26.4031
Esercizio a lungo termine delle centrali nucleari. Chi si assume i rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento del Paese?
Testo depositato
Il 13 maggio 2026 il Consiglio federale ha pubblicato il rapporto «Continuazione dell’esercizio delle centrali nucleari attuali» (disponibile in francese e in tedesco con riassunto in italiano) in adempimento del postulato 23.4152. Nel rapporto si afferma che le centrali nucleari esistenti forniscono un importante contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento e che un esercizio a lungo termine fino a 80 anni delle centrali nucleari di Gösgen e Leibstadt è tecnicamente possibile e perlopiù anche redditizio.
Al contempo, il Consiglio federale sottolinea le incertezze legate all’evoluzione a lungo termine dei costi e dei ricavi nonché i rischi di natura politica e normativa. Ciononostante, respinge le misure statali volte alla ripartizione del rischio e sottolinea la responsabilità dei gestori e dei rispettivi proprietari.
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
il Consiglio federale condivide l’opinione secondo cui l’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti sia nell’interesse della sicurezza dell’approvvigionamento energetico della Svizzera?
Quali rischi attuali di natura politica e normativa considera particolarmente rilevanti per l’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti?
Per quali motivi ritiene opportuno che tali rischi siano sostenuti esclusivamente dai gestori e dai rispettivi proprietari?
Quali conseguenze per la sicurezza dell’approvvigionamento prevede nel caso in cui, a causa di tali rischi, i proprietari decidessero di rinunciare a un esercizio a lungo termine delle centrali nucleari?
Motivazione
Nel suo rapporto, il Consiglio federale giunge alla conclusione che le centrali nucleari esistenti forniscono un contributo importante alla sicurezza dell’approvvigionamento e che, a determinate condizioni, la loro durata di esercizio potrebbe essere considerevolmente prolungata. Al contempo, evidenzia le incertezze di natura economica, politica e normativa che influenzano le relative decisioni di investimento.
Poiché l’importanza delle centrali nucleari per l’approvvigionamento energetico si estende ben oltre i confini dei Cantoni proprietari, si pone la questione se la responsabilità dei rischi ad esse connessi debba ricadere esclusivamente sui gestori e sui rispettivi proprietari. L’interpellanza mira a chiarire la posizione del Consiglio federale al riguardo.
Parere del Consiglio federale
1. Nel suo rapporto in adempimento del postulato 23.4152 il Consiglio federale evidenzia che la continuazione dell’esercizio delle centrali nucleari esistenti, insieme a un potenziamento coerente delle energie rinnovabili, può ridurre la dipendenza dalle importazioni durante l’inverno e migliorare significativamente la sicurezza dell’approvvigionamento.
2. I principali rischi non economici legati a un esercizio a lungo termine sono le incertezze di natura politica e normativa, quali ad esempio l’eventualità di una disattivazione anticipata degli impianti o un massiccio inasprimento dei requisiti di sicurezza. Quest’ultimo renderebbe necessari ulteriori interventi di retrofit non prevedibili. Un quadro normativo stabile è quindi di fondamentale importanza per l’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti.
3. Basandosi su previsioni realistiche relative all’evoluzione dei prezzi e ai costi dell’elettricità, il Consiglio federale è del parere che gli investimenti necessari per gli adeguamenti tecnici richiesti dall’esercizio a lungo termine degli impianti risulteranno economicamente redditizi. Attualmente il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario prevedere un sostegno finanziario per la continuazione del loro esercizio.
4. L’esercizio a lungo termine delle centrali nucleari esistenti è fondamentale per la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera. Altri capisaldi della sicurezza dell’approvvigionamento sono il potenziamento coerente delle energie rinnovabili, come pure un accordo sull’energia elettrica con l’UE. Con una durata dell’esercizio delle centrali nucleari di soli 60 anni, le Prospettive energetiche 2050+ ipotizzano un fabbisogno di importazioni di energia elettrica ben maggiore in inverno, compreso tra 9 e 17 TWh a seconda dello scenario. Queste analisi saranno aggiornate nelle Prospettive energetiche 2060.