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03.3063 · Interpellanza · 2003-03-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore dell'interpellanza, secondo cui la qualità del sistema svizzero di educazione e ricerca dipende dall'impiego oculato dei mezzi e da strutture gestionali e decisionali efficienti. La revisione della legge sui PF, conclusa da poco, contribuisce a creare tali presupposti. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi fondamentali nella gestione, nella pianificazione e nel controllo del settore dei PF. Il Consiglio federale rileva che - data l'autonomia concessa al settore dei PF - non c'è ragione di intervenire direttamente nella direzione di un istituto di ricerca e quindi nelle questioni di natura operativa. Le spiegazioni che riportiamo qui di seguito dimostrano che il Consiglio dei PF ha adempiuto i propri obblighi legali.

Né il Consiglio federale, né il Consiglio dei PF è a conoscenza dei problemi dirigenziali dell'Istituto federale di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (FNP) segnalati dagli ambienti economici nel 1999. Va piuttosto sottolineato che tra il 1998 e il 2002 il direttore è riuscito, in un contesto difficile, a riposizionare e riorganizzare l'istituto. Il processo, iniziato nel 1995 nel quadro della concretizzazione dei risultati di una valutazione scientifica, ha permesso di raddoppiare il numero di pubblicazioni scientifiche - e al contempo di rafforzare la loro valenza scientifica - nonché di ottenere maggiori finanziamenti (rispetto agli anni precedenti, si è registrato in media un aumento del 50% nell'ultimo triennio). Inoltre il numero di studenti seguiti dall'FNP - nell'ambito di lavori di diploma o di dottorati - si è quasi quintuplicato. In particolare sono stati promossi temi inerenti alla gestione delle risorse, alla gestione sostenibile del territorio (progetto "Paesaggio nelle zone fortemente urbanizzate") e alla biodiversità.

Nel luglio 2001, l'Associazione del personale della Confederazione ha inoltrato al Consiglio dei PF un reclamo amministrativo, nel quale critica la politica del personale dell'FNP e la prassi adottata in materia. Il Consiglio dei PF ha ordinato un'inchiesta amministrativa e ha provveduto ad informare la consigliera federale a capo del DFI. L'inchiesta ha rivelato che esistevano sì problemi nella conduzione dell'FNP, ma che questi non riguardavano unicamente il direttore. Il Consiglio dei PF ha immediatamente emesso direttive sulla gestione e sull'organizzazione dell'istituto, istituito un gruppo di lavoro, designato un coach e, nell'ambito di una procedura individuale, chiesto la verifica delle conclusioni del rapporto dell'inchiesta amministrativa per quanto concerne eventuali violazioni degli obblighi lavorativi. Il gruppo di lavoro, composto da membri del Consiglio dei PF, aveva il compito di consigliare sul piano strategico il direttore in vista dell'attuazione delle misure. Il coach lo ha fiancheggiato nelle questioni operative. Nel frattempo, la maggior parte delle direttive sulla gestione e sull'organizzazione dell'FNP sono state adottate. I risultati delle procedure per appurare eventuali violazioni degli obblighi lavorativi hanno mostrato che, sebbene siano stati commessi errori di lieve entità, non v'è motivo di adottare misure drastiche.

Nella seduta del 13 marzo 2003, il Consiglio dei PF ha stilato un bilancio intermedio delle misure disposte e di quelle già adottate. In base all'attività del gruppo di lavoro e alla discussione tra il direttore dell'FNP e il presidente del Consiglio dei PF, è giunto alla conclusione che il direttore dell'FNP merita piena fiducia. I problemi sorti in seno all'FNP possono e devono essere risolti intensificando l'attività di gestione. Per giunta, concernono unicamente pochi impiegati dell'FNP.

Lo stanziamento di fondi menzionato dall'autore dell'interpellanza rientra nell'ambito di competenza del Consiglio dei PF. Secondo le spiegazioni di quest'ultimo, l'aumento per il 2004 ammonta solo a 1 milione di franchi (+2%), aumento che il Consiglio dei PF considera giustificato. Il termine "crediti supplementari", menzionato in questo contesto, è frutto di un malinteso.

Il Consiglio federale risponde alle singole domande come segue:

1. Il bilancio delle prestazioni fornite dall'FNP e dal suo direttore mostra che non si può parlare di "situazione insostenibile". Il Consiglio dei PF ha adottato misure conformi alle circostanze. Il DFI è stato informato e ha approvato la procedura. Restano ancora irrisolti alcuni problemi in materia di diritto del personale. L'esperienza mostra che risolvere tali problemi richiede tempo, in particolare perché devono essere rispettate le condizioni quadro legali.

2. Il Consiglio federale non ha alcun motivo di dubitare delle capacità del direttore.

3. In virtù della legge sui PF, gli istituti di ricerca del settore dei PF sono istituti autonomi con personalità giuridica. La loro conduzione spetta in primo luogo al direttore o alla direttrice. Come già menzionato nell'introduzione e al punto 1, il Consiglio dei PF ha avviato, in veste di organo di sorveglianza, le necessarie misure, che sono già state per lo più attuate.

4. In virtù della legge, il Consiglio dei PF è l'organo di sorveglianza diretto del settore dei PF. Secondo le pertinenti ordinanze del Consiglio federale, gli istituti di ricerca del settore dei PF dispongono di commissioni consultive (CC). Le CC prestano consulenza al Consiglio dei PF e al direttore per tutte le questioni fondamentali che riguardano l'attività dell'istituto di ricerca. Non svolgono tuttavia alcuna funzione di sorveglianza. Il bilancio positivo delle prestazioni dell'FNP e le corrette modalità di lavoro dimostrano che la CC dell'FNP ha adempiuto appieno il proprio mandato di consulenza.

5. Il collegio governativo è fiducioso che il Consiglio dei PF continuerà ad adempiere i propri compiti strategici nel settore dei PF e non ritiene necessario disporre altre misure istituzionali o organizzative. Per quanto riguarda le questioni gestionali in seno alle università cantonali, ribadiamo che la Confederazione non ha alcun potere di emanare direttive.

Risposta del Consiglio federale.