02.3546 · Mozione · 2002-10-02
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le stesse considerazioni alla base della mozione Leuthard erano state formulate nella raccomandazione Spoerry (97.3352; Cure prestate a persone andicappate. Esame nella Commissione di esperti Locher "Imposizione delle famiglie") del 19 giugno 1997. La raccomandazione invitava il Consiglio federale a sottoporre alla suddetta Commissione la questione, se nella legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei comuni (LAID) e nella legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD) sarebbe stato possibile introdurre una deduzione dei costi di lavoro a titolo di compensazione speciale, a favore del contribuente che si occupa di una persona che soffre di grave invalidità o che necessita di assistenza continua. Conformemente al mandato, il Consiglio federale ha trasmesso la questione alla commissione di esperti.
2. Nel rapporto pubblicato il 26 febbraio 1999 (Rapporto della commissione di esperti concernente l'esame del sistema svizzero d'imposizione delle famiglie {Commissione imposizione fiscale delle famiglie}) la suddetta commissione ha affermato quanto segue all'interrogativo in questione (cfr. pag. 43, n. 3.2.3. Il documento è disponibile unicamente in tedesco)
Lavori domestici e di assistenza nel sistema fiscale
I lavori domestici e di assistenza non vengono considerati nel sistema fiscale attuale. Né la cura dei figli né i lavori in un'economia domestica di due persone sono fiscalmente rilevanti, benché abbiano un alto valore economico. Neanche l'utilizzo del tempo libero e il consumo proprio privato vengono tassati. È parimenti irrilevante se il reddito del lavoro è conseguito lavorando a tempo pieno o a tempo parziale.
Il motivo consiste soprattutto nel fatto che è impossibile valutare queste attività singolarmente. Sarebbe inconcepibile che un contribuente senza reddito (di mercato) dovesse pagare le imposte. Per questo motivo tutte queste attività sono esenti da imposta. Dal punto di vista fiscale la persona in vacanza è trattata come quella che svolge i suddetti lavori domestici, di educazione e assistenza, di autoapprovvigionamento o di manutenzione alla propria casa nonché di quelle che prestanto gratuitamente cure a parenti o a persone andicappate. Anche per motivi di sistematica tributaria è quasi impossibile considerare in qualsiasi modo a fini fiscali, positivamente o negativamente, il valore del lavoro non rimunerato.
3. Queste considerazioni sono sempre valide. Dal punto di vista fiscale manca una base misurabile e controllabile che permetta di quantificare le rispettive attività. Pertanto non è nemmeno possibile assegnare a queste attività adeguate deduzioni fiscali, perché nel sistema fiscale attuale queste dipenderebbero dall'ammontare delle entrate che le persone che si prendono cura dei loro congiunti hanno conseguito all'esterno della loro attività di cura, indipendentemente se in forma di utili da capitale, di entrate dalla previdenza professionale o di redditi da attività lucrativa. Deduzioni di questo tipo sarebbero completamente arbitrarie per il modo in cui verrebbero concesse e applicate e devono pertanto essere negate. L'obiettivo della mozione non è quindi realizzabile a causa dell'impossibilità di definire condizioni oggettive per la sua attuazione.
Inoltre è dubbio che una deduzione di questo tipo sarebbe in grado di contenere i costi della salute. Per contro è certo che questa deduzione ridurrebbe le entrate fiscali di Confederazione, Cantoni e comuni.
4. Il Consiglio federale riconosce pienamente l'alto valore delle cure prestate dai propri congiunti alle persone bisognose. In molti casi essa è la soluzione ideale per la persona che abbisogna di cure. Talvolta, l'assistenza fornita dai congiunti completa in modo prezioso le cure prestate da professionisti. L'attività di assistenza testimonia la grande dedizione dei congiunti.
Se il Consiglio federale propone tuttavia di respingere la mozione, è unicamente perché l'adeguamento delle disposizioni fiscali non è il mezzo adatto.
Per ragioni di completezza bisogna evidenziare che, dall'inizio del 1997, le persone che si prendono cura di parenti in comunione domestica ottengono a giusto titolo un'indennità dell'AVS per compiti assistenziali. In tal modo è stato possibile incentivare la cura di parenti a domicilio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.