Guida pratica Ritenzione acque spegnimento
Ritenzione delle acque di spegnimento
1 Determinare la densità di stoccaggio per compartimento tagliafuoco
Regolamentazioni d‘eccezione La quantità totale di sostanze, preparati e oggetti stoccata in un compartimento tagliafuoco 1. Volume di ritenzione in caso (densità di stoccaggio) può influire in modo considerevole sul volume effettivo delle acque di di serbatoi verticali: il volume di ritenzione viene calcolato conforme- spegnimento. Se ne deve perciò tenere conto nel calcolo. mente alle direttive di Carbura e alle La densità di stoccaggio per compartimento tagliafuoco si ottiene dividendo la quantità totale direttive TRCI. (in chilogrammi) delle sostanze, dei preparati e degli oggetti stoccati in un compartimento 2. Sili contenenti materiali solidi tagliafuoco, per la sua superficie. Ne risulta un fattore che varia a seconda della densità di combustibili: il volume di ritenzione stoccaggio (tabella 3). deve essere determinato insieme all‘autorità esecutiva competente.
3. Negozi specializzati/centri com- Tabella 3: Densità di stoccaggio per compartimento tagliafuoco e fattori corrispondenti merciali: in generale, per i negozi specializzati e i centri commerciali si deve prevedere un volume di ritenzi- Densità di stoccaggio per Fattore Utilizzazione tipica one pari a 390 m3. compartimento tagliafuoco ≤ 100 kg / m2 0.5 Produzione ≤ 500 kg / m2 0.8 Stoccaggio ≤ 1’000 kg / m 2
1 Stoccaggio
Questi fattori si basano su calcoli empirici e su valori derivati da incendi concreti. Per i laboratori biologici può di regola essere applicata una densità di stoccaggio ≤ 100 kg/m2.
2 Determinare il volume di ritenzione teorico
La tabella 4 indica i volumi di ritenzione teorici in funzione della superficie del compartimento tagliafuoco, del grado di pericolosità e dei dispositivi di protezione antincendio. Questi volumi si basano sulla direttiva della CEA «Entrepôts de matières dangeureuses». I valori intermedi devono essere interpolati.
In caso di stoccaggi misti con quantità superiori a 1’000 kg, il volume teorico di ritenzione può essere rilevato nel modo seguente: se le sostanze con il grado di pericolosità più bassa (p. es. F1 / F2) superano i 100 kg, esso è determinante per rilevare il volume teorico di ritenzione. Se la quantità stoccata è inferiore ai 100 kg, il grado di pericolosità immediatamente superiore (p. es. F3/ F4) vale per l’intero stoccaggio misto.
Per quanto riguarda gli stoccaggi misti con quantità inferiori a 1’000 kg vale: se le sostanze con il grado di pericolosità più basso superano il 10% dell’intera quantità stoccata, tale grado di pericolosità è determinante per rilevare il volume teorico di ritenzione. Se le sostanze sono inferiori al 10% dell’intera quantità stoccata, il grado di pericolosità immediatamente superiore vale per l’intero stoccaggio misto.
Gli obblighi imposti dalla direttiva antincendio «Sostanze pericolose (26-15)» dell’AICAA devono essere rispettati in entrambi i casi.
Quando la superficie di un compartimento tagliafuoco è superiore a 4’800 m2, il volume di ritenzione minimo viene determinato dall’autorità esecutiva cantonale competente (vedi inserto cantonale).
Tabella 4: Volume di ritenzione teorico delle acque di spegnimento in m3
Concetto di protezione Concetto di protezione antincendio con impianto sprinkler antincendio edile Superfice del Altezza dei catasti < 6 m Altezza dei catasti Altezza dei catasti compartimen- Concetto di protezione < 12 m > 12 m to tagliafuoco antincendio con sistema di rilevamento di incendio Deposito Deposito a scaffalature / a scaffalature alte a blocchi m2 F1/ F2 F3 / F4 F5/ F6 F1-F4 F1-F4 F5 / F6 F1-F4 F5 / F6 F1-F4 F5 / F6 50 50 25 10 25 15 5 15 5 25 10 100 100 50 20 45 30 10 35 15 50 20 150 180 90 40 70 50 20 60 20 80 30 200 290 140 60 90 60 20 90 40 120 50 250 390 200 80 110 80 30 130 50 170 70 300 530 270 110 160 110 50 210 90 260 110 400 790 400 160 180 120 50 230 100 280 120 500 990 500 200 210 140 60 250 110 300 130 600 1190 590 240 240 160 70 260 110 320 140 700 690 280 260 180 80 280 120 320 140 800 790 320 290 190 80 300 130 320 140 900 890 360 320 210 90 320 140 320 140 1’000 990 400 340 230 100 320 140 320 140 1’100 1’090 440 370 250 110 320 140 320 140 1’200 1’190 480 390 260 110 320 140 320 140 1’300 1’290 510 390 260 110 320 140 320 140 1’400 1’390 550 390 260 110 320 140 320 140 1’500 1’490 590 390 260 110 320 140 320 140 1’600 1’580 630 390 260 110 320 140 320 140 1’700 1’680 670 390 260 110 320 140 320 140 1’800 1’780 710 390 260 110 320 140 320 140 1’900 1’880 750 390 260 110 320 140 320 140 2’000 1’980 790 390 260 110 320 140 320 140 2’100 2’080 830 390 260 110 320 140 320 140 2’200 2’180 870 390 260 110 320 140 320 140 2’300 2’280 910 390 260 110 320 140 320 140 2’400 2’380 950 390 260 110 320 140 320 140
3’600 3’560 1’430 390 260 110 320 140 320 140 3’700 3’660 1’470 390 260 110 320 140 320 140
4’800 390 260 110 320 140 320 140 4’900 390 260 110 320 140 320 140 Le dimensioni del compartimento tagliafuoco corrispondono Le dimensioni del compartimento tagliafuoco non a quelle indicate nella direttiva antincendio «Sostanze corrispondono a quelle indicate nella direttiva antincendio pericolose (26-15)» dell’AICAA (obbligatoria per nuove «Sostanze pericolose (26-15)» dell’AICAA (valori indicativi costruzioni) per le costruzioni esistenti) Altre dimensioni del compartimento tagliafuoco possibili in caso di concetto di protezione antincendio con sistema di rilevamento di incendio
3 Calcolo del volume di ritenzione necessario
Il volume necessario per ritenere le acque di spegnimento risulta moltiplicando il volume teorico per il fattore determinato:
volume di ritenzione delle acque di spegnimento necessario = fattore tabella 3 x valore tabella 4
Nei calcoli è incluso il volume del materiale bruciato e dilavato dalle acque di spegnimento. Si deve tenere conto in misura adeguata dello spostamento di volume dovuto a dispositivi e impianti stagni di grandi dimensioni.
A.3 Esempi di calcolo Esempio 1 Fabbrica di vernici e colori − Produzione con un concetto di protezione antincendio edile (superficie di 100 m2) − Quantità di sostanze: 9’000 kg della classe di pericolosità F1/F2
a. Calcolo della densità di stoccaggio e determinazione del fattore corrispondente:
Quantità totale di sostanze, preparati e oggetti in 9’000 kg un compartimento tagliafuoco comune
Superficie del compartimento tagliafuoco 100 m2
Densità di stoccaggio in questo compartimento 9’000 kg / 100 m2 = 90 kg / m2 tagliafuoco
Secondo la tabella 3: densità di stoccaggio per compartimento tagliafuoco ≤ 100 kg / m2 = fattore 0,5
b. Volume di ritenzione delle acque di spegnimento teorico secondo la tabella 4: 100 m3 c. Calcolo del volume necessario per ritenere le acque di spegnimento: 0,5 x 100 m3 = 50 m3
Esempio 2 Deposito di pneumatici − Deposito a blocchi di al massimo 300’000 kg di pneumatici usati (F4) in un compartimento tagliafuoco separato (superficie di 1’000 m2) − Protezione antincendio con impianto sprinkler
a. Calcolo della densità di stoccaggio e determinazione del fattore corrispondente:
Quantità totale di sostanze, preparati e oggetti 300’000 kg in un compartimento tagliafuoco comune
Superficie del compartimento tagliafuoco 1’000 m2
Densità di stoccaggio per questo compartimento 300’000 kg / 1’000 m2 = 300 kg / m2 tagliafuoco
Secondo la tabella 3: densità di stoccaggio per compartimento tagliafuoco ≤ 500 kg / m2 = fattore 0,8
b. Volume di ritenzione delle acque di spegnimento teorico secondo la tabella 4: 340 m3 c. Calcolo del volume necessario per ritenere le acque di spegnimento: 0.8 x 340 m3 = 272 m3
Allegato B
Come vengono ritenute le acque di spegnimento? B.1 Requisiti generali Marcatura di impianti e dispositivi Le possibilità di ritenzione, gli impianti e i posti di comando devono essere contrassegnati visivamente. I posti di comando devono inoltre essere muniti di un’indicazione ben riconoscibile. L’accesso agli impianti e ai posti di comando deve essere garantito in ogni momento (ad es. in caso di neve).
Manutenzione di impianti e dispositivi – L’impermeabilità di tutti i bacini di ritenzione, sistemi di condotta e altri dispositivi tecnici di ritenzione deve essere esaminata regolarmente. Con un’ispezione approfondita bisogna assicurarsi inoltre che i tubi delle canalizzazioni siano stagni. Non devono esservi né canali di drenaggio, né errori di allacciamento. – Le misure tecniche e organizzative devono essere verificate regolarmente. Le misure devono in particolare essere coordinate tra di loro: una saracinesca con meccanismo di chiusura manuale è ad esempio insufficiente in presenza di un impianto sprinkler ad azionamento automatico. L’azienda deve documentare tutte le verifiche effettuate.
Incendi in locali protetti contro le esplosioni Se in caso d’incendio, in locali protetti contro le esplosioni (nei quali sono stoccati liquidi con un punto di infiammabilità < 30°C) vengono prodotte delle acque di spegnimento, esse devono essere ritenute nello stesso locale o convogliate direttamente verso l’esterno dell’edificio. In nessun caso è permesso convogliarle in altri locali non protetti contro le esplosioni.
B.2 Mettere a disposizione il volume di ritenzione necessario Affinché le acque di spegnimento possano essere ritenute, è necessario un dispositivo atto a raccoglierle (volume di ritenzione). Al contempo deve essere garantito che le acque di spegnimento non possano fuoriuscire dal dispositivo di ritenzione. Esistono possibilità di ritenzione di natura permanente o mobili: – Le possibilità di ritenzione permanenti sono disponibili in ogni momento. – In caso d‘incendio, i contenitori mobili devono dapprima essere preparati e montati. Essi possono quindi essere utilizzati soltanto come ultima opzione o come complemento ad altri mezzi per ritenere le acque di spegnimento.
Possibilità di ritenzione (edilizie) permanenti – Ritenzione nello stesso compartimento tagliafuoco: le acque di spegnimento possono essere ritenute all’interno del compartimento tagliafuoco nel quale sono state prodotte. – Ritenzione all’interno dell’edificio: l’edificio viene costruito come una vasca impermeabile nella quale possono essere ritenute le acque di spegnimento. Di regola sono le cantine e i garage sotterranei a fungere da vasche di ritenzione. – Ritenzione in contenitori esterni permanenti: le acque di spegnimento vengono ritenute in un contenitore fisso installato all’esterno dell’edificio (ad es. in un bacino centrale situato sul fondo o in un edificio vicino).
Le acque di spegnimento possono essere ritenute nello stesso locale di stoccaggio grazie alla vasca provvista di una pedana grigliata.
Possibilità di ritenzione edilizie che richiedono misure supplementari: Attenzione: – Ritenzione nelle canalizzazioni interne all’azienda: anche le canalizzazioni le canalizzazioni pubbliche non possono essere utilizzate per la ritenzione delle acque di spegnimento, ma in questo possono essere utilizzate per la ritenzione delle acque di spegnimento. caso bisogna impedire, tramite l’adozione di misure supplementari, che le acque di spegnimento defluiscano nelle canalizzazioni pubbliche. – Ritenzione su piazzali: un piazzale costruito come una vasca impermeabile può fungere da dispositivo di ritenzione, se i pompieri non lo utilizzano come area d’accesso o come superficie di stazionamento. Se i piazzali dispongono di un sistema di evacuazione delle acque piovane, il deflusso delle acque di spegnimento deve essere impedito adottando misure supplementari. In tal caso deve essere aggiunto il volume supplementare corrispondente alla precipitazione giornaliera raggiunta una volta all’anno sull’Altopiano, pari a 30 l/m2 (Fonte: MeteoSvizzera, www.meteosvizzera.admin.ch)
Possibilità di ritenzione mobili – Raccolta in contenitori mobili: il ricorso a contenitori mobili richiede l’adozione di misure organizzative affinché in caso d’incendio i contenitori siano disponibili e possano essere installati in tempo utile. I contenitori mobili dovrebbero essere utilizzati soltanto come complemento a misure di ritenzione delle acque di spegnimento esistenti.
Esempio di un contenitore di ritenzione mobile
B.3 Convogliare e ritenere le acque di spegnimento Esistono varie possibilità per convogliare le acque di spegnimento verso il dispositivo di ritenzione e per impedire che ne possano fuoriuscire. Esse possono essere messe in atto in modo isolato o combinato.
In linea di principio si distingue tra misure passive e misure attive: – In caso di misure passive, le acque di spegnimento fluiscono senza intervento umano verso il dispositivo di ritenzione seguendo la pendenza naturale e non ne possono fuoriuscire. – Le misure attive comprendono dispositivi tecnici e/o mezzi organizzativi che permettono di convogliare le acque di spegnimento verso il dispositivo di ritenzione e di impedire che ne possano fuoriuscire.
Misure passive – Installazioni fisse: in caso d’incendio, esse convogliano le acque di spegnimento verso il dispositivo di ritenzione e/o impediscono che ne possano fuoriuscire. Simili installazioni sono molto affidabili e spesso realizzabili a basso costo. Esempi: – canalette, condotte di evacuazione delle acque – soglie, bordi in calcestruzzo, rampe – pozzetti di raccolta provvisti di troppopieno verso il dispositivo di ritenzione
Dei passaggi adeguati permettono di garantire un esercizio senza ostacoli anche in caso di dispositivo di ritenzione fisso.
– Messa fuori servizio di pozzetti: i pozzetti delle canalizzazioni non più utilizzati Attenzione: nell’area di ritenzione e di deflusso delle acque di spegnimento devono nella realizzazione di installazioni per l’evacuazione delle acque di essere chiusi definitivamente, in modo da impedire che le acque di spegnimento spegnimento verso il dispositivo di giungano nelle canalizzazioni. ritenzione bisogna evitare di creare delle aperture nei compartimenti tagliafuoco. In caso di dubbio, nella Misure attive fase di pianificazione va coinvolta In caso di adozione di misure attive, deve essere garantito il funzionamento ineccepibile dei l’autorità di protezione antincendio cantonale! dispositivi tecnici e dei mezzi organizzativi.
Quando si adottano misure attive bisogna assolutamente osservare i punti seguenti: le misure immediate da adottare e le istruzioni su come agire da impartire in caso di incendio devono imperativamente essere stabilite d’intesa con i servizi d’intervento (pompieri) e integrate in un piano di ritenzione. Sul posto, i dispositivi di ritenzione, gli interruttori e altri impianti adibiti alla ritenzione delle acque di spegnimento devono essere contrassegnati come tali. I gestori devono allestire istruzioni relative all’utilizzo corretto e alla manutenzione regolare. Le misure immediate devono essere annotate anche nel piano d’intervento dei pompieri.
Impianti tecnici – saracinesche/ paratie: saracinesche e paratie posate correttamente impediscono che le acque di spegnimento possano fuoriuscire dal dispositivo di ritenzione o garantiscono che, bloccando un’altra via di deflusso, queste acque possano scorrere in un tale dispositivo.
Le saracinesche e le paratie possono essere azionate automaticamente (ad es. da un sistema elettrico, pneumatico o idraulico) o manualmente. Mentre in caso di incendio i sistemi azionati automaticamente funzionano senza intervento umano (comando tramite sistemi di rilevamento di incendio o impianti sprinkler), i sistemi manuali (ad es. volantino, interruttore di sicurezza) richiedono mezzi organizzativi supplementari per un posizionamento corretto della saracinesca o della paratia.
Bisogna considerare l’approvvigionamento energetico in caso di incendio. In caso di incendio, la saracinesca/ paratia dovrebbe raggiungere da sola la posizione corretta. Sono ideali i sistemi che si chiudono senza elettricità o pressione (ad es. mediante molla o con forza di gravità).
Il tipo di dispositivo tecnico viene di solito stabilito dalle autorità esecutive in funzione dei corrispondenti requisiti di sicurezza. I pozzetti con saracinesca devono essere accessibili in Saracinesca azionata a mano ogni momento, ad es. mantenendo libero l’accesso attraverso la posa di paletti.
Paratie di ritenuta delle acque di spegnimento manuali per rampe di carico
– Messa fuori servizio delle pompe per acque di scarico: se nel volume di ritenzione è installata una pompa per acque di scarico, con una messa fuori servizio mirata in caso di incendio è possibile impedire che acque di spegnimento vengano pompate e introdotte nelle canalizzazioni. La pompa per acque di scarico può essere collegata al sistema di rilevamento di incendio, di modo che in caso di attivazione del sistema antincendio la pompa venga automaticamente messa fuori servizio.
Misure organizzative – Dispositivi di sigillatura mobili: in caso di incendio, i dispositivi di sigillatura mobili garantiscono la chiusura ermetica di porte o pozzetti. Esempi: – paratie, profili ad «H» – rivestimenti sigillanti, guarnizioni (ad anello) o palloni otturatori Questi dispositivi di sigillatura devono sempre essere a portata di mano e devono essere di facile utilizzo.
Paratia di ritenuta delle acque di spegnimento manuale
Paratia di ritenuta delle acque di spegnimento semiautomatica
– Sistemi di condotte mobili: l’azienda può tenere pronti sistemi di condotte mobili Attenzione: se la qualità delle acque di spegnicome pompe o tubi flessibili per convogliare le acque di spegnimento dal luogo mento è problematica, ai veicoli in cui sono state prodotte al luogo di ritenuta. Questo materiale deve essere pronto di spurgo vengono posti requisiti all’uso in maniera rapida e semplice. speciali. – Posti di pompaggio delle acque di spegnimento: per il pompaggio delle acque di spegnimento possono essere installati dei posti di pompaggio, eventualmente completati da condotte.
Nei casi d’emergenza, le misure passive sono le più affidabili.
Tra le misure attive, le misure tecniche sono da preferire a quelle organizzative, perché i pompieri danno la priorità al salvataggio delle persone e alla lotta contro l’incendio.
Se già prima dell’arrivo dei pompieri vengono prodotte acque di spegnimento o fuoriescono liquidi pericolosi per le acque, è obbligatoria l’adozione di misure passive o di corrispondenti misure tecniche automatiche.
B.4 Scegliere bene le misure di ritenzione Nuove costruzioni In caso di nuove costruzioni, di preferenza le acque di spegnimento vengono ritenute in un bacino di ritenzione permanente e la condotta di afflusso viene realizzata tramite misure edili o misure tecniche automatiche. Per le nuove costruzioni, le misure organizzative risultano inadatte. L’autorità accetta questo tipo di misure soltanto in casi eccezionali.
Esempio: evacuazione separata delle acque di spegnimento Nell’ambito della costruzione di un nuovo centro logistico è prevista la realizzazione di due locali protetti contro le esplosioni per sostanze facilmente infiammabili, uno al 2° piano e uno al piano interrato (superficie dei compartimenti tagliafuoco: 240 m2 e 28 m2). È previsto un concetto di protezione antincendio con sistema di rilevamento di incendio.
In caso di incendio, la quantità di acqua di spegnimento prodotta ammonta al massimo a 370 m3 nel locale al 2° piano e al massimo a 30 m3 in quello al piano interrato. 682 m3 di acque di spegnimento potrebbero essere ritenuti nel garage sotterraneo e nelle fosse degli ascensori situate al piano interrato. L’azienda aveva previsto di convogliare le acque di spegnimento attraverso i vani ascensori fino al piano interrato, dove sarebbero poi state ritenute.
L’autorità di protezione dell’ambiente non ha potuto approvare il progetto: se in caso di incendio in locali protetti contro le esplosioni vengono prodotte acque di spegnimento, queste devono essere ritenute nello stesso locale o fatte convogliare verso l’esterno dell’edificio. In nessun caso è permesso convogliarle in altri locali non protetti contro le esplosioni. Se le acque di spegnimento vengono convogliate attraverso i vani ascensori fino al piano interrato, vi è il rischio che tali acque giungano in altri locali non protetti contro le esplosioni e che il fuoco si propaghi nell’intero edificio.
L’autorità esecutiva ha richiesto la costruzione di tubi discendenti attraverso i quali le acque di spegnimento possono essere evacuate dai due locali e convogliate direttamente in un bacino all’esterno dell’edificio. Al di sotto del piazzale di trasbordo, l’azienda ha realizzato un bacino di ritenzione dalle dimensioni appropriate nel quale sboccano i tubi verticali.
Costruzioni esistenti Se prima dell’arrivo dei pompieri vengono prodotte delle acque di spegnimento (ad es. attivazione dell’impianto sprinkler), è obbligatoria l’adozione di misure passive o di misure tecniche automatiche. Se le acque di spegnimento vengono prodotte soltanto a seguito dell’intervento dei pompieri, sono possibili anche misure tecniche e/o misure organizzative. In caso di stoccaggio di sostanze altamente pericolose per l’ambiente, sono preferibili misure passive.
Esempio: riduzione del volume di acque di spegnimento Al piano interrato di un immobile commerciale era prevista la realizzazione di due depositi per merci pericolose. Era previsto lo stoccaggio separato di sostanze facilmente infiammabili e di sostanze ossidanti, corrosive e pericolose per l’ambiente. Nel deposito per sostanze ossidanti, corrosive e pericolose per l’ambiente (superficie del compartimento tagliafuoco: 2’000 m2) era prevista l’installazione di un deposito a scaffalature (< 6 m) con impianto sprinkler. Considerato il volume di acque di spegnimento determinato (260 m3), alle varie uscite dei depositi sarebbero stati necessari dispositivi di ritenzione alti circa 13 cm, che sono problematici dal punto di vista del diritto del lavoro (vie di fuga).
D’intesa con le organizzazioni a tutela dei lavoratori, l’autorità di protezione dell’ambiente non ha approvato il progetto e ha raccomandato all’azienda di rielaborare il piano di stoccaggio. Per soddisfare i requisiti posti allo stoccaggio comune e per ridurre il volume di acque di spegnimento, le sostanze ossidanti hanno dovuto essere stoccate in un terzo compartimento tagliafuoco separato. In tal modo, la quantità massima di acqua di spegnimento prodotta nel secondo deposito ha potuto essere ridotta a 110 m3. Presso tutti i varchi dei depositi sono state installate delle soglie fisse alte 6 cm. La porta d’accesso principale è stata provvista di una paratia automatica per le acque di spegnimento che viene attivata dall’impianto sprinkler.
Edificio a più piani Se ai piani superiori vengono stoccati sostanze, preparati od oggetti rilevanti secondo le tabelle da A a C (pagina 6), deve essere garantito che in caso di incendio anche le acque di spegnimento prodotte ai piani superiori confluiscano effettivamente nel dispositivo di ritenzione previsto (ad es. verso il piano cantina).
Ciò può essere raggiunto in vari modi:
1 Le acque di spegnimento giungono al piano interrato
attraverso tubi discendenti. I tubi e i loro imbocchi devono essere concepiti di modo da non intasarsi.
Raccordo utilizzato dai pompieri per aspirare
2 Le acque di spegnimento giungono al piano interrato
attraverso il vano ascensori. Attenzione: il fondo del vano ascensori deve assolutamente essere reso stagno.
3 Le acque di spegnimento giungono al piano interrato
le acque di spegnimento 1 attraverso le scale. Devono essere adottare le misure appropriate affinché le acque 2 di spegnimento non possano defluire verso l’esterno dell’edificio.
4 In linea di principio, l’intero
piano interrato funge da bacino di ritenzione. Per non danneggiare i compartimenti tagliafuo- 3 co, ogni tubo discendente che conduce dai compartimenti tagliafuoco al bacino di ritenzione deve essere provvisto di un sifone.
Condotta per l’acqua piovana Varianti di conduzione e di ritenzione delle acque di spegnimento in edifici a più piani – rappresentazione schematica
In edifici a più piani bisogna in particolare badare affinché le acque di spegnimento non possano defluire attraverso le condotte di evacuazione delle acque del tetto o degli impianti sanitari. Le condotte in materia plastica devono ad es. essere provviste di una guaina ignifuga. In tal modo, il volume di ritenzione è garantito anche se la condotta in materia plastica è danneggiata. L’altezza della guaina dei tubi di ogni piano nel quale vengono ritenute le acque di spegnimento deve corrispondere almeno all’altezza massima di ritenzione delle acque di spegnimento più 20 cm. Gli impianti e le condotte che si estendono su più piani devono disporre su ogni piano di una compartimentazione che in caso di incendio impedisca al fuoco di propagarsi da un piano all’altro. In caso di nuova costruzione, è possibile installare in un punto ben accessibile e sicuro, sul lato esterno dell’edificio, un raccordo per aspirare le acque di spegnimento.
Laboratori biologici I laboratori biologici delle classi 3 e 4 devono imperativamente essere dotati di sistemi di ritenzione delle acque di spegnimento, indipendentemente dalla quantità delle sostanze stoccate (nessun limite quantitativo). I sistemi di ritenzione devono essere concepiti di modo che il rischio di contaminazione riguardi la minor quantità possibile di superfici, condotte o bacini di ritenzione, in quanto la loro decontaminazione nel quadro dell’eliminazione dei danni è molto onerosa. Bisogna dunque cercare di limitare al minimo le superfici interessate. Ne risulta che, in caso di costruzione di nuovi laboratori biologici, le acque di spegnimento devono essere ritenute all’interno del laboratorio, rispettivamente entro le relative camere stagne. Di regola, ciò è possibile in maniera semplice installando soglie massicce. Nei laboratori biologici esistenti può essere accettabile l’installazione a posteriori di paratie mobili di modo che le acque di spegnimento possano essere ritenute all’interno del laboratorio. Dopo un incendio, le acque di spegnimento devono in ogni caso essere decontaminate. Per ulteriori domande deve essere chiamata a consulto l’autorità esecutiva cantonale (vedi inserto cantonale).
1 a edizione ottobre 2015
© Cantoni ZH, BE, LU, UR, SZ, NW, OW, GL, ZG, FR, SO, SH, AR, GR, AG, TG, TI, VD, VS, NE, GE, JU, FL
Gruppo di progetto Heinz Stahel, Amt für Abfall, Wasser, Energie und Luft, Cantone di Zurigo (direzione del progetto) Bruno Hertzog, Amt für Umwelt, Cantone di Turgovia Dr. Peter Dell’Ava, Amt für Abfall, Wasser, Energie und Luft, Cantone di Zurigo Marcel Gabriel, Amt für Abfall, Wasser, Energie und Luft, Cantone di Zurigo Dr. Jesper Hansen, Amt für Abfall, Wasser, Energie und Luft, Cantone di Zurigo Ernst Butscher, Umwelt und Energie, Cantone di Lucerna Remo Kuster, Amt für Umwelt, Cantone di Nidwaldo Thomas Keller, Gebäudeversicherung, Cantone di Zurigo Martina Hagenbuch, GEO Partner AG, Zurigo
Composizione Signito GmbH, Zurigo
Indirizzo della redazione e ordinazione AWEL Amt für Abfall, Wasser, Energie und Luft Betrieblicher Umweltschutz und Störfallvorsorge Walcheplatz 2, 8090 Zurigo E-mail: betriebe@bd.zh.ch Nessuna versione stampata
Fonti delle illustrazioni e dei grafici Tutte le immagini provengono dall’AWEL, tranne: Immagine di copertina: incendio in un azienda industriale a Ludwigshafen (pompieri di Ludwigshafen) Introduzione: pagina 4: GVZ Allegato B: B4 in alto: SISTAG AG, B4 in basso: © CGK, B5 in basso: NeoVac, B7: Signito GmbH