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Prevedere le interruzioni nell'accesso alle tecnologie critiche. Valutare la nostra capacità di ripiego
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare in un rapporto come integrare i lavori del gruppo interdipartimentale «Sovranità digitale» — che sta già individuando i rischi legati alle risorse digitali dell’Amministrazione federale — con una valutazione sistematica della capacità di ripiego in caso di interruzione dell’accesso a tecnologie critiche. A tal fine, il rapporto: 1. individuerà, tra le dipendenze già censite, quelle la cui interruzione comprometterebbe la continuità dei compiti statali;2. valuterà, per tali dipendenze, gli scenari concreti di interruzione dell’accesso: restrizioni straniere, sanzioni, controlli sulle esportazioni, cambiamenti improvvisi delle licenze, sospensione del servizio o aumento strategico dei costi;3. valuterà, in via riservata, l’effettiva capacità di ripiego secondo una logica di tipo PACE (soluzione primaria, alternativa, di contingenza, di emergenza); le funzioni per cui non vi è un ripiego praticabile figureranno in un allegato classificato non pubblicato;4. proporrà le misure per colmare le lacune: requisiti di reversibilità, alternative open source, clausole contrattuali, capacità sovrana, sostegno alla ricerca o investimenti mirati.
Motivazione
Il 12 giugno 2026 un importante fornitore di IA ha dovuto disattivare i propri modelli per tutti gli utenti non statunitensi, in seguito a una direttiva straniera che invocava la sicurezza nazionale: si tratta di un accesso critico interrotto dall’esterno, da un giorno all’altro.Il gruppo «Sovranità digitale» sta già individuando i rischi che gravano sulle risorse digitali dell’amministrazione. Identificare un rischio non significa stabilire se la continuità sarebbe garantita nel caso in cui esso si verificasse. Il presente oggetto aggiunge questa dimensione: verificare, per le dipendenze critiche, l’esistenza, la credibilità e la resistenza delle soluzioni di ripiego in caso di interruzione dell’accesso, ovvero il passaggio dall’analisi dei rischi a un test di resistenza della nostra sovranità digitale. L’inventario rimane riservato: conoscere le funzioni per cui non vi sono soluzioni di ripiego consente di porvi rimedio, ma la loro divulgazione esporrebbe la Confederazione a dei rischi. Il presente oggetto integra il postulato 25.3659 Häberli-Koller.Il mondo cambia; le certezze di ieri non sono più garantite. La nostra sovranità dipende dalla nostra capacità di prevedere i cambiamenti radicali e di prepararci ad adattarci, per mantenere e garantire i nostri obblighi di Stato.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
Il Consiglio federale riconosce l’importanza dei rapporti di dipendenza digitali e di altro genere dell’Amministrazione federale nell’ambito dell’adempimento dei compiti statali. In linea di massima, tali questioni vengono affrontate nell’ambito della gestione della continuità operativa e della gestione dei rischi dei dipartimenti e degli uffici. Attualmente il GLID «Sovranità digitale» sta analizzando eventuali lacune negli scenari di rischio al fine di tenere conto dei mutamenti delle condizioni quadro determinati dai recenti eventi geopolitici e garantire una concezione condivisa in tutta l’Amministrazione federale. Il GLID ha il compito di elaborare raccomandazioni relative a misure volte a garantire la disponibilità e la confidenzialità delle risorse digitali. Il lavoro del GLID si svolge in stretta collaborazione con l’Amministrazione federale delle finanze (AFF), che garantisce il coordinamento a livello federale, lo sviluppo metodologico e la rendicontazione in materia di gestione dei rischi e di gestione della continuità operativa (BCM).
Dato che molti di questi lavori sono rilevanti sotto il profilo della sicurezza per l’Amministrazione federale e la loro divulgazione potrebbe consentire di trarre conclusioni in merito a vulnerabilità e punti su cui fare leva per tentare di esercitare pressioni, il Consiglio federale ritiene che un rapporto pubblico in adempimento del postulato non sia la forma idonea ad affrontare le richieste legittime formulate dall’autrice del postulato, anche se alcune parti del rapporto venissero classificate. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a informare, nella forma opportuna, le commissioni parlamentari competenti in merito agli scenari di rischio e alle raccomandazioni sulle misure da adottare che ne derivano.
Nell’ambito del rapporto in risposta del postulato 25.3659 Häberli Koller «Sovranità digitale. A che punto è la Svizzera?» il Consiglio federale illustrerà le possibilità di fondo con cui la Svizzera potrà ridurre i propri rapporti di dipendenza digitali da fornitori esteri in settori fondamentali.
Tenendo conto dei lavori già in corso e delle loro implicazioni sotto il profilo della sicurezza, il Consiglio federale ritiene che la stesura del rapporto richiesto non sia opportuna per affrontare le richieste legittime formulate nel postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.