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04.3337 · Interpellanza · 2004-06-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

1. Gli agricoltori svizzeri producono derrate alimentari di alta qualità e soddisfano i più rigidi requisiti in materia di ecologia, benessere degli animali e sicurezza delle derrate alimentari. Nell'ambito dei negoziati dell'OMC sull'agricoltura, questi aspetti sono relegati ai margini. Il Consiglio federale non condivide forse il timore che tutti gli sforzi degli agricoltori svizzeri nell'osservare i suddetti requisiti vengano vanificati se i negoziati sull'agricoltura si limiteranno a definire una riduzione delle barriere doganali invece che direttive vincolanti in materia di ecologia, benessere degli animali e sicurezza delle derrate alimentari?

2. Di fronte a un'apertura del mercato, l'agricoltura svizzera si trova in una posizione particolarmente vulnerabile. A detta degli esperti, soprattutto l'introduzione di un limite massimo per le tariffe doganali ("capping") avrebbe conseguenze estremamente negative. Il Consiglio federale ritiene che il cosiddetto "capping" sarà parte integrante dell'Accordo sull'agricoltura che deve essere approvato nell'ambito del ciclo di Doha? A quanto pensa che ammonteranno le perdite degli agricoltori se il "capping" dovesse effettivamente essere introdotto?

3. L'applicazione dell'Accordo bilaterale sul formaggio e l'abbandono del contingentamento lattiero pongono già di per sé sfide importanti all'agricoltura svizzera. Più ampie concessioni nel quadro dell'OMC creerebbero un'ulteriore pressione per le famiglie di agricoltori svizzeri. Il Consiglio federale non ritiene che la sostenibilità sociale dell'agricoltura sarebbe messa in discussione se nei negoziati dell'OMC venissero fatte concessioni più ampie rispetto a quanto previsto dall'attuale mandato della Svizzera?

4. Il Consiglio federale ha in programma dei provvedimenti per contenere gli effetti negativi a scapito delle famiglie di agricoltori e per garantire la sostenibilità sociale nel caso in cui nei negoziati dell'OMC sull'agricoltura dovessero effettivamente essere fatte concessioni più ampie rispetto a quanto previsto dall'attuale mandato della Svizzera? Se sì, quali?

Begründung

I negoziati dell'OMC sono d'importanza fondamentale per l'economia svizzera. Diversi rami commerciali sono particolarmente interessati a un accesso al mercato il più libero possibile. Anche l'agricoltura è a favore di regole del commercio internazionale chiare e trasparenti. Per il momento sembra che il ciclo di Doha dei negoziati dell'OMC sia completamente incentrato sull'agricoltura e che il principale obiettivo sia di ottenere una maggiore liberalizzazione del mercato in questo settore. Per questo, nei negoziati sull'agricoltura si discute in particolare dell'accesso al mercato, mentre le tematiche non direttamente legate al commercio ("non trade concerns") passano in secondo piano. È quindi legittimo chiedersi in che misura il modello svizzero di un'agricoltura multifunzionale e qualitativa venga messo in discussione da negoziati sull'agricoltura incentrati su un solo obiettivo. Il contesto socio-politico ha imposto all'agricoltura svizzera un quadro normativo molto rigido in materia di ecologia, protezione degli animali e sicurezza delle derrate alimentari. Facendo concessioni più ampie in materia di accesso al mercato si rischierebbe di minimizzare gli standard svizzeri nei suddetti ambiti.

L'agenda della politica agricola si preannuncia molto impegnativa. L'applicazione dell'Accordo bilaterale sul formaggio e l'abbandono del contingentamento lattiero pongono già di per sé sfide importanti all'agricoltura svizzera esercitando ulteriore pressione sui prezzi alla produzione e facendo scendere ancor di più il reddito degli agricoltori. Se l'OMC dovesse fare concessioni più ampie, questa pressione potrebbe intensificarsi a scapito delle famiglie di agricoltori e della sostenibilità sociale dell'agricoltura stessa.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 1° agosto 2004, in occasione del vertice del Consiglio generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra, i 147 membri dell'OMC hanno raggiunto un accordo sul quadro negoziale che permetterà di rilanciare le trattative del Programma di Doha sullo sviluppo. In questo modo, invece di perdere un altro anno di negoziati, il ciclo di Doha, iniziato il 14 novembre 2001, potrà continuare il suo corso. La Decisione adottata dal Consiglio generale a Ginevra ha quindi permesso di fissare i punti cardine dei negoziati in materia di accesso al mercato per prodotti non agricoli e per l'agricoltura (cosa che non si era riusciti a fare a Doha), di dare impulso ai negoziati sui servizi e altri temi e di avviare trattative in materia di facilitazione degli scambi. In particolare, è stato rimosso l'ostacolo che a Cancun intralciava qualsiasi decisione: la suddetta Decisione, infatti, tiene conto degli interessi dei Paesi in via di sviluppo. Le modifiche apportate al testo della Decisione durante le due settimane di negoziati e, soprattutto, durante la notte del 31 luglio, sono state incentrate proprio su questi Paesi. Infine, sono state create le basi necessarie per affrontare la prossima fase di negoziati in cui verranno discusse in dettaglio le cifre concrete (cosiddette "modalità").

La Svizzera ha potuto accogliere la Decisione adottata a Ginevra senza per ciò dover modificare il mandato emesso dal Consiglio federale in vista della 5a Conferenza ministeriale dell'OMC a Cancun (settembre 2003). Per quanto riguarda più in particolare l'agricoltura, al centro dei negoziati fin dall'inizio del ciclo di Doha, l'obiettivo delle trattative sin da marzo 2003 è stato di definire il quadro negoziale in materia di accesso al mercato, di sostegno interno e di sovvenzioni all'esportazione. Lo scopo dei negoziati del Consiglio generale era quindi soltanto di stabilire questo quadro negoziale e non di discuterne le modalità.

Il ruolo svolto dalla Svizzera nell'ambito di negoziati GATT o OMC non è mai stato così preminente come in questo ciclo negoziale, e ciò grazie al fatto che il nostro Paese coordina il gruppo dei dieci principali importatori netti di prodotti agricoli (G10). Ciò spiega almeno in parte le modifiche apportate al testo della Decisione del 1° agosto in favore dei G10 e della Svizzera rispetto al testo Derbez di Cancun: il testo di questa Decisione è molto più dettagliato e lascia quindi meno spazio a dubbi sulla svolta che prenderanno i negoziati. Gli aspetti principali dei negoziati sull'agricoltura sono riportati nell'allegato A alla Decisione del Consiglio generale e possono essere riassunti come segue:

Accesso al mercato: la Dichiarazione ministeriale di Doha auspica una riduzione sostanziale e uniforme dei diritti doganali. I diritti doganali più elevati saranno ridotti in misura superiore rispetto a quelli più bassi. La possibilità che venga introdotto un limite massimo per le tariffe doganali ("capping") è praticamente da escludersi. In questo senso, il testo della Decisione del Consiglio generale pone meno esigenze rispetto al testo Derbez di Cancun. I prodotti sensibili potranno beneficiare di una riduzione tariffaria inferiore rispetto a quella a cui sarebbero stati assoggettati secondo una riduzione generalizzata. In contropartita, saranno aumentati i contingenti tariffari o adottate altre misure di liberalizzazione. È proprio quest'ultimo "prezzo" da pagare e, più in generale, l'accesso al mercato che può causare i problemi maggiori per la Svizzera e i Paesi affini.

Sostegno interno: la Decisione del Consiglio generale prevede una riduzione del sostegno interno tanto maggiore quanto tale sostegno è più elevato. Così come per l'accesso al mercato, si auspica una riduzione sostanziale e uniforme del sostegno a seconda dei prodotti e una limitazione del sostegno per prodotto. Le modalità precise di questa riduzione non sono però ancora state definite. Per la Svizzera, la riduzione del sostegno interno non rappresenterà un problema troppo importante dato che è già stato ampiamente ridotto nell'ambito delle tappe precedenti della riforma agricola.

Sovvenzioni all'esportazione: la Dichiarazione ministeriale di Doha prevede di eliminare qualsiasi tipo di aiuto all'esportazione (sovvenzioni all'esportazione, crediti all'esportazione di una durata superiore a 180 giorni, determinate forme di commercio statale e modalità di aiuto alimentare). La durata del periodo di transizione e quindi il momento preciso in cui saranno soppressi gli aiuti all'esportazione verranno stabiliti durante la fase dei negoziati sulle modalità (si può comunque supporre che il periodo di transizione durerà dai 5 ai 10 anni). La soppressione delle sovvenzioni svizzere all'esportazione di alcuni prodotti di base (in particolare, il latte in polvere) e trasformati ("legge cioccolato") avrà conseguenze sui prezzi e le quote di mercato di cui dispone oggi l'agricoltura nazionale.

È presumibile che l'implementazione degli impegni assunti a Doha si estenderà approssimativamente nello stesso arco di tempo della Politica Agricola 2011. Per la soppressione delle sovvenzioni all'esportazione il periodo di transizione sarà probabilmente più lungo.

Gli effetti degli attuali negoziati sull'agricoltura saranno decisamente più consistenti di quelli del ciclo di Uruguay e, per poter essere socialmente sostenibili, le riforme della politica agricola dovranno essere suddivise in due periodi (PA 2007 e PA 2011). Il ritmo degli adeguamenti strutturali potrà essere stabilito soltanto una volta che gli impegni saranno definitivi, ma non potrà comunque essere più lento di quanto previsto nell'ambito della PA 2007.

Al termine del periodo di implementazione si avrà quindi una diminuzione della protezione alla frontiera e del sostegno interno (in grado di distorcere il commercio), mentre saranno eliminate tutte le sovvenzioni all'esportazione. La portata delle concessioni da farsi sarà stabilita durante la prossima fase di negoziati che comincerà in ottobre 2004 e che dovrebbe concludersi con la 6 conferenza ministeriale dell'OMC prevista per dicembre 2005 a Hong Kong. Inutile dire che si tratterà di negoziati difficili.

In base a quanto spiegato sopra, si può ora rispondere in modo più specifico alle domande poste nel testo dell'interpellanza.

1. Anche il Consiglio federale ritiene che le prime versioni del testo in base alle quali è stata poi redatta la Decisione del 1° agosto 2004 del Consiglio generale dell'OMC dedicassero troppo spazio alle questioni dell'accesso al mercato rispetto ad altre considerazioni di ordine non commerciale (o "non trade concerns", come ad es. i compiti multifunzionali dell'agricoltura). I negoziati di fine luglio hanno permesso di ristabilire un equilibrio tra tematiche commerciali e non commerciali. Il Consiglio federale è soddisfatto del fatto che la Decisione del 1° agosto non abbia messo in discussione la "green box", nostro principale strumento per affrontare considerazioni di ordine non commerciale. In linea di massima, il fatto che l'agricoltura continui a svolgere i compiti multifunzionali definiti nell'articolo 104 della Costituzione federale non è in contrasto con una maggiore apertura dei mercati agricoli. Non si può quindi concludere che gli aspetti ambientali, di protezione degli animali ecc. siano stati relegati ai margini. Peraltro, la sicurezza degli alimenti è trattata dall'Accordo sull'applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie e tale Accordo non è oggetto di questo ciclo di negoziati. Il Consiglio federale intende invece utilizzare i negoziati sulle modalità per proteggere quanto più possibile la dimensione multifunzionale dell'agricoltura in tutti gli impegni che saranno assunti nell'ambito del ciclo di Doha.

2. Il Consiglio federale è soddisfatto del fatto che i membri dell'OMC abbiano escluso la possibilità di un "capping" e che, parallelamente, i prodotti sensibili potranno beneficiare di una riduzione tariffaria inferiore rispetto a quella a cui sarebbero stati assoggettati in base a una riduzione generalizzata. In questo modo, il rischio che alla fine venga introdotto un "capping" è ancora più ridotto. D'altro canto, i membri che designeranno dei prodotti sensibili dovranno fare i conti con un aumento dei contingenti tariffari oppure con un'ulteriore riduzione dei diritti doganali per questi prodotti. I problemi principali per la Svizzera, e Paesi affini, possono quindi risultare soprattutto dall'accesso al mercato in generale e, in particolare, dall'obbligo di compensare un trattamento meno rigido dei prodotti sensibili.

3. Nonostante i passi in avanti fatti con la Decisione del 1° agosto, il Consiglio federale continuerà a seguire attentamente gli sviluppi dei negoziati sulle modalità in ambito agricolo per accertarsi che le conseguenze delle concessioni in termini di accesso al mercato, sostegno interno e sovvenzioni all'esportazione siano socialmente sostenibili. Gli effetti dell'accordo agricolo tra Svizzera e UE e l'abolizione del contingentamento lattiero nonché le altre riforme adottate nell'ambito della PA 2007 bilanceranno almeno in parte, soprattutto per quanto concerne le sovvenzioni all'esportazione, le conseguenze di un nuovo accordo sull'agricoltura all'OMC. Il mantenimento della "green box" dell'OMC permetterà di continuare i pagamenti diretti (nella misura dei mezzi finanziari federali a disposizione) volti a coprire i costi supplementari che gli agricoltori dovranno affrontare per raggiungere gli obiettivi sociali in materia, ad esempio, di protezione dell'ambiente e di benessere degli animali. La Svizzera ha potuto accogliere la Decisione del 1° agosto del Consiglio generale senza per ciò dover modificare il mandato emesso dal Consiglio federale; il testo negoziato dà infatti adito a diverse interpretazioni in vari settori e soltanto nell'ambito dei negoziati sulle modalità si potranno chiarire tutte le ambivalenze. Il Consiglio federale preciserà e completerà il mandato consultando a tal fine le commissioni di politica estera delle due Camere.

4. Il Consiglio federale seguirà attentamente i negoziati sulle modalità per assicurarsi che l'adeguamento strutturale causato da una maggiore apertura del mercato, dalla riduzione del sostegno interno e dalla soppressione delle sovvenzioni all'esportazione sia socialmente sostenibile e compatibile con l'evoluzione delle finanze federali.

Le tappe successive della politica agricola (PA 2011/2015) dovranno tener conto di questi sviluppi.

Risposta del Consiglio federale.