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Sentenze del Tribunale amministrativo federale del 10 febbraio 2026. Tutti i contratti vanno resi integralmente pubblici
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di dare istruzioni all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) affinché renda integralmente pubblici tutti i contratti di fornitura di vaccini stipulati dalla Confederazione con i sei i fabbricanti durante la pandemia di COVID-19 garantendo, se necessario, alle parti contraenti, ovvero i fabbricanti, il diritto di essere sentite e il diritto di interporre ricorso.
Motivazione
Con le sentenze del 10 febbraio 2026 (A-488/2024, A-514/2024, A-619/2024), il Tribunale amministrativo federale ha imposto all’UFSP di rendere integralmente pubblici i contratti di fornitura dei vaccini stipulati dalla Confederazione con Moderna e Novavax. Dopo che le sentenze sono passate in giudicato, il 16 aprile 2026 l’UFSP ha provveduto a rendere integralmente pubblici i contratti in questione. Non ha però reso integralmente pubblici i contratti stipulati con gli altri fabbricanti (Pfizer/BioNTech, Janssen, AstraZeneca e CureVac, secondo quanto riportato sul sito dell’UFSP). In materia di trasparenza statale vige il principio «access to one, access to all». Inoltre, in generale lo Stato non dovrebbe agire in modo arbitrario e violare il principio della buona fede (art. 9 Cost.), rendendo pubblici i contratti in alcuni casi e in altri no. Pertanto, tutti i contratti devono essere resi integralmente pubblici. La Confederazione può renderli pubblici di propria iniziativa senza altre formalità. Non sono necessarie ulteriori domande. In seguito alla DTF 144 I 170, gli uffici AI cantonali hanno pubblicato le restanti perizie AI anche senza consultare i periti interessati, poiché i presupposti per la pubblicazione erano stati definiti dal tribunale – come nel caso in questione – in modo generico e astratto. Se la Confederazione dovesse essere di diverso avviso, la presente mozione va accolta come domanda di rendere pubblici tutti i contratti non ancora pubblicati e trattata come tale, se necessario nel rispetto del diritto di essere sentite e del diritto di interporre ricorso delle parti contraenti, come del resto indicato dall’UFSP sul proprio sito web. La decisione di non rendere pubblici i restanti contratti non sarebbe compresa dalla popolazione e violerebbe l’obiettivo di trasparenza previsto nell’attuale programma di legislatura 2023–2027.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Dal 2022, sono consultabili sul sito Internet dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) 27 contratti della Confederazione con fabbricanti e Stati partner per l’acquisto di vaccini anti-COVID-19. La pubblicazione dei contratti è retta dalle disposizioni della legge sulla trasparenza (LTras; RS 152.3) e si fonda su oltre 30 decisioni dell’UFSP e tre decisioni del Tribunale amministrativo federale passate in giudicato.
Con la pubblicazione dei contratti, l’UFSP adempie tra l’altro il principio «access to one, access to all», secondo il quale, se ha accordato l’accesso a un documento ufficiale a una persona, l’Amministrazione federale deve accordarlo almeno nella stessa misura a qualsiasi altro richiedente (cfr. www.edoeb.admin.ch > Principio di trasparenza > Accesso ai documenti ufficiali). Se un documento ufficiale è pubblicato su una pagina Internet della Confederazione, il diritto di consultazione è considerato adempiuto (art. 6 cpv. 3 LTras).
Per rendere pubblici ulteriori contratti, la Confederazione deve rispettare il quadro giuridico applicabile (ossia la LTras e la relativa giurisprudenza). Attualmente sono in corso all’UFSP, in seguito a una domanda presentata secondo la LTras, le procedure previste dalla legge in vista della pubblicazione, nel rispetto del diritto di essere sentiti e di ricorso dei fabbricanti e degli Stati partner. Al termine di queste procedure, l’UFSP prevede di pubblicare i corrispondenti contratti sul suo sito Internet.
Poiché le procedure ordinarie per la pubblicazione dei contratti sono già in corso all’UFSP, un esplicito mandato del Parlamento di avviarle sarebbe obsoleto. Il Consiglio federale propone quindi di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.