03.3044 · Postulato · 2003-03-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domanda 1:
L'acqua riveste un'importanza fondamentale per la vita in Svizzera e ovunque sul pianeta. Per tale ragione, nel quadro della sua azione politica sul piano nazionale e internazionale, il Consiglio federale provvede affinché questa risorsa vitale sia gestita in modo durevole nel pieno rispetto degli articoli 54 cpv. 2, e 76 della Costituzione federale. Da diversi anni ormai, la Confederazione partecipa alle attività internazionali incentrate sull'acqua, in particolare nell'ambito di accordi internazionali, di organizzazioni internazionali e di forum nonché della cooperazione allo sviluppo.
Nel quadro della gestione integrata delle risorse d'acqua, le competenze in seno all'Amministrazione federale sono ripartite tra i diversi partner in vista di una protezione e gestione durevole delle riserve d'acqua.
Presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), l'acqua costituisce da numerosi anni un settore chiave accanto alle attività, ai programmi e ai progetti nel settore dell'acqua potabile e dell'igiene delle aree urbane.
L'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) si occupa, tanto sul piano nazionale quanto su quello internazionale, in particolare della protezione delle acque e degli ecosistemi legati direttamente o indirettamente all'acqua.
L'Ufficio federale delle acque e della geologia (UFAEG) si concentra sulla protezione integrata contro le piene e sull'economia sostenibile delle acque, comprese le questioni concernenti i cambiamenti climatici, l'utilizzazione della forza idrica, la navigazione sul Reno e il monitoraggio delle acque di superficie e delle falde freatiche.
Il settore agricolo utilizza circa il 40 percento dei bacini di alimentazione dell'acqua dolce in Svizzera. Di questo fatto tiene pienamente conto la politica agricola del Consiglio federale e dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Inoltre, l'UFAG è responsabile dei contatti con la FAO. Dal punto di vista politico, ambedue gli organismi sono impegnati nella gestione durevole dell'acqua, visto che a livello mondiale l'acqua dolce è utilizzata nella misura del 70 percento dall'agricoltura. Sulla scena nazionale e internazionale, l'UFAG detiene vaste competenze in materia di gestione durevole dell'acqua.
Anche altri servizi della Confederazione si occupano di questioni legate all'acqua: l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per quanto attiene all'acqua potabile e alla salute, il Segretariato di Stato dell'economia (seco) per quanto attiene al finanziamento delle infrastrutture per l'approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue nei Paesi in via di sviluppo. Diversi istituti di ricerca del Politecnico federale, unitamente a organismi partner e ad istituti universitari cantonali, si occupano pure di questioni legate all'acqua. Il centro per la politica della sicurezza internazionale del DFAE tratta problematiche di politica della sicurezza direttamente connesse con la crescente importanza strategica dell'acqua a livello internazionale.
Tutti questi organismi dispongono di un notevole e specifico know-how che, nel quadro di collaborazioni e in qualità di membri possono far confluire nei lavori delle seguenti organizzazioni delle Nazioni Unite: OMM, UNESCO, FAO, OMS, PNUA, PNUS, UNICEF, ONU-CEE, ISDR, Banca mondiale e nelle seguenti organizzazioni non governative: World Water Council, Global Water Partnership, Water Supply and Sanitation Collaborative Council.
Le sinergie da sfruttare grazie alla cooperazione a questi diversi livelli sono importanti per la realizzazione delle attività della Confederazione nel contesto internazionale.
La Svizzera ha partecipato attivamente con una delegazione composta da rappresentanti di diversi Uffici federali alla Conferenza internazionale dell'acqua del dicembre 2001 a Bonn, alla Conferenza sullo sviluppo sostenibile dell'agosto 2002 a Johannesburg e al Terzo forum mondiale dell'acqua tenutosi nel marzo 2003 a Kyoto. A Kyoto, la Svizzera ha principalmente sostenuto i programmi volti a gestire in modo sostenibile e integrato le risorse di acqua e si è adoperata per un rafforzamento del ruolo che, nell'ambito della politica dello sviluppo, l'acqua svolge nella lotta contro la povertà e la fame. Queste le posizioni concrete assunte dal nostro Paese: garanzia di accesso all'acqua per tutti, affermazione del principio dell'ecosistema, introduzione di una normativa efficace in materia di responsabilità civile, miglioramento delle tecnologie di irrigazione, miglioramento della collaborazione transnazionale in materia di sovranità sull'acqua.
Il coordinamento tra questi diversi organismi federali avviene nell'ambito di un gruppo di lavoro interdipartimentale che, a livello informale, discute e formula su incarico del Consiglio federale le posizioni assunte dalla Svizzera nell'ambito delle conferenze internazionali sull'acqua. La DSC collabora inoltre con diverse autorità, istituti di ricerca e con il settore privato nel quadro del gruppo di lavoro svizzero AGUASAN, che si dedica alle questioni dell'acqua e dell'igiene negli spazi abitativi.
Ad domanda 2:
In base alla sua lunga esperienza a livello internazionale, la Svizzera sostiene lo sviluppo del diritto internazionale nelle sue più svariate sfaccettature. Ciò vale anche per il settore dell'acqua, nel quale sono a disposizione numerosi strumenti d'intervento.
Questi accordi regionali sulla gestione sostenibile delle acque dolci transfrontaliere (Übereinkommen von 1992 zum Schutz und zur Nutzung grenzüberschreitender Wasserläufe und internationaler Seen, Übereinkommen von 1999 zum Schutz des Rheins) contribuiscono ad evitare conflitti. Entrambi gli accordi sono stati completati dall'ONU-CEE con un protocollo aggiuntivo sull'acqua e la salute, volto a garantire a livello europeo l'approvvigionamento sufficiente in acqua dolce pulita. Attualmente questo protocollo viene esaminato in vista della ratifica; la Svizzera intenderebbe comunque estenderne il campo d'applicazione a tutta l'Europa.
L'acqua ha un'importanza strategica crescente ed è un elemento centrale della promozione della pace, dello sviluppo e della lotta alla povertà. Ciò è emerso anche dal Terzo forum mondiale dell'acqua di Kyoto, la manifestazione internazionale più importante svoltasi nell'Anno internazionale dell'acqua. La delegazione svizzera si è adoperata in favore del riconoscimento dell'acqua come "bene comune" (common good) e dell'importanza dell'accesso e della distribuzione delle risorse d'acqua ai fini della stabilità sociale, della prevenzione dei conflitti e della pace.
Queste tematiche erano anche al centro della sessione "acqua e pace" in seno al citato forum mondiale dell'acqua, durante il quale sono state sottolineate la necessità di rafforzare il diritto internazionale e l'importanza delle attività di coordinamento svolte dagli operatori regionali e internazionali nel quadro degli accordi sui bacini fluviali. Nel contempo si tratta di promuovere gli strumenti del diritto internazionale nonché la ricerca e la formazione intese ad evitare e risolvere i conflitti inerenti all'utilizzazione dell'acqua nei Paesi in via di sviluppo.
Il risultato più importante emerso dalla sessione "acqua e pace" di Kyoto è l'annuncio di creare una "Water Cooperation Facility", con sede presso la centrale dell'UNESCO a Parigi. Questa istituzione sarà retta congiuntamente dall'UNESCO, dal World Water Council, dal Tribunale internazionale dell'Aia e da diverse università. In caso di conflitto, le parti in causa potranno rivolgersi alla "Water Cooperation Facility", la quale presterà assistenza sia i Governi che alle organizzazioni non governative nel risolvere conflitti transfrontalieri incentrati sull'acqua o conflitti regionali suscettibili di minacciare la stabilità internazionale.
Oltre alla consulenza tecnica e giuridica, verranno offerti corsi di formazione e di perfezionamento nel campo dell'acqua e una banca dati concernente gli accordi sui bacini fluviali.
Nell'intento di evitare conflitti transnazionali, e nel rispetto del principio di causalità, in base a una proposta avanzata dalla Svizzera è pure stato adottato il protocollo UNO-CEE 2003 sulla responsabilità civile e la compensazione in caso di inquinamento delle acque transfrontaliere dovuto a rifiuti industriali. Questo documento potrebbe fungere da modello per altri accordi a livello regionale o mondale.
Diversi Uffici federali stanno attualmente vagliando l'opportunità, per il nostro Paese, di partecipare all'istituzione "Water Cooperation Facility" e i vantaggi che potrebbero derivare da una simile collaborazione. Un'informazione al riguardo seguirà a tempo debito.
Ad domanda 3:
In virtù della sua posizione geografica al centro dell'Europa e della sua partecipazione ai lavori di commissioni internazionali dell'acqua e dei laghi, la Svizzera ha maturato una grande esperienza nel campo della gestione dei corsi d'acqua transfrontalieri. Grazie alla sue conoscenze, il nostro Paese partecipa all'elaborazione di una direttiva europea sull'acqua ed è parte contraente dell'accordo OSPAR sulla protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale.
Grazie all'aiuto allo sviluppo, altre regioni del mondo possono trarre profitto dalle esperienze fatte in Svizzera. L'utilizzazione integrata di un bacino fluviale internazionale è vantaggiosa sia per le popolazioni situate a monte che per quelle situate a valle ("shared benefits"); essa costituisce inoltre uno strumento per combattere la povertà e per garantire la pace tra i diversi Stati.
Nel quadro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e del Consiglio per il partenariato euro-atlantico (EAPC), la Svizzera ha sollevato la tematica dell'acqua e della sicurezza, partecipando all'organizzazione di incontri tra esperti. In particolare nel Caucaso e nell'Asia centrale la soluzione del problema dell'acqua è un fattore determinante per la stabilità della regione; le citate istituzioni di politica della sicurezza continueranno dunque ad occuparsene anche in futuro.
Nel quadro del vertice ministeriale tenutosi a fine maggio 2003 a Kiev (Ucraina), la Svizzera ha adottato la strategia per una protezione dell'ambiente basata sulla cooperazione e per una collaborazione tra gli Stati dell'Europa centrale, del Caucaso, dell'Asia centrale e gli altri Stati della regione ONU-CEE. Il documento promuove l'idea di un partenariato strategico per l'acqua e per lo sviluppo sostenibile dell'Europa orientale, del Caucaso e dell'Asia centrale. In questo processo, il nostro Paese aspira ad un ruolo di punta, sia in materia di consulenza per l'elaborazione di strumenti giuridici vincolanti sia attraverso progetti di sviluppo.
Durante le conferenze internazionali la Svizzera si è sempre pronunciata a favore del riconoscimento dell'acqua come bene comune e dell'accesso all'acqua come diritto dell'uomo. Purtroppo, finora quest'idea non è si è ancora tradotta in una dichiarazione ministeriale. La Svizzera si impegnerà tuttavia affinché la questione sia messa all'ordine del giorno della prossima conferenza degli Stati firmatari dell'accordo ONU-CEE del 1992 riguardante la protezione e lo sfruttamento dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali. Nel quadro di questa conferenza, si tratterà di adottare una dichiarazione ministeriale.
Il nostro Paese sostiene inoltre gli Stati che, nel quadro del consiglio dell'ONU sui diritti economici, sociali e culturali, hanno convenuto di considerare l'acqua un diritto dell'uomo e di elaborare rapidamente uno strumento giuridico vincolante per i 145 Stati membri della convenzione per i diritti economici, sociali e culturali.