26.3691

Per una legge quadro federale sulle sostanze per- e polifluoroalchiliche (LEX PFAS)

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare e sottoporre al Parlamento un disegno di legge quadro federale (LEX PFAS) al fine di prevenire, ridurre e gestire in modo coordinato i rischi per l’essere umano e l’ambiente derivati dalle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS).

In particolare, la legge dovrà:

  1. definire un quadro giuridico unificato che copra l’intero ciclo di vita delle PFAS (produzione, immissione sul mercato, utilizzo, emissioni, gestione dei rifiuti e risanamento);

  2. stabilire degli obiettivi a livello nazionale per la riduzione delle emissioni e dell’esposizione a breve, medio e lungo termine;

  3. introdurre delle restrizioni generali o dei divieti graduali, in particolare per quanto riguarda gli impieghi non essenziali;

  4. definire dei valori limite uniformi per la quantità di PFAS nell’acqua potabile, nel suolo, nelle acque sotterranee, nell’aria e nelle derrate alimentari;

  5. organizzare un sistema nazionale di sorveglianza (monitoraggio) coordinato tra Confederazione, Cantoni e Comuni;

  6. chiarire le responsabilità in materia di gestione dei siti e dei suoli inquinati nonché dell’acqua potabile, applicando il principio di causalità («chi inquina paga») e prevedendo mezzi finanziari per sostenere gli enti pubblici;

  7. rafforzare la trasparenza e l’informazione del pubblico in merito ai rischi e all’esposizione a queste sostanze;

  8. garantire il coordinamento con il diritto europeo.

Motivazione

Il rapporto del Consiglio federale in risposta al postulato Moser evidenzia diversi fatti preoccupanti. Le PFAS, il cui impatto si protrae per decenni, sono ampiamente presenti nell’ambiente in Svizzera. Esse comportano rischi dimostrati per la salute umana e i costi socioeconomici sono potenzialmente molto elevati.

Il rapporto sottolinea che il quadro giuridico attuale è frammentato poiché distribuito tra diverse leggi e ordinanze (prodotti chimici, protezione delle acque, rifiuti, siti contaminati).

Questa frammentazione comporta:

  • la mancanza di coordinamento tra le autorità;

  • lacune in materia di sorveglianza e gestione dei rischi;

  • incertezza giuridica per gli attori economici.

Una legge quadro permetterebbe di:

  • riunire gli strumenti esistenti;

  • definire una strategia nazionale chiara;

  • anticipare gli sviluppi a livello europeo;

  • garantire una migliore protezione della popolazione e dell’ambiente;

  • fornire agli enti pubblici i mezzi necessari per agire.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

Il Consiglio federale è consapevole dei rischi legati all’esposizione degli esseri umani e dell’ambiente alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) e li considera con la dovuta attenzione. Inoltre, ha già adottato diverse regolamentazioni in materia di PFAS e, a dicembre 2025, ha deciso di elaborare un piano d’azione per la gestione dei prodotti chimici persistenti, con particolare attenzione a queste sostanze. Inoltre, nel corso della sua elaborazione, Confederazione e Cantoni hanno già avuto modo di intensificare ulteriormente il coordinamento e la collaborazione su questo tema. Il piano d’azione dovrebbe essere pronto entro la fine del 2027.

Il Consiglio federale ritiene che una legge quadro sulle PFAS non rappresenti una soluzione adeguata. Gli strumenti giuridici esistenti, quali la legge del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell’ambiente (LPAmb; RS 814.01814.01), la legge del 15 dicembre 2000 sui prodotti chimici (LPChim; RS 813.1813.1), la legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20814.20) o la legge del 20 giugno 2024 sulle derrate alimentari (LDerr; RS 817.0817.0), sono sufficienti a garantire la regolamentazione delle PFAS.

Anziché elaborare una legge quadro, il Consiglio federale continua a prediligere misure mirate e modifiche delle relative ordinanze. Con l’attuazione della mozione 22.3929 Maret, per esempio, vengono definiti in diverse ordinanze dei valori limiti specifici per le PFAS. Queste modifiche riguardano in particolare l’ordinanza del 4 dicembre 2015 sui rifiuti (OPSR; RS 814.600814.600) e l’ordinanza del 26 agosto 1998 sui siti contaminati (OSiti; RS 814.680814.680), che verranno poste in consultazione nell’autunno 2026, nonché l’ordinanza del 1° luglio 1998 contro il deterioramento del suolo (O suolo; RS 814.12814.12), per la quale è previsto l’avvio della procedura di consultazione il prossimo inverno. Anche l’ordinanza del 18 maggio 2005 sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81814.81) contiene già divieti e limitazioni relativi a determinate PFAS e a prodotti che le contengono. Riunire tutte le disposizioni in materia di PFAS in un’unica base legale non apporterebbe alcun valore aggiunto. Al contrario, le PFAS finirebbero per costituire un’eccezione normativa perché le restanti disposizioni continuerebbero a essere disciplinate nelle rispettive ordinanze.

Laddove opportuno, è inoltre possibile creare una base legale separata e specifica. Per quanto riguarda i casi di rigore nell’agricoltura, il 27 maggio 2026 il Consiglio federale ha deciso di elaborare un progetto da porre in consultazione relativo a una legge speciale di durata limitata. Parallelamente, con la proposta di attuazione della mozione 25.3421 della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati, attualmente in consultazione, si intende introdurre una regolamentazione temporanea per l’immissione sul mercato di derrate alimentari provenienti da siti con una maggiore contaminazione da PFAS.

La creazione di una legge quadro comporterebbe un impiego di risorse e rallenterebbe la regolamentazione in materia di PFAS. Il Consiglio federale ritiene pertanto più opportuno continuare ad agire nell’ambito del sistema vigente, avvalendosi degli strumenti giuridici già disponibili.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.