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Iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!". Al Consiglio federale comprendere il messaggio della forte minoranza
Testo depositato
Uno dei principali insegnamenti da trarre dall’elevato sostegno ottenuto dalla minoranza il 14 giugno scorso è che un’ampia parte della popolazione vuole vedere la Svizzera combattere più efficacemente le conseguenze negative dell’immigrazione, e quindi arginare il turismo «sociale», ridurre drasticamente il ricongiungimento familiare e risolvere il caos dell’asilo. Il Consiglio federale è incaricato di adottare tutte le misure necessarie per conseguire questi obiettivi.
Motivazione
L’evoluzione demografica preoccupa gli Svizzeri. È vero che la maggioranza ha riconosciuto e considerato prioritario che la Svizzera continui a beneficiare di manodopera straniera qualificata, peraltro in gran parte europea. Inoltre, il Popolo non ha voluto ostacolare la prosperità del Paese e quindi rallentare la crescita. Un’ampia parte della popolazione, verosimilmente maggioritaria, ha tuttavia ritenuto importante contrastare gli abusi e le conseguenze negative dell’immigrazione: il turismo «sociale», il ricongiungimento familiare abusivo e il caos dell’asilo.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
L’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» è stata chiaramente respinta dal 54,8 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni. Il Popolo ha quindi seguito le raccomandazioni di voto del Parlamento e del Consiglio federale. In base all’analisi VOX pubblicata il 6 agosto 2026, il Consiglio federale constata che i motivi che hanno portato una parte dei cittadini ad approvare l’iniziativa riguardano soprattutto l’immigrazione e le ripercussioni della crescita della popolazione.
Rileva inoltre che circa l’otto per cento degli stranieri immigrati in Svizzera tra il 2014 e il 2023 e che vi soggiornavano ancora a fine 2024 era giunto come richiedente l’asilo e che un altro sei per cento era costituito da persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. La percentuale di richiedenti l’asilo rispetto al totale degli immigrati è pertanto esigua (cfr. la risposta del Consiglio federale all’interpellanza 26.3263 Gaillard Benoît «Eventuale attuazione dell'Iniziativa per la sostenibilità»). Come indicato prima della votazione, il mercato del lavoro è il principale motore dell’immigrazione.
Per quanto riguarda le sfide nel settore dell’asilo, la Confederazione le affronta attivamente nel quadro della strategia in materia d’asilo in stretta collaborazione con i Cantoni e i Comuni.
Il ricongiungimento familiare al di fuori dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Unione europea (ALC; RS 0.142.112.681) sottostà già a regole restrittive. Una riduzione drastica sarebbe difficilmente applicabile senza violare i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale (Cost.; RS 101) e dal diritto internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.