04.3042 · Mozione · 2004-03-08
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a provvedere affinché le prescrizioni edilizie, comprese quelle relative al risparmio di energia, siano rese uniformi in tutta la Svizzera mediante misure ade-guate. Nel fare ciò deve tenere conto in particolare dei seguenti punti:
- a conclusione del processo di armonizzazione, si applicano in tutto il Paese le stesse norme e le stesse procedure edilizie, in pratica un diritto edilizio federale;
- in questo quadro normativo uniformato, i Cantoni e i Comuni restano autonomi nella piani-ficazione d'utilizzazione;
- lo standard Minergie, ampiamente evoluto, funge da standard per il risparmio di energia.
Si chiede quindi al Consiglio federale di sottoporre al Parlamento le necessarie basi legali e le eventuali modifiche costituzionali.
Begründung
In Svizzera vigono almeno 26 tipi di norme e procedure edilizie, che complicano e fanno au-mentare inutilmente i prezzi nel settore edilizio. La moltitudine di disposizioni ostacola la libera concorrenza e porta a dei monopoli di fatto per quanto concerne la pianificazione e l'esecuzione dei lavori. Le diverse norme, come ad esempio quelle che regolano il risparmio di energia, ostacolano qualsiasi misura di razionalizzazione.
Secondo uno studio commissionato nel 1998 dalla Commissione per la tecnologia e l'innovazione concernente la riduzione dei costi per le procedure di pianificazione, di proget-tazione e di autorizzazione edilizia, i costi supplementari derivanti dall'adeguamento alla legislazione e alla prassi delle autorizzazioni edilizie di un determinato Cantone sono stimati tra il 5 e il 10 percento di tutte le spese di pianificazione di un'impresa operante a livello na-zionale. Le diverse norme generano perdite a livello di misure di razionalizzazione dell'ordine del 10-15 percento dei costi di costruzione. La molteplicità delle regolamentazioni comporta costi supplementari fino a 6 miliardi di franchi all'anno.
È indubbio che la semplificazione del diritto e delle procedure in campo edilizio permettereb-be un notevole aumento della crescita. Nel 1998 Rolf Hegetschweiler aveva presentato un'iniziativa parlamentare che chiedeva l'unificazione delle norme edilizie. L'iniziativa è stata respinta con 69 voti contro 64. Due anni più tardi, la Commissione parlamentare incari-cata dell'esame preliminare ha trasformato in postulato una mozione sullo stesso argomento. A prescindere da ciò, nel programma per la crescita economica del Consiglio federale manca il relativo pacchetto di misure.
L'unificazione delle norme avrebbe inoltre un effetto positivo sullo sviluppo economico per diversi aspetti:
- la razionalizzazione nel settore edilizio e la diminuzione dei costi avrebbero un effetto fre-nante sugli affitti elevati;
- essa costituisce una delle misure più efficaci per lo stimolo della concorrenza nel settore;
- essa rafforza il mercato interno;
- grazie alla combinazione con norme unitarie ed avanzate in materia di risparmio energetico basate sullo standard Minergie e valide per tutta la Svizzera, si accelererebbe nel contempo la conversione all'edilizia ecologica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Considerate le numerose prescrizioni cantonali e comunali in materia edilizia e le differenze nella concreta organizzazione delle procedure, vi è effettivamente un forte interesse di armonizzazione delle norme in tutta la Svizzera. La questione principale riguarda le modalità con le quali raggiungere l'obiettivo.
In virtù del diritto costituzionale attualmente in vigore, la Confederazione non può disciplinare il diritto edilizio in quanto tale. Nel 1969, quando è stato emanato l'articolo concernente la pianificazione del territorio, non vi era l'esigenza di un'unificazione a livello svizzero delle norme in materia edilizia. In questo ambito sono infatti competenti i Cantoni. Lo stesso vale per l'organizzazione delle procedure di pianificazione e di costruzione in materia.
Considerato quanto precede e in base alla mozione della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), trasmessa sotto forma di postulato dalle Camere, Confederazione e Cantoni hanno avviato insieme i lavori per uniformare anzitutto le definizioni e le procedure di misurazione.
In questo ambito è stato inoltre discusso in modo approfondito il modo in cui realizzare con successo l'obiettivo di armonizzazione. Dalle discussioni è emerso chiaramente che la modifica costituzionale necessaria per una regolamentazione a livello federale attualmente non avrebbe alcuna possibilità di successo sul piano politico. Ha invece riscontrato ampio consenso una soluzione consistente in un concordato intercantonale, che tiene conto delle strutture federalistiche del nostro Paese e della suddivisione delle competenze in vigore.
L'armonizzazione delle definizioni e delle procedure di misurazione in campo edilizio costituisce un primo passo importante verso l'unificazione del diritto in materia, la cui necessità è oramai generalmente riconosciuta. I lavori preliminari in vista dell'elaborazione di un concordato intercantonale sono nel frattempo avanzati e ciò permetterà alla Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente (DTAP) di condurre una procedura di consultazione nel corso del secondo trimestre di quest'anno. Allo stato attuale dei lavori, i Cantoni potranno aderire al concordato probabilmente dall'inizio del 2005.
Le possibilità di ottenere buoni risultati grazie alla collaborazione con i Cantoni sono buone. A condizione che vi sia l'approvazione dei Cantoni facenti parte del concordato, sarà anche possibile al momento opportuno estendere l'unificazione anche ad altri settori. Si potrà ad esempio verificare in una fase successiva la possibilità di realizzare anche un'armonizzazione delle procedure.
Per quanto concerne il diritto in materia di energia, spetta in primo luogo ai Cantoni la competenza di emanare provvedimenti riguardo al consumo energetico negli edifici (art. 89 cpv. 4 Cost.). La legge sull'energia del 26 giugno 1998 (LEne; RS 730.0) e la relativa ordinanza definiscono il quadro normativo per la legislazione cantonale in campo energetico. Al fine di attuare la politica svizzera in materia di clima e di energia nell'ambito del programma SvizzeraEnergia, la Conferenza dei direttori cantonali dell'energia ha approvato le prescrizioni tipo nel settore energetico (MuKEn). Queste prescrizioni contengono in dieci moduli tutti gli elementi necessari per una politica energetica globale ed efficace applicata agli edifici. La loro attuazione è in corso; diciassette Cantoni hanno adottato il modulo di base, undici di essi hanno anche soddisfatto i requisiti più ampi relativi ai nuovi edifici.
Nella maggior parte dei Cantoni, l'esecuzione della legislazione cantonale in materia energetica spetta ai Comuni. In questo ambito anche una legge federale non cambierebbe nulla. In relazione all'esecuzione cantonale si stanno compiendo sforzi di armonizzazione soprattutto a livello regionale. Ad esempio, gli otto Cantoni della Svizzera orientale (ZH, SH, TG, SG, AI, AR, GL e GR) hanno introdotto un formulario unitario per la dichiarazione sul consumo e la produzione di energia, che è stato adottato anche dai Cantoni di Argovia, Ticino e Soletta.
In relazione al programma di sgravio 2003, nel corso della procedura di consultazione sono state decisamente respinte, quale alternativa al programma SvizzeraEnergia, la centralizzazione e l'inasprimento delle norme edilizie richiesti nella mozione.
Lo standard Minergie è sostenuto da tutti i Cantoni e dalla Confederazione nell'ambito di SvizzeraEnergia, tuttavia esso non può ancora avere valore di norma edilizia, poiché sono necessarie ulteriori esperienze in merito. Un adeguamento costante delle prescrizioni energetiche allo stato della tecnica è necessario a livello di ordinanza ed è attualmente in corso.
Considerati l'atteggiamento positivo dei Cantoni e la loro chiara disponibilità ad armonizzare le norme edilizie e a semplificare il diritto in collaborazione con la Confederazione, per ora si ritiene opportuno continuare a perseguire l'obiettivo voluto mediante un concordato intercantonale e l'attuazione delle disposizioni di legge basate sulle prescrizioni tipo.
Proposta del Consiglio federale
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.