05.3090 · Interpellanza · 2005-03-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
L'agricoltura svizzera produce attualmente il 60 per cento circa dei prodotti alimentari consumati all'interno del nostro Paese. Questo grado d'autoapprovvigionamento è rimasto praticamente invariato dalla seconda guerra mondiale. Se paragonato a quello dei Paesi dell'Unione europea, esso risulta poco elevato. Oggigiorno la sovranità alimentare e la garanzia dell'approvvigionamento, ancorata nella nostra Costituzione, hanno assunto una valenza più che mai importante. L'autoapprovvigionamento in prodotti alimentari di prossimità, ottenuti secondo elevati standard ecologici, svolge un ruolo fondamentale in una politica agricola rispettosa dell'ambiente, che si preoccupa di garantire la qualità dei prodotti alimentari. È proprio questo aspetto ad essere minacciato dalla politica dell'OMC e da una politica anarchica in materia di pianificazione del territorio, che favorisce l'estensione delle zone edificabili. Alla luce di quanto precede rivolgiamo al Consiglio federale le seguenti domande.
1. Il mandato costituzionale assegnato all'agricoltura è finalizzato in particolare a "garantire l'approvvigionamento della popolazione" (art. 104 Cost.). Secondo il Consiglio federale qual è il grado minimo d'autoapprovvigionamento necessario per adempiere tale mandato?
2. In questi ultimi dieci anni circa 30 000 aziende hanno cessato la loro attività. Benché finora la superficie agricola utile non abbia subito un calo di tale entità, sono andate perse centinaia di ettari e i terreni fertili sono minacciati dal progredire dell'urbanizzazione. Questa tendenza continua nonostante gli sforzi profusi in materia di pianificazione del territorio. Il piano settoriale delle superfici per l'avvicendamento delle colture può ancora garantire il mantenimento delle superfici agricole utili? Quali sono i provvedimenti che il Consiglio federale intende adottare per preservare a lungo termine le terre necessarie per una produzione agricola di prossimità, sufficiente per l'approvvigionamento del Paese e conforme ai principi dello sviluppo sostenibile nonché per proteggerle da un'eccessiva urbanizzazione?
3. In materia di pianificazione del territorio gli attuali piani d'utilizzazione anticipano già la probabile chiusura di numerose aziende agricole che sarebbe la conseguenza di una politica agricola sottoposta agli imperativi dell'OMC?
Stellungnahme des Bundesrates
1. A parte qualche lieve fluttuazione, il grado d'autoapprovvigionamento del Paese in prodotti alimentari si mantiene stabile. Nel 2002 ammontava al 61 per cento circa (energia, prodotti vegetali: 45 per cento, prodotti di origine animale: 94 per cento). L'evoluzione mostra che il mutamento strutturale nell'agricoltura non ha praticamente alcun impatto su di esso. Le superfici produttive che cessano di essere gestite vengono sfruttate dalle restanti aziende. Attualmente non è possibile valutare a che livello potrà o dovrà essere mantenuto il grado d'autoapprovvigionamento dopo l'applicazione dei risultati del prossimo ciclo di negoziati dell'OMC. La questione concernente il futuro livello della produzione agricola svizzera sarà analizzata esaurientemente nel quadro dei lavori sulla Politica agricola 2011. Per mantenere la produzione ai livelli attuali è necessario rafforzare ulteriormente la competitività dell'intero settore agroalimentare. Con la Politica agricola 2011 il Consiglio federale ha gettato le basi per consentire all'agricoltura di ridurre i costi e produrre in maniera efficiente. È quindi superfluo stabilire un grado minimo d'autoapprovvigionamento per l'adempimento del mandato costituzionale finalizzato a garantire l'approvvigionamento della popolazione (art. 104 cpv. 1 lett. a Cost.).
2. Gli interessi legati al suolo sono molteplici. Soprattutto nell'altipiano la notevole espansione degli insediamenti esercita una forte pressione sulle migliori superfici agricole. Con il provvedimento 13 della strategia del Consiglio federale per lo sviluppo sostenibile (2002), s'intende stabilizzare e ridurre l'utilizzo del suolo e quindi anche la perdita di terreni coltivabili. L'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) persegue tale obiettivo anche attraverso il nuovo rapporto sullo sviluppo territoriale (2005). Nel piano delle superfici per l'avvicendamento delle colture (PSAC), il Consiglio federale ha fissato a 438 560 ettari l'area minima delle superfici per l'avvicendamento delle colture (SAC) e ha provveduto alla ripartizione tra i cantoni (entrata in vigore l'8 aprile 1992). Le SAC comprendono, per principio, i terreni coltivabili. Alla fine del 2003, l'ARE ha condotto un sondaggio presso i cantoni in riferimento all'applicazione del piano succitato. L'analisi dei dati raccolti ha evidenziato che benché a livello nazionale sia probabilmente ancora disponibile l'area minima delle SAC, il margine di manovra dei cantoni è diminuito. In alcuni cCantoni vi sono segnali che indicano che l'area minima cantonale non sarebbe più garantita. Si è rilevata pure un'incertezza circa l'esecuzione ed è stata proposta una revisione. Un aiuto per l'esecuzione è attualmente in fase d'elaborazione e dovrebbe essere pubblicato nel corso di quest'anno. A medio termine è prevista una rielaborazione del PSAC finalizzata a proteggere in modo efficace e sostenibile l'area minima delle SAC.
3. Comuni e cantoni dispongono degli strumenti pianificatori necessari per contrastare, con il sostegno della Confederazione, eventuali sviluppi non auspicati a livello territoriale. Al momento di prendere simili decisioni vengono ponderati gli interessi economici nonché quelli della protezione della superficie agricola utile e del paesaggio. I risultati del ciclo di negoziati dell'OMC non avranno ripercussioni dirette sui piani d'utilizzazione comunali o sulla loro approvazione da parte dei cantoni. Non sono previste nemmeno nuove esigenze per quanto riguarda la struttura dei piani d'utilizzazione. Inoltre, la perdita di superfici produttive pregiate non va ricondotta alla diminuzione del numero delle aziende agricole. L'obiettivo della politica agricola del Consiglio federale resta il rafforzamento della competitività nel quadro di un processo socialmente sostenibile. Questo aspetto, unitamente alla conservazione di terreni di buona qualità, rappresenta un presupposto per la produzione agricola in Svizzera.
Risposta del Consiglio federale.