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Adeguare gli assegni familiari dei frontalieri al costo della vita italiana e non a quella svizzera

Quadri Lorenzo · Mit-M · Consiglio nazionale · Ticino · Gruppo dell'Unione democratica di Centro

Questa mozione solleva un tema che non è nuovo, ossia quello degli assegni familiari versati all'estero, in particolare ai frontalieri. Per quanto riguarda il Ticino, dove i frontalieri sono circa 80 000, il differenziale tra il costo della vita in Ticino e quello in Italia è rilevante. Il progressivo rafforzamento del franco nei confronti dell'euro ha reso inoltre la busta paga dei frontalieri sempre più "pesante", acuendo il divario. Lo stesso discorso vale evidentemente per gli assegni familiari.

Ora, i frontalieri non vivono in Svizzera, in particolare non vivono in Svizzera i figli dei frontalieri. Di conseguenza gli assegni familiari di loro pertinenza devono essere commisurati al costo della vita nel Paese di residenza dei figli e non a quello in Svizzera. La situazione attuale rappresenta quindi una discriminazione a danno delle famiglie residenti.

Per quanto riguarda il Ticino vi è il problema aggiuntivo segnalato dall'autore della mozione 26.3206, cioè che la sezione Lombardia dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS) non carica correttamente le informazioni relative agli assegni familiari percepiti in patria dai nuclei familiari dei lavoratori frontalieri sull'apposita piattaforma. In questo modo vi è il rischio che da parte della Svizzera vengano versati degli importi non dovuti.

L'adeguamento degli assegni familiari versati all'estero al potere d'acquisto nel Paese di destinazione era oggetto dell'iniziativa parlamentare Herzog Verena 17.483, la quale chiedeva correttamente che la legge sugli assegni familiari venisse adeguata affinché gli assegni familiari per i figli e gli assegni di formazione per i figli residenti nell'UE fossero versati in misura corrispondente al potere d'acquisto, come avviene per l'assicurazione contro la disoccupazione. L'iniziativa parlamentare 17.483, malgrado le Commissioni della sicurezza sociale e della sanità di entrambe le Camere le avessero dato seguito, venne poi stralciata dal ruolo nel settembre del 2022.

Un ultimo elemento è emerso nei giorni scorsi: sembra che l'UE abbia raggiunto al proprio interno un accordo sul versamento dell'indennità di disoccupazione dei frontalieri. Secondo tale accordo, a versare l'indennità non sarebbe più, come finora, lo Stato di residenza bensì lo Stato di lavoro. È chiaro che questa nuova regola penalizzerebbe pesantemente la Svizzera, in particolare i Cantoni con molti frontalieri. Nel frattempo in Ticino compaiono anche annunci di lavoro riservati ai soli frontalieri.

La domanda, a questo punto, è la seguente: fino a quando intendiamo farci andare bene che i lavoratori frontalieri, la maggior parte dei quali non sono indispensabili all'economia, risultino di fatto privilegiati rispetto ai residenti? La situazione in Ticino non è più sostenibile, se ne è accorta anche la "Neue Zürcher Zeitung" in un articolo pubblicato nei giorni scorsi. La Berna federale invece continua a non rendersene conto, sostanzialmente per non disturbare l'Italia. Questa situazione non è sostenibile.

La riduzione degli assegni familiari per i frontalieri è un atto di equità elementare. Sappiamo che la Corte di giustizia dell'Unione europea si è espressa contro in una causa che interessava altri Paesi, in particolare l'Austria e l'Ungheria. Ritengo che il Parlamento debba ribadire la propria insoddisfazione per la situazione attuale, come peraltro aveva già fatto con l'iniziativa parlamentare Herzog Verena, e incaricare comunque il Consiglio federale di trovare una soluzione, perché non è possibile che le modifiche dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e i suoi allegati siano alla fine possibili solo quando risultano contrarie agli interessi della Svizzera.

Chiedo pertanto di accogliere la presente mozione per ridare questo segnale e confermare una posizione che tra l'altro era già stata espressa in passato tra entrambe le Commissioni della sicurezza sociale e della sanità delle nostre Camere.

Baume-Schneider Elisabeth · BR-F · Consiglio federale · Giura

Le Conseil fédéral recommande le rejet de la motion pour les raisons suivantes : l'adaptation du montant des allocations familiales au pouvoir d'achat du pays de résidence de l'enfant est contraire au principe d'égalité de traitement, inscrit dans le règlement 883/2004 sur la coordination des systèmes de sécurité sociale entre la Suisse et les États de l'Union européenne et l'Association européenne de libre-échange. Ce règlement fait partie intégrante de l'accord sur la libre circulation des personnes. Cela a été mentionné, la Cour de justice de l'Union européenne a confirmé en juin 2022 que la mise en place d'un mécanisme d'adaptation des prestations familiales au pouvoir d'achat du pays de résidence de l'enfant est une violation du droit européen de coordination. C'est pour cette raison que le Conseil national a classé l'initiative parlementaire Herzog Verena 17.483, "Allocations familiales ajustées au pouvoir d'achat". L'Italie est membre de l'Union européenne. Dès lors, le règlement est applicable et aucune adaptation du montant des allocations familiales au pouvoir d'achat n'est autorisée.

J'aimerais encore préciser que l'adaptation du montant des allocations familiales au pouvoir d'achat du pays de résidence de l'enfant ne s'applique que lorsque l'État n'est ni membre de l'Union européenne ni de l'AELE. En outre, elle concerne spécifiquement les salariés détachés à l'étranger par leur employeur suisse qui continuent d'être assurés à l'AVS ou encore les ressortissants suisses qui travaillent à l'étranger au service de la Confédération ou d'une organisation internationale, qui perçoivent lesdites allocations familiales suisses.

Vous l'aurez compris : pour des raisons en priorité de nature juridique, mais également politiques, le Conseil fédéral recommande le rejet de la motion.

Votazione

Le président (Page Pierre-André, président): Le Conseil fédéral propose de rejeter la motion.

Abstimmung - Vote

Für Annahme der Motion ... 63 Stimmen

Dagegen ... 133 Stimmen

(0 Enthaltungen)