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05.3454 · Postulato · 2005-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a:

- esaminare, in collaborazione con la CDPE, quali condizioni sono atte a garantire la parità di trattamento di tutti gli scolari interessati a partecipare a un'esperienza di scambio, indipendentemente dal cantone o dalla scuola di provenienza. Tali norme, valide in tutta la Svizzera, dovranno essere elaborate dalla CDPE e da Intermundo, l'associazione svizzera delle organizzazioni di scambio di giovani;

- promuovere, in collaborazione con la CDPE nell'ambito delle sue attività, gli scambi scolastici con l'estero.

Begründung

Per molti giovani l'anno di scambio è un'esperienza che schiude loro nuovi orizzonti e li aiuta a entrare nell'età adulta.

Per un anno si immergono in un'altra cultura, scoprendo in prima persona altri usi, costumi e modi di vivere. Il fatto di doversi adeguare a nuove situazioni stimola lo spirito di apertura e la capacità di adattamento. D'altra parte i giovani sono spinti a riflettere su se stessi, sul contesto dal quale provengono, ma anche sul proprio Paese. Tutte queste esperienze aiutano a maturare e sviluppare la propria personalità.

L'anno di scambio incide positivamente sul futuro scolastico-formativo dei giovani che:

- conservano più a lungo la lingua imparata e usata nella vita di tutti i giorni;

- sviluppano notevolmente le loro competenze sociali.

Gli effetti di un anno di scambio sono benefici anche sul piano professionale:

- la conoscenza della cultura, degli usi e costumi e della vita politica di un Paese è fondamentale per l'economia svizzera, che intrattiene stretti rapporti con l'estero;

- chi vi partecipa dispone di una solida base di conoscenze interculturali.

L'anno di scambio consente ai giovani di acquisire competenze chiave e costituisce pertanto un investimento educativo proficuo sotto molti punti di vista. Oltre a stimolare lo sviluppo personale attraverso la conoscenza di un'altra cultura, favorisce una migliore comprensione tra i popoli e quindi la pace nel mondo, un tema che tradizionalmente sta molto a cuore alla Svizzera.

In Svizzera purtroppo questa esperienza è preclusa a un numero crescente di giovani. Da un lato perché le scuole applicano criteri di selezione dissimili (in alcune scuole, per esempio, è richiesta una media del 5,0 per poter partecipare a un anno di scambio, in altre invece basta un 4,5). Dall'altro perché la partecipazione a programmi di scambio è ostacolata, se non addirittura resa impossibile, da difficoltà amministrative specifiche delle scuole.

Un ulteriore ostacolo è dato dal fatto che alcuni cantoni, nell'ambito della riforma della maturità, hanno abbreviato la durata della formazione liceale, riducendo così notevolmente le possibilità di partecipare a un anno di scambio. Tutte queste difficoltà amministrative contribuiscono alla disparità di trattamento tra i giovani interessati a partecipare a un anno di scambio.

Infine va detto che alcune scuole svizzere non organizzano (più) scambi con allievi di altre culture per motivi finanziari e/o logistici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è dell'avviso che l'anno di scambio sia proficuo sotto molti aspetti, soprattutto quando permette ai giovani di scoprire una nuova cultura e di imparare una nuova lingua. Questi scambi meritano pertanto di essere sostenuti.

Sono molte le organizzazioni che offrono ai giovani possibilità di scambi educativi. Particolarmente degni di menzione sono, in questo contesto, la fondazione ch per la collaborazione intercantonale (soprattutto scambi scolastici nazionali e internazionali) e l'associazione svizzera delle organizzazioni di scambio di giovani Intermundo (scambi scolastici ed extrascolastici), citata nel postulato. La Confederazione e la CDPE hanno stretti contatti con entrambe le organizzazioni: la fondazione ch è stata incaricata da diversi servizi federali interessati e dalla CDPE di fungere da agenzia nazionale per lo scambio nazionale e internazionale di insegnanti. In virtù di tale mandato, la fondazione ch svolge compiti di informazione, coordinamento, consulenza e mediazione. Intermundo ha il mandato di gestire la partecipazione della Svizzera al programma europeo "Gioventù", di stampo extrascolastico. Va inoltre ricordato che la Confederazione sostiene diverse attività di scambio attraverso la partecipazione a programmi europei per l'educazione (Erasmus e Comenius).

L'autrice del postulato critica che gli scambi siano ostacolati da un numero crescente di difficoltà e che non sia più assicurata la parità di trattamento dei giovani interessati a un'esperienza di scambio. Il Consiglio federale non ha la competenza di elaborare né di imporre criteri validi per tutta la Svizzera. Unitamente alla CDPE s'impegnerà invece, nell'ambito delle sue competenze e responsabilità, a fare in modo che anche in futuro vengano promosse opportunità di scambio. A prescindere dalle misure già adottate, non ritiene tuttavia necessario un suo intervento diretto e immediato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.