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Evitare disincentivi al lavoro e future lacune previdenziali derivanti dal sistema di sostegno sociale

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che analizzi, sulla base di esempi rappresentativi, in che misura l’interazione tra imposte, riduzioni individuali dei premi dell’assicurazione malattie, sussidi per la custodia extrafamiliare, prestazioni sociali e altre tariffe commisurate al reddito possa creare disincentivi all’aumento del grado d’occupazione o alla ripresa di un’attività lucrativa.

Il rapporto dovrà in particolare:

  1. identificare le principali situazioni in cui un aumento del reddito da lavoro può tradursi in un beneficio netto limitato per l’economia domestica;

  2. valutare, in termini generali, le possibili conseguenze sull’offerta di lavoro e sulla previdenza individuale;

  3. indicare se vi siano buone pratiche cantonali o strumenti di coordinamento che permettano di ridurre questi effetti, mantenendo il carattere mirato delle prestazioni sociali.

Motivazione

Il sistema svizzero di sostegno sociale deve continuare ad aiutare in modo efficace le persone e le famiglie che ne hanno realmente bisogno. Occorre tuttavia verificare se la sovrapposizione di diversi strumenti possa, in determinati casi, produrre effetti soglia indesiderati, tali da scoraggiare un aumento del grado d’occupazione.

Accanto agli effetti immediati sul mercato del lavoro e sulle finanze pubbliche, meritano attenzione anche le conseguenze di lungo periodo. Una riduzione prolungata dell’attività lucrativa può infatti tradursi in minori diritti previdenziali e, in età pensionabile, in un maggiore rischio di dipendenza da prestazioni finanziate dalla collettività.

L’obiettivo del presente postulato non è mettere in discussione il lavoro a tempo parziale né la libertà di scelta individuale, bensì assicurare che gli incentivi pubblici siano coerenti, sostenibili e orientati all’autonomia economica.

Proposta del Consiglio federale

Respingere

Parere del Consiglio federale

Il Consiglio federale condivide il parere che il sistema di sicurezza sociale debba incentivare l’inizio di un’attività lucrativa o l’aumento del grado d’occupazione. Le basi di conoscenze sui possibili incentivi perversi e sulla loro eliminazione sono disponibili. Nel 2012 l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha pubblicato un rapporto di ricerca sugli effetti soglia e sui disincentivi al lavoro («Schwelleneffekte und negative Erwerbsanreize», rapporto di base in adempimento del postulato 09.3161, depositato dal consigliere agli Stati Claude Hêche; disponibile in tedesco e francese, con riassunto in italiano, sul sito www.ufas.admin.ch > Pubblicazioni > Rapporti di ricerca). Lo studio illustra le sfide e le buone pratiche nei settori dell’aiuto sociale, dell’anticipo degli alimenti, della riduzione individuale dei premi dell’assicurazione malattie, delle prestazioni complementari per le famiglie, delle tariffe a carico dei genitori per la custodia di bambini complementare alla famiglia e delle imposte.

Anche il rapporto del Consiglio federale del 22 aprile 2026 sulle cause e sulle conseguenze della carenza di manodopera («Ursachen und Auswirkungen von Arbeitskräftemangel», disponibile in tedesco e francese), redatto in adempimento dei postulati Müller Leo 23.3380 e Paganini 23.4094, tratta il tema degli incentivi al lavoro nell’ambito della sicurezza sociale. Il rapporto presenta un’analisi aggiornata della situazione nei diversi settori politici in cui condizioni quadro adeguate possono contribuire a sfruttare appieno il potenziale di manodopera residente. Oltre alla sicurezza sociale affronta, tra l’altro, anche i temi della conciliabilità tra famiglia e lavoro e della politica fiscale e giunge alla conclusione che, nel complesso, le assicurazioni sociali disciplinate dal diritto federale sono impostate in modo tale da essere ampiamente compatibili con gli incentivi. Esamina inoltre gli effetti incentivanti e i margini di manovra relativi alla riduzione individuale dei premi.

Il rapporto del Consiglio federale «Imponibilità delle prestazioni pubbliche di assistenza ed esenzione fiscale del minimo vitale: ripercussioni sui redditi liberamente disponibili» (rapporto in adempimento della mozione 10.3340 della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati), pubblicato nel 2014, tratta il tema degli incentivi perversi legati all’imposizione delle persone che vivono al limite del minimo vitale sociale. Infine, il postulato Nantermod 24.4366 «Il lavoro deve pagare. Per una correlazione tra grado d’occupazione e prestazioni sociali», accolto nell’aprile del 2026, incarica il Consiglio federale di esaminare in che misura le prestazioni sociali e le deduzioni fiscali possano essere differenziate a seconda del grado d’occupazione dei beneficiari.

A partire dagli anni 2000, molti Cantoni si sono occupati della questione degli effetti soglia e degli incentivi perversi nel sistema delle prestazioni sociali legate al bisogno. Diversi Cantoni hanno proceduto a un’ampia armonizzazione delle proprie prestazioni legate al bisogno emanando leggi in tal senso, mentre altri si sono limitati ad apportare correzioni mirate. In questo contesto sono stati condotti numerosi studi. Il primo rapporto del monitoraggio della povertà a livello nazionale fornisce una panoramica di queste attività e analisi (fascicolo tematico «Copertura materiale del fabbisogno vitale in Svizzera», pagg. 104–106; www.monitoraggio-della-poverta.ch).

Alla luce di questa situazione e delle attuali conoscenze già approfondite in materia, il Consiglio federale non ritiene né opportuno né efficiente redigere un ulteriore rapporto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.