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00.3654 · Postulato · 2000-12-11

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

I costi supplementari generati dal divieto generale di foraggiamento con farine animali e grassi

d'estrazione, legati all'eliminazione degli scarti di carne che finora venivano valorizzati,

ammontano a circa 36 milioni di franchi. Sebbene, ai sensi dell'attuale legislazione, i costi per

l'eliminazione dei rifiuti devono essere sostenuti, in linea di principio, da chi li produce - dunque,

nella fattispecie, dai macelli e dalle macellerie - il Consiglio federale ha adottato nell'interesse

della sicurezza una regolamentazione derogatoria. Essa riguarda solo i costi supplementari.

Per ragioni di carattere sanitario nonché per motivi legati alla capacità di immagazzinamento

prima dell'incenerimento, gli scarti di carne prodotti nei macelli e nelle macellerie dovranno

continuare ad essere trasformati in farine animali e grassi d'estrazione anche se per questi

prodotti non vi è più un mercato di sbocco.

I costi supplementari che ricadono sulle aziende di produzione e che sono dovuti al divieto di

foraggiamento con farine animali si compongono, da un lato del mancato guadagno in seguito

all'impossibilità di vendere farine animali e grassi, dall'altro delle spese per

l'immagazzinamento intermedio, i trasporti supplementari e l'incenerimento. L'addossamento di

questi costi ai macelli e alle macellerie, che li scaricherebbero a loro volta sui detentori di

animali, causerebbe a questi ultimi perdite insostenibili visto il livello di reddito degli agricoltori.

La traslazione dei costi di eliminazione ai consumatori non è attualmente possibile a cuasa della

situazione dei prezzi sul mercato della carne (mercato acquirente).

La Confederazione è pertanto disposta ad assumersi una quota pari al 75% al massimo dei

costi supplementari. Essa non ritiene opportuno assumersi la totalità dei costi in quanto ciò

equivarrebbe ad un completo sovvenzionamento delle tre aziende di produzione che non

sarebbero così più stimolate ad innovare, in modo appropriato, il riciclaggio degli scarti di carne.

L'autorità federale competente garantirà che l'indennità della Confederazione sia interamente

utilizzata per ridurre i costi d'eliminazione. L'obiettivo è infatti quello di ristabilire sul mercato la

situazione esistente prima del divieto generale del foraggiamento con farine animali. In altri

termini, i costi per la presa in consegna degli scarti della macellazione devono ritornare al livello

antecedente il 27 novembre 2000 (data del divieto de facto).

L'obiettivo del finanziamento della Confederazione non è tuttavia quello di esercitare una

maggiore influenza sul mercato. In altre parole, i fondi della Confederazione non devono essere

utilizzati per compensare o per influenzare gli aumenti dei prezzi dovuti al rincaro, le

ripercussioni della TTPCP o la pratica dei prezzi relativi alla presa in consegna degli scarti della

macellazione antecedente il divieto di foraggiamento.

I rimanenti costi saranno ripartiti tra i Cantoni, l'agricoltura, i macelli, le macellerie e i

consumatori in una proporzione accettabile per tutti.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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