RU 2014 3675

Ordinanza
sul numero d’identificazione delle imprese
(OIDI)

Modifica del 29 ottobre 2014

Il Consiglio federale svizzero
ordina:

I

L’ordinanza del 26 gennaio 20111 sul numero d’identificazione delle imprese è modificata come segue:

Art. 3 cpv.1 lett. b e d

Per la notifica all’UST delle unità IDI e dei dati IDI sono determinanti i registri dei servizi IDI ai sensi degli articoli 5 capoverso1 e 9 capoverso 1 LIDI, nell’ordine di priorità seguente:

  1. registri settoriali: registri cantonali dell’agricoltura, raccolte di dati degli uffici cantonali di veterinaria, raccolte di dati dei chimici o dei laboratori cantonali, registro dell’Ufficio federale dell’agricoltura, registro delle professioni mediche, registro delle professioni sanitarie (NAREG), registri cantonali degli avvocati, albi cantonali dei notai;

  2. altri registri: registro delle imprese e degli stabilimenti dell’UST, raccolte di dati dell’Amministrazione federale delle dogane concernenti le imprese attive in ambito di esportazione o importazione, sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC), registri dell’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) e degli assicuratori di cui all’articolo 68 della legge federale del 20 marzo 19812 sull’assicurazione contro gli infortuni, il registro delle imprese del Principato del Liechtenstein.

Art. 9 cpv.1 lett. d

Nel registro IDI sono iscritte le seguenti caratteristiche addizionali:

d. i seguenti numeri d’identificazione: 1. Authorised Economic Operator (AEO), 2. Data Universal Numbering System (numero D-U-N-S), 3. Global Location Number (GLN), 4. Numero d’impresa secondo il registro delle imprese del Principato del Liechtenstein;

Art. 19 cpv.2

Il servizio IDI del Principato del Liechtenstein può accedere esclusivamente ai dati delle unità IDI del proprio territorio.

II

La presente ordinanza entra in vigore il 15 dicembre 2014.

29 ottobre 2014 Il nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Didier Burkhalter La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova