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Le aziende farmaceutiche devono rispettare i loro impegni
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di presentare una modifica di legge volta a introdurre nella pertinente legislazione i seguenti principi:
garantire che le aziende farmaceutiche non possano comunicare a terzi, in particolare ad autorità estere, i modelli di prezzo applicati in Svizzera qualora questi siano considerati confidenziali;
In via sussidiaria, esigere da un’azienda farmaceutica che ha comunicato a uno Stato terzo i prezzi confidenziali praticati in Svizzera il rispetto del principio di reciprocità, vale a dire che l’azienda farmaceutica è tenuta a fornire anche alla Svizzera i modelli di prezzo confidenziali praticati nei Paesi i cui modelli sono stati comunicati allo Stato terzo in questione.
Motivazione
In seguito a diverse recenti interpellanze, sono sorti sospetti sulla rivelazione dei modelli di prezzo confidenziali dei medicamenti. Sembra ormai accertato che alcune aziende farmaceutiche svizzere abbiano svelato alle autorità statunitensi i prezzi netti in vigore in Svizzera. Queste aziende si rifiutano tuttavia di applicare il principio della reciprocità e di condividere con le autorità svizzere le stesse informazioni che rivelano agli Stati Uniti. Visto che le aziende farmaceutiche si rifiutavano di comunicare i prezzi praticati in altri Paesi, l’UFSP ha finora ritenuto che la confidenzialità di tali modelli fosse di fatto garantita. I fatti sembrano tuttavia dimostrare il contrario. Questa situazione mette a rischio la stabilità sia del sistema che dei prezzi in Svizzera. Dato che la confidenzialità non può essere garantita in modo informale, occorre sancirla espressamente, ad esempio mediante clausole inserite negli accordi conclusi tra la Confederazione e le aziende farmaceutiche. Se dispone di prove che i prezzi confidenziali praticati in Svizzera sono stati rivelati a uno Stato terzo, il Consiglio federale deve poter esigere, nel rispetto del principio di reciprocità, che l’azienda farmaceutica interessata gli fornisca gli altri modelli di prezzo da lei rivelati. Infatti, se soltanto le autorità svizzere devono rispettare questa regola, senza poter beneficiare delle informazioni provenienti dall’estero, questa pratica non è più a nostro favore. L’interesse dei «prezzi netti» confidenziali viene a cadere completamente.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale sostiene la richiesta della mozione di evitare che la Svizzera sia svantaggiata sul piano dei modelli di prezzo confidenziali. Il sistema dei modelli di prezzo confidenziali è stato introdotto in Svizzera poiché a livello internazionale si è affermato negli anni un sistema basato su modelli di prezzo e su prezzi di vetrina pubblicati ma non rimunerati. È stata l’industria farmaceutica a chiedere che la prassi dei prezzi confidenziali venisse introdotta anche in Svizzera per i medicamenti costosi, affinché i prezzi effettivamente rimunerati nel nostro Paese non debbano essere comunicati ad altri Stati.
La Svizzera è uno degli ultimi Paesi in Europa ad aver accettato questa prassi affermatasi a livello internazionale ma controversa, con l’obiettivo di garantire un accesso rapido ai farmaci a prezzi economici. Per consolidare questa prassi, il Consiglio federale ha proposto, nel quadro del secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi, la revisione della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), che il Parlamento ha adottato nel marzo del 2025. Se in futuro i prezzi effettivamente rimunerati in Svizzera e in Europa dovessero essere comunicati agli Stati Uniti sulla base del principio della «nazione più favorita» (Most Favored Nation), la situazione di partenza cambierebbe. Il Consiglio federale ritiene problematico il fatto che i prezzi confidenziali praticati in Svizzera vengano comunicati ad altri Paesi senza che la Svizzera ottenga in cambio accesso a informazioni corrispondenti di altri Stati, poiché questo comporta una disparità di trattamento tra i Paesi.
Resta da vedere se e in quale forma l’approccio statunitense della «nazione più favorita» (Most Favored Nation) verrà attuato.
Il Consiglio federale respinge tuttavia la mozione per un motivo formale. Fondamentalmente, l’Ufficio federale della sanità pubblica dispone già oggi della competenza di vincolare i modelli di prezzo confidenziali a oneri e condizioni. Questi ultimi possono prevedere che i contenuti confidenziali dei modelli di prezzo non possano essere divulgati ad altri Paesi e che in caso di infrazione possano essere adottate ulteriori misure, in particolare la pubblicazione del prezzo effettivamente rimunerato o il riesame delle condizioni di ammissione.
Il Consiglio federale è del parere che i modelli di prezzo confidenziali debbano essere attuati soltanto se contribuiscono a garantire prezzi economici e, di conseguenza, un accesso rapido e finanziariamente sostenibile a medicamenti innovativi e costosi in Svizzera. Occorre evitare che la Svizzera sia svantaggiata a causa di un’asimmetria di informazioni. Come ha già affermato nella sua risposta all’interpellanza Hurni 26.3166 «Modelli di prezzo confidenziali a danno della Svizzera», in caso di divulgazione di prezzi confidenziali il Consiglio federale esaminerà la situazione e verificherà come tutelare maggiormente tali modelli di prezzo nell’interesse della Svizzera attraverso l’adozione di misure specifiche. Le disposizioni di legge vigenti consentono già l’attuazione di tali misure.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.