categoria Q4/Qα3
in funzione del dispendio
2 Scorie precondizionate (al m3)
Raccolta 11 000 Deposito intermedio 34 000 Deposito in strati geologici profondi 50 000 Totale 95 000
3 Altre scorie combustibili (al m3)
Raccolta/condizionamento 150 000 Deposito intermedio 5 000 Deposito in strati geologici profondi 50 000 Totale 205 000
4 Altre scorie non combustibili (al m3)
Raccolta/condizionamento 147 000 Deposito intermedio 45 000 Deposito in strati geologici profondi 50 000 Totale 242 000
Numero 1 Il volume delle sorgenti radioattive sigillate è in genere molto ridotto e pertanto di rilevanza secondaria. Per il condizionamento, infatti, fa stato l’attività complessiva, dato che i contenitori condizionati non possono superare un determinato limite di attività e di intensità di dose. Poiché le sorgenti radioattive sigillate ad alta attività raggiungono rapidamente il limite di attività di un contenitore, per determinate sorgenti devono essere prodotti più contenitori. Considerato che anche l’intensità di dose dei contenitori è limitata, in parte occorre realizzare anche grandi contenitori schermanti, che però occupano parecchio spazio. Nell’ordinanza, le sorgenti radioattive sono quindi suddivise in categorie in base all’attività. Numeri 1.1–1.4 Per il trasporto di contenitori adeguati al deposito in strati geologici profondi sono determinanti i valori limite per il normale trasporto di merci pericolose, il quale deve avvenire in condizioni standard. Da ciò deriva la suddivisione in categorie delle sorgenti sigillate in base ai valori A2 specifici dei nuclidi secondo il diritto in materia di trasporti (ADR). Questi requisiti e l’intensità di dose provocata dalla radiazione sulla superficie di un contenitore influiscono oltre che sul trasporto anche sulla procedura di condizionamento
delle scorie radioattive, nonché sul volume e sulla struttura dei contenitori.
Affinché siano trasportabili e stoccabili in deposito, le sorgenti radioattive con attività oltre un determinato limite (categorie Q4 e Qα3) possono essere condizionate soltanto con un dispendio eccessivo e costi altrettanto elevati. Al giorno d’oggi, simili sorgenti radioattive possono benissimo essere recuperate, operazione nella maggior parte dei casi più economica di un condizionamento. Poiché il condizionamento di simili sorgenti radioattive richiede dapprima lo sviluppo di una procedura, è impossibile stabilire un emolumento unitario. Le categorie delle sorgenti rimangono le stesse ad eccezione delle sorgenti radioattive deboli (categorie Q1/Qα1), la cui fatturazione non avverrà più in base al volume ma in base al numero di unità, di modo da tener conto dell’onere amministrativo. Rispetto all’ordinanza vigente, l’importo degli emolumenti cambierà come segue: Q1/Qα1 +61 % (il confronto si riferisce al prezzo al litro)
Numero 2 L’emolumento per scorie precondizionate riguarda il caso eccezionale delle scorie già condizionate, totalmente o in parte, dal fornitore. Per queste scorie quindi non sussiste il dispendio per il condizionamento, ma restano i costi di base per la documentazione, la sorveglianza del condizionamento, l’esecuzione del trasporto e altre operazioni che assicurano l’esercizio del centro di raccolta. In questo caso, si tratta unicamente di sviluppare procedure di condizionamento adatte all'utilizzo, che, se non esistono già, sono fatturate al produttore di scorie separatamente in funzione del dispendio e in aggiunta all’emolumento, così come eventuali attività successive quali per esempio gli audit sulla produzione. L’emolumento (al netto dei costi aggiuntivi per le specifiche) aumenta del 130 per cento rispetto all’ordinanza vigente. Numero 3 Le scorie che a causa della loro composizione (contenuto di sostanze organiche, stabilità ecc.) non possono essere condizionate direttamente devono dapprima essere sottoposte a un trattamento termico nel forno a plasma della società Zwilag SA. Per preparare il trattamento termico, tuttavia, il centro di raccolta della Confederazione sostiene all’incirca lo stesso onere che sosterrebbe per un condizionamento. Ciò comporta che, nel caso in cui si esegua anche un condizionamento, i costi di quest’ultimo si aggiungano a quelli dell’effettivo trattamento termico. Cionondimeno, grazie a una riduzione del volume, i costi del deposito intermedio di queste scorie risultano più bassi rispetto a quelli generati da scorie non trattabili termicamente. L’emolumento aumenta del 74 per cento rispetto all’ordinanza vigente. Numero 4 Al centro di raccolta della Confederazione, le scorie che possono essere condizionate senza trattamento termico sono sottoposte dapprima a un’eventuale ottimizzazione del volume, quindi sono inserite in una matrice fissa (condizionamento) e successivamente sono stoccate nel deposito intermedio. In questo caso, il condizionamento causa un aumento del volume, il quale a sua volta fa aumentare nettamente i costi per il deposito intermedio. L’emolumento aumenta del 105 per cento rispetto all’ordinanza vigente.