03.3612 · Interpellanza · 2003-12-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Considerata la possibilità di un ritorno dell'epidemia di SARS o della comparsa di altre malattie infettive emergenti, sono state gettate nuove basi giuridiche nell'ambito della lotta alle epidemie, in particolare negli aeroporti e alle frontiere. Le misure concernono l'identificazione, i dati relativi alla residenza e includono un questionario sullo stato di salute e la prova della diagnosi di laboratorio di possibili pazienti.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Per quale motivo nel caso della SARS è stata emanata una nuova ordinanza che tange i diritti fondamentali dell'uomo?
2. Perché l'epidemia dell'Aids non è contrastata con misure identiche o ancora più incisive?
3. Il Consiglio federale è disposto ad adeguare l'ordinanza anche in considerazione della drammatica diffusione dell'Aids a livello mondiale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Per quale motivo nel caso della SARS è stata emanata una nuova ordinanza che tange i diritti fondamentali dell'uomo?
La SARS è una malattia emergente con un tasso di mortalità piuttosto alto, le cui origini non sono ancora state sufficientemente studiate dai ricercatori.
L'insorgere della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) nel 2003 ha messo bene in luce l'urgente necessità in Svizzera di disciplinare la prevenzione, la lotta e il controllo nell'ambito delle malattie infettive emergenti. Con la nuova ordinanza si è potuto colmare una parte delle lacune esistenti. Altre modifiche dovranno essere introdotte nel quadro della prevista revisione della legge sulle epidemie.
Le misure enunciate nelle grandi linee nella nuova ordinanza (soprattutto per quanto concerne la scheda di contatto, il questionario sullo stato di salute e la misurazione della temperatura) sono già state adottate in altri Paesi per combattere l'epidemia di SARS. Visto che per lottare contro la SARS attualmente non esistono né vaccini né trattamenti specifici efficaci, occorre evitare la diffusione del virus intervenendo, già nelle prime fasi dell'epidemia, con il riconoscimento precoce dei casi d'infezione e l'individuazione dei soggetti con cui le persone colpite hanno eventualmente avuto contatti. Il riattizzarsi della SARS o l'insorgere di altre malattie infettive emergenti ("emerging infectious diseases") è sempre possibile. Per stabilire il momento opportuno per l'adozione di misure specifiche nella lotta contro tali malattie, la loro portata e la durata, come quelle previste agli aeroporti internazionali svizzeri, si deve tener conto della gravità della minaccia epidemiologica e operare in sintonia con le raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e, se possibile, in accordo con i Paesi confinanti. Dette misure, rese possibili dalla nuova ordinanza, costituiscono sì una limitazione dei diritti fondamentali, ma si giustificano dal profilo costituzionale: sono ordinate nell'interesse pubblico della lotta alle malattie e in osservanza del principio della proporzionalità. I diritti fondamentali in questione, segnatamente la libertà personale (art. 10 Cost.) e la protezione della sfera privata (art. 13 Cost.), sono lesi solo minimamente dall'obbligo di compilare una scheda di contatto o di rispondere a un questionario sullo stato di salute. La misura considerata più pregiudizievole, che consiste nel sottoporsi ad un esame per l'accertamento dello stato di salute, prevista nel caso di minaccia, tange maggiormente i diritti fondamentali dell'uomo, ma rimane ammissibile dal profilo costituzionale. La salvaguardia dei diritti fondamentali è garantita, anche dopo l'effettiva raccolta dei dati, dall'obbligo di prendere provvedimenti organizzativi volti ad assicurare la protezione dei dati personali.
2. Perché l'epidemia di Aids non è contrastata con misure identiche o ancora più incisive?
Che il virus HIV non è contagioso nel senso etimologico della parola, ma si trasmette per via sessuale e attraverso il sangue è noto da anni. Questo aspetto differenzia l' "epidemia di Aids" dalla SARS. Per quanto concerne il virus dell'HIV non è necessario (dato che non si trasmette nell'ambito dei contatti quotidiani) né tantomeno possibile applicare una strategia classica adottata generalmente per combattere le epidemie. Un'infezione da HIV non produce sintomi patogeni per una durata media di 10 anni. Neanche i test di massa (peraltro molto cari) eseguiti regolarmente su larghe fasce della popolazione permettono di individuare tutti i casi di contagio. D'altronde anche in caso di infezioni conosciute non vi è modo di impedire il contagio senza una cooperazione delle persone colpite dal virus. Per questa ragione, tutti coloro che affrontano situazioni a rischio devono prendere le dovute precauzioni.
A causa delle caratteristiche dissimili delle due malattie (vie di trasmissione, estensione dell'epidemia in un determinato territorio, decorso della malattia, possibilità preventive e terapeutiche nonché mortalità) è necessario agire in modo differente e adottare misure di prevenzione diverse.
Nell'ambito della prevista revisione della legge contro le epidemie si dovrà tener conto delle esperienze positive raccolte con le strategie della "new public health" nella lotta contro le malattie trasmissibili.
3. Il Consiglio federale è disposto ad adeguare l'ordinanza anche in considerazione della drammatica diffusione dell'Aids a livello mondiale?
Per mettere in atto i 12 obiettivi del Programma nazionale HIV/Aids 2004-2008 al momento non sono necessarie modifiche della legislazione. Se la modifica di singole ordinanze permettesse di migliorare l'efficacia degli sforzi compiuti nell'ambito dell'informazione e della prevenzione, si procederebbe subito in tal senso.
Risposta del Consiglio federale.