06.3388 · Postulato · 2006-06-23
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di introdurre nella legislazione federale una disposizione intesa a prevenire il fallimento dell'impresa nonché la sua insolvenza, obbligando il datore di lavoro ad accettare le offerte di ripresa prima delle procedure d'esecuzione forzata. Questa proposta mira a completare il dispositivo legislativo vigente, ad esempio gli articoli 164 e 165 del Codice penale, che consente di punire il comportamento scorretto di un datore di lavoro, o l'articolo 337a del Codice delle obbligazioni, secondo cui il lavoratore può recedere immediatamente dal contratto in caso d'insolvenza del datore di lavoro.
Begründung
La Fonderia Boillat SA è stata fondata alla fine del 19° secolo a Reconvilier. Negli anni Ottanta, si è sviluppata e ingrandita migliorando la propria qualità e reputazione. Dalla fine degli anni Ottanta fino all'inizio degli anni Duemila la Boillat, divenuta ormai proprietaria del gruppo Swissmetal, ha dovuto subire i rischi legati alle fusioni, dei riscatti e delle audaci avventure finanziarie. Nel 2003, Martin Hellweg è nominato alla direzione generale di Swissmetal. Le controversie si moltiplicano fino all'annuncio dello sciopero, il 16 novembre. Viene quindi firmato un accordo che prevede, fra l'altro, la conferma dell'ubicazione di Reconvilier come anche un'equa rappresentazione dei due siti, Dornach e Reconvilier, nella direzione. Nel novembre 2005, la direzione di Swissmetal annuncia che le attività della fonderia saranno d'ora in poi concentrate a Dornach e che è programmata la soppressione della fonderia di Reconvilier. Il 25 gennaio 2006 è proclamato lo sciopero. Il consigliere federale Deiss incarica un mediatore, Rolf Bloch. Parallelamente, Swissmetal riacquista l'impresa germanica Busch-Jaeger, il che fa supporre che la direzione abbia l'intenzione di chiudere la sede di Reconvilier. Nel mese di marzo, termina lo sciopero e continua la mediazione. I clienti che avevano sostenuto l'officina di Reconvilier e i quadri dell'impresa sono penalizzati. Crescono le pressioni affinché Swissmetal venda la sede di Reconvilier. Durante il mese di marzo 2006, il mediatore Rolf Bloch annuncia che vi sarebbe l'interesse di taluni acquirenti. Ma, il 24 marzo, la direzione di Swissmetal smentisce aggiungendo che "le manifestazioni d'interesse dimostrate sono parzialmente fondate su condizioni irrealistiche. Swissmetal non venderà di certo le attività essenziali e strategiche dell'impresa".
Dal marzo al maggio 2006, l'officina di Reconvilier funziona nuovamente, ma non riesce più a garantire il fabbisogno della clientela, non forma più apprendisti come in precedenza e non può assicurare il rinnovo dei certificati ISO 9001. Nelle officine della Boillat non vi è più né rame, né zinco, né stagno. Alcuni macchinari sono trasferiti a Dornach, lo stock diminuisce ogni giorno di più. Tutti gli indizi convergono per dimostrare che la strategia imprenditoriale della direzione di Swissmetal porta scientemente l'officina di Reconvilier alla perdita, con l'obiettivo di trasferire la produzione nelle altre sedi appartenenti al medesimo gruppo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il compito principale dello Stato in un'economia di libero mercato è quello di creare le condizioni quadro che ne consentano il buon funzionamento. Nel fare ciò lo Stato deve astenersi dall'intervenire nell'autonomia dei privati. In particolare è suo compito garantire i diritti fondamentali - sanciti dalla Costituzione - della libertà economica e della garanzia della proprietà, sui quali si basa l'economia svizzera. Una componente essenziale di questi due diritti fondamentali è la libertà contrattuale.
Introdurre l'obbligo di accettare offerte di ripresa al fine di evitare procedure di esecuzione forzata non sarebbe consono a questo tipo di sistema giuridico. Una disposizione del genere infrangerebbe infatti tanto la garanzia della proprietà quanto la libertà contrattuale che prevede il diritto di non concludere alcun contratto. Al di là di queste osservazioni, vi è poi da chiedersi se un simile obbligo assumerebbe un significato autonomo. Poiché è nell'interesse di tutte le persone coinvolte nell'azienda - e quindi anche del management - puntare sulla sopravvivenza della società piuttosto che sulla sua liquidazione, si presuppone che siano prese in considerazione tutte le opportunità di risanamento. Ciò vale in linea di principio anche per le offerte di terzi di riprendere l'azienda o parti di essa. Al contrario, se l'azienda è indebitata al punto tale da considerare una ripresa economica praticamente impossibile, allora è bene che non vi sia alcuna offerta di ripresa.
Infine non va dimenticato che il fallimento è una possibile conseguenza di un'economia di libero mercato. L'obiettivo non può essere quello di risanare tutte le società insolventi. La concorrenza fa sì che le imprese non redditizie falliscano, lasciando il posto a nuove. Per il buon funzionamento dell'economia e del sistema giuridico svizzero, non vanno pertanto messe in questione né possibilità né la necessità di liquidazioni obbligatorie.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.