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Reintrodurre l'obbligo del visto per i Georgiani

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato d’intervenire presso l’Unione europea per chiedere di reintrodurre l’obbligo del visto per i cittadini georgiani. Questa misura mira a frenare il turismo medico, che non è cessato.

Motivazione

Non appena giungono nel nostro Paese, i richiedenti l’asilo sono assicurati, beneficiando in tal modo del nostro sistema sanitario. Cittadini provenienti da Paesi che non danno diritto all’asilo, georgiani in particolare, giungono quindi in Svizzera per farsi curare, con trattamenti spesso costosi.Un audit del Controllo federale delle finanze ha confermato che i costi medici per i richiedenti georgiani, pari a 44,40 franchi al giorno per persona, sono di gran lunga superiori alla media. Tra il 2022 e il 2025, 26 Georgiani sono stati presi in carico dalla SEM per costose cure; 17 hanno beneficiato di un sostegno finanziario integrale o parziale della SEM per 2,5 milioni di franchi, in un caso sono stati versati addirittura 1,37 milioni. Nella sua risposta alla mia domanda 26.7321, il Consiglio federale ha affermato che l’attuazione della nuova strategia in materia d’asilo nel 2027 risolverà tutti i problemi nel settore della migrazione. Per combattere questi abusi sono tuttavia necessarie misure rapide, tanto più che le soluzioni già esistono.L’articolo 8 del regolamento (UE) 2018/1806 permette di sospendere l’esenzione dal visto, in particolare in caso di aumento delle domande d’asilo infondate o di mancanza di cooperazione del Paese terzo, se uno o più Stati membri notificano alla Commissione l’adempimento delle condizioni. La Svizzera deve intervenire presso la Commissione europea per chiedere di reintrodurre l’obbligo di visto per i cittadini georgiani, poiché il loro Paese non fa nulla per limitare le domande d’asilo abusive legate al turismo medico. Sarebbe un segnale forte, che dimostrerebbe la nostra volontà di sanzionare gli eccessi.Attualmente i cittadini georgiani titolari di un passaporto biometrico rilasciato da meno di dieci anni sono esentati dall’obbligo del visto di breve durata per recarsi nello spazio Schengen. Possono dunque soggiornare liberamente nel nostro Paese fino a 90 giorni su un periodo di 180 giorni.In un momento in cui si prevede un nuovo aumento dei premi di cassa malati, che incidono pesantemente sul bilancio delle economie domestiche, è inaccettabile che persone senza diritto d’asilo vengano in Svizzera per farsi curare a spese dei contribuenti.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

Per la Svizzera e gli Stati Schengen è fondamentale garantire che i cittadini di Paesi esentati dall’obbligo del visto non utilizzino il sistema d’asilo per fini estranei all’asilo. Le sfide connesse alle domande d’asilo infondate rientrano tra i motivi che l’anno scorso hanno portato a rielaborare il meccanismo Schengen volto a sospendere l’esenzione dal visto (cfr. art. 8 del regolamento [UE] 2018/1806). È stato inoltre introdotto un monitoraggio nel quadro del quale la Commissione europea riferisce regolarmente in merito alle domande d’asilo infondate.

A causa del deterioramento delle relazioni di politica estera tra l’Unione europea (UE) e la Georgia, e dei passi indietro di quest’ultima nell’ambito dei diritti fondamentali, il 6 marzo 2026 l’UE ha deciso di reintrodurre l’obbligo del visto per i cittadini georgiani titolari di un passaporto diplomatico, ufficiale o di servizio. Il 1° aprile 2026 il Consiglio federale ha deciso di allinearsi a questa misura. In assenza di progressi, dopo 12 mesi il suddetto meccanismo potrebbe essere esteso a tutti i cittadini georgiani.

Le misure adottate dalla Confederazione sono efficaci: il numero di domande d’asilo presentate in Svizzera da cittadini georgiani è nettamente diminuito negli ultimi tre anni.

La reintroduzione dell’obbligo del visto per tutti i cittadini georgiani richiederà l’approvazione della maggioranza degli Stati Schengen. Alla luce degli attuali sviluppi politici, è tuttavia improbabile che una maggioranza degli Stati Schengen sostenga una misura che rischierebbe di allontanare ulteriormente la popolazione georgiana dall’Europa. Dal 2021 la Svizzera ha tematizzato a più riprese, nei pertinenti organi Schengen, la questione sollevata dall’autrice della mozione. Il Consiglio federale continuerà a partecipare attivamente alle discussioni. Ritiene pertanto adempiuta la richiesta della mozione e propone di respingerla.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.