0.451.47
Accordo
sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori
dell’Africa-Eurasia
Preambolo
Le Parti contraenti
ricordando che la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica, 19791, promuove le misure di cooperazione internazionale in vista della conservazione delle specie migratrici;
ricordando inoltre che nella prima sessione della Conferenza delle Parti alla Convenzione, tenutasi a Bonn nell’ottobre 1985, il Segretariato della Convenzione è stato incaricato di adottare misure appropriate per l’elaborazione di un Accordo sugli Anatidi del Paleartico occidentale;
considerando che gli uccelli acquatici migratori costituiscono una parte importante della diversità biologica mondiale e, conformemente allo spirito della Convenzione sulla diversità biologica, 19922, e dell’Agenda 21, dovrebbero essere conservati a beneficio delle generazioni presenti e future;
consce dei vantaggi economici, sociali, culturali e ricreativi derivanti dai prelievi di alcune specie di uccelli acquatici migratori e del valore ambientale, ecologico, genetico, scientifico, estetico, ricreativo, culturale, educativo, sociale ed economico degli uccelli acquatici migratori in generale;
convinte del fatto che qualsiasi prelievo di uccelli acquatici migratori dev’essere effettuato conformemente al principio dell’utilizzazione sostenibile, tenendo conto dello stato di conservazione della specie interessata sull’insieme dell’area di ripartizione nonché delle sue caratteristiche biologiche;
consce che gli uccelli acquatici migratori sono particolarmente vulnerabili poiché la loro migrazione avviene su lunghe distanze e sono dipendenti dalle reti di zone umide, la cui superficie diminuisce e che si degradano a causa delle attività umane non conformi al principio dell’utilizzazione sostenibile, come sottolinea la Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale segnatamente come habitat degli uccelli acquatici e palustri, 19713;
riconoscendo la necessità di adottare misure immediate per metter fine alla progressiva scomparsa di specie di uccelli acquatici migratori e dei loro habitat all’interno dello spazio geografico nel quale si iscrivono i sistemi di migrazione degli uccelli acquatici dell’Africa-Eurasia;
convinte che la conclusione di un Accordo multilaterale e la sua concretizzazione attraverso misure coordinate e concertate contribuiranno in maniera significativa a una conservazione efficace degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat e avranno un’incidenza positiva su numerose altre specie di fauna e flora;
riconoscendo che l’applicazione efficace di un simile Accordo richiederà che venga fornito un aiuto a determinati Stati dell’area di ripartizione per la ricerca, la formazione e la sorveglianza continua relativa alle specie migratrici di uccelli acquatici nonché ai loro habitat, per la gestione di tali habitat e per la costituzione o il miglioramento di istituzioni scientifiche e amministrative incaricate della concretizzazione dell’Accordo,
hanno convenuto quanto segue:
Art. I Campo d’applicazione, definizioni e interpretazione
Il campo d’applicazione geografico del presente Accordo è costituito dalla zona in cui s’iscrivono i sistemi di migrazione degli uccelli acquatici dell’Africa-Eurasia, quale è definita nell’allegato 1 del presente Accordo e chiamata qui di seguito «zona dell’Accordo».
Ai fini del presente Accordo:
(a) per «Convenzione» s’intende la Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici della fauna selvatica, 1979;
(b) per «Segretariato della Convenzione» s’intende l’organo istituito conformemente all’articolo IX della Convenzione;
(c) per «uccelli acquatici» s’intendono le specie di uccelli che dipendono ecologicamente dalle zone umide durante una parte almeno del loro ciclo annuo, che hanno un’area di ripartizione situata interamente o parzialmente nella zona dell’Accordo e che figurano nell’allegato 2 del presente Accordo;
(d) per «Segretariato dell’Accordo» s’intende l’organo istituito conformemente all’articolo VI paragrafo 7 (b) del presente Accordo;
(e) per «Parti contraenti» s’intendono, salvo indicazione contraria del contesto, le Parti al presente Accordo;
(f) per «Parti contraenti presenti e votanti» s’intendono le Parti presenti che abbiano espresso un voto favorevole o contrario; per il computo della maggioranza non viene tenuto conto delle Parti che si astengono dal voto.
(g) Inoltre, le espressioni definite al paragrafo 1 (a)-(k) dell’articolo I della Convenzione hanno lo stesso senso, mutatis mutandis, che nel presente.
Il presente Accordo costituisce un accordo ai sensi del paragrafo 3 dell’articolo IV della Convenzione.
Gli allegati al presente Accordo ne sono parte integrante. Ogni riferimento all’Accordo costituisce anche un riferimento ai suoi allegati.
Art. II Principi fondamentali
Le Parti contraenti adottano misure coordinate per mantenere o ripristinare le specie di uccelli acquatici migratori in uno stato di conservazione favorevole. A tal fine prendono, nei limiti della loro giurisdizione nazionale, i provvedimenti prescritti nell’articolo III nonché le misure particolari previste nel Piano d’azione di cui all’articolo IV del presente Accordo.
Nella messa in atto delle misure di cui al paragrafo 1, le Parti contraenti dovrebbero tenere conto del principio di precauzione.
Art. III Misure generali di conservazione
Le Parti contraenti adottano misure destinate alla conservazione degli uccelli acquatici migratori, con un’attenzione particolare alle specie minacciate e a quelle il cui stato di conservazione è sfavorevole.
A tal fine, le Parti contraenti:
(a) accordano agli uccelli acquatici migratori minacciati nella zona dell’Accordo una protezione tanto rigorosa quanto quella prevista ai paragrafi 4 e 5 dell’articolo III della Convenzione;
(b) si assicurano che qualsiasi utilizzazione di uccelli acquatici migratori sia basata su una valutazione effettuata a partire dalle migliori conoscenze disponibili sull’ecologia di tali uccelli, nonché sul principio dell’utilizzazione sostenibile di tali specie e dei sistemi ecologici da cui dipendono;
(c) identificano i siti e gli habitat degli uccelli acquatici migratori localizzati sul loro territorio e favoriscono la protezione, la gestione, la riabilitazione e il ripristino di tali siti in collaborazione con le organizzazioni elencate nell’articolo IX paragrafi (a) e (b) del presente Accordo e interessate alla conservazione degli habitat;
(d) coordinano il loro impegno per fare in modo che una rete di habitat adeguati sia mantenuta o, se necessario, ripristinata sull’insieme dell’area di ripartizione di ciascuna specie di uccelli acquatici migratori interessata, segnatamente nel caso in cui zone umide si estendano sul territorio di più di una Parte al presente Accordo;
(e) esaminano i problemi che si pongono o molto probabilmente si porranno a causa delle attività umane e si impegnano a mettere in atto misure correttive, comprese quelle di ripristino e riabilitazione degli habitat, e misure compensatorie in caso di perdita di habitat;
(f) cooperano nelle situazioni d’urgenza che richiedono un intervento internazionale concertato e per identificare le specie di uccelli acquatici migratori più vulnerabili in simili situazioni; inoltre collaborano sia all’elaborazione di procedure d’urgenza appropriate che permettano di accordare una maggiore protezione a tali specie in simili situazioni, sia alla preparazione di direttive aventi come obiettivo di aiutare ciascuna delle Parti contraenti interessate a far fronte a simili situazioni;
(g) vietano l’introduzione intenzionale nell’ambiente di specie non indigene di uccelli acquatici e adottano tutte le misure appropriate per prevenire la liberazione accidentale di tali specie se detta introduzione o liberazione nuoce allo stato di conservazione della flora e della fauna selvatiche; qualora specie non indigene di uccelli acquatici siano già state introdotte, le Parti contraenti prendono ogni provvedimento utile a impedire che tali specie diventino una minaccia potenziale per le specie indigene
(h) danno l’avvio o sostengono ricerche sulla biologia e l’ecologia degli uccelli acquatici, incluse l’armonizzazione della ricerca e dei metodi di monitoraggio continuo e, all’occorrenza, l’elaborazione di programmi comuni o di programmi di cooperazione che vertono sulla ricerca e il monitoraggio continuo;
(i) analizzano i loro bisogni in materia di formazione, segnatamente per ciò che concerne le ricerche, il monitoraggio continuo e la marcatura con anello degli uccelli acquatici migratori nonché la gestione delle zone umide, al fine di individuare i temi prioritari e gli ambiti in cui la formazione è necessaria e collaborano all’elaborazione e alla messa in atto di programmi di formazione appropriati;
(j) elaborano e portano avanti programmi volti a suscitare una maggiore presa di coscienza e comprensione dei problemi generali di conservazione delle specie di uccelli acquatici migratori nonché degli obiettivi particolari e delle disposizioni del presente Accordo;
(k) provvedono allo scambio di informazioni e dei risultati dei programmi di ricerca, di monitoraggio continuo, di conservazione e di educazione;
(l) cooperano al fine di prestarsi reciproca assistenza per essere maggiormente in grado di concretizzare l’Accordo, segnatamente per ciò che riguarda la ricerca e il monitoraggio continuo.
Art. IV Piano d’azione e direttive per la conservazione
Un Piano d’azione costituisce l’allegato 3 del presente Accordo. Detto piano precisa i provvedimenti che le Parti contraenti devono adottare in favore delle specie e delle questioni prioritarie, conformemente alle misure generali di conservazione previste all’articolo III del presente Accordo, negli ambiti seguenti:
(a) la conservazione delle specie;
(b) la conservazione degli habitat;
(c) la gestione delle attività umane;
(d) la ricerca e il monitoraggio continuo;
(e) l’educazione e l’informazione;
(f) le misure d’applicazione.
Il Piano d’azione è esaminato durante ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Parti, tenendo conto delle direttive per la conservazione.
Ogni emendamento al Piano d’azione è adottato dalla Conferenza delle Parti che, in tal modo, tiene conto delle disposizioni dell’articolo III del presente Accordo.
Le direttive per la conservazione sono sottoposte, per adozione, alla Conferenza delle Parti durante la sua prima sessione; vengono esaminate regolarmente.
Art. V Applicazione e finanziamento
Ciascuna Parte contraente:
(a) designa la o le Autorità incaricata/e della concretizzazione del presente Accordo che, tra l’altro, provvederà/anno a un controllo di tutte le attività suscettibili di avere un impatto sullo stato di conservazione delle specie di uccelli acquatici migratori, nei confronti delle quali essa è uno Stato dell’area di ripartizione;
(b) designa un punto di contatto per le altre Parti, il cui nome e indirizzo vengono immediatamente comunicati al Segretariato dell’Accordo che, a sua volta, li trasmette senza indugio alle altre Parti contraenti;
(c) prepara per ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Parti, a partire dalla sua seconda sessione, un rapporto concernente la propria applicazione dell’Accordo, con riferimento segnatamente alle misure di conservazione adottate. La struttura di tale rapporto è stabilita durante la prima sessione della Conferenza delle Parti e riveduta, se necessario, in occasione di una sessione ulteriore della Conferenza delle Parti. Ciascun rapporto è sottoposto al Segretariato dell’Accordo al più tardi centoventi giorni prima dell’apertura della sessione ordinaria della Conferenza delle Parti per la quale è stato preparato; una copia è immediatamente trasmessa dal Segretariato dell’Accordo alle altre Parti contraenti.
2. (a)
Ciascuna Parte contraente contribuisce al bilancio dell’Accordo secondo una chiave di ripartizione stabilita dalle Nazioni Unite. Nessuna Parte contraente che costituisca uno Stato dell’area di ripartizione può essere chiamata a fornire un contributo superiore al 25 per cento del bilancio totale. Nessuna organizzazione d’integrazione economica regionale può essere obbligata a fornire un contributo superiore al 2,5 per cento delle spese amministrative;
(b) le decisioni relative al bilancio nonché un’eventuale modificazione della chiave di ripartizione dei contributi sono adottate dalla Conferenza delle Parti in modo consensuale.
La Conferenza delle Parti può istituire un fondo per la conservazione, alimentato sulla base di contributi volontari delle Parti contraenti o di qualsiasi altra fonte, allo scopo di finanziare il monitoraggio continuo, la ricerca, la formazione nonché progetti concernenti la conservazione, la protezione e la gestione degli uccelli acquatici migratori.
Le Parti contraenti sono invitate a fornire un sostegno in materia di formazione nonché un aiuto tecnico e finanziario alle altre Parti su una base multilaterale o bilaterale, al fine di aiutarle a mettere in atto le disposizioni del presente Accordo.
Art. VI Conferenza delle Parti
La Conferenza delle Parti costituisce l’organo deliberante del presente Accordo.
Il Depositario convoca, previa consultazione del Segretariato della Convenzione, una sessione della Conferenza delle Parti entro un anno al più tardi dall’entrata in vigore del presente Accordo. In seguito, il Segretariato dell’Accordo convoca, d’intesa con il Segretariato della Convenzione, sessioni ordinarie della Conferenza delle Parti a intervalli di tre anni al massimo, sempre che la Conferenza non decida altrimenti. Nella misura del possibile, tali sessioni dovrebbero tenersi in occasione delle riunioni ordinarie della Conferenza delle Parti alla Convenzione.
Su richiesta scritta di almeno un terzo delle Parti contraenti, il Segretariato convoca una sessione straordinaria della Conferenza delle Parti.
Le Nazioni Unite, le sue Istituzioni specializzate, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ogni Stato che non è Parte al presente Accordo nonché i Segretariati delle Convenzioni internazionali interessate, fra l’altro, alla conservazione degli uccelli acquatici, ivi comprese la loro protezione e la loro gestione, possono essere rappresentati alle sessioni della Conferenza delle Parti da osservatori. Qualsiasi organizzazione o istituzione tecnicamente qualificata negli ambiti summenzionati o nella ricerca sugli uccelli acquatici migratori può ugualmente essere rappresentata alle sessioni della Conferenza delle Parti da osservatori, salvo che almeno un terzo delle Parti contraenti presenti vi si opponga.
Solo le Parti contraenti hanno diritto di voto. Ciascuna Parte dispone di un solo suffragio, ma le organizzazioni d’integrazione economica regionale che sono Parte al presente Accordo esercitano, nei settori di loro competenza, il loro diritto di voto con un numero di suffragi uguale al numero dei loro Stati membri che sono parte al presente Accordo. Un’organizzazione d’integrazione economica regionale non esercita il proprio diritto di voto se i suoi Stati membri esercitano il loro, e viceversa.
Sempre che il presente Accordo non disponga altrimenti, le decisioni della Conferenza delle Parti sono adottate previo consenso o, se quest’ultimo non può essere ottenuto, a maggioranza dei due terzi delle Parti contraenti presenti e votanti.
Alla sua prima sessione, la Conferenza delle Parti:
(a) adotta, per consenso, il proprio regolamento interno;
(b) provvede a incorporare il Segretariato dell’Accordo nel Segretariato della Convenzione al fine di adempiere le funzioni elencate nell’articolo VIII del presente Accordo;
(c) stabilisce il Comitato tecnico previsto nell’articolo VII del presente Accordo;
(d) adotta un modello di presentazione dei rapporti che saranno preparati conformemente all’articolo V paragrafo 1 (c) del presente Accordo;
(e) adotta criteri per determinare le situazioni d’urgenza che richiedono misure di conservazione rapide e per determinare le modalità di ripartizione dei compiti per la messa in atto di dette misure.
A ognuna delle sue sessioni ordinarie, la Conferenza delle Parti:
(a) prende in considerazione le modificazioni reali e potenziali dello stato di conservazione degli uccelli acquatici migratori e degli habitat importanti per la loro sopravvivenza, nonché i fattori suscettibili di danneggiare tali specie e habitat;
(b) passa in rassegna i progressi compiuti e tutte le difficoltà incontrate nell’applicazione del presente Accordo;
(c) allestisce un preventivo ed esamina ogni questione relativa alle disposizioni finanziarie del presente Accordo;
(d) tratta ogni aspetto relativo al Segretariato dell’Accordo e alla composizione del Comitato tecnico;
(e) adotta un rapporto che sarà trasmesso alle Parti all’Accordo, nonché alla Conferenza delle Parti alla Convenzione;
(f) decide in merito alla data e al luogo della prossima sessione.
A ciascuna delle sue sessioni, la Conferenza delle Parti può:
(a) presentare raccomandazioni alle Parti contraenti, qualora lo ritenga necessario e opportuno;
(b) adottare misure specifiche per migliorare l’efficacia dell’Accordo e, se necessario, anche misure d’urgenza ai sensi dell’articolo VII paragrafo 4;
(c) esaminare le proposte di emendamento all’Accordo e statuire su tali proposte;
(d) emendare il Piano d’azione conformemente alle disposizioni dell’articolo IV paragrafo 3 del presente Accordo;
(e) istituire organi sussidiari allorché lo ritiene necessario ai fini della concretizzazione del presente Accordo, segnatamente per stabilire un coordinamento con gli organi costituiti nell’ambito di altri trattati, convenzioni o accordi internazionali quando vi sono sovrapposizioni geografiche o tassonomiche;
(f) decidere in merito a qualsiasi altra questione relativa all’applicazione del presente Accordo.
Art. VII Comitato tecnico
Il Comitato tecnico si compone di:
(a) nove esperti che rappresentano diverse regioni della zona dell’Accordo, secondo una ripartizione geografica equilibrata;
(b) un rappresentante dell’Unione internazionale per la conservazione della natura e delle sue risorse (UICN), dell’Ufficio internazionale per le ricerche sugli uccelli acquatici e palustri (UIRUA) e un rappresentante del Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina (CIC);
(c) un esperto di ciascuno dei settori seguenti: economia rurale, gestione della selvaggina, diritto ambientale.
Le modalità di designazione degli esperti, la durata del loro mandato e le modalità di designazione del presidente del Comitato tecnico sono decise dalla Conferenza delle Parti. Il presidente può ammettere al massimo quattro osservatori di organizzazioni internazionali specializzate, governative e non governative.
Sempre che la Conferenza delle Parti non decida altrimenti, le riunioni del Comitato tecnico sono convocate dal Segretariato dell’Accordo; tali riunioni si tengono in occasione di ogni sessione della Conferenza delle Parti e almeno una volta tra le sessioni ordinarie della Conferenza delle Parti.
Il Comitato tecnico:
(a) fornisce valutazioni scientifiche e tecniche nonché informazioni alla Conferenza delle Parti e alle Parti contraenti, per il tramite del Segretariato dell’Accordo;
(b) elabora raccomandazioni per la Conferenza delle Parti in merito al Piano d’azione, all’applicazione dell’Accordo e a qualsiasi ricerca ulteriore che occorra intraprendere;
(c) prepara per ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Parti un rapporto d’attività che verrà sottoposto al Segretariato dell’Accordo almeno centoventi giorni prima dell’apertura di detta sessione e di cui una copia sarà immediatamente trasmessa alle Parti contraenti dal Segretariato dell’Accordo;
(d) svolge ogni altro compito che gli sarà affidato dalla Conferenza delle Parti.
Quando, secondo l’opinione del Comitato tecnico, si verifica una situazione d’urgenza che richiede l’adozione di misure immediate al fine di evitare un deterioramento dello stato di conservazione di una o più specie di uccelli acquatici migratori, detto Comitato può domandare al Segretariato dell’Accordo di riunire d’urgenza le Parti contraenti interessate. Le Parti coinvolte si riuniscono appena possibile per istituire rapidamente un meccanismo in grado di garantire misure di protezione alle specie individuate come sottoposte a una minaccia particolarmente grave. Quando una raccomandazione è stata adottata nel corso di una riunione d’urgenza, le Parti contraenti interessate si informano a vicenda e informano a loro volta il Segretariato dell’Accordo sulle misure adottate in vista della sua concretizzazione, oppure sulle ragioni che hanno impedito la stessa.
Il Comitato tecnico può istituire, nella misura del necessario, gruppi di lavoro che svolgano incarichi particolari.
Art. VIII Segretariato dell’Accordo
Le funzioni del Segretariato dell’Accordo sono le seguenti:
(a) provvedere all’organizzazione e fornire i servizi necessari allo svolgimento delle sessioni della Conferenza delle Parti nonché delle riunioni del Comitato tecnico;
(b) mettere in atto le decisioni trasmessegli dalla Conferenza delle Parti;
(c) promuovere e coordinare, conformemente alle decisioni della Conferenza delle Parti, le attività intraprese nell’ambito dell’Accordo, compreso il Piano d’azione;
(d) assicurare il collegamento tra gli Stati dell’area di ripartizione che non sono Parti al presente Accordo, agevolare il coordinamento fra le Parti contraenti e con le organizzazioni internazionali e nazionali le cui attività sono direttamente o indirettamente attinenti alla conservazione nonché alla protezione e gestione degli uccelli acquatici migratori;
(e) riunire e valutare le informazioni che permetteranno di meglio raggiungere gli obiettivi e che favoriranno la concretizzazione dell’Accordo, nonché adottare tutte le disposizioni al fine di diffondere tali informazioni in modo adeguato;
(f) richiamare l’attenzione della Conferenza delle Parti su ogni questione attinente agli obiettivi del presente Accordo;
(g) trasmettere a ciascuna Parte contraente, almeno sessanta giorni prima dell’apertura di ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Parti, una copia dei rapporti delle autorità alle quali si fa riferimento nell’articolo V paragrafo 1(a) del presente Accordo, del rapporto del Comitato tecnico nonché dei rapporti che è tenuto a fornire in applicazione del paragrafo (h) del presente articolo;
(h) preparare ogni anno e per ogni sessione ordinaria della Conferenza delle Parti rapporti sui lavori del Segretariato e sulla concretizzazione dell’Accordo;
(i) assicurare la gestione del budget dell’Accordo nonché di quello riservato al suo fondo per la conservazione, nel caso in cui venga istituito;
(j) fornire informazioni destinate al pubblico e relative all’Accordo e ai suoi obiettivi;
(k) esercitare ogni altra funzione che potrebbe essergli attribuita in virtù dell’Accordo oppure dalla Conferenza delle Parti.
Art. IX Relazioni con gli organismi internazionali che si occupano degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat
Il Segretariato dell’Accordo consulta:
(a) periodicamente il Segretariato della Convenzione e, all’occorrenza, gli organi incaricati delle funzioni di segretariato in virtù degli accordi conclusi in applicazione dell’articolo IV paragrafi 3 e 4 della Convenzione e attinenti agli uccelli acquatici migratori, nonché ai sensi della Convenzione sulle zone umide d’importanza internazionale segnatamente come habitat degli uccelli acquatici e palustri, 1971, della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione, 19734, della Convenzione africana sulla conservazione della natura e delle sue risorse naturali, 1968, della Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente in Europa, 19795 e della Convenzione sulla diversità biologica, 1992, affinché la Conferenza delle Parti cooperi con le Parti a dette Convenzioni per quanto riguarda tutte le questioni di interesse comune e segnatamente per quanto attiene all’elaborazione e all’applicazione del Piano d’azione;
(b) i segretariati di altre convenzioni e strumenti internazionali pertinenti, per quanto riguarda questioni di interesse comune;
(c) le altre organizzazioni competenti nell’ambito della conservazione, della protezione e della gestione degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat, nonché nell’ambito della ricerca, dell’educazione e della sensibilizzazione.
Art. X Emendamento dell’Accordo
Il presente Accordo può essere emendato in qualsiasi sessione ordinaria o straordinaria della Conferenza delle Parti.
Ogni Parte contraente può formulare proposte di emendamento.
Il testo di ciascuna proposta di emendamento, corredato delle motivazioni, è comunicato almeno centocinquanta giorni prima dell’apertura della sessione al Segretariato dell’Accordo che, a sua volta, lo trasmette senza indugio alle Parti contraenti. Qualunque osservazione da parte di queste ultime va presentata al Segretariato almeno sessanta giorni prima dell’inizio della sessione. Il più presto possibile dopo la scadenza di questo termine, il Segretariato trasmetterà alle Parti contraenti tutte le osservazioni pervenutegli entro tale data.
Un emendamento al presente Accordo, diversamente da un emendamento ai suoi allegati, è adottato a maggioranza dei due terzi delle Parti contraenti presenti e votanti ed entra in vigore per le Parti che l’hanno accettata il trentesimo giorno dopo la data in cui i due terzi delle Parti all’Accordo hanno depositato il loro strumento di approvazione dell’emendamento presso il Depositario. Per ogni Parte che deposita uno strumento d’approvazione dopo la data in cui i due terzi delle Parti hanno depositato il loro strumento d’approvazione, tale emendamento entra in vigore il trentesimo giorno dopo la data in cui essa ha depositato detto strumento.
Ogni nuovo allegato nonché ogni emendamento all’allegato sono adottati a maggioranza dei due terzi delle Parti contraenti presenti e votanti ed entrano in vigore per tutte le Parti il novantesimo giorno dopo la loro adozione da parte della Conferenza delle Parti, ad eccezione delle Parti contraenti che abbiano espresso riserve ai sensi del paragrafo 6 del presente articolo.
Durante i novanta giorni previsti dal paragrafo 5 del presente articolo, qualunque Parte contraente può formulare riserve in merito a un nuovo allegato o a un emendamento a un allegato mediante notificazione scritta al Depositario. Tale riserva può essere ritirata in ogni momento mediante notificazione scritta al Depositario; il nuovo allegato o l’emendamento entra allora in vigore per detta Parte contraente il trentesimo giorno dopo la data del ritiro della riserva.
Art. XI Ripercussioni dell’Accordo su convenzioni internazionali e altri atti normativi
Le disposizioni del presente Accordo non pregiudicano affatto i diritti e gli obblighi contratti da qualsiasi Parte contraente in forza di trattati, convenzioni o accordi internazionali preesistenti.
Le disposizioni del presente Accordo non pregiudicano il diritto delle Parti contraenti di mantenere o adottare misure più severe per la conservazione degli uccelli acquatici migratori e dei loro habitat.
Art. XII Composizione delle controversie
Qualsiasi controversia fra due o più Parti contraenti in merito all’interpretazione o all’applicazione delle disposizioni del presente Accordo deve essere oggetto di negoziati tra le Parti in causa.
Ove non sia possibile risolvere la controversia nel modo indicato nel paragrafo 1 del presente Articolo, le Parti contraenti possono, di comune accordo, sottoporre la controversia ad arbitrato, in particolare a quello della Corte permanente di arbitrato dell’Aia. La decisione arbitrale sarà vincolante per le Parti in causa.
Art. XIII Firma, ratifica, accettazione, approvazione, adesione
Il presente Accordo può essere firmato da ogni Stato dell’area di ripartizione, sia che le zone sottoposte alla sua giurisdizione facciano o meno parte della zona dell’Accordo, nonché dalle organizzazioni d’integrazione economica regionale di cui uno dei membri almeno sia uno Stato dell’area di ripartizione, mediante:
(a) firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, oppure
(b) firma con riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, seguita da ratifica, accettazione o approvazione.
Il presente Accordo è aperto alla firma all’Aia sino alla data dell’entrata in vigore.
Il presente Accordo è aperto all’adesione di ogni Stato dell’area di ripartizione e delle organizzazioni d’integrazione economica regionale menzionate nel paragrafo 1 di cui sopra a decorrere dalla data dell’entrata in vigore.
Gli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione sono depositati presso il Depositario del presente Accordo.
Art. XIV Entrata in vigore
Il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del terzo mese successivo alla data in cui quattordici Stati dell’area di ripartizione od organizzazioni d’integrazione economica regionale, di cui almeno sette dell’Africa e sette dell’Eurasia, l’avranno firmato senza riserve di ratifica, di accettazione o di approvazione, o avranno depositato il loro strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione, conformemente all’articolo XIII del presente Accordo.
Per ogni Stato dell’area di ripartizione od ogni organizzazione d’integrazione economica regionale che:
(a) firmi il presente Accordo senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, oppure
(b) lo ratifichi, lo accetti o lo approvi, oppure
(c) vi aderisca
dopo la data in cui il numero degli Stati dell’area di ripartizione e delle organizzazioni d’integrazione economica regionale necessario per l’entrata in vigore l’ha firmato senza riserva, oppure, se del caso, l’ha ratificato, accettato o approvato, il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del terzo mese successivo alla data della firma senza riserva o del deposito, da parte di detto Stato o di detta organizzazione, del suo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione.
Art. XV Riserve
Per le disposizioni del presente Accordo non sono ammesse riserve generali. Tuttavia, ogni Stato od organizzazione d’integrazione economica regionale può, all’atto della firma senza riserva di ratifica, di accettazione o di approvazione, oppure, a seconda dei casi, all’atto del deposito del proprio strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, fare una specifica riserva in merito a qualsiasi specie oggetto dell’Accordo o a qualsiasi disposizione particolare del Piano d’azione. Tale riserva può essere ritirata dallo Stato o dall’organizzazione che l’ha presentata mediante notificazione scritta al Depositario. Detto Stato o detta organizzazione sarà vincolato/a alle disposizioni che erano state oggetto della riserva soltanto trenta giorni dopo la data del ritiro di tale riserva.
Art. XVI Denuncia
Ogni Parte contraente può denunciare in qualsiasi momento il presente Accordo mediante notificazione scritta al Depositario. La denuncia avrà effetto dodici mesi dopo la data di ricezione della notificazione da parte del Depositario.
Art. XVII Depositario
L’originale del presente Accordo, redatto in inglese, arabo, francese e russo, ciascun testo facente ugualmente fede, sarà depositato presso il Governo del Regno dei Paesi Bassi, che funge da Depositario. Di ciascuna di queste versioni il Depositario trasmetterà copia certificata conforme a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni d’integrazione economica regionale menzionati all’Articolo XIII paragrafo 1 del presente Accordo, nonché al Segretariato dell’Accordo dopo che sarà stato costituito.
Non appena il presente Accordo entrerà in vigore, il Depositario ne trasmetterà copia certificata conforme al Segretariato delle Nazioni Unite per la registrazione e la pubblicazione, conformemente all’articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite6.
Il Depositario informerà ogni Stato e ogni organizzazione d’integrazione economica regionale firmatari del presente Accordo o che vi hanno aderito, nonché il Segretariato dell’Accordo per quanto concerne:
(a) le firme;
(b) il deposito di strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione;
(c) la data dell’entrata in vigore del presente Accordo, ogni nuovo allegato nonché ogni emendamento all’Accordo o ai suoi allegati;
(d) qualsiasi riserva in merito a un nuovo allegato o a un emendamento a un allegato;
(e) ogni notificazione di ritiro delle riserve;
(f) ogni notificazione di denuncia del presente Accordo.
Il Depositario trasmette a ogni Stato e a ogni organizzazione d’integrazione economica regionale firmatari del presente Accordo o che vi hanno aderito, nonché al Segretariato dell’Accordo il testo di qualsiasi riserva, di qualsiasi nuovo allegato e di qualsiasi emendamento all’Accordo.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Accordo.Fatto all’Aia il quindici agosto millenovecentonovantasei.(Seguono le firme)
Definizione della zona dell’Accordo
I limiti della zona dell’Accordo sono definiti nel modo seguente: dal Polo Nord verso sud lungo il 130° di longitudine ovest sino al 75° di latitudine nord; da lì verso est e sud-est attraverso il canale di Viscount Melville, il Prince Regent Inlet, il golfo di Boothia, il bacino di Foxe, il canale di Foxe, lo stretto di Hudson fino a un punto situato nell’Atlantico del nord-ovest le cui coordinate sono 60° di latitudine nord e 60° di longitudine ovest; da lì verso sud-est attraverso l’Atlantico del nord-ovest fino a un punto le cui coordinate sono 50° di latitudine nord e 30° di longitudine ovest; da lì, lungo il 30° di longitudine ovest sino al 10° di latitudine nord; da lì verso sud-est fino all’intersezione dell’Equatore con il 20° di longitudine ovest; da lì verso sud lungo il 20° di longitudine ovest fino al 40° di latitudine sud; da lì, verso est lungo il 40° di latitudine sud fino al 60° di longitudine est; da lì verso nord lungo il 60° di longitudine est fino al 35° di latitudine nord; da lì verso nord-est seguendo un arco di cerchio massimo fino a un punto situato nell’Altai occidentale, le cui coordinate sono 49° di latitudine nord e 87° 27’ di longitudine est; da lì seguendo un arco di cerchio massimo attraverso la Siberia centrale fino alla costa dell’Oceano Artico a 130° di longitudine est; da lì lungo il 130° di longitudine est fino al Polo Nord. La carta geografica della pagina seguente fornisce una rappresentazione della zona dell’Accordo.
Area coperta dall’Accordo7
Specie di uccelli acquatici migratori alle quali si applica il presente Accordo
Famiglia ANATIDAE (anatre, oche, cigni) | |
Dendrocygna viduata | Dendrocigna facciabianca |
Dendrocygna bicolor | Dendrocigna fulva |
Thalassornis leuconotus | Anatra dorsobianco |
Oxyura maccoa | Gobbo maccoa |
Oxyura leucocephala | Gobbo rugginoso |
Cygnus olor | Cigno reale |
Cygnus cygnus | Cigno selvatico |
Cygnus columbianus | Cigno minore |
Branta bernicla | Oca colombaccio |
Branta leucopsis | Oca facciabianca |
Branta ruficollis | Oca collorosso |
Anser anser | Oca selvatica |
Anser fabalis | Oca granaiola |
Anser brachyrhynchus | Oca zamperosse |
Anser albifrons | Oca lombardella |
Anser erythropus | Oca lombardella minore |
Clangula hyemalis | Moretta codona |
Somateria spectabilis | Re degli edredoni |
Somateria mollissima | Edredone |
Polysticta stelleri | Edredone di Steller |
Melanitta fusca | Orco marino |
Melanitta nigra | Orchetto marino |
Bucephala clangula | Quattrocchi |
Mergellus albellus | Pesciaiola |
Mergus merganser | Smergo maggiore |
Mergus serrator | Smergo minore |
Alopochen aegyptiaca | Oca egiziana |
Tadorna tadorna | Volpoca |
Tadorna ferruginea | Casarca |
Tadorna cana | Casarca sudafricana |
Plectropterus gambensis | Oca dello sperone |
Sarkidiornis melanotos | Anatra dal bernoccolo |
Nettapus auritus | Oca pigmea africana |
Marmaronetta angustirostris | Anatra marmorizzata |
Netta rufina | Fistione turco |
Netta erythrophthalma | Fistione meridionale |
Aythya ferina | Moriglione |
Aythya nyroca | Moretta tabaccata |
Aythya fuligula | Moretta |
Aythya marila | Moretta grigia |
Spatula querquedula | Marzaiola |
Spatula hottentota | Anatra beccomacchiato |
Spatula clypeata | Mestolone |
Mareca strepera | Canapiglia |
Mareca penelope | Fischione |
Anas undulata | Anatra beccogiallo |
Anas platyrhynchos | Germano reale |
Anas capensis | Alzavola del Capo |
Anas erythrorhyncha | Alzavola beccorosso |
Anas acuta | Codone |
Anas crecca | Alzavola |
Famiglia PODICIPEDIDAE (svassi) | |
Tachybaptus ruficollis | Tuffetto |
Podiceps grisegena | Svasso collorosso |
Podiceps cristatus | Svasso maggiore |
Podiceps auritus | Svasso cornuto |
Podiceps nigricollis | Svasso piccolo |
Famiglia PHOENICOPTERIDAE (fenicotteri) | |
Phoenicopterus roseus | Fenicottero |
Phoeniconaias minor | Fenicottero minore |
Famiglia PHAETHONTIDAE (fetonti) | |
Phaethon aethereus | Fetonte |
Phaethon rubricauda | Fetonte codarossa |
Phaethon lepturus | Fetonte codabianca |
Famiglia RALLIDAE (rallidi, folaghe, gallinelle d’acqua e simili) | |
Sarothrura elegans | Codapiuma macchiecamoscio |
Sarothrura boehmi | Schiribilla pettostriato |
Sarothrura ayresi | Schiribilla alibianche |
Rallus aquaticus | Porciglione |
Rallus caerulescens | Porciglione africano |
Crex egregia | Re di quaglie africano |
Crex crex | Re di quaglie |
Porzana porzana | Voltolino |
Zapornia flavirostra | Schiribilla nera africana |
Zapornia parva | Schiribilla |
Zapornia pusilla | Schiribilla grigiata |
Amaurornis marginalis | Schiribilla striata |
Porphyrio alleni | Pollo sultano di Allen |
Gallinula chloropus | Gallinella d’acqua |
Paragallinula angulata | Sciabica minore |
Fulica cristata | Folaga crestata |
Fulica atra | Folaga |
Famiglia GRUIDAE (gru) | |
Balearica regulorum | Gru coronata |
Balearica pavonina | Gru pavonina |
Leucogeranus leucogeranus | Gru siberiana |
Bugeranus carunculatus | Gru caruncolata |
Anthropoides paradiseus | Gru del Paradiso |
Anthropoides virgo | Damigella della Numidia |
Grus grus | Gru |
Famiglia GAVIIDAE (strolaghe) | |
Gavia stellata | Strolaga minore |
Gavia arctica | Strolaga mezzana |
Gavia immer | Strolaga maggiore |
Gavia adamsii | Strolaga beccogiallo |
Famiglia SPHENISCIDAE (pinguini) | |
Spheniscus demersus | Pinguino africano |
Famiglia CICONIIDAE (cicogne e simili) | |
Leptoptilos crumenifer | Marabù |
Mycteria ibis | Tantalo africano |
Anastomus lamelligerus | Anastomo africano |
Ciconia nigra | Cicogna nera |
Ciconia abdimii | Cicogna di Abdim |
Ciconia microscelis | Cicogna collolanoso |
Ciconia ciconia | Cicogna bianca |
Famiglia THRESKIORNITHIDAE (ibis, spatole) | |
Platalea alba | Spatola bianca |
Platalea leucorodia | Spatola |
Threskiornis aethiopicus | Ibis sacro |
Geronticus eremita | Ibis eremita |
Plegadis falcinellus | Mignattaio |
Famiglia ARDEIDAE (aironi, tarabusi e nitticore) | |
Botaurus stellaris | Tarabuso |
Ixobrychus minutus | Tarabusino |
Ixobrychus sturmii | Tarabusino nano |
Nycticorax nycticorax | Nitticora |
Ardeola ralloides | Sgarza ciuffetto |
Ardeola idae | Sgarza del Madagascar |
Ardeola rufiventris | Sgarza panciarossiccia |
Bubulcus ibis | Airone guardabuoi |
Ardea cinerea | Airone cenerino |
Ardea melanocephala | Airone testanera |
Ardea purpurea | Airone rosso |
Ardea alba | Airone bianco |
Ardea brachyrhyncha | Airone bianco intermedio |
Egretta ardesiaca | Garzetta ardesia |
Egretta vinaceigula | Garzetta collobruno |
Egretta garzetta | Garzetta |
Egretta gularis | Garzetta gulare; airone gulare; airone schistaceo |
Famiglia BALAENICIPITIDAE (becco a scarpa) | |
Balaeniceps rex | Becco a scarpa |
Famiglia PELECANIDAE (pellicani) | |
Pelecanus crispus | Pellicano riccio |
Pelecanus rufescens | Pellicano rossiccio |
Pelecanus onocrotalus | Pellicano comune |
Famiglia FREGATIDAE (fregate) | |
Fregata ariel | Fregata ariel |
Fregata minor | Fregata maggiore |
Famiglia SULIDAE (sule) | |
Morus bassanus | Sula |
Morus capensis | Sula del Capo |
Sula dactylatra | Sula mascherata |
Famiglia PHALACROCORACIDAE (cormorani) | |
Microcarbo coronatus | Cormorano coronato |
Microcarbo pygmaeus | Marangone minore |
Gulosus aristotelis | Marangone dal ciuffo |
Phalacrocorax carbo | Cormorano comune |
Phalacrocorax capensis | Cormorano del Capo |
Phalacrocorax nigrogularis | Cormorano di Socotra |
Phalacrocorax neglectus | Cormorano ripario |
Famiglia BURHINIDAE (occhioni) | |
Burhinus senegalensis | Occhione del Senegal |
Famiglia PLUVIANIDAE (guardiano dei coccodrilli) | |
Pluvianus aegyptius | Guardiano dei coccodrilli |
Famiglia HAEMATOPODIDAE (beccacce di mare) | |
Haematopus moquini | Beccaccia di mare africana |
Haematopus ostralegus | Beccaccia di mare |
Famiglia RECURVIROSTRIDAE (avocetta, cavaliere d’Italia) | |
Recurvirostra avosetta | Avocetta |
Himantopus himantopus | Cavaliere d’Italia |
Famiglia CHARADRIIDAE (pivieri, pavoncelle) | |
Pluvialis squatarola | Pivieressa |
Pluvialis apricaria | Piviere dorato |
Pluvialis fulva | Piviere orientale |
Eudromias morinellus | Piviere tortolino |
Charadrius hiaticula | Corriere grosso |
Charadrius dubius | Corriere piccolo |
Charadrius pecuarius | Corriere di Kittlitz |
Charadrius tricollaris | Corriere dai tre collari |
Charadrius forbesi | Corriere di Forbes |
Charadrius marginatus | Corriere frontebianca |
Charadrius alexandrinus | Fratino |
Charadrius pallidus | Corriere bandacastana |
Charadrius atrifrons | Corriere tibetano |
Charadrius leschenaultii | Corriere di Leschenault |
Charadrius asiaticus | Corriere asiatico |
Vanellus vanellus | Pavoncella |
Vanellus spinosus | Pavoncella armata |
Vanellus albiceps | Pavoncella testabianca |
Vanellus lugubris | Pavoncella dai bargigli |
Vanellus melanopterus | Pavoncella alinere |
Vanellus coronatus | Pavoncella coronata |
Vanellus senegallus | Pavoncella del Senegal |
Vanellus superciliosus | Pavoncella pettobruno |
Vanellus gregarius | Pavoncella gregaria |
Vanellus leucurus | Pavoncella codabianca |
Famiglia SCOLOPACIDAE (beccacce, beccaccini, falaropi e simili) | |
Numenius phaeopus | Chiurlo piccolo |
Numenius tenuirostris | Chiurlottello |
Numenius arquata | Chiurlo maggiore |
Limosa lapponica | Pittima minore |
Limosa limosa | Pittima reale |
Arenaria interpres | Voltapietre |
Calidris tenuirostris | Piovanello beccosottile |
Calidris canutus | Piovanello maggiore |
Calidris pugnax | Combattente |
Calidris falcinellus | Gambecchio frullino |
Calidris ferruginea | Piovanello |
Calidris temminckii | Gambecchio nano |
Calidris alba | Piovanello tridattilo |
Calidris alpina | Piovanello pancianera |
Calidris maritima | Piovanello violetto |
Calidris minuta | Gambecchio comune |
Scolopax rusticola | Beccaccia |
Gallinago stenura | Beccaccino strenuo |
Gallinago media | Croccolone |
Gallinago gallinago | Beccaccino |
Lymnocryptes minimus | Frullino |
Phalaropus lobatus | Falaropo beccosottile |
Phalaropus fulicarius | Falaropo beccolargo |
Xenus cinereus | Piro-piro del Terek |
Actitis hypoleucos | Piro-piro piccolo |
Tringa ochropus | Piro-piro culbianco |
Tringa erythropus | Totano moro |
Tringa nebularia | Pantana |
Tringa totanus | Pettegola |
Tringa glareola | Piro-piro boschereccio |
Tringa stagnatilis | Albastrello |
Famiglia DROMADIDAE (droma) | |
Dromas ardeola | Droma |
Famiglia GLAREOLIDAE (pernici di mare, corrioni) | |
Glareola pratincola | Pernice di mare |
Glareola nordmanni | Pernice di mare orientale |
Glareola ocularis | Pernice di mare del Madagascar |
Glareola nuchalis | Pernice di mare dal collare |
Glareola cinerea | Pernice di mare grigia |
Famiglia LARIDAE (gabbiani, sterne, becchi a cesoie) | |
Anous stolidus | Sterna stolida bruna |
Anous tenuirostris | Sterna stolida minore |
Rynchops flavirostris | Becco a forbice africano |
Hydrocoloeus minutus | Gabbianello |
Xema sabini | Gabbiano di sabine |
Rissa tridactyla | Gabbiano tridattilo |
Larus genei | Gabbiano roseo |
Larus ridibundus | Gabbiano comune |
Larus hartlaubii | Gabbiano di Hartlaub |
Larus cirrocephalus | Gabbiano testagrigia |
Larus ichthyaetus | Gabbiano di Pallas |
Larus melanocephalus | Gabbiano corallino |
Larus hemprichii | Gabbiano di Hemprich |
Larus leucopthalmus | Gabbiano occhibianchi |
Larus audouinii | Gabbiano corso |
Larus canus | Gavina |
Larus dominicanus | Zafferano meridionale |
Larus fuscus | Zafferano |
Larus argentatus | Gabbiano reale nordico |
Larus armenicus | Gabbiano reale d’Armenia |
Larus michahellis | Gabbiano reale |
Larus cachinnans | Gabbiano pontico |
Larus glaucoides | Gabbiano d’Islanda |
Larus hyperboreus | Gabbiano glauco |
Larus marinus | Mugnaiaccio |
Onychoprion fuscatus | Sterna scura |
Onychoprion anaethetus | Sterna dalle redini |
Sternula albifrons | Fraticello |
Sternula saundersi | Fraticello di Saunders |
Sternula balaenarum | Sterna del Damara |
Gelochelidon nilotica | Sterna zampenere |
Hydroprogne caspia | Sterna maggiore |
Chlidonias hybrida | Mignattino piombato |
Chlidonias leucopterus | Mignattino alibianche |
Chlidonias niger | Mignattino comune |
Sterna dougallii | Sterna di Dougall |
Sterna hirundo | Sterna comune |
Sterna repressa | Sterna guancebianche |
Sterna paradisaea | Sterna codalunga |
Sterna vittata | Sterna antartica |
Thalasseus bengalensis | Sterna di Rüppell |
Thalasseus sandvicensis | Beccapesci |
Thalasseus maximus | Sterna reale |
Thalasseus bergii | Sterna di Bergius |
Famiglia STERCORARIIDAE (stercorari) | |
Stercorarius longicaudus | Labbo codalunga |
Catharacta skua | Stercorario maggiore |
Famiglia ALCIDAE (pulcinelle di mare, urie, gazze di mare e simili) | |
Fratercula arctica | Pulcinella di mare |
Cepphus grylle | Uria nera |
Alca torda | Gazza marina |
Alle alle | Gazza marina minore |
Uria lomvia | Uria di Bruennich |
Uria aalge | Uria |
Piano d’azione
1 Campo d’applicazione
1.1 Il Piano d’azione si applica alle popolazioni di uccelli acquatici migratori che figurano nella tabella 1 del presente allegato (di seguito denominata «tabella 1»).
1.2 La tabella 1 è parte integrante del presente allegato. Ogni riferimento al Piano d’azione costituisce parimenti un riferimento alla tabella 1.
2 Conservazione delle specie
2.1 Misure giuridiche
2.1.1 Le Parti contraenti che annoverano popolazioni figuranti nella colonna A della tabella 1 del presente Piano d’azione assicurano la protezione di tali popolazioni in virtù dell’articolo III paragrafo 2 (a) dell’Accordo. In particolare, e fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 qui di seguito, dette Parti:
vietano il prelievo di uccelli e uova di tali popolazioni che si trovano sul loro territorio;
vietano le perturbazioni intenzionali, nella misura in cui tali perturbazioni sono rilevanti per la conservazione della popolazione interessata; e
vietano la detenzione, l’utilizzazione e il commercio degli uccelli di tali popolazioni e delle loro uova quando sono stati prelevati in contravvenzione ai divieti stabiliti in applicazione del succitato capoverso a) nonché la detenzione, l’utilizzazione e il commercio di qualsiasi parte o prodotto facilmente identificabile di tali uccelli e delle loro uova.
In deroga, per le popolazioni figuranti nelle categorie 2 e 3 della colonna A e contrassegnate con un asterisco, e per le popolazioni figuranti nella categoria 4 della colonna A, la caccia può continuare conformemente al principio dell’utilizzazione sostenibile8. Quest’ultima deve essere praticata nell’ambito di un piano d’azione internazionale stabilito per specie, mediante il quale le Parti contraenti tenteranno di realizzare i principi di gestione adattativa dei prelievi9. Una simile utilizzazione deve perlomeno sottostare alle stesse misure giuridiche che si applicano al prelievo di uccelli da popolazioni figuranti nella colonna B della tabella 1, conformemente a quanto previsto nel paragrafo 2.1.2 seguente.
2.1.2 Le Parti contraenti che annoverano popolazioni figuranti nella tabella 1 regolamentano il prelievo di uccelli e uova di tutte le popolazioni figuranti nella colonna B della tabella 1. Tale regolamentazione ha lo scopo di mantenere o di contribuire al ripristino di dette popolazioni in uno stato di conservazione favorevole e di garantire che, sulla base delle migliori conoscenze disponibili in materia di dinamica delle popolazioni, qualsiasi prelievo o altra utilizzazione di tali uccelli o di tali uova sia sostenibile. In particolare, e fatte salve le disposizioni del paragrafo 2.1.3 qui di seguito, la regolamentazione:
a) vieta il prelievo di uccelli appartenenti alle popolazioni interessate durante le differenti fasi della riproduzione e dell’allevamento dei piccoli e durante il loro ritorno verso i luoghi di riproduzione nella misura in cui tale prelievo ha un effetto sfavorevole sullo stato di conservazione della popolazione interessata;
b) regolamenta i metodi di prelievo e vieta in particolare l’utilizzazione di tutti i metodi di prelievo sistematico nonché l’utilizzazione di tutti i mezzi che possono causare distruzioni di massa, la scomparsa a livello locale o perturbazioni significative delle popolazioni di una specie, tra cui:
– collari,
– panie,
– ami,
– uccelli vivi accecati o mutilati impiegati come richiamo,
– registratori e altri apparecchi elettronici,
– apparecchi per elettrocuzione,
– fonti di luce artificiale,
– specchi e altri dispositivi abbaglianti,
– dispositivi di illuminazione del bersaglio,
– dispositivi di mira dotati di un convertitore d’immagine o un amplificatore elettronico d’immagine per il tiro notturno,
– esplosivi,
– reti,
– trappole,
– veleno,
– esche avvelenate o anestetizzanti,
– armi semiautomatiche o automatiche il cui caricatore può contenere più di due cartucce,
– la caccia da aerei, veicoli a motore o imbarcazioni che viaggiano a una velocità superiore a 5 km/h (18 km/h in mare aperto),
le Parti contraenti possono concedere deroghe ai divieti di cui al paragrafo 2.1.2 (b) per consentire l’utilizzazione per scopi di sussistenza, a condizione che tale utilizzazione sia sostenibile;
c) stabilisce limiti di prelievo laddove opportuno e istituisce controlli adeguati a garantire il rispetto di tali limiti; e
d) vieta la detenzione, l’utilizzazione e il commercio degli uccelli delle popolazioni interessate e delle loro uova quando sono stati prelevati in violazione dei divieti definiti dalle disposizioni del presente paragrafo nonché la detenzione, l’utilizzazione e il commercio di qualsiasi parte o prodotto facilmente identificabile di tali uccelli e delle loro uova.
2.1.3 Qualora non vi sia un’altra soluzione soddisfacente, le Parti contraenti possono accordare deroghe ai divieti di cui ai paragrafi 2.1.1 e 2.1.2 senza pregiudizio delle disposizioni dell’articolo III paragrafo 5 della Convenzione per i motivi seguenti:
prevenire danni significativi a colture, acque e peschiere;
nell’interesse della sicurezza aerea, della salute e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi d’interesse pubblico, compresi quelli di natura sociale o economica, oppure che hanno un impatto positivo fondamentale sull’ambiente;
la ricerca e l’insegnamento nonché il ripristino e l’allevamento necessario a tali fini;
permettere, sotto condizioni strettamente controllate, in modo selettivo e in misura limitata, il prelievo e la detenzione o qualsiasi altra utilizzazione ragionevole di alcuni uccelli in piccole quantità; e
migliorare la propagazione o la sopravvivenza delle popolazioni interessate.
Tali deroghe devono essere precise per quanto riguarda il contenuto, limitate nello spazio e nel tempo e non avere effetti negativi per le popolazioni figuranti nella tabella 1. Le Parti contraenti informano al più presto il Segretariato dell’Accordo di qualsiasi deroga accordata in virtù della presente disposizione.
2.2 Piano d’azione stabilito per specie
2.2.1 Le Parti contraenti cooperano per elaborare e attuare i piani d’azione internazionali stabiliti per specie, destinati alle popolazioni che figurano nella categoria 0 della colonna A della tabella 1, estinte o probabilmente estinte allo stato selvatico nonché, in via prioritaria, alle popolazioni nella categoria 1 della colonna A della tabella 1 e a quelle contrassegnate con un asterisco nella colonna A della tabella 1. Il Segretariato dell’Accordo coordina l’elaborazione, l’armonizzazione e l’attuazione di detti piani.
2.2.2 Le Parti contraenti preparano e attuano piani d’azione nazionali stabiliti per specie al fine di migliorare lo stato di conservazione generale delle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1. Tali piani comprendono disposizioni speciali che interessano le popolazioni contrassegnate con un asterisco. Laddove opportuno, si dovrebbe considerare il problema dell’uccisione accidentale di uccelli da parte di cacciatori in seguito a un’identificazione errata.
2.3 Misure d’urgenza
Le Parti contraenti, in collaborazione reciproca e laddove possibile e pertinente, elaborano e applicano misure d’urgenza per le popolazioni che figurano nella tabella 1 qualora condizioni eccezionalmente sfavorevoli o pericolose si manifestino in qualunque parte della zona dell’Accordo.
2.4 Reintroduzioni
Le Parti contraenti danno prova della massima vigilanza quando popolazioni che figurano nella tabella 1 vengono reintrodotte nelle zone della loro area di ripartizione tradizionale da cui sono scomparse. Le Parti contraenti si impegnano a elaborare e seguire un piano di reintroduzione dettagliato basato su studi scientifici adeguati. I piani di reintroduzione dovrebbero essere parte integrante dei piani d’azione nazionali e, se del caso, dei piani d’azione internazionali stabiliti per specie. Un piano di reintroduzione dovrebbe prevedere uno studio dell’impatto sull’ambiente ed essere ampiamente divulgato. Le Parti contraenti informano in anticipo il Segretariato dell’Accordo su qualsiasi programma di reintroduzione per popolazioni che figurano nella tabella 1. Le popolazioni nella categoria 0 della colonna A della tabella 1, estinte o probabilmente estinte allo stato selvatico, devono essere tenute in considerazione per la reintroduzione.
2.5 Introduzioni
2.5.1 Le Parti contraenti vietano l’introduzione nell’ambiente di specie animali e vegetali non indigene che possono nuocere alle popolazioni di uccelli acquatici migratori figuranti nella tabella 1.
2.5.2 Le Parti contraenti si assicurano che vengano prese precauzioni adeguate al fine di evitare che animali in cattività, appartenenti a specie non indigene che possono nuocere alle popolazioni figuranti nella tabella 1, fuggano accidentalmente.
2.5.3 Laddove possibile e opportuno, le Parti contraenti adottano misure, comprese misure di prelievo, affinché, quando specie non indigene o i loro ibridi sono stati avvistati nel loro territorio, tali specie o i loro ibridi non costituiscano una potenziale minaccia per le popolazioni figuranti nella tabella 1.
3 Conservazione degli habitat
3.1 Inventario degli habitat
3.1.1 Le Parti contraenti, se opportuno in collaborazione con organizzazioni internazionali competenti, elaborano e pubblicano inventari nazionali degli habitat esistenti sul loro territorio e importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1.
3.1.2 Le Parti contraenti si impegnano, in via prioritaria, a identificare tutti i siti d’importanza internazionale o nazionale per le popolazioni che figurano nella tabella 1.
3.2 Conservazione degli spazi
3.2.1 Le Parti contraenti si impegnano a proseguire la costituzione di aree protette al fine di conservare habitat importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1 e a elaborare e applicare piani di gestione per tali aree.
3.2.2 Le Parti contraenti si impegnano ad assicurare una protezione speciale alle zone umide10 che rispondono ai criteri d’importanza internazionale accettati a livello internazionale.
3.2.3 Le Parti contraenti si impegnano a utilizzare in modo razionale e sostenibile tutte le zone umide del loro territorio. Si impegnano in particolare a evitare il degrado e la perdita di habitat ospitanti popolazioni che figurano nella tabella 1 mediante l’adozione di regolamentazioni, norme e misure di controllo adeguate. Si impegnano segnatamente a:
fare in modo che siano adottate misure regolamentari adeguate, conformi alle norme accettate a livello internazionale, che vertono sull’utilizzazione di prodotti chimici a uso agricolo, su procedure di lotta contro i parassiti e sullo scarico delle acque reflue, e volte a ridurre al minimo gli impatti sfavorevoli di tali pratiche sulle popolazioni che figurano nella tabella 1;
preparare e divulgare la documentazione nelle lingue indicate, che descriva le regolamentazioni, le norme e le relative misure di controllo in vigore nonché i loro vantaggi per la popolazione e la vita selvatica.
3.2.4 Le Parti contraenti si impegnano a elaborare strategie fondate sugli ecosistemi per la conservazione degli habitat di tutte le popolazioni che figurano nella tabella 1, compresi gli habitat delle popolazioni disperse.
3.3 Riabilitazione e ripristino
Laddove possibile e opportuno, le Parti contraenti si impegnano a riabilitare e ripristinare le zone che precedentemente erano importanti per le popolazioni che figurano nella tabella 1, ossia le zone che hanno subito degradi a seguito dell’impatto di fattori quali i cambiamenti climatici e idrologici, l’agricoltura, la propagazione di specie acquatiche esotiche invasive, la successione naturale, incendi incontrollati, l’utilizzazione non sostenibile, l’eutrofizzazione e l’inquinamento.
4 Gestione delle attività umane
4.1 Caccia
4.1.1 Le Parti contraenti cooperano affinché la loro legislazione sulla caccia attui il principio dell’utilizzazione sostenibile come previsto dal presente Piano d’azione, tenendo conto della totalità dell’area di ripartizione geografica delle popolazioni di uccelli acquatici interessate e delle caratteristiche del loro ciclo biologico.
4.1.2 Il Segretariato dell’Accordo è informato dalle Parti contraenti in merito alla loro legislazione sulla caccia delle popolazioni che figurano nella tabella 1.
4.1.3 Le Parti contraenti cooperano al fine di sviluppare un sistema affidabile e armonizzato di raccolta di dati sui prelievi per valutare il prelievo annuo effettuato sulle popolazioni che figurano nella tabella 1. Le Parti contraenti forniscono al Segretariato dell’Accordo stime sulla totalità dei prelievi annui per ciascuna popolazione, quando tali informazioni sono disponibili.
4.1.4 Le Parti contraenti si impegnano a eliminare quanto prima l’utilizzazione dei pallini di piombo per la caccia nelle zone umide, conformemente a calendari che si saranno autoimposte e che avranno provveduto a pubblicare.
4.1.5 11…
4.1.6 Le Parti contraenti elaborano e applicano misure per ridurre e, laddove possibile, eliminare i prelievi illegali.
4.1.7 Se del caso, le Parti contraenti incoraggiano i cacciatori, a livello locale, nazionale e internazionale, a costituire le loro proprie associazioni od organizzazioni al fine di coordinare le loro attività e attuare il principio dell’utilizzazione sostenibile.
4.1.8 Se del caso, le Parti contraenti incoraggiano l’istituzione di requisiti di idoneità per i cacciatori, compresa, fra l’altro, la capacità di identificare gli uccelli.
4.2 Turismo ecologico
4.2.1 Salvo che si tratti di zone centrali di aree protette, le Parti contraenti incoraggiano, laddove opportuno, l’elaborazione di programmi di cooperazione fra tutti gli interessati per sviluppare un turismo ecologico adatto e adeguato nelle zone umide, dove si concentrano alcune delle popolazioni che figurano nella tabella 1.
4.2.2 Le Parti contraenti, in collaborazione con le organizzazioni internazionali competenti, si impegnano a valutare i costi, i vantaggi e le altre conseguenze che possono derivare dal turismo ecologico in zone umide scelte a tale scopo, con concentrazioni di popolazioni che figurano nella tabella 1. Le Parti contraenti comunicano il risultato di ogni valutazione effettuata al Segretariato dell’Accordo.
4.3 Altre attività umane
4.3.1 Le Parti contraenti valutano l’impatto dei progetti che possono generare conflitti tra gli interessi umani e le popolazioni figuranti nella tabella 1, che si trovano nelle zone menzionate al paragrafo 3.2 di cui sopra, e fanno sì che i risultati di tali valutazioni siano messi a disposizione del pubblico.
4.3.2 Le Parti contraenti si impegnano a raccogliere informazioni sui vari danni causati, segnatamente alle colture e alle peschiere, da alcune delle popolazioni che figurano nella tabella 1 e trasmettono al Segretariato dell’Accordo un rapporto sui risultati ottenuti.
4.3.3 Le Parti contraenti, ricorrendo all’esperienza acquisita in altre parti del mondo, cooperano al fine di identificare le tecniche appropriate per ridurre a un livello minimo o attenuare gli effetti dei danni causati, segnatamente alle colture e alle peschiere, dalle popolazioni che figurano nella tabella 1.
4.3.4 Le Parti contraenti cooperano al fine di elaborare piani di gestione stabiliti per specie destinati alle popolazioni che causano danni significativi, in particolare alle colture e alle peschiere. Il Segretariato dell’Accordo coordina l’elaborazione e l’armonizzazione di detti piani.
4.3.5 Le Parti contraenti, nella misura del possibile, incoraggiano l’applicazione di norme ambientali rigorose nella pianificazione e costruzione di infrastrutture al fine di ridurre a un livello minimo il loro impatto sulle popolazioni che figurano nella tabella 1. Dovrebbero prevedere le misure da adottare per ridurre a un livello minimo l’impatto delle infrastrutture già esistenti quando l’impatto negativo di queste ultime sulle popolazioni interessate risulta evidente.
4.3.6 Nel caso in cui le perturbazioni prodotte dalle attività umane minacciassero lo stato di conservazione delle popolazioni di uccelli acquatici che figurano nella tabella 1, le Parti contraenti si impegnano ad adottare misure per ridurne la minaccia. Occorre accordare particolare attenzione al problema delle perturbazioni prodotte dalle attività umane nei luoghi di riproduzione degli uccelli acquatici che nidificano in colonie, segnatamente nei luoghi situati in aree molto frequentate per le attività ricreative all’aria aperta. Le misure appropriate potrebbero comprendere, fra le altre cose, la costituzione, all’interno delle zone protette, di aree libere da qualsiasi perturbazione e il cui accesso sarebbe vietato al pubblico.
4.3.7 Le Parti contraenti sono esortate ad adottare misure appropriate a livello nazionale o nell’ambito delle organizzazioni regionali per la gestione della pesca e delle organizzazioni internazionali interessate al fine di ridurre al minimo l’impatto della pesca12 sugli uccelli acquatici migratori nonché a collaborare, laddove possibile, all’interno di questi forum per diminuire la mortalità nelle aree interne ed esterne alla giurisdizione nazionale. Misure specifiche vanno adottate per regolamentare l’uccisione e la cattura accidentali di uccelli acquatici migratori causate dalle attrezzature utilizzate per la pesca con reti da posta, la pesca al palangaro e la pesca a strascico.
4.3.8 Le Parti contraenti sono inoltre esortate ad adottare misure appropriate a livello nazionale o nell’ambito delle organizzazioni regionali per la gestione della pesca e delle organizzazioni internazionali interessate al fine di ridurre al minimo l’impatto della pesca sugli uccelli acquatici migratori, in particolare l’impatto prodotto da pratiche di pesca non sostenibili che generano un impoverimento delle risorse alimentari destinate agli uccelli acquatici migratori.
4.3.9 Le Parti contraenti attuano e rafforzano delle misure volte a regolamentare l’inquinamento, conformi alle norme accettate a livello internazionale e agli accordi giuridici, in particolare per quanto riguarda le maree nere, lo scarico e il riversamento di rifiuti solidi, allo scopo di ridurre al minimo l’impatto sulle popolazioni che figurano nella tabella 1.
4.3.10 Le Parti contraenti attuano misure appropriate, idealmente per eliminare o in alternativa mitigare la minaccia rappresentata dalle specie non indigene di predatori terrestri per gli uccelli acquatici migratori che si riproducono su isole e isolotti. Le misure dovrebbero essere conformi ai piani d’emergenza per la prevenzione delle invasioni, alle azioni d’emergenza per l’eliminazione dei predatori introdotti nonché ai programmi di ripristino per le isole dove le popolazioni di predatori sono già insediate.
4.3.11 Le Parti contraenti sono esortate ad attuare misure appropriate per contrastare le minacce dell’acquacoltura per gli uccelli acquatici migratori. Tali misure dovrebbero includere studi dell’impatto ambientale relativi agli sviluppi edilizi che costituiscono una minaccia per gli uccelli acquatici, specialmente nel caso di nuove installazioni o di ampliamenti di installazioni già esistenti, e che possono provocare inquinamento (dovuto p. es. all’utilizzo dei residui dei trattamenti farmaceutici nell’acquacoltura o all’eutrofizzazione), perdita di habitat, rischio per gli uccelli di rimanere impigliati e introduzione di specie non indigene e potenzialmente invasive.
4.3.12 Le Parti contraenti, il Segretariato dell’Accordo e il Comitato tecnico lavorano congiuntamente, se del caso, per fornire un numero maggiore di elementi allo scopo di comprovare la natura e l’entità dell’impatto dei piombi da pesca sugli uccelli acquatici e per tenere conto di questi elementi, considerando che il piombo, in linea generale, rappresenta una minaccia per l’ambiente con effetti nefasti sugli uccelli acquatici. Le Parti contraenti cercano, se del caso, delle alternative ai piombi da pesca, tenendo conto del loro impatto sugli uccelli acquatici e sulla qualità delle acque.
5 Ricerca e monitoraggio continuo
5.1 Le Parti contraenti si impegnano a effettuare rilevamenti in loco in zone poco conosciute nelle quali potrebbero trovarsi concentrazioni importanti di popolazioni che figurano nella tabella 1. I risultati di tali rilevamenti vengono ampiamente divulgati.
5.2 Le Parti contraenti si impegnano a effettuare regolarmente controlli delle popolazioni che figurano nella tabella 1. I risultati di tali controlli sono pubblicati o trasmessi alle organizzazioni internazionali appropriate al fine di permettere l’esame dello stato e delle tendenze delle popolazioni.
5.3 Le Parti contraenti collaborano al fine di migliorare la valutazione delle tendenze delle popolazioni di uccelli quale criterio indicativo dello stato di dette popolazioni.
5.4 Le Parti contraenti collaborano al fine di determinare le rotte migratorie di tutte le popolazioni che figurano nella tabella 1, sia ricorrendo alle conoscenze disponibili sulle ripartizioni di tali popolazioni nei periodi di riproduzione, come pure al di fuori di essi, e sui risultati dei censimenti, sia partecipando a programmi coordinati di marcatura con anello.
5.5 Le Parti contraenti si impegnano a intraprendere e sostenere progetti congiunti di ricerca sull’ecologia e sulla dinamica delle popolazioni che figurano nella tabella 1 nonché sui loro habitat, al fine di determinare i loro bisogni specifici e le tecniche più adatte alla loro conservazione e gestione.
5.6 Le Parti contraenti si impegnano a effettuare studi sugli effetti della scomparsa e del degrado delle zone umide, nonché delle alterazioni della capacità delle zone umide di ospitare le popolazioni che figurano nella tabella 1, e sulle abitudini (modelli) di migrazione di tali popolazioni.
5.7 Le Parti contraenti si impegnano a effettuare studi relativi all’impatto della caccia e del commercio sulle popolazioni che figurano nella tabella 1 e all’importanza di tali forme di utilizzazione per l’economia locale e nazionale.
5.8 Le Parti contraenti si impegnano a cooperare con le organizzazioni internazionali competenti e ad accordare il loro sostegno a progetti di ricerca e di monitoraggio continuo.
6 Educazione e informazione
6.1 Le Parti contraenti, se necessario, elaborano programmi di formazione affinché il personale incaricato dell’applicazione del Piano d’azione abbia conoscenze sufficienti per applicarlo efficacemente.
6.2 Le Parti contraenti collaborano reciprocamente e con il Segretariato dell’Accordo al fine di elaborare programmi di formazione e di condividere la documentazione disponibile.
6.3 Le Parti contraenti si impegnano a elaborare programmi, documenti e meccanismi d’informazione per meglio sensibilizzare il pubblico in generale sugli obiettivi, le disposizioni e il contenuto del Piano d’azione. A tale proposito, un’attenzione particolare dev’essere accordata alle persone che vivono all’interno e attorno alle zone umide importanti, agli utenti di tali zone (cacciatori, pescatori, turisti ecc.), alle autorità locali e alle altre istanze decisionali.
6.4 Le Parti contraenti si impegnano a lanciare campagne mirate di sensibilizzazione del pubblico per la conservazione delle popolazioni che figurano nella tabella 1.
7 Misure di applicazione
7.1 Quando applicano tale Piano d’azione, le Parti contraenti danno la priorità, se opportuno, alle popolazioni che figurano nella colonna A della tabella 1.
7.2 Quando più popolazioni della stessa specie che figurano nella tabella 1 si trovano sul territorio di una Parte contraente, tale Parte applica le misure di conservazione appropriate alla popolazione o alle popolazioni con lo stato di conservazione meno favorevole.
7.3 Il Segretariato dell’Accordo, in coordinamento con il Comitato tecnico e mediante l’assistenza di esperti degli Stati dell’area di ripartizione, coordina l’elaborazione di direttive per la conservazione, conformemente all’articolo IV paragrafo 4 dell’Accordo, al fine di sostenere le Parti contraenti nell’applicazione del Piano d’azione. Il Segretariato dell’Accordo fa in modo, laddove possibile, di assicurare la coerenza di tali direttive con quelle approvate in virtù di altri strumenti internazionali. Le direttive per la conservazione mirano a introdurre il principio dell’utilizzazione sostenibile. Concernono, fra le altre cose:
i piani d’azione stabiliti per specie;
le misure d’urgenza;
la preparazione degli inventari dei siti e dei metodi di gestione degli habitat;
le pratiche venatorie;
il commercio degli uccelli acquatici;
il turismo;
le misure di riduzione dei danni ai raccolti;
un protocollo di monitoraggio degli uccelli acquatici.
7.4 In coordinamento con il Comitato tecnico e le Parti contraenti, il Segretariato dell’Accordo prepara gli studi internazionali necessari all’applicazione del presente Piano d’azione, segnatamente le valutazioni relative agli aspetti seguenti che, a seconda dei casi, possono presentarsi come documenti indipendenti o integrati ad altri:
lo stato delle popolazioni e le loro tendenze;
le lacune in materia di informazioni provenienti da rilevamenti in loco;
le reti di siti utilizzati da ciascuna popolazione, compreso l’esame dello stato di protezione di ogni sito, nonché le misure di gestione adottate in ciascun caso;
le legislazioni relative alle specie che figurano nell’allegato 2 del presente Accordo, applicabili alla caccia e al commercio in ogni Paese;
lo stadio di preparazione e attuazione dei piani d’azione stabiliti per specie;
i progetti di reintroduzione;
lo stato delle specie di uccelli acquatici non indigene introdotte e dei loro ibridi.
7.5 Il Segretariato dell’Accordo fa tutto il possibile affinché gli studi di cui al paragrafo 7.4 siano effettuati secondo i seguenti intervalli:
ogni sessione della Conferenza delle Parti;
ogni due sessioni della Conferenza delle Parti;
ogni due sessioni della Conferenza delle Parti;
ogni tre sessioni della Conferenza delle Parti;
ogni due sessioni della Conferenza delle Parti;
ogni tre sessioni della Conferenza delle Parti;
ogni due sessioni della Conferenza delle Parti.
Gli intervalli specificati nel presente paragrafo rimangono applicabili anche quando più soggetti di valutazione sono integrati in un unico rapporto.
7.6 Il Comitato tecnico valuta le direttive e gli studi preparati ai sensi dei paragrafi 7.3 e 7.4 ed elabora progetti di raccomandazioni e di risoluzioni relativi alla loro elaborazione, al loro contenuto e alla loro applicazione, che saranno presentati alle sessioni della Conferenza delle Parti.
7.7 Il Segretariato dell’Accordo procede regolarmente all’esame dei meccanismi suscettibili di fornire risorse supplementari (crediti e assistenza tecnica) per l’attuazione del Piano d’azione e sottopone il relativo rapporto alla Conferenza delle Parti durante ogni sessione ordinaria.
Stato delle popolazioni di uccelli acquatici migratori
Spiegazioni relative alla classificazione
La seguente classificazione costituisce la base per l’attuazione del Piano d’azione.
Colonna A
Categoria 0: | specie o popolazioni estinte/possibilmente estinte o estinte/possibilmente estinte allo stato selvatico dopo la loro registrazione nella tabella 1. |
Categoria 1: |
|
Categoria 2: | popolazioni che contano tra 10 000 e 25 000 individui circa. |
Categoria 3: | popolazioni che contano tra 25 000 e 100 000 individui circa e che sono considerate minacciate a causa:
|
Categoria 4: | le specie che rientrano nella categoria «quasi minacciate» della Lista rossa delle specie minacciate dell’UICN, come riportato da BirdLife International nel suo ultimo compendio, ma che non soddisfano i criteri per far parte delle categorie 1, 2 o 3 precedentemente descritte e per le quali è opportuna un’azione internazionale. |
Per le specie che figurano nelle summenzionate categorie 2, 3 e 4, cfr. il paragrafo 2.1.1 del Piano d’azione di cui all’allegato 3 dell’Accordo.
Colonna B
Categoria 1: | popolazioni che contano tra 25 000 e 100 000 individui circa e che non soddisfano i criteri della colonna A summenzionata. |
Categoria 2: | popolazioni che contano più di 100 000 individui circa, che non soddisfano i criteri della colonna A summenzionata e che sono considerate come bisognose di un’attenzione particolare a causa:
|
Colonna C
Categoria 1: | popolazioni che contano più di 100 000 individui circa, aventi interesse a beneficiare in larga misura di una cooperazione internazionale e che non soddisfano i criteri delle colonne A o B summenzionate. |
Revisione della tabella 1
La presente tabella sarà:
(a) riveduta regolarmente dal Comitato tecnico conformemente all’articolo VII paragrafo 3 (b) del presente Accordo; e
(b) emendata, se necessario, dalla Conferenza delle Parti conformemente all’articolo VI paragrafo 9 (d) del presente Accordo, alla luce delle conclusioni degli esami effettuati.
Definizione dei termini geografici utilizzati nelle descrizioni delle aree di ripartizione
Occorre ricordare che le aree di ripartizione degli uccelli acquatici conoscono frontiere biologiche ma non politiche e che la corrispondenza perfetta fra entità biologiche e politiche è estremamente rara. Le descrizioni delle aree di ripartizione utilizzate non hanno alcun significato politico e sono fornite esclusivamente a titolo di indicazione generale. Per rilevamenti sintetici e cartografati delle aree di ripartizione degli uccelli acquatici si rimanda allo strumento della Rete dei siti critici
http://criticalsites.wetlands.org/fr .
Africa N | Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia. |
Africa O | Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Ciad, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Togo. |
Africa E | Burundi, Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenya, Repubblica Unita di Tanzania, Ruanda, Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Uganda. |
Africa NO | Algeria, Marocco, Tunisia. |
Africa NE | Egitto, Eritrea, Etiopia, Gibuti, Somalia, Sudan, Sudan del Sud. |
Africa S | Angola, Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Zambia, Zimbabwe. |
Africa SO | Angola, Namibia, Sudafrica |
Africa C | Camerun, Congo, Gabon, Guinea equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, São Tomé e Principe. |
Africa subsahariana | Tutti gli Stati africani a sud del Sahara. |
Africa tropicale | Africa subsahariana esclusi Eswatini, Lesotho, Namibia e Sudafrica. |
Paleartico occidentale | Cfr. definizione dell’Handbook of the Birds of Europe, the Middle East and North Africa (Cramp e Simmons, 1977). |
Europa NO | Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svezia. |
Europa O | Europa nord-occidentale con Portogallo e Spagna. |
Europa NE | Parte settentrionale della Russia a ovest degli Urali. |
Europa N | Europa nord-occidentale ed Europa nord-orientale, come sopra. |
Europa E | Bielorussia, Russia a ovest degli Urali, Ucraina. |
Europa C | Austria, Estonia, Russia attorno al Golfo di Finlandia e Kaliningrad, Germania, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svizzera, Ungheria. |
Europa SO | Francia mediterranea, Italia, Malta, Monaco, Portogallo, San Marino, Spagna. |
Europa SE | Albania, Armenia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Georgia, Grecia, Macedonia del Nord, Montenegro, Repubblica di Moldova, Romania, Serbia, Slovenia, Turchia. |
Europa S | Europa sud-occidentale ed Europa sud-orientale, come definite sopra. |
Atlantico N | Canada, costa nord-occidentale della Russia, Groenlandia, Irlanda, Islanda, Isole Faroe, Norvegia, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Svalbard. |
Atlantico NE | Litorale atlantico dell’Europa e dell’Africa settentrionale dal nord della Norvegia al Marocco. |
Atlantico E | Litorale atlantico dell’Europa e dell’Africa, dal nord della Norvegia al Sudafrica. |
Siberia O | Russia a est degli Urali fino al fiume Enisej e a sud fino al confine con il Kazakistan. |
Siberia C | Russia dal fiume Enisej fino al confine orientale della penisola del Tajmyr e a sud fino alle montagne dell’Altai. |
Mediterraneo O | Algeria, Francia, Italia, Malta, Marocco, Monaco, Portogallo, San Marino, Spagna, Tunisia. |
Mediterraneo E | Albania, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Grecia, Israele, Libano, Libia, Macedonia del Nord, Montenegro, Repubblica Araba Siriana, Serbia, Slovenia, Turchia. |
Mar Nero | Armenia, Bulgaria, Georgia, Repubblica di Moldova, Romania, Russia, Turchia, Ucraina. |
Mar Caspio | Azerbaigian, Kazakistan, Repubblica islamica dell’Iran, Russia sud-occidentale, Turkmenistan, Uzbekistan. |
Asia SO | Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iraq, Israele, Kazakistan, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica Araba Siriana, Repubblica Islamica dell’Iran, Turchia orientale, Turkmenistan, Uzbekistan, Yemen. |
Golfo | Golfo di Oman, Golfo Persico, Mare Arabico fino a ovest del Golfo di Aden. |
Asia O | Paesi del Mar Caspio e Russia occidentale a est degli Urali. |
Asia C | Afghanistan, Cina occidentale, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan. |
Asia S | Bangladesh, Bhutan, India, Maldive, Nepal, Pakistan, Sri Lanka. |
Oceano Indiano O | Isole Chagos, Isole Comore, Isole Mauritius, Madagascar, Maldive, Mayotte, Oman, Pakistan e costa occidentale dell’India, Seychelles e costa orientale dell’Africa, Yemen. |
Elenco delle abbreviazioni e dei simboli
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Note
1. I dati relativi alle popolazioni utilizzati nella tabella 1 corrispondono, nella misura del possibile, al numero di individui della popolazione riproduttrice potenziale nella zona dell’Accordo. Lo stato di conservazione è stabilito a partire dalle migliori stime di popolazioni disponibili e pubblicate.
2. Le abbreviazioni (rip) o (nrip) nella tabella permettono di identificare soltanto le popolazioni. Non indicano restrizioni stagionali alle azioni condotte nei riguardi di tali popolazioni nell’ambito di detto Accordo e del Piano d’azione.
3. Le descrizioni sintetiche utilizzate per identificare le popolazioni sono riprese dall’edizione più recente di Waterbird Population Estimates.
4. Quando la popolazione di una specie figura nella tabella 1 sotto più categorie, gli obblighi previsti dal Piano d’azione si riferiscono alla categoria più rigida.
Popolazioni | A | B | C |
|---|---|---|---|
Famiglia ANATIDAE (anatre, oche, cigni) | |||
Dendrocygna viduata (Dendrocigna facciabianca) | |||
| (1) | ||
| (2e) | ||
Dendrocygna bicolor (Dendrocigna fulva) | |||
| (1) | ||
| 2f | ||
Thalassornis leuconotus leuconotus (Anatra dorso bianco) | |||
| 1c | ||
| 2* | ||
Oxyura maccoa (Gobbo maccoa) | |||
| 1b 1c | ||
| 1b 1c | ||
| 1b 1c | ||
Oxyura leucocephala (Gobbo rugginoso) | |||
| 1a 1b 1c | ||
| 1a 1b 1c | ||
| 1a 1b 2 | ||
Cygnus olor (Cigno reale) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 2e | ||
Cygnus cygnus (Cigno selvatico) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 2 | ||
| 2 | ||
Cygnus columbianus bewickii (Cigno minore) | |||
| 2 | ||
| 1c | ||
Branta bernicla bernicla (Oca colombaccio) | |||
| 2b 2e | ||
Branta bernicla hrota (Oca colombaccio) | |||
| 2 | ||
| 3a | ||
Branta leucopsis (Oca facciabianca) | |||
| 3e* | ||
| 3a | ||
| 1 | ||
Branta ruficollis (Oca collorosso) | |||
| 1a 1b 3a 3f | ||
Anser anser anser (Oca selvatica) | |||
| 3c 3e* | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Anser anser rubrirostris (Oca selvatica) | |||
| 3c | ||
| 2c | ||
Anser fabalis fabalis (Oca granaiola) | |||
| 1c | ||
| 1 | ||
| 2 | ||
| 1c | ||
Anser fabalis rossicus (Oca granaiola) | |||
| 2c 2e | ||
Anser brachyrhynchus (Oca zamperosse) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
Anser albifrons albifrons (Oca lombardella) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 2c 2e | ||
| (1) | ||
Anser albifrons flavirostris (Oca lombardella) | |||
| 2* | ||
Anser erythropus (Oca lombardella minore) | |||
| 1a b 3f | ||
| 1a 1b 1c | ||
Clangula hyemalis (Moretta codona) | |||
| 1b | ||
| 1b | ||
Somateria spectabilis (Re degli edredoni) | |||
| 2c (2e) | ||
Somateria mollissima mollissima (Edredone) | |||
| 4 | ||
| 4 | ||
Somateria mollissima borealis (Edredone) | |||
| 3f | ||
| 3f | ||
Polysticta stelleri (Edredone di Steller) | |||
| 1a 1b | ||
Melanitta fusca (Orco marino) | |||
| 1b | ||
| 1b 1c | ||
Melanitta nigra (Orchetto marino) | |||
| 2a | ||
Bucephala clangula clangula (Quattrocchi) | |||
| 1 | ||
| 2c 2e | ||
| (1) | ||
| 3c 3e | ||
Mergellus albellus (Pesciaiola) | |||
| 1 | ||
| 2 | ||
| 3f | ||
Mergus merganser merganser (Smergo maggiore) | |||
| 2e | ||
| 1 | ||
| (2) | ||
Mergus serrator (Smergo minore) | |||
| 1 | ||
| (1) | ||
| 1c | ||
Alopochen aegyptiaca (Oca egiziana) | |||
| 1c | ||
| 2c 2e | ||
Tadorna tadorna (Volpoca) | |||
| 2a | ||
| 2e | ||
| 3c | ||
Tadorna ferruginea (Casarca) | |||
| 1c | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Tadorna cana (Casarca sudafricana) | |||
| 3c | ||
Plectropterus gambensis gambensis (Oca dello sperone) | |||
| (1) | ||
| 2c (2e) | 1 | |
Plectropterus gambensis niger (Oca dello sperone) | |||
| 1 | ||
Sarkidiornis melanotos (Anatra dal bernoccolo) | |||
| 1 | ||
| (2c) (2e) | ||
Nettapus auritus (Oca pigmea africana) | |||
| 1c | ||
| 2f | ||
Marmaronetta angustirostris (Anatra marmorizzata) | |||
| 1a 1c | ||
| 1a 1c | ||
| 1a 2 | ||
Netta rufina (Fistione turco) | |||
| (1) | ||
| (1) | ||
| (2c) 2e | ||
Netta erythrophthalma brunnea (Fistione meridionale) | |||
| 3c 3e | ||
Aythya ferina (Moriglione) | |||
| 1b | ||
| 1b13 | ||
| 1b | ||
Aythya nyroca (Moretta tabaccata) | |||
| 1a 1c | ||
| 1a | ||
| 1a (3e) | ||
Aythya fuligula (Moretta) | |||
| 2c | ||
| (1) | ||
| 2g | ||
Aythya marila marila (Moretta grigia) | |||
| 1 | ||
| (2c) (2e) | ||
Spatula querquedula (Marzaiola) | |||
| (2c) (2e) | ||
| 2f | ||
Spatula hottentota (Anatra beccomacchiato) | |||
| 1c | ||
| (3c) (3e) | ||
| 3c 3e | ||
Spatula clypeata (Mestolone) | |||
| 1 | ||
| (2c) (2e) | ||
| (2c) (2e) | ||
Mareca strepera strepera (Canapiglia) | |||
| 1 | ||
| (1) | ||
| (2e) | ||
Mareca penelope (Fischione) | |||
| 1 | ||
| 2c | ||
| 2e | ||
Anas undulata undulata (Anatra beccogiallo) | |||
| 2c 2e | ||
Anas platyrhynchos platyrhynchos (Germano reale) | |||
| 2c | ||
| 2c 2e | ||
| 2g | ||
| 2g | ||
Anas capensis (Alzavola del Capo) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
| 3c 3e | ||
Anas erythrorhyncha (Alzavola beccorosso) | |||
| (2c) | ||
| 2c (2e) | ||
| 2 | ||
Anas acuta (Codone) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 2c 2e | ||
Anas crecca crecca (Alzavola) | |||
| 1 | ||
| 2c | ||
| (2g) | ||
Famiglia PODICIPEDIDAE (svassi) | |||
Tachybaptus ruficollis ruficollis (Tuffetto) | |||
| 2c | ||
Podiceps grisegena grisegena (Svasso collorosso) | |||
| 3c | ||
| (3c) (3e) | ||
| 2 | ||
Podiceps cristatus cristatus (Svasso maggiore) | |||
| 2c | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Podiceps cristatus infuscatus (Svasso maggiore) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
Podiceps auritus auritus (Svasso cornuto) | |||
| 1b 1c | ||
| 1b 3g | ||
| 1b (3c) (3e) | ||
Podiceps nigricollis nigricollis (Svasso piccolo) | |||
| 2c | ||
| (2g) | ||
Podiceps nigricollis gurneyi (Svasso piccolo) | |||
| 2 | ||
Famiglia PHOENICOPTERIDAE (fenicotteri) | |||
Phoenicopterus roseus (Fenicottero) | |||
| 2a 2c (2e) | ||
| 2a 2c | ||
| 2a 2e | ||
| 2a | ||
| 2a | ||
| 2a 2c 2e | ||
Phoeniconaias minor (Fenicottero minore) | |||
| 3a | ||
| 4 | ||
| 4 | ||
Famiglia PHAETHONTIDAE (fetonti) | |||
Phaethon aethereus aethereus (Fetonte) | |||
| 1c | ||
Phaethon aetherus indicus (Fetonte beccorosso) | |||
| 1c | ||
Phaethon rubricauda rubricauda (Fetonte codarossa) | |||
| 3f | ||
Phaethon lepturus lepturus (Fetonte codabianca) | |||
| 3f | ||
Famiglia RALLIDAE (rallidi, folaghe, gallinelle d’acqua e simili) | |||
Sarothrura elegans reichenovi (Schiribilla macchiefulve) | |||
| 2f | ||
Sarothrura elegans elegans (Codapiuma macchiecamoscio) | |||
| 2f | ||
Sarothrura boehmi (Schiribilla pettostriato) | |||
| 1c | ||
Sarothrura ayresi (Schiribilla alibianche) | |||
| 1a 1b 1c | ||
| 1a 1b 1c | ||
Rallus aquaticus aquaticus (Porciglione) | |||
| 1 | ||
Rallus aquaticus korejewi | |||
| 2f | ||
Rallus caerulescens (Porciglione africano) | |||
| 2f | ||
Crex egregia (Re di quaglie africano) | |||
| 2f | ||
Crex crex (Re di quaglie) | |||
| 1 | ||
Porzana porzana (Voltolino) | |||
| 2f | ||
Zapornia flavirostra (Schiribilla nera africana) | |||
| 1 | ||
Zapornia parva (Schiribilla) | |||
| 2c | ||
Zapornia pusilla intermedia (Schiribilla grigiata) | |||
| 1c | ||
Amaurornis marginalis (Schiribilla striata) | |||
| (2) | ||
Porphyrio alleni (Pollo sultano di Allen) | |||
| (2c) | ||
Gallinula chloropus chloropus (Gallinella d’acqua) | |||
| 2c | ||
| 1 | ||
Paragallinula angulata (Sciabica minore) | |||
| (2c) (2e) | ||
Fulica cristata (Folaga crestata) | |||
| 2c 2e | ||
| 1c | ||
Fulica atra atra (Folaga) | |||
| 2c | ||
| 2c 2e | ||
| 2c | ||
Famiglia GRUIDAE (gru) | |||
Balearica regulorum regulorum (Gru coronata) | |||
| 1b 1c | ||
Balearica regulorum gibbericeps (Gru coronata grigia) | |||
| 1b 2 | ||
Balearica pavonina pavonina (Gru pavonina) | |||
| 1b 1c | ||
Balearica pavonina ceciliae (Gru pavonina) | |||
| 1b 3c (3e) | ||
Leucogeranus leucogeranus (Gru siberiana) | |||
| 1a 1b 1c | ||
Bugeranus carunculatus (Gru caruncolata) | |||
| 1b 1c | ||
Anthropoides paradiseus (Gru del paradiso) | |||
| 1b (3e) | ||
Anthropoides virgo (Damigella della Numidia) | |||
| 1c | ||
| 0 | ||
| 2 | ||
| (3g) | ||
Grus grus grus (Gru) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 3f | ||
Grus grus archibaldi (Gru) | |||
| 1c | ||
Famiglia GAVIIDAE (strolaghe) | |||
Gavia stellata (Strolaga minore) | |||
| 1 | ||
| 1c | ||
Gavia arctica arctica (Strolaga mezzana) | |||
| (2e) | ||
| 1c | ||
Gavia immer (Strolaga maggiore) | |||
| 1c | ||
Gavia adamsii (Strolaga beccogiallo) | |||
| 1c | ||
Famiglia SPHENISCIDAE (pinguini) | |||
Spheniscus demersus (Pinguino africano) | |||
| 1b 3c | ||
Famiglia CICONIIDAE (cicogne e simili) | |||
Leptoptilos crumenifer (Marabù) | |||
| (2e) | ||
Mycteria ibis (Tantalo africano) | |||
| 1 | ||
Anastomus lamelligerus lamelligerus (Anastomo africano) | |||
| (2c) (2e) | ||
Ciconia nigra (Cicogna nera) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
| 1 | ||
| 1c | ||
Ciconia abdimii (Cicogna di Abdim) | |||
| (2c) (2e) | ||
Ciconia microscelis (Cicogna collolanoso) | |||
| (3c) (3e) | ||
Ciconia ciconia ciconia (Cicogna bianca) | |||
| 1c | ||
| 2b | ||
| 1 | ||
| 2 | ||
Ciconia ciconia asiatica (Cicogna bianca) | |||
| 1c | ||
Famiglia THRESKIORNITHIDAE (ibis, spatole) | |||
Platalea alba (Spatola bianca) | |||
| 3e | ||
Platalea leucorodia leucorodia (Spatola) | |||
| 2 | ||
| 1c | ||
| 1c | ||
| (3e) | ||
Platalea leucorodia balsaci (Spatola) | |||
| 1c | ||
Platalea leucorodia archeri (Spatola) | |||
| 1c | ||
Threskiornis aethiopicus (Ibis sacro) | |||
| 1 | ||
| 1c | ||
Geronticus eremita (Ibis eremita) | |||
| 1a 1b 1c | ||
| 0 1a 1b | ||
Plegadis falcinellus (Mignattaio) | |||
| (3c) | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Famiglia ARDEIDAE (aironi, tarabusi e nitticore) | |||
Botaurus stellaris stellaris (Tarabuso) | |||
| 1c | ||
| 1 | ||
| 3f | ||
Botaurus stellaris capensis (Tarabuso) | |||
| 1c | ||
Ixobrychus minutus minutus (Tarabusino) | |||
| 2 | ||
| 1 | ||
| 3f | ||
Ixobrychus minutus payesii (Tarabusino) | |||
| 3f | ||
Ixobrychus sturmii (Tarabusino nano) | |||
| 3f | ||
Nycticorax nycticorax nycticorax (Nitticora) | |||
| 1 | ||
| 3c | ||
| 1 | ||
| 3f | ||
Ardeola ralloides ralloides (Sgarza ciuffetto) | |||
| 1c | ||
| 3c | ||
| 3f | ||
Ardeola ralloides paludivaga (Sgarza ciuffetto) | |||
| (1) | ||
Ardeola idae (Sgarza del Madagascar) | |||
| 1a 1b 1c | ||
Ardeola rufiventris (Sgarza panciarossa) | |||
| (1) | ||
Bubulcus ibis ibis (Airone guardabuoi) | |||
| 2e | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 2e | ||
| 1 | ||
Ardea cinerea cinerea (Airone cenerino) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Ardea melanocephala (Airone testanera) | |||
| 1 | ||
Ardea purpurea purpurea (Airone rosso) | |||
| (3e) | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
| (2) | ||
Ardea alba alba (Airone bianco) | |||
| 1 | ||
| 3g | ||
Ardea alba melanorhynchos (Airone bianco maggiore) | |||
| 1 | ||
Ardea brachyrhyncha (Airone bianco intermedio) | |||
| (3e) | ||
Egretta ardesiaca (Garzetta ardesia) | |||
| (3c) (3e) | ||
Egretta vinaceigula (Garzetta collobruno) | |||
| 1b 1c | ||
Egretta garzetta garzetta (Garzetta) | |||
| 2g | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 3f | ||
Egretta gularis gularis (Airone schistaceo) | |||
| 2 | ||
Egretta gularis schistacea (Airone schistaceo) | |||
| 2 | ||
| 2 | ||
Egretta gularis dimorpha (Airone schistaceo) | |||
| 2 | ||
Famiglia BALAENICIPITIDAE (becco a scarpa) | |||
Balaeniceps rex (Becco a scarpa) | |||
| 1b 1c | ||
Famiglia PELECANIDAE (pellicani) | |||
Pelecanus crispus (Pellicano riccio) | |||
| 1a 1c | ||
| 1a 2 | ||
Pelecanus rufescens (Pellicano rossiccio) | |||
| (3e) | ||
Pelecanus onocrotalus (Pellicano comune) | |||
| 2 | ||
| 1 | ||
| (2e) | ||
| 1a | ||
Famiglia FREGATIDAE (fregate) | |||
Fregata ariel iredalei (Fregata ariel) | |||
| 2 | ||
Fregata minor aldabrensis (Fregata maggiore) | |||
| 2 | ||
Famiglia SULIDAE (sule) | |||
Morus bassanus (Sula) | |||
| 1 | ||
Morus capensis (Sula del Capo) | |||
| 1b | ||
Sula dactylatra melanops (Sula mascherata) | |||
| 3f | ||
Famiglia PHALACROCORACIDAE (cormorani) | |||
Microcarbo coronatus (Cormorano coronato) | |||
| 1c | ||
Microcarbo pygmeus (Marangone minore) | |||
| 1 | ||
| (1) | ||
Gulosus aristotelis desmarestii (Marangone dal ciuffo) | |||
| 2 | ||
Phalacrocorax carbo carbo (Cormorano comune) | |||
| 2e | ||
Phalacrocorax carbo sinensis (Cormorano comune) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Phalacrocorax carbo lucidus (Cormorano comune) | |||
| 1 | ||
| (1) | ||
| 2 | ||
Phalacrocorax capensis (Cormorano del Capo) | |||
| 1b | ||
Phalacrocorax nigrogularis (Cormorano di Socotra) | |||
| 1b | ||
| 1b | ||
Phalacrocorax neglectus (Cormorano ripario) | |||
| 1b 1c | ||
Famiglia BURHINIDAE (occhioni) | |||
Burhinus senegalensis (Occhione del Senegal) | |||
| (1) | ||
| (3c) | ||
Famiglia PLUVIANIDAE (guardiano dei coccodrilli) | |||
Pluvianus aegyptius (Guardiano dei coccodrilli) | |||
| (1) | ||
| 1c | ||
| 1c | ||
Famiglia HAEMATOPODIDAE (beccacce di mare) | |||
Haematopus moquini (Beccaccia di mare africana) | |||
| 1c | ||
Haematopus ostralegus ostralegus (Beccaccia di mare) | |||
| 4 | ||
Haematopus ostralegus longipes (Beccaccia di mare) | |||
| (3e) | ||
Famiglia RECURVIROSTRIDAE (avocetta, cavaliere d’Italia) | |||
Recurvirostra avosetta (Avocetta) | |||
| 2 | ||
| 1c | ||
| 2e | ||
| 3c 3e | ||
| 2 | ||
Himantopus himantopus himantopus (Cavaliere d’Italia) | |||
| 1 | ||
| 2 | ||
| 2e | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Famiglia CHARADRIIDAE (pivieri, pavoncelle) | |||
Pluvialis squatarola squatarola (Pivieressa) | |||
| 1b | ||
| 1b 3e | ||
Pluvialis apricaria apricaria (Piviere dorato) | |||
| 2g | ||
Pluvialis apricaria altifrons (Piviere dorato) | |||
| 2e | ||
| 1 | ||
| 1 | ||
Pluvialis fulva (Piviere orientale) | |||
| 3g | ||
Eudromias morinellus (Piviere tortolino) | |||
| 3c | ||
| (3c) | ||
Charadrius hiaticula hiaticula (Corriere grosso) | |||
| 1 | ||
Charadrius hiaticula psammodromus (Corriere grosso) | |||
| 2e | ||
Charadrius hiaticula tundrae (Corriere grosso) | |||
| (1) | ||
Charadrius dubius curonicus (Corriere piccolo) | |||
| (2c) | ||
| (1) | ||
Charadrius pecuarius (Corriere di Kittlitz) | |||
| 1 | ||
| (2e) | ||
Charadrius tricollaris (Corriere dai tre collari) | |||
| (3e) | ||
Charadrius forbesi (Corriere di Forbes) | |||
| 2 | ||
Charadrius marginatus hesperius (Corriere marginato) | |||
| 2 | ||
Charadrius marginatus mechowi (Corriere marginato) | |||
| 2 | ||
Charadrius alexandrinus alexandrinus (Fratino) | |||
| 3g | ||
| 1 | ||
| (2e) | ||
Charadrius pallidus pallidus (Corriere bandacastana) | |||
| 2 | ||
Charadrius pallidus venustus (Corriere delle sabbie) | |||
| 1c | ||
Charadrius atrifons pamirensis (Corriere tibetano) | |||
| 1 | ||
Charadrius leschenaultii leschenaultii (Corriere di Leschenault) | |||
| 3e | ||
Charadrius leschenaultii columbinus (Corriere di Leschenault) | |||
| 1c | ||
Charadrius leschenaultii scythicus (Corriere di Leschenault) | |||
| (3e) | ||
Charadrius asiaticus (Corriere asiatico) | |||
| 2 | ||
Vanellus vanellus (Pavoncella) | |||
| 4 | ||
Vanellus spinosus (Pavoncella armata) | |||
| 1 | ||
Vanellus albiceps (Pavoncella testabianca) | |||
| 3c (3e) | ||
Vanellus lugubris (Pavoncella dai bargigli) | |||
| 2 | ||
| 3f | ||
Vanellus melanopterus minor (Pavoncella alinere) | |||
| 1c | ||
Vanellus coronatus coronatus (Pavoncella coronata) | |||
| (2c) | ||
| (1c) | ||
| 3g | ||
Vanellus senegallus senegallus (Pavoncella del Senegal) | |||
| (3e) | ||
Vanellus senegallus lateralis (Pavoncella del Senegal) | |||
| (1) | ||
Vanellus superciliosus (Pavoncella pettobruno) | |||
| (1c) | ||
Vanellus gregarius (Pavoncella gregaria) | |||
| 1a 1b 1c | ||
Vanellus leucurus (Pavoncella codabianca) | |||
| (1) | ||
Famiglia SCOLOPACIDAE (beccacce, beccaccini, piovanelli, falaropi e simili) | |||
Numenius phaeopus phaeopus (Chiurlo piccolo) | |||
| 1 | ||
| 2e | ||
Numenius phaeopus islandicus (Chiurlo piccolo) | |||
| 2e | ||
Numenius phaeopus alboaxillaris (Chiurlo piccolo) | |||
| 1c | ||
Numenius phaeopus rogachevae (Chiurlo piccolo) | |||
| 2 | ||
Numenius tenuirostris (Chiurlottello) | |||
| 0 1a 1b | ||
Numenius arquata arquata (Chiurlo maggiore) | |||
| 4 | ||
Numenius arquata suschkini (Chiurlo maggiore) | |||
| 1c | ||
Numenius arquata orientalis (Chiurlo maggiore) | |||
| 4 | ||
Limosa lapponica lapponica (Pittima minore) | |||
| 4 | ||
Limosa lapponica taymyrensis (Pittima minore) | |||
| 4 | ||
Limosa lapponica yamalensis (Pittima minore) | |||
| 4 | ||
Limosa limosa limosa (Pittima reale) | |||
| 3c 3e | ||
| 3c 3e | ||
| 4 | ||
Limosa limosa islandica (Pittima reale) | |||
| 4 | ||
Arenaria interpres interpres (Voltapietre) | |||
| 4 | ||
| 3g | ||
| 3c 3e | ||
Calidris tenuirostris (Piovanello beccosottile) | |||
| 1a 1b 1c | ||
Calidris canutus canutus (Piovanello maggiore) | |||
| 4 | ||
Calidris canutus islandica (Piovanello maggiore) | |||
| 4 | ||
Calidris pugnax (Combattente) | |||
| 2c | ||
| (2c 2e) | ||
Calidris falcinellus falcinellus (Gambecchio frullino) | |||
| 1b 3c 3e | ||
Calidris ferruginea (Piovanello) | |||
| 1b | ||
| 1b | ||
Calidris temminckii (Gambecchio nano) | |||
| 3c 3e | ||
| (2c) (2e) | ||
Calidris alba alba (Piovanello tridattilo) | |||
| 2e | ||
| 2c 2e | ||
Calidris alpina alpina (Piovanello pancianera) | |||
| 4 | ||
Calidris alpina arctica (Piovanello pancianera) | |||
| 3a 3f | ||
Calidris alpina schinzii (Piovanello pancianera) | |||
| 4 | ||
| (3g) | ||
| 1c | ||
Calidris alpina centralis (Piovanello pancianera) | |||
| 4 | ||
Calidris maritima (Piovanello violetto) | |||
| 2 | ||
| 1 | ||
Calidris minuta (Gambecchio comune) | |||
| 2c 2e | ||
| (2c 2e) | ||
Scolopax rusticola (Beccaccia) | |||
| 2c | ||
| 2f | ||
Gallinago stenura (Beccaccino strenuo) | |||
| 2f | ||
Gallinago media (Croccolone) | |||
| 4 | ||
| 4 | ||
Gallinago gallinago gallinago (Beccaccino) | |||
| 2c | ||
| (2c) | ||
Gallinago gallinago faeroeensis (Beccaccino) | |||
| (2g) | ||
Lymnocryptes minimus (Frullino) | |||
| 1 | ||
| (2c) | ||
Phalaropus lobatus (Falaropo beccosottile) | |||
| 2f | ||
Phalaropus fulicarius (Falaropo beccolargo) | |||
| 2c | ||
Xenus cinereus (Piro-piro del Terek) | |||
| (1) | ||
Actitis hypoleucos (Piro-piro piccolo) | |||
| 2g | ||
| (1) | ||
Tringa ochropus (Piro-piro culbianco) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
Tringa erythropus (Totano moro) | |||
| (3c) | ||
| 2c (2e) | ||
Tringa nebularia (Pantana) | |||
| 1 | ||
| 2c | ||
Tringa totanus totanus (Pettegola) | |||
| 2g | ||
| 2c 2e | ||
| 3c 3e | ||
Tringa totanus robusta (Pettegola) | |||
| 1 | ||
Tringa totanus ussuriensis (Pettegola) | |||
| 1 | ||
Tringa glareola (Piro-piro boschereccio) | |||
| (1) | ||
| (1) | ||
Tringa stagnatilis (Albastrello) | |||
| (3e) | ||
| 2c | ||
Famiglia DROMADIDAE (droma) | |||
Dromas ardeola (Droma) | |||
| 3e | ||
Famiglia GLAREOLIDAE (pernici di mare, corrioni) | |||
Glareola pratincola pratincola (Pernice di mare) | |||
| 2 | ||
| 2 | ||
| 3c | ||
Glareola nordmanni (Pernice di mare orientale) | |||
| 4 | ||
Glareola ocularis (Pernice di mare del Madagascar) | |||
| 1c | ||
Glareola nuchalis nuchalis (Pernice di mare dal collare) | |||
| (1) | ||
Glareola nuchalis liberiae (Pernice di mare dal collare bianco) | |||
| 2f | ||
Glareola cinerea (Pernice di mare grigia) | |||
| (2) | ||
Famiglia LARIDAE (gabbiani, sterne, becchi a cesoie) | |||
Anous stolidus plumbeigularis (Sterna stolida bruna) | |||
| 2f | ||
Anous tenuirostris tenuirostris (Sterna stolida minore) | |||
| 2f | ||
Rynchops flavirostris (Becco a forbice africano) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
Hydrocoloeus minutus (Gabbianello) | |||
| (2c) | ||
| 2c | ||
Xema sabini sabini (Gabbiano di sabine) | |||
| 2f | ||
Rissa tridactyla tridactyla (Gabbiano tridattilo) | |||
|
| ||
Larus genei (Gabbiano roseo) | |||
|
| ||
|
| ||
|
| ||
Larus ridibundus (Gabbiano comune) | |||
|
| ||
|
| ||
|
| ||
Larus hartlaubii (Gabbiano di Hartlaub) | |||
|
| ||
Larus cirrocephalus poiocephalus (Gabbiano testagrigia) | |||
|
| ||
|
| ||
Larus ichthyaetus (Gabbiano di Pallas) | |||
|
| ||
Larus melanocephalus (Gabbiano corallino) | |||
|
| ||
Larus hemprichii (Gabbiano di Hemprich) | |||
|
| ||
Larus leucophthalmus (Gabbiano occhibianchi) | |||
|
| ||
Larus audouinii (Gabbiano corso) | |||
|
| ||
Larus canus canus (Gavina) | |||
|
| ||
Larus canus heinei (Gavina) | |||
|
| ||
Larus dominicanus vetula (Zafferano meridionale) | |||
|
| ||
|
| ||
Larus fuscus fuscus (Zafferano) | |||
|
| ||
Larus fuscus graellsii (Zafferano) | |||
|
| ||
Larus fuscus intermedius (Zafferano) | |||
|
| ||
Larus fuscus heuglini (Zafferano) | |||
|
| ||
Larus fuscus barabensis (Zafferano) | |||
|
| ||
Larus argentatus argentatus (Gabbiano reale nordico) | |||
|
| ||
Larus argentatus argenteus (Gabbiano reale) | |||
|
| ||
Larus armenicus (Gabbiano reale d’Armenia) | |||
|
| ||
Larus michahellis (Gabbiano reale) | |||
|
| ||
Larus cachinnans (Gabbiano reale pontico) | |||
| 1 | ||
Larus glaucoides glaucoides (Gabbiano d’Islanda) | |||
| 1 | ||
Larus hyperboreus hyperboreus (Gabbiano glauco) | |||
| (3g) | ||
Larus hyperboreus leuceretes (Gabbiano glauco) | |||
| (2c) | ||
Larus marinus (Mugnaiaccio) | |||
| 2c 2e | ||
Onychoprion fuscatus nubilosa (Sterna scura) | |||
| 2a 2f | ||
Onychoprion anaethetus melanopterus (Sterna dalle redini) | |||
| 1c | ||
Onychoprion anaethetus antarcticus (Sterna dalle redini) | |||
| 2f | ||
| 2 | ||
Sternula albifrons albifrons (Fraticello) | |||
| 2 | ||
| 2 | ||
| 3b 3c | ||
| 2 | ||
Sternula albifrons guineae (Fraticello) | |||
| 1c | ||
Sternula saundersi (Fraticello di Saunders) | |||
| 2 | ||
Sternula balaenarum (Sterna del Damara) | |||
| 1c | ||
Gelochelidon nilotica nilotica (Sterna zampenere) | |||
| 1 | ||
| 2 | ||
| 2 | ||
Hydroprogne caspia (Sterna maggiore) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
| 2 | ||
| 1c | ||
| 1c | ||
| 3e | ||
Chlidonias hybrida hybrida (Mignattino piombato) | |||
| (3c) (3e) | ||
| (1) | ||
| (1) | ||
Chlidonias hybrida delalandii | |||
| 2 | ||
| 1c | ||
Chlidonias leucopterus (Mignattino alibianche) | |||
| (2c) (2e) | ||
Chlidonias niger niger (Mignattino comune) | |||
| 2c | ||
Sterna dougallii dougallii (Sterna di Dougall) | |||
| 1c | ||
| 2 | ||
| 1c | ||
Sterna dougallii gracilis (Sterna di Dougall) | |||
| 1c | ||
| 1c | ||
Sterna hirundo hirundo (Sterna comune) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
| (2c) 2e | ||
Sterna repressa (Sterna guancebianche) | |||
| 2f | ||
Sterna paradisaea (Sterna codalunga) | |||
| 1 | ||
Sterna vittata vittata (Sterna antartica) | |||
| 1c | ||
Sterna vittata tristanensis (Sterna antartica) | |||
| 1c | ||
Sterna vittata sanctipauli (Sterna antartica) | |||
| 1c | ||
Thalasseus bengalensis bengalensis (Sterna di Rüppell) | |||
| (2e) | ||
| 2f | ||
Thalasseus bengalensis emigratus (Sterna di Rüppell) | |||
| 1c | ||
Thalasseus sandvicensis sandvicensis (Beccapesci) | |||
| 1 | ||
| 2a | ||
| (3e) | ||
Thalasseus maximus albidorsalis (Sterna reale) | |||
| 1 | ||
Thalasseus bergii bergii (Sterna di Bergius) | |||
| 2 | ||
| 1c | ||
Thalasseus bergii velox (Sterna di Bergius) | |||
| 2 | ||
Thalasseus bergii thalassinus (Sterna di Bergius) | |||
| 1c | ||
Famiglia STERCORARIIDAE (stercorari) | |||
Stercorarius longicaudus longicaudus (Labbo codalunga) | |||
| 1 | ||
Catharacta skua (Stercorario maggiore) | |||
| 2 | ||
Famiglia ALCIDAE (pulcinelle di mare, urie, gazze di mare e simili) | |||
Fratercula arctica (Pulcinella di mare) | |||
| 1b | ||
Cepphus grylle grylle (Uria nera) | |||
| 1 | ||
Cepphus grylle mandtii (Uria nera) | |||
| 1 | ||
| 2f | ||
Cepphus grylle arcticus (Uria nera) | |||
| 2f | ||
| 1 | ||
Cepphus grylle islandicus (Uria nera) | |||
| (3c) (3e) | ||
Cepphus grylle faeroeensis (Uria nera) | |||
| 2 | ||
Alca torda torda (Gazza marina) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
Alca torda islandica (Gazza marina) | |||
| (1) | ||
Alle alle alle (Gazza marina minore) | |||
| 2f | ||
| 2f | ||
Alle alle polaris (Gazza marina minore) | |||
| 2f | ||
Uria lomvia lomvia (Uria di Brünnich) | |||
| 2c | ||
| 2c | ||
Uria aalge aalge (Uria) | |||
| 1 | ||
| 1 | ||
Uria aalge albionis (Uria) | |||
| 1 | ||
Uria aalge hyperborea (Uria) | |||
| 2c |
Stati partecipanti | Ratifica | Entrata in vigore | ||
|---|---|---|---|---|
Albania | 20 giugno | 2001 A | 1° settembre | 2001 |
Algeria | 4 luglio | 2006 A | 1° ottobre | 2006 |
Arabia Saudita | 14 aprile | 2023 A | 1° luglio | 2023 |
Armenia | 9 aprile | 2020 A | 1° luglio | 2020 |
Belarus* | 15 gennaio | 2016 A | 1° aprile | 2016 |
Belgio | 3 marzo | 2006 | 1° giugno | 2006 |
Benin | 26 ottobre | 1999 F | 1° gennaio | 2000 |
Botswana | 22 agosto | 2017 A | 1° novembre | 2017 |
Bulgaria* | 23 novembre | 1999 | 1° febbraio | 2000 |
Burkina Faso | 1° luglio | 2013 A | 1° ottobre | 2013 |
Burundi | 25 luglio | 2014 A | 1° ottobre | 2014 |
Camerun | 7 luglio | 2022 A | 1° ottobre | 2022 |
Ciad | 1° agosto | 2011 A | 1° novembre | 2011 |
Cipro | 19 giugno | 2008 A | 1° settembre | 2008 |
Congo (Brazzaville) | 30 agosto | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Costa d’Avorio | 1° marzo | 2013 A | 1° giugno | 2013 |
Croazia | 26 giugno | 2000 A | 1° settembre | 2000 |
Danimarca a | 29 ottobre | 1999 | 1° gennaio | 2000 |
Egitto | 4 marzo | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Estawini | 23 ottobre | 2012 A | 1° gennaio | 2013 |
Estonia* | 1° agosto | 2008 A | 1° novembre | 2008 |
Etiopia | 3 novembre | 2009 A | 1° febbraio | 2010 |
Finlandia* | 29 ottobre | 1999 | 1° gennaio | 2000 |
Francia | 30 settembre | 2003 | 1° dicembre | 2003 |
Gabon | 10 settembre | 2012 A | 1° dicembre | 2012 |
Gambia | 12 marzo | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Georgia | 28 maggio | 2001 A | 1° agosto | 2001 |
Germania | 9 dicembre | 1998 | 1° novembre | 1999 |
Ghana | 25 luglio | 2005 A | 1° ottobre | 2005 |
Gibuti | 31 dicembre | 2003 A | 1° marzo | 2004 |
Giordania | 12 marzo | 1997 F | 1° novembre | 1999 |
Grecia | 3 marzo | 2023 | 1° giugno | 2023 |
Guinea | 4 marzo | 1999 F | 1° novembre | 1999 |
Guinea equatoriale | 3 ottobre | 2002 A | 1° gennaio | 2003 |
Guinea-Bissau | 14 agosto | 2006 A | 1° novembre | 2006 |
Irlanda | 30 maggio | 2003 | 1° agosto | 2003 |
Islanda* | 21 marzo | 2013 A | 1° giugno | 2013 |
Israele | 14 agosto | 2002 A | 1° novembre | 2002 |
Italia | 1° giugno | 2006 A | 1° settembre | 2006 |
Kenya | 9 marzo | 2001 A | 1° giugno | 2001 |
Lettonia* | 21 ottobre | 2005 A | 1° gennaio | 2006 |
Libano | 30 settembre | 2002 A | 1° dicembre | 2002 |
Libia | 31 marzo | 2005 A | 1° giugno | 2005 |
Lituania | 23 agosto | 2004 A | 1° novembre | 2004 |
Lussemburgo | 12 settembre | 2003 | 1° dicembre | 2003 |
Macedonia del Nord | 1° novembre | 1999 A | 1° febbraio | 2000 |
Madagascar | 12 ottobre | 2006 A | 1° gennaio | 2007 |
Malawi | 25 giugno | 2019 A | 1° settembre | 2019 |
Mali | 18 ottobre | 1999 | 1° gennaio | 2000 |
Marocco | 24 settembre | 2012 | 1° dicembre | 2012 |
Mauritania | 25 febbraio | 2015 A | 1° maggio | 2015 |
Maurizio | 26 ottobre | 2000 A | 1° gennaio | 2001 |
Moldova* | 17 gennaio | 2001 A | 1° aprile | 2001 |
Monaco | 15 giugno | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Montenegro | 1° agosto | 2011 A | 1° novembre | 2011 |
Niger | 31 agosto | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Nigeria | 13 aprile | 2004 A | 1° luglio | 2004 |
Norvegia | 25 giugno | 2008 A | 1° settembre | 2008 |
Paesi Bassi | 15 agosto | 1996 F | 1° novembre | 1999 |
Portogallo | 11 dicembre | 2003 A | 1° marzo | 2004 |
Regno Unito* | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Gibilterra | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Guernesey | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Isola di Man | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Jersey | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Sant’Elena e dipendenze | 22 febbraio | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Repubblica Ceca* | 23 giugno | 2006 A | 1° settembre | 2006 |
Rep. Centrafricana | 15 ottobre | 2018 A | 1° gennaio | 2019 |
Romania | 4 luglio | 2000 | 1° ottobre | 2000 |
Ruanda | 11 giugno | 2014 A | 1° settembre | 2014 |
Senegal | 27 aprile | 1999 F | 1° novembre | 1999 |
Serbia | 13 dicembre | 2018 A | 1° marzo | 2019 |
Siria | 30 maggio | 2003 A | 1° agosto | 2003 |
Slovacchia* | 23 aprile | 2001 A | 1° luglio | 2001 |
Slovenia | 23 luglio | 2003 A | 1° ottobre | 2003 |
Spagna | 30 marzo | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Sudafrica | 1° gennaio | 2002 | 1° aprile | 2002 |
Sudan | 31 dicembre | 1996 F | 1° novembre | 1999 |
Svezia* | 5 ottobre | 1998 F | 1° novembre | 1999 |
Svizzera* | 15 ottobre | 1996 | 1° novembre | 1999 |
Tanzania | 31 agosto | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Togo | 22 marzo | 1999 | 1° novembre | 1999 |
Tunisia | 26 aprile | 2005 A | 1° luglio | 2005 |
Turkmenistan | 27 ottobre | 2020 A | 1° gennaio | 2021 |
Ucraina | 18 ottobre | 2002 | 1° gennaio | 2003 |
Uganda | 22 settembre | 2000 A | 1° dicembre | 2000 |
Ungheria* | 17 dicembre | 2002 A | 1° marzo | 2003 |
Unione europea (UE)* | 27 luglio | 2005 | 1° ottobre | 2005 |
Uzbekistan | 30 gennaio | 2004 A | 1° aprile | 2004 |
Zimbabwe | 8 marzo | 2012 A | 1° giugno | 2012 |
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Svizzera
Mediante comunicazione del 2 dicembre 2025, la Svizzera ha informato il depositario di formulare la seguente riserva, conformemente all’articolo X paragrafo 6 dell’Accordo:
La Svizzera intende con la presente formulare una riserva in merito agli emendamenti dell’allegato 3 alla tabella 1 dell’Accordo adottati durante la nona Conferenza delle Parti, tenutasi dall’11 al 14 novembre 2025 a Bonn, in Germania. La riserva della Svizzera verte sulla classificazione delle popolazioni di smergo maggiore (Mergus merganser merganser) dell’Europa nord-occidentale e centrale di cui all’allegato 3, tabella 1, colonna B, categoria 2e dell’Accordo. Di conseguenza, la Svizzera continuerà a considerare tale specie come figurante nella colonna C della tabella 1.