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Riconoscimento dei dialetti svizzero-tedeschi come lingue regionali
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche della legge sulle lingue (RS 441.1) necessarie per riconoscere i principali dialetti svizzero-tedeschi come lingue regionali e per inserirli come tali nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992.
Motivazione
Nella realtà linguistica della Svizzera, i dialetti svizzero-tedeschi rappresentano la prima lingua madre degli svizzeri. Nelle differenti varianti regionali, lo svizzero-tedesco è utilizzato tutti i giorni, negli scambi pubblici e privati, dalla maggioranza dei parlanti germanofoni del Paese. Anche se non gode di un riconoscimento ufficiale, la Confederazione ne finanzia direttamente e indirettamente la diffusione, il che è contraddittorio.
È venuto il momento per la Confederazione di riconoscere ufficialmente i principali dialetti svizzero-tedeschi come lingue regionali orali della Svizzera, vettori d'identità e di cultura locale. Così la Svizzera tedesca beneficerà del giusto riconoscimento della sua particolarità, alla stregua della regione italofona e di quella romancia del Paese (tuttavia senza che i suoi dialetti abbiano lo statuto di lingua nazionale).
Un riconoscimento dei dialetti svizzero-tedeschi permetterebbe d'inserirli nella Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 1992, alla quale la Svizzera ha aderito, dichiarando tuttavia come tali solo l'italiano, il romancio e lo jenisch. Inoltre, il sostegno attuale della Confederazione (in particolare mediante le tasse radiotelevisive) potrà essere così legittimato.
Proposta del Consiglio federale
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Parere del Consiglio federale
L'articolo 4 della Costituzione federale enumera quattro lingue nazionali, ma non specifica che cosa s'intenda per "tedesco". Nella pratica si è concordi tuttavia nel ritenere che il concetto di lingue nazionali contemplato nella Costituzione sia da intendersi in termini generali e globali: tutte le forme scritte e orali delle quattro lingue citate, inclusi i differenti idiomi e dialetti (cfr. M. Borghi, Langues nationales et langues officielles, in D. Thürer, J.-F. Aubert, J.P. Müllert, Verfassungsrecht der Schweiz, Zurigo 2001, pag. 594).
Indubbiamente, i dialetti svizzero-tedeschi sono varianti della lingua tedesca e di conseguenza sono riconosciuti e protetti dal diritto costituzionale. Inoltre sono sottintesi nella legge sulle lingue del 5 ottobre 2007 ogni volta che si fa riferimento al tedesco, tranne se la legge lo esclude esplicitamente, per esempio all'articolo 5 capoverso 2 ("Le autorità federali usano le lingue ufficiali nella loro forma standard").
L'autore della mozione chiede che i dialetti svizzero-tedeschi siano inseriti nelle liste della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 5 novembre 1992 quali lingue regionali o minoritarie. L'articolo 1 lettera a della Carta definisce il concetto di lingue regionali o minoritarie ritenendo tali le lingue diverse dalla o dalle lingue ufficiali di un determinato Stato, purché non siano dialetti della o delle lingue ufficiali. I dialetti svizzero-tedeschi non possono essere considerati lingue regionali o minoritarie ai sensi della Carta, poiché sono varianti della lingua tedesca e dialetti di un idioma riconosciuto come lingua nazionale e ufficiale.
Il riconoscimento dello jenisch quale "lingua non territoriale" si fonda sull'articolo 1 lettera c della Carta.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.