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«Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali (Iniziativa pellicce)». Iniziativa popolare e controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sulla protezione degli animali)

Riassunto

Messaggio del 28 maggio 2025 concernente l’iniziativa popolare «Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali (Iniziativa pellicce)» e il controprogetto indiretto (Modifica della legge federale sulla protezione degli animali)

Situazione iniziale

Comunicato stampa del Consiglio federale del 28.05.2025

Divieto di importazione e di commercio di pellicce ottenute infliggendo sofferenze agli animali: il Consiglio federale adotta il messaggio

Nella sua seduta del 28 maggio 2025, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali». Raccomanda di respingere l’iniziativa popolare e propone un controprogetto indiretto con il quale intende vietare l’importazione, il transito e il commercio di pellicce e prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali. Il divieto sarà sancito nella legge federale sulla protezione degli animali.

L’iniziativa popolare «Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali (Iniziativa pellicce)» prevede di iscrivere nella Costituzione federale il divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali e chiede che sia vietata l’importazione di pellicce e prodotti di pellicceria ottenuti con metodi di produzione non ammessi in Svizzera.

Il Consiglio federale raccomanda di respingerla. A suo avviso l’iniziativa risulta problematica sotto il profilo del diritto commerciale, poiché il divieto di importazione previsto non poggia su norme internazionali. Non è in particolare compatibile con gli obblighi assunti dalla Svizzera nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e con gli accordi con l’UE (accordo agricolo e accordo di libero scambio del 1972). Inoltre, la Costituzione federale non costituisce il livello normativo appropriato per un divieto di importazione, che andrebbe piuttosto iscritto in una legge.

Per dare seguito a questa importante questione e promuovere la protezione degli animali, il Consiglio federale ha deciso di contrapporre all’Iniziativa pellicce un controprogetto indiretto che prevede di introdurre nella legge federale sulla protezione degli animali il divieto sia dell’importazione sia del commercio di pellicce ottenute infliggendo sofferenze agli animali. Sancendo per legge il divieto di commercio all’interno della Svizzera, il controprogetto fa un passo avanti rispetto all’iniziativa popolare, che prevede soltanto il divieto di importazione. La nozione di «sofferenze inflitte agli animali» impiegata nel controprogetto si basa sui principi guida dell’Organizzazione mondiale della sanità animale. Sono rispettose degli animali, per esempio, condizioni di detenzione che consentono loro di comportarsi in modo consono alla loro specie e senza subire sofferenze, lesioni o dolore.

Obbligo per i rivenditori di fornire la prova di una produzione conforme alla protezione degli animali

In futuro, le pelliccerie, i negozi di abbigliamento e i rivenditori online svizzeri dovranno, al momento dell’acquisto di prodotti di pellicceria, chiarire il relativo metodo di produzione e fornire la prova che tale metodo non abbia inflitto sofferenze agli animali. Nell’ambito dei controlli che vengono effettuati all’interno del Paese e alla frontiera, la Confederazione provvederà a verificare che tale prova sia disponibile. Le pellicce e i prodotti di pellicceria importati e commercializzati illegalmente saranno ritirati dal mercato e le persone responsabili perseguite penalmente. In questo modo la Svizzera lancia un segnale chiaro a favore della protezione degli animali.

Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’Iniziativa pellicce e il relativo controprogetto indiretto che prevede una modifica della legge federale sulla protezione degli animali. Raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare e propone di approvare il controprogetto indiretto.

Poiché l’introduzione tempestiva di un divieto di importazione di pellicce ottenute infliggendo sofferenze agli animali riveste grande importanza per il Consiglio federale, nella sua seduta odierna ha già emanato un divieto di importazione a livello di ordinanza che entrerà in vigore il 1° luglio 2025 con un periodo transitorio di due anni (cfr. comunicato stampa «Nuovi obblighi di dichiarazione» del 28.05.2025).

Deliberazioni

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2025

Vietare import pellicce ottenute con sofferenze animali

L'importazione di pellicce provenienti da animali maltrattati dovrebbe essere vietata in Svizzera. Con 183 voti contro 9, il Nazionale ha approvato oggi il controprogetto indiretto del Consiglio federale all'iniziativa popolare "Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze per gli animali".

Secondo l'esecutivo, il testo dell'iniziativa presentata dall'associazione "Alliance Animale Suisse" risulta problematico dal punto di vista del diritto commerciale, poiché il divieto previsto non poggia su norme internazionali. Inoltre, la Costituzione federale non costituisce il livello normativo appropriato per un tale divieto, che andrebbe piuttosto iscritto in una legge.

La nozione di "sofferenze inflitte agli animali" impiegata nel controprogetto si basa sui principi guida dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (OMSA), ha spiegato il relatore commissionale Sylvain Freymond (UDC/VD). Per tutti questi motivi il Governo propone di respingere l'iniziativa, preferendole il controprogetto.

"Perché chiudiamo gli occhi alla frontiera"

"Oggi non tolleriamo il maltrattamento degli animali per la produzione di pellicce in Svizzera, ma nei fatti chiudiamo gli occhi alla frontiera. Esternalizziamo la crudeltà", ha affermato Léonore Porchet (Verdi/VD).

Dal canto suo, Lorenzo Quadri (Lega/TI) ha sostenuto di aver "sempre sostenuto che le pellicce stanno bene sui legittimi proprietari, e i legittimi proprietari non sono gli umani. Oggi per proteggerci dal freddo abbiamo tante alternative". Il parlamentare leghista ha aggiunto che, per una questione di coerenza, oltre alle pellicce "dobbiamo allo stesso modo assicurarci che non venga importata e messa in commercio in Svizzera carne halal (...), ovvero ottenuta tramite macellazione senza stordimento".

No a certificati internazionali

Oggi la Camera del popolo non ha però seguito in toto le proposte della sua commissione preparatoria. Il consigliere nazionale Kilian Baumann (Verdi/BE) è riuscito a convincere il plenum a richiedere certificati d'importazione all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). La maggioranza commissionale si era pronunciata a favore di certificati internazionali. "Ciò equivarrebbe ad autorizzare prodotti descritti come come conformi dal settore stesso", ha ricordato Baumann.

"Questo certificato legittima e autorizza la crudeltà verso gli animali, in particolare il loro allevamento in minuscole gabbie con fondo in ferro o trappole sottomarine. Non viene fatto nulla per il bene degli animali", ha ricordato Anna Rosenwasser (PS/ZH).

Certificato svizzero

Il certificato deve quindi essere rilasciato dall'USAV. Ciò garantisce la credibilità del sistema, ha indicato Sophie Michaud-Gigon (Verdi/VD). Su questo punto, gli ecologisti sono stati raggiunti dal PS, dal Centro, dal PVL, nonché da una minoranza dell'UDC e dal PLR.

"Perché le aziende straniere dovrebbero sottostare a un programma di certificazione svizzero quando esiste un sistema internazionale?", ha chiesto invano Regine Sauter (PLR/ZH).

La Confederazione effettuerà controlli in Svizzera e alla frontiera per verificare che tale prova possa essere fornita. Le pellicce e i prodotti di pellicceria importati e commercializzati illegalmente saranno ritirati dalla circolazione e i responsabili saranno perseguiti penalmente. Per il resto, il plenum si è allineato alle proposte del Consiglio federale.

No a sofferenze agli animali

Se anche il Consiglio degli Stati (oggi la Camera del popolo è la prima ad occuparsi del dossier, ndr.) si pronuncerà in tal senso, in futuro pelliccerie, negozi di abbigliamento e rivenditori online svizzeri dovranno, al momento dell'acquisto di prodotti di pellicceria, chiarire il metodo di produzione e fornire la prova che non siano state inflitte sofferenze agli animali.

I prodotti importati e commercializzati illegalmente saranno ritirati dal mercato e le persone responsabili perseguite penalmente. In questo modo la Svizzera lancia un segnale chiaro a favore della protezione degli animali, ha sostenuto Freymond.

Per accelerare le tempistiche, il Consiglio federale ha già emanato un divieto di importazione a livello di ordinanza che è entrato in vigore il primo luglio con un periodo transitorio di due anni, ha ricordato la ministra Elisabeth Baume-Schneider.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.09.2026

Divieto import pellicce se prodotte infliggendo sofferenze

Dopo il Consiglio nazionale un anno fa, oggi anche gli Stati hanno deciso, approvando il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Sì al divieto di importare prodotti di pellicceria ottenuti infliggendo sofferenze agli animali", di vietare l'import di questi capi d'abbigliamento.

Concretamente, pelliccerie, negozi di abbigliamento e rivenditori online svizzeri dovranno, al momento dell'acquisto, chiarire il metodo di produzione e fornire la prova che non siano state inflitte sofferenze agli animali.

I prodotti importati e commercializzati illegalmente verrebbero ritirati dal mercato e le persone responsabili perseguite penalmente. Tra l'altro, per accelerare le tempistiche, il Consiglio federale ha già emanato un divieto di importazione a livello di ordinanza che è entrato in vigore il primo luglio 2025 con un periodo transitorio di due anni.

Oggi la Camera dei cantoni non ha seguito in toto le proposte della sua commissione preparatoria. La "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR) è riuscita a convincere il plenum che i certificati d'importazione andranno richiesti all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), come già deciso dal Nazionale. La maggioranza commissionale si era pronunciata a favore di certificati internazionali.

Il dossier torna ora al Nazionale per una divergenza minore. Visto che il controprogetto non è ancora pronto, la raccomandazione di voto non è ancora stata decisa. Salvo sorprese, il Parlamento dovrebbe comunque invitare i cittadini a votare "no" poiché, come sottolineato dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale, "il controprogetto presentato costituisce una risposta adeguata alle problematiche sollevate".

Informazioni

Segreteria della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura (CSEC)

wbk.csec@parl.admin.ch

Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC)