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03.3234 · Interpellanza · 2003-05-08

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. Gli Stati Uniti hanno preso degli impegni con l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nell'ambito dell'Accordo sugli appalti pubblici (AMP) che comprende 28 membri tra cui la Svizzera. Questo accordo riguarda gli appalti pubblici di beni, di servizi e di lavori di costruzione a partire da determinati valori soglia per degli enti del governo centrale, dei governi degli Stati federati e degli enti operanti nei settori di pubblica utilità dell'acqua, dell'energia e dei trasporti.

I contratti relativi alla ricostruzione in Iraq non rientrano per due ragioni nell'AMP. In primo luogo, essi riguardano l'assistenza all'estero e fino ad oggi sono stati conclusi dall'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale ("United States Agency for International Development") che fa parte del governo centrale degli Stati Uniti. Tale agenzia è stata inclusa dagli Stati Uniti nei propri impegni nell'ambito dell'AMP per i propri acquisti di beni e di servizi, ad eccezione di quelli relativi alla fornitura di assistenza all'estero. In secondo luogo, nel campo di applicazione dell'AMP non rientrano gli appalti conclusi nell'ambito di un aiuto vincolato ai paesi in via di sviluppo (cfr. articolo 1, paragrafo 1).

Trattandosi di contratti conclusi dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), essi sono parimenti esclusi dalle norme dell'OMC, in quanto sottoposti alla deroga concernente l'articolo 1, paragrafo 1 dell'AMP.

La Svizzera si rammarica dell'applicazione da parte degli Stati Uniti di tali pratiche per dei contratti di natura commerciale nell'ambito della ricostruzione dell'Iraq; vista la flessibilità delle regole internazionali, non esistono perciò strumenti di diritto internazionale per far pressione in una simile situazione. Negli ambienti internazionali però la Svizzera si batte contro l'aiuto vincolato, attraverso il quale il beneficiario rischia di non ricevere l'aiuto ottimale di cui avrebbe bisogno.

2. La Svizzera non ritiene di dover intraprendere una procedura di risoluzione delle controversie presso l'OMC nei confronti degli Stati Uniti in merito ai contratti in Iraq, poiché questi risultano conformi alle regole dall'AMP.

3. Il Presidente della Confederazione non ha avuto un incontro bilaterale con il Presidente degli Stati Uniti prima del G8 a Evian.

4. I negoziati del ciclo di Doha costituiscono un ampio programma che ha come obiettivo l'apertura dei mercati mondiali nei settori manufatturiero e dei servizi; nel settore agricolo lo scopo è quello di migliorare l'accesso ai mercati, diminuire i sussidi alle esportazioni in vista della loro abolizione e ridurre il sostegno all'agricoltura che produce un effetto di distorsione sul commercio. Il ciclo di Doha punta a rafforzare la regolamentazione in vari ambiti quali la legislazione anti-dumping, i sussidi e gli accordi regionali; all'ordine del giorno vi sono inoltre dei negoziati per l'introduzione di un registro dei vini e dei liquori, nonché sull'intensificazione dei legami tra commercio e ambiente. I negoziati comprendono inoltre un importante elemento concernente l'applicazione da parte dei Paesi in via di sviluppo degli accordi OMC, incluso l'accesso ai medicinali sottoposti a brevetto per i Paesi che non hanno capacità produttive in caso di epidemie. A Cancun potrebbero iniziare ulteriori negoziati con lo scopo di stabilire dei quadri multilaterali per gli investimenti, la concorrenza e la trasparenza negli appalti pubblici, nonché per migliorare la regolamentazione riguardante la facilitazione degli scambi.

Le norme dell'OMC relative al commercio mondiale coprono un dominio molto vasto. La Svizzera ritiene tali norme indispensabili per assicurare ai governi e alle imprese un sistema di scambi mondiali trasparente, coerente e valutabile. Se alcune di queste norme non vengono rispettate, le parti coinvolte possono iniziare una consultazione e successivamente una procedura di risoluzione delle controversie presso l'OMC. Gli Stati Uniti, in quanto prima potenza commerciale al mondo, sono stati coinvolti in numerose procedure di risoluzione delle controversie, da loro stessi intraprese con lo scopo di difendere gli interessi dei propri esportatori oppure intraprese da altri contro di loro.

Negli ultimi anni la Svizzera ha ricorso più volte alla procedura di risoluzione delle controversie dell'OMC. Il nostro Paese è intervenuto in qualità di ricorrente contro la Repubblica slovacca (importazione di prodotti lattieri e transito di bestiame, 1988), l'Australia (misure antidumping relative all'importazione di fogli di carta prodotti senza fibra di legno, 1998) e l'India (restrizioni quantitative relative alle importazioni di prodotti agricoli, tessili e industriali, 1997); attraverso consultazioni i problemi sollevati dalla Svizzera sono stati risolti senza la necessità di costituire un gruppo speciale ("panel"). Ha inoltre partecipato in qualità di terzo a numerose procedure di risoluzione delle controversie riguardanti la proprietà intellettuale (prodotti farmaceutici, diritti d'autore, protezione brevettuale, dati di collaudo, 1998, 1999). Ha intrapreso una procedura di risoluzione delle controversie contro gli Stati Uniti relativa alle misure di tutela delle importazioni d'acciaio prese nel marzo 2002. Ciò mostra che il nostro Paese è in grado di intervenire se la violazione dei propri obblighi da parte di uno Stato membro dell'OMC produce degli effetti negativi sull'economia svizzera.

L'alto numero di casi sottoposti alla procedura di risoluzione delle controversie dell'OMC dimostra il valore e la pertinenza riconosciuti a questo sistema. Per i membri dell'OMC come la Svizzera è preferibile regolare le dispute in seno ad un organo multilaterale piuttosto che bilateralmente tra le parti coinvolte. L'approccio multilaterale rappresenta un'alternativa ai regolamenti bilaterali basati sui rapporti di forza e risponde in particolare agli interessi della maggior parte degli Stati economicamente più deboli.

I negoziati di Doha s'incentrano sul futuro del sistema commerciale mondiale nel periodo 2007 - 2010 e, come dice il nome stesso "Programma di sviluppo di Doha", pongono l'accento in particolare sullo sviluppo. Il loro obiettivo consiste nell'offrire agli operatori economici e ai governi una regolamentazione adeguata alla rapida evoluzione degli scambi e degli investimenti mondiali.

Ai negoziati partecipano più di 140 membri: alcuni di questi, in base alle priorità della loro politica interna ed estera hanno alcune difficoltà ad applicare delle norme e prendono delle misure la cui conformità alle norme dell'OMC può essere presa in esame nell'ambito del regime di risoluzione delle controversie. Il fatto che gli Stati Uniti siano coinvolti in diverse procedure di risoluzione delle controversie non deve ostacolare gli sforzi verso un miglioramento del sistema commerciale multilaterale concepito in un'ottica a lungo termine. Inoltre, vista la durata dei negoziati e dei periodi di applicazione molti dei risultati dei negoziati attuali verranno applicati da governi che non vi avranno partecipato. Perciò non è opportuno differire i negoziati a causa di un'applicazione non sempre soddisfacente delle norme attuali da parte di tutti i Membri importanti dell'OMC.

Risposta del Consiglio federale.