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03.3650 · Interpellanza · 2003-12-19

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

I militari di milizia sono impiegati in maniera sussidiaria per sgravare la polizia dalle attività di sorveglianza per la protezione delle rappresentanze straniere. Dal 3 aprile 2003 tutti i dispositivi di protezione delle ambasciate situate a Zurigo, Berna e Ginevra sono stati raggruppati in un unico impiego denominato "AMBA CENTRO". Per i corrispondenti impieghi sussidiari di sicurezza per la protezione delle rappresentanze straniere, le truppe interessate sono subordinate alle "regioni territoriali". Attualmente sono impiegati per questa missione 100 militari a Zurigo, 160 a Berna e 200 a Ginevra.

Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:

1. Il Consiglio federale è consapevole della problematica sollevata e condivide le preoccupazioni dell'autore dell'interpellanza.

Sostanzialmente si tratta di due problemi distinti:

a) adempimento della missione

Il Consiglio federale è del parere che, segnatamente nella zona di Berna, la protezione dei militari impiegati per compiti di sorveglianza è insufficiente. In tutti i luoghi d'impiego sussiste una discrepanza tra la valutazione della minaccia e dei rischi incorsi dalle rappresentanze straniere e la protezione dei militari impiegati. Deve essere data una maggiore importanza al principio "la tecnica prima dell'uomo": la protezione personale dei militari può essere migliorata mediante mezzi tecnici (sensori, apparecchi di sorveglianza) e materiale per ostacoli. Tali possibilità saranno esaminate sul posto con gli organi interessati nel corso della prossima settimana.

b) alloggio della truppa

Se, da un lato, gli alloggi di Zurigo sono soddisfacenti e quelli di Ginevra appena sufficienti (le truppe interessate devono, tra l'altro, utilizzare degli alloggi sotterranei dato che la caserma "Les Vernets" è occupata da altre truppe), dall'altro, la situazione a Berna è insoddisfacente.

In realtà, la città di Berna non dispone di alloggi adeguati che possano soddisfare le esigenze attuali delle truppe (pessime condizioni di alloggio, scarsità di spiazzi e di locali di soggiorno). La caserma di Berna non è più disponibile per alloggiare le truppe interessate poiché è già stata trasformata per le necessità dell'istruzione dei quadri. Il campo per la truppa di Sand-Schönbühl e la caserma di Worblaufen presentano un numero troppo limitato di posti disponibili.

Di conseguenza, si fa il possibile affinché siano utilizzati a turno unicamente alloggi comunali con un buono standard, soprattutto in considerazione del fatto che l'impiego "AMBA CENTRO" porta con sé una certa agitazione negli stazionamenti della truppa, soprattutto in occasione degli avvicendamenti notturni. In collaborazione con i Comuni interessati, regolarmente coinvolti, si procede a costanti miglioramenti. A tal fine, non da ultimo, è ottimizzata anche l'offerta di alloggi, di posteggi e di possibilità di svago.

2. Il Consiglio federale non può prescrivere nulla ai Cantoni nel settore della sicurezza e dell'alloggio. Si tratta quindi di trovare le soluzioni migliori mediante un colloquio diretto tra i responsabili cantonali e i responsabili dell'impiego militare. Il capo del DDPS è pertanto intervenuto per scritto presso il Consiglio di Stato del Cantone di Berna per quanto concerne la problematica esposta nella risposta precedente. Attualmente sono in corso pertinenti colloqui con la direttrice degli affari militari del Cantone di Berna e con il sindaco di Berna.

3. Secondo il parere del Consiglio federale, nella città di Berna la sicurezza dei nostri militari durante il tempo libero è sostanzialmente garantita. Il comandante d'unità ha nondimeno la possibilità di limitare il raggio d'uscita. Tuttavia, nel caso in cui per i militari la situazione in materia di sicurezza dovesse volgere a un drastico peggioramento, sarebbe opportuno un rafforzamento da parte della città o del Cantone di Berna della presenza di polizia nelle zone critiche della città.

Risposta del Consiglio federale.