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Deepfake. Rafforzare la resilienza della società di fronte ai contenuti sintetici
Testo depositato
Al fine di integrare l’avamprogetto in elaborazione e volto a regolamentare l’intelligenza artificiale (IA), il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto sui rischi che i deepfake e gli altri contenuti sintetici generati dall’IA comportano per i privati, le imprese, le autorità pubbliche e il funzionamento delle istituzioni democratiche, nonché sulle misure atte a rafforzare la resilienza della società di fronte a questi fenomeni.
Il rapporto esaminerà in particolare:
la portata attuale e prevedibile del fenomeno in Svizzera;
i rischi in materia di truffa, usurpazione d’identità, lesione della personalità, cibercriminalità e manipolazione dell’informazione;
le potenziali conseguenze per la fiducia nell’informazione, nei media e nelle istituzioni democratiche;
le misure di prevenzione e sensibilizzazione volte a rafforzare la capacità della popolazione di identificare i rischi;
l’opportunità di integrare nei programmi scolastici e nei dispositivi d’educazione digitale moduli sull’IA, i contenuti sintetici, la verifica delle informazioni e l’esercizio del pensiero critico.
Motivazione
La rapida democratizzazione degli strumenti di IA generativa trasforma profondamente il mondo digitale. Contenuti falsificati ma estremamente credibili possono ormai essere prodotti a basso costo e diffusi su vasta scala. Questa evoluzione crea nuovi rischi per i cittadini, le imprese e le autorità. I deepfake possono essere utilizzati per commettere frodi, ledere la reputazione di una persona, eludere meccanismi di sicurezza o manipolare l’opinione pubblica. Anche se il Consiglio federale sta lavorando a una regolamentazione dell’IA, la rapida diffusione dei contenuti sintetici solleva anche questioni in materia di prevenzione, sensibilizzazione e formazione che meritano particolare attenzione. A medio termine, la capacità di distinguere un’informazione autentica da un contenuto generato artificialmente rappresenterà una grande sfida per la fiducia nell’informazione e il buon funzionamento delle istituzioni democratiche. Appare quindi opportuno integrare i lavori già avviati dal Consiglio federale con l’esame delle misure che permettono di rafforzare la resilienza della popolazione di fronte a questa evoluzione tecnologica.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale auspica che la Svizzera ratifichi la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA e ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un avamprogetto d’attuazione, in collaborazione con il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione (DATEC), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e altri servizi coinvolti. La Convenzione sull’IA esige misure in materia di trasparenza, senza prescriverne di specifiche; il rapporto esplicativo cita a titolo d’esempio l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA (cfr. la risposta all’Ip. Rumy 26.3607). Il Consiglio federale ha inoltre proposto di accogliere la mozione Mahaim 26.3458, che riguarda anche il tema dei deepfake.
L’avamprogetto di legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (AP-LPCom) non contiene una regolamentazione dei deepfake in quanto tali, ma prevede che i grandi fornitori di servizi rilevanti rendano conto annualmente dei rischi sistemici legati ai loro servizi; i deepfake possono rappresentare un rischio di questo tipo. I deepfake che costituiscono determinati reati elencati nell’AP-LPCom (p. es. diffamazione, molestie sessuali o incitamento all’odio) devono poter essere segnalati (cfr. la risposta all’Ip. Rumy 26.3607). La consultazione relativa all’AP-LPCom si è conclusa il 16 febbraio 2026 ed è attualmente in corso di valutazione.
Il gruppo di lavoro interdipartimentale «Attività d’influenza e disinformazione» può contribuire a sensibilizzare in merito alla disinformazione statale, deepfake compresi. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) sta elaborando un rapporto sulla disinformazione, che evidenzia il ruolo dell’educazione alla cittadinanza e ai media nello sviluppo delle competenze dei bambini, degli adolescenti e dei giovani adulti a valutare in maniera critica l’informazione, anche nel dibattito politico. La pubblicazione è prevista per l’autunno 2026. Gli effetti sulle istituzioni democratiche sono inoltre oggetto delle mozioni 26.3815 e 26.4002.
Infine, determinate fattispecie penali (p. es. lesioni dell’onore, usurpazione d’identità, diritto penale sessuale) si applicano in linea di massima anche ai deepfake. I procedimenti penali in corso e futuri permetteranno di valutare meglio la portata di questo fenomeno e se queste disposizioni sono sufficienti (cfr. pure Mo. Amaudruz 26.3955 e Bürgin 26.3851). I rischi in materia di cibersicurezza sono stati trattati anche nel rapporto in adempimento del postulato Andrey 23.3861.
Il Consiglio federale ritiene che questo fenomeno, in forte espansione, sia già oggetto di riflessioni approfondite nei lavori menzionati. Un rapporto supplementare non appare dunque opportuno.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.