Lexipedia
HomeNewsEsploraRepertorio
Condizioni d’usoPrivacyAssistenza
Accedi

Das Strassburger Gericht betreibt politisch-ideologischen Aktivismus. Die Schweiz muss daher die EMRK kündigen

68192 · Amtliches Bulletin

Del 10 giu 2025

https://lexipedia.io/it/docs/ch/ab-bo-bu/68192/de/das-strassburger-gericht-betreibt-politisch-ideologischen-aktivismus-die-schweiz-muss-daher-die-emrk-kundigen

Consultato il 10 set 2026

  1. Documenti
  2. Confederazione
  3. Bollettino ufficiale
Fonte

Oggetto parlamentare: I giudici di Strasburgo fanno attivismo politico-ideologico. La Svizzera disdica la CEDU (24.3405)

24.3405

Das Strassburger Gericht betreibt politisch-ideologischen Aktivismus. Die Schweiz muss daher die EMRK kündigen

Quadri Lorenzo · Mit-M · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei

La mozione è stata presentata dopo la nota sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo (CEDU) sul caso "Anziane per il clima". Nel frattempo, come sappiamo, sia la maggioranza del Consiglio nazionale che quella del Consiglio degli Stati ed anche il Consiglio federale hanno preso posizione sul tema, criticando l'invasione di campo da parte dei giudici di Strasburgo. Si è trattato di un gesto doveroso. In effetti, i diritti umani in ambito climatico neppure esistono, sono una creazione estemporanea dei giudici della CEDU che praticano quella che potremmo chiamare una politica espansionistica, che però è incompatibile con la nostra sovranità, con la nostra democrazia e con i principi stessi dello Stato di diritto e della separazione dei poteri.

Nonostante le prese di posizione appena citate, il Consiglio federale ha comunque continuato ad esaminare la sentenza. Nel marzo del 2025 il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha riconosciuto alcuni progressi della Svizzera, ma ha chiesto ulteriori informazioni che la Svizzera avrà tempo di fornire fino a settembre del 2025, quindi la questione rimane tuttora aperta.

Sia il Parlamento che il Consiglio federale, nelle rispettive prese di posizione sulla sentenza CEDU nel caso "Anziane per il clima", hanno insistito sul fatto che non intendono indebolire o mettere in discussione l'adesione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Invece disdire questa convenzione è opportuno ed è quanto chiede questa mozione. È manifesto che le ingerenze dei giudici di Strasburgo, come le abbiamo viste e vissute, non costituiscono un caso isolato, quindi non sono un unico, ma proprio il contrario. Situazioni di questo genere sono destinate a moltiplicarsi in futuro, questo a causa della citata impostazione espansionistica della Corte di Strasburgo, che assume un ruolo che non le compete. Questo non accade solo in ambito di politica climatica, ma anche e soprattutto in materia di politica degli stranieri.

Sempre per dare seguito ad una sentenza della CEDU, che tra l'altro era diretta neanche contro la Svizzera, ma contro la Danimarca, il Consiglio federale ha deciso di ridurre da tre a due anni il tempo d'attesa per il ricongiungimento familiare delle persone ammesse provvisoriamente, e questo significa agevolare l'arrivo di migranti magari radicalizzati.

Ancora a causa della CEDU si permette a migranti georgiani, che non sono dei perseguitati e nemmeno affermano di esserlo, di rimanere in Svizzera a farsi curare a nostre spese. Gli esempi potrebbero continuare a lungo.

Per la Svizzera, come per il resto dell'Europa, espellere un numero maggiore di migranti delinquenti è una priorità e soprattutto è un'esigenza a tutela della sicurezza della popolazione residente, ma la CEDU si muove nella direzione opposta. Nelle scorse settimane nove Paesi, tra cui Italia, Danimarca e Austria, hanno scritto al segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset, per denunciare l'attivismo politico della Corte di Strasburgo. Il messaggio è chiaro: i diritti umani non devono diventare un pretesto ideologico per sabotare le decisioni democratiche e ostacolare le politiche migratorie nazionali. Ricordiamo che la Svizzera aderì alla CEDU nel 1974 senza nemmeno una votazione popolare. All'epoca il consigliere federale Pierre Graber dichiarò che una condanna della Svizzera sarebbe stata inimmaginabile. Oggi, invece, è diventata quasi routine, non certo perché la Svizzera violi i diritti umani, anzi, ma perché la Corte ha progressivamente allargato la propria interpretazione della Convenzione per farne uno strumento di politica immigrazionista e adesso pure climatista, come abbiamo visto nel caso delle "Anziane per il clima". La Svizzera non ha bisogno né di convenzioni internazionali né di giudici stranieri di Strasburgo per garantire il rispetto dei diritti umani sul proprio territorio, a maggior ragione in considerazione dell'impostazione già garantista del Tribunale federale. Rinunciando alla CEDU, il nostro Paese non ha nulla da perdere, ha solo da guadagnare in autonomia, sovranità e democrazia

Pertanto, vi invito ad accogliere la presente mozione.

Jans Beat · BR-M · Bundesrat · Basel-Stadt

Sie haben - genauso wie der Ständerat im September 2024 - bereits zwei ähnliche Motionen abgelehnt, nämlich die Motion 24.3503 der Fraktion der Schweizerischen Volkspartei und die Motion Stark 24.3513.

Zur Begründung der Motion wird unter anderem auf das Urteil des Europäischen Gerichtshofs für Menschenrechte (EGMR) zu den Klimaseniorinnen verwiesen. Wie National- und Ständerat kritisiert der Bundesrat die weite Auslegung der EMRK in diesem Urteil. Die Schweiz hat das Ministerkomitee des Europarates über die kritische Haltung des Bundesrates sowie von National- und Ständerat informiert. Sie hat auch den Präsidenten des EGMR auf die Kritik aufmerksam gemacht. Die Kritik ist aber nicht als Abkehr von der EMRK oder dem EGMR als Institution zu verstehen.

Die EMRK und die Mitgliedschaft im Europarat, zu dessen Grundpfeilern der Schutz der Menschenrechte, die Demokratie und die Rechtsstaatlichkeit zählen, sind für die Schweiz und ihre Bevölkerung von grosser Bedeutung. Die Werte der EMRK haben im Rahmen der Nachführung der Bundesverfassung Eingang in unsere Bundesverfassung gefunden. Diese Werte gehören zu den Grundlagen unseres Staatswesens und unseres Selbstverständnisses. Sie können nicht gekündigt werden, ohne den Konsens infrage zu stellen, welcher unsere Stärke ausmacht.

Die Kündigung der EMRK hätte auch auf internationaler Ebene Nachteile für die politische Glaubwürdigkeit und den Ruf der Schweiz. Sie würde zum Ausscheiden der Schweiz aus dem Europarat und zu einer aussenpolitischen Isolierung der Schweiz führen.

Aus all diesen Gründen beantrage ich Ihnen im Namen des Bundesrates, die Motion abzulehnen.

Abstimmung

Präsidentin (Riniker Maja, Präsidentin): Der Bundesrat beantragt die Ablehnung der Motion.

Abstimmung - Vote

Für Annahme der Motion ... 63 Stimmen

Dagegen ... 126 Stimmen

(1 Enthaltung)