06.3343 · Postulato · 2006-06-22
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a elaborare un rapporto, al più tardi due anni dopo l'introduzione del software Logib, che faccia luce sui seguenti aspetti:
a. applicazione dello strumento nell'economia privata (nei vari settori e a seconda delle dimensioni delle aziende);
b. bilancio delle aziende (in particolare onere supplementare, difficoltà, adeguamenti salariali conseguenti).
In base ai risultati ottenuti nell'economia privata, la Confederazione dovrà studiare se e come lo strumento Logib potrà essere reso obbligatorio in tutte le aziende con più di 50 dipendenti.
La Confederazione dovrà inoltre esaminare quali strumenti permettono di controllare il rispetto della parità salariale nelle aziende con meno di 50 dipendenti.
Begründung
Nonostante la Svizzera si sia dotata di una legge sulla parità dei sessi, lo scarto salariale tra donne e uomini è ancora manifesto. Dalla primavera 2006, la Confederazione mette a disposizione delle aziende del settore privato con almeno 50 dipendenti il software Logib che permette di controllare il rispetto della parità salariale tra donne e uomini. L'applicazione dello strumento, basato su metodi di analisi economico-statistici, non richiede conoscenze specifiche. È opportuno seguire con la dovuta attenzione l'accoglienza che l'economia privata riserverà a questo strumento e gli insegnamenti che si potranno trarre dall'iniziativa.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Le aziende sono per la maggior parte convinte di riservare lo stesso trattamento a donne e uomini. È quanto emerge da un'inchiesta realizzata per valutare l'efficacia della legge sulla parità dei sessi, alla quale hanno partecipato 2076 responsabili del personale del settore sia pubblico che privato. Lo strumento Logib, sviluppato su incarico dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), consente alle aziende di controllare se rispettano effettivamente il principio della parità salariale, senza che terzi vengano a conoscenza della verifica e dei relativi risultati. Proprio per questo l'applicazione può essere scaricata gratuitamente e in forma anonima da Internet. Un rapporto dettagliato come quello richiesto nel postulato sarebbe inconciliabile con questa strategia. La sua elaborazione richiederebbe inoltre un onere non indifferente. Peraltro è opportuno rilevare che le esperienze maturate dalle aziende nella fase pilota e i feedback delle imprese sono esaminati dall'UFU e presi in considerazione per l'ulteriore sviluppo dello strumento.
La Confederazione non ha la competenza di obbligare tutte le aziende a verificare il rispetto della parità salariale con il software Logib. Soltanto il diritto in materia di appalti offre una certa possibilità di controllo: secondo la legge federale sugli acquisti pubblici, gli offerenti sono tenuti a garantire la parità salariale tra uomo e donna. Su richiesta, ne forniscono la prova con una dichiarazione.
Siccome Logib è basato su un metodo statistico, occorre una quantità minima di dati per giungere a conclusioni attendibili. Questo limite si situa a 30 a 50 dipendenti. Per le aziende più piccole si impone un altro approccio metodico, ad esempio una valutazione basata su tecniche di psicologia del lavoro.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.