FF 2019 3287
Iniziativa parlamentare. Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi. Rapporto della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 14 febbraio 2019. Parere del Consiglio federale
ad 16.414
Iniziativa parlamentare Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi Rapporto della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 14 febbraio 2019 Parere del Consiglio federale
del 17 aprile 2019
Onorevoli presidente e consiglieri,
conformemente all’articolo 112 capoverso 3 della legge sul Parlamento, vi presentiamo il nostro parere in merito al rapporto della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 14 febbraio 2019 concernente l’iniziativa parlamentare «Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi».
Gradite, onorevoli presidente e consiglieri, l’espressione della nostra alta considerazione.
17 aprile 2019 In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Ueli Maurer Il cancelliere della Confederazione, Walter Thurnherr
Parere
1 Situazione iniziale
Il 17 marzo 2016 il consigliere agli Stati Konrad Graber ha depositato l’iniziativa parlamentare 16.414 «Flessibilizzare parzialmente la legge sul lavoro preservando i modelli di orario di lavoro dimostratisi validi». L’iniziativa chiede di introdurre a livello di legge il modello di orario di lavoro annualizzato e di rendere più flessibili nella legge sul lavoro le disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo. Nella sua seduta del 18 agosto 2016 la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha deciso con 10 voti contro 3 di dare seguito all’iniziativa parlamentare. Il 20 febbraio 2017 l’omologa Commissione del Consiglio nazionale (CET-N) si è allineata a questa decisione con 18 voti contro 6. Il 18 giugno 2018 la CET-S ha approvato il progetto preliminare di revisione della legge e ha deciso di porlo in consultazione. Il 14 febbraio 2019 ha preso atto del rapporto sui risultati della consultazione, ha adottato il progetto senza modifiche con 10 voti contro 3 e ha invitato il Consiglio federale a pronunciarsi sul testo di legge proposto, che dovrà essere trattato dal Consiglio degli Stati durante la sessione estiva 2019.
2 Parere del Consiglio federale
Secondo il Consiglio federale lo scopo dell’iniziativa, ossia allentare la legge del 13 marzo 19641 sul lavoro (LL) per tener conto dell’esigenza di una maggiore flessibilità come auspicato da varie aziende, è pertinente considerata l’evoluzione del mercato del lavoro. La globalizzazione dei mercati e la digitalizzazione dell’economia hanno infatti mutato profondamente le condizioni quadro in cui le aziende svizzere si trovano a operare. Il Consiglio federale può comprendere che una parte del contenuto della LL non corrisponda più interamente alle esigenze attuali. Infatti, benché la legge offra in teoria una grande flessibilità e permetta, ad esempio, di aumentare temporaneamente i limiti massimi della durata del lavoro per far fronte a eventuali fluttuazioni importanti del volume di attività, nella prassi si constata che la complessità del sistema limita spesso il margine di manovra delle imprese. Non bisogna tuttavia dimenticare che la LL è uno strumento di diritto pubblico che si prefigge in primo luogo di tutelare la salute dei lavoratori. A tale proposito sarebbe sbagliato ritenere che la legge non sia più pertinente semplicemente perché è entrata in vigore più di mezzo secolo fa. Il rapporto tra la durata eccessiva del lavoro e il verificarsi di alcune patologie è scientificamente attestato e sempre valido, il che autorizza ancora oggi gli enti pubblici a disciplinare la durata del lavoro e del riposo. A tale proposito va rilevato il crescente impatto dei rischi psicosociali in materia di salute sul lavoro, come sottolineato in vari studi pubblicati negli ultimi anni. Trattandosi di una questione di sanità pubblica, è altresì necessario che gli ispettorati