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00.3329 · Interpellanza · 2000-06-22

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Con la messa a punto di nuove tecniche dell'informazione, la società odierna si trasforma a ritmo incessante. Gli individui, sia giovani che anziani, sono costretti ad adeguarsi a situazioni che cambiano costantemente. Solo chi è in grado di padroneggiare strumenti e tecnologie per affrontare la vita quotidiana (dal distributore automatico di biglietti al computer) può restare al passo con i tempi. Le persone anziane, in particolare, si trovano purtroppo in una situazione sfavorevole, in quanto spesso non hanno la possibilità di familiarizzarsi con la nuova realtà attraverso il confronto quotidiano con le esigenze del mondo del lavoro, che stimola l'apprendimento, e tantomeno attraverso l'aggiornamento professionale. Per compensare questo deficit è senz'altro sensato ed opportuno offrire delle possibilità formative adeguate alle esigenze specifiche degli anziani. Partendo dal concetto dell'educazione permanente, tale offerta dovrebbe comunque essere aperta anche ad altre fasce d'età.

2. Promuovere la formazione degli adulti senza un riferimento diretto a conoscenze e abilità utilizzabili nella professione è, fondamentalmente, compito dei Cantoni. La Confederazione può intervenire solo nei casi in cui non vi provvedono già i Cantoni stessi, in applicazione dell'articolo 67 capoverso 2 Cost. In che misura questa competenza potrà essere sfruttata in futuro dipenderà tra l'altro dall'impostazione della nuova perequazione finanziaria, nel quadro della quale si discute anche la formazione degli adulti. Se la nuova competenza in conformità all'articolo costituzionale già citato resterà in vigore, si presume che al momento di creare delle basi legali non verrà disciplinata espressamente la "formazione degli adulti in età anziana", in quanto è già contenuta nel concetto di "educazione permanente" e di conseguenza anche nel concetto più generale di "formazione culturale degli adulti". Il Consiglio federale si occuperà peraltro degli elementi di una politica federale in materia di formazione continua in Svizzera in risposta al postulato della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale (96.075) 97.3249 Rapporto sulla formazione professionale: misure d'applicazione e misure complementari e pubblicherà un rapporto sull'argomento.

3. Considerate le basi legali in vigore, la Confederazione non è in grado di sostenere le università nel quadro delle loro attività destinate alla terza età. Per quanto riguarda i sussidi federali in conformità alla legge sull'aiuto alle università, si tratta di contributi base non vincolati a determinati scopi, mediante i quali la Confederazione partecipa alle spese d'esercizio delle università cantonali. Le università sono libere di decidere come intendono impiegare questi sussidi. Il Consiglio federale fa presente inoltre che i corsi per le persone anziane all'interno delle università sono molto apprezzati e vengono seguiti assiduamente. Considerato il numero elevato di iscritti e le entrate che ne conseguono, le attività delle università per la terza età non rappresentano un impegno supplementare, al contrario sono addirittura autosufficienti dal punto di vista finanziario. Di conseguenza col tempo si è passati ad abolire gradualmente i sussidi destinati a singoli atenei in virtù dell'articolo 101bis LAVS. È quanto del resto l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha comunicato tempestivamente (febbraio 1997) alle università della terza età in questione. Il Consiglio federale ritiene che abbiano avuto il tempo necessario per prepararsi alla nuova situazione.

Risposta del Consiglio federale.