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05.1032 · Interrogazione · 2005-03-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, che precedentemente era competente per l'assicurazione malattie, ha ordinato un esame bibliografico in materia (assistenza post-parto alle puerpere, 2002) che facesse riferimento soprattutto a studi internazionali. Da esso risulta che vi sono diversi modelli di assistenza per le puerpere. Si basano o su un'assistenza post-parto istituzionale prestata da ospedali o centri sanitari oppure su un'assistenza personale da parte di operatori del settore sanitario. Le offerte di natura ambulatoriale sono costituite soprattutto da visite a domicilio, consultazioni negli studi privati o contatti telefonici. Gli aspetti centrali dell'offerta nell'ambito dell'assistenza post-parto sono: l'individuazione dei problemi di salute; l'istruzione nell'ambito della nutrizione, dell'accudimento del bambino e dell'allattamento al seno; il sostegno pratico nella vita di tutti i giorni.

2. Poggiandosi sull'esame bibliografico summenzionato, sui rapporti "Schwangerschaft, Mutterschaft, Erwerbstätigkeit und Gesundheit" (UFSP, 2004, disponibile solo in tedesco) e sul rapporto di sintesi "Sexuelle und reproduktive Gesundheit in der Schweiz" (UFSP, 2003, disponibile solo in tedesco e in francese), nonché su "Materialien zu einer nationalen Stillstudie" (UFSP, pubblicazione prevista per la fine del 2005), il Consiglio federale è in grado di rispondere alla domanda come segue: in un confronto internazionale, in Svizzera la situazione per quanto concerne la salute sessuale e riproduttiva della popolazione può essere considerata da buona a molto buona, con differenze riscontrabili tra donne migranti e Svizzere. La mortalità delle madri, sempre in un confronto internazionale, è bassa (presso la popolazione delle donne migranti leggermente più elevata).

Oggi, in Svizzera il 55 per cento dei bambini nasce in reparti maternità di cliniche o ospedali, che possono vantare il riconoscimento ufficiale "ospedale amico dei bambini" conferito dall'UNICEF. Da uno studio nazionale sull'allattamento al seno emerge che in cliniche di questo tipo i neonati sono più spesso allattati al seno. La raccomandazione dell'OMS (sei mesi di solo allattamento al seno) tuttavia non è ancora stata realizzata (solo il 25 per cento dei bambini).

Spesso, dopo il parto, le mamme avvertono sintomi psichici e/o fisici. La depressione post-parto, ad esempio, non è diagnosticata sistematicamente come tale nella maggioranza delle puerpere e pertanto non viene prescritto alcun trattamento. Inoltre, i problemi di salute nel periodo successivo al parto sono da mettere in relazione con preoccupazioni di ordine finanziario, con una formazione precaria, con il fatto di essere nubile o/e con la mancanza di un sostegno sociale. Studi più recenti condotti su un lungo lasso di tempo contraddicono le conclusioni precedenti, secondo cui di regola bastano otto settimane per recuperare lo stato di salute fisico e psichico.

L'assistenza post-parto ha acquistato importanza dal momento in cui si è accentuata la tendenza alla riduzione della durata di degenza ospedaliera delle donne che partoriscono. Questa funzione è assunta da consulenti in allattamento al seno e in lattazione, consulenti per le madri e levatrici. Prescindendo dal modello di assistenza, il grado di soddisfazione della puerpera è legato alla sua possibilità di controllo e di decisione rispetto alle offerte di prestazione, alla loro durata, frequenza e al momento in cui esse sono fornite. Spesso le offerte di sostegno proposte in un programma standard approntato dai fornitori di prestazioni non rispondono ai reali bisogni della puerpera.

Per quanto concerne l'assistenza perinatale e le questioni legate alla pianificazione familiare si osservano lacune nell'offerta di prestazioni rispondenti alle esigenze delle donne migranti, delle giovani donne e delle madri nubili.

3. Non è possibile esprimere una valutazione generalizzata sui modelli di assistenza esistenti per quanto attiene all'efficacia, all'appropriatezza e all'economicità e dato che le diverse offerte non soggiacciono interamente all'obbligo di assunzione delle prestazioni da parte dell'assicurazione malattie obbligatoria. A prescindere dal luogo di degenza delle puerpere, le seguenti prestazioni specifiche di maternità (art. 29 LAMal) sono assunte dall'assicurazione malattie: esami di controllo dopo il parto, cure necessarie, consulenza per l'allattamento. L'ultima prestazione è rimunerata conformemente alla LAMal solo se fornita da levatrici o da personale con formazione specifica in consulenza sull'allattamento al seno. Non si può quindi rispondere esaurientemente alla domanda posta; per quella parte di prestazioni per la quale vige l'obbligo di assunzione secondo la LAMal, va comunque detto che l'efficacia, l'appropriatezza e l'economicità costituiscono una condizione prevista dalla legge che deve essere soddisfatta affinché i costi possano essere assunti dagli assicuratori.

Risposta del Consiglio federale.