08.3101
Proteggere meglio la Svizzera dalla criminalità informatica
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sulla situazione e sulle prospettive della sicurezza pubblica in Svizzera nell'era digitale, incentrato su Internet. Il rapporto deve soprattutto:
quantificare i danni che la criminalità informatica arreca ogni anno all'economia svizzera;
analizzare l'efficacia e l'efficienza degli attuali strumenti preventivi e repressivi che la Confederazione e i cantoni possono utilizzare in rete;
indicare i provvedimenti auspicabili per garantire alla popolazione e alla piazza economica svizzera una posizione più sicura e stabile alla luce dei rischi dell'era digitale.
Motivazione
La Svizzera è considerata da sempre un Paese sicuro. Questo fatto giova ai cittadini e agli ambienti economici e migliora la reputazione del Paese a livello internazionale. La sicurezza patisce notevolmente quest'epoca in cui la digitalizzazione su vasta scala influenza tutti i settori della vita. Ormai la criminalità informatica agisce in modo molto professionale ed efficiente e permette lauti guadagni correndo relativamente pochi rischi. Essa può colpire da qualsiasi Paese e non dipende dalle strutture di una nazione, mentre le vittime vivono nel nostro Paese e il perseguimento penale opera ancora nell'ambito delle strutture tradizionali, suddividendo i compiti fra Confederazione e cantoni.
I bersagli e le vittime della criminalità informatica sono sia lo Stato e l'amministrazione pubblica di Confederazione e cantoni sia numerose imprese, sottoposte a massicci attacchi di spionaggio economico. Tuttavia sono colpiti anche cittadini comuni, che sono ad esempio derubati dei dati di carte di credito, indotti con apposite spam mail a rivelare i loro numeri di conto oppure cui è sottratta l'identità digitale.
Nella lotta contro la criminalità su Internet e nell'impiego delle tecnologie informatiche la Svizzera non ha ancora compiuto i progressi necessari e auspicabili alla luce delle nostre esigenze in materia di sicurezza e dei relativi standard da sempre molto elevati. Soprattutto le strutture organizzative e la ripartizione delle competenze nel nostro Paese costituiscono talvolta un ostacolo. Il convegno delle forze di polizia svizzere sull'informatica, tenutosi il 31 ottobre 2007 a Dübendorf, ha evidenziato i nostri punti di forza e le nostre debolezze come pure alcune lacune, anche in rapporto con l'estero.
Si tratta ora di effettuare un'analisi approfondita della situazione attuale e di individuare dove è necessario intervenire. Per farlo occorre rispondere a numerosi quesiti, quali ad esempio:
Come intende procedere la Svizzera in ambito preventivo e repressivo per proteggere meglio gli organi statali, l'economia e i cittadini dalla criminalità informatica?
Come incidono la ripartizione delle competenze fra le autorità penali di Confederazione e cantoni nonché la suddivisione in 26 cantoni sulla prevenzione e il perseguimento penale? Quali sono le possibilità per creare strutture organizzative più efficaci e in che misura la Confederazione è disposta a contribuire maggiormente all'organizzazione di strutture migliori per combattere la criminalità informatica?
Quali sono le possibilità per disciplinare in modo più incisivo le competenze d'indagine per combattere la criminalità informatica? Gli esperti della polizia, delle autorità penali e anche delle università criticano l'attuale disciplinamento che suddivide le competenze fra i 26 cantoni.
Anche il Consiglio federale ritiene urgente ratificare la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, già ratificata dalla maggioranza degli Stati europei e dagli Stati Uniti?
La Svizzera intende introdurre anche per le carte prepagate Wi-Fi un obbligo di registrazione come ha fatto nel 2003 per le carte prepagate per telefoni cellulari, considerato che oggigiorno queste carte vengono utilizzate anche per scaricare di nascosto da Internet immagini e filmati a carattere pedofilo o per commettere altri reati?
Proposta del Consiglio federale
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale è consapevole di quanto sia complesso il fenomeno della criminalità su Internet e infatti analizza regolarmente i rischi potenziali e le sfide da affrontare in questo settore. Tale analisi comprende soprattutto il rapporto sulla cibercriminalità dell'Ufficio federale di polizia, pubblicato nel 2001, i rapporti semestrali sulla situazione in Svizzera in materia di sicurezza dell'informazione allestiti dalla Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (Melani) e i rapporti annuali del Servizio di coordinazione nazionale per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) dell'Ufficio federale di polizia.
Il Consiglio federale ritiene che un rapporto completo sulle minacce e sulla situazione attuale in materia di lotta contro la criminalità su Internet sia comunque necessario. Esso infatti consentirebbe di sottoporre a esame più approfondito le misure già introdotte in questo settore.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.