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03.3589 · Interpellanza · 2003-12-01

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Cosa intende fare il Consiglio federale per ottenere un'equa e trasparente ripartizione degli acquisti della Confederazione? Teoricamente, la quota cantonale degli acquisti pubblici dovrebbe corrispondere all'importanza economica reale dei Cantoni interessati.

Begründung

Nel 2002 la Confederazione ha acquistato beni e servizi per la considerevole somma di 3,9 miliardi di franchi. La graduatoria pubblicata ogni anno dalla rivista "Die Volkswirtschaft" non ha subito modifiche sostanziali negli ultimi anni.

Secondo questa graduatoria, Zurigo e Berna accumulano da sole il 55 per cento delle commesse pubbliche e la Svizzera tedesca nel suo insieme addirittura il 90 per cento! È evidente che la ripartizione tra i Cantoni di questa manna federale non corrisponde affatto all'importanza economica dei Cantoni stessi. I Cantoni romandi e il Ticino sono oggetto di una forte discriminazione; nonostante un rapporto costi/prestazioni spesso favorevole, essi ricevono un'insignificante quota di acquisti di appena il 6,54 per cento.

Il Canton Giura, ad esempio, riceve lo 0,26 per cento degli acquisti, il Cantone di Friburgo lo 0,65 per cento e il Vallese lo 0,6 per cento. Se si compara a livello federale l'importanza economica di questi Cantoni con la quota di tutti gli acquisti di cui beneficiano, emerge che il Canton Giura riceve 2,7 volte meno commesse pubbliche di quanto dovrebbe, il Cantone di Friburgo 1,4 volte meno e il Vallese 4,8 volte meno! Non sembra che i meccanismi della concorrenza possano spiegare da soli questa situazione inaccettabile.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel settore degli acquisti pubblici la Svizzera ha concluso due accordi internazionali: l'Accordo del 15 aprile 1994 sugli appalti pubblici (RS 0.632.231.422) e l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea su alcuni aspetti relativi agli appalti pubblici (RS 0.172.052.68). Tali accordi mirano all'abolizione delle misure pregiudizievoli e distorsive della concorrenza nonché delle pratiche protezionistiche. La liberalizzazione a livello sia mondiale che europeo degli acquisti si prefigge, attraverso l'intensificazione della concorrenza, l'agevolazione della divisione del lavoro e della specializzazione nonché lo sfruttamento dei vantaggi dovuti alla concentrazione degli acquisti, di impiegare in modo più efficiente le risorse limitate, stimolare le innovazioni aumentando in tal modo la crescita economica e il benessere.

Perciò, in seguito alla liberalizzazione, il diritto sugli acquisti pubblici non lascia più spazio per il perseguimento di obiettivi di politica regionale o strutturale.

La legge federale sugli acquisti pubblici (LAPub; RS 172.056.1), che attua i trattati internazionali a livello federale, ha l'obiettivo di rafforzare la libera concorrenza tra gli offerenti, promuovere l'impiego economico dei fondi pubblici nonché la trasparenza e la parità di trattamento tra gli offerenti svizzeri e stranieri. Gli acquisti di beni, servizi e prestazioni edili a partire da determinati valori soglia devono essere messi a concorso. L'elemento decisivo per l'aggiudicazione di commesse pubbliche è l'economicità dell'offerta, che deve essere sostanzialmente determinata in condizioni di concorrenza e in base a criteri di aggiudicazione e idoneità trasparenti. L'offerente escluso può ricorrere a un rimedio giuridico per far valere la violazione delle norme sugli acquisti.

È tuttavia necessario acquistare sostanzialmente in condizioni di concorrenza anche commesse sotto il valore soglia (procedura mediante invito). La Confederazione cerca, nell'ambito della sorveglianza del mercato da essa operata, di invitare dei fornitori efficienti provenienti da tutte le regioni della Svizzera a presentare un'offerta. Così, ad esempio, nell'aggiudicazione di forniture per stampati anche imprese della Svizzera romanda e del Ticino sono regolarmente invitate a presentare un'offerta. Anche in questa procedura di aggiudicazione l'offerta economicamente più conveniente ottiene l'aggiudicazione. Alle imprese è data la possibilità di assumere un ruolo attivo, facendo notare ai Servizi d'acquisto della Confederazione le proprie prestazioni.

È desiderio del Consiglio federale realizzare un accesso il più possibile trasparente alle imprese provenienti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera, affinché possano accedere al mercato della domanda degli acquisti pubblici. In questo modo si promuove la concorrenza e si assicura la pari opportunità alle imprese. L'associazione Simap.ch sostenuta da Confederazione, Cantoni e alcune città gestisce una corrispondente piattaforma telematica per bandi a pubblico concorso. Essa aumenta la possibilità delle imprese di partecipare ai suddetti bandi pubblici e all'acquisizione di commesse pubbliche.

La statistica degli acquisti dei beni della Confederazione rappresenta una mera statistica dei pagamenti. Essa non comprende il domicilio del fornitore, ma il luogo di pagamento, e per ragioni di spesa non comprende neanche il domicilio dei subappaltatori. Perciò da questa statistica non si può dedurre l'entità della quota degli acquisti pubblici ricevuti da ciascun Cantone. Al riguardo occorre tuttavia rilevare che sono state introdotte delle misure volte al miglioramento dello stato dei dati negli acquisti pubblici. Inoltre, bisogna elaborare una nuova concezione della statistica sugli acquisti che consenta di verificare se si sono potuti conseguire gli obiettivi del diritto sugli acquisti.

Risposta del Consiglio federale.